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    Fringe benefit 2025: occhio al 12 gennaio. Oltre questa data esenzioni e limiti esentasse a rischio

    La Manovra 2025 approvata con Legge 30 dicembre 2024 numero 207 ha innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva per i beni e servizi riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti nelle annualità 2025, 2026 e 2027.Per effetto della norma (articolo 1, commi 390-391) le aziende che riconoscono fringe benefit nel corso del triennio possono contare su una soglia maggiorata rispetto a quella ordinaria di 258,23 euro annui.Mentre per la generalità dei dipendenti sono esenti da contributi e tasse i beni e servizi riconosciuti fino al limite di 1.000,00 euro annui, per coloro che hanno figli fiscalmente a carico la Manovra 2025 aumenta l’asticella fino a 2.000,00 euro.Tanto con la soglia ordinaria a 258,23 euro quanto con quelle maggiorate a 1.000 / 2.000 euro opera la regola per cui, se nell’anno i beni ceduti e / o i servizi prestati hanno un valore superiore, quest’ultimo concorre interamente al calcolo di contributi e tasse.Ne consegue che il dipendente con figli a carico che riceve fringe benefits per 2.100,00 euro vedrà trattenersi contributi e imposte sull’intera somma.A questo punto diventa fondamentale capire a quanto ammontano i beni e servizi riconosciuti nel corso dell’annualità corrente. Ed è qui che entra in gioco il cosiddetto principio di cassa allargato.Analizziamo la questione in dettaglio.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    I compensi in natura non tassati

    Il rischio dei fringe benefits oltre la soglia di legge

    Gli importi dei fringe benefits 2025

    Le retribuzioni di dicembre da pagare entro il 12 gennaio 2026

    Come rispettare il termine del 12 gennaio?

    Cosa accade se si oltrepassa la data del 12 gennaio?

    Quali effetti per i fringe benefits?

    I compensi in natura non tassati

    Come anticipato, i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro sono considerati esenti da imposte e contributi se complessivamente non superano, nel periodo d’imposta, euro 258,23.La previsione, contenuta nell’articolo 51, comma 3 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917) ha l’obiettivo di considerare irrilevanti per INPS ed Erario le somme cosiddette di modico valore.Nell’ottica di sostenere economicamente i dipendenti, la Manovra 2025 ha innalzato il limite dei fringe benefit, per le annualità 2025, 2026 e 2027, a:

    1.000,00 euro per la generalità dei dipendenti;

    2.000,00 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico (si assumono a riferimento anche i figli nati fuori del matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati, nonché i figli conviventi del coniuge deceduto).

    Il rischio dei fringe benefits oltre la soglia di legge

    Le conseguenze per dipendenti e aziende, in caso di riconoscimento di fringe benefits che nel periodo d’imposta superano le soglie di legge, non sono trascurabili.In situazioni simili, infatti, l’intero valore è soggetto a:

    contributi a carico dipendente (trattenuti in busta paga) e datore di lavoro (maggior costo aziendale);

    trattenuta fiscale in busta paga a carico del dipendente, il quale vede aumentare anche il reddito imponibile ai fini fiscali (utile, ad esempio, per l’accesso a bonus e prestazioni agevolate, nonché per il calcolo dell’ISEE).

    Ipotizziamo il caso del dipendente Mario, il quale riceve nel corso del periodo d’imposta 2025 fringe benefits dall’azienda Alfa per complessivi euro 1.800,00.Avendo Mario un figlio fiscalmente a carico il valore delle retribuzioni in natura è al di sotto della soglia di 2.000,00 euro annui e, come tale, esente da contributi e tasse.Se, al contrario, i fringe benefits si attestano nell’anno a 2.100,00 euro l’intera somma è tassata e assoggettata a contributi (a carico azienda e dipendente).

