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    Dipendenti e amministratori PA: le 5 responsabilità giuridiche

    Chiunque eserciti funzioni di natura pubblica – tra questi dipendenti e amministratori della PA – può incorrere, nell’esercizio di queste funzioni, in 5 tipi di responsabilità, tra loro non incompatibili o alternative. Una condotta illecita infatti può riguardare una o più di queste:

    responsabilità civile (se il responsabile arreca danni patrimonialmente valutabili a terzi);responsabilità penale (se realizza una fattispecie di reato);responsabilità amministrativa (se arreca un danno erariale alla P.A.);responsabilità disciplinare (se viola, nell’ambito del rapporto con la P.A. datrice di lavoro, obblighi previsti dal CCNL, dalla legge o dal Codice di comportamento);responsabilità dirigenziale (per il solo personale dirigenziale che non raggiunga i risultati posti dal vertice politico o si discosti dalle direttive dell’organo politico).

    Da ciò deriva ovviamente un potere disciplinare nei confronti del dipendente o amministratore pubblico che violi una o più norme di comportamento. Allo scopo di inquadrare questa disciplina e chiarire gli aspetti della responsabilità giuridica degli esercenti funzioni pubbliche, è nato il corso online “Le cinque responsabilità giuridiche di dipendenti e amministratori pubblici”.

    La diretta online si svolge martedì 29 novembre 2022, dalle ore 9 alle ore 13. Una intera mattinata durante la quale il docente Marco Scognamiglio, magistrato della Corte dei conti, affronterà tutti gli aspetti del tema (ognuna delle descritte forme di responsabilità, evidenziandone i presupposti e le fonti normative, nonché le distinzioni e le possibili relazioni, in modo da orientare gli amministratori e i dipendenti pubblici nella scelta di azioni gestionali conformi ai principi ordinamentali, anche in considerazione delle importanti novità introdotte dai Decreti di “Semplificazione” del 2020 e 2021.

    Dipendenti e Amministratori PA: le 5 responsabilità giuridiche Nel corso online di martedì 29 novembre verranno affrontati tutti gli aspetti centrali delle responsabilità giuridiche di chi esercita funzioni pubbliche e il potere disciplinare che ne deriva. Iscriviti qui al corso

    Infine, un apposito focus sarà dedicato al ruolo del responsabile del procedimento.

    Il programma del corso
    Un corso in diretta online, organizzato da Formazione Maggioli con un programma intenso, focalizzato su tutti gli aspetti centrali della disciplina: dalle 5 responsabilità alla normativa anticorruzione. E poi ancora dalla responsabilità dei dirigenti al potere disciplinare. Ecco i punti cruciali del corso:

    Le cinque forme di responsabilità del dipendente pubblico.La responsabilità civile della P.A. e dei propri dipendenti.La responsabilità amministrativo-contabile.L’autore del danno e il rapporto di impiego o di servizio con la P.A.Il danno erariale.La condotta dannosa: le novità introdotte dai Decreti “Semplificazione” 2020 e 2021.La responsabilità penale: il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio.Corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio.La normativa anticorruzione.La responsabilità dirigenziale e la separazione tra politica e amministrazione.La performance.La responsabilità disciplinare.Il procedimento disciplinare.Il responsabile del procedimento.

    Dipendenti e Amministratori PA: le 5 responsabilità giuridiche Nel corso online di martedì 29 novembre verranno affrontati tutti gli aspetti centrali delle responsabilità giuridiche di chi esercita funzioni pubbliche e il potere disciplinare che ne deriva. Iscriviti qui al corso […]

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    Concorso Agenzia Dogane 2021, 40 dirigenti: calendario prova orale

    È stato pubblicato il diario della prova orale del Concorso Agenzia Dogane 2021, per titoli ed esami, destinato all’assunzione di 40 unità di personale di dirigente di seconda fascia, a tempo pieno ed indeterminato, per gli uffici centrali e periferici, di cui un posto riservato alla Provincia autonoma di Bolzano. I posti disponibili sono così suddivisi per codice di concorso:

