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    Cessione del quinto, docenti e ATA dopo il rinnovo del contratto: l’analisi di PrestitoPiù su numeri e regole

    Dal cedolino di agosto gli aumenti del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca sono in busta paga. Con loro torna una domanda frequente tra chi lavora nella scuola: che effetto hanno su un finanziamento da rimborsare con trattenuta sullo stipendio? Per PrestitoPiù la risposta parte dai numeri del comparto e dal modo in cui si calcola la rata.

    Indice

    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Secondo l’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, pubblicato a giugno 2026, i flussi di prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione sono cresciuti del 9,8% nel 2025 e del 7,5% nel primo trimestre 2026, un ritmo che ne fa la componente più vivace del credito al consumo. PrestitoPiù, agenzia in attività finanziaria iscritta all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) con il numero A2591 e agente monomandatario di Prestitalia S.p.A., società del Gruppo Intesa Sanpaolo, lavora soprattutto con il pubblico impiego: i dipendenti pubblici e statali pesano per il 65% del suo portafoglio. Per il personale della scuola, www.prestitopiu.net riunisce in un’unica pagina cessione del quinto e prestito con delega, così da confrontare i due strumenti. «Da quello che vediamo ogni giorno, la crescita del comparto si traduce soprattutto in domande più precise: quanto si può chiedere, su quale stipendio si calcola la rata, cosa succede se c’è già una trattenuta in corso. Nella scuola, con il rinnovo del contratto, queste domande sono diventate più frequenti», commentano dall’agenzia.

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    La parte economica del contratto è stata firmata in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026, dopo l’ipotesi del 1° aprile. A regime, da gennaio 2027, l’incremento medio sarà di circa 143 euro lordi al mese per i docenti e di 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 sono stati liquidati ad agosto con un’emissione speciale NoiPA. Per il credito conta un dettaglio tecnico: la quota cedibile si calcola sulla retribuzione netta al momento della richiesta. Chi chiede oggi un finanziamento lo vede calcolato sul netto già aggiornato. L’ultima tranche entrerà nel conteggio solo da gennaio, quando comparirà nel cedolino.

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Il limite è fissato dal D.P.R. 180/1950, che disciplina le cessioni degli stipendi dei dipendenti pubblici. Con la cessione del quinto la rata non può superare un quinto dello stipendio netto, cioè il 20%, e viene trattenuta direttamente dall’amministrazione che eroga lo stipendio. Tasso e rata restano fissi per tutta la durata del piano.

    La stessa disciplina prevede coperture assicurative del rischio di perdita della vita e dell’impiego, obbligatorie ai sensi del D.P.R. 180/1950 e stipulate a cura e spese del finanziatore. Un altro aspetto spesso frainteso: la cessione del quinto non è un prestito finalizzato. Non è legata all’acquisto di un bene specifico e non richiede giustificativi di spesa.

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    La delegazione di pagamento, nota anche come prestito con delega, si affianca alla cessione e consente una seconda trattenuta, anch’essa entro un quinto dello stipendio netto. A differenza della cessione, presuppone l’adesione dell’amministrazione di appartenenza. Per il personale gestito da NoiPA, il sistema del Ministero dell’Economia e delle Finanze che amministra gli stipendi di gran parte dei dipendenti statali, rientra in una convenzione centralizzata. Prestitalia ha sottoscritto la convenzione con il MEF: per i dipendenti NoiPA, il finanziamento viene concesso in convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    La concessione del finanziamento contro cessione del quinto è consentita anche a clientela con contratto di lavoro a tempo determinato: in questo caso la durata del prestito non può superare quella del contratto. Con un incarico annuale, quindi, il margine è ridotto. «Per un supplente la prima cosa che verifichiamo è la scadenza dell’incarico, prima ancora dell’importo: è quella a stabilire se un piano di rimborso è possibile e per quanto tempo», aggiungono da PrestitoPiù. Ogni richiesta resta soggetta alla valutazione del finanziatore.

    Prima di chiedere un preventivo, il documento da avere a portata di mano è il cedolino NoiPA: riporta lo stipendio netto su cui si calcola il quinto e le eventuali trattenute già in corso, che riducono lo spazio per una nuova rata. […]

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    Dal cedolino di agosto gli aumenti del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca sono in busta paga. Con loro torna una domanda frequente tra chi lavora nella scuola: che effetto hanno su un finanziamento da rimborsare con trattenuta sullo stipendio? Per PrestitoPiù la risposta parte dai numeri del comparto e dal modo in cui si calcola la rata.

