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    Saldo IVA 2025 partite IVA: scadenza 16 marzo, come pagare con F24

    Opzione di versamento del saldo IVA 2025 Termine Versamento in un’unica soluzione 16 marzo 2026 Versamento dilazionato Prima rata 16 marzo 2026 e maggiorazione dello 0,33% mensile per ogni rata successiva alla prima (ultima rata entro il 16 dicembre) Versamento differito 30 giugno 2026 con maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese […]

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    Assegno unico di marzo 2026: date di pagamento e nuovi importi di quest’anno

    Il 2 febbraio 2026 INPS ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la notizia dell’aggiornamento degli importi mensili dell’Assegno Unico per effetto della rivalutazione dell’1,40 per cento conseguente all’inflazione rilevata dall’ISTAT.Al tempo stesso l’Istituto ha ricordato ai beneficiari l’AUU di presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’ISEE 2026.In assenza di un ISEE valido, dal mese di marzo 2026 la rata dell’Assegno Unico sarà liquidata secondo gli importi minimi previsti dalla normativa.Analizziamo quest’ultimo aspetto in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Le date di pagamento di marzo 2026

    Come viene liquidato l’Assegno Unico?

    Natura delle somme percepite

    Come si calcola l’Assegno Unico?

    Erogazione d’ufficio

    Necessario l’ISEE 2026

    Assegno Unico: ecco la rivalutazione 2026

    Nuovi beneficiari: domande entro il 30 giugno per gli arretrati

    Le date di pagamento di marzo 2026

    Con Messaggio numero 3931 del 24 dicembre 2025 INPS ha fornito le date di pagamento dell’Assegno Unico con riguardo all’intera annualità 2026.A marzo i pagamenti dell’AUU per quanti già beneficiano del sussidio (rinnovi mensili) e non sono stati interessati da variazioni, saranno accreditati nelle giornate di giovedì 19 e venerdì 20.Al contrario, il pagamento della prima rata dell’Assegno (nuovi beneficiari) è effettuato di norma, stando sempre al Messaggio numero 3931/2025, nell’ultima settimana del mese successivo quello di presentazione della domanda all’INPS.Nella stessa data sono peraltro accreditati gli importi delle rate dell’AUU oggetto di un conguaglio a debito o a credito per il beneficiario.

    Come viene liquidato l’Assegno Unico?

    La rata di marzo dell’Assegno Unico sarà, come di consueto, liquidata dall’INPS direttamente ai soggetti beneficiari, utilizzando le coordinate fornite da questi ultimi in sede di domanda telematica o successivamente modificate.Gli importi vengono erogati, in alternativa, a mezzo di:

    Accredito su uno strumento di riscossione dotato di IBAN, tra cui figurano conto corrente bancario / postale, carta di credito o di debito, libretto di risparmio;

    Consegna di contante presso uno degli sportelli postali del territorio italiano (bonifico domiciliato).

    Natura delle somme percepite

    La somma ricevuta dal nucleo familiare a titolo di Assegno Unico:

    Non è soggetta a contributi previdenziali e assistenziali;Non concorre alla formazione del reddito di riferimento per il calcolo di IRPEF e addizionali regionali e comunali.

    Come si calcola l’Assegno Unico?

    La rata mensile dell’AUU è il risultato della somma di:

    Importo base dell’Assegno, spettante per ciascun figlio a carico e in ragione dell’ISEE del nucleo familiare (all’aumentare dell’ISEE diminuisce la quota spettante);

    Una o più maggiorazioni, riconosciute in ragione del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare.

    Trattandosi di una misura universalistica, l’Assegno spetta:

    A tutte le famiglie con figli a carico, a prescindere dalla situazione occupazionale dei beneficiari;

    A prescindere dal possesso dell’ISEE.

    In quest’ultima condizione, tuttavia, l’AUU è riconosciuto secondo gli importi minimi previsti dalla normativa (Decreto Legislativo numero 230/2021).

    Erogazione d’ufficio

    Dal 1° marzo 2023 il pagamento delle domande di Assegno Unico già accolte prosegue d’ufficio, senza necessità di presentare annualmente una nuova istanza all’INPS.Nello specifico, come confermato di recente dall’Istituto (news del 2 febbraio 2026, pubblicata su “inps.it – INPS Comunica – Notizie”), per coloro che nel corso del periodo marzo 2025 – febbraio 2026 hanno in corso una domanda di AUU non in stato decaduta, revocata, rinunciata o respinta, il pagamento prosegue in automatica per le mensilità successive.

