Pubblicato il

    Malattia durante le ferie: come comportarsi

    La malattia durante le ferie ne sospende il godimento: se il dipendente rispetta una serie di adempimenti burocratici, a partire dall’inizio della malattia l’assenza sarà qualificata come malattia e non come ferie, consentendo di risparmiare ore/giorni di riposo retribuiti per periodi migliori.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Malattia durante le ferie: cosa succede

    Come ottenere il riconoscimento della malattia durante le ferie

    Malattia durante le ferie: comunicazione al datore di lavoro

    Malattia durante le ferie: visita medica

    Chi si intende per medico curante

    Malattia durante le ferie: invio del certificato medico all’INPS

    Rilascio del certificato cartaceo

    Malattia durante le ferie: visite di controllo

    Malattia durante le ferie all’estero: cosa cambia

    Malattia durante le ferie: cosa succede

    La malattia che si verifica durante l’assenza per ferie ne sospende il godimento.

    Questo significa che, se il dipendente rispetta una serie di adempimenti burocratici, a partire dall’inizio della malattia l’assenza sarà qualificata come tale (malattia) e non come ferie. In tal modo si evita di godere di giorni di ferie in realtà non effettivamente sfruttati, essendo il dipendente malato, risparmiando ore/giorni di ferie per periodi migliori.

    Come ottenere il riconoscimento della malattia durante le ferie

    Per convertire l’assenza da ferie a malattia il dipendente è tenuto a:

    Comunicare tempestivamente l’evento morboso all’azienda, o comunque nel rispetto delle scadenze fissate dalla contrattazione collettiva o dagli eventuali regolamenti interni;

    Sottoporsi a visita medica per ottenere il certificato medico, che sarà trasmesso dal medico/struttura sanitaria all’INPS e messo a disposizione del datore di lavoro;

    Rendersi disponibile alle visite di controllo.

    Malattia durante le ferie: comunicazione al datore di lavoro

    Il dipendente deve comunicare l’inizio della malattia al proprio datore di lavoro, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla contrattazione collettiva o dagli eventuali regolamenti interni. In assenza di regole specifiche, si ritiene che la comunicazione debba essere effettuata tempestivamente.

    La comunicazione al datore di lavoro ha solo l’effetto di giustificare l’assenza come malattia, che dev’essere tuttavia dimostrata attraverso la produzione del certificato medico.

    Malattia durante le ferie: visita medica

    Dopo avere segnalato la malattia al datore di lavoro il dipendente deve sottoporsi ad un accertamento sanitario da parte di:

    Medico curante, anche non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, per le malattie di durata pari o inferiore a dieci giorni o di eventi fino al secondo nel corso dell’anno solare;

    Medico curante appartenente al Servizio Sanitario Nazionale (o con esso convenzionato) se la malattia supera i dieci giorni o in caso di eventi di malattia successivi al secondo nel corso dell’anno solare.

    Chi si intende per medico curante

    A meno che la regione non disponga diversamente, il medico curante si identifica con:

    Il medico di famiglia;

    Il medico di accettazione ospedaliera;

    Il medico specialista;

    Il medico di accettazione presso le case di cura convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale;

    Il medico universitario;

    Il medico libero professionista che assume in cura diretta il dipendente nei casi di assoluta urgenza.

    Malattia durante le ferie: invio del certificato medico all’INPS

    Nel corso della visita il medico curante redige e invia telematicamente all’INPS due documenti:

    Il certificato di diagnosi, contenente l’indicazione della causa della malattia e della prognosi (inizio e fine dell’evento morboso);

    L’attestato di malattia, con la sola prognosi.

    Quest’ultimo documento è messo a disposizione del datore di lavoro attraverso il portale “inps.it” o, se lo richiede l’azienda stessa, inviato via PEC direttamente dall’Istituto all’indirizzo aziendale. Il lavoratore è comunque tenuto a farsi rilasciare il numero di protocollo identificativo del certificato (PUC) da comunicare all’azienda, se richiesto.

    Rilascio del certificato cartaceo

    Se, per qualsiasi motivo, il medico/struttura sanitaria sono impossibilitati a trasmettere telematicamente il certificato all’INPS, il dipendente è tenuto a:

    Farsi rilasciare una copia cartacea del certificato;

    Trasmettere il certificato di diagnosi all’INPS e l’attestato di malattia al datore di lavoro, entro due giorni dal rilascio.

    Malattia durante le ferie: visite di controllo

    Per l’intera durata della malattia il dipendente è tenuto a rendersi reperibile presso l’indirizzo segnalato in occasione della visita medica, al fine di consentire le eventuali visite di controllo disposte dall’INPS d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro.

