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    I nuovi codici ATECO 2025, in vigore da gennaio: cosa cambia ed esempi

    Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione delle attività economiche con i codici ATECO 2025, che sostituisce la precedente versione del 2007, poi aggiornata al 2022. L’adozione operativa dei nuovi codici è fissata tuttavia al 1° aprile 2025, data a partire dalla quale imprese e professionisti dovranno utilizzarli per fini amministrativi, fiscali e statistici.

    La novità è stata resa nota da un comunicato Istat, online in Gazzetta ufficiale dal 27 dicembre 2024,

    L’obiettivo di questa revisione è armonizzare la classificazione italiana con quella europea, migliorando la rappresentazione delle attività economiche emergenti e adeguando le descrizioni di settore ai cambiamenti intervenuti negli ultimi anni.Di seguito le novità in vigore, alcuni esempi di nuovi codici ATECO 2025 e gli indirizzi per consultare la mappa completa.

    Indice

    Novità principali dei codici ATECO 2025

    Esempi di nuovi Codici Ateco 2025

    Il passaggio dai vecchi ai nuovi codici ATECO

    Entrata in vigore nuovi Codici ATECO

    Consultare i nuovi codici ATECO

    Adempimenti fiscali e amministrativi per l’adozione di ATECO 2025

    Contatti utili

    Novità principali dei codici ATECO 2025

    La nuova classificazione introduce modifiche sostanziali, tra cui:

    nuovi settori economici e aggiornamenti nelle descrizioni delle attività esistenti.

    una ricodifica completa dei registri statistici e amministrativi gestiti da ISTAT, Camere di commercio e Agenzia delle Entrate.

    l’obbligo di utilizzo dei nuovi codici per tutti gli adempimenti fiscali e amministrativi dal 1° aprile 2025, salvo indicazioni diverse riportate nei modelli ufficiali.

    La classificazione ATECO 2025 contiene in totale 3.257 codici.Come chiarito da Istat, rispetto alla vecchia classificazione ATECO, il dettaglio della nuova classificazione è leggermente aumentato: le sezioni sono passate da 21 a 22, le classi da 615 a 651, le sottocategorie da 1.241 a 1.290 a fronte di una diminuzione delle divisioni da 88 a 87 e di una stabilità in termini di categorie (pari a 920 codici).

    Leggi anche: Novità Forfettari dal 1° gennaio 2025: fattura semplificata senza tetto dei 400 euro

    Esempi di nuovi Codici Ateco 2025

    Il numero dei nuovi codici è molto ampio e dettagliato. Ecco qualche esempio significativo:

    Settore Agricoltura

    01.63.10: Attività successive alla raccolta.

    03.30.00: Attività di supporto alla pesca e all’acquacoltura.

    Settore Energia

    35.11.00: Produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili.

    35.12.00: Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

    Settore Manifatturiero

    16.26.00: Produzione di combustibili solidi da biomassa vegetale.

    28.97.00: Fabbricazione di macchine per la produzione additiva.

    Settore Servizi di Alloggio e Ristorazione

    55.40.00: Attività di servizi di intermediazione per servizi di alloggio.

    56.12.00: Attività di servizi di ristorazione mobile.

    Settore Informatica e Telecomunicazioni

    62.10.00: Attività di programmazione informatica.

    63.91.00: Attività dei portali di ricerca sul web.

    Il passaggio dai vecchi ai nuovi codici ATECO

    Per supportare imprese e professionisti nella transizione verso i nuovi codici, ISTAT e il sistema camerale metteranno a disposizione:

    Tabelle di conversione tra i codici ATECO 2007 e ATECO 2025, disponibili entro i primi mesi del 2025 sul sito ufficiale di ISTAT.

    Strumenti di ricerca online, che consentiranno di individuare il codice ATECO corretto in base alla descrizione dell’attività economica.

    Piattaforme digitali delle Camere di commercio, come l’app impresa.italia.it, tramite cui le imprese potranno consultare gratuitamente la visura camerale aggiornata con i nuovi codici.

    Entrata in vigore nuovi Codici ATECO

    Le date chiave di questa piccola rivoluzione sono essenzialmente due:

    1° gennaio 2025: data da cui i nuovi codici ATECO 2025 sono entrati in vigore in modo formale, sostituendo la vecchia classificazione; entrano formalmente in vigore e sostituiscono quelli attuali (ATECO 2007 aggiornati al 2022).

    1° aprile 2025: data da cui i nuovi codici ATECO diventano operativi e obbligatori per tutti gli adempimenti statistici, amministrativi e fiscali.

    Consultare i nuovi codici ATECO

    Per consultare l’elenco completo dei codici e dei titoli della classificazione ATECO 2025, l’ISTAT ha reso disponibile la Struttura ATECO 2025 e nota metodologica in formato PDF, accessibile a questo link.

