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    Detrazioni per carichi di famiglia 2025: azzerate per figli over 30. Cosa cambia

    La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto diverse modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia. Le nuove norme ridefiniscono le soglie di età e gli importi delle detrazioni per figli a carico, stabiliscono criteri più restrittivi per altri familiari e introducono un’importante limitazione per i cittadini extra-UE con familiari residenti all’estero.Novità recepite ora dall’Inps con il messaggio n. 698 del 26 febbraio 2025, che ha fornito le indicazioni operative per l’applicazione delle nuove regole, chiarendo come queste modifiche impatteranno sui contribuenti. Le novità riguardano in particolare chi ha figli tra i 21 e i 30 anni, chi convive con genitori o nonni a carico e chi ha familiari non conviventi o residenti fuori dall’Unione Europea.Ecco in dettaglio come cambiano le detrazioni per carichi di famiglia nel 2025 e come fare per continuare a beneficiarne. Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di welfare e sussidi? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Detrazione per figli a carico: nuovi importi ed età

    Detrazioni per altri familiari a carico: cosa cambia

    Nuova regola per i cittadini extra-UE con familiari all’estero

    Adeguamenti Inps alle novità

    Obbligo di comunicare le variazioni

    Cosa sono le detrazioni per carichi di famiglia

    Limiti di reddito per accedere alle detrazioni 2025

    Detrazione per figli a carico: nuovi importi ed età

    La principale novità introdotto dalla Legge di bilancio 2025, riguarda la detrazione fiscale per i figli a carico. A partire dal 2025 la detrazione massima resta fissata a 950 euro per ciascun figlio e si applica solo ai figli di età compresa tra i 21 e i 30 anni. I figli che compiono 30 anni nel corso dell’anno non beneficeranno più della detrazione, a meno che non abbiano una disabilità riconosciuta. Per i figli con disabilità accertata, invece, la detrazione continua a essere disponibile senza limiti di età.Se, ad esempio, una famiglia ha un figlio di 29 anni a carico, potrà continuare a detrarre fino a 950 euro. Tuttavia, se il figlio compie 30 anni nel 2025 e non ha una disabilità, la detrazione sarà automaticamente azzerata, a meno che il figlio in questione non sia un soggetto disabile ex legge 104. In questo caso la detrazione verrà concessa senza limiti di età.

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    La tutela dei soggetti disabili

    L’opera, con taglio eminentemente pratico, si propone come valido supporto ai familiari e ai professionisti che si occupano dell’assistenza e della tutela di un soggetto disabile.Il testo offre soluzioni operative, allegando laddove possibile lo strumento, sia esso rappresentato dall’istanza per la nomina dell’amministratore di sostegno, dal ricorso in sede giurisdizionale per l’accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale, o infine e per quanto occorra, dall’atto istitutivo di un trust ex lege 112/2016.Ragioni di ordine sistematico hanno inoltre suggerito di analizzare le problematiche dell’inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati, dando spazio all’esperienza di alcune cooperative sociali, impegnate quotidianamente nel perseguire l’inclusione sociale, valorizzando l’importanza di “fare rete”, tra istituzioni, famiglie ed enti del Terzo settore.La parte finale del testo è integralmente dedicata agli strumenti con cui il legislatore ha inteso favorire la costituzione di patrimoni separati nel “Dopo di Noi”, analizzando non solo le agevolazioni fiscali, all’uopo previste, ma ponendo in risalto le difficoltà operative che ha incontrato la legge 112/2016.Il volume fornisce non solo un utile supporto redazionale per gli atti esaminati nel testo ma, individuando i limiti propri dei negozi su base individuale, enfatizza la centralitàassunta dall’aspetto assistenziale, proponendo il ricorso al “trust collettivo”, declinato in un’ottica mutualistica, per superare i suddetti limiti, e al contempo per rafforzare l’importanza assunta dal progetto di vita che verrebbe così monitorato e garantito dalle competenze dell’Ente assistenziale.Marco Avanza, Paola Baldini, Fernando Bellelli, Piero Bertolaso Brisotto, Marta Bregolato, Daniele Corrado, Michele Falzone, Nabila Grisa, Marilena Hyeraci, Alessandro Jacobi, Nicola Pietrantoni, Giammatteo Rizzonelli I diritti d’autore e una parte del ricavato ottenuto dalla vendita di questo libro verranno devoluti ad associazioni di volontariato che operano per il sostegno dei soggetti disabili e delle loro famiglie.