    Le fasce orarie in cui il lavoratore deve rendersi reperibile (incluse domeniche e giorni festivi) sono:

    Dalle 10 alle 12;

    Dalle 17 alle 19.

    Per approfondire: “Assente alla visita fiscale Inps: cosa succede, rischi e sanzioni”

    Malattia durante le ferie all’estero: cosa cambia

    Il dipendente in ferie all’estero ha gli stessi obblighi di comunicazione e certificazione dello stato di malattia del lavoratore che si ammala sul territorio nazionale.

    Se il dipendente si trova in:

    Paesi dell’Unione Europea o convenzionati con l’Italia: la struttura sanitaria locale trasmette in Italia la certificazione medica insieme ai referti dei controlli effettuati (l’interessato deve comunque trasmettere al datore di lavoro la certificazione medica entro due giorni dal rilascio);

    Paesi extra UE non convenzionati: la certificazione medica da trasmettere al datore di lavoro e all’INPS dev’essere legalizzata a cura della rappresentanza diplomatica o consolare italiana operante nel territorio straniero.

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Malattia durante le ferie: come comportarsi

    Pubblicato il

    Malattia durante le ferie: come comportarsi

    La malattia durante le ferie ne sospende il godimento: se il dipendente rispetta una serie di adempimenti burocratici, a partire dall’inizio della malattia l’assenza sarà qualificata come malattia e non come ferie, consentendo di risparmiare ore/giorni di riposo retribuiti per periodi migliori.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Malattia durante le ferie: cosa succede

    Come ottenere il riconoscimento della malattia durante le ferie

    Malattia durante le ferie: comunicazione al datore di lavoro

    Malattia durante le ferie: visita medica

    Chi si intende per medico curante

    Malattia durante le ferie: invio del certificato medico all’INPS

    Rilascio del certificato cartaceo

    Malattia durante le ferie: visite di controllo

    Malattia durante le ferie all’estero: cosa cambia

    Malattia durante le ferie: cosa succede

    La malattia che si verifica durante l’assenza per ferie ne sospende il godimento.

    Questo significa che, se il dipendente rispetta una serie di adempimenti burocratici, a partire dall’inizio della malattia l’assenza sarà qualificata come tale (malattia) e non come ferie. In tal modo si evita di godere di giorni di ferie in realtà non effettivamente sfruttati, essendo il dipendente malato, risparmiando ore/giorni di ferie per periodi migliori.

    Come ottenere il riconoscimento della malattia durante le ferie

    Per convertire l’assenza da ferie a malattia il dipendente è tenuto a:

    Comunicare tempestivamente l’evento morboso all’azienda, o comunque nel rispetto delle scadenze fissate dalla contrattazione collettiva o dagli eventuali regolamenti interni;

    Sottoporsi a visita medica per ottenere il certificato medico, che sarà trasmesso dal medico/struttura sanitaria all’INPS e messo a disposizione del datore di lavoro;

    Rendersi disponibile alle visite di controllo.

    Malattia durante le ferie: comunicazione al datore di lavoro

    Il dipendente deve comunicare l’inizio della malattia al proprio datore di lavoro, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla contrattazione collettiva o dagli eventuali regolamenti interni. In assenza di regole specifiche, si ritiene che la comunicazione debba essere effettuata tempestivamente.

    La comunicazione al datore di lavoro ha solo l’effetto di giustificare l’assenza come malattia, che dev’essere tuttavia dimostrata attraverso la produzione del certificato medico.

    Malattia durante le ferie: visita medica

    Dopo avere segnalato la malattia al datore di lavoro il dipendente deve sottoporsi ad un accertamento sanitario da parte di:

    Medico curante, anche non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, per le malattie di durata pari o inferiore a dieci giorni o di eventi fino al secondo nel corso dell’anno solare;

    Medico curante appartenente al Servizio Sanitario Nazionale (o con esso convenzionato) se la malattia supera i dieci giorni o in caso di eventi di malattia successivi al secondo nel corso dell’anno solare.

    Chi si intende per medico curante

    A meno che la regione non disponga diversamente, il medico curante si identifica con:

    Il medico di famiglia;

    Il medico di accettazione ospedaliera;

    Il medico specialista;

    Il medico di accettazione presso le case di cura convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale;

    Il medico universitario;

    Il medico libero professionista che assume in cura diretta il dipendente nei casi di assoluta urgenza.

