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    Assegni al nucleo familiare ANF 2025-2026: i nuovi importi mensili

    Drasticamente ridotti dal 1° marzo 2022, a causa dell’introduzione dell’Assegno unico universale, gli Assegni al nucleo familiare – ANF -continuano a essere riconosciuti nelle sole ipotesi in cui siano presenti il richiedente la prestazione oltre a coniuge, fratelli, sorelle e nipoti (leggi qui cosa è cambiato dall’introduzione dell’AUU).Al pari degli anni d’oro in cui l’ANF veniva erogato a una vasta platea di lavoratori dipendenti, l’Assegno mensile è annualmente rivalutato dal 1° luglio per effetto della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, rilevato dall’Istat.Ne consegue che alla luce della variazione dell’indice risultata pari ad un +0,8% tra il 2023 e il 2024, l’INPS ha comunicato con Circolare 19 maggio 2025, numero 92 i nuovi livelli di reddito e importi mensili degli ANF a valere dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026.Analizziamo la novità in dettaglio.

    Allegati

    Circolare Inps 92 del 19/05/2025 (ANF)

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    Indice

    Rivalutazione degli ANF dal 1° luglio 2025

    Le nuove tabelle degli ANF

    A chi spettano gli ANF – Assegni al nucleo familiare

    Domanda ANF – Assegni al nucleo familiare

    Come si calcolo l’ANF

    Rivalutazione degli ANF dal 1° luglio 2025

    Il Decreto 69 del 13 marzo 1988 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini dell’erogazione dell’ANF sono rivalutati annualmente, dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) calcolata dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’Assegno e l’anno immediatamente precedente.Tra l’annualità 2024 e 2023 la suddetta variazione dei prezzi al consumo, al netto dei tabacchi, si è attestata da un +0,8%.In ragione di quanto descritto, i livelli di reddito per l’erogazione degli ANF vengono rivalutati con il predetto indice a decorrere dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026.Le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali sono fornite in allegato alla Circolare INPS numero 92/2025.I livelli di reddito, ricorda l’Istituto, hanno validità per la determinazione degli importi mensili, giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. 

    Le nuove tabelle degli ANF

    In ragione del fatto che dal 1° marzo 2022 l’ANF è stato abrogato con riguardo ai nuclei familiari con figli e orfanili, i nuovi livelli di reddito interessano esclusivamente gli attuali (residui) beneficiari della prestazione, nello specifico i nuclei con familiari “diversi da figli e orfanili” composti “dai coniugi, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti” (Circolare numero 92/2025).Pertanto, la rivalutazione è stata predisposta con riferimento alle seguenti tabelle:

    Tabella 19, nuclei familiari composti solo da maggiorenni inabili diversi dai figli;

    Tabella 20 A, nuclei familiari con entrambi i coniugi e senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

    Tabella 20 B, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

    Tabella 21 A, nuclei familiari (solo coniugi o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) in cui siano presenti componenti inabili;

    Tabella 21 B, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui non siano presenti componenti inabili);

    Tabella 21 C, nuclei familiari (solo coniuge o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) senza figli (in cui sia presente almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

    Tabella 21 D, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui solo il richiedente sia inabile).

    Per meglio comprendere la portata della rivalutazione ipotizziamo il caso di un nucleo familiare composto da tre persone, interessato dalla tabella 19.A fronte di un reddito familiare annuo di 33.300,00 euro l’ANF mensile spettante dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025 (Circolare 15 maggio 2024, numero 65) si è attestato ad euro 239,77 (seconda fascia, dal momento che la prima fascia, cui corrispondeva un ANF di 254,79 euro mensili, necessitava di un reddito fino a 33.274,22 euro).A parità di reddito annuo, dal 1° luglio 2025 lo stesso nucleo familiare ricadrà nella prima fascia di importo. Ne consegue che sino al 30 giugno 2026 la prestazione mensile passerà dai 239,77 euro precedenti del 2024-2025 a 254,79 euro.Per effetto della rivalutazione, infatti, la prima fascia spetterà a quanti possiedono un reddito annuo fino a 33.540,41 euro rispetto ai precedenti 33.274,22 euro del periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025.

