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    Cambia (finalmente) la procedibilità del reato di lesioni personali stradali

    Oggigiorno, grazie all’introduzione di sempre più sofisticati sistemi di sicurezza a bordo dei nostri veicoli, i piccoli sinistri che comportano danni soltanto materiali e di scarsa entità sono sempre meno frequenti.Per tale motivo, gli incidenti stradali che abbiano conseguito danni alla persona, diventano una percentuale sempre più significativa del totale.Nel nostro ordinamento è prevista, come sappiamo, una tutela ben precisa in ambito civilistico, riguardante la risarcibilità del danni conseguenti a sinistri stradali, non solo grazie alla regola generale prevista dall’art. 2043 (risarcimento per fatto illecito) ma anche da quanto dispone l’art. 2054 (circolazione di veicoli) che, in poche parole, stabiliscono che chi causi ad altri un danno è obbligato a risarcirlo, e che se tale danno si verifica in occasione di uno scontro tra veicoli, la responsabilità dell’accaduto si presume, fino a prova contraria, ugualmente ripartita tra le parti coinvolte.Nel caso in cui le conseguente lesive riguardino l’integrità psicofisica di una persona, però, il fatto può assumere anche un rilievo sotto il profilo penale.Esiste infatti una specifica norma del Codice Penale (dettata nell’art. 590bis) che prevede il reato di lesioni personali stradali gravi e gravissime: “chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime”.Va detto che prima dell’introduzione di questa norma, avvenuta nel 2016, in casi simili trovava già applicazione l’art. 590 del Codice Penale, che prevede il reato di lesioni personali colpose, genericamente intese.L’art. 590bis ha però introdotto delle pene più severe nel caso in cui la fattispecie si verifichi nell’ambito della circolazione di veicoli, una scelta dettata dalla volontà del Legislatore di arginare la preoccupante frequenza di sinistri causati dai cosiddetti “pirati della strada”. Infatti, a corredo della novità normativa veniva posta anche una serie di possibili circostanze aggravanti legate, in particolare, all’eventuale stato di ebbrezza alcolica o all’assunzione di sostanze stupefacenti da parte del reo (oltre ad altre situazioni, come l’essere sprovvisti di patente di guida, o l’aver superato del doppio la velocità consentita).Fino a pochi giorni fa, per tutte le ipotesi di reato di lesioni stradali colpose era prevista la procedibilità d’ufficio, ovvero il procedimento penale aveva inizio automaticamente, senza che fosse necessaria una querela da parte del soggetto offeso.Una circostanza davvero molto gravosa, con conseguenze il più delle volte eccessivamente punitive nei confronti del conducente del veicolo con torto. Va detto, infatti, che nella maggior parte dei casi chi si macchia di tali reati non è un “pirata della strada” nel senso più odioso del termine, e non incorre nelle aggravanti citate.Ciononostante, se le conseguenze lesive subite dalla controparte rientravano nella fattispecie delle lesioni gravi o gravissime, a carico del danneggiante scattava automaticamente un procedimento in sede penale.Va ricordato che per poter parlare di una lesione “grave” è sufficiente una prognosi superiore a quaranta giorni, con obbligo da parte dei medici, in questo caso, di darne comunicazione alla procura. Un onere particolarmente gravoso anche per i medici, soprattutto in considerazione che in molte zone d’Italia si è ritenuto che tale riferimento temporale andasse considerato non soltanto in sede di prime cure, ma che si dovesse conteggiare anche considerando più prognosi successive l’una all’altra.Il risultato sono stati sei anni in cui tantissimi procedimenti penali sono stati avviati laddove il perseguimento di tali fattispecie di reato non costituiva una reale necessità, esponendo il reo a conseguenze, anche economiche, del tutto ingiustificate, essendo più che sufficiente la tutela garantita al soggetto danneggiato sotto il profilo civilistico.E’ stato senz’altro anche sulla scorta di tali considerazioni che il Legislatore ha finalmente deciso di rivedere il regime di procedibilità di questo reato. Infatti, dal 1 novembre 2022, con l’approvazione del decreto legislativo che ha dato attuazione alle Legge 134 del 27 settembre 2021 (la cosiddetta “riforma Cartabia”) le lesioni stradali personali gravi o gravissime sono diventate procedibili soltanto a querela di parte, restando in vigore la procedibilità d’ufficio soltanto nel caso in cui si siano verificate delle circostanze aggravanti.Le nuove disposizioni si applicano anche se il reato è stato commesso prima dell’entrata in vigore della riforma, ma soltanto se il procedimento penale ancora non pende, allora il termine di decorrenza per proporre la querela coincide con il primo novembre 2022.Se invece il procedimento penale è già incardinato, allora è il pubblico Ministero a dover informare la persona offesa della possibilità di esercitare il diritto di querelare il soggetto agente del reato, con la precisazione che in questo caso il termine di proposizione decorre dalla data in cui il soggetto interessato viene avvisato.Si tratta di una riforma che riequilibra una situazione rimasta troppo a lungo decisamente sbilanciata in un eccesso punitivo a carico di chi causa un incidente stradale.Per quanto un comportamento alla guida debba essere sempre prudente e attento, e ogni norma finalizzata ad incentivare, se non a garantire, che le norme del Codice della Strada vengano sempre osservate trova la sua ragione d’essere nella sacrosanta salvaguardia dell’incolumità di tutti i cittadini, non possiamo dimenticare che stiamo parlando di accadimenti determinati da un atteggiamento soggettivo colposo, non da dolo. Pertanto, a meno che non si verifichino circostanze aggravanti particolarmente significative, criminalizzare in misura eccessiva chi causa un sinistro stradale è, nella maggior parte dei casi, inutile e ingiusto.   […]