    Malattia durante le ferie: invio del certificato medico all’INPS

    Nel corso della visita il medico curante redige e invia telematicamente all’INPS due documenti:

    Il certificato di diagnosi, contenente l’indicazione della causa della malattia e della prognosi (inizio e fine dell’evento morboso);

    L’attestato di malattia, con la sola prognosi.

    Quest’ultimo documento è messo a disposizione del datore di lavoro attraverso il portale “inps.it” o, se lo richiede l’azienda stessa, inviato via PEC direttamente dall’Istituto all’indirizzo aziendale. Il lavoratore è comunque tenuto a farsi rilasciare il numero di protocollo identificativo del certificato (PUC) da comunicare all’azienda, se richiesto.

    Rilascio del certificato cartaceo

    Se, per qualsiasi motivo, il medico/struttura sanitaria sono impossibilitati a trasmettere telematicamente il certificato all’INPS, il dipendente è tenuto a:

    Farsi rilasciare una copia cartacea del certificato;

    Trasmettere il certificato di diagnosi all’INPS e l’attestato di malattia al datore di lavoro, entro due giorni dal rilascio.

    Malattia durante le ferie: visite di controllo

    Per l’intera durata della malattia il dipendente è tenuto a rendersi reperibile presso l’indirizzo segnalato in occasione della visita medica, al fine di consentire le eventuali visite di controllo disposte dall’INPS d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro.

    Le fasce orarie in cui il lavoratore deve rendersi reperibile (incluse domeniche e giorni festivi) sono:

    Dalle 10 alle 12;

    Dalle 17 alle 19.

    Per approfondire: “Assente alla visita fiscale Inps: cosa succede, rischi e sanzioni”

    Malattia durante le ferie all’estero: cosa cambia

    Il dipendente in ferie all’estero ha gli stessi obblighi di comunicazione e certificazione dello stato di malattia del lavoratore che si ammala sul territorio nazionale.

    Se il dipendente si trova in:

    Paesi dell’Unione Europea o convenzionati con l’Italia: la struttura sanitaria locale trasmette in Italia la certificazione medica insieme ai referti dei controlli effettuati (l’interessato deve comunque trasmettere al datore di lavoro la certificazione medica entro due giorni dal rilascio);

    Paesi extra UE non convenzionati: la certificazione medica da trasmettere al datore di lavoro e all’INPS dev’essere legalizzata a cura della rappresentanza diplomatica o consolare italiana operante nel territorio straniero.

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Malattia durante le ferie: come comportarsi

    Pubblicato il

    Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Dall’anno d’imposta 2026 le pensioni spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti beneficiano dell’esenzione da IRPEF e addizionali regionali e comunali a prescindere dal nesso con l’evento che ha dato origine al riconoscimento dello status.

    A stabilire l’esenzione fiscale è stata la Circolare INPS 30 aprile 2026, numero 51, mentre con il Messaggio del 10 giugno 2026, numero 1943 lo stesso Istituto ha fornito le istruzioni per presentare le domande di esenzione.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    La circolare INPS

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Gestione del contenzioso

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

    Avvalendosi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti dalla legge.

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

    Il recupero delle imposte pagate in eccesso avviene invece con modalità diverse per le annualità precedenti al 2026.

    Gestione del contenzioso

    Le Strutture territoriali INPS definiscono in autotutela i ricorsi amministrativi giacenti qualora ricorrano i requisiti di cui al Messaggio numero 1943/2026. Il ricorso amministrativo definito in autotutela equivale a domanda di ricostituzione per l’anno 2026 per l’applicazione dei benefici fiscali.

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Per i ricorsi riguardanti la defiscalizzazione degli anni d’imposta antecedenti al 2026 gli interessati devono presentare apposita istanza di rimborso direttamente all’Agenzia Entrate.

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Pubblicato il

    Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Dall’anno d’imposta 2026 le pensioni spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti beneficiano dell’esenzione da IRPEF e addizionali regionali e comunali a prescindere dal nesso con l’evento che ha dato origine al riconoscimento dello status.

    A stabilire l’esenzione fiscale è stata la Circolare INPS 30 aprile 2026, numero 51, mentre con il Messaggio del 10 giugno 2026, numero 1943 lo stesso Istituto ha fornito le istruzioni per presentare le domande di esenzione.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    La circolare INPS

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Gestione del contenzioso

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

    Avvalendosi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti dalla legge.

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

    Il recupero delle imposte pagate in eccesso avviene invece con modalità diverse per le annualità precedenti al 2026.

    Gestione del contenzioso

    Le Strutture territoriali INPS definiscono in autotutela i ricorsi amministrativi giacenti qualora ricorrano i requisiti di cui al Messaggio numero 1943/2026. Il ricorso amministrativo definito in autotutela equivale a domanda di ricostituzione per l’anno 2026 per l’applicazione dei benefici fiscali.

