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    Modello RED pensionati: invio entro il 28 febbraio. Farsi aiutare dal consulente RED

    L’ordinamento previdenziale italiano prevede la concessione di prestazioni di carattere assistenziale e di benefici economici sulle pensioni a patto che si rispettino determinati requisiti reddituali in capo al soggetto titolare della prestazione e in taluni casi del coniuge e dei familiari componenti il nucleo reddituale rilevante.I soggetti titolari delle suddette prestazioni sono tenuti a dichiarare all’Inps i propri redditi e, se ne ricorre l’obbligo, del coniuge e dei componenti il nucleo familiare.In mancanza di comunicazione la normativa vigente (D.L. numero 207/2008) dispone la sospensione delle prestazioni economiche.La dichiarazione della situazione reddituale (RED) all’INPS è resa dai soggetti obbligati in via telematica, accedendo all’apposita piattaforma del sito Inps.L’Istituto provvede annualmente ad effettuare la verifica del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, erogate provvisoriamente in via anticipata, attraverso le Campagne RED.Con il Messaggio 11 febbraio 2025 numero 525 l’INPS ha comunicato il rilascio del servizio denominato “Consulente RED” realizzato al fine di promuovere la piena conoscenza delle informazioni incidenti sul ricalcolo delle prestazioni collegate al reddito, erogate dall’Istituto in via anticipata.Analizziamo la novità in dettaglio sull’invio del modello REDPer ricevere news e aggiornamenti costanti in tema di lavoro, welfare e pensioni, puoi iscriverti al gruppo Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Il nuovo servizio Consulente RED

    Chi deve inviare il modello RED

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    Scadenza di invio RED

    Omessa comunicazione: cosa succede

    Il nuovo servizio Consulente RED

    Il Inps ha inaugurato da poco il nuovo servizio online Consulente RED, che permette al pensionato di conoscere dei dati reddituali rilevanti per la determinazione del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, utilizzati nelle ricostituzioni reddituali massive elaborate centralmente dall’INPS.Il progetto si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare dell’incarico affidato all’INPS di realizzare dei servizi personalizzati e proattivi per gli intermediari per la consulenza e la gestione delle prestazioni collegate al reddito.Grazie a “Consulente RED” il pensionato ha piena conoscenza delle informazioni che incidono sul ricalcolo delle prestazioni, riconosciute dall’INPS in via anticipata, in forza della normativa vigente.Nello specifico, grazie al servizio in parola, è possibile consultare i “dati reddituali rilevanti relativi alla elaborazione massiva centrale della Campagna RED 2023 (anno 2022) effettuata nello scorso mese di novembre” (Messaggio INPS).

    Il servizio Consulente RED è disponibile nella sezione MyINPS al percorso online “inps.it >> Accedi a MyINPS” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS >> “Consulente RED” >> “Utilizza lo strumento”.In alternativa, il pensionato può avvalersi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato, che devono essere autorizzati alla consultazione del servizio esclusivamente mediante mandato di patrocinio firmato digitalmente.Una volta collegati al servizio si hanno a disposizione, in modo analitico, le fonti delle informazioni reddituali, utilizzate dall’Istituto per effettuare le elaborazioni centrali massive, in particolare:

    Modelli RED resi dal cittadino tramite l’apposito servizio online del sito “inps.it”, Contact center o Strutture territoriali dell’Istituto;

    Modelli RED trasmessi per il tramite dei soggetti abilitati all’assistenza fiscale convenzionati con l’INPS, come CAF e liberi professionisti;

    Agenzia delle Entrate, con riguardo alle informazioni reddituali rilevanti presenti nelle dichiarazioni fiscali (modelli CU, 730, Redditi PF e integrativi);

    Ricostituzioni elaborate dalle Strutture territoriali dell’INPS o effettuate in modalità massiva centralmente;

    Banche dati dell’INPS.