    A chi spettano gli ANF – Assegni al nucleo familiare

    L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica riconosciuta dall’INPS a norma del Decreto – Legge numero 69/1988 a sostegno di:

    Lavoratori dipendenti del settore privato;

    Lavoratori domestici e domestici somministrati

    Iscritti alla Gestione Separata;

    Lavoratori dipendenti agricoli a pagamento diretto ANF;

    Percettori di NASpI;

    Percettori di CIGO, CIGS, CIGD, CISOA, ASO, AIS, IMA;

    Beneficiari di prestazioni antitubercolari;

    Lavoratori in aspettativa sindacale;

    Marittimi sbarcati per infortunio o malattia;

    Lavoratori socialmente utili (LSU) e titolari di assegno ASU a carico del Fondo Sociale Occupazione e Formazione (FSOF);

    Percettori di altre prestazioni previdenziali per le quali è prevista la corresponsione dell’ANF;

    Lavoratori dipendenti di aziende fallite o cessate;

    Titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente.

    Sono al contrario esclusi dal sussidio:

    Coltivatori diretti, coloni e mezzadri;

    Piccoli coltivatori diretti;

    Titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

    Come anticipato, a partire dal 1° marzo 2022, l’ANF è stato abrogato (per effetto dell’introduzione dell’Assegno Unico Universale) con riferimento ai nuclei familiari con figli ed orfanili.Ne consegue che attualmente il nucleo, per poter legittimamente beneficiare della prestazione, dev’essere composto da:

    Richiedente l’Assegno;

    Coniuge non legalmente ed effettivamente separato ovvero la parte dell’unione civile non sciola da unione civile;

    Fratelli, sorelle e nipoti in linea collaterale del richiedente, di età inferiore ai diciotto anni compiuti ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti.

    Domanda ANF – Assegni al nucleo familiare

    Previa domanda all’INPS, il diritto all’ANF decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione, nel corso del quale si verificano le condizioni stabilite per il riconoscimento del sussidio.Il diritto, al contrario, si interrompe alla fine del periodo di paga in corso in cui le condizioni di spettanza degli ANF vengono a mancare.

    Come si calcolo l’ANF

    L’ammontare mensile degli ANF è determinato in ragione di:

    tipologia del nucleo familiare;

    numero dei componenti il nucleo familiare;

    reddito complessivo del nucleo familiare.

    Da notare che le tabelle prevedono importi degli ANF decrescenti all’aumentare del reddito del nucleo familiare.Eccezion fatta per talune ipotesi particolari (ad esempio i dipendenti di aziende cessate o fallite nei cui confronti l’ANF è liquidato direttamente dall’INPS) la prestazione è di norma anticipata in busta paga dal datore di lavoro, salvo poi essere da quest’ultimo recuperata rispetto ai contributi da versare all’Istituto con modello F24.

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    Drasticamente ridotti dal 1° marzo 2022, a causa dell’introduzione dell’Assegno unico universale, gli Assegni al nucleo familiare – ANF -continuano a essere riconosciuti nelle sole ipotesi in cui siano presenti il richiedente la prestazione oltre a coniuge, fratelli, sorelle e nipoti (leggi qui cosa è cambiato dall’introduzione dell’AUU).Al pari degli anni d’oro in cui l’ANF veniva erogato a una vasta platea di lavoratori dipendenti, l’Assegno mensile è annualmente rivalutato dal 1° luglio per effetto della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, rilevato dall’Istat.Ne consegue che alla luce della variazione dell’indice risultata pari ad un +0,8% tra il 2023 e il 2024, l’INPS ha comunicato con Circolare 19 maggio 2025, numero 92 i nuovi livelli di reddito e importi mensili degli ANF a valere dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026.Analizziamo la novità in dettaglio.

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    Circolare Inps 92 del 19/05/2025 (ANF)

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    Le nuove tabelle degli ANF

    A chi spettano gli ANF – Assegni al nucleo familiare

    Domanda ANF – Assegni al nucleo familiare

    Come si calcolo l’ANF

    Rivalutazione degli ANF dal 1° luglio 2025

    Il Decreto 69 del 13 marzo 1988 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini dell’erogazione dell’ANF sono rivalutati annualmente, dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) calcolata dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’Assegno e l’anno immediatamente precedente.Tra l’annualità 2024 e 2023 la suddetta variazione dei prezzi al consumo, al netto dei tabacchi, si è attestata da un +0,8%.In ragione di quanto descritto, i livelli di reddito per l’erogazione degli ANF vengono rivalutati con il predetto indice a decorrere dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026.Le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali sono fornite in allegato alla Circolare INPS numero 92/2025.I livelli di reddito, ricorda l’Istituto, hanno validità per la determinazione degli importi mensili, giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. 