    Gli importi dei fringe benefits 2025

    Per evitare le brutte sorprese appena descritte diventa di fondamentale importanza calcolare a quanto ammontano i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro al singolo dipendente nel corso del periodo d’imposta 2025.A tal proposito vige la regola per cui si considerano nel periodo d’imposta dell’annualità corrente le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il 12 gennaio 2026 (articolo 51, comma 1, TUIR).Si parla in questo caso di principio di cassa allargato. Quest’ultimo è stato introdotto per rispondere all’esigenza di datori di lavoro e professionisti che elaborano le buste paga di dicembre una volta conclusosi il mese stesso e, di conseguenza, a gennaio.Senza il principio di cassa allargato le retribuzioni di competenza del cedolino di dicembre 2025 dovrebbero essere considerate nel reddito non 2025 bensì 2026.Dal punto di vista fiscale vale infatti il principio di cassa, tale per cui si assume a riferimento il momento stesso in cui le somme (redditi) vengono liquidati al dipendente.

    Le retribuzioni di dicembre da pagare entro il 12 gennaio 2026

    Alla luce di quanto disposto dal TUIR le retribuzioni di dicembre 2025 devono essere obbligatoriamente liquidate entro lunedì 12 gennaio 2026.In questo modo i redditi di dicembre sono considerati insieme a quelli delle mensilità ordinarie da gennaio a novembre dell’annualità corrente.

    Come rispettare il termine del 12 gennaio?

    Per poter rispettare la scadenza del 12 gennaio è necessario che, entro tale data, i netti delle buste paga di dicembre 2025 siano materialmente presenti nel conto corrente del lavoratore.In questa situazione vale infatti il momento in cui i redditi entrano nella sfera patrimoniale del percettore (il dipendente) e quest’ultimo può farne uso.Se, ad esempio, il datore effettua il bonifico il 12 gennaio 2026 e le somme sono accreditate sul conto corrente del lavoratore il successivo giorno 13 il principio di cassa allargato non è rispettato.

    Cosa accade se si oltrepassa la data del 12 gennaio?

    Le somme liquidate ai dipendenti in data successiva al 12 gennaio entrano automaticamente nel reddito imponibile non dell’annualità corrente, bensì del 2026.

    Quali effetti per i fringe benefits?

    I fringe benefits riconosciuti entro il 12 gennaio 2026 vengono sommati al valore degli altri beni e servizi ricevuti dal dipendente nelle precedenti mensilità del 2025.In caso contrario, le somme entrano nel conteggio dell’annualità 2026.Questo significa che se il dipendente Mario (dell’esempio precedente) conta di ricevere il prossimo anno un valore di fringe benefits pari a 1.800,00 euro, a causa del mancato rispetto del principio di cassa allargato vede slittare al 2026 (ipotizziamo) 300,00 euro aggiuntivi.Pertanto, al fine di rispettare la soglia di 2.000,00 euro Mario dovrà ricevere nel 2026 un valore di fringe benefits inferiore alla cifra attesa (1.800,00 euro) ad esempio pari a 1.700,00 euro.

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    La Manovra 2025 approvata con Legge 30 dicembre 2024 numero 207 ha innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva per i beni e servizi riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti nelle annualità 2025, 2026 e 2027.Per effetto della norma (articolo 1, commi 390-391) le aziende che riconoscono fringe benefit nel corso del triennio possono contare su una soglia maggiorata rispetto a quella ordinaria di 258,23 euro annui.Mentre per la generalità dei dipendenti sono esenti da contributi e tasse i beni e servizi riconosciuti fino al limite di 1.000,00 euro annui, per coloro che hanno figli fiscalmente a carico la Manovra 2025 aumenta l’asticella fino a 2.000,00 euro.Tanto con la soglia ordinaria a 258,23 euro quanto con quelle maggiorate a 1.000 / 2.000 euro opera la regola per cui, se nell’anno i beni ceduti e / o i servizi prestati hanno un valore superiore, quest’ultimo concorre interamente al calcolo di contributi e tasse.Ne consegue che il dipendente con figli a carico che riceve fringe benefits per 2.100,00 euro vedrà trattenersi contributi e imposte sull’intera somma.A questo punto diventa fondamentale capire a quanto ammontano i beni e servizi riconosciuti nel corso dell’annualità corrente. Ed è qui che entra in gioco il cosiddetto principio di cassa allargato.Analizziamo la questione in dettaglio.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

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    Quali effetti per i fringe benefits?