    La presenza di un’apposita chat bot interattiva mira a rendere più chiari i criteri di valorizzazione delle informazioni reddituali rilevanti utilizzati nelle elaborazioni centrali, fornendo informazioni di dettaglio sulle principali tipologie di reddito e le relative modalità dichiarative.

    Chi deve inviare il modello RED

    Devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale tramite modello RED all’Inps:

    i pensionati che negli anni precedenti quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello di pensione (propri e, se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;

    i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, in quanto non devono essere comunicati all’Agenzia Entrate con la dichiarazione dei redditi;

    quanti sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’AE della dichiarazione dei redditi e possiedono redditi ulteriori quelli da pensione;

    i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’AE (modello 730 o Redditi PF).

    All’interno della Circolare INPS 30 novembre 2015, numero 195 sono indicate le casistiche in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione ma altresì quelli del coniuge o dei familiari.

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    La dichiarazione reddituale – modello RED – può essere resa dall’interessato collegandosi all’apposita piattaforma del sito Inps disponibile su “Pensione e Previdenza – La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” accedendo con le credenziali SPID, CIE o CNS al servizio “RED precompilato”.In alternativa è possibile rivolgersi a:

    CAF e altri soggetti abilitati all’assistenza fiscale, convenzionati con l’INPS;

    Strutture territoriali dell’Istituto.

    Modello RED precompilatoIl Messaggio INPS 4 ottobre 2024 numero 3301 ha comunicato in occasione dell’avvio della Campagna RED ordinaria 2024, per la dichiarazione dei redditi percepiti nell’anno 2023, il rilascio del servizio online “RED precompilato” in sostituzione del “RED semplificato”.Il servizio RED precompilato, previo consenso dell’interessato, permette la precompilazione dei dati reddituali già conosciuti dall’INPS, che possono essere confermati, integrati e rettificati, al fine di inviare telematicamente la dichiarazione della situazione reddituale.Il servizio è inoltre supportato da una finestra di conversazione con un Assistente Virtuale (chatbot) in grado di chiarire le modalità di compilazione e i criteri di valorizzazione delle diverse informazioni reddituali.

    La video-guidaCome reso noto con il Messaggio 31 dicembre 2024 numero 4504 l’INPS ha messo a disposizione (sul portale “MyINPS”) una video-guida personalizzata e interattiva per la Campagna Solleciti RED 2023, relativa all’anno reddito 2022.Grazie alla video-guida vengono fornite informazioni e servizi per facilitare i pensionati nell’assolvere l’obbligo di dichiarazione reddituale entro il termine del 28 febbraio 2025.La video-guida, generata per ciascun soggetto interessato alla Campagna Solleciti RED 2023 è personalizzata con nome e sesso del destinatario oltre che con i redditi da comunicare all’INPS per i titolari delle prestazioni collegate al reddito più diffuse.

    Scadenza di invio RED

    I pensionati interessati dalla Campagna Solleciti RED 2023 (anno reddito richiesto 2022) sono tenuti a trasmettere la dichiarazione reddituale all’INPS entro il 28 febbraio 2025, come reso noto dall’INPS con il citato Messaggio numero 4504/2024.Entro la stessa data (28 febbraio 2025) scade il termine previsto per la presentazione della dichiarazione reddituale rilevante relativa alla Campagna RED ordinaria 2024 (redditi anno 2023).

    Omessa comunicazione: cosa succede

    A norma dell’articolo 35, comma 10-bis del Decreto – legge 30 dicembre 2008, numero 207 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009, numero 14) in caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dall’INPS si incorre nella sospensione delle prestazioni nel corso dell’anno successivo quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.Qualora, entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione dei redditi, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere trasmessa. 

