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    Legge di bilancio 2025: tutte le misure approvate con la Manovra

    Dopo aver incassato il voto di fiducia, la Legge di bilancio 2025 è stata approvata in via definitiva dal Senato nella serata di sabato 28 dicembre, con con 112 voti a favore, 67 voti contrari e un astenuto. Luce verde quindi al testo della Manovra finanziaria per il prossimo anno, seppur tra aspre polemiche da parte dell’opposizione, che ha accusato l’esautorazione di fatto del parlamento, vista l’impossibilità di discutere emendamenti al provvedimento, e la formale ultima approvazione di un testo arrivato sugli scranni dei senatori già blindato.

    L’ok definitivo è stato dato a una Manovra da circa 30 miliardi che, tra le misure focali in vigore dal 2025, vede la conferma strutturale del taglio al cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, la revisione al sistema di detrazioni fiscali e da lavoro, misure a favore di famiglie e natalità (carta nuovi nati, bonus nido, ecc) e piccole novità sulle pensioni.

    Scarica il testo della Manovra 2025

    Legge di bilancio 2025 – testo pdf

    2 MB

    Qui di seguito, un elenco delle principali misure incluse nella manovra.

    Indice

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Redditi fino a 20mila euro

    Detrazioni figli a carico

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    Carta dedicata a te 2025

    Congedo parentale 80% ampliato

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    Pacchetto pensioni 2025

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    Revisione accise su gas ed energia

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Mutui giovani under 36

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Bonus elettrodomestici 2025

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    La legge di bilancio 2025 mette sul piatto interventi con copertura finanziaria di circa 30 miliardi il prossimo anno, più di 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027.

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Con l’approvazione definitiva della Manovra, è stata confermata la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori: non una novità, ma una misura introdotta nel 2024 e confermata in modo strutturale nel 2025.

    Si tratta di una riduzione della pressione fiscale sul lavoro per redditi fino a 40.000 euro. In sostanza, il taglio del cuneo resta contributivo per i redditi fino a 20.000ì euro mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio diventa fiscale, con una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, detrazione che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi (decalage) tra i 32.000 e i 40.000 euro.

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Oltre al cuneo fiscale, è stato anche confermato e reso strutturale il sistema delle aliquote IRPEF a tre scaglioni, già introdotta per il 2024, che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con l’applicazione dell’aliquota al 23% sugli imponibili fino a 28.000 euro lordi (anziché fino a 15.000 euro). Le due misure (taglio del cuneo e accorpamento delle prime due aliquote IRPEF) determinano un effetto complessivo pari a circa 18 miliardi annui.

    In pratica avremo le stesse soglie Irpef dello scorso anno:

    aliquota 23% >> redditi fino a 28.000 euro;

    aliquota 35% >> redditi tra 28.001 euro e 50.000 euro;

    aliquota 43% >> redditi otre 50.000 euro.

    Redditi fino a 20mila euro

    E’ stato approvato anche l’erogazione di una somma, che non concorre alla formazione del reddito, ai lavoratori e lavoratrici dipendenti che hanno un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro determinata applicando al reddito di lavoro dipendente del contribuente la percentuale corrispondente:

    al 7,1 per cento, se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro;

    al 5,3 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500 euro ma non a 15.000 euro;

    al 4,8 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15.000 euro.

    Detrazioni figli a carico

    Novità anche in tema di detrazioni per figli a carico. Nel 2025 la detrazione per figli a carico si applica solo per figli/e di età inferiore a 30 anni, ad eccezione dei casi di disabilità accertata.

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    A supporto delle famiglie e per incentivare la natalità, è stata introdotto il Bonus nuove nasciate dal valore di 1.000 euro per i genitori con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura, che si aggiunge al potenziamento del bonus per gli asili nido, è parte dell’impegno del governo verso il sostegno alle famiglie e alla genitorialità, esentando inoltre l’assegno unico universale dal calcolo dell’ISEE​.

    La novità si legge all’articolo 31 della Legge “Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 è riconosciuto un importo una tantum pari a 1.000 euro, erogato nel mese successivo al mese di nascita o adozione. L’importo di cui al primo periodo, che non concorre alla formazione del reddito complessivo”.

    Carta dedicata a te 2025

    C’è posto anche per la Carta dedicata a te nel 2025, che verrà rifinanziata con nuovi 500 euro a disposizione per beneficiario. Nel computo delle detrazioni si terrà conto del numero dei familiari a carico: più numerosi sono i componenti della famiglia, maggiori sono gli spazi per le detrazioni fiscali.

    Congedo parentale 80% ampliato

    Altra novità riguarda l’estensione del congedo parentale all’80%, che passa da 2 a 3 mesi entro il sesto anno di vita del figlio.

    In sostanza l’assenza da lavoro in questo caso, sarà retribuita all’80 per cento per un periodo massimo di 3 mesi.