    I compensi in natura non tassati

    Come anticipato, i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro sono considerati esenti da imposte e contributi se complessivamente non superano, nel periodo d’imposta, euro 258,23.La previsione, contenuta nell’articolo 51, comma 3 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917) ha l’obiettivo di considerare irrilevanti per INPS ed Erario le somme cosiddette di modico valore.Nell’ottica di sostenere economicamente i dipendenti, la Manovra 2025 ha innalzato il limite dei fringe benefit, per le annualità 2025, 2026 e 2027, a:

    1.000,00 euro per la generalità dei dipendenti;

    2.000,00 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico (si assumono a riferimento anche i figli nati fuori del matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati, nonché i figli conviventi del coniuge deceduto).

    Il rischio dei fringe benefits oltre la soglia di legge

    Le conseguenze per dipendenti e aziende, in caso di riconoscimento di fringe benefits che nel periodo d’imposta superano le soglie di legge, non sono trascurabili.In situazioni simili, infatti, l’intero valore è soggetto a:

    contributi a carico dipendente (trattenuti in busta paga) e datore di lavoro (maggior costo aziendale);

    trattenuta fiscale in busta paga a carico del dipendente, il quale vede aumentare anche il reddito imponibile ai fini fiscali (utile, ad esempio, per l’accesso a bonus e prestazioni agevolate, nonché per il calcolo dell’ISEE).

    Ipotizziamo il caso del dipendente Mario, il quale riceve nel corso del periodo d’imposta 2025 fringe benefits dall’azienda Alfa per complessivi euro 1.800,00.Avendo Mario un figlio fiscalmente a carico il valore delle retribuzioni in natura è al di sotto della soglia di 2.000,00 euro annui e, come tale, esente da contributi e tasse.Se, al contrario, i fringe benefits si attestano nell’anno a 2.100,00 euro l’intera somma è tassata e assoggettata a contributi (a carico azienda e dipendente).

    Gli importi dei fringe benefits 2025

    Per evitare le brutte sorprese appena descritte diventa di fondamentale importanza calcolare a quanto ammontano i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro al singolo dipendente nel corso del periodo d’imposta 2025.A tal proposito vige la regola per cui si considerano nel periodo d’imposta dell’annualità corrente le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il 12 gennaio 2026 (articolo 51, comma 1, TUIR).Si parla in questo caso di principio di cassa allargato. Quest’ultimo è stato introdotto per rispondere all’esigenza di datori di lavoro e professionisti che elaborano le buste paga di dicembre una volta conclusosi il mese stesso e, di conseguenza, a gennaio.Senza il principio di cassa allargato le retribuzioni di competenza del cedolino di dicembre 2025 dovrebbero essere considerate nel reddito non 2025 bensì 2026.Dal punto di vista fiscale vale infatti il principio di cassa, tale per cui si assume a riferimento il momento stesso in cui le somme (redditi) vengono liquidati al dipendente.

    Le retribuzioni di dicembre da pagare entro il 12 gennaio 2026

    Alla luce di quanto disposto dal TUIR le retribuzioni di dicembre 2025 devono essere obbligatoriamente liquidate entro lunedì 12 gennaio 2026.In questo modo i redditi di dicembre sono considerati insieme a quelli delle mensilità ordinarie da gennaio a novembre dell’annualità corrente.

    Come rispettare il termine del 12 gennaio?

    Per poter rispettare la scadenza del 12 gennaio è necessario che, entro tale data, i netti delle buste paga di dicembre 2025 siano materialmente presenti nel conto corrente del lavoratore.In questa situazione vale infatti il momento in cui i redditi entrano nella sfera patrimoniale del percettore (il dipendente) e quest’ultimo può farne uso.Se, ad esempio, il datore effettua il bonifico il 12 gennaio 2026 e le somme sono accreditate sul conto corrente del lavoratore il successivo giorno 13 il principio di cassa allargato non è rispettato.

