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    Carta dedicata a te: importo totale da spendere entro il 28 febbraio 2025

    C’è tempo fino al 28 febbraio 2025 per spendere interamente l’importo accreditato sulla carta dedicata a te 2024, in attesa della versione 2025 della social card prepagata.

    Già lo scorso 16 dicembre è scaduto il termine per il primo pagamento. Ora il conto alla rovescia è rivolto all’importo totale e residuo da spendere. La card deve arrivare al 25 febbraio vuota.

    Eventuali importi residui non utilizzati verranno persi dal beneficiario in carica e potranno essere riassegnati a beneficiari che abbiano già utilizzato il contributo precedente.

    Vediamo meglio.

    Indice

    Le scadenze della carta dedicata a te 2024

    Cosa succede alle somme non spese entro febbraio

    Come spendere le somme entro il 28 febbraio 2025

    Carta dedicata a te 2025

    Le scadenze della carta dedicata a te 2024

    Riepilogando le scadenze fissate per la carta prepagata del 2024, ricordiamo che entro lo scorso 16 dicembre si sarebbe dovuto effettuare il primo acquisto per attivarla, per mantenere in vigore il diritto a usufruirne. Procedendo con le scadenze:

    tutte le somme accreditate sulle carte devono essere interamente utilizzate entro il 28 febbraio 2025. Dopo questa data, gli importi non spesi non saranno più disponibili per i beneficiari.

    Entro il 30 marzo 2025, Poste Italiane è tenuta a inviare una relazione al Ministero dell’agricoltura, che a sua volta informerà il Ministero del Made in Italy, quello delle Finanze e quello delle Politiche sociali.

    entro il 20 aprile 2025, Poste Italiane deve effettuare un’analisi delle risorse eventualmente non utilizzate e informare il Ministero e i Comuni coinvolti.

    Cosa succede alle somme non spese entro febbraio

    Attenzione a rispettare la scadenza del 28 febbraio perché, chi entro questa data, dimentica dei soldi sulla carta, li perderà. Le somme non spese entro la scadenza, e quindi residue, saranno ricaricate sulle carte di quei beneficiari che abbiano regolarmente utilizzato le somme nei mesi precedenti.La riassegnazione avverrà seguendo i criteri di priorità, privilegiando i nuclei familiari in maggiore stato di bisogno.

    L’ordine di priorità è questo:

    Priorità 1. Nuclei familiari con almeno 3 componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2010, con priorità a quelli con ISEE più basso.

    Priorità 2. Nuclei familiari con almeno 3 componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2006, con priorità a quelli con ISEE più basso.

    Priorità 3. Nuclei familiari con almeno 3 componenti, con priorità a quelli con ISEE più basso.

    Sono le stesse priorità fissate per i primi beneficiari della carta dedicata a te, in fase di accoglimento domande.

    Come spendere le somme entro il 28 febbraio 2025

    Le modalità con cui svuotare la carta entro fine febbraio sono sempre le stesse. Ricordiamo infatti che la prepagata di Poste, su cui erano stati accreditati 500 euro, può essere utilizzata per acquistare beni di prima necessitò, rifornimento di carburante o abbonamenti ai mezzi pubblici.

    Entrando in dettaglio – come specificato nell’allegato 1 – si possono acquistare questi beni e servizi di prima necessità:

    Carni: suine, bovine, avicole, ovine, caprine, cunicole.

    Pesce: pescato fresco, tonno e carne in scatola.

    Latticini e uova: latte e derivati, uova.

    Oli: d’oliva e di semi.

    Prodotti da forno: panetteria (ordinaria e fine), pasticceria, biscotteria, pizza e prodotti da forno surgelati.

    Pasta e cereali: paste alimentari, riso, orzo, farro, avena, malto, mais e altri cereali.

    Farine: di cereali.

    Verdura e ortaggi: freschi, lavorati e surgelati.

    Pomodori: pelati e conserve di pomodoro.

    Legumi.

    Frutta: di qualsiasi tipologia.

    Semi e frutti oleosi.

    Alimenti per bambini e neonati: inclusi latte di formula.

    Lieviti naturali.

    Dolcificanti: miele naturale, zuccheri.