    Necessario l’ISEE 2026

    Ancora la news dello scorso 2 febbraio pone l’accento sull’applicazione, dal 1° gennaio 2026, dell’ISEE valido per l’anno corrente, utilizzato per il calcolo dell’Assegno Unico da marzo (per le mensilità di gennaio e febbraio si è preso invece a riferimento l’ISEE valido al 31 dicembre 2025).Coloro i quali non hanno ancora presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’ISEE 2026 continuano comunque a ricevere, da marzo, la prestazione ma secondo gli importi minimi previsti dalla normativa (Decreto Legislativo 29 dicembre 2021, numero 230).I beneficiari interessati possono comunque regolarizzare la posizione presentando la DSU entro il 30 giugno 2026. In questo modo, sottolinea ancora INPS, si “avrà diritto agli arretrati da marzo”.

    Assegno Unico: ecco la rivalutazione 2026

    Il citato Decreto Legislativo numero 230/2021 (articolo 4, comma 11) dispone che i valori dell’AUU e le relative soglie ISEE siano adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita, ossia alla media della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.Considerato che nel 2025 la variazione percentuale, calcolata dall’ISTAT, si è attestata ad un +1,4%, a decorrere dal 1° gennaio 2026 l’importo – base dell’AUU e le maggiorazioni (così come le soglie ISEE) sono stati rivalutati nei valori indicati dall’INPS all’interno della tabella allegata alla Circolare numero 7 del 30 gennaio 2026.La rivalutazione dell’AUU è riconosciuta a partire dalla mensilità di febbraio.Per quanto riguarda invece gli adeguamenti arretrati di gennaio, rende noto INPS, saranno “pagati a partire dalla mensilità di marzo 2026” (news dello scorso 2 febbraio).

    Nuovi beneficiari: domande entro il 30 giugno per gli arretrati

    Coloro i quali sono in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Legislativo numero 230/2021 e ancora non ricevono l’Assegno Unico, devono presentare apposita domanda telematica all’INPS, collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno unico e universale per i figli a carico” (necessario il possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS).In alternativa, la domanda può essere trasmessa:

    Contattando il numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06.164.164 (da rete mobile, secondo la tariffa applicata dal gestore telefonico);

    Avvalendosi dei servizi garantiti dagli enti di patronato.

    Per le domande trasmesse dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno, l’AUU spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo.Le istanze inviate dopo il 30 giugno hanno come effetto l’erogazione dell’Assegno a decorrere dal mese successivo quello di trasmissione della domanda. In queste situazioni, pertanto, non spetta alcun arretrato. 

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    Assegno di inclusione di marzo 2026: date di pagamento e regole

    INPS ha chiarito con Messaggio 23 febbraio 2026 numero 240 le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio alla disciplina dell’Assegno di Inclusione (ADI) contenuta nel Decreto – Legge 4 maggio 2023, numero 48.La principale modifica, ricorda l’Istituto, riguarda l’eliminazione del mese di sospensione che, finora, interveniva dopo i primi diciotto mesi di erogazione e dopo ciascun rinnovo.I nuclei familiari che presentano domanda di rinnovo del beneficio già dal mese successivo all’ultimo pagamento potranno evitare interruzioni del sostegno economico.In parallelo alle novità della Manovra 2026 proseguono, a marzo, le ricariche mensili della Carta ADI.Analizziamo la questione in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Le date di pagamento dell’ADI di marzo

    Modalità di erogazione dell’ADI

    Cosa si può fare con la Carta ADI?

    Come si utilizza la Carta ADI?

    Natura delle somme percepite

    Come ottenere l’ADI?

    Come cambia ADI nel 2026?

    Le date di pagamento dell’ADI di marzo

    Con Messaggio numero 214 del 22 gennaio 2026 INPS ha pubblicato il calendario dei pagamenti dell’Assegno di Inclusione (ADI) con riguardo all’annualità corrente (periodo gennaio – dicembre).Nello specifico, i primi pagamenti del sussidio (nuovi beneficiari) sono in programma per venerdì 13 marzo.Nella stessa data sono altresì disposti i pagamenti di eventuali mensilità arretrate spettanti.Dovranno invece attendere la fine del mese quanti già beneficiano della prestazione (rinnovi mensili).La data di disponibilità degli importi sulle Carte di Inclusione, in fase di rinnovo mensile, per le prestazioni in corso di pagamento, qualora siano confermati i requisiti per il mantenimento dell’ADI, è in programma per venerdì 27 marzo.