    Inoltre, è possibile scaricare la struttura completa in formato Excel, che offre una visione dettagliata dei codici e delle relative descrizioni (nel box Allegati qui sotto).

    Allegati

    Struttura ATECO 2025

    196 KB

    Nota metodologica ATECO 2025

    2 MB

    Adempimenti fiscali e amministrativi per l’adozione di ATECO 2025

    Dal 1° aprile 2025, tutti gli operatori economici dovranno adeguarsi ai nuovi codici per gli atti e le dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate e alle Camere di commercio. Di seguito gli adempimenti previsti:

    Adempimenti fiscali: non vi è obbligo di presentare una dichiarazione di variazione dei dati IVA. Tuttavia, se il nuovo codice ATECO risulta più rappresentativo dell’attività economica svolta, sarà possibile aggiornare la propria posizione presso l’Agenzia delle Entrate utilizzando i modelli disponibili sul sito ufficiale:

    Modello AA7/10 per società ed enti.

    Modello AA9/12 per imprese individuali e liberi professionisti.

    Modello AA5/6 per enti non commerciali.

    Adempimenti statistici: dal 1° aprile 2025, sarà possibile verificare e confermare la riclassificazione proposta da ISTAT tramite il portale “Statistica&Imprese”. Gli utenti che riterranno inadeguata la nuova codifica potranno richiedere una modifica direttamente online.

    Adempimenti camerali: le Camere di commercio aggiorneranno d’ufficio il codice ATECO delle imprese registrate. Per un periodo transitorio, le visure camerali riporteranno sia il nuovo codice che quello precedente, facilitando così il passaggio alle nuove codifiche.

    Contatti utili

    Per eventuali richieste di chiarimento o segnalazioni riguardanti la nuova classificazione, ISTAT ha attivato i seguenti canali di supporto:

    atecoinfo@istat.it: attivo dal 1° aprile 2025 per richieste di assistenza.

    comitatoatecoistat@istat.it: per inviare suggerimenti utili alle future revisioni della classificazione.

    Consigliamo anche ATECO 2025 – Classificazione delle attività economiche, in formato xls.

    Foto copertina: istock/Dilok Klaisataporn […]

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    Taglio al cuneo fiscale 2025 e nuove detrazioni: come funzionano e impatto sui redditi

    La Legge di bilancio 2025, con all’interno la conferma (con novità) del taglio al cuneo fiscale, è stata pubblicata in Gazzetta lo scorso 31 dicembre. Si tratta della Legge 30 dicembre 2024 numero 207, contenente “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027”.Grazie alla pubblicazione in G.U. la legge di bilancio per l’anno corrente entra così in vigore dal 1° gennaio 2025.Tra le principali misure in materia di lavoro e fisco, figura la riduzione del cuneo fiscale (articolo 1, commi 4-9) con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga spettante ai lavoratori dipendenti, attraverso una corrispondente diminuzione del peso di contributi e tasse.Nel testo della Manovra 2025 ritroviamo altresì un ritocco alla normativa fiscale in materia di detrazioni per coloro che producono redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati (articolo 1, comma 2, lettera b).Analizziamo le novità in dettaglio.

    Indice

    Cuneo fiscale con Bonus Irpef redditi fino a 20mila euro

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

    Cuneo fiscale con Bonus Irpef redditi fino a 20mila euro

    La Manovra 2025 pubblicata in Gazzetta ufficiale riconosce all’articolo 1, comma 4 un bonus a beneficio dei titolari di reddito di lavoro dipendente, disciplinato dall’articolo 49 del TUIR, Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917, con esclusione dei redditi di cui al comma 2, lettera a) rappresentati dalle pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse equiparati.I soggetti in questione devono essere titolari di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro. 

    Leggi anche: Aliquote Irpef 2025: confermati i tre scaglioni 23%-35%-43%. Le novità

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Il Bonus, esente da contributi e imposte, si calcola applicando la seguente percentuale al reddito di lavoro dipendente del soggetto interessato:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro eccede i 15 mila euro.

    Ai soli fini dell’individuazione della percentuale applicabile il reddito di lavoro dipendente di riferimento è quello relativo all’intero anno (periodo d’imposta).

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    L’articolo 1, comma 6, Legge numero 207/2024 riserva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro, un’ulteriore detrazione fiscale, aggiuntiva a quelle già previste dal TUIR, rapportata al periodo di lavoro e pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo) / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila ma non a 40 mila euro.