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Il bonus per le mamme lavoratrici con almeno due figli è esteso anche alle lavoratrici autonome. A partire dal 2025, è previsto un parziale esonero dei contributi previdenziali per le lavoratrici dipendenti, escluse quelle impiegate in ambito domestico, e per le autonome che percepiscono redditi da lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità ordinaria o semplificata, o redditi da partecipazione, a patto che non abbiano scelto il regime forfettario. Questo esonero è riservato alle madri con almeno due figli e viene concesso fino ai dieci anni di età del figlio più giovane. Dal 2027, per le madri con tre o più figli, l’esonero è esteso fino ai 18 anni del figlio più giovane. L’agevolazione è concessa solo se la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non supera i 40.000 euro all’anno.

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Gli incentivi per il lavoro nel Mezzogiorno vengono prorogati e rafforzati. La Legge di Bilancio 2025 conferma agevolazioni per l’assunzione di giovani e donne, e la decontribuzione per le imprese localizzate nelle Zone Economiche Speciali (ZES). Inoltre, sono previsti incentivi per il trasferimento della residenza dei nuovi assunti a oltre 100 km di distanza​.

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    La Legge di bilancio 2025 stanzia risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2025-2027. Questa misura rappresenta un impegno del governo per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore pubblico e il potenziamento dei servizi​.

    Pacchetto pensioni 2025

    Poche novità invece sulle pensioni 2025. L’impianto previdenziale per uscire da lavoro il prossimo anno resta pressoché intatto, se non per qualche modifica riguardo i contributivi puri. Confermata Quota 103 in versione contributiva, così come Ape sociale e Opzione donna selettiva.La Legge di bilancio 2025 include anche incentivi per i lavoratori, sia pubblici che privati, che decidono di rimanere in attività anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile. Queste misure puntano a mantenere in servizio figure professionali esperte, contrastando la carenza di personale qualificato in vari settori​. Si tratta del cosiddetto Bonus Maroni o incentivo al posticipo pensione, che ad oggi conosciamo nella versione 2024.

    La nuova Manovra consente a questi lavoratori di rinunciare all’accredito dei contributi a proprio carico, ricevendo invece l’importo direttamente in busta paga. In questo modo, il datore di lavoro verserà tali contributi come parte della retribuzione e sarà esonerato dal versamento all’Inps. Secondo la manovra di bilancio, tali contributi, pari al 9,19% della retribuzione, non concorrono alla formazione del reddito.

    Novità del prossimo anno è invece l’opzione di pensione anticipata, con uscita a 64 anni e almeno 25 anni di contributi, con possibilità di cumulare contribuzione normale e integrativa. Meccanismo a cui potranno accedere solo i lavoratori contributivi puri, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare post 1995.

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    In Legge di bilancio 2025 è confermata la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività per i lavoratori, una misura già in vigore e ora estesa fino al 2027. Quindi su base triennale. Questa agevolazione mira a incentivare le aziende a premiare l’efficienza e la produttività dei propri dipendenti, offrendo vantaggi fiscali sia per i datori di lavoro che per i lavoratori​.

    Inoltre, sempre nel triennio 2025/27 viene confermato l’incremento dei Fringe Benefit, che passano da 258,23 a 1.000 euro per la generalità dei lavoratori, e a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli.

    Revisione accise su gas ed energia

    Viene introdotta una riforma della tassazione su gas naturale ed energia elettrica. Le nuove disposizioni varate dalla Legge di bilancio 2025 mirano a razionalizzare il sistema di accertamento e versamento delle accise, con un meccanismo che punta a semplificare il prelievo fiscale e ridurre le frodi. Questa revisione differenzia tra usi domestici e non domestici, superando le distinzioni precedenti​.

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, la Legge di bilancio 2025 prevede nuovi fondi destinati al rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore sanitario, con uno stanziamento che segue la crescita del PIL nominale. L’obiettivo è migliorare le condizioni lavorative del personale sanitario e garantire servizi di qualità agli utenti​.

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Riforma epocale degli incentivi al rifacimento casa. Cambia infatti il bonus ristrutturazioni, che dal 2025 verrà confermato al 50%, solo sulle abitazioni principali, con tetto di spesa a 96mila euro.

    Va peggio per chi vuole ristrutturare una seconda casa. Le agevolazioni fiscali dal 2025 per tutte le seconde case, finora equiparate alle prime, scendono al 36%, con tetto di spesa a 48mila euro.

    Inoltre, la manovra “proroga il bonus mobili al 50% per l’acquisto nel 2025 di mobili e apparecchiature”, ha annunciato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.

    Mutui giovani under 36

    Prorogata per il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Con la versione 2025 della Legge di bilancio arrivano anche 3 euro in più sulle pensioni minime, che passano dagli 614,77 attuali a 617,90 euro il prossimo anno.

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Altra novità inserita nella legge di bilancio 2025 è l’esclusione del calcolo dell’assegno unico nell’ISEE, ai fini del riconoscimento del bonus nido. Come scritto nel testo: “1.Nella determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) utile ai fini del trattamento di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 non rilevano le erogazioni relative all’assegno unico e universale”.

    Bonus elettrodomestici 2025

    Nel 2025 è previsto un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a 200 euro per famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. Deduzione che può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).

