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    Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Dall’anno d’imposta 2026 le pensioni spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti beneficiano dell’esenzione da IRPEF e addizionali regionali e comunali a prescindere dal nesso con l’evento che ha dato origine al riconoscimento dello status.

    A stabilire l’esenzione fiscale è stata la Circolare INPS 30 aprile 2026, numero 51, mentre con il Messaggio del 10 giugno 2026, numero 1943 lo stesso Istituto ha fornito le istruzioni per presentare le domande di esenzione.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    La circolare INPS

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Gestione del contenzioso

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

    Avvalendosi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti dalla legge.

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

    Il recupero delle imposte pagate in eccesso avviene invece con modalità diverse per le annualità precedenti al 2026.

    Gestione del contenzioso

    Le Strutture territoriali INPS definiscono in autotutela i ricorsi amministrativi giacenti qualora ricorrano i requisiti di cui al Messaggio numero 1943/2026. Il ricorso amministrativo definito in autotutela equivale a domanda di ricostituzione per l’anno 2026 per l’applicazione dei benefici fiscali.

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Per i ricorsi riguardanti la defiscalizzazione degli anni d’imposta antecedenti al 2026 gli interessati devono presentare apposita istanza di rimborso direttamente all’Agenzia Entrate.

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    Dall’anno d’imposta 2026 le pensioni spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti beneficiano dell’esenzione da IRPEF e addizionali regionali e comunali a prescindere dal nesso con l’evento che ha dato origine al riconoscimento dello status.

    A stabilire l’esenzione fiscale è stata la Circolare INPS 30 aprile 2026, numero 51, mentre con il Messaggio del 10 giugno 2026, numero 1943 lo stesso Istituto ha fornito le istruzioni per presentare le domande di esenzione.

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    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    La circolare INPS

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Gestione del contenzioso

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

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    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

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    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

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    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

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    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

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    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

    Il recupero delle imposte pagate in eccesso avviene invece con modalità diverse per le annualità precedenti al 2026.

    Gestione del contenzioso

    Le Strutture territoriali INPS definiscono in autotutela i ricorsi amministrativi giacenti qualora ricorrano i requisiti di cui al Messaggio numero 1943/2026. Il ricorso amministrativo definito in autotutela equivale a domanda di ricostituzione per l’anno 2026 per l’applicazione dei benefici fiscali.

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

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    Sconto carburante per disabili: come funziona Self per Tutti

    Dal 1° febbraio 2020 gli automobilisti che si fermano presso i distributori aderenti all’iniziativa Self per Tutti possono contare senza costi aggiuntivi sull’assistenza del gestore anche presso le colonnine di distribuzione adibite al self-service.

    Il vantaggio è dato dall’applicazione del prezzo del self-service pur potendo contare sull’assistenza del gestore. L’iniziativa è stata lanciata da Unem insieme alla FAIP Onlus e le Associazioni di categoria FAIB Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

    Analizziamo la novità in dettaglio.

    Indice

    Chi può accedere a Self per Tutti

    Dove beneficiare di Self per Tutti

    Come ottenere Self per Tutti

    Le stazioni aderenti

    I servizi agli automobilisti con disabilità

    Il vantaggio economico per gli automobilisti

    Le altre agevolazioni fiscali per l’auto

    Chi può accedere a Self per Tutti

    Per poter beneficiare dell’iniziativa è necessario che la persona con disabilità sia in possesso del proprio CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) apposto sulla parte anteriore del veicolo.

    Si richiede altresì che la persona con disabilità, impossibilitata ad effettuare il rifornimento in maniera autonoma, sia alla guida del veicolo munito del CUDE.

    Dove beneficiare di Self per Tutti

    Self per Tutti è un’iniziativa volontaria cui possono aderire i singoli punti vendita, identificati con l’apposito logo rotondo con i colori blu all’interno e giallo all’esterno.

    Il logo ufficiale è di norma esposto vicino alle pompe di benzina, in prossimità delle casse o nell’area self-service.

    Come ottenere Self per Tutti

    A differenza di altre agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità, Self per Tutti non richiede alcuna domanda preliminare né compilazione di particolari moduli.

