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    Carta del docente: chi deve spendere i 500 euro entro il 31 agosto 2025 (e come farlo). Le FAQ

    C’è tempo fino al 31 agosto 2025 per spendere i 500 euro della Carta del docente assegnata al personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche statali sia full-time che part-time.L’importo non speso entro il 31 agosto sarà disponibile per la prossima campagna Carta del docente, i cui dettagli non sono ancora noti. La Carta, destinata a finanziare l’aggiornamento e la formazione del docente, ha di recente subito una serie di modifiche ad opera del Decreto – Legge numero 45/2025 che, tra le altre cose, ha esteso la misura, per l’anno scolastico 2024-2025, anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2025.Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Per quali acquisti si può utilizzare la Carta del docente?

    A quanto ammonta il bonus sulla carta?

    Come si ottiene la Carta?

    Come spendere i buoni?

    Cosa presentare in cassa al negozio?

    Come si fanno gli acquisti online?

    Entro quando spendere i buoni?

    Acquisto in contanti con il buono

    Per quali acquisti si può utilizzare la Carta del docente?

    Ai sensi dell’articolo 1, comma 121, Legge numero 107/2015 la Carta del docente può essere utilizzata per:

    Acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;

    Acquisto di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;

    Acquisto di hardware e software;

    Iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

    Iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;

    Iscrizione a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;

    Rappresentazioni teatrali e cinematografiche;

    Ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;

    Acquisto di strumenti musicali;

    Iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

    Da notare che il Decreto – Legge 7 aprile 2025, numero 45 ha aggiunto la “fruizione di prodotti dell’editoria audiovisiva” alla lista di beni e servizi per cui è possibile ricorrere alla Carta del docente.

    A quanto ammonta il bonus sulla carta?

    La Carta del docente ha un valore nominale, spendibile per i beni e servizi poc’anzi descritti, pari a 500 euro annui.A decorrere dall’anno scolastico 2025-2026 (per effetto del citato Decreto – Legge numero 45/2025) il contributo non è più pari a 500,00 euro ma, al contrario, sarà fissato annualmente con apposito decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base dei docenti beneficiari e delle risorse pubbliche a disposizione.Al decreto ministeriale è altresì demandata la definizione dei criteri e delle modalità di assegnazione della Carta.

    Come si ottiene la Carta?

    I beneficiari la Carta del docente sono tenuti a registrarsi sulla pagina dedicata all’iniziativa, raggiungibile collegandosi al sito “cartadeldocente.istruzione.it”, cliccando poi sul tasto “Registrati o Accedi”.Inserite le credenziali SPID o CIE e verificata l’identità del richiedente (grazie a nome, cognome e codice fiscale) il sistema, in caso di sussistenza dei requisiti di spettanza, chiede di inserire l’indirizzo mail, necessario per proseguire nella fase di registrazione.Completata la registrazione l’utente ha a disposizione le funzioni:

    “CREA BUONO”;

    “IL TUO PORTAFOGLIO” dove verificare l’importo residuo utile per generare nuovi buoni, il totale dei buoni generati ancora da utilizzare nonché il totale dei buoni già spesi.

    Come spendere i buoni?

    Accedendo all’area riservata del sito “cartadeldocente.istruzione.it” è possibile generare il voucher per l’acquisto del bene / servizio attraverso il percorso “CREA BUONO – CREA NUOVO BUONO”.Nella sezione successiva l’utente seleziona la categoria di prodotti per la quale si intende creare il voucher.Inserito l’importo da utilizzare non resta che cliccare su “CREA BUONO”.Se la somma è disponibile nel portafoglio del docente, la piattaforma genera il buono e fornisce i seguenti dettagli:

    Codice Buono;

    Ambito;

    Bene;

    Importo;

    Data scadenza.

    Per spendere il buono non è necessario stamparlo, essendo sufficiente mostrare all’esercente il QR code o il codice voucher.La piattaforma propone altresì le seguenti opzioni:

    Salvare il buono in formato pdf;

    Ottenere la lista degli esercenti accreditati dove è possibile spendere il voucher.

