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    Assegno di maternità dei Comuni: ufficiali gli aumenti 2025. L’importo sale a 2.037 euro

    Nel 2025, l’assegno di maternità dei Comuni cresce un po’ rispetto all’anno precedente, per effetto della rivalutazione annua, basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Si tratta dell’aumento dello 0,8%, applicato per l’adeguamento al costo della vita anche ad altre prestazioni, come le pensioni, l’assegno unico e l’assegno di inclusione 2025. A renderlo noto un comunicato stampa della presidenza del Consiglio dei ministri sulla Rivalutazione per l’anno 2025 della misura, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Comunicazione recepita anche dall’Inps con l’ultimo messaggio del 19 febbraio.La rivalutazione garantisce un lieve aumento dell’importo erogato anche agli assegni di maternità erogati a chi non può percepire il congedo di maternità Inps classico. Questo aggiornamento rientra nel meccanismo di adeguamento delle prestazioni assistenziali legate all’ISEE, assicurando un aiuto economico stabile per chi si trova in condizioni di maggiore necessità.

    Ecco gli importi erogati e chi può chiedere l’assegno di maternità dei Comuni nel 2025.

    Indice

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    Invio domanda per il 2025

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su richiesta del Comune di residenza a favore delle madri che non beneficiano di un trattamento previdenziale di maternità. Tale misura è rivolta alle donne disoccupate o con un lavoro precario, purché rientrino nei limiti ISEE stabiliti dalla normativa vigente. L’assegno ha lo scopo di supportare economicamente le madri nei primi mesi di vita del bambino o nei casi di affidamento preadottivo e adozione senza affidamento.

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Per il 2025, a seguito della rivalutazione annuale, l’importo mensile dell’assegno di maternità dei Comuni è fissato a 407,40 euro, se spettante nella misura intera. Il contributo è riconosciuto per 5 mensilità. L’importo viene erogato in un’unica soluzione ed è destinato esclusivamente a chi rientra nei requisiti economici e normativi stabiliti.

    Importi comunicati anche nel messaggio Inps 45 del 19 febbraio, con cui l’ente spiega che l’importo dell’assegno mensile di maternità, se spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, è pari a 407,40 euro per cinque mensilità e, quindi, a complessivi 2.037,00 euro. Il valore dell’ISEE da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, deve essere non superiore a 20.382,90 euro.

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    L’adeguamento annuale dell’assegno di maternità dei Comuni avviene in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), con esclusione dei tabacchi. Per il 2025, la variazione calcolata da ISTAT è pari allo 0,8%, come comunicato ufficialmente il 16 gennaio 2025. Questo tasso di rivalutazione si applica a numerose prestazioni sociali legate all’ISEE, tra cui appunto l’assegno di maternità. La normativa di riferimento è l’articolo 13, comma 4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    L’aumento dello 0,8%, rispetto all’anno precedente, in linea con la variazione ISTAT fa crescere l’assegno di una manciata di euro: per la precisione di incremento di 3,23 euro mensile . Nel 2024 infatti, l’importo mensile era di 404,17 euro, mentre nel 2025 l’importo aggiornato è di 407,40 euro. L’aumento complessivo su 5 mensilità invece ammonta a 16,15 euro.L’aumento, seppur contenuto, si inserisce nel meccanismo di adeguamento annuale delle prestazioni sociali legate all’ISEE per mantenere il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie.

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è riservato alle madri che non percepiscono un’indennità di maternità dall’INPS o da altri enti previdenziali. Può essere richiesto dalle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno, purché soddisfino i requisiti economici previsti. Per l’anno 2025, la soglia ISEE massima per accedere alla prestazione è pari a 20.382,90 euro. Superata questa soglia, il diritto all’assegno decade.

    Il sussidio di 5 mensilità viene concesso dai Comuni e poi erogato dall’Inps.

    Invio domanda per il 2025

    La domanda per l’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamento preadottivo o adozione senza affidamento. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito modulo, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito web istituzionale. Alla richiesta si devono allegare alcuni documenti e informazioni, tra cui:

    Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per la certificazione dell’ISEE;

    Copia del documento d’identità della richiedente;

    Codice fiscale della madre e del bambino;

    Certificato di nascita o documentazione relativa all’adozione o all’affidamento preadottivo;

    Per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno valido.

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    La rivalutazione ISTAT dello 0,8% si applica a diverse prestazioni assistenziali collegate all’ISEE. Tra queste, oltre all’assegno di maternità dei Comuni, rientrano anche:

    L’Assegno unico e universale 2025, erogato alle famiglie con figli.

    L’assegno sociale, destinato ai cittadini con redditi molto bassi e privi di altre forme di pensione.