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    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Secondo l’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, pubblicato a giugno 2026, i flussi di prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione sono cresciuti del 9,8% nel 2025 e del 7,5% nel primo trimestre 2026, un ritmo che ne fa la componente più vivace del credito al consumo. PrestitoPiù, agenzia in attività finanziaria iscritta all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) con il numero A2591 e agente monomandatario di Prestitalia S.p.A., società del Gruppo Intesa Sanpaolo, lavora soprattutto con il pubblico impiego: i dipendenti pubblici e statali pesano per il 65% del suo portafoglio. Per il personale della scuola, www.prestitopiu.net riunisce in un’unica pagina cessione del quinto e prestito con delega, così da confrontare i due strumenti. «Da quello che vediamo ogni giorno, la crescita del comparto si traduce soprattutto in domande più precise: quanto si può chiedere, su quale stipendio si calcola la rata, cosa succede se c’è già una trattenuta in corso. Nella scuola, con il rinnovo del contratto, queste domande sono diventate più frequenti», commentano dall’agenzia.

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    La parte economica del contratto è stata firmata in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026, dopo l’ipotesi del 1° aprile. A regime, da gennaio 2027, l’incremento medio sarà di circa 143 euro lordi al mese per i docenti e di 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 sono stati liquidati ad agosto con un’emissione speciale NoiPA. Per il credito conta un dettaglio tecnico: la quota cedibile si calcola sulla retribuzione netta al momento della richiesta. Chi chiede oggi un finanziamento lo vede calcolato sul netto già aggiornato. L’ultima tranche entrerà nel conteggio solo da gennaio, quando comparirà nel cedolino.

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Il limite è fissato dal D.P.R. 180/1950, che disciplina le cessioni degli stipendi dei dipendenti pubblici. Con la cessione del quinto la rata non può superare un quinto dello stipendio netto, cioè il 20%, e viene trattenuta direttamente dall’amministrazione che eroga lo stipendio. Tasso e rata restano fissi per tutta la durata del piano.

    La stessa disciplina prevede coperture assicurative del rischio di perdita della vita e dell’impiego, obbligatorie ai sensi del D.P.R. 180/1950 e stipulate a cura e spese del finanziatore. Un altro aspetto spesso frainteso: la cessione del quinto non è un prestito finalizzato. Non è legata all’acquisto di un bene specifico e non richiede giustificativi di spesa.

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    La delegazione di pagamento, nota anche come prestito con delega, si affianca alla cessione e consente una seconda trattenuta, anch’essa entro un quinto dello stipendio netto. A differenza della cessione, presuppone l’adesione dell’amministrazione di appartenenza. Per il personale gestito da NoiPA, il sistema del Ministero dell’Economia e delle Finanze che amministra gli stipendi di gran parte dei dipendenti statali, rientra in una convenzione centralizzata. Prestitalia ha sottoscritto la convenzione con il MEF: per i dipendenti NoiPA, il finanziamento viene concesso in convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    La concessione del finanziamento contro cessione del quinto è consentita anche a clientela con contratto di lavoro a tempo determinato: in questo caso la durata del prestito non può superare quella del contratto. Con un incarico annuale, quindi, il margine è ridotto. «Per un supplente la prima cosa che verifichiamo è la scadenza dell’incarico, prima ancora dell’importo: è quella a stabilire se un piano di rimborso è possibile e per quanto tempo», aggiungono da PrestitoPiù. Ogni richiesta resta soggetta alla valutazione del finanziatore.

    Prima di chiedere un preventivo, il documento da avere a portata di mano è il cedolino NoiPA: riporta lo stipendio netto su cui si calcola il quinto e le eventuali trattenute già in corso, che riducono lo spazio per una nuova rata. […]

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    Dal cedolino di agosto gli aumenti del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca sono in busta paga. Con loro torna una domanda frequente tra chi lavora nella scuola: che effetto hanno su un finanziamento da rimborsare con trattenuta sullo stipendio? Per PrestitoPiù la risposta parte dai numeri del comparto e dal modo in cui si calcola la rata.

