Sarà possibile richiedere fino al 30 novembre 2022 l’indennità 550 euro una tantum prevista per i rapporti di lavoro part time ciclico verticale. […]
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C’è tempo fino al 30 novembre 2022 per richiedere il Bonus lavoratori fragili, l’indennità una tantum di 1000 euro in favore dei lavoratori che abbiano raggiunto il limite massimo indennizzabile di malattia e che si siano assentati per almeno un mese dal lavoro nel 2021. Per la misura, inserita all’interno della Legge di Bilancio 2022, sono stati stanziati 5 milioni di euro.
Con il Messaggio numero 3106 dell’8 agosto 2022 l’Inps aveva fornito le istruzioni per presentare domanda, esclusivamente in modalità telematica attraverso i consueti canali. Il portale sarà attivo, come anticipato, fino al 30 novembre 2022.
Vediamo nel dettaglio a chi è rivolto il bonus e come richiederlo.
Lavoratori fragili: ancora senza tutela
Bonus lavoratori fragili nella Legge di Bilancio 2022
Il Bonus lavoratori fragili viene istituito al comma 969 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, la Legge di Bilancio 2022. Si legge nel comma in questione che: “Ai lavoratori dipendenti del settore privato aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’INPS, che siano stati destinatari durante l’anno 2021 del trattamento di cui all’articolo 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, laddove la prestazione lavorativa non sia stata resa in modalità agile e qualora abbiano raggiunto il limite massimo indennizzabile di malattia, è riconosciuta un’indennità una tantum, pari a 1.000 euro, per l’anno 2022.”
Bonus lavoratori fragili: requisiti
Dall’articolo sopraccitato si possono evincere i punti salienti della misura, nonché i requisiti per richiederla. In particolare, occorrerà:
essere un lavoratore dipendente del settore privato;
essere in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità o in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita;
essere stati destinatari nel 2021 della tutela riservata ai lavoratori fragili prevista dal Decreto “Cura Italia”;
essere stati assenti dal servizio per almeno un mese nel 2021;
aver raggiunto il limite massimo indennizzabile di malattia nel 2021;
non aver reso nell’anno 2021 la prestazione lavorativa in modalità agile nei periodi per i quali sono stati presentati i certificati di malattia.
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Bonus lavoratori fragili: importo
Come anticipato, l’importo dell’indennità una tantum sarà di 1.000 euro. La norma specifica inoltre che il bonus in questione “non concorre alla formazione del reddito ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e non è riconosciuto per essa accredito di contribuzione figurativa“.
Bonus lavoratori fragili: domanda
Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica entro e non oltre il 30 novembre 2022. Sarà possibile fare domanda attraverso:
portale web dell’Istituto, al seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Bonus lavoratori fragili – Indennità una tantum”, se si è in possesso di credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di almeno II livello, della Carta di identità elettronica (CIE) o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
tramite gli Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi.
Per accedere alla misura occorrerà dichiarare di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla disciplina normativa vigente per richiedere la prestazione. Inoltre, nell’apposita sezione “dichiarazioni” andranno rese anche quelle relative alla posizione lavorativa prevalente nel 2021. Il pagamento del bonus verrà effettuato tramite accredito sull’IBAN indicato dal richiedente e intestato o cointestato allo stesso. Come anticipato, alla misura sono destinati 5 milioni di euro. Si legge nel testo della norma che “L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.”
Scarica il Messaggio numero 3106 in pdf […]
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Ultimi giorni per richiedere il Bonus autonomi 350 euro, per redditi fino a 20mila euro, attraverso le proprie Casse di appartenenza. […]
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Conto alla rovescia per la dichiarazione redditi da inviare all’Inps per i titolari di pensione che siano al tempo stesso anche lavoratori autonomi: deadline fissata a domani 30 novembre per l’invio del modulo dichiarativo.
Un decreto legislativo del 1992 (il numero 503/1992) ha infatti introdotto il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Questo provvedimento ha inoltre disposto che, in linea con il divieto di cumulo, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all’ente erogatore la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno.
Per questo motivo quindi chi percepisce pensione dall’Inps e redditi autonomi deve per legge a dichiarare entro fine novembre i redditi da lavoro autonomo percepiti nell’anno 2021. A fornire le istruzioni su chi deve sottostare all’obbligo e chi invece ne è escluso e su come fare è la stessa Inps, con il messaggio n. 4101 del 14 novembre 2022.
Cumulo Pensione e lavoro autonomo: esclusi dall’obbligo dichiarazione redditi
Nel suo messaggio di remind scadenza, l’Inps chiarisce i soggetti che NON sono tenuti ad inviare entro il 30 novembre la sopra citata dichiarazione di redditi da lavoro autonomo. Il motivo è facile: questi pensionati non sono soggetti al divieto di cumulo. Sono queste categorie:
i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994,i titolari di pensione di vecchiaia,i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo (dal 1° gennaio 2009 infatti questo tipo di pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro,i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive (anche queste prestazioni sono totalmente cumulabili con redditi autonomi dal 1° gennaio 2009), i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive dell’Inps.
Cumulo Pensione e lavoro autonomo: chi è obbligato all’invio dichiarazione redditi
Chi non rientra nelle categorie elencate nella lista sopra invece DEVE presentare all’Inps la dichiarazione dei redditi percepiti in qualità di lavoratori autonomi (sempre che siano pensionati). Queste persone sono obbligate a effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo, conseguiti nell’anno 2021. E devono farlo entro mercoledì 30 novembre 2022, tenuto conto del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione ai fini dell’IRPEF.
Cumulo Pensione e lavoro autonomo: i redditi da dichiarare
Esaminate le categorie che devono e non devono inviare la comunicazione all’Inps, la domanda successiva è: quali redditi si devono dichiarare? La risposta è presto detta. L’Inps richiede la dichiarazione di tutti i redditi da lavoro autonomo, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, e delle ritenute erariali. E tali redditi sono al netto anche delle perdite deducibili, imputabili all’anno di riferimento del reddito.
Cumulo Pensione e lavoro autonomo: come inviare la Dichiarazione redditi
Non resta che l’ultimo tassello. Come si invia all’Inps la Dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo? Si fa tutto online entro il 30 novembre.
Il pensionato “autonomo” può:
accedere al sito www.inps.it utilizzando le credenziali SPID, la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o la Carta di Identità Elettronica (CIE),utilizzare sul sito la sezione “Prestazioni e Servizi”selezionare la voce “Dichiarazione Reddituale – RED Semplificato”,scegliere nel pannello successivo la Campagna di riferimento: 2022 (dichiarazione redditi per l’anno 2021).
La modalità online non è l’unica per presentare la Dichiarazione reddituale. E’ possibile farlo anche utilizzando:
il contact center raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico).
Scarica Allegato
Messaggio Inps n. 4101 del 14 novembre 2022
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