    Cosa accade se si oltrepassa la data del 12 gennaio?

    Le somme liquidate ai dipendenti in data successiva al 12 gennaio entrano automaticamente nel reddito imponibile non dell’annualità corrente, bensì del 2026.

    Quali effetti per i fringe benefits?

    I fringe benefits riconosciuti entro il 12 gennaio 2026 vengono sommati al valore degli altri beni e servizi ricevuti dal dipendente nelle precedenti mensilità del 2025.In caso contrario, le somme entrano nel conteggio dell’annualità 2026.Questo significa che se il dipendente Mario (dell’esempio precedente) conta di ricevere il prossimo anno un valore di fringe benefits pari a 1.800,00 euro, a causa del mancato rispetto del principio di cassa allargato vede slittare al 2026 (ipotizziamo) 300,00 euro aggiuntivi.Pertanto, al fine di rispettare la soglia di 2.000,00 euro Mario dovrà ricevere nel 2026 un valore di fringe benefits inferiore alla cifra attesa (1.800,00 euro) ad esempio pari a 1.700,00 euro.

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    Saldo IMU 2025, ultime ore: si paga entro il 16 dicembre: codici tributo e istruzioni F24

    CODICE TRIBUTO TIPO IMMOBILE DESTINATARIO GETTITO 3912 Abitazione principale e relative pertinenze (Categorie  A/1, A/8, A/9) Comune 3913 Fabbricati rurali ad uso strumentale Comune 3914 Terreni Comune 3916 Aree fabbricabili Comune 3918 Altri fabbricati Comune 3925 Immobili cat. D Stato 3930 Immobili cat D Comune […]

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    Libretto di famiglia: versamenti entro il 18 dicembre, per evitare ritardi. Chi deve farlo e istruzioni

    Chi utilizza il Libretto di famiglia per pagare lavori occasionali – come baby-sitting, assistenza agli anziani o piccoli lavori domestici – deve prestare attenzione alle scadenze di dicembre. L’INPS ha infatti segnalato che i versamenti effettuati troppo a ridosso della fine dell’anno potrebbero causare ritardi nei pagamenti ai prestatori, soprattutto se si utilizza il modello F24. Per garantire accrediti regolari tra fine dicembre e inizio gennaio, è fondamentale ricaricare il portafoglio elettronico entro il 18 dicembre. Vediamo cosa fare e chi è coinvolto.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Le prestazioni occasionali con i privati

    Cosa deve fare il prestatore

    Cosa deve fare il privato utilizzatore

    Procedure alternative di registrazione

    Cos’è il Libretto famiglia e come finanziarlo?

    Diritti e tutele del prestatore

    Cosa fare una volta effettuata la prestazione

    Possibili ritardi negli accrediti di dicembre 2025

    Le prestazioni occasionali con i privati

    I soggetti privati, al di fuori dell’esercizio dell’attività professionale o di impresa, possono ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionali di seguito indicate, utilizzando il Libretto famiglia:

    piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, pulizia o manutenzione;

    assistenza domiciliare a bambini e persone anziane (ammalate o con disabilità);

    insegnamento privato supplementare.

    Cosa deve fare il prestatore

    Colui che è incaricato di svolgere le prestazioni occasionali è tenuto a registrarsi sull’apposita piattaforma INPS, disponibile collegandosi a “inps.it – Lavoro – Prestazioni di lavoro occasionale: Libretto famiglia” in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.Una volta effettuato l’accesso è necessario selezionare il profilo “Prestatore”.A partire dal 1° luglio 2024 i prestatori devono registrarsi prima sul servizio “MyINPS” del sito istituzionale, così da inserire e convalidare i dati di contatto:

    indirizzo e-mail / PEC;

    numero di telefono.

    Cosa deve fare il privato utilizzatore

    Il privato che ricorre a prestazioni occasionali deve anch’egli registrarsi sulla piattaforma INPS sopra indicata, selezionando tuttavia, dopo aver inserito la propria identità digitale, il profilo “Utilizzatore – Libretto famiglia”.Per procedere al pagamento delle prestazioni l’utilizzatore alimenta il proprio portafoglio virtuale, versando le somme necessarie alla retribuzione e agli oneri assicurativi.