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Per i ricorsi riguardanti la defiscalizzazione degli anni d’imposta antecedenti al 2026 gli interessati devono presentare apposita istanza di rimborso direttamente all’Agenzia Entrate.

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Pubblicato il

    Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande

    Dall’anno d’imposta 2026 le pensioni spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti beneficiano dell’esenzione da IRPEF e addizionali regionali e comunali a prescindere dal nesso con l’evento che ha dato origine al riconoscimento dello status.

    A stabilire l’esenzione fiscale è stata la Circolare INPS 30 aprile 2026, numero 51, mentre con il Messaggio del 10 giugno 2026, numero 1943 lo stesso Istituto ha fornito le istruzioni per presentare le domande di esenzione.

    Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    La circolare INPS

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Gestione del contenzioso

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Pensioni senza IRPEF: come funziona l’esenzione fiscale

    La Legge 11 dicembre 2016, numero 232 ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti i benefici fiscali (esenzione IRPEF) riconosciuti alle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata.

    Con successivi messaggi (numero 1412/2017 e numero 3274/2017) INPS aveva precisato che l’esenzione riguardava i soli trattamenti pensionistici correlati all’evento che aveva dato luogo al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Si è tuttavia formato un consolidato orientamento (contrario) della giurisprudenza di Cassazione secondo cui l’esenzione fiscale si applica a tutti i trattamenti pensionistici, senza necessità di alcuna correlazione con l’evento stesso. La Suprema Corte ha evidenziato la coerenza di tale orientamento con l’intento del legislatore di garantire ai beneficiari strumenti più adeguati di tutela e sostegno in termini morali ed economici.

    Il parere dell’Agenzia Entrate

    Alla luce del pensiero della Cassazione, l’Agenzia Entrate ha invitato i propri uffici (con Risoluzione numero 68 del 4 dicembre 2025) a riesaminare i procedimenti pendenti alla luce del principio per cui l’esenzione IRPEF si applica su tutte le pensioni derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui i beneficiari siano titolari.

    La circolare INPS

    Prendendo atto della giurisprudenza di Cassazione e del parere dell’AE, la Circolare INPS numero 51/2026 ha precisato che, a decorrere dall’annualità corrente, tutti i trattamenti pensionistici di prima liquidazione o già liquidati dall’Istituto (anche con il ricorso al cumulo, alla totalizzazione e al computo in Gestione Separata) spettanti a:

    Vittime del dovere;

    Soggetti equiparati alle vittime del dovere;

    Familiari superstiti;

    sono esentati dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato.

    Pensioni: come si ottiene l’esenzione fiscale

    Il Messaggio INPS del 10 giugno 2026, numero 1943 chiarisce che per ottenere l’esenzione fiscale è necessario inviare un’apposita istanza telematica all’INPS, nella forma della domanda di “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere”.

    Le istanze possono essere inviate con uno dei seguenti canali:

    In autonomia, collegandosi al portale “inps.it” e accedendo tramite la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), attraverso il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda di pensione – Aree tematiche – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci – Accedi all’area tematica – Variazione pensione – Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere;

    Avvalendosi dei servizi offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti dalla legge.

    L’esenzione fiscale delle pensioni 2026 è applicata dall’INPS

    Per l’annualità corrente l’esenzione fiscale è applicata direttamente dall’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, dal primo rateo di pensione utile in pagamento, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione a decorrere dal mese di gennaio 2026 (Circolare INPS numero 51/2026).

    Il primo rateo utile al pagamento deve intendersi con riferimento alla data della domanda di ricostituzione del trattamento pensionistico e alle tempistiche di elaborazione massiva delle pensioni.

    Il recupero delle imposte pagate in eccesso avviene invece con modalità diverse per le annualità precedenti al 2026.

    Gestione del contenzioso

    Le Strutture territoriali INPS definiscono in autotutela i ricorsi amministrativi giacenti qualora ricorrano i requisiti di cui al Messaggio numero 1943/2026. Il ricorso amministrativo definito in autotutela equivale a domanda di ricostituzione per l’anno 2026 per l’applicazione dei benefici fiscali.

    Pensioni: come recuperare la detassazione ante 2026

    Per i ricorsi riguardanti la defiscalizzazione degli anni d’imposta antecedenti al 2026 gli interessati devono presentare apposita istanza di rimborso direttamente all’Agenzia Entrate.

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Pensioni, esenzione IRPEF per vittime del dovere e superstiti: come presentare le domande