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    Cuneo fiscale 2025, detrazione L. 207/24 assente in busta paga: perché e cosa fare

    Qualche dipendente ha sicuramente notato l’assenza dell’ulteriore detrazione, prevista come taglio al cuneo fiscale 2025, assente nella busta paga di gennaio. Perché questo?Iniziamo col dire che la Manovra di bilancio 2025 ha introdotto a decorrere dallo scorso 1° gennaio due misure di riduzione del cuneo fiscale grazie ad un abbattimento dell’IRPEF a carico dei contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente in possesso di un reddito complessivo non superiore a 40 mila euro.Il primo intervento (contemplato all’articolo 1, comma 4, Legge numero 207/2024) si traduce in un bonus aggiuntivo in busta paga a beneficio di quanti possiedono un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro.Al contrario (articolo 1, comma 6) i dipendenti che totalizzano un reddito complessivo superiore a 20 mila euro hanno diritto ad un’ulteriore detrazione fiscale, il cui obiettivo è ridurre l’IRPEF lorda a carico del contribuente, pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila ma non a 32 mila euro;

    Alla seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo] / 8.000,00] se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 32 mila ma non a 40 mila euro.

    Tanto il bonus quanto la detrazione aggiuntiva vengono riconosciuti in via automatica in cedolino dal datore di lavoro (in qualità di sostituto d’imposta) salvo determinazione della somma effettivamente spettante in sede di conguaglio di fine anno o, se antecedente, di fine rapporto.Analizziamo in dettaglio cosa deve fare il dipendente che non vede esposta in busta paga la detrazione aggiuntiva prevista dalla Manovra 2025.Nel frattempo, per ricevere altre news in tema di lavoro e cuneo fiscale iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi

    Indice

    Detrazione L.207/24 assente in busta paga

    Detrazione richiesta a conguaglio

    Rinuncia alla detrazione

    Mancanza del requisito reddituale

    Detrazione L.207/24 assente in busta paga

    La detrazione aggiuntiva prevista dall’articolo 1, comma 6 della Legge numero 207/2024, essendo stata introdotta dal 1° gennaio 2025, trova applicazione, per i dipendenti in possesso dei requisiti reddituali sopra descritti, già nel cedolino paga di gennaio.La somma è esposta nella parte centrale del cedolino, con una descrizione che reca il riferimento normativo “Legge numero 207/2024” e il tipo di importo “detrazione”.Se il dipendente non trova indicata alcuna somma a titolo di “Detrazione Legge numero 207/2024” significa che il datore non l’ha inserita in busta paga.A questo punto non resta che chiedere delucidazioni direttamente al datore di lavoro, al proprio responsabile diretto o all’ufficio risorse umane.Prima di procedere alla richiesta di informazioni ecco una serie di semplici verifiche preliminari.

    Leggi anche > Busta paga 2025: cos’è la voce “ulteriore detrazione L.207/24” al posto di “Riduzione o Esonero IVS”

    Detrazione richiesta a conguaglio

    In deroga al riconoscimento automatico in busta paga, il dipendente può esprimere la scelta, attraverso il modello cosiddetto “D23 – anno 2025” contenente la “Dichiarazione ai fini delle detrazioni d’imposta spettanti”, di:

    Rinunciare alla detrazione aggiuntiva;

    Chiedere l’applicazione esclusivamente in sede di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

    In quest’ultima ipotesi, pertanto, il lavoratore non riceve mensilmente la detrazione in cedolino ma, se spettante, vedrà esposto l’intero importo nella busta paga che sconta gli effetti del conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

    In definitiva è necessario controllare quanto dichiarato nel modello “D23 – anno 2025” consegnato al datore di lavoro.Se il modello in questione non è mai stato compilato è necessario chiedere informazioni al datore di lavoro / responsabile diretto o all’ufficio personale.

    Rinuncia alla detrazione

    Come anticipato poc’anzi grazie al modello “D23 – anno 2025” è possibile, in deroga al riconoscimento automatico in busta paga, rinunciare alla detrazione aggiuntiva che, in tal caso, non sarà applicata né mensilmente né tantomeno in sede di conguaglio di fine anno / fine rapporto.La rinuncia alla detrazione non preclude comunque, per onore di cronaca, la possibilità di percepire la somma in questione direttamente in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).In definitiva, il dipendente che ha rinunciato alla detrazione aggiuntiva con il modello “D23 – anno 2025” non si ritroverà alcun importo in busta paga.Al contrario, se la dichiarazione delle detrazioni d’imposta non è stata ancora consegnata è necessario chiedere delucidazioni ai soggetti incaricati dell’elaborazione buste paga.