    Modalità di erogazione dell’ADI

    Il beneficio economico dell’ADI è erogato a mezzo ricarica mensile di uno strumento di pagamento elettronico, rilasciato da Poste Italiane e denominato Carta di Inclusione (o Carta ADI).La consegna della carta viene effettuata presso i singoli uffici postali a seguito dell’accredito del primo pagamento.I beneficiari vengono avvisati tramite il portale SIISL o a mezzo SMS / mail della disponibilità della carta.

    Cosa si può fare con la Carta ADI?

    La Carta di Inclusione permette di:

    Effettuare prelievi di contante presso gli sportelli automatici ATM postali e bancari abilitati su circuito Mastercard in Italia, entro un limite mensile di 100,00 euro per i nuclei familiari composti da un solo individuo (la soglia in questione è incrementata in base al numero di familiari secondo la scala di equivalenza prevista dal D.L. numero 48/2023);

    Effettuare acquisti di beni e servizi presso i terminali POS degli esercizi commerciali in Italia, convenzionati con il circuito Mastercard;

    Pagare le utenze domestiche presso gli uffici postali;

    Inviare un bonifico SEPA o postagiro mensile al locatore indicato nel contratto di locazione ovvero all’intermediario che ha concesso il mutuo.

    Sul sito di Poste Italiane (“poste.it – Carta di inclusione – Cosa non puoi fare”) è disponibile l’elenco dei beni e servizi di cui è vietato l’acquisto con la Carta ADI.

    Come si utilizza la Carta ADI?

    La Carta di Inclusione dev’essere utilizzata dal solo soggetto titolare e non può essere ceduta o utilizzata da altre persone.Ad ogni titolare è assegnato un codice personale e segreto, consegnato dall’ufficio postale in sede di ritiro della carta.Il codice PIN è infatti richiesto da terminali POS e ATM.La tecnologia contactless permette comunque di effettuare pagamenti, per importi inferiori a 50,00 euro, presso gli esercizi dotati di POS senza dover digitare il PIN.

    Natura delle somme percepite

    Il beneficio economico accreditato sulla Carta di Inclusione è:

    Esente dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF);

    Impignorabile, configurandosi come sussidio di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, ai sensi dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

    Come ottenere l’ADI?

    Quanti ancora non percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ottenerlo previa domanda telematica da trasmettere all’INPS, collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno di Inclusione (ADI)”, in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.Le istanze possono essere trasmesse, in alternativa, avvalendosi dei servizi di patronati e Centri di Assistenza Fiscale.

    Come cambia ADI nel 2026?

    Il Messaggio INPS numero 640 dello scorso 23 febbraio riepiloga le novità alla disciplina dell’Assegno di Inclusione (di cui al Decreto – Legge numero 48/2023) introdotte con la Legge 30 dicembre 2025, numero 199 (Manovra 2026).Sparisce la sospensione di un meseA decorrere dal 1° gennaio 2026 (data di entrata in vigore della legge di bilancio) il beneficio economico è riconosciuto mensilmente per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi ed è rinnovabile, previa presentazione di apposita domanda, per ulteriori dodici mesi.Allo scadere di ciascun periodo di rinnovo, il beneficio può essere ulteriormente rinnovato, sempre previa presentazione della domanda telematica.Rispetto alla disciplina previgente è pertanto eliminata la previsione relativa al periodo di sospensione di un mese successivo allo scadere delle prime diciotto mensilità di fruizione della misura e ai singoli periodi di rinnovo di dodici mesi.Di conseguenza, chiarisce INPS, i nuclei “familiari beneficiari dell’ADI possono presentare la domanda di rinnovo dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento (diciottesimo mese o dodicesimo mese in caso di rinnovo)”.La disciplina dell’ADI, come modificata dalla Manovra 2026, dispone altresì (articolo 3, comma 2, D.L. numero 48/2023) che l’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura “pari al 50 per cento del beneficio economico rinnovato” (Messaggio INPS).Cambia il contributo aggiuntivo dell’ADILa Manovra 2026 (articolo 1, comma 159) stabilisce che le previsioni in materia di contributo straordinario aggiuntivo dell’ADI, si applicano anche ai nuclei familiari per cui il diciottesimo mese di percezione del beneficio, prima della sospensione, ricade nel mese di novembre 2025.Di conseguenza, previa verifica della sussistenza dei requisiti normativi, spetta un contributo straordinario aggiuntivo pari all’importo della prima mensilità di rinnovo, comunque non superiore a 500 euro, anche ai nuclei familiari che abbiano presentato “domanda di rinnovo dopo la fruizione della diciottesima mensilità avvenuta a novembre 2025” (Messaggio INPS).