    Settore amministrativo-contabile, n. 12 posti cui 1 riservato alla Provincia autonoma di Bolzano – codice concorso ADM/DIR-AMMSettore economico, n. 4 posti – codice concorso ADM/DIR-ECSettore legale, n. 6 posti – codice concorso ADM/DIR –LEGSettore internazionale, n. 1 posto – codice concorso ADM/DIR-INTSettore chimico-biologo, n. 6 posti – codice concorso ADM/DIR-LABSettore tecnico, n. 6 posti – codice concorso ADM/DIR-TCNSettore statistico informatico, n. 4 posti – codice concorso ADM/DIR-INFSettore medico, n. 1 posto – codice concorso ADM/DIR-MED

    Le prove orali si svolgeranno in un’unica giornata, presso la sede dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sita in Piazza Mastai, n.12 – Roma in data 11 gennaio 2023, a partire dalle ore 9.30. Nei prossimi paragrafi tutte le informazioni riguardo ai requisiti richiesti per partecipare alla procedura concorsuale, come inviare la domanda e quali prove d’esame sono previste dal bando.

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    Bando di concorso
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    Calendario prove orali
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    IndiceConcorso Agenzia Dogane 2021: requisitiConcorso Agenzia Dogane 2021: invio domandeConcorso Agenzia Dogane 2021: prove d’esameConcorso Agenzia Dogane 2021: valutazione titoli

    Concorso Agenzia Dogane 2021: requisiti
    Per l’ammissione al concorso i candidati devono essere in possesso dei seguenti requisiti, entro la data di scadenza del bando:

    cittadinanza italiana;titoli di studio e/o specifici requisiti riportati nei prospetti di cui all’articolo 1 del bando, relativi a ciascun profilo professionale;idoneità fisica all’impiego;godimento dei diritti civili e politici;non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo;non essere stati destituiti, dispensati o licenziati dall’impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero dichiarati decaduti o licenziati da un impiego presso una pubblica amministrazione per aver conseguito lo stesso mediante presentazione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti;non aver riportato condanne penali, passate in giudicato, per reati che comportano l’interdizione dai pubblici uffici o, in ogni caso, per reati contro la pubblica amministrazione o per reati aventi come soggetto passivo la pubblica amministrazione;per i candidati di sesso maschile, posizione regolare nei confronti del servizio di leva, secondo la normativa applicabile.

    Inoltre, i candidati devono essere altresì in possesso di uno dei seguenti requisiti obbligatori di ammissione:

    essere dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio o, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni statali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a quattro anni;essere in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, muniti del diploma di laurea, e di aver svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali.aver ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni, purché muniti di diploma di laurea.essere cittadini italiani, forniti di idoneo titolo di studio universitario, e aver maturato, con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea.

    Concorso Agenzia Dogane 2021: invio domande
    La domanda di partecipazione del concorso agenzia dogane 2021 è redatta e presentata in forma esclusivamente digitale, tramite il portale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, raggiungibile dal sito istituzionale www.adm.gov.it, entro e non oltre le ore 16 del 5 dicembre 2021.

    Concorso Agenzia Dogane 2021: prove d’esame
    La procedura di selezione del concorso agenzia dogane 2021 consiste nelle seguenti prove:

    una prova preselettiva;una prova scritta;una prova orale;valutazione dei titoli: viene resa nota ai candidati prima dell’effettuazione delle prove orali.

    Inoltre, per essere ammessi a sostenere la prova preselettiva, le prove scritte e la prova orale, i concorrenti devono essere muniti di un valido documento di riconoscimento.

    Prova preselettivaQualora il numero delle domande di partecipazione per ciascun codice di concorso sia pari o superiore a tre volte il numero rispettivo dei posti messi a concorso potrà essere effettuata una prova preselettiva. La prova sarà unica per tutti i codici di concorso, potrà svolgersi anche in giorni diversi non consecutivi e consisterà in un test, da risolvere in 60 minuti, composto da 60 quesiti a risposta multipla con tre opzioni di risposta, di cui una sola esatta, così articolato:

    20 domande attitudinali per la verifica della capacità logico-deduttiva e di ragionamento logico matematico,20 concernenti elementi di diritto penale e le funzioni della polizia giudiziaria,10 di lingua inglese e dieci di conoscenza base degli strumenti di office automation.

