Pubblicato il

    Rottamazione quater: l’ottava rata è da pagare entro oggi 9 giugno

    Slitta a giugno la scadenza per saldare l’ottava rata della Rottamazione quater. Chi è in regola con tutti i pagamenti precedenti può quindi proseguire con le prossime rate del piano agevolato.

    La naturale scadenza è fissata in realtà al 31 maggio 2025, a cui però si devono aggiungere i classici 5 giorni di tolleranza concessi dal Fisco e lo stop per la festa della Repubblica del 2 giugno. Ecco perché la nuova deadline a cui fare riferimento slitta a lunedì 9 giugno 2025, quindi oggi.

    Ecco in dettaglio tutte le informazioni necessarie sulle scadenze e modalità di pagamento, con esempi concreti e istruzioni su come procedere.

    Indice

    Cos’è la Rottamazione quater

    I debiti inclusi nella Rottamazione quater

    Domande riaperte ad Aprile 2025

    Come pagare i debiti della Rottamazione quater

    Calendario scadenze dei pagamenti

    Pagamento ottava rata entro il 9 giugno 2025

    E se non pago?

    Cos’è la Rottamazione quater

    La rottamazione quater, introdotta nel 2022, permette ai contribuenti di estinguere i propri debiti con il Fisco attraverso il pagamento del solo capitale dovuto, escludendo le sanzioni e gli interessi di mora. Per accedere a questa agevolazione, era necessario presentare una domanda di adesione entro il 30 aprile 2024. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha comunicato poi, in seguito alla domanda di adesione, l’importo dovuto, che può essere saldato in un’unica soluzione oppure optando per un piano di rateizzazione. La rottamazione quater copre i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022, offrendo un’ampia finestra temporale per la regolarizzazione delle posizioni debitorie.

    Chi ha aderito deve pagare solo le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non saranno invece da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio.Come precisato nelle FAQ dell’Agenzia delle entrate riscossione (scaricabili nel form qui sotto), per quanto riguarda i debiti contenuti nei carichi relativi alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, nonché alle altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali), l’accesso alla misura agevolativa prevede, invece, che non siano da corrispondere unicamente le somme dovute a titolo di interessi, quelli di mora e di rateizzazione, nonché le somme dovute a titolo di aggio.

    FAQ Rottamazione quater

    FAQ Definizione Agevolata – Rottamazione

    263 KB

    Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

    Iscriviti

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

    ×

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social

    I debiti inclusi nella Rottamazione quater

    Uno degli aspetti più importanti della rottamazione quater riguarda la tipologia di debiti che possono essere estinti con il piano agevolato. Ecco un elenco dettagliato delle principali categorie di debiti ammissibili: dai debiti fiscali e tributari a quelli contributivi fino alle multe e sanzioni amministrative. In dettaglio:

    1. Debiti fiscaliI debiti fiscali rappresentano la categoria più ampia e includono:

    – Imposte sui redditi: IRPEF, IRES, e relative addizionali.– IVA: Imposta sul Valore Aggiunto non versata.– IRAP: Imposta Regionale sulle Attività Produttive.– TASI e IMU: Tributi locali relativi alla proprietà immobiliare.– TARI: Tassa sui rifiuti

    Ad esempio, se un contribuente ha una cartella esattoriale relativa a IRPEF non versata per l’anno 2018, potrà sanare il debito pagando solo l’importo del capitale, senza dover sostenere interessi di mora e sanzioni.

    2. Contributi previdenziali e assistenzialiAnche i debiti verso gli enti previdenziali rientrano nella rottamazione quater. Questi includono:

    Contributi INPS: Per lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati.Contributi INAIL: Per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

    Per esempio, un datore di lavoro con debiti INPS per contributi non versati ai propri dipendenti potrà usufruire della rottamazione quater per regolarizzare la propria posizione contributiva.

    Multe e sanzioni amministrativeLa rottamazione quater include anche le multe stradali e altre sanzioni amministrative affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Tuttavia, è importante notare che per queste sanzioni viene eliminata solo la parte degli interessi e delle maggiorazioni, mentre la sanzione principale resta dovuta.Ad esempio, un cittadino con una multa stradale del 2019 non pagata potrà beneficiare della rottamazione quater pagando solo l’importo originario della multa, senza le maggiorazioni dovute al ritardo nel pagamento.

    Qui sotto c’è un libro utile che affronta e analizza in modo completo le procedure per la difesa contro le accuse di evasione fiscale. Il testo, aggiornato alla giurisprudenza più recente, fornisce un’ampia panoramica delle fattispecie penali e tributarie.

