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    Pensioni di aprile 2025: date di pagamento e novità nel cedolino Inps

    Tutto pronto per l’accredito Inps delle pensioni di aprile 2025, le cui disposizioni di pagamento sono già state inviate. Al pari di quanto avviene per i lavoratori dipendenti con la busta paga, tutte le voci fiscali che interessano i pensionati e le pensionate vengono raccolta nel cedolino pensione Inps, che mette anche in luce tutte le misure decise dal governo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. Tra queste c’è la rivalutazione dell’importo della pensione in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT.Il cedolino mensile della pensione contiene una serie di voci e dettagli non sempre facili da interpretare. Per semplificare la consultazione, l’INPS mette a disposizione un servizio online che permette ai pensionati non solo di visualizzare il documento, ma anche di confrontarlo con quelli dei mesi precedenti.Con l’avvicinarsi della data di pagamento delle pensioni di aprile 2025, vediamo quali sono le novità principali nel cedolino e come accedere al servizio per leggerlo in autonomia.Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi per avere altre notizie e aggiornamenti in tema di pensioni.

    Indice

    Date di pagamento delle pensioni di aprile 2025

    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    Addizionali regionali e comunali

    Addio ai conguagli IRPEF

    Pensioni fino a 18 mila euro annui

    Dove si trova il cedolino pensione Inps di aprile 2025

    Online la Certificazione Unica 2025

    Date di pagamento delle pensioni di aprile 2025

    Prendendo a riferimento le date ufficiali di accredito delle pensioni, comunicate dall’Inps con Circolare 23 dello scorso 28 gennaio, il prossimo cedolino sarà liquidato in conto corrente con giorno disponibilità valuta martedì 1° aprile.A partire dalla stessa data coloro che hanno optato per il ritiro delle somme in contanti potranno recarsi presso gli uffici postali, possibilmente rispettando l’eventuale calendario affisso all’esterno.Quest’ultimo ha l’obiettivo di evitare assembramenti o file eccessive agli sportelli, invitando i pensionati a presentarsi alle singole date, distinte per ordine alfabetico.Da ultimo si ricorda che la pensione di maggio sarà accreditata in conto corrente e resa disponibile in ufficio postale il secondo giorno del mese (venerdì 2) essendo il 1° maggio festivo.

    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    La recente Manovra 2025 ha disposto per il 2025 un incremento dell’importo mensile delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici, degli assegni sociali, delle pensioni sociali e delle pensioni corrisposte agli invalidi civili, in misura pari a 8,00 euro.Nel cedolino delle pensioni di aprile 2025 si attende poi il riconoscimento degli arretrati da gennaio 2025 a marzo 2025, corrispondenti a un totale di 24,00 euro.

    Addizionali regionali e comunali

    La pensione di aprile 2025 continua ad essere gravata dalle trattenute fiscali a titolo di:

    Addizionale regionale a saldo, calcolata sui redditi totalizzati nell’anno precedente, trattenuta da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale a saldo, anch’essa determinata in funzione dei redditi 2024, recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale in acconto per l’anno corrente, trattenuta sui ratei di pensione da marzo 2025 a novembre 2025.

    Come ricorda l’INPS (Circolare 28 gennaio 2025, numero 23) l’importo delle addizionali è calcolato in base alle aliquote percentuali stabilite dalle Regioni e dai Comuni di residenza, comunicate entro la data in cui è stata effettuata la lavorazione di rinnovo delle pensioni per l’anno corrente.Quanti risiedono presso Enti territoriali che hanno deliberato una modifiche delle aliquote si vedono rideterminare gli importi delle addizionali a saldo a partire dal mese di marzo 2025.

    Addio ai conguagli IRPEF

    I pensionati che nel corso dei singoli mesi del 2024 si sono visti addebitare delle ritenute IRPEF inferiori a quelle effettivamente dovute per l’intera annualità, hanno dovuto subire sulle rate di pensione di gennaio 2025 e febbraio 2025 il recupero delle imposte ancora dovute (cosiddetto conguaglio fiscale negativo).Avendo esaurito a febbraio le trattenute, le rate di pensione decorrenti da marzo (ivi compresa pertanto quella di aprile) non sono più gravate dal conguaglio a debito per il contribuente.

    Pensioni fino a 18 mila euro annui

    Un’eccezione rispetto alla regola poc’anzi descritta riguarda coloro che sono titolari di trattamenti pensionistici fino a 18 mila euro annui.Per questi ultimi, se il conguaglio fiscale a debito eccede i 100 euro, opera un meccanismo di favore, atto a diluire nel tempo l’impatto delle trattenute sul cedolino della pensione.Nello specifico, per i pensionati in parola il recupero opera sino alla mensilità di novembre 2025, coinvolgendo pertanto anche il cedolino di aprile. 