    Mancanza del requisito reddituale

    In sede di erogazione automatica il datore di lavoro verifica il rispetto dei requisiti reddituali richiesti dalla Manovra 2025 per il riconoscimento della detrazione aggiuntiva.Nello specifico non hanno alla misura i contribuenti con reddito complessivo superiore a 40 mila euro.Nel momento in cui il datore di lavoro elabora il cedolino paga, in assenza di ulteriori informazioni sugli altri redditi totalizzati dal dipendente, simula, sulla base del reddito mensile dallo stesso erogato quello che sarà il reddito complessivo del periodo d’imposta in corso.Se dalla simulazione risulta un reddito complessivo annuo superiore a 40 mila euro non viene riconosciuta la detrazione aggiuntiva.Ne consegue che il dipendente è bene che verifichi se il reddito simulato dal datore di lavoro, utile per il calcolo delle detrazioni d’imposta, appositamente indicato in busta paga con la dicitura “Reddito utile al calcolo delle detrazioni”, sia superiore a 40 mila euro.In caso contrario è opportuno rivolgersi al soggetto che ha elaborato le buste paga.

    Al pari di quanto avviene per le detrazioni da lavoro dipendente e il Bonus IRPEF previsto dal Decreto – legge numero 3/2020 le misure di riduzione del cuneo fiscale contemplate dalla Legge numero 207/2024 sono calcolate in funzione dei giorni per i quali spettano le detrazioni fiscali, coincidenti con quelli in cui si produce reddito da lavoro dipendente.

    A meno che non si verifichino assunzione o cessazione del rapporto in corso di mese oppure assenze non retribuite, i giorni detrazione coincidono di norma con quelli di calendario del mese.

    Ne consegue che un dipendente il cui reddito complessivo annuo simulato nella busta paga di gennaio 2025 sia pari ad euro 23.000,00 avrà diritto ad una detrazione aggiuntiva di:(1.000,00 euro / 365) * 31 giorni di calendario a gennaio 2025 = 84,93 euro.Al contrario, il lavoratore che, a parità di reddito complessivo annuo, registra a marzo 2025 (per tutto il mese) un periodo di aspettativa non retribuita non avrà diritto ad alcuna somma a titolo di detrazione aggiuntiva dal momento che i giorni detrazione del mese non saranno 31 ma zero.  La verifica dei giorni detrazione del mese è particolarmente agevole, dal momento che il dato è riportato nell’apposita casella collocata nella parte superiore del cedolino.

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    Modello RED pensionati: invio entro il 28 febbraio. Farsi aiutare dal consulente RED

    L’ordinamento previdenziale italiano prevede la concessione di prestazioni di carattere assistenziale e di benefici economici sulle pensioni a patto che si rispettino determinati requisiti reddituali in capo al soggetto titolare della prestazione e in taluni casi del coniuge e dei familiari componenti il nucleo reddituale rilevante.I soggetti titolari delle suddette prestazioni sono tenuti a dichiarare all’Inps i propri redditi e, se ne ricorre l’obbligo, del coniuge e dei componenti il nucleo familiare.In mancanza di comunicazione la normativa vigente (D.L. numero 207/2008) dispone la sospensione delle prestazioni economiche.La dichiarazione della situazione reddituale (RED) all’INPS è resa dai soggetti obbligati in via telematica, accedendo all’apposita piattaforma del sito Inps.L’Istituto provvede annualmente ad effettuare la verifica del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, erogate provvisoriamente in via anticipata, attraverso le Campagne RED.Con il Messaggio 11 febbraio 2025 numero 525 l’INPS ha comunicato il rilascio del servizio denominato “Consulente RED” realizzato al fine di promuovere la piena conoscenza delle informazioni incidenti sul ricalcolo delle prestazioni collegate al reddito, erogate dall’Istituto in via anticipata.Analizziamo la novità in dettaglio sull’invio del modello REDPer ricevere news e aggiornamenti costanti in tema di lavoro, welfare e pensioni, puoi iscriverti al gruppo Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Il nuovo servizio Consulente RED