    Entro 10 giorni antecedenti allo svolgimento della prima giornata di prove preselettive sarà pubblicata la banca dati di 5000 quesiti dalla quale verranno estratte le domande da somministrare in ciascuna seduta d’esame. Saranno ammessi alla prova scritta i candidati che abbiano conseguito il punteggio di almeno 42/60. Le comunicazioni relative alle date e alle sedi, anche decentrate, di svolgimento della prova preselettiva saranno rese note tramite avviso pubblicato nel sito internet dell’Agenzia il 28 gennaio 2022.

    Prova scrittaLa prova scritta, a contenuto tecnico-pratico, si articola in:

    4 quesiti a risposta aperta, anche a carattere interdisciplinare, finalizzati a valutare la capacità argomentativa, l’acume critico nell’analisi dei problemi, la capacità di sintesi, l’attitudine ad esprimersi in modo semplice e chiaro su tutte o alcune delle materie indicate nel bando;40 quesiti a risposta multipla, (di cui 10 in lingua inglese) anche di carattere pratico, volte a valutare, sia le conoscenze teoriche sia le capacità di problem solving dei candidati su: elementi di disciplina in materia di accise, dogane e monopoli, regolazione e funzionamento dell’Agenzia, elementi di diritto penale, compiti e funzioni della polizia giudiziaria.

    Sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano conseguito complessivamente il punteggio di almeno 70/100 nella prova scritta.

    Prova oraleLa prova orale consiste in un colloquio sulle materie indicate per ciascun codice di concorso dal bando, all’osservazione e alla valutazione comparativa delle capacità, delle attitudini e delle motivazioni individuali dei candidati, secondo metodologie standard riconosciuti. Nell’ambito della prova orale, è accertata la conoscenza della lingua inglese, la capacità di utilizzo del personal computer e dei software applicativi più diffusi, nonché la conoscenza da parte del candidato delle problematiche e delle potenzialità connesse all’uso degli strumenti informatici in relazione ai processi comunicativi in rete. La prova si intende superata dai candidati che abbiano conseguito una votazione non inferiore a 70/100.

    Concorso Agenzia Dogane 2021: valutazione titoli
    Come specificato nel bando del Concorso Agenzia Dogane 2021, sono valutabili i titoli seguenti, con un punteggio complessivo massimo pari a 80 punti:

    titoli di studio universitari e altri titoli;abilitazioni professionali;titoli di carriera e di servizio;pubblicazioni scientifiche.

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    Cambia (finalmente) la procedibilità del reato di lesioni personali stradali