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    Assegno di maternità dei Comuni: ufficiali gli aumenti 2025. L’importo sale a 2.037 euro

    Nel 2025, l’assegno di maternità dei Comuni cresce un po’ rispetto all’anno precedente, per effetto della rivalutazione annua, basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Si tratta dell’aumento dello 0,8%, applicato per l’adeguamento al costo della vita anche ad altre prestazioni, come le pensioni, l’assegno unico e l’assegno di inclusione 2025. A renderlo noto un comunicato stampa della presidenza del Consiglio dei ministri sulla Rivalutazione per l’anno 2025 della misura, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Comunicazione recepita anche dall’Inps con l’ultimo messaggio del 19 febbraio.La rivalutazione garantisce un lieve aumento dell’importo erogato anche agli assegni di maternità erogati a chi non può percepire il congedo di maternità Inps classico. Questo aggiornamento rientra nel meccanismo di adeguamento delle prestazioni assistenziali legate all’ISEE, assicurando un aiuto economico stabile per chi si trova in condizioni di maggiore necessità.

    Ecco gli importi erogati e chi può chiedere l’assegno di maternità dei Comuni nel 2025.

    Indice

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    Invio domanda per il 2025

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su richiesta del Comune di residenza a favore delle madri che non beneficiano di un trattamento previdenziale di maternità. Tale misura è rivolta alle donne disoccupate o con un lavoro precario, purché rientrino nei limiti ISEE stabiliti dalla normativa vigente. L’assegno ha lo scopo di supportare economicamente le madri nei primi mesi di vita del bambino o nei casi di affidamento preadottivo e adozione senza affidamento.

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Per il 2025, a seguito della rivalutazione annuale, l’importo mensile dell’assegno di maternità dei Comuni è fissato a 407,40 euro, se spettante nella misura intera. Il contributo è riconosciuto per 5 mensilità. L’importo viene erogato in un’unica soluzione ed è destinato esclusivamente a chi rientra nei requisiti economici e normativi stabiliti.

    Importi comunicati anche nel messaggio Inps 45 del 19 febbraio, con cui l’ente spiega che l’importo dell’assegno mensile di maternità, se spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, è pari a 407,40 euro per cinque mensilità e, quindi, a complessivi 2.037,00 euro. Il valore dell’ISEE da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, deve essere non superiore a 20.382,90 euro.

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    L’adeguamento annuale dell’assegno di maternità dei Comuni avviene in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), con esclusione dei tabacchi. Per il 2025, la variazione calcolata da ISTAT è pari allo 0,8%, come comunicato ufficialmente il 16 gennaio 2025. Questo tasso di rivalutazione si applica a numerose prestazioni sociali legate all’ISEE, tra cui appunto l’assegno di maternità. La normativa di riferimento è l’articolo 13, comma 4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    L’aumento dello 0,8%, rispetto all’anno precedente, in linea con la variazione ISTAT fa crescere l’assegno di una manciata di euro: per la precisione di incremento di 3,23 euro mensile . Nel 2024 infatti, l’importo mensile era di 404,17 euro, mentre nel 2025 l’importo aggiornato è di 407,40 euro. L’aumento complessivo su 5 mensilità invece ammonta a 16,15 euro.L’aumento, seppur contenuto, si inserisce nel meccanismo di adeguamento annuale delle prestazioni sociali legate all’ISEE per mantenere il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie.

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è riservato alle madri che non percepiscono un’indennità di maternità dall’INPS o da altri enti previdenziali. Può essere richiesto dalle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno, purché soddisfino i requisiti economici previsti. Per l’anno 2025, la soglia ISEE massima per accedere alla prestazione è pari a 20.382,90 euro. Superata questa soglia, il diritto all’assegno decade.

    Il sussidio di 5 mensilità viene concesso dai Comuni e poi erogato dall’Inps.

    Invio domanda per il 2025

    La domanda per l’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamento preadottivo o adozione senza affidamento. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito modulo, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito web istituzionale. Alla richiesta si devono allegare alcuni documenti e informazioni, tra cui:

    Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per la certificazione dell’ISEE;

    Copia del documento d’identità della richiedente;

    Codice fiscale della madre e del bambino;

    Certificato di nascita o documentazione relativa all’adozione o all’affidamento preadottivo;

    Per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno valido.