    Chi deve inviare il modello RED

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    Scadenza di invio RED

    Omessa comunicazione: cosa succede

    Il nuovo servizio Consulente RED

    Il Inps ha inaugurato da poco il nuovo servizio online Consulente RED, che permette al pensionato di conoscere dei dati reddituali rilevanti per la determinazione del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, utilizzati nelle ricostituzioni reddituali massive elaborate centralmente dall’INPS.Il progetto si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare dell’incarico affidato all’INPS di realizzare dei servizi personalizzati e proattivi per gli intermediari per la consulenza e la gestione delle prestazioni collegate al reddito.Grazie a “Consulente RED” il pensionato ha piena conoscenza delle informazioni che incidono sul ricalcolo delle prestazioni, riconosciute dall’INPS in via anticipata, in forza della normativa vigente.Nello specifico, grazie al servizio in parola, è possibile consultare i “dati reddituali rilevanti relativi alla elaborazione massiva centrale della Campagna RED 2023 (anno 2022) effettuata nello scorso mese di novembre” (Messaggio INPS).

    Il servizio Consulente RED è disponibile nella sezione MyINPS al percorso online “inps.it >> Accedi a MyINPS” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS >> “Consulente RED” >> “Utilizza lo strumento”.In alternativa, il pensionato può avvalersi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato, che devono essere autorizzati alla consultazione del servizio esclusivamente mediante mandato di patrocinio firmato digitalmente.Una volta collegati al servizio si hanno a disposizione, in modo analitico, le fonti delle informazioni reddituali, utilizzate dall’Istituto per effettuare le elaborazioni centrali massive, in particolare:

    Modelli RED resi dal cittadino tramite l’apposito servizio online del sito “inps.it”, Contact center o Strutture territoriali dell’Istituto;

    Modelli RED trasmessi per il tramite dei soggetti abilitati all’assistenza fiscale convenzionati con l’INPS, come CAF e liberi professionisti;

    Agenzia delle Entrate, con riguardo alle informazioni reddituali rilevanti presenti nelle dichiarazioni fiscali (modelli CU, 730, Redditi PF e integrativi);

    Ricostituzioni elaborate dalle Strutture territoriali dell’INPS o effettuate in modalità massiva centralmente;

    Banche dati dell’INPS.

    La presenza di un’apposita chat bot interattiva mira a rendere più chiari i criteri di valorizzazione delle informazioni reddituali rilevanti utilizzati nelle elaborazioni centrali, fornendo informazioni di dettaglio sulle principali tipologie di reddito e le relative modalità dichiarative.

    Chi deve inviare il modello RED

    Devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale tramite modello RED all’Inps:

    i pensionati che negli anni precedenti quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello di pensione (propri e, se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;

    i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, in quanto non devono essere comunicati all’Agenzia Entrate con la dichiarazione dei redditi;

    quanti sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’AE della dichiarazione dei redditi e possiedono redditi ulteriori quelli da pensione;

    i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’AE (modello 730 o Redditi PF).

    All’interno della Circolare INPS 30 novembre 2015, numero 195 sono indicate le casistiche in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione ma altresì quelli del coniuge o dei familiari.

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    La dichiarazione reddituale – modello RED – può essere resa dall’interessato collegandosi all’apposita piattaforma del sito Inps disponibile su “Pensione e Previdenza – La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” accedendo con le credenziali SPID, CIE o CNS al servizio “RED precompilato”.In alternativa è possibile rivolgersi a:

    CAF e altri soggetti abilitati all’assistenza fiscale, convenzionati con l’INPS;

    Strutture territoriali dell’Istituto.

    Modello RED precompilatoIl Messaggio INPS 4 ottobre 2024 numero 3301 ha comunicato in occasione dell’avvio della Campagna RED ordinaria 2024, per la dichiarazione dei redditi percepiti nell’anno 2023, il rilascio del servizio online “RED precompilato” in sostituzione del “RED semplificato”.Il servizio RED precompilato, previo consenso dell’interessato, permette la precompilazione dei dati reddituali già conosciuti dall’INPS, che possono essere confermati, integrati e rettificati, al fine di inviare telematicamente la dichiarazione della situazione reddituale.Il servizio è inoltre supportato da una finestra di conversazione con un Assistente Virtuale (chatbot) in grado di chiarire le modalità di compilazione e i criteri di valorizzazione delle diverse informazioni reddituali.