    È sufficiente che l’automobilista si rechi con un veicolo munito di CUDE presso le stazioni di rifornimento aderenti all’iniziativa.

    Le stazioni aderenti

    Stando a quanto riporta il portale di Unem (“unem.it” sezione “Per il consumatore – Self per Tutti”) le stazioni che volontariamente hanno aderito all’iniziativa sono circa 450. Sul portale è disponibile l’elenco dei punti vendita aderenti.

    Per ulteriori informazioni è possibile collegarsi ai singoli portali dei distributori di prodotti petroliferi. Ad esempio, sulla pagina “enilive.it” sezione “Offerta – Self per tutti” è disponibile la mappa delle Enilive Station aderenti, mentre Tamoil propone un elenco dedicato alla voce “tamoil.it – Magazine – News – Self-X-Tutti”.

    I servizi agli automobilisti con disabilità

    Prendendo a riferimento le Enilive Station, gli automobilisti con disabilità possono contare su:

    Assistenza durante il rifornimento, grazie al supporto diretto da parte degli operatori;

    Nessun costo aggiuntivo per chi necessita di assistenza (il servizio mantiene le stesse condizioni economiche del self-service);

    Accesso facilitato alle stazioni, grazie alle aree dedicate (in modo da ridurre le difficoltà durante l’arrivo e la sosta).

    Il vantaggio economico per gli automobilisti

    L’obiettivo di Self per Tutti è promuovere l’inclusione sociale, le pari opportunità e l’accessibilità ai servizi da parte dei cittadini con disabilità.

    In assenza dell’iniziativa, l’impossibilità a rifornire il veicolo in autonomia comporta di farsi carico di un prezzo del carburante superiore rispetto a quello del self-service, giustificato dalla presenza del personale della stazione. Grazie a Self per Tutti gli automobilisti pagano lo stesso prezzo del self-service pur beneficiando dell’assistenza fisica del personale della stazione.

    Leggi anche: “Disability Card: a cosa serve davvero? Esempi e casi di utilizzo”

    Le altre agevolazioni fiscali per l’auto

    Self per Tutti (quale iniziativa privata) non è da confondere con le agevolazioni fiscali riconosciute dalla normativa nazionale alle persone con disabilità (non vedenti, sorde, con disabilità psichica o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento, con grave limitazione della capacità di deambulazione o con ridotte/impedite capacità motorie).

    Le agevolazioni legate ai mezzi di trasporto si traducono in:

    Detrazione fiscale del 19%, calcolata sul costo sostenuto per l’acquisto dei mezzi di locomozione, nel rispetto di una spesa massima di 18.075,99 euro;

    IVA ridotta al 4% (in luogo dell’aliquota ordinaria del 22%) sull’acquisto di autovetture nuove o usate aventi cilindrata fino a 2.000 cc (motore a benzina o ibrido), fino a 2.800 cc (motore diesel o ibrido) o potenza non superiore a 150 kW (motore elettrico);

    Esenzione permanente dal pagamento del bollo (con gli stessi limiti di cilindrata/potenza previsti per l’IVA al 4%);

    Esenzione dall’imposta di trascrizione dovuta al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per la registrazione dei passaggi di proprietà.

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    Dal 1° febbraio 2020 gli automobilisti che si fermano presso i distributori aderenti all’iniziativa Self per Tutti possono contare senza costi aggiuntivi sull’assistenza del gestore anche presso le colonnine di distribuzione adibite al self-service.

    Il vantaggio è dato dall’applicazione del prezzo del self-service pur potendo contare sull’assistenza del gestore. L’iniziativa è stata lanciata da Unem insieme alla FAIP Onlus e le Associazioni di categoria FAIB Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

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    Chi può accedere a Self per Tutti

    Dove beneficiare di Self per Tutti

    Come ottenere Self per Tutti

    Le stazioni aderenti

    I servizi agli automobilisti con disabilità

    Il vantaggio economico per gli automobilisti

    Le altre agevolazioni fiscali per l’auto

    Chi può accedere a Self per Tutti

    Per poter beneficiare dell’iniziativa è necessario che la persona con disabilità sia in possesso del proprio CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) apposto sulla parte anteriore del veicolo.