    Le nuove tabelle degli ANF

    In ragione del fatto che dal 1° marzo 2022 l’ANF è stato abrogato con riguardo ai nuclei familiari con figli e orfanili, i nuovi livelli di reddito interessano esclusivamente gli attuali (residui) beneficiari della prestazione, nello specifico i nuclei con familiari “diversi da figli e orfanili” composti “dai coniugi, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti” (Circolare numero 92/2025).Pertanto, la rivalutazione è stata predisposta con riferimento alle seguenti tabelle:

    Tabella 19, nuclei familiari composti solo da maggiorenni inabili diversi dai figli;

    Tabella 20 A, nuclei familiari con entrambi i coniugi e senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

    Tabella 20 B, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

    Tabella 21 A, nuclei familiari (solo coniugi o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) in cui siano presenti componenti inabili;

    Tabella 21 B, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui non siano presenti componenti inabili);

    Tabella 21 C, nuclei familiari (solo coniuge o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) senza figli (in cui sia presente almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

    Tabella 21 D, nuclei monoparentali (richiedente celibe / nubile, separato / a, divorziato / a, vedovo / a, abbandonato / a, straniero / a, con coniuge residente in un Paese estero non convenzionato) senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui solo il richiedente sia inabile).

    Per meglio comprendere la portata della rivalutazione ipotizziamo il caso di un nucleo familiare composto da tre persone, interessato dalla tabella 19.A fronte di un reddito familiare annuo di 33.300,00 euro l’ANF mensile spettante dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025 (Circolare 15 maggio 2024, numero 65) si è attestato ad euro 239,77 (seconda fascia, dal momento che la prima fascia, cui corrispondeva un ANF di 254,79 euro mensili, necessitava di un reddito fino a 33.274,22 euro).A parità di reddito annuo, dal 1° luglio 2025 lo stesso nucleo familiare ricadrà nella prima fascia di importo. Ne consegue che sino al 30 giugno 2026 la prestazione mensile passerà dai 239,77 euro precedenti del 2024-2025 a 254,79 euro.Per effetto della rivalutazione, infatti, la prima fascia spetterà a quanti possiedono un reddito annuo fino a 33.540,41 euro rispetto ai precedenti 33.274,22 euro del periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025.

    A chi spettano gli ANF – Assegni al nucleo familiare

    L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica riconosciuta dall’INPS a norma del Decreto – Legge numero 69/1988 a sostegno di:

    Lavoratori dipendenti del settore privato;

    Lavoratori domestici e domestici somministrati

    Iscritti alla Gestione Separata;

    Lavoratori dipendenti agricoli a pagamento diretto ANF;

    Percettori di NASpI;

    Percettori di CIGO, CIGS, CIGD, CISOA, ASO, AIS, IMA;

    Beneficiari di prestazioni antitubercolari;

    Lavoratori in aspettativa sindacale;

    Marittimi sbarcati per infortunio o malattia;

    Lavoratori socialmente utili (LSU) e titolari di assegno ASU a carico del Fondo Sociale Occupazione e Formazione (FSOF);

    Percettori di altre prestazioni previdenziali per le quali è prevista la corresponsione dell’ANF;

    Lavoratori dipendenti di aziende fallite o cessate;

    Titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente.

    Sono al contrario esclusi dal sussidio:

    Coltivatori diretti, coloni e mezzadri;

    Piccoli coltivatori diretti;

    Titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

    Come anticipato, a partire dal 1° marzo 2022, l’ANF è stato abrogato (per effetto dell’introduzione dell’Assegno Unico Universale) con riferimento ai nuclei familiari con figli ed orfanili.Ne consegue che attualmente il nucleo, per poter legittimamente beneficiare della prestazione, dev’essere composto da:

    Richiedente l’Assegno;

    Coniuge non legalmente ed effettivamente separato ovvero la parte dell’unione civile non sciola da unione civile;

    Fratelli, sorelle e nipoti in linea collaterale del richiedente, di età inferiore ai diciotto anni compiuti ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti.