    La video-guidaCome reso noto con il Messaggio 31 dicembre 2024 numero 4504 l’INPS ha messo a disposizione (sul portale “MyINPS”) una video-guida personalizzata e interattiva per la Campagna Solleciti RED 2023, relativa all’anno reddito 2022.Grazie alla video-guida vengono fornite informazioni e servizi per facilitare i pensionati nell’assolvere l’obbligo di dichiarazione reddituale entro il termine del 28 febbraio 2025.La video-guida, generata per ciascun soggetto interessato alla Campagna Solleciti RED 2023 è personalizzata con nome e sesso del destinatario oltre che con i redditi da comunicare all’INPS per i titolari delle prestazioni collegate al reddito più diffuse.

    Scadenza di invio RED

    I pensionati interessati dalla Campagna Solleciti RED 2023 (anno reddito richiesto 2022) sono tenuti a trasmettere la dichiarazione reddituale all’INPS entro il 28 febbraio 2025, come reso noto dall’INPS con il citato Messaggio numero 4504/2024.Entro la stessa data (28 febbraio 2025) scade il termine previsto per la presentazione della dichiarazione reddituale rilevante relativa alla Campagna RED ordinaria 2024 (redditi anno 2023).

    Omessa comunicazione: cosa succede

    A norma dell’articolo 35, comma 10-bis del Decreto – legge 30 dicembre 2008, numero 207 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009, numero 14) in caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dall’INPS si incorre nella sospensione delle prestazioni nel corso dell’anno successivo quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.Qualora, entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione dei redditi, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere trasmessa. 

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    L’ordinamento previdenziale italiano prevede la concessione di prestazioni di carattere assistenziale e di benefici economici sulle pensioni a patto che si rispettino determinati requisiti reddituali in capo al soggetto titolare della prestazione e in taluni casi del coniuge e dei familiari componenti il nucleo reddituale rilevante.I soggetti titolari delle suddette prestazioni sono tenuti a dichiarare all’Inps i propri redditi e, se ne ricorre l’obbligo, del coniuge e dei componenti il nucleo familiare.In mancanza di comunicazione la normativa vigente (D.L. numero 207/2008) dispone la sospensione delle prestazioni economiche.La dichiarazione della situazione reddituale (RED) all’INPS è resa dai soggetti obbligati in via telematica, accedendo all’apposita piattaforma del sito Inps.L’Istituto provvede annualmente ad effettuare la verifica del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, erogate provvisoriamente in via anticipata, attraverso le Campagne RED.Con il Messaggio 11 febbraio 2025 numero 525 l’INPS ha comunicato il rilascio del servizio denominato “Consulente RED” realizzato al fine di promuovere la piena conoscenza delle informazioni incidenti sul ricalcolo delle prestazioni collegate al reddito, erogate dall’Istituto in via anticipata.Analizziamo la novità in dettaglio sull’invio del modello REDPer ricevere news e aggiornamenti costanti in tema di lavoro, welfare e pensioni, puoi iscriverti al gruppo Telegram di LeggiOggi.

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    Il nuovo servizio Consulente RED

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    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

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    Il nuovo servizio Consulente RED

    Il Inps ha inaugurato da poco il nuovo servizio online Consulente RED, che permette al pensionato di conoscere dei dati reddituali rilevanti per la determinazione del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito, utilizzati nelle ricostituzioni reddituali massive elaborate centralmente dall’INPS.Il progetto si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare dell’incarico affidato all’INPS di realizzare dei servizi personalizzati e proattivi per gli intermediari per la consulenza e la gestione delle prestazioni collegate al reddito.Grazie a “Consulente RED” il pensionato ha piena conoscenza delle informazioni che incidono sul ricalcolo delle prestazioni, riconosciute dall’INPS in via anticipata, in forza della normativa vigente.Nello specifico, grazie al servizio in parola, è possibile consultare i “dati reddituali rilevanti relativi alla elaborazione massiva centrale della Campagna RED 2023 (anno 2022) effettuata nello scorso mese di novembre” (Messaggio INPS).