    Bevande e dolci: cacao in polvere, cioccolato, acque minerali, tè, camomilla, caffè.

    Condimenti: aceto di vino.

    Prodotti certificati: DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta).

    Non solo, chi vuole optare per acquisti alternativi al generi alimentari, può utilizzare la carta dedicata a te anche per:

    carburanti: per veicoli a uso personale.

    Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, in alternativa ai carburanti.

    ⚠️ È invece specificamente vietato l’acquisto di qualsiasi tipo di bevanda alcolica.

    Allegato

    Decreto Carta dedicata a te 2024

    638 KB

    Allegato 1 – acquisti ammessi

    96 KB

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    Carta dedicata a te 2025

    Buone notizie per quest’anno, perché la Carta dedicata a te è stata rinnovata anche per il 2025. Il governo ha stanziato 500 milioni di euro nella Legge di Bilancio destinata alle famiglie con un ISEE inferiore a 15 mila euro.Rispetto al 2024 però, il fondo è stato ridotto di 100 milioni di euro, il che potrebbe influenzare l’importo erogato per ciascuna famiglia o il numero totale di beneficiari.

    Per il 2025 i requisiti per ottenere la Carta dedicata a te rimangono sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente. Secondo le informazioni disponibili, i criteri principali sono:

    Residenza. Il richiedente deve essere residente in Italia.

    Composizione del nucleo familiare. Il nucleo familiare deve essere composto da almeno 3 membri.

    Indicatore ISEE. L’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 15.000 euro.

    Assenza di altri sostegni. Nessun componente del nucleo familiare deve percepire altri sostegni al reddito, come l’Assegno di Inclusione, la NASpI, la DIS-COLL o la Carta Acquisti.

    Cambia solo lo stanziamento di fondi, che nel 2024 era di 600 milioni di euro totali, paragonato ai 500 milioni messi sul tavolo per il 2025.

    Più info sul sito MASAF

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    Trattenimento in servizio fino a 70 anni nella PA: linee guida e regole 2025

    Firmate le indicazioni operative per il trattenimento in servizio dei dipendenti statali in odore di pensione. Misura che può essere utilizzata al massimo fino ai 70 anni del lavoratore, in base alle novità introdotte con la Legge di bilancio 2025. La norma introdotta al punto 165 dell’articolo 1 consente alle pubbliche amministrazioni di trattenere in servizio il personale, dirigenziale e non dirigenziale, fino al compimento del settantesimo anno di età.L’istituto del trattenimento in servizio è finalizzato a rispondere a specifiche esigenze organizzative, come il trasferimento di competenze e l’affiancamento ai nuovi assunti, nel limite massimo del 10% delle facoltà assunzionali disponibili.

    La direttiva firmata dal ministro della PA Paolo Zangrillo, fornisce le linee guida sul tema, chiarendo chi può utilizzarla, come funziona e i limiti imposti, prima dell’accesso alla pensione statali 2025. Eccole in punti.

    Indice

    Pensioni statali: le novità 2025

    Cos’è il trattenimento in servizio fino a 70 anni

    Perché essere trattenuti in servizio?

    Dipendenti esclusi dal trattenimento in servizio

    La novità del pensionamento obbligatorio a 65 anni

    Pensioni statali: le novità 2025

    La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto importanti novità in materia di pensioni statali. Dal 1° gennaio 2025 è stato eliminato l’obbligo di pensionamento a 65 anni per i dipendenti pubblici in possesso dei requisiti per la pensione anticipata, innalzando il limite massimo a 67 anni, come per le normali pensioni di vecchiaia. C’è però la possibilità di proseguire fino a 70 anni, previo accordo con l’amministrazione per cui si lavora. Questo nell’ambito del trattenimento in servizio

    E’ possibile scaricare la direttiva nel box qui sotto:

    Allegato

    Direttiva trattenimento in servizio PA

    219 KB

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    Cos’è il trattenimento in servizio fino a 70 anni

    Il trattenimento in servizio è una misura che consente a un dipendente pubblico, che ha raggiunto l’età o i requisiti per la pensione, di continuare a prestare servizio oltre il limite ordinario previsto, per un periodo prefissato e in presenza di specifiche esigenze organizzative dell’amministrazione di appartenenza.