    Libro utile

    FORMATO CARTACEO

    Come difendersi dai reati tributari

    Il presente volume affronta e analizza in modo completo le procedure per la difesa contro le accuse di evasione fiscale. Il testo, aggiornato alla giurisprudenza più recente, fornisce un’ampia panoramica delle fattispecie penali e tributarie, con l’ausilio di schemi di sintesi inerenti i profili processuali, per rendere più agevole la consultazione delle norme e degli istituti che possono assumere rilevanza nella fase delle indagini preliminari.Dopo il D.Lgs. n. 74/2000, il Legislatore ha preferi- to abbandonare il sistema della tutela anticipata, in ossequio al principio di offensività del diritto penale, mettendo al centro della risposta punitiva la dichiarazione annuale, intesa come l’atto che realizza il presupposto obiettivo e definitivo dell’evasione.In questo modo, si è tentato di ridurre il novero di fattispecie penali e di dare un ordine al sistema penal-tributario provando, allo stesso tempo, a dar vita ad un sistema coerente con i principi generali propri della materia penale.Mediante il D.Lgs. n. 158/2015, il Legislatore ha provveduto a razionalizzare ulteriormente il sistema attraverso un duplice intervento, che ha coinvolto non solo il piano sanzionatorio, ma anche le procedure di riscossione.Nata dall’esperienza professionale degli Autori, l’Opera individua diversi strumenti che il diritto, processuale e sostanziale, offre per la tutela di tutte le posizioni nel sistema penale tributario.Nunzio Santi Di PaolaAvvocato tributarista, titolare dello Studio Di Paola & Partners, specializzato in diritto commerciale, societario e tributario. Già membro di commissioni consultive presso la C.C.I.I.A. di Catania, ha conseguito la qualifica di giurista d’Impresa avanzato presso la LUISS – Scuola di Management di Roma. Collaboratore di riviste giuridiche e autore di numerosi volumi, è conciliatore professionista ai sensi del d.lgs. 28/2010.Francesca TambascoAvvocato cassazionista, specializzato in materia tributaria e fiscale. Autrice di testi in materia tributaria e processuale civile, collabora con diversi quotidiani e riviste giuridiche. Responsabile del Dipartimento di contenzioso e consulenza nel diritto tributario, è coordinatrice del Centro Studi Asla. Ha conseguito la qualifica di Auditor 231 – Componente OdV 231. Conciliatore professionista ai sensi del d.lgs. 28/2010.

     

    Nunzio Santi Di Paola, Francesca Tambasco | Maggioli Editore 2024

    39.90 €

    Scopri di più

    La rottamazione quater prevede che, per i debiti contenuti nei carichi relativi alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, non siano da corrispondere unicamente le somme dovute a titolo di interessi, quelli di mora e di rateizzazione, nonché le somme dovute a titolo di aggio.

    A questi pagamenti si devono solo aggiungere le somme dovute per le spese di rimborso per le procedure esecutive, le spese di notifica della cartella di pagamento; gli interessi di dilazione al 2%, in caso di richiesta di rateazione delle somme.

    Domande riaperte ad Aprile 2025

    Ricordiamo che la possibilità di inviare domanda per aderire al piano di definizione agevolata era stata riaperta poco tempo fa. Con il via libera definitivo al Decreto Milleproroghe, è stata ufficializzata la riapertura della Rottamazione quater ai contribuenti che erano decaduti dal piano di definizione agevolata per mancato o tardivo pagamento delle rate dovute.

    La deadline per re-inoltrare l’istanza era stato fissato al 31 aprile 2025. Attualmente quindi i termini per aderire sono chiusi.

    Come pagare i debiti della Rottamazione quater

    Dopo aver presentato la domanda (ormai scaduta), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia sempre una comunicazione contenente l’importo da pagare, suddiviso in rate. Chi ha aderito al piano di definizione agevolata quater ha quindi ricevuto la comunicazione delle somme e ha già iniziato a saldare a rate il debito. Le prime sette rate sono ormai scadute. Chi non le ha pagate è decaduto dai benefici della Rottamazione; chi invece è in regola con i pagamenti può procedere al versamento dell’ottava rata, entro il termine ultimi del 9 giugno 2025.

    Calendario scadenze dei pagamenti

    La scadenza dei pagamenti dei debiti inseriti nella Rottamazione quater varia in base alla scelta che è stata indicata in fase di presentazione della domanda di adesione:

    > in un’unica soluzione, entro il 31 ottobre;> oppure, in un numero massimo di 18 rate (5 anni) consecutive, di cui le prime due, con scadenza il 31 ottobre e il 30 novembre 2023. Le restanti rate, ripartite nei successivi 4 anni, andranno saldate il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024.

    Leggi anche: Nuova Riscossione al via dal 2025: debiti in 120 rate e discarico cartelle

    Pagamento ottava rata entro il 9 giugno 2025

    Il versamento dell‘ottava rata della Rottamazione quater va effettuato di norma entro il 31 maggio. Se però includiamo i 5 giorni di tolleranza concessi dal Fisco e la festa delle Repubblica di lunedì 2 giugno, arriviamo all’ultima scadenza utile: quella lunedì 9 giugno 2025.

    È possibile pagare tramite i seguenti metodi:

    – Sito istituzionale;– App EquiClick;– Moduli di pagamento utilizzabili nei circuiti di pagamento di: sportelli bancari; uffici postali; home banking; ricevitorie e tabaccai; sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL; Postamat;-Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento nei giorni dal lunedì al venerdì.

    Come chiarito anche su FiscoOggi, è possibile anche richiedere l’addebito diretto su proprio conto. Alternativa ottimale per chi non vuole preoccuparsi di moduli, bollettini o scadenze.