    Il servizio Consulente RED è disponibile nella sezione MyINPS al percorso online “inps.it >> Accedi a MyINPS” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS >> “Consulente RED” >> “Utilizza lo strumento”.In alternativa, il pensionato può avvalersi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato, che devono essere autorizzati alla consultazione del servizio esclusivamente mediante mandato di patrocinio firmato digitalmente.Una volta collegati al servizio si hanno a disposizione, in modo analitico, le fonti delle informazioni reddituali, utilizzate dall’Istituto per effettuare le elaborazioni centrali massive, in particolare:

    Modelli RED resi dal cittadino tramite l’apposito servizio online del sito “inps.it”, Contact center o Strutture territoriali dell’Istituto;

    Modelli RED trasmessi per il tramite dei soggetti abilitati all’assistenza fiscale convenzionati con l’INPS, come CAF e liberi professionisti;

    Agenzia delle Entrate, con riguardo alle informazioni reddituali rilevanti presenti nelle dichiarazioni fiscali (modelli CU, 730, Redditi PF e integrativi);

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    La presenza di un’apposita chat bot interattiva mira a rendere più chiari i criteri di valorizzazione delle informazioni reddituali rilevanti utilizzati nelle elaborazioni centrali, fornendo informazioni di dettaglio sulle principali tipologie di reddito e le relative modalità dichiarative.

    Chi deve inviare il modello RED

    Devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale tramite modello RED all’Inps:

    i pensionati che negli anni precedenti quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello di pensione (propri e, se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;

    i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, in quanto non devono essere comunicati all’Agenzia Entrate con la dichiarazione dei redditi;

    quanti sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’AE della dichiarazione dei redditi e possiedono redditi ulteriori quelli da pensione;

    i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’AE (modello 730 o Redditi PF).

    All’interno della Circolare INPS 30 novembre 2015, numero 195 sono indicate le casistiche in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione ma altresì quelli del coniuge o dei familiari.

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    La dichiarazione reddituale – modello RED – può essere resa dall’interessato collegandosi all’apposita piattaforma del sito Inps disponibile su “Pensione e Previdenza – La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” accedendo con le credenziali SPID, CIE o CNS al servizio “RED precompilato”.In alternativa è possibile rivolgersi a:

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    Modello RED precompilatoIl Messaggio INPS 4 ottobre 2024 numero 3301 ha comunicato in occasione dell’avvio della Campagna RED ordinaria 2024, per la dichiarazione dei redditi percepiti nell’anno 2023, il rilascio del servizio online “RED precompilato” in sostituzione del “RED semplificato”.Il servizio RED precompilato, previo consenso dell’interessato, permette la precompilazione dei dati reddituali già conosciuti dall’INPS, che possono essere confermati, integrati e rettificati, al fine di inviare telematicamente la dichiarazione della situazione reddituale.Il servizio è inoltre supportato da una finestra di conversazione con un Assistente Virtuale (chatbot) in grado di chiarire le modalità di compilazione e i criteri di valorizzazione delle diverse informazioni reddituali.

    La video-guidaCome reso noto con il Messaggio 31 dicembre 2024 numero 4504 l’INPS ha messo a disposizione (sul portale “MyINPS”) una video-guida personalizzata e interattiva per la Campagna Solleciti RED 2023, relativa all’anno reddito 2022.Grazie alla video-guida vengono fornite informazioni e servizi per facilitare i pensionati nell’assolvere l’obbligo di dichiarazione reddituale entro il termine del 28 febbraio 2025.La video-guida, generata per ciascun soggetto interessato alla Campagna Solleciti RED 2023 è personalizzata con nome e sesso del destinatario oltre che con i redditi da comunicare all’INPS per i titolari delle prestazioni collegate al reddito più diffuse.

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    A norma dell’articolo 35, comma 10-bis del Decreto – legge 30 dicembre 2008, numero 207 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009, numero 14) in caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dall’INPS si incorre nella sospensione delle prestazioni nel corso dell’anno successivo quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.Qualora, entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione dei redditi, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere trasmessa. 

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    Il servizio Consulente RED è disponibile nella sezione MyINPS al percorso online “inps.it >> Accedi a MyINPS” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS >> “Consulente RED” >> “Utilizza lo strumento”.In alternativa, il pensionato può avvalersi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato, che devono essere autorizzati alla consultazione del servizio esclusivamente mediante mandato di patrocinio firmato digitalmente.Una volta collegati al servizio si hanno a disposizione, in modo analitico, le fonti delle informazioni reddituali, utilizzate dall’Istituto per effettuare le elaborazioni centrali massive, in particolare:

    Modelli RED resi dal cittadino tramite l’apposito servizio online del sito “inps.it”, Contact center o Strutture territoriali dell’Istituto;

    Modelli RED trasmessi per il tramite dei soggetti abilitati all’assistenza fiscale convenzionati con l’INPS, come CAF e liberi professionisti;

    Agenzia delle Entrate, con riguardo alle informazioni reddituali rilevanti presenti nelle dichiarazioni fiscali (modelli CU, 730, Redditi PF e integrativi);

    Ricostituzioni elaborate dalle Strutture territoriali dell’INPS o effettuate in modalità massiva centralmente;

    Banche dati dell’INPS.

