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    Pubblicato il 30 Novembre 2022

    Francesco Valdiserri, un pomeriggio di note e progetti alla Sapienza

    Francesco Valdiserri, un pomeriggio di note e progetti alla Sapienza

    Da Gabriele Salvatores al regista Niccolò Falsetti, dallo scrittore Paolo Giordano

     

    Pubblicato in Il Corriere della Sera - Economia

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    • Bollo auto addio nel 2027: chi non paga e cosa succede dal 202817 Settembre 2026
      Nel 2027 milioni di italiani potranno non pagare il bollo auto. Il Consiglio dei ministri del 16 settembre ha approvato un decreto-legge che introduce l’esenzione dalla tassa automobilistica per un veicolo a persona, entro precisi limiti di potenza e alimentazione. Il Governo parla apertamente di un primo passo verso la cancellazione definitiva del tributo. Per ora, però, l’agevolazione è prevista soltanto per il 2027. L’eventuale abolizione strutturale dovrà trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio e dovrà essere accompagnata dalle necessarie coperture finanziarie. Vediamo chi potrà beneficiare dell’esenzione, quali veicoli restano esclusi e quanti automobilisti potrebbero essere interessati. Indice Bollo auto abolito nel 2027: per quali pagamenti Chi non pagherà il bollo auto Un solo veicolo per persona, non per famiglia Moto e ciclomotori: quando spetta l’esenzione Chi resta escluso dal nuovo beneficio Quante persone saranno coinvolte Come verificare se l’auto rientra negli 80 kW L’esenzione sarà automatica? Dal 2028 bollo abolito definitivamente? Bollo auto abolito nel 2027: per quali pagamenti L’esenzione riguarda la tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non vengono quindi cancellati: I bolli con scadenza nel 2026; Le somme già dovute negli anni precedenti; Eventuali arretrati, sanzioni o interessi; I pagamenti successivi al 2027, salvo una nuova disposizione. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri deve inoltre essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il testo definitivo e le successive istruzioni regionali dovranno chiarire le modalità operative. Chi non pagherà il bollo auto In base al comunicato del Governo, l’esenzione spetterà alle persone fisiche che nel 2027 risultano soggetti passivi della tassa automobilistica per un’autovettura con queste caratteristiche: RequisitoRegola previstaBeneficiarioPersona fisicaNumero di veicoli esentiUno per contribuenteAlimentazioneBenzina o gasolio, anche ibridaPotenza massima80 kW, pari a circa 109 CVPeriodoPagamenti con scadenza nel 2027Auto già posseduteComprese, se rispettano i requisitiLimiti ISEENon previsti dal comunicato Possono rientrare anche gli utilizzatori di veicoli in leasing o a noleggio, quando risultano soggetti passivi del tributo, cioè quando sono tenuti personalmente a pagare il bollo. Il limite di 80 kW non deve essere confuso con la cilindrata. Per controllare la potenza bisogna consultare la voce P.2 del Documento unico o della carta di circolazione. Un solo veicolo per persona, non per famiglia L’esenzione spetta per un solo mezzo riferibile a ciascuna persona fisica. Non si tratta, quindi, di un unico beneficio per l’intero nucleo familiare. Se due coniugi sono ciascuno intestatari e soggetti passivi del bollo per un’auto agevolabile, entrambi possono usufruire dell’esenzione. Se invece una persona possiede due o più auto con potenza non superiore a 80 kW, non può scegliere liberamente quale esentare: il beneficio viene applicato al veicolo con la potenza più bassa. A parità di potenza, secondo la formulazione circolata del decreto, viene esentata l’auto per la quale sarebbe dovuto il bollo di importo inferiore. Per esempio, chi possiede un’auto da 50 kW e una da 75 kW non pagherà il bollo su quella da 50 kW, mentre continuerà a pagarlo sull’altra. Moto e ciclomotori: quando spetta l’esenzione La misura può riguardare anche motocicli e ciclomotori. In questo caso l’esenzione scatta soltanto se la persona non possiede un’autovettura che rientra nei requisiti. In pratica: Chi possiede un’auto fino a 80 kW e una moto ottiene l’esenzione sull’auto; Chi possiede un’auto sopra gli 80 kW e una moto può ottenere l’esenzione sulla moto; Chi possiede soltanto motocicli o ciclomotori può esentare un solo mezzo; Chi possiede più motocicli beneficia dell’agevolazione su quello meno potente. Non è quindi possibile cumulare l’esenzione per l’auto con quella per una moto intestata allo stesso contribuente. Chi resta escluso dal nuovo beneficio Restano fuori dall’esenzione introdotta dal decreto: Le persone giuridiche, le società