    Per chiedere l’addebito diretto (Sdd) per la definizione agevolata delle cartelle, si può procedere direttamente online sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione (oltre che agli sportelli). Non è necessario andare in banca o alla posta. La compilazione del mandato è molto semplice e la domiciliazione sul conto corrente è operativa quando il contribuente riceve l’e-mail di conferma dell’attivazione del servizio, nella quale è indicata anche la prima rata che sarà addebitata automaticamente sul conto indicato.

    Dalla sezione “Definizione agevolata” del portale, si entra nel servizio “Attiva/revoca mandato SDD piani di Definizione agevolata” dove il contribuente può visualizzare il riepilogo dei piani di pagamento attivi a lui intestati, relativi alla definizione agevolata e, per ciascuno, compilare la richiesta.

    E se non pago?

    Occhio a non saltare i pagamenti della Rottamazione quater. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento, superiore a 5 giorni (i canonici 5 giorni di tolleranza), dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, la Definizione agevolata risulta inefficace e i versamenti effettuati sono considerati a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.In questo caso i 5 giorni di tolleranza considerano il pagamento valido se effettuato entro lunedì 9 giugno 2025.

    Per continuare a ricevere news fiscali, iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi, compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter

    Iscriviti

    Si è verificato un errore
    durante la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la
    privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Rottamazione quater: l’ottava rata è da pagare entro oggi 9 giugno

    Pubblicato il

    Dichiarazione dei redditi Forfettari: istruzioni su invio Modello Redditi PF 2025

    Entro il prossimo 31 ottobre i contribuenti che beneficiano del regime forfettario sono chiamati a trasmettere all’Agenzia Entrate il modello Redditi PF 2025 relativo al periodo d’imposta 2024.

    Nonostante sia stato introdotto dalla Legge 23 dicembre 2014, numero 190 come regime naturale per le realtà di piccole dimensioni, caratterizzato da una serie di semplificazioni in materia di determinazione del reddito, di tassazione e di adempimenti fiscali, il regime forfettario non sfugge all’obbligo di presentare il modello Redditi direttamente da parte del contribuente o per il tramite di un intermediario abilitato.

    Al di là delle casistiche in cui si è esonerati dall’obbligo di invio all’Agenzia Entrate, i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, i quali applicano il regime forfettario, devono indicare i dati fiscali relativi all’annualità 2024 all’interno del quadro LM del modello Redditi.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Quadro LM, dove trovarlo?

    Come compilare il quadro LM?

    Indicazione dei redditi

    Entro quando trasmettere il Redditi PF?

    Come si trasmette la dichiarazione?

    Modello Redditi precompilato

    Entro quando versare le imposte?

    Quadro LM, dove trovarlo?

    Il quadro LM è disponibile nel fascicolo 3 del modello Redditi Persone Fisiche 2025. Nello specifico, la sezione riservata al regime forfettario è la numero 3.

    Sul portale dell’Agenzia Entrate, collegandosi a “Home – Schede informative e servizi – Dichiarazioni – Redditi persone fisiche 2025 – Modello e istruzioni” è disponibile sia il fac-simile del fascicolo 3 che le istruzioni di compilazione.

    Scarica il modello Redditi PF 2025 per forfettari nel box Allegati qui sotto:

    Allegati

    Modello Redditi PF 2025 – Quadro LM

    2 MB

    Come compilare il quadro LM?

    Il contribuente in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, comma 54, Legge numero 190/2014 per la fruizione del regime forfettario deve obbligatoriamente attestare tale condizione barrando l’apposita casella posta al rigo LM21, colonna 1.

    Per quanto concerne l’attività svolta nel 2025, è necessario riportare nella colonna 4 del rigo LM21 l’apposito codice identificativo, desunto dalla tabella reperibile sul sito dell’AE.

    Sempre in ragione del tipo di attività al contribuente è richiesto di barrare una delle seguenti caselle:

    impresa;

    autonomo;

    impresa familiare, se l’attività è prestata sotto forma di impresa familiare ovvero di azienda coniugale non gestita in forma societaria.

    I contribuenti, si legge nelle istruzioni di compilazione dell’Agenzia Entrate, che “esercitano contemporaneamente più attività, sia di impresa che di lavoro autonomo, devono fare riferimento all’ammontare dei ricavi o compensi relativi all’attività prevalente”.

    Indicazione dei redditi

    Il reddito di impresa o di lavoro autonomo dei soggetti beneficiari del regime forfettario si ottiene applicando all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta un determinato coefficiente di redditività, diverso a seconda del codice ATECO che identifica l’attività esercitata.

    All’interno del rigo LM22 in corrispondenza di:

    colonna 1 il contribuente riporta il codice dell’attività desunto dalla tabella ATECO 2007;

    colonna 2 si inserisce il coefficiente di redditività;

    colonna 3 l’ammontare dei ricavi e compensi percepiti.