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    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Secondo l’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, pubblicato a giugno 2026, i flussi di prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione sono cresciuti del 9,8% nel 2025 e del 7,5% nel primo trimestre 2026, un ritmo che ne fa la componente più vivace del credito al consumo. PrestitoPiù, agenzia in attività finanziaria iscritta all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) con il numero A2591 e agente monomandatario di Prestitalia S.p.A., società del Gruppo Intesa Sanpaolo, lavora soprattutto con il pubblico impiego: i dipendenti pubblici e statali pesano per il 65% del suo portafoglio. Per il personale della scuola, www.prestitopiu.net riunisce in un’unica pagina cessione del quinto e prestito con delega, così da confrontare i due strumenti. «Da quello che vediamo ogni giorno, la crescita del comparto si traduce soprattutto in domande più precise: quanto si può chiedere, su quale stipendio si calcola la rata, cosa succede se c’è già una trattenuta in corso. Nella scuola, con il rinnovo del contratto, queste domande sono diventate più frequenti», commentano dall’agenzia.

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    La parte economica del contratto è stata firmata in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026, dopo l’ipotesi del 1° aprile. A regime, da gennaio 2027, l’incremento medio sarà di circa 143 euro lordi al mese per i docenti e di 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 sono stati liquidati ad agosto con un’emissione speciale NoiPA. Per il credito conta un dettaglio tecnico: la quota cedibile si calcola sulla retribuzione netta al momento della richiesta. Chi chiede oggi un finanziamento lo vede calcolato sul netto già aggiornato. L’ultima tranche entrerà nel conteggio solo da gennaio, quando comparirà nel cedolino.

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Il limite è fissato dal D.P.R. 180/1950, che disciplina le cessioni degli stipendi dei dipendenti pubblici. Con la cessione del quinto la rata non può superare un quinto dello stipendio netto, cioè il 20%, e viene trattenuta direttamente dall’amministrazione che eroga lo stipendio. Tasso e rata restano fissi per tutta la durata del piano.

    La stessa disciplina prevede coperture assicurative del rischio di perdita della vita e dell’impiego, obbligatorie ai sensi del D.P.R. 180/1950 e stipulate a cura e spese del finanziatore. Un altro aspetto spesso frainteso: la cessione del quinto non è un prestito finalizzato. Non è legata all’acquisto di un bene specifico e non richiede giustificativi di spesa.

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    La delegazione di pagamento, nota anche come prestito con delega, si affianca alla cessione e consente una seconda trattenuta, anch’essa entro un quinto dello stipendio netto. A differenza della cessione, presuppone l’adesione dell’amministrazione di appartenenza. Per il personale gestito da NoiPA, il sistema del Ministero dell’Economia e delle Finanze che amministra gli stipendi di gran parte dei dipendenti statali, rientra in una convenzione centralizzata. Prestitalia ha sottoscritto la convenzione con il MEF: per i dipendenti NoiPA, il finanziamento viene concesso in convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    La concessione del finanziamento contro cessione del quinto è consentita anche a clientela con contratto di lavoro a tempo determinato: in questo caso la durata del prestito non può superare quella del contratto. Con un incarico annuale, quindi, il margine è ridotto. «Per un supplente la prima cosa che verifichiamo è la scadenza dell’incarico, prima ancora dell’importo: è quella a stabilire se un piano di rimborso è possibile e per quanto tempo», aggiungono da PrestitoPiù. Ogni richiesta resta soggetta alla valutazione del finanziatore.

    Prima di chiedere un preventivo, il documento da avere a portata di mano è il cedolino NoiPA: riporta lo stipendio netto su cui si calcola il quinto e le eventuali trattenute già in corso, che riducono lo spazio per una nuova rata. […]

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    Dal cedolino di agosto gli aumenti del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca sono in busta paga. Con loro torna una domanda frequente tra chi lavora nella scuola: che effetto hanno su un finanziamento da rimborsare con trattenuta sullo stipendio? Per PrestitoPiù la risposta parte dai numeri del comparto e dal modo in cui si calcola la rata.

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    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    Cosa dicono i numeri del mercato?

    Secondo l’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, pubblicato a giugno 2026, i flussi di prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione sono cresciuti del 9,8% nel 2025 e del 7,5% nel primo trimestre 2026, un ritmo che ne fa la componente più vivace del credito al consumo. PrestitoPiù, agenzia in attività finanziaria iscritta all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) con il numero A2591 e agente monomandatario di Prestitalia S.p.A., società del Gruppo Intesa Sanpaolo, lavora soprattutto con il pubblico impiego: i dipendenti pubblici e statali pesano per il 65% del suo portafoglio. Per il personale della scuola, www.prestitopiu.net riunisce in un’unica pagina cessione del quinto e prestito con delega, così da confrontare i due strumenti. «Da quello che vediamo ogni giorno, la crescita del comparto si traduce soprattutto in domande più precise: quanto si può chiedere, su quale stipendio si calcola la rata, cosa succede se c’è già una trattenuta in corso. Nella scuola, con il rinnovo del contratto, queste domande sono diventate più frequenti», commentano dall’agenzia.