e gli enti; Le auto con potenza superiore a 80 kW; Il secondo e gli ulteriori veicoli intestati allo stesso contribuente; Le auto aziendali per le quali il lavoratore non è soggetto passivo del bollo; I bolli scaduti prima del 1° gennaio 2027; Gli arretrati relativi agli anni precedenti. Le auto esclusivamente elettriche non rientrano nel perimetro indicato dal nuovo decreto, che richiama espressamente i mezzi a benzina o gasolio, anche ibridi. Per questi veicoli continuano però a valere le esenzioni e le riduzioni già previste dalle singole Regioni. Particolare attenzione servirà anche per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano: l’applicazione della misura sarà subordinata a un accordo con ciascuna autonomia titolare del tributo. Quante persone saranno coinvolte Secondo le stime diffuse dopo il Consiglio dei ministri, la soglia degli 80 kW comprenderebbe oltre il 70% delle autovetture interessate dal provvedimento. Considerando anche motocicli e ciclomotori, la misura potrebbe riguardare circa 14,5 milioni di veicoli. Il dato non coincide necessariamente con il numero esatto dei cittadini beneficiari. Il limite di un solo mezzo per persona e l’esclusione delle società riducono infatti la platea rispetto al numero complessivo delle auto che, dal solo punto di vista tecnico, non superano gli 80 kW. Al momento non è stata diffusa una stima distinta e definitiva delle persone fisiche coinvolte. Il valore dei 14,5 milioni va quindi letto come numero indicativo di veicoli o posizioni potenzialmente agevolabili, da verificare sulla base del testo pubblicato e delle banche dati regionali. Per compensare il mancato gettito del bollo, le anticipazioni sul decreto indicano un trasferimento alle Regioni e alle Province autonome pari a circa 2,293 miliardi di euro per il 2027, con un costo complessivo dell’intervento stimato intorno a 2,36 miliardi. Come verificare se l’auto rientra negli 80 kW Per effettuare un primo controllo è sufficiente consultare la carta di circolazione o il Documento unico e verificare il numero riportato alla voce P.2. Rientrano, a titolo indicativo, numerose versioni di utilitarie e auto di media dimensione, come Fiat Panda e Pandina, Fiat 500 Hybrid, alcune versioni di Citroën C3, Dacia Sandero, Volkswagen Polo, Toyota Yaris, Suzuki Swift e Renault Clio. Non basta però il nome commerciale del modello. Versioni diverse della stessa auto possono avere potenze differenti. Per le vetture ibride, inoltre, nella disciplina ordinaria del bollo viene generalmente considerata la potenza del motore termico: per questo occorre sempre controllare il dato riportato sul documento del veicolo. Leggi anche: “Polizza infortuni del conducente: verso una stangata fiscale per milioni di automobilisti” L’esenzione sarà automatica? Il comunicato del Governo non specifica ancora se l’esenzione verrà riconosciuta automaticamente o se sarà necessario presentare una domanda. Poiché le Regioni, le Province autonome e il Pubblico registro automobilistico dispongono già dei dati relativi a intestatari, potenza e caratteristiche dei veicoli, è possibile che il beneficio venga gestito attraverso le banche dati esistenti. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere confermata. Fino alla pubblicazione delle istruzioni ufficiali non sono quindi previsti moduli, portali o domande da presentare. Dal 2028 bollo abolito definitivamente? Per il momento l’unico dato certo è l’esenzione relativa al 2027. Il comunicato di Palazzo Chigi precisa però che la misura è adottata nella prospettiva di una “successiva abolizione a regime” del bollo, alla quale il Governo intende dare seguito nella prossima Legge di Bilancio. Si tratta di un impegno politico, non ancora di una disposizione già operativa. Per rendere permanente l’abolizione dal 2028 sarà necessaria una nuova norma e, soprattutto, una copertura stabile per compensare ogni anno le minori entrate delle Regioni. In assenza di questo nuovo intervento, terminato il 2027 il bollo tornerebbe a essere dovuto secondo le regole ordinarie. Iscriviti alla newsletter Si è verificato un errore durante la tua richiesta. EMAIL Scegli quale newsletter vuoi ricevere Seleziona newsletter LeggiOggiConcorsi Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di marketing nei limiti indicati nell’informativa. Autorizzo Non autorizzo Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi. Autorizzo Non autorizzo Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy. Iscriviti Iscrizione completata Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Seguici sui social [...]

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