    Procedure alternative di registrazione

    Tanto il prestatore quanto l’utilizzatore, in alternativa all’invio telematico delle pratiche di iscrizione, possono rivolgersi al Contact Center INPS o avvalersi dell’assistenza di patronati e intermediari dell’Istituto muniti di apposita delega.

    Cos’è il Libretto famiglia e come finanziarlo?

    Il Libretto famiglia è uno strumento nominativo prefinanziato il cui obiettivo è permettere il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionali e degli oneri assicurativi connessi.Il Libretto è formato da titoli di pagamento del valore nominale di 10,00 euro necessari a retribuire le attività lavorative di durata non superiore a un’ora.Per finanziare il Libretto l’utilizzatore versa le somme a mezzo:

    modello F24 Elide, con causale LIFA;

    portale dei pagamenti.

    Del valore nominale di 10,00 euro di ogni titolo di pagamento (per prestazioni di durata fino a un’ora):

    8 euro costituiscono il compenso del prestatore;

    1,65 euro vengono accantonati per la contribuzione IVS alla Gestione Separata;

    0,25 euro per il premio assicurativo INAIL;

    0,10 euro per il finanziamento degli oneri gestionali.

    Diritti e tutele del prestatore

    Il prestatore ha diritto:

    al rispetto dei riposi previsti in materia di orario di lavoro;

    all’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) con iscrizione alla Gestione separata INPS;

    all’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

    Cosa fare una volta effettuata la prestazione

    Al termine della prestazione lavorativa e non oltre il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione stessa, l’utilizzatore è tenuto a comunicare (attraverso l’apposita piattaforma INPS):

    i dati identificativi del prestatore;

    il compenso pattuito;

    il luogo di svolgimento della prestazione;

    la durata;

    l’ambito di svolgimento;

    altre informazioni per la gestione del rapporto.

    L’Istituto, entro il giorno 15 del mese successivo quello di svolgimento della prestazione, eroga direttamente i compensi pattuiti al soggetto prestatore, a seconda delle modalità di pagamento scelte da quest’ultimo in fase di registrazione.

    Possibili ritardi negli accrediti di dicembre 2025

    Con apposita news del 3 dicembre 2025 pubblicata sul portale “inps.it – INPS Comunica – Notizie”, l’Istituto avvisa gli utilizzatori del Libretto famiglia di possibili ritardi negli accrediti sul portafoglio elettronico, con riguardo ai versamenti effettuati tramite modello F24, nella seconda metà di dicembre.A causa delle normative sul versamento dell’acconto IVA, rende noto INPS, i pagamenti F24 effettuati a fine anno vengono ripartiti agli enti percettori solo a “gennaio dell’anno successivo, come stabilito annualmente dall’Agenzia delle Entrate, d’intesa con la Banca d’Italia e la Ragioneria Generale dello Stato”.

    Di conseguenza, per garantire “la regolare comunicazione e consuntivazione delle prestazioni lavorative previste tra la seconda metà di dicembre 2025 e i primi giorni di gennaio 2026” l’Istituto raccomanda agli utilizzatori di ricaricare il portafoglio elettronico (tramite F24) entro il 18 dicembre 2025.In alternativa, resta sempre disponibile il canale di pagamento a mezzo PagoPa.Senza disponibilità (importi insufficienti) sul portafoglio elettronico “non sarà possibile utilizzare questi strumenti e i datori di lavoro dovranno ricorrere ad altre forme di regolarizzazione del rapporto di lavoro”, conclude l’INPS.