    Cosa cambia con il rinnovo del contratto?

    La parte economica del contratto è stata firmata in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026, dopo l’ipotesi del 1° aprile. A regime, da gennaio 2027, l’incremento medio sarà di circa 143 euro lordi al mese per i docenti e di 107 euro per il personale ATA. Gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 sono stati liquidati ad agosto con un’emissione speciale NoiPA. Per il credito conta un dettaglio tecnico: la quota cedibile si calcola sulla retribuzione netta al momento della richiesta. Chi chiede oggi un finanziamento lo vede calcolato sul netto già aggiornato. L’ultima tranche entrerà nel conteggio solo da gennaio, quando comparirà nel cedolino.

    Quanto può pesare la rata sullo stipendio?

    Il limite è fissato dal D.P.R. 180/1950, che disciplina le cessioni degli stipendi dei dipendenti pubblici. Con la cessione del quinto la rata non può superare un quinto dello stipendio netto, cioè il 20%, e viene trattenuta direttamente dall’amministrazione che eroga lo stipendio. Tasso e rata restano fissi per tutta la durata del piano.

    La stessa disciplina prevede coperture assicurative del rischio di perdita della vita e dell’impiego, obbligatorie ai sensi del D.P.R. 180/1950 e stipulate a cura e spese del finanziatore. Un altro aspetto spesso frainteso: la cessione del quinto non è un prestito finalizzato. Non è legata all’acquisto di un bene specifico e non richiede giustificativi di spesa.

    Cessione e delegazione di pagamento: in che cosa differiscono?

    La delegazione di pagamento, nota anche come prestito con delega, si affianca alla cessione e consente una seconda trattenuta, anch’essa entro un quinto dello stipendio netto. A differenza della cessione, presuppone l’adesione dell’amministrazione di appartenenza. Per il personale gestito da NoiPA, il sistema del Ministero dell’Economia e delle Finanze che amministra gli stipendi di gran parte dei dipendenti statali, rientra in una convenzione centralizzata. Prestitalia ha sottoscritto la convenzione con il MEF: per i dipendenti NoiPA, il finanziamento viene concesso in convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    E chi ha un contratto a tempo determinato?

    La concessione del finanziamento contro cessione del quinto è consentita anche a clientela con contratto di lavoro a tempo determinato: in questo caso la durata del prestito non può superare quella del contratto. Con un incarico annuale, quindi, il margine è ridotto. «Per un supplente la prima cosa che verifichiamo è la scadenza dell’incarico, prima ancora dell’importo: è quella a stabilire se un piano di rimborso è possibile e per quanto tempo», aggiungono da PrestitoPiù. Ogni richiesta resta soggetta alla valutazione del finanziatore.

    Prima di chiedere un preventivo, il documento da avere a portata di mano è il cedolino NoiPA: riporta lo stipendio netto su cui si calcola il quinto e le eventuali trattenute già in corso, che riducono lo spazio per una nuova rata. […]

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    Intelligenza artificiale negli uffici: regole, controlli e responsabilità

    Una bozza di risposta a un cittadino, la sintesi di un documento, il confronto tra disposizioni normative. L’intelligenza artificiale può affiancare molte attività quotidiane degli uffici pubblici e degli studi professionali. Ogni utilizzo, però, porta con sé decisioni precise: quali informazioni affidare al sistema, come verificare il risultato e chi autorizza il suo impiego.

    Questi interrogativi riguardano anche gli strumenti già presenti nell’organizzazione. Un aggiornamento del gestionale può introdurre nuove funzioni di AI e modificare il modo in cui vengono elaborati documenti e dati. Per questo, governare l’intelligenza artificiale significa stabilire regole concrete, comprensibili per chi deve applicarle.

    Il regolamento interno può diventare il punto di riferimento per organizzare questo lavoro: definire gli utilizzi consentiti, assegnare i compiti e rendere riconoscibili le responsabilità.

    Indice

    Strumenti autorizzati e dati: le prime scelte da affrontare

    Il quadro normativo e il ruolo delle persone

    Controllo umano: cosa verificare prima di usare un risultato

    Come costruire un regolamento interno sull’AI

    Il corso Maggioli sulla governance dell’intelligenza artificiale

    Strumenti autorizzati e dati: le prime scelte da affrontare

    Prima di introdurre un nuovo applicativo, o di consentire l’uso di un assistente online, occorre chiarire quali attività potrà svolgere e a quali condizioni.