    Domanda ANF – Assegni al nucleo familiare

    Previa domanda all’INPS, il diritto all’ANF decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione, nel corso del quale si verificano le condizioni stabilite per il riconoscimento del sussidio.Il diritto, al contrario, si interrompe alla fine del periodo di paga in corso in cui le condizioni di spettanza degli ANF vengono a mancare.

    Come si calcolo l’ANF

    L’ammontare mensile degli ANF è determinato in ragione di:

    tipologia del nucleo familiare;

    numero dei componenti il nucleo familiare;

    reddito complessivo del nucleo familiare.

    Da notare che le tabelle prevedono importi degli ANF decrescenti all’aumentare del reddito del nucleo familiare.Eccezion fatta per talune ipotesi particolari (ad esempio i dipendenti di aziende cessate o fallite nei cui confronti l’ANF è liquidato direttamente dall’INPS) la prestazione è di norma anticipata in busta paga dal datore di lavoro, salvo poi essere da quest’ultimo recuperata rispetto ai contributi da versare all’Istituto con modello F24.

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    Sciopero treni 23 maggio: cancellazioni, fasce garantite, orari e info utili

    Giornata nera per i trasporti ferroviari italiani: oggi venerdì 23 maggio è in corso uno sciopero treni nazionale che sta mettendo a dura prova l’intera rete ferroviaria, con cancellazioni, ritardi e proteste diffuse da Nord a Sud.Dalle cancellazioni ai ritardi fino a 90 minuti a Termini e in tutta Italia: sono già iniziati i disagi causati dalla mobilitazione, che coinvolge sia il personale Trenitalia sia quello di Italo e anche alcune sigle minori.

    Iniziata all’una di notte, la mobilitazione ferroviaria andrà avanti fino alle 23,59 di oggi, per una durata di 23 ore. Le aziende hanno comunicato che le fasce minime di garanzia saranno rispettate, come gli orari di maggior affluenza di passeggeri: dalle 6 alle 9 di mattina e dalle 18 alle 21 di sera.

    Ecco le info utili per chi deve mettersi in viaggio.

    Iscriviti al gruppo Telegram di LeggiOggi per ricevere news e aggiornamenti costanti.

    Indice

    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Personale e treni coinvolti

    Treni garantiti

    Dove informarsi: link e siti utili

    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Lo sciopero, iniziato alle ore 1:00 di notte, è previsto fino alle 23:59 di oggi, venerdì 23 maggio. Come previsto dalla normativa vigente, vengono comunque garantiti alcuni collegamenti durante le cosiddette fasce orarie di garanzia, pensate per tutelare i pendolari e i viaggiatori abituali:Nonostante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), i disagi sono stati evidenti fin dal mattino, specialmente nella stazione di Roma Termini, la più trafficata d’Italia.

    Già dalle prime ore del mattino sono stati cancellati alcuni treni, anche durante le fasce orarie garantite, con ritardi che in diversi casi hanno raggiunto i 120 minuti. Risultano soppressi numerosi convogli regionali e ad alta velocità, tra cui quelli da e per Fiumicino, Terontola, Firenze, Milano e Napoli. Particolarmente colpiti il Frecciabianca 8606 diretto a Torino, in ritardo di due ore, e i treni AV 9490 per Venezia, AV 9618 per Milano e AV 9601 per Napoli, tutti cancellati.

    Personale e treni coinvolti

    La mobilitazione è stata indetta principalmente dalle sigle USB Lavoro Privato e SGB, con l’adesione anche di altre organizzazioni minori del settore. L’agitazione coinvolge non solo il personale operativo viaggiante — macchinisti, capitreno, addetti alla sicurezza — ma anche i lavoratori delle sale di controllo, manutenzione e stazione.La protesta si fonda su rivendicazioni salariali e contrattuali: i sindacati denunciano da tempo la mancata firma del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2023, e contestano un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, con organici insufficienti, turni sempre più intensi e carenze in termini di sicurezza.Tra i lavoratori che aderiscono allo sciopero treni:

    personale viaggiante: macchinisti e capitreno

    addetti alla circolazione: personale delle sale operative e di controllo

    servizi operativi ferroviari: personale di stazione e assistenza clienti

    Sono esclusi dallo sciopero i lavoratori della manutenzione infrastrutture di RFI, che hanno già scioperato l’11 aprile. L’agitazione riguarda sia i treni a lunga percorrenza (Frecce, Intercity, Italo) sia i treni regionali e locali.