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    Il Bonus Irpef e la detrazione previsti dalla Manovra 2025 vengono riconosciuti in via automatica dal datore di lavoro (sostituto d’imposta), in busta paga, all’atto dell’erogazione delle retribuzioni.L’effettiva spettanza delle somme è comunque verificata dallo stesso datore di lavoro in sede di conguaglio di fine anno / fine rapporto nel momento in cui è noto il reddito complessivo del lavoratore.Qualora, in sede di conguaglio, il bonus o la detrazione “si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo” (articolo 1, comma 7, Legge numero 207/2024).Nel caso in cui la somma da recuperare sia superiore a 60 euro, la trattenuta avviene in dieci rate di pari importo, a decorrere dalla prima retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Ai fini della determinazione del reddito complessivo e del reddito di lavoro dipendente presi a riferimento per il diritto e la misura del Bonus Irpef e dell’ulteriore detrazione previsti dalla Manovra 2025 rileva anche la quota esente del reddito agevolato per effetto delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, Decreto – legge numero 78/2010, dell’articolo 16 del Decreto legislativo numero 147/2015 e dell’articolo 5 del Decreto legislativo numero 209/2023.Lo stesso reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Il Bonus Irpef spettante ai titolari di redditi pari o inferiori a 20 mila euro si concretizza in una somma aggiuntiva al netto in busta paga (esente da trattenute a titolo di contributi previdenziali / assistenziali e di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche e relative addizionali regionali e comunali).Al contrario, l’ulteriore detrazione riservata a coloro che possiedono redditi superiori a 20 mila euro ma pari o inferiori a 40 mila euro si traduce in una somma che abbatte l’Irpef lorda, quest’ultima calcolata in base agli scaglioni di imposta al 23, 35 e 43%. In tal caso, il beneficio per il contribuente è rappresentato da una diminuzione dell’Irpef netta, ottenuta dall’operazione Irpef lorda – detrazioni, trattenuta in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’Erario.Pertanto, ad una minore trattenuta fiscale corrisponde un aumento del netto da liquidare al lavoratore.

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

    L’articolo 13, comma 1 del TUIR riconosce una detrazione fiscale a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente (e taluni redditi assimilati) in possesso di un reddito complessivo non superiore a 50 mila euro.La detrazione in parola, la cui azione si concretizza in un abbattimento dell’Irpef lorda a carico del contribuente, è riconosciuta automaticamente dal datore di lavoro in busta paga secondo un importo variabile in ragione del reddito complessivo dell’interessato.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 2, lettera b) interviene proprio sulla formula prevista per il calcolo della detrazione, in particolare con riguardo a coloro che possiedono redditi non superiori a 15 mila euro. In tal caso infatti l’ammontare della detrazione passa da 1.880,00 a 1.955,00 euro.Da notare che la detrazione effettivamente spettante non può comunque essere inferiore a 690,00 euro. Per i rapporti di lavoro a termine la detrazione non può attestarsi al di sotto dei 1.380,00 euro.E’ opportuno precisare che il Decreto legislativo numero 216/2023 ha già disposto (articolo 1, comma 2) il passaggio della detrazione minima da 1.880,00 a 1.955,00 euro ma esclusivamente per il periodo d’imposta 2024.Con la modifica prevista dalla Manovra 2025 la detrazione minima a 1.955,00 euro è resa così strutturale.

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    La Legge di bilancio 2025, con all’interno la conferma (con novità) del taglio al cuneo fiscale, è stata pubblicata in Gazzetta lo scorso 31 dicembre. Si tratta della Legge 30 dicembre 2024 numero 207, contenente “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027”.Grazie alla pubblicazione in G.U. la legge di bilancio per l’anno corrente entra così in vigore dal 1° gennaio 2025.Tra le principali misure in materia di lavoro e fisco, figura la riduzione del cuneo fiscale (articolo 1, commi 4-9) con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga spettante ai lavoratori dipendenti, attraverso una corrispondente diminuzione del peso di contributi e tasse.Nel testo della Manovra 2025 ritroviamo altresì un ritocco alla normativa fiscale in materia di detrazioni per coloro che producono redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati (articolo 1, comma 2, lettera b).Analizziamo le novità in dettaglio.

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    Cuneo fiscale con Bonus Irpef redditi fino a 20mila euro

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

    Cuneo fiscale con Bonus Irpef redditi fino a 20mila euro

    La Manovra 2025 pubblicata in Gazzetta ufficiale riconosce all’articolo 1, comma 4 un bonus a beneficio dei titolari di reddito di lavoro dipendente, disciplinato dall’articolo 49 del TUIR, Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917, con esclusione dei redditi di cui al comma 2, lettera a) rappresentati dalle pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse equiparati.I soggetti in questione devono essere titolari di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro. 

    Leggi anche: Aliquote Irpef 2025: confermati i tre scaglioni 23%-35%-43%. Le novità

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Il Bonus, esente da contributi e imposte, si calcola applicando la seguente percentuale al reddito di lavoro dipendente del soggetto interessato:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro eccede i 15 mila euro.