    Cosa presentare in cassa al negozio?

    Per utilizzare il voucher presso esercizi fisici è necessario, in alternativa:

    Stampare il buono di spesa e presentarlo alla cassa;

    Presentare i dati identificativi del buono, corredati di codice alfanumerico di otto cifre, QR code e barcode.

    Come si fanno gli acquisti online?

    In sede di acquisto online è sufficiente inserire, nell’apposito spazio dedicato, il codice del buono di spesa generato, così da ottenere la decurtazione del prezzo del bene / servizio.

    Entro quando spendere i buoni?

    I buoni spesa generati dai docenti sono spendibili fino al 31 agosto 2025.Stando alle FAQ ministeriali (disponibili sulla pagina “cartadeldocente.istruzione.it”) l’importo residuo non utilizzato entro la scadenza “verrà aggiunto all’importo assegnato al successivo anno scolastico, a patto che si posseggano ancora i requisiti di titolarità”.Sempre le FAQ precisano che il portafoglio “per l’anno scolastico in corso, è composto dal valore nominale di 500 euro, a cui si somma l’eventuale residuo non utilizzato lo scorso anno, ma viene decurtato delle spese effettuate lo scorso anno con la carta del docente elettronica nel caso fosse intervenuta una sospensione per motivi disciplinari, sempre in riferimento all’anno precedente”.Si precisa inoltre che il Ministero dell’istruzione e del merito, con comunicato del 24 giugno 2025, ha precisato che grazie alle modifiche introdotte con Decreto – Legge numero 45/2025 la “Carta del docente è estesa, per l’anno scolastico 2024/2025, anche ai docenti con contratto a tempo determinato annuale per un importo pari a 500 euro”.A partire dal 24 giugno il Ministero ha aperto le funzioni di accesso alla piattaforma online Carta del docente al personale con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2025.I docenti destinatari, conclude il comunicato, potranno “utilizzare il bonus fino al 31/08/2026”.

    Acquisto in contanti con il buono

    Le FAQ ministeriali confermano che è possibile effettuare gli acquisti generando un “buono per il valore che desideri utilizzare e aggiungere la parte rimanente in contanti”.

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    Naspi dipendenti stagionali 2025: guida a requisiti e domanda online

    Valori anno 2025 Retribuzione mensile di riferimento NASpI mensile Pari o inferiore a 1.436,61 euro 75 percento della retribuzione mensile di riferimento Superiore a 1.436,61 euro 75 percento di 1.436,61 euro + 25 percento della differenza tra la retribuzione mensile di riferimento ed euro 1.436,61 Domanda all’INPS Decorrenza della Naspi Domanda presentata entro l’ottavo giorno […]

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    Pensioni 2025: il punto Inps, scattano le nuove aliquote retributive sugli assegni

    L’Inps, con il Messaggio n. 2491 del 25 agosto 2025, ha fornito importanti chiarimenti sui criteri di calcolo della pensione per gli iscritti a determinate casse pensionistiche: CPDEL (enti locali), CPS (sanitari), CPI (insegnanti di scuole elementari parificate) e CPUG (ufficiali giudiziari). La novità nasce dalla Legge di Bilancio 2025, che ha innalzato i limiti di età per il pensionamento e introdotto la possibilità per le pubbliche amministrazioni di trattenere i lavoratori fino a 70 anni.

    Il cuore del messaggio riguarda le cosiddette aliquote di rendimento, cioè le percentuali utilizzate per calcolare la parte retributiva della pensione. La questione non è di poco conto: a seconda del momento in cui si cessa il servizio e del motivo (limiti ordinamentali, dimissioni, pensione anticipata, APE sociale), si applicano regole diverse, con effetti diretti sull’importo dell’assegno.