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    La rivalutazione ISTAT dello 0,8% si applica a diverse prestazioni assistenziali collegate all’ISEE. Tra queste, oltre all’assegno di maternità dei Comuni, rientrano anche:

    L’Assegno unico e universale 2025, erogato alle famiglie con figli.

    L’assegno sociale, destinato ai cittadini con redditi molto bassi e privi di altre forme di pensione.

    La pensione di inabilità e altre prestazioni assistenziali legate alla condizione economica del nucleo familiare;

    Le pensioni e i trattamenti previdenziali dell’inps ai pensionati e pensionate. […]

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    Assegno di maternità dei Comuni: ufficiali gli aumenti 2025. L’importo sale a 2.037 euro

    Nel 2025, l’assegno di maternità dei Comuni cresce un po’ rispetto all’anno precedente, per effetto della rivalutazione annua, basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Si tratta dell’aumento dello 0,8%, applicato per l’adeguamento al costo della vita anche ad altre prestazioni, come le pensioni, l’assegno unico e l’assegno di inclusione 2025. A renderlo noto un comunicato stampa della presidenza del Consiglio dei ministri sulla Rivalutazione per l’anno 2025 della misura, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Comunicazione recepita anche dall’Inps con l’ultimo messaggio del 19 febbraio.La rivalutazione garantisce un lieve aumento dell’importo erogato anche agli assegni di maternità erogati a chi non può percepire il congedo di maternità Inps classico. Questo aggiornamento rientra nel meccanismo di adeguamento delle prestazioni assistenziali legate all’ISEE, assicurando un aiuto economico stabile per chi si trova in condizioni di maggiore necessità.

    Ecco gli importi erogati e chi può chiedere l’assegno di maternità dei Comuni nel 2025.

    Indice

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    Invio domanda per il 2025

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su richiesta del Comune di residenza a favore delle madri che non beneficiano di un trattamento previdenziale di maternità. Tale misura è rivolta alle donne disoccupate o con un lavoro precario, purché rientrino nei limiti ISEE stabiliti dalla normativa vigente. L’assegno ha lo scopo di supportare economicamente le madri nei primi mesi di vita del bambino o nei casi di affidamento preadottivo e adozione senza affidamento.

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Per il 2025, a seguito della rivalutazione annuale, l’importo mensile dell’assegno di maternità dei Comuni è fissato a 407,40 euro, se spettante nella misura intera. Il contributo è riconosciuto per 5 mensilità. L’importo viene erogato in un’unica soluzione ed è destinato esclusivamente a chi rientra nei requisiti economici e normativi stabiliti.

    Importi comunicati anche nel messaggio Inps 45 del 19 febbraio, con cui l’ente spiega che l’importo dell’assegno mensile di maternità, se spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, è pari a 407,40 euro per cinque mensilità e, quindi, a complessivi 2.037,00 euro. Il valore dell’ISEE da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, deve essere non superiore a 20.382,90 euro.

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    L’adeguamento annuale dell’assegno di maternità dei Comuni avviene in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), con esclusione dei tabacchi. Per il 2025, la variazione calcolata da ISTAT è pari allo 0,8%, come comunicato ufficialmente il 16 gennaio 2025. Questo tasso di rivalutazione si applica a numerose prestazioni sociali legate all’ISEE, tra cui appunto l’assegno di maternità. La normativa di riferimento è l’articolo 13, comma 4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    L’aumento dello 0,8%, rispetto all’anno precedente, in linea con la variazione ISTAT fa crescere l’assegno di una manciata di euro: per la precisione di incremento di 3,23 euro mensile . Nel 2024 infatti, l’importo mensile era di 404,17 euro, mentre nel 2025 l’importo aggiornato è di 407,40 euro. L’aumento complessivo su 5 mensilità invece ammonta a 16,15 euro.L’aumento, seppur contenuto, si inserisce nel meccanismo di adeguamento annuale delle prestazioni sociali legate all’ISEE per mantenere il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie.