    La presenza di un’apposita chat bot interattiva mira a rendere più chiari i criteri di valorizzazione delle informazioni reddituali rilevanti utilizzati nelle elaborazioni centrali, fornendo informazioni di dettaglio sulle principali tipologie di reddito e le relative modalità dichiarative.

    Chi deve inviare il modello RED

    Devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale tramite modello RED all’Inps:

    i pensionati che negli anni precedenti quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello di pensione (propri e, se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;

    i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, in quanto non devono essere comunicati all’Agenzia Entrate con la dichiarazione dei redditi;

    quanti sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’AE della dichiarazione dei redditi e possiedono redditi ulteriori quelli da pensione;

    i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’AE (modello 730 o Redditi PF).

    All’interno della Circolare INPS 30 novembre 2015, numero 195 sono indicate le casistiche in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione ma altresì quelli del coniuge o dei familiari.

    Come trasmettere la dichiarazione RED all’Inps

    La dichiarazione reddituale – modello RED – può essere resa dall’interessato collegandosi all’apposita piattaforma del sito Inps disponibile su “Pensione e Previdenza – La dichiarazione della situazione reddituale (RED)” accedendo con le credenziali SPID, CIE o CNS al servizio “RED precompilato”.In alternativa è possibile rivolgersi a:

    CAF e altri soggetti abilitati all’assistenza fiscale, convenzionati con l’INPS;

    Strutture territoriali dell’Istituto.

    Modello RED precompilatoIl Messaggio INPS 4 ottobre 2024 numero 3301 ha comunicato in occasione dell’avvio della Campagna RED ordinaria 2024, per la dichiarazione dei redditi percepiti nell’anno 2023, il rilascio del servizio online “RED precompilato” in sostituzione del “RED semplificato”.Il servizio RED precompilato, previo consenso dell’interessato, permette la precompilazione dei dati reddituali già conosciuti dall’INPS, che possono essere confermati, integrati e rettificati, al fine di inviare telematicamente la dichiarazione della situazione reddituale.Il servizio è inoltre supportato da una finestra di conversazione con un Assistente Virtuale (chatbot) in grado di chiarire le modalità di compilazione e i criteri di valorizzazione delle diverse informazioni reddituali.

    La video-guidaCome reso noto con il Messaggio 31 dicembre 2024 numero 4504 l’INPS ha messo a disposizione (sul portale “MyINPS”) una video-guida personalizzata e interattiva per la Campagna Solleciti RED 2023, relativa all’anno reddito 2022.Grazie alla video-guida vengono fornite informazioni e servizi per facilitare i pensionati nell’assolvere l’obbligo di dichiarazione reddituale entro il termine del 28 febbraio 2025.La video-guida, generata per ciascun soggetto interessato alla Campagna Solleciti RED 2023 è personalizzata con nome e sesso del destinatario oltre che con i redditi da comunicare all’INPS per i titolari delle prestazioni collegate al reddito più diffuse.

    Scadenza di invio RED

    I pensionati interessati dalla Campagna Solleciti RED 2023 (anno reddito richiesto 2022) sono tenuti a trasmettere la dichiarazione reddituale all’INPS entro il 28 febbraio 2025, come reso noto dall’INPS con il citato Messaggio numero 4504/2024.Entro la stessa data (28 febbraio 2025) scade il termine previsto per la presentazione della dichiarazione reddituale rilevante relativa alla Campagna RED ordinaria 2024 (redditi anno 2023).

    Omessa comunicazione: cosa succede

    A norma dell’articolo 35, comma 10-bis del Decreto – legge 30 dicembre 2008, numero 207 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009, numero 14) in caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dall’INPS si incorre nella sospensione delle prestazioni nel corso dell’anno successivo quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.Qualora, entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione dei redditi, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere trasmessa. 

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