    La pensione di inabilità e altre prestazioni assistenziali legate alla condizione economica del nucleo familiare;

    Le pensioni e i trattamenti previdenziali dell’inps ai pensionati e pensionate. […]

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    Il Decreto cultura è legge: carte giovani e fondo nuove librerie under 35. Le misure

    Il Decreto Cultura è legge. Con 80 sì il Senato ha approvato il provvedimento da 44 milioni di euro in via definitiva. Viene introdotto il Piano Olivetti, affidando al ministro della Cultura il compito di promuovere lo sviluppo culturale nelle periferie e nelle aree svantaggiate, valorizzando biblioteche, editoria libraria, archivi e istituti storici e culturali. Il provvedimento è stato al centro di polemiche per un emendamento, proposto dalla Lega e poi ritirato, per ridimensionare le soprintendenze.In corso d’esame sono stati aggiunti riferimenti alla cultura del movimento, promozione dello spettacolo, cinema e audiovisivo, digitalizzazione del patrimonio librario e alfabetizzazione digitale, produzione culturale e artistica giovanile, diffusione di biblioteche scolastiche e librerie per bambini, e coinvolgimento del Terzo settore nella rigenerazione culturale delle periferie. Il decreto prevede anche tre misure a sostegno dell’editoria e delle librerie, tra cui un fondo di 4 milioni di euro nel 2024 per l’apertura di nuove librerie da parte di giovani fino a 35 anni, con priorità alle aree interne e svantaggiate. Inoltre, sono stanziati 24,8 milioni di euro nel 2025 e 5,2 milioni nel 2026 per l’acquisto di libri da parte di biblioteche pubbliche, e 10 milioni di euro nel 2025 per ampliare l’offerta culturale dei quotidiani cartacei. Ulteriori finanziamenti includono 800 mila euro nel 2025 per celebrare il 25° anniversario della Convenzione europea sul paesaggio e 2 milioni di euro a partire dal 2025 per vari istituti storici e culturali. Infine, il decreto stabilisce che i soggetti che accettano la Carta della cultura giovani e la Carta del merito devono trasmettere le fatture entro 90 giorni dalla conclusione dell’iniziativa, e per il “Bonus cultura 18app” entro il 31 marzo 2025.Per ricevere news e aggiornamenti costanti in tema di lavoro, welfare e pensioni, puoi iscriverti al gruppo Telegram di LeggiOggi

    Indice

    Il Piano Olivetti per la Cultura

    Le Carte Giovani

    Fondo apertura nuove librerie

    Il Piano Olivetti per la Cultura

    Il fulcro del decreto Cultura è rappresentato dal Piano Olivetti per la Cultura, un progetto ispirato alla visione dell’imprenditore e filantropo Adriano Olivetti. L’obiettivo principale è favorire la rigenerazione culturale delle periferie urbane e delle aree interne e svantaggiate del Paese. Il piano prevede interventi mirati per valorizzare biblioteche, archivi e istituti storici e culturali, promuovendo la cultura come strumento di inclusione sociale e sviluppo economico.In particolare, il Piano Olivetti si propone di: sostenere le periferie con iniziative culturali che coinvolgano le comunità locali, trasformando le aree degradate in poli culturali; valorizzare le biblioteche, potenziando i servizi offerti e promuovendo la lettura come mezzo di crescita personale e collettiva; sostenere l’editoria libraria, incentivando la produzione e la diffusione di libri, con particolare attenzione alle piccole case editrici e alle librerie indipendenti; promuovere la digitalizzazione, favorendo l’accesso al patrimonio librario e archivistico attraverso piattaforme digitali, per una fruizione più ampia e inclusiva.

    Le Carte Giovani

    Il decreto Cultura interviene anche sui due strumenti che già conosciamo: le carte giovani cultura e merito.

    Carta della cultura giovani: rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni, offre agevolazioni per l’accesso a musei, teatri, cinema, concerti e altri eventi culturali. L’obiettivo è incentivare la partecipazione attiva dei giovani alla vita culturale del Paese, rendendo più accessibili le offerte culturali.Carta del merito: destinata agli studenti che si distinguono per risultati accademici eccellenti, questa carta offre ulteriori benefici, tra cui sconti sull’acquisto di libri e materiali didattici, oltre all’accesso agevolato a corsi di formazione e masterclass.

    Per garantire una gestione trasparente ed efficiente, il decreto stabilisce che gli esercenti presso i quali le carte sono utilizzate devono trasmettere le fatture entro 90 giorni dalla conclusione dell’iniziativa. Per il Bonus Cultura 18app, le fatture relative alle edizioni precedenti devono essere inviate entro il 31 marzo 2025

    Fondo apertura nuove librerie

    Una delle misure del decreto è l’istituzione di un fondo di 4 milioni di euro per il 2024, destinato a finanziare l’apertura di nuove librerie da parte di giovani imprenditori fino a 35 anni.Priorità sarà data alle aperture in zone interne, periferiche o prive di punti vendita di libri, contribuendo così alla rigenerazione culturale e sociale di queste comunità.

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