    In parole semplici, l’Inps specifica in quali casi i lavoratori possono ancora beneficiare delle aliquote “vecchie” e più vantaggiose, e quando invece subentrano le nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2024. Un chiarimento fondamentale per chi è vicino al pensionamento e deve capire quale trattamento previdenziale gli spetterà.

    Indice

    Il messaggio Inps

    Limite di età ordinamentale a 67 anni

    Possibilità di trattenimento fino a 70 anni

    Quando si applicano le vecchie aliquote

    Pensione anticipata e APE sociale

    Box riepilogativo – Esempi sulle aliquote di rendimento

    Infografica di sintesi

    Il messaggio Inps

    Il messaggio Inps n. 2491 del 25 agosto 2025 chiarisce come cambiano le regole di calcolo della pensione per gli iscritti a specifiche casse pensionistiche (CPDEL, CPS, CPI e CPUG) dopo la Legge di Bilancio 2025. La novità principale riguarda l’innalzamento del limite di età ordinamentale a 67 anni, che incide su quando si applicano le vecchie aliquote di rendimento più favorevoli. Inoltre, le pubbliche amministrazioni possono trattenere i dipendenti fino a 70 anni, se d’accordo. In sostanza, il documento spiega a chi spetta ancora il calcolo della pensione con regole più vantaggiose e in quali casi invece valgono le nuove aliquote introdotte dal 2024.

    Allegato

    Messaggio Inps numero 2491 del 25/08/2025

    111 KB

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    Limite di età ordinamentale a 67 anni

    La Legge di Bilancio 2025 ha portato il limite ordinamentale, cioè l’età massima di permanenza in servizio, a 67 anni. Questo significa che i lavoratori iscritti alle casse speciali potranno restare in servizio fino a tale età. Solo al raggiungimento di questo traguardo scatterà l’applicazione delle deroghe che consentono il mantenimento delle vecchie aliquote di rendimento.

    Leggi anche Pensioni statali 2025: addio all’obbligo di pensionamento 65 Anni. I nuovi limiti massimi di età

    Possibilità di trattenimento fino a 70 anni

    Il messaggio chiarisce che le pubbliche amministrazioni possono decidere di trattenere in servizio un dipendente oltre i 67 anni, ma comunque non oltre i 70. Serve però la disponibilità del lavoratore. In questo caso, se il dipendente si dimette durante il periodo di trattenimento, continueranno a valere le regole più favorevoli, poiché la cessazione è avvenuta dopo il raggiungimento del limite ordinamentale.

    Quando si applicano le vecchie aliquote

    Le aliquote di rendimento precedenti restano valide in diversi casi:

    pensioni di vecchiaia liquidate al raggiungimento dei 67 anni;

    lavoratori rimasti iscritti alla CPDEL pur essendo dipendenti di enti che hanno perso la natura giuridica pubblica;

    pensioni in cumulo quando il rapporto di lavoro termina per limiti ordinamentali;

    pensioni conseguenti a dimissioni nel periodo di trattenimento in servizio

    Pensione anticipata e APE sociale

    Situazione diversa per chi va in pensione anticipata. Se al 31 dicembre 1995 non aveva ancora 15 anni di contributi, si applicano le nuove aliquote della Legge di Bilancio 2024. Per chi conclude il periodo di APE sociale e accede alla vecchiaia, invece, tornano le vecchie regole più vantaggiose.

    Box riepilogativo – Esempi sulle aliquote di rendimento

    Se vai in pensione a 67 anni (limite ordinamentale) con CPDEL, CPS, CPI o CPUG → si applicano le vecchie aliquote di rendimento, più favorevoli.Se ti dimetti a 65 o 66 anni → scattano le nuove aliquote introdotte dal 2024, meno vantaggiose.Se la Pubblica Amministrazione ti trattiene in servizio oltre i 67 anni (fino a 70) e ti dimetti durante il trattenimento → valgono ancora le vecchie aliquote, perché hai superato il limite ordinamentale.Se sei dipendente di un ente che ha perso la natura pubblica ma resti iscritto alla CPDEL → ti spettano le vecchie aliquote.Se esci con APE sociale e poi maturi la pensione di vecchiaia → si applicano le vecchie aliquote.Se vai in pensione anticipata e al 31 dicembre 1995 avevi meno di 15 anni di contributi → si applicano le nuove aliquote 2024.