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    Stralcio cartelle fino a 1.000 euro: come funzionerà nel 2023

    Nell’edizione della Finanziaria 2023 targata Governo Meloni ci sarà uno stralcio cartelle fino a 1.000 euro. E’ questo uno dei tasselli del pacchetto fiscale deciso dall’esecutivo. Se sarà approvato nell’iter parlamentare della Manovra di bilancio, entrerà in vigore nel 2023 e consentirà di cancellare le vecchie cartelle con un importo fino a 1.000 euro, considerati ormai come crediti inesigibili dal Fisco. Per usare le parole della premier “quelle per le quali la riscossione è più costosa della cancellazione per lo Stato“.L’altra misura chiave del pacchetto su cui il governo Meloni è pronto a scommettere è quello della tregua fiscale che, nelle parole della premier, pronunciate in conferenza stampa di presentazione della Manovra finanziaria 2023, non prevede “alcun condono” o sanatoria di sorta. Si dovrà “pagare il dovuto con una maggiorazione unica del 3 per cento e con una possibilità di rateizzazione” (guarda la conferenza stampa in fondo all’articolo). L’idea è quella di uno “Stato non è più aggressivo o punitivo, ma giusto e comprensivo nei confronti di chi è in difficoltà“. Meloni promette che “Non è previsto alcun condono, ma ci sono solo operazioni di buon senso che sono vantaggiose per lo Stato“. Tra queste operazioni la premier ha quindi annunciato:annullamento delle cartelle inferiori a 1.000 euro e vecchie di oltre 7 anni. Sono quelle antecedenti al 2015;pagamento delle cartelle pendenti con una maggiorazione unica del 3% d con la possibilità di rateizzare il dovuto. In questo articolo parliamo in dettaglio di come funzionerà lo stralcio cartelle fino a 1.000, e cosa comporterà per i contribuenti e per lo Stato. Stralcio cartelle: novità in Manovra 2023Con la Legge di bilancio 2023 le cartelle dell’importo massimo di 1.000 euro saranno eliminate. Non tutte, ma solo quelle antecedenti al 2015, quindi vecchie di 7 anni rispetto al 2023. Manca ancora il testo della Finanziaria, ma il succo è questo: nel cestino tutti i vecchi debiti che non possono più essere più riscossi dal Fisco. Tentare di riscuoterli costerebbe più del cancellarli. E poi c’è un magazzino stra-colmo di cartelle da esigere. Un po’ come accadde per lo stralcio delle cartelle fino 5mila euro del Decreto SostegniI debiti sopra i 1.000 euro invece si pagheranno con una sanzione unica del 3%. Su questi ci sarà la possibilità di pagare a rate. Stralcio cartelle fino a 1.000 euro: come funzioneràIl meccanismo è semplice: Il Fisco andrà a guardare quanto vecchio è il debito trasformato in cartella esattoriale e il suo importo. Se il debito è stato iscritto a ruolo nel periodo antecedente al 2015 e se il suo importo è fino a 1.000 euro, allora questo verrà di fatto stralciato e cestinato. Il contribuente dal canto suo non dovrà pagare più nulla allo Stato. Quello che ci si aspetta dalla Manovra Finanziaria 2023 è una norma sulla falsariga di quella che nel Dl sostegni consentì l’annullamento delle cartelle fino a 5mila euro. L’articolo in arrivo potrebbe specificare la misura in questo modo: “Sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore della presente Legge, fino a 1.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione fino al 31 dicembre 2015″.Questa una ipotesi di norma. Attediamo di conoscere l’esatta dicitura che verrà inserita nel disegno di Legge di Bilancio 2023. Stralcio cartelle fino a 1.000 euro: i debiti inclusiAnche per conoscere le tipologie di cartelle incluse nello stralcio cartelle 2023 dovremo attendere l’emanazione del provvedimento. In linea generale, stando anche alle precedenti misure di questo tipo, possiamo ipotizzare l’inclusione nell’agevolazione di questi debiti pregressi:Imu;Tasi;bollo auto;imposte comunali diversemulte.VIDEO CONFERENZA STAMPA MANOVRA 2023 […]