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    INPS ha chiarito con Messaggio 23 febbraio 2026 numero 240 le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio alla disciplina dell’Assegno di Inclusione (ADI) contenuta nel Decreto – Legge 4 maggio 2023, numero 48.La principale modifica, ricorda l’Istituto, riguarda l’eliminazione del mese di sospensione che, finora, interveniva dopo i primi diciotto mesi di erogazione e dopo ciascun rinnovo.I nuclei familiari che presentano domanda di rinnovo del beneficio già dal mese successivo all’ultimo pagamento potranno evitare interruzioni del sostegno economico.In parallelo alle novità della Manovra 2026 proseguono, a marzo, le ricariche mensili della Carta ADI.Analizziamo la questione in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

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    Come si utilizza la Carta ADI?

    Natura delle somme percepite

    Come ottenere l’ADI?

    Come cambia ADI nel 2026?

    Le date di pagamento dell’ADI di marzo

    Con Messaggio numero 214 del 22 gennaio 2026 INPS ha pubblicato il calendario dei pagamenti dell’Assegno di Inclusione (ADI) con riguardo all’annualità corrente (periodo gennaio – dicembre).Nello specifico, i primi pagamenti del sussidio (nuovi beneficiari) sono in programma per venerdì 13 marzo.Nella stessa data sono altresì disposti i pagamenti di eventuali mensilità arretrate spettanti.Dovranno invece attendere la fine del mese quanti già beneficiano della prestazione (rinnovi mensili).La data di disponibilità degli importi sulle Carte di Inclusione, in fase di rinnovo mensile, per le prestazioni in corso di pagamento, qualora siano confermati i requisiti per il mantenimento dell’ADI, è in programma per venerdì 27 marzo.

    Modalità di erogazione dell’ADI

    Il beneficio economico dell’ADI è erogato a mezzo ricarica mensile di uno strumento di pagamento elettronico, rilasciato da Poste Italiane e denominato Carta di Inclusione (o Carta ADI).La consegna della carta viene effettuata presso i singoli uffici postali a seguito dell’accredito del primo pagamento.I beneficiari vengono avvisati tramite il portale SIISL o a mezzo SMS / mail della disponibilità della carta.

    Cosa si può fare con la Carta ADI?

    La Carta di Inclusione permette di:

    Effettuare prelievi di contante presso gli sportelli automatici ATM postali e bancari abilitati su circuito Mastercard in Italia, entro un limite mensile di 100,00 euro per i nuclei familiari composti da un solo individuo (la soglia in questione è incrementata in base al numero di familiari secondo la scala di equivalenza prevista dal D.L. numero 48/2023);

    Effettuare acquisti di beni e servizi presso i terminali POS degli esercizi commerciali in Italia, convenzionati con il circuito Mastercard;

    Pagare le utenze domestiche presso gli uffici postali;

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    Come si utilizza la Carta ADI?

    La Carta di Inclusione dev’essere utilizzata dal solo soggetto titolare e non può essere ceduta o utilizzata da altre persone.Ad ogni titolare è assegnato un codice personale e segreto, consegnato dall’ufficio postale in sede di ritiro della carta.Il codice PIN è infatti richiesto da terminali POS e ATM.La tecnologia contactless permette comunque di effettuare pagamenti, per importi inferiori a 50,00 euro, presso gli esercizi dotati di POS senza dover digitare il PIN.

    Natura delle somme percepite

    Il beneficio economico accreditato sulla Carta di Inclusione è:

    Esente dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF);

    Impignorabile, configurandosi come sussidio di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, ai sensi dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

    Come ottenere l’ADI?

    Quanti ancora non percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ottenerlo previa domanda telematica da trasmettere all’INPS, collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno di Inclusione (ADI)”, in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.Le istanze possono essere trasmesse, in alternativa, avvalendosi dei servizi di patronati e Centri di Assistenza Fiscale.

    Come cambia ADI nel 2026?