    Un dipendente può caricare una pratica per ottenerne un riassunto? Un collaboratore può utilizzare documenti di un cliente per preparare un parere? Chi valuta le condizioni offerte dal fornitore e le modalità con cui vengono trattate le informazioni?

    Sono domande che richiedono risposte condivise. Affidarle alla sensibilità del singolo significa favorire comportamenti diversi anche all’interno dello stesso ufficio.

    Un’organizzazione dovrebbe quindi partire dalla ricognizione degli strumenti utilizzati e delle relative finalità, individuando chi può autorizzarne l’impiego, quali dati possono essere inseriti e quali verifiche devono precedere l’utilizzo dei risultati.

    Il quadro normativo e il ruolo delle persone

    Il riferimento europeo è il Regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act, che distingue obblighi e requisiti in relazione alle caratteristiche dei sistemi, ai rischi e al ruolo svolto dai soggetti coinvolti. Per individuare le regole applicabili occorre dunque esaminare il singolo impiego dell’AI e il contesto in cui avviene.

    Sul piano nazionale, la legge 132/2025 dedica una disposizione specifica alla pubblica amministrazione. L’articolo 14 colloca l’AI a supporto dell’attività amministrativa, preservando l’autonomia decisionale della persona e la sua responsabilità sui procedimenti e sui provvedimenti. Prevede inoltre misure tecniche, organizzative e formative per favorirne un utilizzo responsabile.

    Il passaggio dalle norme alle procedure interne richiede quindi un lavoro organizzativo: individuare i responsabili, preparare il personale e stabilire come documentare l’impiego degli strumenti.

    Controllo umano: cosa verificare prima di usare un risultato

    Un testo scorrevole può contenere un riferimento inesatto, omettere un elemento decisivo o proporre una conclusione non adeguata al caso. Quando quel testo entra in una comunicazione, in un atto o in un parere, la verifica deve riguardarne il contenuto e le conseguenze.

    Il controllo umano deve essere effettivo: chi interviene deve poter valutare il risultato, correggerlo e, quando necessario, scartarlo.

    L’intensità della verifica andrà definita considerando l’attività svolta e i suoi possibili effetti. Preparare una prima sintesi di materiale informativo e utilizzare un sistema a supporto di una decisione che incide sulle persone richiedono valutazioni differenti.

    Occorre inoltre stabilire come segnalare errori, ricostruire i passaggi rilevanti e riesaminare il funzionamento degli applicativi nel tempo.

    Come costruire un regolamento interno sull’AI

    Un regolamento utile deve tradurre i principi in indicazioni applicabili al lavoro quotidiano. Tra gli aspetti da disciplinare rientrano:

    ambito di utilizzo: attività consentite, limiti e strumenti autorizzati;

    ruoli e responsabilità: soggetti incaricati di approvare, utilizzare e controllare i sistemi;

    gestione delle informazioni: criteri per l’inserimento di dati e documenti;

    verifica dei risultati: modalità di revisione e gestione degli errori;

    valutazione dei rischi: controlli iniziali e riesami periodici;

    formazione e documentazione: istruzioni per il personale e tracciabilità delle attività.

    In questo quadro si collocano anche le valutazioni d’impatto, quando previste: la FRIA, relativa ai diritti fondamentali, e la DPIA, relativa alla protezione dei dati personali. Sono strumenti con finalità e presupposti distinti, da coordinare quando applicabili allo stesso impiego dell’AI.

    Il corso Maggioli sulla governance dell’intelligenza artificiale

    A questi temi è dedicato il corso “La governance dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e la redazione del Regolamento interno”, organizzato da Maggioli Editore.

    L’appuntamento è online in diretta il 26 ottobre 2026, dalle 9 alle 13, con Oreste Pollicino, Ettore Iorio e Rebecca Pupella.

    Il programma affronta il quadro normativo, i ruoli e i rischi previsti dall’AI Act, la sorveglianza umana e la prevenzione delle discriminazioni algoritmiche. Approfondisce inoltre le Linee guida AgID su adozione, sviluppo e acquisto dei sistemi di AI, fino alle indicazioni per redigere il regolamento interno.

    Il corso si rivolge a dirigenti e funzionari pubblici, responsabili della transizione digitale e dei sistemi informativi, professionisti e imprese ICT. È valido ai fini della Direttiva Zangrillo sulla formazione dei dipendenti pubblici.

    Consulta il programma completo e le modalità di iscrizione. […]

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