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    Concorso Regione Calabria, 456 posti presso i Centri per l’impiego: prove scritte a dicembre

    Nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 31 dicembre 2021 sono stati pubblicati i bandi di concorso Regione Calabria per la copertura, a tempo indeterminato e pieno, di 456 unità di personale suddivise come segue:
    279 posti di categoria D, profilo professionale “Istruttore Direttivo Amministrativo – Finanziario”;
    177 posti di categoria C, profilo professionale “Istruttore Amministrativo-Contabile”.
    Sono, inoltre, previste altre assunzioni destinate al potenziamento dei Centri per l’Impiego della Regione Calabria, così suddivise per profilo professionale:
    29 unità di personale a tempo pieno e determinato, categoria D, nel profilo di Specialista in servizi per il lavoro;
    52 unità di personale a tempo pieno e determinato, categoria D, nei seguenti profili: – Specialista in servizi per il lavoro n. 37 unità; – Specialista informatico n. 5 unità; – Analista del mercato del lavoro n. 5 unità; – Specialista comunicazione n. 5 unità.
    Sono state pubblicate le date delle prove scritte di questi ultimi due concorsi. In particolare, queste si terranno il 6 dicembre 2022 per il bando da 52 unità (scarica qui l’avviso) e il 7 dicembre 2022 per il bando da 29 unità (scarica qui l’avviso). Le prove si svolgeranno presso la sede di Rende, Parco Acquatico Santa Chiara – Via Santa Chiara 87036 Rende CS.
    Nei prossimi paragrafi un approfondimento sulla procedura selettiva. Di seguito il Manuale per la preparazione del concorso.

    ***

    Concorso Regione Calabria: requisiti
    Per quanto riguarda il profilo di categoria C, sarà richiesto il possesso del diploma di maturità. Diverso, invece, per il profilo di categoria D, per il quale è richiesta una laurea triennale, oppure specialistica, oppure magistrale, oppure i vecchi diplomi di laurea quadriennale, nelle seguenti aree:

    – L-14 Scienze dei servizi giuridici
    – L-16 Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione
    – L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
    – L-33 Scienze economiche
    – L-36 Scienze politiche e delle relazioni internazionali
    – Diploma di laurea quadriennale in Giurisprudenza;
    – Diploma di laurea quadriennale in Scienze politiche;
    – Diploma di laurea quadriennale in Economia e commercio;
    – LM-52 Relazioni internazionali
    – LM-56 Scienze dell’economia
    – LM-62 Scienze della politica
    – LM-63 Scienze delle pubbliche amministrazioni
    – LM-77 Scienze economico-aziendali
    – LM-81 Scienze per la cooperazione allo sviluppo
    – LM-90 Studi europei
    – LMG/01 Giurisprudenza
    – 22/S Giurisprudenza;
    – 60/S Relazioni internazionali;
    – 64/S Specialistiche in scienze dell’economia;
    – 70/S Scienze della politica;
    – 71/S Scienze delle pubbliche amministrazioni;
    – 84/S Scienze economico aziendali;
    – 88/S Cooperazione allo sviluppo;
    – 99/S Studi europei;
    – 102/S Teorie e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica.