    Infografica di sintesi

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    Credit: ANSA/CLAUDIO PERI […]

    Leggi di più… from Pensioni 2025: il punto Inps, scattano le nuove aliquote retributive sugli assegni

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    Ammortizzatori sociali estesi per il 2025: settori e novità su sgravi e Cig

    Nel variegato mondo degli ammortizzatori sociali e strumenti economici di sostegno ai dipendenti interessati da episodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa il Decreto legge numero 92 del 26 giugno 2025 introduce una serie di misure urgenti in materia di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) e di integrazione salariale in deroga per le microimprese della moda.

    Alla luce delle numerose novità normative l’INPS è intervenuto con Circolare 13 agosto 2025, numero 121 per illustrare il quadro complessivo delle disposizioni e fornire le relative istruzioni operative.

    Indice

    Esonero contributivo per la CIGS in aree di crisi industriale complessa

    Misure urgenti per gli occupati in gruppi di imprese

    Misure di sostegno per gli eventi di cessione di azienda

    Integrazione salariale per i lavoratori della moda

    Imprese sequestrate o confiscate

    Allegato

    Circolare Inps numero 121 del 13 agosto 2025

    270 KB

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    Esonero contributivo per la CIGS in aree di crisi industriale complessa

    La prima novità prevista dal Decreto – Legge numero 92/2025, articolo 6, comma 1, riguarda l’esonero (valevole per tutto il periodo di fruizione dell’ammortizzatore) dal pagamento all’INPS del contributo addizionale per le unità produttive di imprese che ricorrono alla CIGS ed operano in aree di crisi industriale complessa.L’esonero contributivo è riconosciuto, precisa la circolare dell’Istituto, per i periodi decorrenti dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2025, tenuto conto che gli oneri derivanti dall’attuazione della misura fanno espresso riferimento alla sola annualità corrente.Lo sgravio non spetta (o si interrompe) se è in corso di fruizione (ovvero se il datore di lavoro attiva), in costanza di utilizzo della CIGS, una procedura di licenziamento collettivo.

    Misure urgenti per gli occupati in gruppi di imprese

    Il successivo articolo 7 del D.L. numero 92/2025 riconosce un ulteriore periodo di CIGS, in continuità con i precedenti trattamenti già autorizzati e fino al 31 dicembre 2027, alle realtà appartenenti a gruppi di imprese con una base occupazionale complessivamente non inferiore alle mille unità, impiegati sul territorio italiano.Le imprese in parola devono aver sottoscritto, alla data di entrata in vigore del decreto (27 giugno 2025), un accordo quadro di programma con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché con il Ministero delle Imprese e del made in Italy e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, diretto alla salvaguardia dei livelli occupazionali, alla gestione degli esuberi e all’attivazione di percorsi di reindustrializzazione.Per i dipendenti interessati dalla CIGS la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro, in deroga alla disciplina ordinaria, può essere prevista per ciascun lavoratore fino al 100 percento nell’arco dell’intero periodo per il quale l’ammortizzatore è stipulato.

    Misure di sostegno per gli eventi di cessione di azienda

    Per l’annualità corrente (articolo 8) può essere autorizzato, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, anche in presenza del Ministero delle Imprese e del made in Italy, un ulteriore intervento di CIGS per un massimo di sei mesi, non ulteriormente prorogabili, qualora, all’esito di un programma aziendale di cessazione di attività, sussistano concrete e attuali prospettive di rapida cessione, anche parziale, dell’azienda con conseguente riassorbimento occupazionale.Sempre l’articolo 8 dispone che, nelle ipotesi di crisi aziendali caratterizzate dalla cessazione dell’attività produttiva, laddove l’impresa sia stata ammessa alla CIGS, il lavoratore sospeso decade dal trattamento a seguito di:

    rifiuto di essere avviato a un corso di formazione o di riqualificazione (ovvero se non lo frequenta regolarmente);

    rifiuto di un’offerta di lavoro che preveda l’inquadramento in un livello retributivo non inferiore del 20 percento rispetto a quello delle mansioni di provenienza.