    Proprio ieri, il 22 maggio, è stata raggiunta un’intesa con l’Agenzia Agens e con il Gruppo FS Italiane: un rinnovo contrattuale triennale (2024-2026) che prevede aumenti salariali medi di 230 euro mensili. Tuttavia, lo sciopero odierno è rimasto confermato, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sui temi irrisolti.

    Treni garantiti

    Durante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), saranno assicurati i servizi minimi essenziali. Trenitalia mette sempre a disposizione un file con i treni a lunga percorrenza che viaggiano comunque. Ricordiamo però che i disagi possono esserci comunque, nonostante le fasce garantite.

    Allegati

    Tabella A: treni a lunga percorrenza garantiti nei giorni feriali e festivi

    146 KB

    Dove informarsi: link e siti utili

    Trenitalia garantisce, durante le fasce di garanzia, alcuni treni della lunga percorrenza (Intercity e Frecce). Gli elenchi dettagliati sono disponibili sul portale Infomobilità dell’azienda.

    Chi intende rinunciare al viaggio può:

    richiedere rimborso:

    fino all’ora di partenza del treno prenotato per Frecce e Intercity

    fino alle 24:00 del giorno precedente per i treni Regionali

    riprogrammare il viaggio a condizioni simili, secondo disponibilità di posti.

    Queste operazioni possono essere effettuate online, tramite il sito trenitalia.com, tramite l’app Trenitalia, presso le biglietterie fisiche, chiamando il numero verde gratuito 800 89 20 21.

    Vista l’evoluzione rapida della situazione, si consiglia di consultare frequentemente i canali ufficiali delle compagnie ferroviarie. Ecco un riepilogo:

    TrenitaliaSito: www.trenitalia.comApp mobile: TrenitaliaNumero verde: 800 89 20 21

    Italo NTVSito: www.italotreno.itServizio clienti: 06 07 08

    TrenordSito: www.trenord.itNumero verde: 800 500 005

    Infomobilità FS: trenitalia.com/Infomobilita

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    Sciopero treni 23 maggio: cancellazioni, fasce garantite, orari e info utili

    Giornata nera per i trasporti ferroviari italiani: oggi venerdì 23 maggio è in corso uno sciopero treni nazionale che sta mettendo a dura prova l’intera rete ferroviaria, con cancellazioni, ritardi e proteste diffuse da Nord a Sud.Dalle cancellazioni ai ritardi fino a 90 minuti a Termini e in tutta Italia: sono già iniziati i disagi causati dalla mobilitazione, che coinvolge sia il personale Trenitalia sia quello di Italo e anche alcune sigle minori.

    Iniziata all’una di notte, la mobilitazione ferroviaria andrà avanti fino alle 23,59 di oggi, per una durata di 23 ore. Le aziende hanno comunicato che le fasce minime di garanzia saranno rispettate, come gli orari di maggior affluenza di passeggeri: dalle 6 alle 9 di mattina e dalle 18 alle 21 di sera.

    Ecco le info utili per chi deve mettersi in viaggio.

    Iscriviti al gruppo Telegram di LeggiOggi per ricevere news e aggiornamenti costanti.

    Indice

    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Personale e treni coinvolti

    Treni garantiti

    Dove informarsi: link e siti utili

    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Lo sciopero, iniziato alle ore 1:00 di notte, è previsto fino alle 23:59 di oggi, venerdì 23 maggio. Come previsto dalla normativa vigente, vengono comunque garantiti alcuni collegamenti durante le cosiddette fasce orarie di garanzia, pensate per tutelare i pendolari e i viaggiatori abituali:Nonostante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), i disagi sono stati evidenti fin dal mattino, specialmente nella stazione di Roma Termini, la più trafficata d’Italia.

    Già dalle prime ore del mattino sono stati cancellati alcuni treni, anche durante le fasce orarie garantite, con ritardi che in diversi casi hanno raggiunto i 120 minuti. Risultano soppressi numerosi convogli regionali e ad alta velocità, tra cui quelli da e per Fiumicino, Terontola, Firenze, Milano e Napoli. Particolarmente colpiti il Frecciabianca 8606 diretto a Torino, in ritardo di due ore, e i treni AV 9490 per Venezia, AV 9618 per Milano e AV 9601 per Napoli, tutti cancellati.