    Concorso Regione Calabria: invio domande
    La domanda di ammissione al concorso deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), compilando l’apposito modulo elettronico sul sistema “Step-One 2019”, raggiungibile sulla rete internet all’indirizzo https://www.ripam.cloud entro le ore 23,59 del 30 gennaio 2022. Si ricorda che per completare la procedura occorre possedere un indirizzo PEC, intestato alla persona che intenda partecipare al concorso.
    Concorso Regione Calabria: prove d’esame
    La procedura selettiva è articolata in due fasi:
    prova scritta a quiz,
    valutazione dei titoli.

    La prova scritta consisterà nella risoluzione di 40 quiz (da svolgere in 60 minuti) volti a verificare la conoscenza della lingua inglese e delle tecnologie informatiche.

    Concorso Regione Calabria: materie d’esame

    Per quanto riguarda il profilo di categoria C, saranno oggetto della prova scritta le seguenti materie:

    Elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento alla disciplina del pubblico impiego e al C.C.N.L. Funzioni Locali;
    Elementi di diritto del lavoro, con particolare riferimento alle norme che regolano i servizi per l’impiego, l’accesso al mercato del lavoro, le politiche attive del lavoro e la disciplina degli ammortizzatori sociali;
    Elementi di gestione dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento ai servizi ai cittadini ed alle imprese, come individuati dal decreto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 4 dell’11.01.2018;
    Elementi in materia di trattamento dei dati personale, anticorruzione e trasparenza;
    Elementi dei reati contro la pubblica amministrazione.
    Per quanto riguarda la prova scritta per il profilo di categoria D, le materie d’esame saranno le seguenti:

    Diritto amministrativo, con particolare riferimento alla disciplina del pubblico impiego e al C.C.N.L. Funzioni Locali;

    Diritto del lavoro, con particolare riferimento alle norme che regolano i servizi per l’impiego, l’accesso al mercato del lavoro, le politiche attive del lavoro e la disciplina degli ammortizzatori sociali;

    Gestione dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento ai servizi ai cittadini ed alle imprese, come individuati dal D.lgs 14 settembre 2015 n.150 e dal decreto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 4 dell’11.01.2018;

    Normativa in materia di trattamento dei dati personale, anticorruzione e trasparenza;

    Reati contro la pubblica amministrazione.

    È inoltre possibile che la prova venga svolta in sedi decentrate e saranno utilizzate tecnologie informatiche, e non sarà fornita alcuna banca dati di quesiti.

    Per superare la prova è necessario conseguire il punteggio minimo di 21/30.

    Concorso Regione Calabria: valutazione titoli

    I titoli saranno valutati dopo lo svolgimento della prova scritta, e saranno compresi:
    titoli di studio,
    titoli di servizio.
    Complessivamente, il punteggio dei titoli non potrà superare i 10 punti.
    Concorso Regione Calabria: come prepararsi

    Per la preparazione del concorso consigliamo il seguente volume:

    FORMATO CARTACEO

    Concorso Regione Calabria Centri per l’impiego 456 posti 177 Istruttori amministrativo-contabili 279 Istruttori direttivi-amministrativo-finanziari – Prova scritta

    Il volume si presenta come utile strumento di preparazione alla prova scritta del Concorso indetto dalla Regione Calabria per 456 posti da assumere presso i Centri regionali per l’impiego, in particolare 177 Istruttori amministrativo-contabili e 279 Istruttori direttivi-amministrativo-finanziari.La prova scritta consisterà in un test di 40 quiz a risposta multipla sulle materie indicate dal bando.Il testo propone una trattazione teorica sulle materie richieste ai candidati, ovvero:- Diritto amministrativo, con particolare riferimento alla disciplina del pubblico impiego e al C.C.N.L. Funzioni Locali;- Normativa in materia di trattamento dei dati personali, anticorruzione e trasparenza;- Reati contro la pubblica amministrazione.- Diritto del lavoro, con particolare riferimento alle norme che regolano i servizi per l’impiego, l’accesso al mercato del lavoro, le politiche attive del lavoro e la disciplina degli ammortizzatori sociali;- Gestione dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento ai servizi ai cittadini ed alle imprese, come individuati dal D.lgs 14 settembre 2015 n.150 e dal decreto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 4 dell’11.01.2018;Nella sezione online collegata, raggiungibile seguendo le istruzioni riportate in fondo al libro, sono disponibili:- quiz di lingua inglese;- teoria e quiz di informatica;- simulatore di quiz con tutte le materie richieste dal bando;Luigi TramontanoGiurista, già docente a contratto presso la Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza è autore di numerosissime pubblicazioni giuridiche ed esperto ditecnica legislativa.Rocchina StaianoDocente in Diritto della Previdenza e delle Assicurazioni Sociali, presso l’Università di Teramo; Avvocato giuslavorista; membro del collegio dei probiviri della Cisl Regione Campania; Docente in vari Corsi di formazione; Docente-formatore sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.M. 3 marzo 2013; Formatore mediatore autorizzato dal Ministero della Giustizia. Autrice di pubblicazioni in materia di lavoro e di previdenza sociale.