    Può esserti utile il libro

    FORMATO CARTACEO

    Nuovo Reddito di lavoro autonomo

    La riforma fiscale ha ridefinito i criteri di determinazione del reddito di lavoro autonomo, introducendo cambiamenti di grande impatto per i professionisti. L’intervento legislativo si è articolato su tre livelli:› Chiarezza normativa – Le nuove disposizioni codificano principi già consolidati, riducendo le incertezze interpretative.› Misure antielusive – Vengono stretti i margini di pianificazione fiscale, con una maggiore inclusione di componenti reddituali nella base imponibile.› Razionalizzazione del sistema – La disciplina diventa più organica e strutturata, introducendo nuovi principi come quello di onnicomprensività.Questo libro fornisce un’analisi approfondita delle nuove disposizioni, passando in rassegna tutti i componenti positivi e negativi di reddito e affrontando infine la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione tra professionisti, che consente di realizzare fusioni, conferimenti e trasformazioni senza incorrere in penalizzazioni fiscali, agevolando così la riorganizzazione e la crescita degli studi professionali. Attraverso un linguaggio chiaro e un approccio operativo, l’autore guida il lettore nell’analisi delle principali novità, offrendo strumenti pratici per interpretare e applicare la normativa. Grazie agli aggiornamenti garantiti fino al 30 novembre 2025, il volume assicura un supporto continuativo per seguire l’evoluzione normativa. La guida non solo permette di minimizzare i rischi di errori e sanzioni, ma rappresenta anche uno strumento strategico per ottimizzare la pianificazione fiscale, valorizzando ogni opportunità offerta dalla riforma.
    NICOLA FORTEDottore commercialista e revisore legale, pubblicista, componente della Commissione studi tributari del Notariato, componente della Commissione degli esperti relativa agli ISA, partecipa a programmi radiotelevisivi di informazione fiscale, docente presso la Fondazione Anselmo Anselmi del Notariato.

     

    Nicola Forte | Maggioli Editore 2025

    24.70 €

    Scopri di più

    Entro quando trasmettere il Redditi PF?

    Il modello Redditi PF 2025 dev’essere trasmesso all’Agenzia Entrate entro i seguenti termini:

    dal 30 aprile 2025 al 30 giugno 2025 se la presentazione viene effettuata in forma cartacea per il tramite di un ufficio di Poste Italiane;

    dal 30 aprile 2025 al 31 ottobre 2025 se la presentazione avviene per via telematica, direttamente dal contribuente o per il tramite di un intermediario.

    Da notare che le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine sono comunque considerate valide, salva l’applicazione delle sanzioni di legge.

    Al contrario, se ricorre un ritardo superiore a novanta giorni le dichiarazioni si considerano come omesse ma costituiscono comunque titolo per la riscossione dell’imposta.

    Come si trasmette la dichiarazione?

    Il Redditi PF può essere presentato, in alternativa:

    in via telematica, direttamente dal contribuente;

    in via telematica per il tramite di un intermediario abilitato;

    consegnando una copia cartacea della dichiarazione presso un qualsiasi ufficio postale.

    In caso di presentazione telematica, il modello si considera come trasmesso nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’AE. Pertanto, la prova della presentazione della dichiarazione è fornita dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata anch’essa in via telematica.

    Modello Redditi precompilato

    Si ricorda che il modello 2025 è disponibile anche in forma precompilata nell’ottica di agevolare il contribuente in sede di compilazione della dichiarazione.

    Nello specifico è possibile, attraverso l’apposita piattaforma del sito “agenziaentrate.gov.it” (in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS) visualizzare un modello Redditi precompilato con le informazioni disponibili negli archivi dell’AE.

    Gli imprenditori e / o i professionisti che aderiscono al regime forfettario possono presentare la dichiarazione dei redditi precompilata semplicemente attraverso la piattaforma telematica del sito dell’Agenzia Entrate, senza dover scaricare e installare sul pc un software di compilazione.

    A tal proposito è possibile selezionare, nella sezione “Scegli il modello di dichiarazione” (“agenziaentrate.gov.it – Accedi alla precompilata”), la voce “Redditi Persone Fisiche web”.

    Il modello precompilato trasmesso dal contribuente senza effettuare alcuna modifica manuale non è interessato dai controlli documentali riguardanti gli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia Entrate.

    Entro quando versare le imposte?

    Le somme dovute all’Erario a titolo di saldo e primo acconto, a seguito dei calcoli effettuati nel modello Redditi PF, devono essere versate entro il 30 giugno 2025 ovvero entro il 30 luglio 2025.

    I contribuenti che optano per il versamento del saldo per l’anno 2024 e del primo acconto per l’annualità 2025 entro il trentesimo giorno successivo ai termini di scadenza descritti devono farsi carico di una maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

    Le imposte che non superano ciascuna l’importo di 12,00 euro non generano alcun obbligo di versamento né di compensazione. Infine, è possibile ricorrere alla dilazione delle somme dovute per il saldo e il primo acconto, la quale deve comunque concludersi entro il 16 dicembre dello stesso anno di presentazione della dichiarazione.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi […]

    Leggi di più… from Dichiarazione dei redditi Forfettari: istruzioni su invio Modello Redditi PF 2025

    Pubblicato il

    Forze armate e di polizia: cedolino NoiPA di giugno 2025 con aumenti e arretrati

    Buone notizie a giugno per il personale delle forze armate e di polizia.