    Le citate disposizioni in termini di decadenza operano quando le attività lavorative o di formazione / riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore o che sia comunque raggiungibile in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.L’impresa ammessa alla CIGS deve comunicare al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali l’elenco dei dipendenti interessati dalle sospensioni, così da permetterne l’inserimento nella piattaforma del Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL).

    Integrazione salariale per i lavoratori della moda

    A beneficio dei dipendenti di datori di lavoro, anche artigiani, con forza occupazionale media fino a quindici addetti nel semestre precedente, operanti nei settori del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero, della pelletteria, nel settore conciario nonché nelle attività di montatura e saldatura di accessori della moda, il Decreto – Legge 28 ottobre 2024, numero 160 riconosce un trattamento di CIG ordinaria in deroga, per un periodo massimo di dodici settimane da fruire entro il 31 gennaio 2025.L’articolo 10 del D.L. numero 92/2025 proroga la CIG per ulteriori dodici settimane, a decorrere dal 1° febbraio 2025 e fino al 31 dicembre 2025.Nell’Allegato numero 1 alla circolare l’INPS i codici ATECO 2025 che individuano la platea delle imprese ammesse alla CIG in deroga.In definitiva, ai fini dell’accesso all’integrazione salariale, i datori di lavoro devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

    inquadramento INPS nei settori Industria o Artigianato;

    forza occupazionale media inferiore o pari a 15 dipendenti, rilevata nel semestre precedente la data di presentazione della domanda di accesso alla misura di sostegno al reddito;

    aver raggiunto, alla data di trasmissione dell’istanza, i limiti di durata massima dei trattamenti di integrazione salariale ordinari o di quelli previsti dal regolamento FSBA per l’accesso all’Assegno di integrazione salariale.

    Imprese sequestrate o confiscate

    Il Decreto numero 92 non manca di intervenire sulla CIGS per i lavoratori di aziende sequestrate o confiscate.Nello specifico vengono incrementate le coperture finanziarie, pari di conseguenza a:

    700 mila euro per l’anno 2024 (valore invariato rispetto alla normativa previgente);

    8,7 milioni di euro per l’annualità corrente;

    8,7 milioni di euro per il 2026.

    Le risorse sono destinate al riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale ai lavoratori sospesi o impiegati ad orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata e sottoposte ad amministrazione giudiziaria, per le quali sia stato approvato il programma di prosecuzione o ripresa dell’attività.

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    Pubblicato il

    Bonus giovani agricoltori, credito con F24: domande dal 25 agosto. Ecco il modello da utilizzare

    Da lunedì 25 agosto si chiedere il Bonus giovani agricoltori, trasmettendo online all’Agenzia Entrate la comunicazione delle spese effettuate nel 2024 per la partecipazione a corsi di formazione attinenti alla gestione dell’azienda agricola. A renderlo noto il provvedimento del Direttore dell’AE del 24 luglio 2025, numero 305754/2025.

    Le spese trasmesse all’Agenzia Entrate permettono, nel rispetto di quanto disposto dalla Legge 15 marzo 2024, numero 36, articolo 6, agli imprenditori agricoli di età superiore a diciotto anni e inferiore a quarantuno anni compiuti (che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2021) di beneficiare di un credito d’imposta (da compensare in F24) pari all’80% delle spese di formazione opportunamente documentate, fino ad un importo totale non eccedente i 2.500,00 euro per singolo beneficiario.