    Il Messaggio INPS numero 640 dello scorso 23 febbraio riepiloga le novità alla disciplina dell’Assegno di Inclusione (di cui al Decreto – Legge numero 48/2023) introdotte con la Legge 30 dicembre 2025, numero 199 (Manovra 2026).Sparisce la sospensione di un meseA decorrere dal 1° gennaio 2026 (data di entrata in vigore della legge di bilancio) il beneficio economico è riconosciuto mensilmente per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi ed è rinnovabile, previa presentazione di apposita domanda, per ulteriori dodici mesi.Allo scadere di ciascun periodo di rinnovo, il beneficio può essere ulteriormente rinnovato, sempre previa presentazione della domanda telematica.Rispetto alla disciplina previgente è pertanto eliminata la previsione relativa al periodo di sospensione di un mese successivo allo scadere delle prime diciotto mensilità di fruizione della misura e ai singoli periodi di rinnovo di dodici mesi.Di conseguenza, chiarisce INPS, i nuclei “familiari beneficiari dell’ADI possono presentare la domanda di rinnovo dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento (diciottesimo mese o dodicesimo mese in caso di rinnovo)”.La disciplina dell’ADI, come modificata dalla Manovra 2026, dispone altresì (articolo 3, comma 2, D.L. numero 48/2023) che l’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura “pari al 50 per cento del beneficio economico rinnovato” (Messaggio INPS).Cambia il contributo aggiuntivo dell’ADILa Manovra 2026 (articolo 1, comma 159) stabilisce che le previsioni in materia di contributo straordinario aggiuntivo dell’ADI, si applicano anche ai nuclei familiari per cui il diciottesimo mese di percezione del beneficio, prima della sospensione, ricade nel mese di novembre 2025.Di conseguenza, previa verifica della sussistenza dei requisiti normativi, spetta un contributo straordinario aggiuntivo pari all’importo della prima mensilità di rinnovo, comunque non superiore a 500 euro, anche ai nuclei familiari che abbiano presentato “domanda di rinnovo dopo la fruizione della diciottesima mensilità avvenuta a novembre 2025” (Messaggio INPS).

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    Esente dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF);

    Impignorabile, configurandosi come sussidio di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, ai sensi dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

    Come ottenere l’ADI?

    Quanti ancora non percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ottenerlo previa domanda telematica da trasmettere all’INPS, collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno di Inclusione (ADI)”, in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS.Le istanze possono essere trasmesse, in alternativa, avvalendosi dei servizi di patronati e Centri di Assistenza Fiscale.

    Come cambia ADI nel 2026?

    Il Messaggio INPS numero 640 dello scorso 23 febbraio riepiloga le novità alla disciplina dell’Assegno di Inclusione (di cui al Decreto – Legge numero 48/2023) introdotte con la Legge 30 dicembre 2025, numero 199 (Manovra 2026).Sparisce la sospensione di un meseA decorrere dal 1° gennaio 2026 (data di entrata in vigore della legge di bilancio) il beneficio economico è riconosciuto mensilmente per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi ed è rinnovabile, previa presentazione di apposita domanda, per ulteriori dodici mesi.Allo scadere di ciascun periodo di rinnovo, il beneficio può essere ulteriormente rinnovato, sempre previa presentazione della domanda telematica.Rispetto alla disciplina previgente è pertanto eliminata la previsione relativa al periodo di sospensione di un mese successivo allo scadere delle prime diciotto mensilità di fruizione della misura e ai singoli periodi di rinnovo di dodici mesi.Di conseguenza, chiarisce INPS, i nuclei “familiari beneficiari dell’ADI possono presentare la domanda di rinnovo dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento (diciottesimo mese o dodicesimo mese in caso di rinnovo)”.La disciplina dell’ADI, come modificata dalla Manovra 2026, dispone altresì (articolo 3, comma 2, D.L. numero 48/2023) che l’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura “pari al 50 per cento del beneficio economico rinnovato” (Messaggio INPS).Cambia il contributo aggiuntivo dell’ADILa Manovra 2026 (articolo 1, comma 159) stabilisce che le previsioni in materia di contributo straordinario aggiuntivo dell’ADI, si applicano anche ai nuclei familiari per cui il diciottesimo mese di percezione del beneficio, prima della sospensione, ricade nel mese di novembre 2025.Di conseguenza, previa verifica della sussistenza dei requisiti normativi, spetta un contributo straordinario aggiuntivo pari all’importo della prima mensilità di rinnovo, comunque non superiore a 500 euro, anche ai nuclei familiari che abbiano presentato “domanda di rinnovo dopo la fruizione della diciottesima mensilità avvenuta a novembre 2025” (Messaggio INPS).

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