    Stando a quanto rende noto la piattaforma ministeriale NoiPA, che si occupa della gestione del personale delle Pubbliche Amministrazioni, nel mese di giugno 2025 i cedolini paga dei settori difesa e ordine pubblico saranno interessati dagli adeguamenti retributivi figli degli accordi di rinnovo per il triennio 2022-2024 dei CCNL per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e delle Forze armate.

    In dettaglio le info sulla busta paga per il personale delle forze armate e di polizia.

    Iscriviti alla newsletter

    Iscriviti

    Si è verificato un errore
    durante la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la
    privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social

    Indice

    Forze armate e polizia: aumenti e arretrati a Giugno 2025

    Il rinnovo contrattuale per le Forze armate

    Rinnovo contrattuale Forze di polizia

    Forze armate e polizia: aumenti e arretrati a Giugno 2025

    Con una news sul portale NoiPA, alla luce della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti che recepiscono gli accordi di rinnovo dei CCNL per il personale delle Forze Armate e per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, NoiPA ha comunicato di aver ultimato le attività tecniche per l’attuazione degli adeguamenti retributivi.

    Di conseguenza per i dipendenti di forze armate e polizia:

    gli aumenti economici derivanti dai rinnovi contrattuali sono previsti nel cedolino di giugno 2025;

    gli arretrati maturati nelle mensilità da gennaio 2024 a maggio 2025, vengono liquidati con un’apposita emissione speciale, prevista sempre entro il corrente mese di giugno.

    Leggere il cedolino NoiPA: la nuova guida con tutte le voci dello stipendio PA

    Il rinnovo contrattuale per le Forze armate

    Il Decreto del Presidente della Repubblica n.52 del 24 marzo 2025, in vigore dal 3 maggio 2025, recepisce l’accordo sindacale relativo al triennio 2022-2024 per il personale delle Forze Armate, nello specifico:

    personale militare dell’Esercito italiano;

    marina militare (comprese le Capitanerie di porto);

    aeronautica militare;

    con esclusione dei rispettivi dirigenti e del personale volontario non in servizio permanente. I nuovi stipendi, distinti nei seguenti periodi:

    dal 1° aprile 2022 al 30 giugno 2022;

    dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023;

    dal 1° gennaio 2024;

    e indicati all’articolo 2 del D.P.R. hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza (normale e privilegiato), sull’indennità di buonuscita, sull’assegno alimentare per il dipendente sospeso, sull’equo indennizzo nonché, da ultimo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali.I benefici economici derivanti dagli aumenti descritti sono altresì corrisposti integralmente al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del decreto.

    Gli aumentiConsiderando ad esempio il grado di capitano, lo stipendio annuo lordo (dodici mensilità) derivante dal rinnovo contrattuale è pari a:

    27.646,74 euro con riguardo al periodo 1° aprile 2022 – 30 giugno 2022 (aumento mensile lordo di 6,89 euro);

    27.701,92 euro per il periodo 1° luglio 2022 – 31 dicembre 2023 (aumento mensile lordo di 11.49 euro);

    29.422,75 euro a decorrere dal 1° gennaio 2024 (aumento mensile lordo di 154,89 euro).

    Lo straordinarioIl rinnovo contrattuale interessa anche i compensi spettanti per il lavoro straordinario.Le nuove misure orarie, decorrenti dal 1° gennaio 2024, sono definite dall’articolo 6 del decreto.Considerando sempre il grado di capitano, dal 1° gennaio 2024, spetta un compenso orario di:

    17,21 euro per lo straordinario feriale;

    19,47 euro per lo straordinario festivo o notturno;

    22,46 euro per lo straordinario festivo notturno.

    Orario di lavoroA decorrere dal 31 dicembre 2024 e a valere dal 1° gennaio 2025 le ore eccedenti l’orario di lavoro settimanale “vanno retribuite con il compenso per lavoro straordinario nell’ambito degli appositi stanziamenti di bilancio” (articolo 7, comma 1, D.P.R. numero 52/2025).Le eventuali ore che non possono essere retribuite nell’ambito dei citati stanziamenti devono essere fruite mediante recupero compensativo entro il 31 dicembre dei due anni successivi quello in cui sono state effettuate, tenuto conto della richiesta del personale, da formularsi entro il termine che sarà stabilito dall’Amministrazione con apposita circolar e fatte salve le improrogabili esigenze di servizio.Decorso il predetto termine del 31 dicembre, le ore non recuperate sono comunque retribuite nell’ambito delle risorse disponibili, a condizione che la pertinente richiesta di recupero compensativo non sia stata accolta per esigenze di servizio.

    Rinnovo contrattuale Forze di polizia

    Il secondo Decreto del Presidente della Repubblica pubblicato lo scorso 18 aprile è il numero 53, datato 24 marzo 2025 di recepimento degli accordi sindacali relativi al triennio 2022-2024 per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare.

    Il decreto si applica, come anticipato, per il periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024, al personale della Polizia di Stato e del Corpo di polizia penitenziaria, con esclusione dei rispettivi dirigenti e del personale di leva.

    Aumenti retributiviAl pari delle Forze Armate i nuovi stipendi (dettagliati all’articolo 2 del decreto) sono distinti in base ai seguenti periodi:

    dal 1° aprile 2022 al 30 giugno 2022;

    dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023;

    dal 1° gennaio 2024 in poi.