    Oggigiorno, grazie all’introduzione di sempre più sofisticati sistemi di sicurezza a bordo dei nostri veicoli, i piccoli sinistri che comportano danni soltanto materiali e di scarsa entità sono sempre meno frequenti.Per tale motivo, gli incidenti stradali che abbiano conseguito danni alla persona, diventano una percentuale sempre più significativa del totale.Nel nostro ordinamento è prevista, come sappiamo, una tutela ben precisa in ambito civilistico, riguardante la risarcibilità del danni conseguenti a sinistri stradali, non solo grazie alla regola generale prevista dall’art. 2043 (risarcimento per fatto illecito) ma anche da quanto dispone l’art. 2054 (circolazione di veicoli) che, in poche parole, stabiliscono che chi causi ad altri un danno è obbligato a risarcirlo, e che se tale danno si verifica in occasione di uno scontro tra veicoli, la responsabilità dell’accaduto si presume, fino a prova contraria, ugualmente ripartita tra le parti coinvolte.Nel caso in cui le conseguente lesive riguardino l’integrità psicofisica di una persona, però, il fatto può assumere anche un rilievo sotto il profilo penale.Esiste infatti una specifica norma del Codice Penale (dettata nell’art. 590bis) che prevede il reato di lesioni personali stradali gravi e gravissime: “chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime”.Va detto che prima dell’introduzione di questa norma, avvenuta nel 2016, in casi simili trovava già applicazione l’art. 590 del Codice Penale, che prevede il reato di lesioni personali colpose, genericamente intese.L’art. 590bis ha però introdotto delle pene più severe nel caso in cui la fattispecie si verifichi nell’ambito della circolazione di veicoli, una scelta dettata dalla volontà del Legislatore di arginare la preoccupante frequenza di sinistri causati dai cosiddetti “pirati della strada”. Infatti, a corredo della novità normativa veniva posta anche una serie di possibili circostanze aggravanti legate, in particolare, all’eventuale stato di ebbrezza alcolica o all’assunzione di sostanze stupefacenti da parte del reo (oltre ad altre situazioni, come l’essere sprovvisti di patente di guida, o l’aver superato del doppio la velocità consentita).Fino a pochi giorni fa, per tutte le ipotesi di reato di lesioni stradali colpose era prevista la procedibilità d’ufficio, ovvero il procedimento penale aveva inizio automaticamente, senza che fosse necessaria una querela da parte del soggetto offeso.Una circostanza davvero molto gravosa, con conseguenze il più delle volte eccessivamente punitive nei confronti del conducente del veicolo con torto. Va detto, infatti, che nella maggior parte dei casi chi si macchia di tali reati non è un “pirata della strada” nel senso più odioso del termine, e non incorre nelle aggravanti citate.Ciononostante, se le conseguenze lesive subite dalla controparte rientravano nella fattispecie delle lesioni gravi o gravissime, a carico del danneggiante scattava automaticamente un procedimento in sede penale.Va ricordato che per poter parlare di una lesione “grave” è sufficiente una prognosi superiore a quaranta giorni, con obbligo da parte dei medici, in questo caso, di darne comunicazione alla procura. Un onere particolarmente gravoso anche per i medici, soprattutto in considerazione che in molte zone d’Italia si è ritenuto che tale riferimento temporale andasse considerato non soltanto in sede di prime cure, ma che si dovesse conteggiare anche considerando più prognosi successive l’una all’altra.Il risultato sono stati sei anni in cui tantissimi procedimenti penali sono stati avviati laddove il perseguimento di tali fattispecie di reato non costituiva una reale necessità, esponendo il reo a conseguenze, anche economiche, del tutto ingiustificate, essendo più che sufficiente la tutela garantita al soggetto danneggiato sotto il profilo civilistico.E’ stato senz’altro anche sulla scorta di tali considerazioni che il Legislatore ha finalmente deciso di rivedere il regime di procedibilità di questo reato. Infatti, dal 1 novembre 2022, con l’approvazione del decreto legislativo che ha dato attuazione alle Legge 134 del 27 settembre 2021 (la cosiddetta “riforma Cartabia”) le lesioni stradali personali gravi o gravissime sono diventate procedibili soltanto a querela di parte, restando in vigore la procedibilità d’ufficio soltanto nel caso in cui si siano verificate delle circostanze aggravanti.Le nuove disposizioni si applicano anche se il reato è stato commesso prima dell’entrata in vigore della riforma, ma soltanto se il procedimento penale ancora non pende, allora il termine di decorrenza per proporre la querela coincide con il primo novembre 2022.Se invece il procedimento penale è già incardinato, allora è il pubblico Ministero a dover informare la persona offesa della possibilità di esercitare il diritto di querelare il soggetto agente del reato, con la precisazione che in questo caso il termine di proposizione decorre dalla data in cui il soggetto interessato viene avvisato.Si tratta di una riforma che riequilibra una situazione rimasta troppo a lungo decisamente sbilanciata in un eccesso punitivo a carico di chi causa un incidente stradale.Per quanto un comportamento alla guida debba essere sempre prudente e attento, e ogni norma finalizzata ad incentivare, se non a garantire, che le norme del Codice della Strada vengano sempre osservate trova la sua ragione d’essere nella sacrosanta salvaguardia dell’incolumità di tutti i cittadini, non possiamo dimenticare che stiamo parlando di accadimenti determinati da un atteggiamento soggettivo colposo, non da dolo. Pertanto, a meno che non si verifichino circostanze aggravanti particolarmente significative, criminalizzare in misura eccessiva chi causa un sinistro stradale è, nella maggior parte dei casi, inutile e ingiusto.   […]

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