     

    A cura di Piero Bertolaso Brisotto e Giammatteo Rizzonelli | Maggioli Editore 2022

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    Detrazioni per altri familiari a carico: cosa cambia

    Altra rilevante modifica riguarda le detrazioni per ascendenti conviventi: cioè i genitori o i nonni del contribuente che vivono stabilmente con lui.La detrazione massima per ciascun genitore o nonno convivente è fissata a 750 euro e deve essere ripartita tra i contribuenti che ne hanno diritto, ad esempio tra più figli conviventi con il genitore anziano. Non sarà più possibile ottenere detrazioni per fratelli, sorelle e altri parenti non conviventi.Se una persona vive con la madre anziana, potrà ottenere una detrazione fino a 750 euro. Se la madre non convive con lui, la detrazione non sarà più disponibile.

    Nuova regola per i cittadini extra-UE con familiari all’estero

    Si stringono le maglie per i cittadini extra-Ue con familiari residenti all’estero. In questo caso la Legge di Bilancio 2025 ha deciso che a loro non sarà più riconosciuta la detrazione per carichi di famiglia. In pratica chi ha moglie, marito figli o altri familiari a carico residenti fuori dall’Italia e dall’Unione Europea non potrà più beneficiare delle detrazioni fiscali per loro.Un lavoratore di nazionalità non europea con moglie e figli a carico residenti in un Paese extra-UE, quindi, non potrà più usufruire della detrazione.

    Adeguamenti Inps alle novità

    Con il messaggio pubblicato, l’Inps ha comunicato di aver aggiornato il proprio sistema informatico per applicare le nuove regole, quindi:

    Le detrazioni per figli over 30 (non disabili) sono state azzerate automaticamente.

    Le detrazioni per altri familiari non conviventi sono state revocate.

    Ora è possibile dichiarare la convivenza con ascendenti per ottenere la detrazione.

    Obbligo di comunicare le variazioni

    I contribuenti devono prestare attenzione a dichiarare eventuali variazioni per non incorrere in errori o sanzioni. Se un figlio compie 30 anni e non è disabile, è necessario comunicarne la perdita della detrazione. Lo stesso vale per la cessazione della convivenza con un genitore o nonno, che comporta la perdita del beneficio fiscale. Le comunicazioni devono essere fatte al datore di lavoro o all’INPS, nel caso di soggetti che percepiscono pensioni o altre prestazioni.

    Cosa sono le detrazioni per carichi di famiglia

    Le detrazioni per carichi di famiglia sono agevolazioni fiscali che permettono di ridurre l’Irpef dovuta in base al numero e alla tipologia di familiari a carico. Un familiare si considera fiscalmente a carico se ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. Nel 2025 i familiari che possono essere considerati a carico sono:

    i figli tra i 21 e i 30 anni, per i quali è prevista una detrazione massima di 950 euro;

    i figli di qualsiasi età con disabilità accertata;

    gli ascendenti conviventi (genitori o nonni), per i quali è prevista una detrazione massima di 750 euro. Non sono più detraibili i fratelli, le sorelle e altri parenti non conviventi, così come i familiari residenti all’estero per i cittadini extra-UE.

    Limiti di reddito per accedere alle detrazioni 2025

    Le soglie di reddito per accedere alle detrazioni per carichi di famiglia nel 2025 sono le seguenti:

    un familiare è considerato a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera 2.840,51 euro.

    per i figli fino a 24 anni di età, il limite di reddito è 4.000 euro annui.

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    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

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    Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

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    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

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    Leggi di più… from Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

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    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

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    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

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    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

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    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

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