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è riservato alle madri che non percepiscono un’indennità di maternità dall’INPS o da altri enti previdenziali. Può essere richiesto dalle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno, purché soddisfino i requisiti economici previsti. Per l’anno 2025, la soglia ISEE massima per accedere alla prestazione è pari a 20.382,90 euro. Superata questa soglia, il diritto all’assegno decade.

    Il sussidio di 5 mensilità viene concesso dai Comuni e poi erogato dall’Inps.

    Invio domanda per il 2025

    La domanda per l’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamento preadottivo o adozione senza affidamento. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito modulo, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito web istituzionale. Alla richiesta si devono allegare alcuni documenti e informazioni, tra cui:

    Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per la certificazione dell’ISEE;

    Copia del documento d’identità della richiedente;

    Codice fiscale della madre e del bambino;

    Certificato di nascita o documentazione relativa all’adozione o all’affidamento preadottivo;

    Per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno valido.

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    La rivalutazione ISTAT dello 0,8% si applica a diverse prestazioni assistenziali collegate all’ISEE. Tra queste, oltre all’assegno di maternità dei Comuni, rientrano anche:

    L’Assegno unico e universale 2025, erogato alle famiglie con figli.

    L’assegno sociale, destinato ai cittadini con redditi molto bassi e privi di altre forme di pensione.

    La pensione di inabilità e altre prestazioni assistenziali legate alla condizione economica del nucleo familiare;

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    Nel 2025, l’assegno di maternità dei Comuni cresce un po’ rispetto all’anno precedente, per effetto della rivalutazione annua, basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Si tratta dell’aumento dello 0,8%, applicato per l’adeguamento al costo della vita anche ad altre prestazioni, come le pensioni, l’assegno unico e l’assegno di inclusione 2025. A renderlo noto un comunicato stampa della presidenza del Consiglio dei ministri sulla Rivalutazione per l’anno 2025 della misura, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Comunicazione recepita anche dall’Inps con l’ultimo messaggio del 19 febbraio.La rivalutazione garantisce un lieve aumento dell’importo erogato anche agli assegni di maternità erogati a chi non può percepire il congedo di maternità Inps classico. Questo aggiornamento rientra nel meccanismo di adeguamento delle prestazioni assistenziali legate all’ISEE, assicurando un aiuto economico stabile per chi si trova in condizioni di maggiore necessità.

    Ecco gli importi erogati e chi può chiedere l’assegno di maternità dei Comuni nel 2025.

    Indice

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    Invio domanda per il 2025

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su richiesta del Comune di residenza a favore delle madri che non beneficiano di un trattamento previdenziale di maternità. Tale misura è rivolta alle donne disoccupate o con un lavoro precario, purché rientrino nei limiti ISEE stabiliti dalla normativa vigente. L’assegno ha lo scopo di supportare economicamente le madri nei primi mesi di vita del bambino o nei casi di affidamento preadottivo e adozione senza affidamento.

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Per il 2025, a seguito della rivalutazione annuale, l’importo mensile dell’assegno di maternità dei Comuni è fissato a 407,40 euro, se spettante nella misura intera. Il contributo è riconosciuto per 5 mensilità. L’importo viene erogato in un’unica soluzione ed è destinato esclusivamente a chi rientra nei requisiti economici e normativi stabiliti.

    Importi comunicati anche nel messaggio Inps 45 del 19 febbraio, con cui l’ente spiega che l’importo dell’assegno mensile di maternità, se spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, è pari a 407,40 euro per cinque mensilità e, quindi, a complessivi 2.037,00 euro. Il valore dell’ISEE da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, deve essere non superiore a 20.382,90 euro.