    Per restare aggiornato sulle misure in Legge di bilancio 2025 iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi. Basta compilare il form qui sotto:

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    Legge di bilancio 2025: tutte le misure approvate con la Manovra

    Dopo aver incassato il voto di fiducia, la Legge di bilancio 2025 è stata approvata in via definitiva dal Senato nella serata di sabato 28 dicembre, con con 112 voti a favore, 67 voti contrari e un astenuto. Luce verde quindi al testo della Manovra finanziaria per il prossimo anno, seppur tra aspre polemiche da parte dell’opposizione, che ha accusato l’esautorazione di fatto del parlamento, vista l’impossibilità di discutere emendamenti al provvedimento, e la formale ultima approvazione di un testo arrivato sugli scranni dei senatori già blindato.

    L’ok definitivo è stato dato a una Manovra da circa 30 miliardi che, tra le misure focali in vigore dal 2025, vede la conferma strutturale del taglio al cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, la revisione al sistema di detrazioni fiscali e da lavoro, misure a favore di famiglie e natalità (carta nuovi nati, bonus nido, ecc) e piccole novità sulle pensioni.

    Scarica il testo della Manovra 2025

    Legge di bilancio 2025 – testo pdf

    2 MB

    Qui di seguito, un elenco delle principali misure incluse nella manovra.

    Indice

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Redditi fino a 20mila euro

    Detrazioni figli a carico

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    Carta dedicata a te 2025

    Congedo parentale 80% ampliato

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    Pacchetto pensioni 2025

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    Revisione accise su gas ed energia

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Mutui giovani under 36

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Bonus elettrodomestici 2025

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    La legge di bilancio 2025 mette sul piatto interventi con copertura finanziaria di circa 30 miliardi il prossimo anno, più di 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027.

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Con l’approvazione definitiva della Manovra, è stata confermata la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori: non una novità, ma una misura introdotta nel 2024 e confermata in modo strutturale nel 2025.

    Si tratta di una riduzione della pressione fiscale sul lavoro per redditi fino a 40.000 euro. In sostanza, il taglio del cuneo resta contributivo per i redditi fino a 20.000ì euro mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio diventa fiscale, con una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, detrazione che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi (decalage) tra i 32.000 e i 40.000 euro.

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Oltre al cuneo fiscale, è stato anche confermato e reso strutturale il sistema delle aliquote IRPEF a tre scaglioni, già introdotta per il 2024, che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con l’applicazione dell’aliquota al 23% sugli imponibili fino a 28.000 euro lordi (anziché fino a 15.000 euro). Le due misure (taglio del cuneo e accorpamento delle prime due aliquote IRPEF) determinano un effetto complessivo pari a circa 18 miliardi annui.

    In pratica avremo le stesse soglie Irpef dello scorso anno:

    aliquota 23% >> redditi fino a 28.000 euro;

    aliquota 35% >> redditi tra 28.001 euro e 50.000 euro;

    aliquota 43% >> redditi otre 50.000 euro.

    Redditi fino a 20mila euro

    E’ stato approvato anche l’erogazione di una somma, che non concorre alla formazione del reddito, ai lavoratori e lavoratrici dipendenti che hanno un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro determinata applicando al reddito di lavoro dipendente del contribuente la percentuale corrispondente:

    al 7,1 per cento, se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro;

    al 5,3 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500 euro ma non a 15.000 euro;

    al 4,8 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15.000 euro.

    Detrazioni figli a carico

    Novità anche in tema di detrazioni per figli a carico. Nel 2025 la detrazione per figli a carico si applica solo per figli/e di età inferiore a 30 anni, ad eccezione dei casi di disabilità accertata.

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    A supporto delle famiglie e per incentivare la natalità, è stata introdotto il Bonus nuove nasciate dal valore di 1.000 euro per i genitori con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura, che si aggiunge al potenziamento del bonus per gli asili nido, è parte dell’impegno del governo verso il sostegno alle famiglie e alla genitorialità, esentando inoltre l’assegno unico universale dal calcolo dell’ISEE​.

    La novità si legge all’articolo 31 della Legge “Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 è riconosciuto un importo una tantum pari a 1.000 euro, erogato nel mese successivo al mese di nascita o adozione. L’importo di cui al primo periodo, che non concorre alla formazione del reddito complessivo”.

    Carta dedicata a te 2025

    C’è posto anche per la Carta dedicata a te nel 2025, che verrà rifinanziata con nuovi 500 euro a disposizione per beneficiario. Nel computo delle detrazioni si terrà conto del numero dei familiari a carico: più numerosi sono i componenti della famiglia, maggiori sono gli spazi per le detrazioni fiscali.

    Congedo parentale 80% ampliato

    Altra novità riguarda l’estensione del congedo parentale all’80%, che passa da 2 a 3 mesi entro il sesto anno di vita del figlio.

    In sostanza l’assenza da lavoro in questo caso, sarà retribuita all’80 per cento per un periodo massimo di 3 mesi.