    Indice

    Il Bonus giovani agricoltori 80%

    Ecco il modello da utilizzare

    A cosa serve la comunicazione all’Agenzia Entrate?

    Invio comunicazione entro il 24 settembre 2025

    Come trasmettere la comunicazione?

    Quali dati indicare nella comunicazione?

    Rettifiche e rinunce

    Utilizzo del bonus

    Il Bonus giovani agricoltori 80%

    La Legge numero 36/2024 contenente “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo” introduce all’articolo 6, comma 1, un credito d’imposta pari all’80 percento delle spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, per la partecipazione a corsi di formazione attinenti alla gestione dell’azienda agricola.Possono accedere al bonus formazione gli imprenditori agricoli di età superiore a diciotto e inferiore a quarantuno anni compiuti, i quali hanno iniziato l’attività lavorativa dal 1° gennaio 2021.Il requisito dell’età anagrafica dev’essere posseduto al momento in cui le spese ammissibili si considerano sostenute.Grazie al Decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste numero 148926 del 1° aprile 2025 sono state fornite le disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta.

    Ecco il modello da utilizzare

    Il Provvedimento numero 305754/2025 del 24 luglio 2025 ha approvato il modello di comunicazione (con le relative istruzioni) per l’utilizzo del contributo sotto forma di credito d’imposta per le spese sostenute per la partecipazione a corsi di formazione attinenti alla gestione dell’azienda agricola.

    Il modello, da trasmettere all’Agenzia Entrate esclusivamente con modalità telematiche, è disponibile gratuitamente sul portale “agenziaentrate.gov.it – Normativa e prassi – Provvedimenti del Direttore soggetti a pubblicità legale – 2025-Provvedimenti del Direttore soggetti a pubblicità legale – Luglio 2025 – Provvedimento del 24 luglio 2025”. In alternativa si può scaricare dal box qui sotto.

    Scarica allegati

    Provvedimento 24 luglio 2025

    328 KB

    Modello comunicazione C.I.-AZ_Agricola

    438 KB

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    A cosa serve la comunicazione all’Agenzia Entrate?

    Il modello di comunicazione approvato dall’AE ha l’obiettivo di permettere a coloro che intendono beneficiare del Bonus formazione di comunicare all’Agenzia Entrate l’ammontare delle spese ammissibili effettivamente sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, rientranti nelle seguenti categorie:

    spese per l’acquisizione di competenze, come corsi di formazione, seminari, conferenze e coaching, attinenti alla gestione dell’azienda agricola;

    spese di viaggio e soggiorno per la partecipazione agli eventi formativi, fino a un importo massimo del 50 percento dell’ammontare delle spese.

    L’imposta sul valore aggiunto è ammissibile all’agevolazione solo se la stessa rappresenta per il beneficiario un costo effettivo non recuperabile.Per beneficiare dell’agevolazione le spese devono essere sostenute a mezzo addebito sul conto corrente intestato al beneficiario e con modalità che consentono la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura o ricevuta. È altresì necessaria l’esibizione di un attestato di frequenza del corso, rilasciato dal soggetto erogante.

    Potrebbe esserti utile il manuale:

    FORMATO CARTACEO

    Azienda Agricola

    Il volume – dopo un inquadramento degli aspetti civilistici – prende in esame tutta la disciplina fiscale dell’attività dell’imprenditore agricolo, con un particolare focus sul regime IVA, per poi soffermarsi sulle altre imposte indirette, fino alle imposte sui redditi e relative Dichiarazioni, senza dimenticare le scritture contabili di settore. La parte finale è dedicata alle sanzioni in materia di imposte sui redditi e alle agevolazioni concesse ad imprese e cooperative agricole.Gli interventi dottrinali sono volontariamente ridotti al minimo, al fine di ottenere un’esposizione schematica e pratica delle norme in vigore. La trattazione tiene conto anche delle più recenti risposte ad interpello e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate.L’edizione è aggiornata con le numerosissime novità intervenute nel corso del 2024, anche ad opera della Riforma Fiscale tra cui si ricordano:- la L. 15 marzo 2024, n. 36, per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo;- il D. L. 9 agosto 2024, n. 113 che ha apportato alcune modifiche alla disciplina IVA; – il D. Lgs. 15 maggio 2024, n. 63 ed il D. M. 24 giugno 2024 che hanno disciplinato l’installazione di impianti a fonti rinnovabili in zone agricole;- il D.Lgs. 13 dicembre 2024, n. 192 che ha introdotto modifiche rilevanti per la determinazione del reddito in ambito agricolo.
    SERGIO MOGOROVICHDottore Commercialista in Gorizia, già vicepresidente della Commissione Nazionale di Studio dei Dottori Commercialisti per le imposte indirette, ha fatto parte del Gruppo Ristretto per lo Studio del “Contenzioso Tributario” del C.N.D.C.E.C. È autore di pubblicazioni specializzate in materia tributaria e collabora con importanti quotidiani e riviste del settore.

     

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    Invio comunicazione entro il 24 settembre 2025

    La comunicazione all’Agenzia Entrate può essere trasmessa dal 25 agosto 2025 al 24 settembre 2025 con modalità telematiche, direttamente dal soggetto beneficiario ovvero avvalendosi di un soggetto intermediario, incaricato della trasmissione delle dichiarazioni di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, Decreto del Presidente della Repubblica numero 322/1998.

    La comunicazione inviata successivamente al termine di presentazione è “scartata in fase di accoglienza” (provvedimento Agenzia Entrate).

    Si considera comunque tempestiva la comunicazione inviata alla data di scadenza del termine del 24 settembre e nei quattro giorni precedenti ma scartata dal servizio telematico, purché ritrasmessa entro i cinque giorni solari successivi a tale termine.

    Come trasmettere la comunicazione?

    La trasmissione telematica è effettuata utilizzando esclusivamente il software denominato “GESTIONE AZIENDA AGRICOLA” disponibile sul portale dell’Agenzia Entrate (“agenziaentrate.gov.it”).

    A trasmissione avvenuta è rilasciata, entro cinque giorni, una ricevuta che attesta la presa in carico della comunicazione ovvero lo scarto, con indicazione delle relative motivazioni.

    La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha effettuato la comunicazione, nell’area riservata del portale AE.  

    Quali dati indicare nella comunicazione?

    Nel frontespizio della comunicazione è necessario riportare:

    Il codice fiscale dell’imprenditore che intende beneficiare del credito d’imposta;

    Il codice fiscale del firmatario la comunicazione e il codice carica;

    I dati del referente da contattare;

    Il riquadro da barrare in caso di totale rinuncia al credito d’imposta;

    Il soggetto incaricato della trasmissione telematica, la data dell’impegno alla presentazione e la firma nel campo dedicato.

    A seguire il modello presenta i quadri:

    A, dove indicare i dati relativi alle spese ammissibili e all’ammontare del credito d’imposta di cui si intende fruire;

    E, con gli estremi delle fatture elettroniche, se presenti, ricevute dal sistema interscambio SDI, relative alle spese agevolabili.

    Rettifiche e rinunce

    Nel periodo 25 agosto 2025 – 24 settembre 2025 è altresì possibile:

    Inviare una nuova comunicazione, che sostituisce integralmente quella precedentemente trasmessa (in tal caso l’ultima comunicazione validamente trasmessa sostituisce tutte quelle inviate in precedenza);

    Presentare la rinuncia integrale al credito di imposta, comunicato in precedenza.

    Utilizzo del bonus

    Il credito d’imposta risultante dalla comunicazione telematica è utilizzabile dai soggetti beneficiari, secondo il regime della compensazione in F24, entro il secondo periodo di imposta successivo quello in cui la spesa è stata sostenuta.

    Ai fini dell’utilizzo in compensazione del bonus il modello F24 è presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

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