    Rocchina Staiano, Luigi Tramontano | Maggioli Editore 2022

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    Social Selling: come utilizzare i social media per vendere

    Ogni azienda, ogni attività locale o digitale ha bisogno di nuovi clienti per crescere e prosperare e il Social Selling è lo strumento ideale per trovarli, fidelizzarli e trasformarli in fan. Negli ultimi anni i dati parlano di 9 imprese fallite su 10 entro i primi 5 anni di vita, e che il 95% dei nuovi prodotti lanciati non ha un mercato. Tra quelle che sopravvivono, circa il 95% non raggiungerà mai il milione di ricavi dalle vendite in un anno e della restante percentuale, alcune non arriveranno mai ai 5 milioni di ricavi, ancora meno ai 10 milioni e molto poche arrivano ai 100 milioni. La domanda è: perché così poche aziende crescono e diventano davvero redditizie? Esistono dei principi di vendita universali che ogni azienda e ogni imprenditore deve assolutamente conoscere e che possono essere studiati su manuali formativi interessanti come il nuovo libro di Mirko Cuneo “Social Selling. Come aumentare le vendite con LinkedIn, Twitter, Facebook”.Inoltre, per approfondire direttamente con l’autore i metodi con cui aziende e professionisti possono utilizzare i social per vendere prodotti e servizi, è possibile partecipare al webinar “L’arte del Social Selling” in programma per lunedì 28 novembre.Digital Talk: “Social Selling: l’arte di saper vendere con i social network”Il webinar online gratuito si svolgerà lunedì 28 novembre dalle 17.30 alle 18.30. Verranno forniti spunti e consigli utili su come utilizzare a proprio vantaggio i canali social per vendere meglio. Iscriviti qui