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    L’adeguamento annuale dell’assegno di maternità dei Comuni avviene in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), con esclusione dei tabacchi. Per il 2025, la variazione calcolata da ISTAT è pari allo 0,8%, come comunicato ufficialmente il 16 gennaio 2025. Questo tasso di rivalutazione si applica a numerose prestazioni sociali legate all’ISEE, tra cui appunto l’assegno di maternità. La normativa di riferimento è l’articolo 13, comma 4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    L’aumento dello 0,8%, rispetto all’anno precedente, in linea con la variazione ISTAT fa crescere l’assegno di una manciata di euro: per la precisione di incremento di 3,23 euro mensile . Nel 2024 infatti, l’importo mensile era di 404,17 euro, mentre nel 2025 l’importo aggiornato è di 407,40 euro. L’aumento complessivo su 5 mensilità invece ammonta a 16,15 euro.L’aumento, seppur contenuto, si inserisce nel meccanismo di adeguamento annuale delle prestazioni sociali legate all’ISEE per mantenere il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie.

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è riservato alle madri che non percepiscono un’indennità di maternità dall’INPS o da altri enti previdenziali. Può essere richiesto dalle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno, purché soddisfino i requisiti economici previsti. Per l’anno 2025, la soglia ISEE massima per accedere alla prestazione è pari a 20.382,90 euro. Superata questa soglia, il diritto all’assegno decade.

    Il sussidio di 5 mensilità viene concesso dai Comuni e poi erogato dall’Inps.

    Invio domanda per il 2025

    La domanda per l’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamento preadottivo o adozione senza affidamento. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito modulo, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito web istituzionale. Alla richiesta si devono allegare alcuni documenti e informazioni, tra cui:

    Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per la certificazione dell’ISEE;

    Copia del documento d’identità della richiedente;

    Codice fiscale della madre e del bambino;

    Certificato di nascita o documentazione relativa all’adozione o all’affidamento preadottivo;

    Per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno valido.

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    La rivalutazione ISTAT dello 0,8% si applica a diverse prestazioni assistenziali collegate all’ISEE. Tra queste, oltre all’assegno di maternità dei Comuni, rientrano anche:

    L’Assegno unico e universale 2025, erogato alle famiglie con figli.

    L’assegno sociale, destinato ai cittadini con redditi molto bassi e privi di altre forme di pensione.

    La pensione di inabilità e altre prestazioni assistenziali legate alla condizione economica del nucleo familiare;

    Le pensioni e i trattamenti previdenziali dell’inps ai pensionati e pensionate. […]

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    Assegno di maternità dei Comuni: ufficiali gli aumenti 2025. L’importo sale a 2.037 euro

    Nel 2025, l’assegno di maternità dei Comuni cresce un po’ rispetto all’anno precedente, per effetto della rivalutazione annua, basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Si tratta dell’aumento dello 0,8%, applicato per l’adeguamento al costo della vita anche ad altre prestazioni, come le pensioni, l’assegno unico e l’assegno di inclusione 2025. A renderlo noto un comunicato stampa della presidenza del Consiglio dei ministri sulla Rivalutazione per l’anno 2025 della misura, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Comunicazione recepita anche dall’Inps con l’ultimo messaggio del 19 febbraio.La rivalutazione garantisce un lieve aumento dell’importo erogato anche agli assegni di maternità erogati a chi non può percepire il congedo di maternità Inps classico. Questo aggiornamento rientra nel meccanismo di adeguamento delle prestazioni assistenziali legate all’ISEE, assicurando un aiuto economico stabile per chi si trova in condizioni di maggiore necessità.

    Ecco gli importi erogati e chi può chiedere l’assegno di maternità dei Comuni nel 2025.

    Indice

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    Invio domanda per il 2025

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su richiesta del Comune di residenza a favore delle madri che non beneficiano di un trattamento previdenziale di maternità. Tale misura è rivolta alle donne disoccupate o con un lavoro precario, purché rientrino nei limiti ISEE stabiliti dalla normativa vigente. L’assegno ha lo scopo di supportare economicamente le madri nei primi mesi di vita del bambino o nei casi di affidamento preadottivo e adozione senza affidamento.

