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    Manovra 2023: le novità in arrivo su stipendi e lavoro

    Manovra 2023: le novità in arrivo su stipendi e lavoro

    Lunedì 21 novembre 2022 il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023, il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e l’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB). I provvedimenti in questione, trasmessi al Parlamento e alle autorità europee, rappresentano, in sostanza, quella che sarà la Manovra 2023. Quest’ultima, si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Palazzo Chigi, contiene misure per un valore di 35 miliardi di euro e si basa su “un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale” concentrando “gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione”.

    Non mancano, tuttavia, gli interventi in materia di stipendi e lavoro. Figurano ad esempio la riduzione del cuneo fiscale e dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività, l’aumento dell’assegno unico per le famiglie, le agevolazioni sulle assunzioni a tempo indeterminato di donne, under36 e percettori di reddito di cittadinanza.
    Analizziamo questi ultimi aspetti in dettaglio.

    IndiceManovra 2023: detassazione delle manceManovra 2023: riduzione imposte premi di produttivitàManovra 2023: taglio cuneo fiscaleManovra 2023: esonero assunzione percettori Reddito di CittadinanzaManovra 2023: esonero contributivo Under 36Manovra 2023: esonero contributivo donne lavoratriciManovra 2023: autorizzazione Commissione UEManovra 2023: Assegno Unico universale

    Manovra 2023: detassazione delle mance
    La bozza della Manovra 2023 prevede un meccanismo di detassazione per le mance nelle strutture ricettive e negli esercizi commerciali che offrono servizi di somministrazione di pasti e bevande. Nello specifico, le somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità, acquisite per il tramite del datore di lavoro, anche attraverso mezzi di pagamento elettronici, integralmente riversate al lavoratore o ai lavoratori, previamente individuati, costituiscono redditi da lavoro dipendente e, salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono “soggette a una imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento, entro il limite del 25 per cento del reddito percepito nell’anno per le relative prestazioni di lavoro”.

    Il sistema appena citato trova comunque applicazione nel solo settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente “non superiore, nell’anno precedente, a euro 50.000”.

    Manovra 2023: riduzione imposte premi di produttività
    Prevista in Manovra la riduzione dal 10 al 5% dell’aliquota per il calcolo dell’imposta sostitutiva su premi di produttività, erogati nell’anno 2023.

    Manovra 2023: taglio cuneo fiscale
    Riduzione contributi 2%
    Il Titolo IV “Lavoro, famiglia e politiche sociali”, Capo I “Lavoro e politiche sociali”, della Manovra 2023 si apre con l’articolo 50 dedicato alla riduzione dei contributi Inps a carico dei lavoratori dipendenti, sulla falsariga di quanto applicato nell’anno corrente.

    Nello specifico, per i “periodi di paga dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore” è riconosciuto nella misura di “due punti percentuali”, con le medesime modalità e criteri di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge 30 dicembre 2021 numero 234 (Manovra 2022).

    Questo significa che potranno accedere allo sgravio quanti totalizzano una retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, pari o inferiore a 2.692,00 euro maggiorata, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

    Riduzione contributi 3%
    La riduzione dei contributi IVS appena citata passa al 3%, sempre per il 2023, a patto che la “retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 1.538 euro” maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

    Manovra 2023: esonero assunzione percettori Reddito di Cittadinanza
    Al fine di promuovere l’inserimento stabile nel mercato del lavoro dei beneficiari del Reddito di cittadinanza (articolo 55, comma 1), è riconosciuto uno sgravio contributivo ai datori di lavoro privati che assumono i soggetti in questione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

    La misura si applica ai rapporti instaurati dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 e comporta, per dodici mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi Inps a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di 6.000 euro su base annua, riparametrato ed applicato su base mensile. 

    L’esonero, escluso per i rapporti di lavoro domestico, spetta altresì per le trasformazioni a tempo indeterminato dei contratti a termine, effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.
    Da ultimo, è opportuno precisare che l’esonero contributivo al 100% è alternativo a quello già previsto all’articolo 8 del Decreto-legge 28 gennaio 2019, numero 4.

    Manovra 2023: esonero contributivo Under 36
    Con l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile, l’articolo 55, comma 4, estende al 2023 l’esonero previsto dall’articolo 1, comma 10, della Legge 30 dicembre 2020 numero 178.

    Nello specifico, le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, riguardanti soggetti che non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età, porteranno in dote all’azienda un esonero totale dal versamento dei contributi Inps a carico di quest’ultima, per un periodo di trentasei mesi e nel rispetto del limite massimo di 6.000,00 euro annui.

    Manovra 2023: esonero contributivo donne lavoratrici
    Sempre nell’ambito degli sgravi destinati a favorire l’occupazione di determinate categorie lavorative, l’articolo 55, comma 5, estende alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, l’esonero contributivo straordinario 2021 – 2022 previsto dalla Legge numero 178/2020.

    In buona sostanza, quest’ultima legge ha aumentato dal 50 al 100% dei contributi Inps carico azienda, nel limite massimo di 6 mila euro annui, per il biennio 2021 – 2022, lo sgravio già previsto dall’articolo 4, commi da 9 a 11, Legge numero 92/2012 per le aziende che assumono donne cosiddette “svantaggiate”.

    L’agevolazione spetta per le:

    Assunzioni a tempo determinato (durata dell’esonero contributivo 12 mesi);Assunzioni a tempo indeterminato (durata dell’esonero 18 mesi);Trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato (durata dell’esonero complessivamente pari a 18 mesi, a decorrere dalla data di assunzione).

    Manovra 2023: autorizzazione Commissione UE
    L’operatività delle tre agevolazioni appena citate:

    Beneficiari del Reddito di cittadinanza;Under 36;Donne “svantaggiate”;

    sarà comunque condizionata, come ricorda l’articolo 55, comma 6 all’autorizzazione della Commissione europeaai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

    Manovra 2023: Assegno Unico universale
    Stando al comunicato stampa diffuso dal governo, l’Assegno unico universale nel 2023 “sarà maggiorato del 50% per il primo anno, e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli”. Confermato anche “l’assegno per persone con disabilità”.

     

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