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    Chi utilizza il Libretto di famiglia per pagare lavori occasionali – come baby-sitting, assistenza agli anziani o piccoli lavori domestici – deve prestare attenzione alle scadenze di dicembre. L’INPS ha infatti segnalato che i versamenti effettuati troppo a ridosso della fine dell’anno potrebbero causare ritardi nei pagamenti ai prestatori, soprattutto se si utilizza il modello F24. Per garantire accrediti regolari tra fine dicembre e inizio gennaio, è fondamentale ricaricare il portafoglio elettronico entro il 18 dicembre. Vediamo cosa fare e chi è coinvolto.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

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    Diritti e tutele del prestatore

    Cosa fare una volta effettuata la prestazione

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    Le prestazioni occasionali con i privati

    I soggetti privati, al di fuori dell’esercizio dell’attività professionale o di impresa, possono ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionali di seguito indicate, utilizzando il Libretto famiglia:

    piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, pulizia o manutenzione;

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    Cosa deve fare il prestatore

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    Procedure alternative di registrazione

    Tanto il prestatore quanto l’utilizzatore, in alternativa all’invio telematico delle pratiche di iscrizione, possono rivolgersi al Contact Center INPS o avvalersi dell’assistenza di patronati e intermediari dell’Istituto muniti di apposita delega.

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    Il Libretto famiglia è uno strumento nominativo prefinanziato il cui obiettivo è permettere il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionali e degli oneri assicurativi connessi.Il Libretto è formato da titoli di pagamento del valore nominale di 10,00 euro necessari a retribuire le attività lavorative di durata non superiore a un’ora.Per finanziare il Libretto l’utilizzatore versa le somme a mezzo:

    modello F24 Elide, con causale LIFA;

    portale dei pagamenti.

    Del valore nominale di 10,00 euro di ogni titolo di pagamento (per prestazioni di durata fino a un’ora):

    8 euro costituiscono il compenso del prestatore;

    1,65 euro vengono accantonati per la contribuzione IVS alla Gestione Separata;

    0,25 euro per il premio assicurativo INAIL;

    0,10 euro per il finanziamento degli oneri gestionali.

    Diritti e tutele del prestatore

    Il prestatore ha diritto:

    al rispetto dei riposi previsti in materia di orario di lavoro;

    all’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) con iscrizione alla Gestione separata INPS;

    all’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

    Cosa fare una volta effettuata la prestazione

    Al termine della prestazione lavorativa e non oltre il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione stessa, l’utilizzatore è tenuto a comunicare (attraverso l’apposita piattaforma INPS):

    i dati identificativi del prestatore;

    il compenso pattuito;

    il luogo di svolgimento della prestazione;

    la durata;

    l’ambito di svolgimento;

    altre informazioni per la gestione del rapporto.

    L’Istituto, entro il giorno 15 del mese successivo quello di svolgimento della prestazione, eroga direttamente i compensi pattuiti al soggetto prestatore, a seconda delle modalità di pagamento scelte da quest’ultimo in fase di registrazione.

    Possibili ritardi negli accrediti di dicembre 2025

    Con apposita news del 3 dicembre 2025 pubblicata sul portale “inps.it – INPS Comunica – Notizie”, l’Istituto avvisa gli utilizzatori del Libretto famiglia di possibili ritardi negli accrediti sul portafoglio elettronico, con riguardo ai versamenti effettuati tramite modello F24, nella seconda metà di dicembre.A causa delle normative sul versamento dell’acconto IVA, rende noto INPS, i pagamenti F24 effettuati a fine anno vengono ripartiti agli enti percettori solo a “gennaio dell’anno successivo, come stabilito annualmente dall’Agenzia delle Entrate, d’intesa con la Banca d’Italia e la Ragioneria Generale dello Stato”.

    Di conseguenza, per garantire “la regolare comunicazione e consuntivazione delle prestazioni lavorative previste tra la seconda metà di dicembre 2025 e i primi giorni di gennaio 2026” l’Istituto raccomanda agli utilizzatori di ricaricare il portafoglio elettronico (tramite F24) entro il 18 dicembre 2025.In alternativa, resta sempre disponibile il canale di pagamento a mezzo PagoPa.Senza disponibilità (importi insufficienti) sul portafoglio elettronico “non sarà possibile utilizzare questi strumenti e i datori di lavoro dovranno ricorrere ad altre forme di regolarizzazione del rapporto di lavoro”, conclude l’INPS.

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