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Il bonus per le mamme lavoratrici con almeno due figli è esteso anche alle lavoratrici autonome. A partire dal 2025, è previsto un parziale esonero dei contributi previdenziali per le lavoratrici dipendenti, escluse quelle impiegate in ambito domestico, e per le autonome che percepiscono redditi da lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità ordinaria o semplificata, o redditi da partecipazione, a patto che non abbiano scelto il regime forfettario. Questo esonero è riservato alle madri con almeno due figli e viene concesso fino ai dieci anni di età del figlio più giovane. Dal 2027, per le madri con tre o più figli, l’esonero è esteso fino ai 18 anni del figlio più giovane. L’agevolazione è concessa solo se la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non supera i 40.000 euro all’anno.

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Gli incentivi per il lavoro nel Mezzogiorno vengono prorogati e rafforzati. La Legge di Bilancio 2025 conferma agevolazioni per l’assunzione di giovani e donne, e la decontribuzione per le imprese localizzate nelle Zone Economiche Speciali (ZES). Inoltre, sono previsti incentivi per il trasferimento della residenza dei nuovi assunti a oltre 100 km di distanza​.

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    La Legge di bilancio 2025 stanzia risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2025-2027. Questa misura rappresenta un impegno del governo per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore pubblico e il potenziamento dei servizi​.

    Pacchetto pensioni 2025

    Poche novità invece sulle pensioni 2025. L’impianto previdenziale per uscire da lavoro il prossimo anno resta pressoché intatto, se non per qualche modifica riguardo i contributivi puri. Confermata Quota 103 in versione contributiva, così come Ape sociale e Opzione donna selettiva.La Legge di bilancio 2025 include anche incentivi per i lavoratori, sia pubblici che privati, che decidono di rimanere in attività anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile. Queste misure puntano a mantenere in servizio figure professionali esperte, contrastando la carenza di personale qualificato in vari settori​. Si tratta del cosiddetto Bonus Maroni o incentivo al posticipo pensione, che ad oggi conosciamo nella versione 2024.

    La nuova Manovra consente a questi lavoratori di rinunciare all’accredito dei contributi a proprio carico, ricevendo invece l’importo direttamente in busta paga. In questo modo, il datore di lavoro verserà tali contributi come parte della retribuzione e sarà esonerato dal versamento all’Inps. Secondo la manovra di bilancio, tali contributi, pari al 9,19% della retribuzione, non concorrono alla formazione del reddito.

    Novità del prossimo anno è invece l’opzione di pensione anticipata, con uscita a 64 anni e almeno 25 anni di contributi, con possibilità di cumulare contribuzione normale e integrativa. Meccanismo a cui potranno accedere solo i lavoratori contributivi puri, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare post 1995.

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    In Legge di bilancio 2025 è confermata la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività per i lavoratori, una misura già in vigore e ora estesa fino al 2027. Quindi su base triennale. Questa agevolazione mira a incentivare le aziende a premiare l’efficienza e la produttività dei propri dipendenti, offrendo vantaggi fiscali sia per i datori di lavoro che per i lavoratori​.

    Inoltre, sempre nel triennio 2025/27 viene confermato l’incremento dei Fringe Benefit, che passano da 258,23 a 1.000 euro per la generalità dei lavoratori, e a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli.

    Revisione accise su gas ed energia

    Viene introdotta una riforma della tassazione su gas naturale ed energia elettrica. Le nuove disposizioni varate dalla Legge di bilancio 2025 mirano a razionalizzare il sistema di accertamento e versamento delle accise, con un meccanismo che punta a semplificare il prelievo fiscale e ridurre le frodi. Questa revisione differenzia tra usi domestici e non domestici, superando le distinzioni precedenti​.

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, la Legge di bilancio 2025 prevede nuovi fondi destinati al rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore sanitario, con uno stanziamento che segue la crescita del PIL nominale. L’obiettivo è migliorare le condizioni lavorative del personale sanitario e garantire servizi di qualità agli utenti​.

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Riforma epocale degli incentivi al rifacimento casa. Cambia infatti il bonus ristrutturazioni, che dal 2025 verrà confermato al 50%, solo sulle abitazioni principali, con tetto di spesa a 96mila euro.

    Va peggio per chi vuole ristrutturare una seconda casa. Le agevolazioni fiscali dal 2025 per tutte le seconde case, finora equiparate alle prime, scendono al 36%, con tetto di spesa a 48mila euro.

    Inoltre, la manovra “proroga il bonus mobili al 50% per l’acquisto nel 2025 di mobili e apparecchiature”, ha annunciato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.

    Mutui giovani under 36

    Prorogata per il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Con la versione 2025 della Legge di bilancio arrivano anche 3 euro in più sulle pensioni minime, che passano dagli 614,77 attuali a 617,90 euro il prossimo anno.

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Altra novità inserita nella legge di bilancio 2025 è l’esclusione del calcolo dell’assegno unico nell’ISEE, ai fini del riconoscimento del bonus nido. Come scritto nel testo: “1.Nella determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) utile ai fini del trattamento di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 non rilevano le erogazioni relative all’assegno unico e universale”.

    Bonus elettrodomestici 2025

    Nel 2025 è previsto un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a 200 euro per famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. Deduzione che può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).