    Si richiede altresì che la persona con disabilità, impossibilitata ad effettuare il rifornimento in maniera autonoma, sia alla guida del veicolo munito del CUDE.

    Dove beneficiare di Self per Tutti

    Self per Tutti è un’iniziativa volontaria cui possono aderire i singoli punti vendita, identificati con l’apposito logo rotondo con i colori blu all’interno e giallo all’esterno.

    Il logo ufficiale è di norma esposto vicino alle pompe di benzina, in prossimità delle casse o nell’area self-service.

    Come ottenere Self per Tutti

    A differenza di altre agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità, Self per Tutti non richiede alcuna domanda preliminare né compilazione di particolari moduli.

    È sufficiente che l’automobilista si rechi con un veicolo munito di CUDE presso le stazioni di rifornimento aderenti all’iniziativa.

    Le stazioni aderenti

    Stando a quanto riporta il portale di Unem (“unem.it” sezione “Per il consumatore – Self per Tutti”) le stazioni che volontariamente hanno aderito all’iniziativa sono circa 450. Sul portale è disponibile l’elenco dei punti vendita aderenti.

    Per ulteriori informazioni è possibile collegarsi ai singoli portali dei distributori di prodotti petroliferi. Ad esempio, sulla pagina “enilive.it” sezione “Offerta – Self per tutti” è disponibile la mappa delle Enilive Station aderenti, mentre Tamoil propone un elenco dedicato alla voce “tamoil.it – Magazine – News – Self-X-Tutti”.

    I servizi agli automobilisti con disabilità

    Prendendo a riferimento le Enilive Station, gli automobilisti con disabilità possono contare su:

    Assistenza durante il rifornimento, grazie al supporto diretto da parte degli operatori;

    Nessun costo aggiuntivo per chi necessita di assistenza (il servizio mantiene le stesse condizioni economiche del self-service);

    Accesso facilitato alle stazioni, grazie alle aree dedicate (in modo da ridurre le difficoltà durante l’arrivo e la sosta).

    Il vantaggio economico per gli automobilisti

    L’obiettivo di Self per Tutti è promuovere l’inclusione sociale, le pari opportunità e l’accessibilità ai servizi da parte dei cittadini con disabilità.

    In assenza dell’iniziativa, l’impossibilità a rifornire il veicolo in autonomia comporta di farsi carico di un prezzo del carburante superiore rispetto a quello del self-service, giustificato dalla presenza del personale della stazione. Grazie a Self per Tutti gli automobilisti pagano lo stesso prezzo del self-service pur beneficiando dell’assistenza fisica del personale della stazione.

    Leggi anche: “Disability Card: a cosa serve davvero? Esempi e casi di utilizzo”

    Le altre agevolazioni fiscali per l’auto

    Self per Tutti (quale iniziativa privata) non è da confondere con le agevolazioni fiscali riconosciute dalla normativa nazionale alle persone con disabilità (non vedenti, sorde, con disabilità psichica o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento, con grave limitazione della capacità di deambulazione o con ridotte/impedite capacità motorie).

    Le agevolazioni legate ai mezzi di trasporto si traducono in:

    Detrazione fiscale del 19%, calcolata sul costo sostenuto per l’acquisto dei mezzi di locomozione, nel rispetto di una spesa massima di 18.075,99 euro;

    IVA ridotta al 4% (in luogo dell’aliquota ordinaria del 22%) sull’acquisto di autovetture nuove o usate aventi cilindrata fino a 2.000 cc (motore a benzina o ibrido), fino a 2.800 cc (motore diesel o ibrido) o potenza non superiore a 150 kW (motore elettrico);

    Esenzione permanente dal pagamento del bollo (con gli stessi limiti di cilindrata/potenza previsti per l’IVA al 4%);

    Esenzione dall’imposta di trascrizione dovuta al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per la registrazione dei passaggi di proprietà.

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