    Dove si trova il cedolino pensione Inps di aprile 2025

    Il cedolino delle pensioni di aprile 2025, una volta pubblicato, è disponibile collegandosi all’apposita piattaforma dell’Istituto, presente su “inps.it – Pensione e Previdenza – Cedolino della pensione”.Il servizio, accessibile con le credenziali SPID, CIE o CNS, permette, oltre alla consultazione del cedolino, di sfruttare le seguenti funzionalità:

    Confronta cedolini;

    Visualizza elenco prospetti di liquidazione (Modelli TE08);

    Gestione deleghe sindacali;

    Comunicazioni al pensionato;

    Variazione ufficio pagatore;

    Recupero e stampa Certificazione Unica;

    Riepilogo dati anagrafici e di pagamento;

    Certificato di pensione (Modello Obis / M);

    Duplicato libretto di pensione;

    Conguagli IRPEF;

    Cessione del quinto;

    Bonus quattordicesima e bonus 154 euro;

    Recupero indebiti.

    Online la Certificazione Unica 2025

    Lo scorso 14 marzo l’INPS ha comunicato la pubblicazione online delle Certificazioni Uniche (CU) 2025, relative all’attestazione dei redditi da pensione erogati dall’Istituto nel corso dell’anno precedente. Con questo documento pensionate e pensionati possono le dichiarazioni 730/2025.

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    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    Addizionali regionali e comunali

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    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    La recente Manovra 2025 ha disposto per il 2025 un incremento dell’importo mensile delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici, degli assegni sociali, delle pensioni sociali e delle pensioni corrisposte agli invalidi civili, in misura pari a 8,00 euro.Nel cedolino delle pensioni di aprile 2025 si attende poi il riconoscimento degli arretrati da gennaio 2025 a marzo 2025, corrispondenti a un totale di 24,00 euro.

    Addizionali regionali e comunali

    La pensione di aprile 2025 continua ad essere gravata dalle trattenute fiscali a titolo di:

    Addizionale regionale a saldo, calcolata sui redditi totalizzati nell’anno precedente, trattenuta da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale a saldo, anch’essa determinata in funzione dei redditi 2024, recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale in acconto per l’anno corrente, trattenuta sui ratei di pensione da marzo 2025 a novembre 2025.

    Come ricorda l’INPS (Circolare 28 gennaio 2025, numero 23) l’importo delle addizionali è calcolato in base alle aliquote percentuali stabilite dalle Regioni e dai Comuni di residenza, comunicate entro la data in cui è stata effettuata la lavorazione di rinnovo delle pensioni per l’anno corrente.Quanti risiedono presso Enti territoriali che hanno deliberato una modifiche delle aliquote si vedono rideterminare gli importi delle addizionali a saldo a partire dal mese di marzo 2025.

    Addio ai conguagli IRPEF

    I pensionati che nel corso dei singoli mesi del 2024 si sono visti addebitare delle ritenute IRPEF inferiori a quelle effettivamente dovute per l’intera annualità, hanno dovuto subire sulle rate di pensione di gennaio 2025 e febbraio 2025 il recupero delle imposte ancora dovute (cosiddetto conguaglio fiscale negativo).Avendo esaurito a febbraio le trattenute, le rate di pensione decorrenti da marzo (ivi compresa pertanto quella di aprile) non sono più gravate dal conguaglio a debito per il contribuente.

    Pensioni fino a 18 mila euro annui

    Un’eccezione rispetto alla regola poc’anzi descritta riguarda coloro che sono titolari di trattamenti pensionistici fino a 18 mila euro annui.Per questi ultimi, se il conguaglio fiscale a debito eccede i 100 euro, opera un meccanismo di favore, atto a diluire nel tempo l’impatto delle trattenute sul cedolino della pensione.Nello specifico, per i pensionati in parola il recupero opera sino alla mensilità di novembre 2025, coinvolgendo pertanto anche il cedolino di aprile. 

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    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    La recente Manovra 2025 ha disposto per il 2025 un incremento dell’importo mensile delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici, degli assegni sociali, delle pensioni sociali e delle pensioni corrisposte agli invalidi civili, in misura pari a 8,00 euro.Nel cedolino delle pensioni di aprile 2025 si attende poi il riconoscimento degli arretrati da gennaio 2025 a marzo 2025, corrispondenti a un totale di 24,00 euro.