    Ma iniziamo a scoprire subito di più su questo mondo.Che cos’è il Social SellingForse hai già sentito parlare di Social selling ma non sei del tutto sicuro di cosa significhi, e la maggior parte delle persone finiscono per scambiarlo con il social media marketing anche se sono due concetti completamente diversi. In breve, il social selling consente alle aziende di concentrarsi sui social media per costruire un rapporto genuino con i lead e i clienti. È una pratica che molte aziende utilizzano al posto delle tanto odiose chiamate a freddo, che costano tanta fatica ai venditori telefonici e producono pochi risultati. Insomma, le aziende che oggi non hanno ancora una strategia attiva di Social Selling all’interno dei loro funnel di vendita perdono ogni giorno decine e decine di opportunità a favore di concorrenti che sono già avanti.4 motivi per cui la tua azienda dovrebbe interessarsi al Social SellingSe questa è la prima volta in cui senti parlare di Social Selling e non sei ancora convinto sui benefici che può portare alla tua azienda o attività, ecco 4 motivi per cui dovresti provarlo e prenderlo in considerazione.1. Il social Selling funziona Quando parliamo di nuove opportunità per far crescere un’attività siamo di fronte a tante opportunità diverse e bisogna fare attenzione per distinguere una vera opportunità dell’ennesima truffa. Per questo motivo quando diciamo che il Social Selling funziona, lo facciamo perché lo conferma anche uno studio di LinkedIn Sales Solutions:Le aziende che sfruttano i Social Media per vendere i loro prodotti o servizi creano il 45% in più di opportunità di vendita rispetto a chi non li usa.Le aziende che danno la priorità al social selling hanno il 51% di probabilità in più di raggiungere i loro obiettivi di vendita.Il 78% delle aziende che utilizzano il Social Selling vende più delle aziende che non utilizzano i social media.2. Il Social Selling aiuta il tuo team di vendita a costruire relazioni realiSecondo un recente articolo di Forbes le attività di networking e la costruzione di relazioni si sono spostate online a causa della pandemia di COVID-19 e ora è il momento perfetto per dare priorità al Social Selling. Il Social Selling crea opportunità per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti sui social media, dove sono già attivi e impegnati in conversazioni. L’utilizzo di strumenti di ascolto sociale consente ai tuoi commerciali di fare un ulteriore passo avanti e identificare i lead che stanno già parlando della tua attività, dei tuoi concorrenti o del tuo settore. Ciò significa che puoi raggiungere un pubblico che ha già un interesse per ciò che stai offrendo e connetterti autenticamente con loro, offrendo informazioni utili quando è il momento giusto. L’autenticità crea fiducia e questo, a sua volta, può trasformarsi in fedeltà del cliente.3. I tuoi clienti (e potenziali clienti) sono già impegnati nel social buyingNegli ultimi sei mesi del 2020, il 25% degli americani di età compresa tra 18 e 34 anni ha effettuato un acquisto tramite i social media. India, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda hanno visto circa un terzo delle persone di età compresa tra 18 e 34 anni effettuare un acquisto tramite i social media nello stesso lasso di tempo. Considerando l’enorme volume di persone che attualmente utilizzano i social media, il potenziale di vendite derivanti dai social è enorme:4,2 miliardi di persone in tutto il mondo sono attive sui social media;Le piattaforme di social media hanno guadagnato 490 milioni di utenti solo nel 2020;Si tratta di un aumento del 13,2%: il 2019 ha visto un tasso di crescita del 7,2%.Inoltre, molti di questi utenti utilizzano piattaforme social per la ricerca del marchio. In poche parole, questi utenti si stanno preparando ad acquistare.4. I tuoi migliori concorrenti stanno già vendendo socialUsare il Social Selling significa restare competitivi e al passo coi tempi. Altre aziende sono attive sui social media interagendo con potenziali clienti su Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn e Twitter. Ora, considera i numeri:200 milioni di utenti di Instagram visitano un profilo almeno una volta al giorno e l’ 81% degli utenti di Instagram ricerca prodotti e servizi sulla piattaforma;Il 18,3% degli utenti americani di Facebook ha effettuato un acquisto tramite Facebook nel 2020;Il 70% degli utenti di YouTube ha acquistato il prodotto di un brand dopo averlo visto su YouTube;Il 96% dei marketer di contenuti B2B utilizza LinkedIn per il marketing organico. Facebook è la seconda piattaforma più popolare, utilizzata dall’82% dei marketer di contenuti B2B.Ecco perché devi assolutamente realizzare la tua strategia di Social Selling.Come iniziare a fare Social SellingIniziare formandosi è una buona base di partenza. Il nuovo libro di Mirko Cuneo raccoglie informazioni concrete per chi è alla ricerca di consigli pratici, in grado di far crescere la propria attività online grazie al social selling. All’interno del testo molti spunti utili da mettere subito in pratica nella propria attività, dritte che aiuteranno a vendere di più, trovare nuovi clienti e fidelizzare i fan grazie al Social Selling

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    Social selling

    Oggi le aziende vincenti utilizzano gli strumenti social durante tutto il processo di vendita.

    I consumatori si rivolgono sempre di più ai social network per cercare brand, leggere recensioni e stringere relazioni professionali con persone e aziende.

    In altre parole, si preparano all’acquisto.

    Il successo del social selling deriva proprio da questo cambiamento nel modo di cercare informazioni su marchi, prodotti e servizi.

    Il Social Selling non è una novità assoluta; riguarda qualcosa che ogni buon professionista delle vendite ha sempre fatto: condividere.

    Condividere contenuti utili con clienti e potenziali clienti, condividere per fornire valore anziché per chiudere affari, condividere regolarmente per costruire la propria autorevolezza.

    Questo libro raccoglie numerose informazioni concrete, utili per chi è alla ricerca di consigli pratici in grado di far crescere e prosperare la propria attività grazie al Social Selling.

    Mirko Cuneo
    CEO di Nextre Engineering, aiuta gli imprenditori a raggiungere i risultati desiderati utilizzando gli strumenti digitali più appropriati.

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    Spunti, tecniche e consigli saranno poi spiegati in dettaglio anche nel webinar del 28 Novembre.Digital Talk: “Social Selling: l’arte di saper vendere con i social network”Il webinar online gratuito si svolgerà lunedì 28 novembre dalle 17.30 alle 18.30. Verranno forniti spunti e consigli utili su come utilizzare a proprio vantaggio i canali social per vendere meglio. Iscriviti qui […]

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