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    Legge di bilancio 2025: tutte le misure approvate con la Manovra

    Dopo aver incassato il voto di fiducia, la Legge di bilancio 2025 è stata approvata in via definitiva dal Senato nella serata di sabato 28 dicembre, con con 112 voti a favore, 67 voti contrari e un astenuto. Luce verde quindi al testo della Manovra finanziaria per il prossimo anno, seppur tra aspre polemiche da parte dell’opposizione, che ha accusato l’esautorazione di fatto del parlamento, vista l’impossibilità di discutere emendamenti al provvedimento, e la formale ultima approvazione di un testo arrivato sugli scranni dei senatori già blindato.

    L’ok definitivo è stato dato a una Manovra da circa 30 miliardi che, tra le misure focali in vigore dal 2025, vede la conferma strutturale del taglio al cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, la revisione al sistema di detrazioni fiscali e da lavoro, misure a favore di famiglie e natalità (carta nuovi nati, bonus nido, ecc) e piccole novità sulle pensioni.

    Scarica il testo della Manovra 2025

    Legge di bilancio 2025 – testo pdf

    2 MB

    Qui di seguito, un elenco delle principali misure incluse nella manovra.

    Indice

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Redditi fino a 20mila euro

    Detrazioni figli a carico

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    Carta dedicata a te 2025

    Congedo parentale 80% ampliato

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    Pacchetto pensioni 2025

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    Revisione accise su gas ed energia

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Mutui giovani under 36

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Bonus elettrodomestici 2025

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Le cifre della Legge di bilancio 2025

    La legge di bilancio 2025 mette sul piatto interventi con copertura finanziaria di circa 30 miliardi il prossimo anno, più di 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027.

    Taglio al cuneo fiscale e sconti Irpef

    Con l’approvazione definitiva della Manovra, è stata confermata la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori: non una novità, ma una misura introdotta nel 2024 e confermata in modo strutturale nel 2025.

    Si tratta di una riduzione della pressione fiscale sul lavoro per redditi fino a 40.000 euro. In sostanza, il taglio del cuneo resta contributivo per i redditi fino a 20.000ì euro mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio diventa fiscale, con una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, detrazione che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi (decalage) tra i 32.000 e i 40.000 euro.

    Aliquota Irpef confermate nel 2025

    Oltre al cuneo fiscale, è stato anche confermato e reso strutturale il sistema delle aliquote IRPEF a tre scaglioni, già introdotta per il 2024, che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con l’applicazione dell’aliquota al 23% sugli imponibili fino a 28.000 euro lordi (anziché fino a 15.000 euro). Le due misure (taglio del cuneo e accorpamento delle prime due aliquote IRPEF) determinano un effetto complessivo pari a circa 18 miliardi annui.

    In pratica avremo le stesse soglie Irpef dello scorso anno:

    aliquota 23% >> redditi fino a 28.000 euro;

    aliquota 35% >> redditi tra 28.001 euro e 50.000 euro;

    aliquota 43% >> redditi otre 50.000 euro.

    Redditi fino a 20mila euro

    E’ stato approvato anche l’erogazione di una somma, che non concorre alla formazione del reddito, ai lavoratori e lavoratrici dipendenti che hanno un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro determinata applicando al reddito di lavoro dipendente del contribuente la percentuale corrispondente:

    al 7,1 per cento, se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro;

    al 5,3 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500 euro ma non a 15.000 euro;

    al 4,8 per cento, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15.000 euro.

    Detrazioni figli a carico

    Novità anche in tema di detrazioni per figli a carico. Nel 2025 la detrazione per figli a carico si applica solo per figli/e di età inferiore a 30 anni, ad eccezione dei casi di disabilità accertata.

    Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    A supporto delle famiglie e per incentivare la natalità, è stata introdotto il Bonus nuove nasciate dal valore di 1.000 euro per i genitori con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura, che si aggiunge al potenziamento del bonus per gli asili nido, è parte dell’impegno del governo verso il sostegno alle famiglie e alla genitorialità, esentando inoltre l’assegno unico universale dal calcolo dell’ISEE​.

    La novità si legge all’articolo 31 della Legge “Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 è riconosciuto un importo una tantum pari a 1.000 euro, erogato nel mese successivo al mese di nascita o adozione. L’importo di cui al primo periodo, che non concorre alla formazione del reddito complessivo”.

    Carta dedicata a te 2025

    C’è posto anche per la Carta dedicata a te nel 2025, che verrà rifinanziata con nuovi 500 euro a disposizione per beneficiario. Nel computo delle detrazioni si terrà conto del numero dei familiari a carico: più numerosi sono i componenti della famiglia, maggiori sono gli spazi per le detrazioni fiscali.

    Congedo parentale 80% ampliato

    Altra novità riguarda l’estensione del congedo parentale all’80%, che passa da 2 a 3 mesi entro il sesto anno di vita del figlio.

    In sostanza l’assenza da lavoro in questo caso, sarà retribuita all’80 per cento per un periodo massimo di 3 mesi.