    Personale e treni coinvolti

    La mobilitazione è stata indetta principalmente dalle sigle USB Lavoro Privato e SGB, con l’adesione anche di altre organizzazioni minori del settore. L’agitazione coinvolge non solo il personale operativo viaggiante — macchinisti, capitreno, addetti alla sicurezza — ma anche i lavoratori delle sale di controllo, manutenzione e stazione.La protesta si fonda su rivendicazioni salariali e contrattuali: i sindacati denunciano da tempo la mancata firma del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2023, e contestano un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, con organici insufficienti, turni sempre più intensi e carenze in termini di sicurezza.Tra i lavoratori che aderiscono allo sciopero treni:

    personale viaggiante: macchinisti e capitreno

    addetti alla circolazione: personale delle sale operative e di controllo

    servizi operativi ferroviari: personale di stazione e assistenza clienti

    Sono esclusi dallo sciopero i lavoratori della manutenzione infrastrutture di RFI, che hanno già scioperato l’11 aprile. L’agitazione riguarda sia i treni a lunga percorrenza (Frecce, Intercity, Italo) sia i treni regionali e locali.

    Proprio ieri, il 22 maggio, è stata raggiunta un’intesa con l’Agenzia Agens e con il Gruppo FS Italiane: un rinnovo contrattuale triennale (2024-2026) che prevede aumenti salariali medi di 230 euro mensili. Tuttavia, lo sciopero odierno è rimasto confermato, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sui temi irrisolti.

    Treni garantiti

    Durante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), saranno assicurati i servizi minimi essenziali. Trenitalia mette sempre a disposizione un file con i treni a lunga percorrenza che viaggiano comunque. Ricordiamo però che i disagi possono esserci comunque, nonostante le fasce garantite.

    Allegati

    Tabella A: treni a lunga percorrenza garantiti nei giorni feriali e festivi

    146 KB

    Dove informarsi: link e siti utili

    Trenitalia garantisce, durante le fasce di garanzia, alcuni treni della lunga percorrenza (Intercity e Frecce). Gli elenchi dettagliati sono disponibili sul portale Infomobilità dell’azienda.

    Chi intende rinunciare al viaggio può:

    richiedere rimborso:

    fino all’ora di partenza del treno prenotato per Frecce e Intercity

    fino alle 24:00 del giorno precedente per i treni Regionali

    riprogrammare il viaggio a condizioni simili, secondo disponibilità di posti.

    Queste operazioni possono essere effettuate online, tramite il sito trenitalia.com, tramite l’app Trenitalia, presso le biglietterie fisiche, chiamando il numero verde gratuito 800 89 20 21.

    Vista l’evoluzione rapida della situazione, si consiglia di consultare frequentemente i canali ufficiali delle compagnie ferroviarie. Ecco un riepilogo:

    TrenitaliaSito: www.trenitalia.comApp mobile: TrenitaliaNumero verde: 800 89 20 21

    Italo NTVSito: www.italotreno.itServizio clienti: 06 07 08

    TrenordSito: www.trenord.itNumero verde: 800 500 005

    Infomobilità FS: trenitalia.com/Infomobilita

    Foto copertina: istock/wrangel […]

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    Sciopero treni 23 maggio: cancellazioni, fasce garantite, orari e info utili

    Giornata nera per i trasporti ferroviari italiani: oggi venerdì 23 maggio è in corso uno sciopero treni nazionale che sta mettendo a dura prova l’intera rete ferroviaria, con cancellazioni, ritardi e proteste diffuse da Nord a Sud.Dalle cancellazioni ai ritardi fino a 90 minuti a Termini e in tutta Italia: sono già iniziati i disagi causati dalla mobilitazione, che coinvolge sia il personale Trenitalia sia quello di Italo e anche alcune sigle minori.

    Iniziata all’una di notte, la mobilitazione ferroviaria andrà avanti fino alle 23,59 di oggi, per una durata di 23 ore. Le aziende hanno comunicato che le fasce minime di garanzia saranno rispettate, come gli orari di maggior affluenza di passeggeri: dalle 6 alle 9 di mattina e dalle 18 alle 21 di sera.