    Prendendo a riferimento un commissario capo / commissario capo penitenziario, lo stipendio annuo lordo (dodici mensilità) è pari a:

    27.646,74 euro per il periodo 1° aprile 2022 – 30 giugno 2022 (aumento mensile euro 6,89);

    27.701,92 euro per il periodo 1° luglio 2022 – 31 dicembre 2023 (aumento mensile euro 11,49);

    29.422,75 euro per il periodo decorrente dal 1° gennaio 2024 (aumento mensile euro 154,89).

    Lo straordinarioAll’articolo 6 del decreto vengono forniti i nuovi valori orari dello straordinario, applicati a decorrere dal 1° gennaio 2024.Considerando la qualifica di vice commissario / vice commissario penitenziario lo straordinario è pari a:

    15,63 euro / ora se feriale;

    17,68 euro / ora se notturno o festivo;

    20,40 euro / ora se notturno festivo.

    Le indennitàTra le indennità interessata dall’accordo di rinnovo figura quella (articolo 12) per conduttori cinofili pari, a decorrere dal 1° gennaio 2024, 50,00 euro lordi mensili.

    Importo identico anche per il personale della Polizia di Stato qualificato come negoziatore, sia di primo che di secondo livello (articolo 13).Ai dirigenti dei commissariati di pubblica sicurezza è attribuita, sempre dal 1° gennaio 2024, un’indennità mensile di 100,00 euro, purché non assenti per l’intero mese. La somma è cumulabile con l’indennità di comando.

    Congedo e riposo solidaleA norma dell’articolo 17 del decreto il personale può cedere, in tutto o in parte, al fine di consentire ad altri appartenenti alla stessa Amministrazione di assistere i figli e / o il coniuge convivente, ovvero il convivente di fatto o i genitori conviventi che, per le particolari condizioni in cui versano, necessitano di cure costanti, nonché i genitori non conviventi, affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita documentate dall’azienda sanitaria competente per territorio o da struttura convenzionata:

    il congedo ordinario spettante e non ancora fruito, eccedente le quattro settimane annue, quantificato in venti o ventiquattro giorni a seconda dell’articolazione dell’orario di lavoro settimanale;

    le quattro giornate di riposo, di cui alla Legge numero 937/1977.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi […]

    Leggi di più… from Forze armate e di polizia: cedolino NoiPA di giugno 2025 con aumenti e arretrati

    Pubblicato il

    Bonus anziani 850 euro: pagamenti in arrivo. Accrediti e nuove domande

    Tutto pronto per i pagamenti INPS agli anziani titolari della nuova Prestazione universale – o Bonus anziani – introdotta in via sperimentale dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026 per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone non autosufficienti.

    Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta lo scorso 22 aprile) del Decreto ministeriale attuativo datato 21 febbraio 2025 e le ultime indicazioni operative fornite dall’INPS con Messaggio m.1401 del 5 maggio 2025, manca solo l’avvio ufficiale dei primi pagamenti (arretrati compresi) da parte dell’Istituto, attesi presumibilmente a partire dal corrente mese di giugno.

    Analizziamo la novità in dettaglio.

    Indice

    I requisiti per la Prestazione universale anziani

    Come vengono effettuati i pagamenti?

    Come ottenere il Bonus anziani?

    Come compilare la domanda di Bonus anziani?

    Consultare la domanda

    Bonus anziani esentasse

    I requisiti per la Prestazione universale anziani

    La Prestazione universale (disciplinata dal Decreto Legislativo 15 marzo 2024, numero 29), chiamata in gergo Bonus anziani, spetta alle persone anziane non autosufficienti, in possesso, cumulativamente, dei seguenti requisiti:

    un’età anagrafica pari o superiore a 80 anni;

    un livello di bisogno assistenziale gravissimo, individuato dall’INPS, sulla base delle informazioni sanitarie a disposizione nei propri archivi e delle indicazioni fornite dalla commissione tecnico-scientifica di cui al D.M. numero 155/2024;

    un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, in corso di validità, non superiore a 6 mila euro;

    titolarità dell’indennità di accompagnamento ovvero il possesso dei requisiti per il riconoscimento del suddetto beneficio.

    Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente dev’essere in possesso dei requisiti citati.Se, per qualsiasi motivazione, viene a cessare l’erogazione dell’indennità di accompagnamento, l’evento coinvolge anche l’assegno di assistenza che, pertanto, non può essere liquidato.

    Allegati

    Messaggio Inps n.1401 del 5 maggio 2025

    154 KB

    Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

    Iscriviti

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

    ×

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social

    Come vengono effettuati i pagamenti?

    La Prestazione Universale è erogata dall’INPS con cadenza mensile, a decorrere dal primo giorno del mese di presentazione della domanda.Il sussidio è composto da:

    una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento;

    una quota integrativa denominata Assegno di Assistenza, caratterizzata da un importo attualmente pari a 850 euro mensili.

    Le due quote vengono liquidate con pagamenti separati:

    la quota fissa è riconosciuta con le modalità già in suo per l’indennità di accompagnamento;

    la quota integrativa è liquidata tramite specifico pagamento predisposto dalla procedura automatizzata dell’INPS.

