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    Bonus bollette condominiale: come funziona e come richiederlo

      Zona Climatica     A/B C Famiglie fino a 4 componenti     Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura 28,21 28,21 Riscaldamento 9,10 13,65 Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento 19,11 28,21 Famiglie oltre 4 componenti     Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura 49,14 49,14 Riscaldamento 11,83 19,11 Acqua calda sanitaria […]

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    Bonus 200 euro: come chiedere il riesame per domanda respinta

    Chi ha fatto domanda per il bonus 200 euro entro il 30 novembre e 31 ottobre e si è visto respingere la domanda può ora chiedere il riesame dell’istanza. A dare le istruzioni su come poterlo fare è stata l’Inps.

    Si tratta dell’indennità una tantum 200 euro introdotta con il Decreto Aiuti. Alcuni cittadini l’hanno ricevuta in automatico dall’Inps, altri lavoratori dipendenti l’hanno percepita dal datore di lavoro previa autodichiarazione dei requisiti, altri ancora hanno dovuto inoltrare richiesta all’Inps. Hanno dovuto farlo ad esempio i lavoratori occasionali, gli incaricati di vendite a domicilio, i co.co.co. Il termine per presentare istanza era stato fissato al 30 novembre.

    Ora, la prima fase di gestione delle domande è terminata. Alcune istanze dei cittadini lavoratori sono state respinte, perché prive, secondo l’Inps, dei requisiti necessari. Con il messaggio 30 novembre 2022, n. 4314 però l’Istituto ha dato modo a chi si sia visto rifiutare il bonus 200 euro di chiedere il riesame della domanda. Ha quindi fornito le istruzioni per la presentazione delle istanze di eventuali riesami, da parte dei richiedenti, le cui domande sono state respinte.

    Ecco come capire se e perché la propria domanda è stata respinta, come chiedere il riesame della domanda di bonus 200 euro ed entro quando farlo.

    IndiceBonus 200 euro: destinatari previa domandaBonus 200 euro: come capire se la domanda è stata respintaBonus 200 euro: come chiedere il riesame della domandaBonus 200 euro: entro quando chiedere il riesame Bonus 200 euro rifiutato: i motivi

    Bonus 200 euro: destinatari previa domanda
    L’articolo 32 del Decreto Aiuti ha previsto l’erogazione – previa presentazione della domanda all’INPS da parte dell’interessato – dell’indennità una tantum di importo pari a 200 euro a favore delle seguenti categorie di lavoratori:

    lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409 del c.p.c., dottorandi e assegnisti di ricerca;lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo;lavoratori autonomi occasionali privi di partita IVA;lavoratori incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

    Queste categorie hanno dovuto quindi procedere ad effettuare una procedura di domanda telematica, da inviare all’istituto entro il 30 novembre (in alcuni casi entro il 31 ottobre). A scadenza conclusa, l’Inps ha provveduto a esaminare tutte le istanze pervenute, sulla base del possesso requisiti e delle regole di incumulabilità e incompatibilità del sussidio. In seguito a questi controlli ha dovuto rifiutare alcune domande. Ecco perché alcuni lavoratori non si sono visti accreditare i soldi sul conto. E’ possibile comunque verificare se la propria domanda sia stata respinta e il perché.

    Bonus 200 euro: come capire se la domanda è stata respinta
    La procedura utilizzata per verificare le domande si è svolta con automatici sui requisiti, sulle incompatibilità e incumulabilità normativamente previste. L’esito della domanda e le relative motivazioni sono consultabili sul sito dell’INPS, tramite il servizio denominato “Indennità una tantum 200 euro”, alla voce “Esiti”, sia da parte del Patronato sia da parte del cittadino accedendo con le proprie credenziali.

    Bonus 200 euro: come chiedere il riesame della domanda
    C’è però ancora una possibilità per ricevere il bonus 200 euro per chiunque si sia visto respingere la domanda. Si può chiedere all’Inps il riesame della stessa, accedendo alla stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità una tantum 200 euro”.Per le domande nello stato “Respinta” è disponibile la lista dei motivi di reiezione e il tasto “Chiedi riesame”, che consente di inserire la motivazione della richiesta e, attraverso la funzione “Allega documentazione”, i documenti previsti per il riesame.

    Bonus 200 euro: entro quando chiedere il riesame
    Chi vuole inviare all’Inps istanza di riesame per l’indennità 200 euro respinta ha tempo 90 giorni:

    dal 30 novembre (data di pubblicazione del messaggio Inps). Scadenza domanda riesame il 28 febbraio 2023;oppure dalla data in cui il cittadino viene a conoscenza del respingimento.

    Bonus 200 euro rifiutato: i motivi
    Ci sono diverse motivazioni che possono avere portato l’Inps a respingere le istanze di indennità 200 euro una tantum, presentate dai cittadini. Lo stesso istituto le elenca nell’Allegato 1 al messaggio del 30 novembre. Ognuna è valida in base ai requisiti che ogni categoria di richiedente doveva possedere. Qui di seguito ne vediamo alcuni:

    il richiedente non risulta iscritto alla Gestione separata, e/o non risulta essere titolare di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di dottorando o assegnista di ricerca e/o il reddito derivante dai suddetti rapporti, per l’anno di imposta 2021, risulta superiore a 35.000 euro,il richiedente risulta titolare di un trattamento pensionistico incompatibile alla data prevista dalla normativa di riferimento,il richiedente risulta iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie (come lavoratore autonomo) alla data prevista dalla normativa di riferimento,il richiedente non risulta aver svolto l’attività lavorativa per almeno 50 giornate nel 2021, anche riferite a più contratti, come lavoratore stagionale, e/o tempo determinato e/o intermittente,il richiedente risulta aver avuto nell’anno 2021 un reddito derivante dai rapporti di lavoro stagionali e/o tempo determinato e/o intermittenti superiore a 35.000 euro,il richiedente risulta aver già percepito l’Indennità prevista dal DL Aiuti.