    Bonus mamme lavoratrici anche alle autonome

    Il bonus per le mamme lavoratrici con almeno due figli è esteso anche alle lavoratrici autonome. A partire dal 2025, è previsto un parziale esonero dei contributi previdenziali per le lavoratrici dipendenti, escluse quelle impiegate in ambito domestico, e per le autonome che percepiscono redditi da lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità ordinaria o semplificata, o redditi da partecipazione, a patto che non abbiano scelto il regime forfettario. Questo esonero è riservato alle madri con almeno due figli e viene concesso fino ai dieci anni di età del figlio più giovane. Dal 2027, per le madri con tre o più figli, l’esonero è esteso fino ai 18 anni del figlio più giovane. L’agevolazione è concessa solo se la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non supera i 40.000 euro all’anno.

    Proroga e aumento Incentivi al lavoro nel mezzogiorno (ZES)

    Gli incentivi per il lavoro nel Mezzogiorno vengono prorogati e rafforzati. La Legge di Bilancio 2025 conferma agevolazioni per l’assunzione di giovani e donne, e la decontribuzione per le imprese localizzate nelle Zone Economiche Speciali (ZES). Inoltre, sono previsti incentivi per il trasferimento della residenza dei nuovi assunti a oltre 100 km di distanza​.

    Rinnovo CCNL Pubblico impiego

    La Legge di bilancio 2025 stanzia risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2025-2027. Questa misura rappresenta un impegno del governo per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore pubblico e il potenziamento dei servizi​.

    Pacchetto pensioni 2025

    Poche novità invece sulle pensioni 2025. L’impianto previdenziale per uscire da lavoro il prossimo anno resta pressoché intatto, se non per qualche modifica riguardo i contributivi puri. Confermata Quota 103 in versione contributiva, così come Ape sociale e Opzione donna selettiva.La Legge di bilancio 2025 include anche incentivi per i lavoratori, sia pubblici che privati, che decidono di rimanere in attività anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile. Queste misure puntano a mantenere in servizio figure professionali esperte, contrastando la carenza di personale qualificato in vari settori​. Si tratta del cosiddetto Bonus Maroni o incentivo al posticipo pensione, che ad oggi conosciamo nella versione 2024.

    La nuova Manovra consente a questi lavoratori di rinunciare all’accredito dei contributi a proprio carico, ricevendo invece l’importo direttamente in busta paga. In questo modo, il datore di lavoro verserà tali contributi come parte della retribuzione e sarà esonerato dal versamento all’Inps. Secondo la manovra di bilancio, tali contributi, pari al 9,19% della retribuzione, non concorrono alla formazione del reddito.

    Novità del prossimo anno è invece l’opzione di pensione anticipata, con uscita a 64 anni e almeno 25 anni di contributi, con possibilità di cumulare contribuzione normale e integrativa. Meccanismo a cui potranno accedere solo i lavoratori contributivi puri, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare post 1995.

    Premi di produttività e Fringe benefit 2025

    In Legge di bilancio 2025 è confermata la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività per i lavoratori, una misura già in vigore e ora estesa fino al 2027. Quindi su base triennale. Questa agevolazione mira a incentivare le aziende a premiare l’efficienza e la produttività dei propri dipendenti, offrendo vantaggi fiscali sia per i datori di lavoro che per i lavoratori​.

    Inoltre, sempre nel triennio 2025/27 viene confermato l’incremento dei Fringe Benefit, che passano da 258,23 a 1.000 euro per la generalità dei lavoratori, e a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli.

    Revisione accise su gas ed energia

    Viene introdotta una riforma della tassazione su gas naturale ed energia elettrica. Le nuove disposizioni varate dalla Legge di bilancio 2025 mirano a razionalizzare il sistema di accertamento e versamento delle accise, con un meccanismo che punta a semplificare il prelievo fiscale e ridurre le frodi. Questa revisione differenzia tra usi domestici e non domestici, superando le distinzioni precedenti​.

    Fondi al Sistema sanitario nazionale

    Per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, la Legge di bilancio 2025 prevede nuovi fondi destinati al rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore sanitario, con uno stanziamento che segue la crescita del PIL nominale. L’obiettivo è migliorare le condizioni lavorative del personale sanitario e garantire servizi di qualità agli utenti​.

    Bonus ristrutturazioni casa al 50%

    Riforma epocale degli incentivi al rifacimento casa. Cambia infatti il bonus ristrutturazioni, che dal 2025 verrà confermato al 50%, solo sulle abitazioni principali, con tetto di spesa a 96mila euro.

    Va peggio per chi vuole ristrutturare una seconda casa. Le agevolazioni fiscali dal 2025 per tutte le seconde case, finora equiparate alle prime, scendono al 36%, con tetto di spesa a 48mila euro.

    Inoltre, la manovra “proroga il bonus mobili al 50% per l’acquisto nel 2025 di mobili e apparecchiature”, ha annunciato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.

    Mutui giovani under 36

    Prorogata per il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.

    Nuovi importi delle pensioni minime

    Con la versione 2025 della Legge di bilancio arrivano anche 3 euro in più sulle pensioni minime, che passano dagli 614,77 attuali a 617,90 euro il prossimo anno.