    Ecco le info utili per chi deve mettersi in viaggio.

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    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Personale e treni coinvolti

    Treni garantiti

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    Sciopero treni 23 maggio: fasce orarie

    Lo sciopero, iniziato alle ore 1:00 di notte, è previsto fino alle 23:59 di oggi, venerdì 23 maggio. Come previsto dalla normativa vigente, vengono comunque garantiti alcuni collegamenti durante le cosiddette fasce orarie di garanzia, pensate per tutelare i pendolari e i viaggiatori abituali:Nonostante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), i disagi sono stati evidenti fin dal mattino, specialmente nella stazione di Roma Termini, la più trafficata d’Italia.

    Già dalle prime ore del mattino sono stati cancellati alcuni treni, anche durante le fasce orarie garantite, con ritardi che in diversi casi hanno raggiunto i 120 minuti. Risultano soppressi numerosi convogli regionali e ad alta velocità, tra cui quelli da e per Fiumicino, Terontola, Firenze, Milano e Napoli. Particolarmente colpiti il Frecciabianca 8606 diretto a Torino, in ritardo di due ore, e i treni AV 9490 per Venezia, AV 9618 per Milano e AV 9601 per Napoli, tutti cancellati.

    Personale e treni coinvolti

    La mobilitazione è stata indetta principalmente dalle sigle USB Lavoro Privato e SGB, con l’adesione anche di altre organizzazioni minori del settore. L’agitazione coinvolge non solo il personale operativo viaggiante — macchinisti, capitreno, addetti alla sicurezza — ma anche i lavoratori delle sale di controllo, manutenzione e stazione.La protesta si fonda su rivendicazioni salariali e contrattuali: i sindacati denunciano da tempo la mancata firma del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2023, e contestano un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, con organici insufficienti, turni sempre più intensi e carenze in termini di sicurezza.Tra i lavoratori che aderiscono allo sciopero treni:

    personale viaggiante: macchinisti e capitreno

    addetti alla circolazione: personale delle sale operative e di controllo

    servizi operativi ferroviari: personale di stazione e assistenza clienti

    Sono esclusi dallo sciopero i lavoratori della manutenzione infrastrutture di RFI, che hanno già scioperato l’11 aprile. L’agitazione riguarda sia i treni a lunga percorrenza (Frecce, Intercity, Italo) sia i treni regionali e locali.

    Proprio ieri, il 22 maggio, è stata raggiunta un’intesa con l’Agenzia Agens e con il Gruppo FS Italiane: un rinnovo contrattuale triennale (2024-2026) che prevede aumenti salariali medi di 230 euro mensili. Tuttavia, lo sciopero odierno è rimasto confermato, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sui temi irrisolti.

    Treni garantiti

    Durante le fasce orarie di garanzia (6:00-9:00 e 18:00-21:00), saranno assicurati i servizi minimi essenziali. Trenitalia mette sempre a disposizione un file con i treni a lunga percorrenza che viaggiano comunque. Ricordiamo però che i disagi possono esserci comunque, nonostante le fasce garantite.

    Allegati

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    Dove informarsi: link e siti utili

    Trenitalia garantisce, durante le fasce di garanzia, alcuni treni della lunga percorrenza (Intercity e Frecce). Gli elenchi dettagliati sono disponibili sul portale Infomobilità dell’azienda.

    Chi intende rinunciare al viaggio può:

    richiedere rimborso:

    fino all’ora di partenza del treno prenotato per Frecce e Intercity

    fino alle 24:00 del giorno precedente per i treni Regionali

    riprogrammare il viaggio a condizioni simili, secondo disponibilità di posti.

    Queste operazioni possono essere effettuate online, tramite il sito trenitalia.com, tramite l’app Trenitalia, presso le biglietterie fisiche, chiamando il numero verde gratuito 800 89 20 21.

    Vista l’evoluzione rapida della situazione, si consiglia di consultare frequentemente i canali ufficiali delle compagnie ferroviarie. Ecco un riepilogo:

    TrenitaliaSito: www.trenitalia.comApp mobile: TrenitaliaNumero verde: 800 89 20 21

    Italo NTVSito: www.italotreno.itServizio clienti: 06 07 08

    TrenordSito: www.trenord.itNumero verde: 800 500 005

    Infomobilità FS: trenitalia.com/Infomobilita

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