    Nel provvedimento di liquidazione trasmesso al richiedente all’accoglimento della domanda è specificata sia la quota fissa, con indicazione del certificato di pensione identificativo dell’indennità di accompagnamento, sia la quota integrativa con riportata la decorrenza della rata e l’importo mensile riconosciuto.

    Si rammenta che la quota integrativa è finalizzata a remunerare:

    il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto dai lavoratori domestici, con mansioni di assistenza alla persona, titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore (di cui all’articolo 51 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, numero 81);

    l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza, forniti da imprese e professionisti qualificati nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto delle specifiche previsioni contenute nella programmazione integrata di livello regionale e locale.

    Come ottenere il Bonus anziani?

    Per ricevere la Prestazione Universale è necessario, da parte dei soggetti in possesso dei requisiti, inoltrare apposita richiesta all’INPS.La domanda dev’essere presentata esclusivamente in modalità telematica dal primo giorno del mese in cui viene perfezionato il requisito anagrafico (80 anni), in alternativa:

    direttamente dalla persona interessata, collegandosi al portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Decreto Anziani Prestazione Universale” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS;

    avvalendosi dei servizi degli enti di patronato.

    La presentazione della domanda può essere effettuata per tutto il periodo di sperimentazione (1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2026) e, in caso di accoglimento della prestazione, la somma è riconosciuta dal mese di presentazione dell’istanza fino alla scadenza della sperimentazione “se presenti tutti i requisiti per l’intero periodo” (Messaggio INPS 30 dicembre 2024, numero 4490).

    La lavorazione dell’istanza è avviene dalla data di presentazione della stessa “se il requisito anagrafico è già perfezionato, o al suo perfezionamento, se successivo” (Messaggio INPS numero 4490/2024).

    La procedura non consente l’inoltro della domanda a quanti non hanno compiuto 80 anni di età, se il raggiungimento dell’età non si verifica all’interno del mese di invio della domanda stessa.

    Come compilare la domanda di Bonus anziani?

    Per agevolare gli utenti la piattaforma telematica di invio delle domande di Prestazione Universale prevede la precompilazione di alcuni dati grazie alle risultanze presenti negli archivi INPS e l’inserimento di altri a cura del richiedente la prestazione.

    Una volta inserito il codice fiscale vengono compilati in automatico i dati relativi a:

    cittadinanza;

    residenza;

    contatti;

    che l’utente può accettare o modificare.Al contrario è richiesto l’inserimento dei seguenti dati:

    valore dell’ISEE sociosanitario non superiore a 6 mila euro;

    titolarità dell’indennità di accompagnamento.

    Per la valutazione del livello di bisogno assistenziale gravissimo è altresì necessario compilare lo specifico questionario (dettagliato dall’INPS nel Messaggio 4490/2024, paragrafo 1.2). A seconda della risposta fornita dall’utente è attribuito un determinato punteggio. Per il riconoscimento del livello di bisogno assistenziale gravissimo si richiede un punteggio minimo di 8, oltre alla sussistenza della disabilità gravissima.

    Consultare la domanda

    Una volta trasmessa la domanda è consultabile:

    Accedendo alla piattaforma INPS “Decreto Anziani – Prestazione Universale”;

    Tramite gli Istituti di patronato;

    Contattando il Contact Center Multicanale dell’Istituto.

    Una volta accolta la domanda, viene inviata al beneficiario la lettera di liquidazione della prestazione.

    Bonus anziani esentasse

    Gli importi erogati dall’INPS al beneficiario la Prestazione Universale sono da intendersi esenti da imposizione fiscale e non soggetti a pignoramento.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi

    Foto copertina: istock/eclipse_images […]

    Leggi di più… from Bonus anziani 850 euro: pagamenti in arrivo. Accrediti e nuove domande

    Pubblicato il

    Bonus anziani 850 euro: pagamenti in arrivo. Accrediti e nuove domande

    Tutto pronto per i pagamenti INPS agli anziani titolari della nuova Prestazione universale – o Bonus anziani – introdotta in via sperimentale dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026 per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone non autosufficienti.

    Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta lo scorso 22 aprile) del Decreto ministeriale attuativo datato 21 febbraio 2025 e le ultime indicazioni operative fornite dall’INPS con Messaggio m.1401 del 5 maggio 2025, manca solo l’avvio ufficiale dei primi pagamenti (arretrati compresi) da parte dell’Istituto, attesi presumibilmente a partire dal corrente mese di giugno.

    Analizziamo la novità in dettaglio.

    Indice

    I requisiti per la Prestazione universale anziani

    Come vengono effettuati i pagamenti?

    Come ottenere il Bonus anziani?

    Come compilare la domanda di Bonus anziani?

    Consultare la domanda

    Bonus anziani esentasse

    I requisiti per la Prestazione universale anziani

    La Prestazione universale (disciplinata dal Decreto Legislativo 15 marzo 2024, numero 29), chiamata in gergo Bonus anziani, spetta alle persone anziane non autosufficienti, in possesso, cumulativamente, dei seguenti requisiti:

    un’età anagrafica pari o superiore a 80 anni;

    un livello di bisogno assistenziale gravissimo, individuato dall’INPS, sulla base delle informazioni sanitarie a disposizione nei propri archivi e delle indicazioni fornite dalla commissione tecnico-scientifica di cui al D.M. numero 155/2024;

    un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, in corso di validità, non superiore a 6 mila euro;

    titolarità dell’indennità di accompagnamento ovvero il possesso dei requisiti per il riconoscimento del suddetto beneficio.

    Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente dev’essere in possesso dei requisiti citati.Se, per qualsiasi motivazione, viene a cessare l’erogazione dell’indennità di accompagnamento, l’evento coinvolge anche l’assegno di assistenza che, pertanto, non può essere liquidato.

    Allegati

    Messaggio Inps n.1401 del 5 maggio 2025

    154 KB

    Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

    Iscriviti

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

    ×

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social

    Come vengono effettuati i pagamenti?

    La Prestazione Universale è erogata dall’INPS con cadenza mensile, a decorrere dal primo giorno del mese di presentazione della domanda.Il sussidio è composto da:

    una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento;

    una quota integrativa denominata Assegno di Assistenza, caratterizzata da un importo attualmente pari a 850 euro mensili.

    Le due quote vengono liquidate con pagamenti separati:

    la quota fissa è riconosciuta con le modalità già in suo per l’indennità di accompagnamento;

    la quota integrativa è liquidata tramite specifico pagamento predisposto dalla procedura automatizzata dell’INPS.

    Nel provvedimento di liquidazione trasmesso al richiedente all’accoglimento della domanda è specificata sia la quota fissa, con indicazione del certificato di pensione identificativo dell’indennità di accompagnamento, sia la quota integrativa con riportata la decorrenza della rata e l’importo mensile riconosciuto.

    Si rammenta che la quota integrativa è finalizzata a remunerare:

    il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto dai lavoratori domestici, con mansioni di assistenza alla persona, titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore (di cui all’articolo 51 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, numero 81);

    l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza, forniti da imprese e professionisti qualificati nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto delle specifiche previsioni contenute nella programmazione integrata di livello regionale e locale.

    Come ottenere il Bonus anziani?

    Per ricevere la Prestazione Universale è necessario, da parte dei soggetti in possesso dei requisiti, inoltrare apposita richiesta all’INPS.La domanda dev’essere presentata esclusivamente in modalità telematica dal primo giorno del mese in cui viene perfezionato il requisito anagrafico (80 anni), in alternativa:

    direttamente dalla persona interessata, collegandosi al portale “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Decreto Anziani Prestazione Universale” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS;

    avvalendosi dei servizi degli enti di patronato.

    La presentazione della domanda può essere effettuata per tutto il periodo di sperimentazione (1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2026) e, in caso di accoglimento della prestazione, la somma è riconosciuta dal mese di presentazione dell’istanza fino alla scadenza della sperimentazione “se presenti tutti i requisiti per l’intero periodo” (Messaggio INPS 30 dicembre 2024, numero 4490).

    La lavorazione dell’istanza è avviene dalla data di presentazione della stessa “se il requisito anagrafico è già perfezionato, o al suo perfezionamento, se successivo” (Messaggio INPS numero 4490/2024).

    La procedura non consente l’inoltro della domanda a quanti non hanno compiuto 80 anni di età, se il raggiungimento dell’età non si verifica all’interno del mese di invio della domanda stessa.

    Come compilare la domanda di Bonus anziani?

    Per agevolare gli utenti la piattaforma telematica di invio delle domande di Prestazione Universale prevede la precompilazione di alcuni dati grazie alle risultanze presenti negli archivi INPS e l’inserimento di altri a cura del richiedente la prestazione.

    Una volta inserito il codice fiscale vengono compilati in automatico i dati relativi a:

    cittadinanza;

    residenza;

    contatti;

    che l’utente può accettare o modificare.Al contrario è richiesto l’inserimento dei seguenti dati:

    valore dell’ISEE sociosanitario non superiore a 6 mila euro;

    titolarità dell’indennità di accompagnamento.

    Per la valutazione del livello di bisogno assistenziale gravissimo è altresì necessario compilare lo specifico questionario (dettagliato dall’INPS nel Messaggio 4490/2024, paragrafo 1.2). A seconda della risposta fornita dall’utente è attribuito un determinato punteggio. Per il riconoscimento del livello di bisogno assistenziale gravissimo si richiede un punteggio minimo di 8, oltre alla sussistenza della disabilità gravissima.

    Consultare la domanda

    Una volta trasmessa la domanda è consultabile:

    Accedendo alla piattaforma INPS “Decreto Anziani – Prestazione Universale”;

    Tramite gli Istituti di patronato;

    Contattando il Contact Center Multicanale dell’Istituto.

    Una volta accolta la domanda, viene inviata al beneficiario la lettera di liquidazione della prestazione.

    Bonus anziani esentasse

    Gli importi erogati dall’INPS al beneficiario la Prestazione Universale sono da intendersi esenti da imposizione fiscale e non soggetti a pignoramento.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi

    Foto copertina: istock/eclipse_images […]

    Leggi di più… from Bonus anziani 850 euro: pagamenti in arrivo. Accrediti e nuove domande