    Assegno unico fuori dal calcolo ISEE

    Altra novità inserita nella legge di bilancio 2025 è l’esclusione del calcolo dell’assegno unico nell’ISEE, ai fini del riconoscimento del bonus nido. Come scritto nel testo: “1.Nella determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) utile ai fini del trattamento di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 non rilevano le erogazioni relative all’assegno unico e universale”.

    Bonus elettrodomestici 2025

    Nel 2025 è previsto un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a 200 euro per famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

    Maxi-sconto 120% sulle assunzioni

    Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. Deduzione che può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).

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    Ritardi Trenitalia: al via il rimborso automatico dal 2025 (ma non sempre). Le regole

    Novità in arrivo per chi viaggia con i treni: dal 1° gennaio 2025 scattano i rimborsi automatici per i ritardi Trenitalia. Non succederà per tutte le tipologie di ritardo, ma solo in alcuni casi. La regola è che chi acquista il proprio viaggio con biglietto elettronico Regionale di Trenitalia si vedrà rimborsare l’eventuale ritardo in base al minutaggio di attesa superiore a 60 minuti.

    Sarà tutto automatico, e i soldi verranno accreditati direttamente sulla carta utilizzata per fare l’acquisto.

    Ecco quando e come arriveranno i rimborsi ai viaggiatori.

    Indice

    Quando i rimborsi automatici

    Come funzionano i rimborsi automatici dal 2025

    Ritardi Trenitalia: niente rimborsi in questi casi

    Rimborsi Frecce/Alta velocità

    Rimborsi Intercity

    Quando i rimborsi automatici

    Parola d’ordine: elettronico. Questo perché affinché possa avvenire un rimborso automatico, in caso di ritardo, il biglietto del treno deve essere acquistato in modalità elettronica, con carta o bancomat.

    In sostanza chi acquista il titolo di viaggio cartaceo potrà sì avere i rimborsi, ma solo previa domanda. Nulla sarà automatico.

    Seconda parola d’ordine: regionale. Perché al momento l’automatizzazione dei rimborsi è prevista solo per chi acquista biglietti dei treni regionali, non sull’alta velocità, per la quale esiste il servizio smart refund, che invia un messaggio/email al passeggero in caso di ritardo del treno.

    Come funzionano i rimborsi automatici dal 2025

    Appurato che, per beneficiare del rimborso automatico per ritardi Trenitalia il biglietto deve essere regionale e digitale, chiariamo anche che i ritardi in questione devono essere superiori a 60 minuti e il prezzo pagato per il biglietto deve essere sopra i 4 euro.

    Il rimborso arriverà poi automaticamente in base al ritardo registrato dal treno:

    se il treno è in ritardo tra 60 minuti e 119 minuti, è previsto un rimborso del 25% del prezzo del biglietto.

    se il treno ha maturato un ritardo dai 120 minuti in su il rimborso automatico è del 50% (per biglietti di importo pari almeno a 8 euro);

    in caso di cancellazione del treno il rimborso è totale, del 100% del biglietto;

    non ci saranno rimborsi se il prezzo del biglietto è inferiore a 4 euro.

    Qualora i passeggeri abbiano diritto a una percentuale di rimborso per ritardi Trenitalia, questi riceveranno i soldi con accredito diretto sulla carta di credito/debito utilizzata per fare l’acquisto.

    Ritardi Trenitalia: niente rimborsi in questi casi

    Riepilogando i casi in cui i passeggeri non vedranno neanche un euro in modo automatico,

    biglietto acquistato in modo cartaceo;

    biglietto non regionale (intercity o freccia);

    biglietto di importo inferiore ai 4 euro;

    ritardo del treno inferiore ai 60 minuti.

    Questo non significa che non ci saranno rimborsi, ma solo che questi debbano essere richiesti secondo le modalità tradizionali stabilite da Trenitalia. In generale va compilato un form presente sul sito ufficiale o sull’app.

    Rimborsi Frecce/Alta velocità

    Cosa succede ai passeggeri che hanno vissuto la disavventura di un ritardo con le frecce? In questi casi è disponibile il servizio Smart Refund: una modalità di rimborso, che invia una mail o un messaggio direttamente al passeggero in caso di ritardo del treno. E’ istantaneo perché in grado di verificare in tempo reale il ritardo maturato.

    Con questa modalità si può ricevere il rimborso istantaneamente, con restituzione della somma dovuta o come bonus, a seconda delle preferenze del cliente.

    Rimborsi Intercity

    per viaggi su intercity e intercity notte invece sono sempre previsti i dovuti rimborsi, ma questi su richiesta del passeggero:

    In caso di ritardo in arrivo superiore ai 59 minuti Trenitalia ti restituisce un’indennità pari al:

    25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti;

    50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti;

    Si può optare per diverse alternative di indennizzo:

    un bonus per acquistare entro 12 mesi un nuovo biglietto;

    in contanti per pagamenti effettuati in contanti;

    mediante il riaccredito per pagamenti effettuati con carta di credito.

    > Consulta la sezione Trenitalia sui rimborsi

    Articoli in archivio:

    Trenitalia risarcimento per studente pendolare

    Trenitalia e risarcimento danni

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    Fatturazione elettronica: obbligato esteso al 2027. Cosa cambia nei prossimi 3 anni

    La fatturazione elettronica obbligatoria è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027. Decisione formalizzata con la pubblicazione del documento nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, lo scorso 19 dicembre 2024.