    La possibilità è aperta per chi lavora nella PA nel rispetto di specifici requisiti di età. Sono i 70 anni a dettare lo stop alla misura. Il dipendente PA può essere trattenuto in servizio fino al settantesimo anno di età, dopodiché dovrà accedere al pensionamento.

    Perché essere trattenuti in servizio?

    Il dipendente può essere trattenuto in servizio sulla base delle indicazioni operative fornite dall’articolo 1, comma 165, della legge 30 dicembre 2024, n. 207) per rispondere a specifiche esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione pubblica. Le indicazioni operative stabiliscono criteri e procedure da adottare. Ad esempio:

    Continuità operativa e funzionale. L’amministrazione può ritenere necessario mantenere in servizio il personale con competenze specialistiche o esperienziali che non sono immediatamente sostituibili. Questo è particolarmente rilevante in settori caratterizzati da un elevato turnover o carenza di personale qualificato.

    Tutoraggio e affiancamento. Il trattenimento è motivato dalla necessità di trasferire conoscenze e competenze ai nuovi assunti, garantendo un passaggio graduale di responsabilità. Ciò contribuisce a mantenere standard di efficienza e qualità dei servizi erogati.

    Condizioni economiche e organizzative. Le amministrazioni devono valutare l’opportunità del trattenimento entro il limite massimo del 10% delle facoltà assunzionali disponibili, come previsto dalla normativa. La decisione deve essere coerente con la programmazione del personale e le risorse finanziarie disponibili.

    Sia in Legge di bilancio sia nelle linee guida firmate da Zangrillo è sottolineato che la scelta di ricorrere o meno al mantenimento in servizio fino a 70 anni è totalmente discrezionale per l’amministrazione pubblica. Il datore di lavoro pubblico ha piena autonomia nella valutazione della necessità del trattenimento, senza che il dipendente possa avanzare una richiesta autonoma, pur essendo necessario il consenso del dipendente coinvolto.

    Dipendenti esclusi dal trattenimento in servizio

    Secondo le indicazioni operative della direttiva, il trattenimento in servizio fino ai 70 anni non si applica ai dipendenti pubblici della magistratura e delle forze dell’ordine.

    Magistrature, in particolare:

    Magistratura ordinaria

    Magistratura amministrativa

    Magistratura contabile

    Magistratura tributaria

    Forze dell’ordine e di sicurezza, ovvero:

    Forze armate

    Forze di polizia

    Corpo nazionale dei vigili del fuoco

    La novità del pensionamento obbligatorio a 65 anni

    Una novità strettamente legata al trattenimento a lavoro nella PA, è legata all’età fino a cui è possibile farlo. Ricordiamo infatti che la Legge di bilancio 2025 ha dato una virata alla precedente normativa in tal senso.

    Fino al 31 dicembre 2024 i dipendenti pubblici potevano restare in servizio fino al raggiungimento massimo dei 65 anni, salvo che per categorie particolari per cui erano previsti limiti diversi. L’amministrazione poteva inoltre decidere, in alcuni casi, di trattenere i dipendenti in servizio anche oltre tale limite, previa autorizzazione.

    Dal 1° gennaio 2025 (con le modifiche della Manovra) questa età si alza a 67 anni (come per le normali pensioni vecchiaia).

    In sostanza, è stato abolito il pensionamento d’ufficio a 65 anni. A partire dal 1° gennaio 2025, l’età per il pensionamento d’ufficio è stata innalzata a 67 anni, adeguando il limite a quello previsto per la pensione di vecchiaia nel sistema previdenziale generale.Questo significa che i dipendenti pubblici potranno rimanere in servizio fino a 67 anni, salvo diversa decisione dell’amministrazione, che ne può decidere il trattenimento in servizio fino a 70 anni.

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    Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

    Analizziamo in dettaglio gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno del reddito previsti nel 2025.

    Indice

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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    Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

    Analizziamo in dettaglio gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno del reddito previsti nel 2025.

    Indice

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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    Leggi di più… from Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Pubblicato il

    Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

    Analizziamo in dettaglio gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno del reddito previsti nel 2025.

    Indice

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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