    Importo dell’assegno di maternità 2025

    Per il 2025, a seguito della rivalutazione annuale, l’importo mensile dell’assegno di maternità dei Comuni è fissato a 407,40 euro, se spettante nella misura intera. Il contributo è riconosciuto per 5 mensilità. L’importo viene erogato in un’unica soluzione ed è destinato esclusivamente a chi rientra nei requisiti economici e normativi stabiliti.

    Importi comunicati anche nel messaggio Inps 45 del 19 febbraio, con cui l’ente spiega che l’importo dell’assegno mensile di maternità, se spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, è pari a 407,40 euro per cinque mensilità e, quindi, a complessivi 2.037,00 euro. Il valore dell’ISEE da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, deve essere non superiore a 20.382,90 euro.

    Rivalutazione dell’assegno di maternità nel 2025

    L’adeguamento annuale dell’assegno di maternità dei Comuni avviene in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), con esclusione dei tabacchi. Per il 2025, la variazione calcolata da ISTAT è pari allo 0,8%, come comunicato ufficialmente il 16 gennaio 2025. Questo tasso di rivalutazione si applica a numerose prestazioni sociali legate all’ISEE, tra cui appunto l’assegno di maternità. La normativa di riferimento è l’articolo 13, comma 4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.

    Di quanto aumenta l’assegno di maternità nel 2025

    L’aumento dello 0,8%, rispetto all’anno precedente, in linea con la variazione ISTAT fa crescere l’assegno di una manciata di euro: per la precisione di incremento di 3,23 euro mensile . Nel 2024 infatti, l’importo mensile era di 404,17 euro, mentre nel 2025 l’importo aggiornato è di 407,40 euro. L’aumento complessivo su 5 mensilità invece ammonta a 16,15 euro.L’aumento, seppur contenuto, si inserisce nel meccanismo di adeguamento annuale delle prestazioni sociali legate all’ISEE per mantenere il potere d’acquisto delle famiglie beneficiarie.

    Chi può chiedere nel 2025 l’assegno di maternità dei Comuni

    L’assegno di maternità dei Comuni è riservato alle madri che non percepiscono un’indennità di maternità dall’INPS o da altri enti previdenziali. Può essere richiesto dalle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno, purché soddisfino i requisiti economici previsti. Per l’anno 2025, la soglia ISEE massima per accedere alla prestazione è pari a 20.382,90 euro. Superata questa soglia, il diritto all’assegno decade.

    Il sussidio di 5 mensilità viene concesso dai Comuni e poi erogato dall’Inps.

    Invio domanda per il 2025

    La domanda per l’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamento preadottivo o adozione senza affidamento. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito modulo, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito web istituzionale. Alla richiesta si devono allegare alcuni documenti e informazioni, tra cui:

    Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per la certificazione dell’ISEE;

    Copia del documento d’identità della richiedente;

    Codice fiscale della madre e del bambino;

    Certificato di nascita o documentazione relativa all’adozione o all’affidamento preadottivo;

    Per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno valido.

    Altri sussidi e prestazioni rivalutate dello 0,8% nel 2025

    La rivalutazione ISTAT dello 0,8% si applica a diverse prestazioni assistenziali collegate all’ISEE. Tra queste, oltre all’assegno di maternità dei Comuni, rientrano anche:

    L’Assegno unico e universale 2025, erogato alle famiglie con figli.

    L’assegno sociale, destinato ai cittadini con redditi molto bassi e privi di altre forme di pensione.

    La pensione di inabilità e altre prestazioni assistenziali legate alla condizione economica del nucleo familiare;

    Le pensioni e i trattamenti previdenziali dell’inps ai pensionati e pensionate. […]

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