    In sostanza, tutte le imprese e i professionisti in Italia dovranno continuare a emettere e ricevere fatture esclusivamente in formato elettronico per altri tre anni oltre la scadenza prevista originariamente

    Tutto messo nero su bianco con la Decisione di esecuzione (UE) 2024/3150 del Consiglio del 10 dicembre 2024, che ha appunto autorizzato l’Italia a continuare sulla strada della digitalizzazione delle fatture, come strumento di lotta all’evasione fiscale.

    Indice

    Fatturazione elettronica obbligatoria: proroga 31 dicembre 2027

    La decisione Ue

    Cosa significa obbligo di fatturazione elettronica

    Novità Fattura semplificata dal 2025

    Fatturazione elettronica obbligatoria: proroga 31 dicembre 2027

    L’Italia ha ottenuto l’autorizzazione a mantenere l’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2027. La Decisione di esecuzione Ue in merito è stata pubblicata nella Gazzetta Ue il 19 dicembre 2024. Questo provvedimento estende un sistema precedentemente limitato, che originariamente copriva solo fino al 31 dicembre 2021 e successivamente solo fino al 31 dicembre 2024, per includere anche le piccole imprese che godono di particolari esenzioni.

    Nel 2024, il governo italiano aveva infatti richiesto questa estensione, evidenziando come l’introduzione di un sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate abbia contribuito significativamente alla lotta contro la frode e l’evasione fiscale, semplificando al contempo l’adempimento tributario e migliorando l’efficienza nella riscossione delle imposte.

    E così è stato. Il documento che ha autorizzato il nostro Paese a continuare con la fatturazione elettronica è stata, la Decisione di esecuzione (UE) 2024/3150 del Consiglio del 10 dicembre 2024.

    La decisione specifica che l’obbligo cesserà immediatamente qualora l’UE introduca un sistema generale di fatturazione elettronica applicabile prima del termine del 2027. Ciò lascia aperta la possibilità di un’integrazione più ampia e uniforme della fatturazione elettronica a livello comunitario.

    La decisione Ue

    “L’Italia sostiene che il sistema di fatturazione elettronica obbligatoria attuato, nel quale confluiscono tutte le fatture emesse nel sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate, abbia pienamente conseguito i suoi obiettivi, ossia lottare contro la frode e l’evasione fiscali, semplificare il rispetto dell’obbligo tributario e rendere più efficiente la riscossione delle imposte, riducendo in tal modo i costi amministrativi per le imprese”, è riportato della Decisione di esecuzione Ue, che conferma la sua autorizzazione con queste parole: “È pertanto opportuno autorizzare l’Italia a continuare ad applicare la misura speciale fino al 31 dicembre 2027. Qualora ritenesse necessaria la proroga della misura speciale oltre il 2027, l’Italia dovrebbe presentare alla Commissione una richiesta di proroga.

    In soldoni, se l’Italia vorrà continuare a oltranza, mantenendo l’obbligo di fatturazione elettronica anche oltre il 2027, dovrà presentare nuova richiesta alla Commissione entro il 31 marzo 2027. Richiesta a cui andrà allegata anche una relazione sull’effettiva efficacia delle misure nella lotta all’evasione fiscale.

    Intanto, fino al 31 dicembre 2027 l’autorizzazione è concessa.

    Allegato

    DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2024/3150 DEL CONSIGLIO

    867 KB

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    Cosa significa obbligo di fatturazione elettronica

    L’obbligo di fatturazione elettronica impone alle aziende e ai professionisti di emettere e ricevere fatture esclusivamente in formato elettronico, anziché in forma cartacea. Questo sistema è stato introdotto nel 2019 per migliorare l’efficienza nella gestione delle transazioni commerciali, con riferimento alle fatture emesse a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia.> Consulta la sezione fatturazione elettronica sul portale Agenzia entrate

    Il processo di invio fattura è fatto di:

    fattura redatta utilizzando pc, tablet o smartphone;

    la stessa fattura deve essere trasmessa in via telematica al cliente, tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

    A sua volta il sistema di interscambio effettua le dovute verifiche sul documento fiscale, per poi:

    inviare la fattura elettronica all’indirizzo telematico presente nel file, campi “Codice Destinatario” o “PEC Destinatario”;

    trasmettere, al soggetto emittente la fattura, una ricevuta di consegna all’interno della quale sono riportate la data e l’ora esatta in cui è avvenuta la consegna.

    Novità Fattura semplificata dal 2025

    A questo si aggiunge l’altra novità, in vigore dal 1° gennaio 2025: a seguito del recepimento delle direttive UE sull’IVA, si dirà addio al tetto massimo dei 400 euro per l’emissione di fattura semplificata (solo ed esclusivamente a beneficio di soggetti in regime forfettario). Non ci saranno più limiti a riguardo quindi.

    Si tratta di un documento fiscale che richiede molte meno informazioni e dati da inserire, rispetto alla fattura ordinaria, ma che comunque mantiene lo stesso valore legale.

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