    Scarica Allegato

    Motivi rifiuto domanda Bonus 200 euro – Allegato 1 Inps
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    Riesame domande bonus 200 euro – Messaggio Inps 4314 del 30 novembre
    350 KB […]

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    Come scegliere l’assicurazione per lo Sci obbligatoria per legge

    Come è noto, dal 1 gennaio 2022, coloro che praticano lo sci alpino a livello amatoriale, devono essere dotati di un’assicurazione che copra contro eventuali danni che lo sciatore può arrecare involontariamente ad altri mentre effettua le sue discese.La disposizione di legge n. 40 del 28.2.2021 all’articolo 30 così infatti recita: “lo sciatore che utilizza le piste da sci alpino deve possedere un’assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi”. Coloro che trasgrediscono, rischiano contravvenzioni dai 100 ai 150 euro e il ritiro dello skipass.Questa disposizione, che rientra in un quadro più ampio di norme che interessano il mondo sportivo, è stata erogata al fine di poter rendere più sicura la pratica dello sci alpino: non va dimenticato che solo nel 2020 si sono registrati più di 10.000 incidenti sulle piste da sci.Per far fronte a questa nuova esigenza di tutela assicurativa imposta dalla legge, sul mercato sono fiorite differenti soluzioni di polizza offerte sia dalle compagnie che dai gestori degli impianti: ma come scegliere la polizza sci più adatta? A che cosa prestare attenzione prima di sottoscriverla?Con questo articolo diamo 3 consigli utili ad indirizzare la scelta di una polizza sci adeguata alle proprie esigenze.

    Valutare attentamente la copertura proposta senza fermarsi al prezzo
    Per le polizze sci sono ad oggi presenti sul mercato molte offerte, alcune delle quali costano pochissimo anche solo 2/3 euro al giorno: non deve essere però il prezzo a guidare la scelta della polizza da sottoscrivere, bensì le coperture che sono offerte.Nel mondo assicurativo per la maggior parte dei casi, un costo basso è indice di scarsa protezione. Molte polizze sci low cost ad esempio, limitano la loro copertura all’esercizio dell’attività sciistica sulle piste da neve, senza tutelare l’assicurato per incidenti che possono essere provocati anche al di fuori di esse.Il più delle volte questo tipo di assicurazioni si limitano ad offrire una copertura minima solo per i danni verso terzi, tralasciando quelli che possono capitare allo stesso sciatore: ma scivolare ad esempio su un sentiero ghiacciato sbattendo la testa e fratturarsi qualche arto per una caduta accidentale, sono situazioni che possono capitare a tutti.

    Fare molta attenzione al massimale della Polizza Sci
    Il massimale è il massimo risarcimento rimborsabile dalla compagnia di assicurazione per ciascun incidente (in gergo assicurativo “sinistro”), indipendentemente dal numero di persone coinvolte.Il massimale incide sul costo della polizza: un suo costo basso significa anche un rimborso basso che l’assicurato riceve in caso di incidente dichiarato.Va anche ricordato che  per i sinistri che provocano danni di importo superiore al  massimale previsto dal contratto, è l’assicurato a rispondere con il proprio patrimonio per il valore da risarcire eccedente a quell’importo.Per i danni da Responsabilità civile a terzi, magari anche gravi, come possono capitare a seguito di una collusione durante una discesa, non si può sapere a priori per quanto si può essere chiamati o condannati  a risarcire: se il massimale della polizza sci è basso, l’assicurato dovrà rifondere la parte economica più consistente del danno creato utilizzando il proprio patrimonio personale.

    Controllare la franchigia di una Polizza Sci
    La franchigia è ricordiamo, per chi non fosse troppo avvezzo al linguaggio assicurativo, la quota del danno che rimane comunque a carico dell’assicurato ogni volta che la compagnia si trova a dover liquidare un sinistro.Anche questo non è un dettaglio banale: per le assicurazioni per lo sci, le franchigie possono essere elevate spingendosi fino a 500 euro per i danni alle cose e a 1000 euro per danni alle persone. A seconda della franchigia prevista dalla polizza, può accadere ad esempio che un danneggiamento di un paio di sci potrebbe non venire rimborsato ma ricadere sull’assicurato.Una delle assicurazioni più richieste dagli sciatori, sottoscrivibile comodamente online è la soluzione di Ergo “Vacanze e sport sulla neve” su assaperlo.com: è una polizza sci tra le più complete e meglio costruite dal mercato assicurativo.Questa assicurazione contempla la responsabilità civile per danni a terzi con  massimali di copertura elevati e franchigie piuttosto basse  sia per eventi occorsi all’interno di impianti sciistici che al di fuori degli stessi, nonché l’assistenza medica anche per l’assicurato durante tutta la sua permanenza sulla neve.Vacanze e sport sulla neve su assaperlo.com è una soluzione ideale non solo per lo sci alpino ma anche , per molti altri sport sulla neve come snowboard, sci di fondo, pattinaggio. Fino al 30 agosto 2023, Vacanze e sport sulla neve è in promozione con lo sconto del 15%: puoi scaricare gratuitamente il codice sconto cliccando qui. […]

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