    Addizionali regionali e comunali

    La pensione di aprile 2025 continua ad essere gravata dalle trattenute fiscali a titolo di:

    Addizionale regionale a saldo, calcolata sui redditi totalizzati nell’anno precedente, trattenuta da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale a saldo, anch’essa determinata in funzione dei redditi 2024, recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025;

    Addizionale comunale in acconto per l’anno corrente, trattenuta sui ratei di pensione da marzo 2025 a novembre 2025.

    Come ricorda l’INPS (Circolare 28 gennaio 2025, numero 23) l’importo delle addizionali è calcolato in base alle aliquote percentuali stabilite dalle Regioni e dai Comuni di residenza, comunicate entro la data in cui è stata effettuata la lavorazione di rinnovo delle pensioni per l’anno corrente.Quanti risiedono presso Enti territoriali che hanno deliberato una modifiche delle aliquote si vedono rideterminare gli importi delle addizionali a saldo a partire dal mese di marzo 2025.

    Addio ai conguagli IRPEF

    I pensionati che nel corso dei singoli mesi del 2024 si sono visti addebitare delle ritenute IRPEF inferiori a quelle effettivamente dovute per l’intera annualità, hanno dovuto subire sulle rate di pensione di gennaio 2025 e febbraio 2025 il recupero delle imposte ancora dovute (cosiddetto conguaglio fiscale negativo).Avendo esaurito a febbraio le trattenute, le rate di pensione decorrenti da marzo (ivi compresa pertanto quella di aprile) non sono più gravate dal conguaglio a debito per il contribuente.

    Pensioni fino a 18 mila euro annui

    Un’eccezione rispetto alla regola poc’anzi descritta riguarda coloro che sono titolari di trattamenti pensionistici fino a 18 mila euro annui.Per questi ultimi, se il conguaglio fiscale a debito eccede i 100 euro, opera un meccanismo di favore, atto a diluire nel tempo l’impatto delle trattenute sul cedolino della pensione.Nello specifico, per i pensionati in parola il recupero opera sino alla mensilità di novembre 2025, coinvolgendo pertanto anche il cedolino di aprile. 

    Dove si trova il cedolino pensione Inps di aprile 2025

    Il cedolino delle pensioni di aprile 2025, una volta pubblicato, è disponibile collegandosi all’apposita piattaforma dell’Istituto, presente su “inps.it – Pensione e Previdenza – Cedolino della pensione”.Il servizio, accessibile con le credenziali SPID, CIE o CNS, permette, oltre alla consultazione del cedolino, di sfruttare le seguenti funzionalità:

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    Aumento maggiorazioni e arretrati da gennaio 2025

    La recente Manovra 2025 ha disposto per il 2025 un incremento dell’importo mensile delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici, degli assegni sociali, delle pensioni sociali e delle pensioni corrisposte agli invalidi civili, in misura pari a 8,00 euro.Nel cedolino delle pensioni di aprile 2025 si attende poi il riconoscimento degli arretrati da gennaio 2025 a marzo 2025, corrispondenti a un totale di 24,00 euro.

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    Addizionale comunale a saldo, anch’essa determinata in funzione dei redditi 2024, recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025;

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    Codice fiscale per neonati: da marzo si richiede anche online. Ecco la guida, passo passo

    Buone notizia per i neogenitori: dal 5 marzo 2025 si potrà richiedere direttamente online il codice fiscale per il proprio figlio o figlia neonati, senza dover fare file agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate. Lo stabilisce il provvedimento n. 104720/2025 firmato dal direttore dell’Agenzia, in attuazione dell’articolo 22 del decreto legislativo n. 1/2024, dedicato al rafforzamento dei servizi digitali.La novità riguarda migliaia di famiglie ogni anno, e va nella direzione della semplificazione burocratica: meno carta, più velocità e trasparenza. A partire dallo scorso 5 marzo, quindi, i genitori possono accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate e presentare la domanda di attribuzione del codice fiscale per il nuovo nato. Il certificato viene rilasciato in formato digitale e resta disponibile per 30 giorni nella stessa area riservata.Il fatto che si possa ora richiedere telematicamente non esclude che sia ancora possibile, come prima, recarsi fisicamente in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate e presentare il modulo AA4/8 per ottenere il codice fiscale in tempi rapidi. L’obiettivo della macchina amministrativa tuttavia è rendere sempre meno necessario questo passaggio.Ecco le regole e come fare la richiesta, passo per passo.Iscriviti al canale Telegram per ricevere altre notizie e guide simili.

    Indice

    A cosa serve il codice fiscale per i neonati

    Chi richiede il codice fiscale per neonati

    Accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

    Selezionare il servizio “Richiesta codice fiscale neonato”

    Inserire i dati del neonato/a

    Allegare i documenti richiesti

    Assegnazione ufficio competente

    Invia la richiesta e ricevi conferma

    Monitorare lo stato della domanda

    Scarica il certificato

    Conservare il certificato

    Allegato

    provvedimento-104720-richiestacodicefiscaleneonato.pdf

    284 KB

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    A cosa serve il codice fiscale per i neonati

    Il codice fiscale è un elemento essenziale dell’identità di ogni cittadino italiano. Serve per iscrivere il neonato al Servizio sanitario nazionale, con tessera sanitaria, scegliere il pediatra, attivare prestazioni assistenziali, aprire un conto corrente dedicato (ad esempio per assegni familiari o bonus bebè), ma anche per avviare l’iscrizione ad asili nido, assicurazioni e altre pratiche pubbliche o private.A oggi il codice fiscale del neonato veniva rilasciato in automatico dal Comune al momento dell’iscrizione all’ANPR (l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), grazie a un collegamento telematico con l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, in molte situazioni urgenti – ad esempio per l’iscrizione al SSN o la scelta del pediatra – i tempi tecnici dei Comuni non bastavano. In questi casi i genitori dovevano recarsi fisicamente all’Agenzia, con il modulo cartaceo AA4/8 e i documenti in mano.Da oggi non è più necessario, perché è attivo sul portale delle Entrate il servizio online per la richiesta del codice.

    Chi richiede il codice fiscale per neonati

    Il nuovo servizio “Richiesta di attribuzione del codice fiscale al neonato” è accessibile solo dall’area riservata del sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Può essere utilizzato da:

    un genitore del neonato, autenticato con SPID, CIE o CNS;

    un rappresentante legale del genitore (come un tutore, curatore speciale o amministratore di sostegno), purché preventivamente autorizzato secondo le modalità del provvedimento n. 332731 del 22 settembre 2023.

    Ecco come fare la richiesta online, con questa breve guida passo passo

    Accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

    Primo step, collegarsi al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) e clicca su “Area Riservata”. Si può entrare con

    SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

    CIE (Carta d’Identità Elettronica)

    CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Senza l’autenticazione non è possibile accedere al servizio.

    Selezionare il servizio “Richiesta codice fiscale neonato”

    Una volta entrati, accedere alla sezione “Servizi disponibili”. Tra quelli presenti dal 5 marzo 2025, sarà presente il servizio “Richiesta di attribuzione del codice fiscale al neonato”. Cliccare su questa sezione per iniziare la procedura.

    Inserire i dati del neonato/a

    Occorre ora compilare un modulo digitale con i dati anagrafici del bambino o bambina, tra cui:

    Cognome e nome

    Sesso

    Data di nascita

    Luogo di nascita (Comune o Stato estero)

    ATTENZIONE: i dati devono coincidere esattamente con quelli riportati nell’atto di nascita.

    Allegare i documenti richiesti

    Giunti a questo punto, occorre caricare un documento che attesti i dati anagrafici sopra indicati. Di solito è sufficiente una copia dell’atto di nascita o certificato di nascita rilasciato dal Comune. I file devono essere chiari e leggibili, in formato PDF o immagine (JPG/PNG).

    Assegnazione ufficio competente

    Il sistema assegna automaticamente la pratica all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del richiedente (cioè il genitore o rappresentante). Non è possibile modificarlo manualmente.

    Invia la richiesta e ricevi conferma

    Una volta completati tutti i campi e allegati i documenti, inviare la domanda. Il sistema genererà una ricevuta di acquisizione, che attesta l’avvio della pratica. Questa verrà salvata nella sezione “Le mie ricevute”.

    Monitorare lo stato della domanda

    Nella stessa area riservata è possibile seguire in tempo reale lo stato di avanzamento della richiesta: in lavorazione, completata, rifiutata (con motivazione). Il sistema segnala eventuali errori o incongruenze.

    Scarica il certificato

    Quando la richiesta viene accettata e lavorata dall’Ufficio competente, il richiedente riceverà una notifica via email all’indirizzo indicato durante la procedura. A quel punto sarà possibile scaricare il certificato di attribuzione del codice fiscale, che resta disponibile nell’area riservata per 30 giorni.Nel caso di esito negativo, il sistema fornirà un documento con la motivazione del rifiuto (es. documentazione incompleta o dati errati).

    Conservare il certificato

    Il certificato scaricato ha piena validità legale e può essere usato per tutte le pratiche che richiedono il codice fiscale del bambino. È consigliabile salvarne una copia su un dispositivo sicuro oppure stamparlo per usi futuri.

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