    Ai soli fini dell’individuazione della percentuale applicabile il reddito di lavoro dipendente di riferimento è quello relativo all’intero anno (periodo d’imposta).

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    L’articolo 1, comma 6, Legge numero 207/2024 riserva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro, un’ulteriore detrazione fiscale, aggiuntiva a quelle già previste dal TUIR, rapportata al periodo di lavoro e pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo) / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila ma non a 40 mila euro.

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    Il Bonus Irpef e la detrazione previsti dalla Manovra 2025 vengono riconosciuti in via automatica dal datore di lavoro (sostituto d’imposta), in busta paga, all’atto dell’erogazione delle retribuzioni.L’effettiva spettanza delle somme è comunque verificata dallo stesso datore di lavoro in sede di conguaglio di fine anno / fine rapporto nel momento in cui è noto il reddito complessivo del lavoratore.Qualora, in sede di conguaglio, il bonus o la detrazione “si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo” (articolo 1, comma 7, Legge numero 207/2024).Nel caso in cui la somma da recuperare sia superiore a 60 euro, la trattenuta avviene in dieci rate di pari importo, a decorrere dalla prima retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Ai fini della determinazione del reddito complessivo e del reddito di lavoro dipendente presi a riferimento per il diritto e la misura del Bonus Irpef e dell’ulteriore detrazione previsti dalla Manovra 2025 rileva anche la quota esente del reddito agevolato per effetto delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, Decreto – legge numero 78/2010, dell’articolo 16 del Decreto legislativo numero 147/2015 e dell’articolo 5 del Decreto legislativo numero 209/2023.Lo stesso reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Il Bonus Irpef spettante ai titolari di redditi pari o inferiori a 20 mila euro si concretizza in una somma aggiuntiva al netto in busta paga (esente da trattenute a titolo di contributi previdenziali / assistenziali e di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche e relative addizionali regionali e comunali).Al contrario, l’ulteriore detrazione riservata a coloro che possiedono redditi superiori a 20 mila euro ma pari o inferiori a 40 mila euro si traduce in una somma che abbatte l’Irpef lorda, quest’ultima calcolata in base agli scaglioni di imposta al 23, 35 e 43%. In tal caso, il beneficio per il contribuente è rappresentato da una diminuzione dell’Irpef netta, ottenuta dall’operazione Irpef lorda – detrazioni, trattenuta in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’Erario.Pertanto, ad una minore trattenuta fiscale corrisponde un aumento del netto da liquidare al lavoratore.

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

    L’articolo 13, comma 1 del TUIR riconosce una detrazione fiscale a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente (e taluni redditi assimilati) in possesso di un reddito complessivo non superiore a 50 mila euro.La detrazione in parola, la cui azione si concretizza in un abbattimento dell’Irpef lorda a carico del contribuente, è riconosciuta automaticamente dal datore di lavoro in busta paga secondo un importo variabile in ragione del reddito complessivo dell’interessato.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 2, lettera b) interviene proprio sulla formula prevista per il calcolo della detrazione, in particolare con riguardo a coloro che possiedono redditi non superiori a 15 mila euro. In tal caso infatti l’ammontare della detrazione passa da 1.880,00 a 1.955,00 euro.Da notare che la detrazione effettivamente spettante non può comunque essere inferiore a 690,00 euro. Per i rapporti di lavoro a termine la detrazione non può attestarsi al di sotto dei 1.380,00 euro.E’ opportuno precisare che il Decreto legislativo numero 216/2023 ha già disposto (articolo 1, comma 2) il passaggio della detrazione minima da 1.880,00 a 1.955,00 euro ma esclusivamente per il periodo d’imposta 2024.Con la modifica prevista dalla Manovra 2025 la detrazione minima a 1.955,00 euro è resa così strutturale.

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    La Legge di bilancio 2025, con all’interno la conferma (con novità) del taglio al cuneo fiscale, è stata pubblicata in Gazzetta lo scorso 31 dicembre. Si tratta della Legge 30 dicembre 2024 numero 207, contenente “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027”.Grazie alla pubblicazione in G.U. la legge di bilancio per l’anno corrente entra così in vigore dal 1° gennaio 2025.Tra le principali misure in materia di lavoro e fisco, figura la riduzione del cuneo fiscale (articolo 1, commi 4-9) con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga spettante ai lavoratori dipendenti, attraverso una corrispondente diminuzione del peso di contributi e tasse.Nel testo della Manovra 2025 ritroviamo altresì un ritocco alla normativa fiscale in materia di detrazioni per coloro che producono redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati (articolo 1, comma 2, lettera b).Analizziamo le novità in dettaglio.

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    Cuneo fiscale con Bonus Irpef redditi fino a 20mila euro

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

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    La Manovra 2025 pubblicata in Gazzetta ufficiale riconosce all’articolo 1, comma 4 un bonus a beneficio dei titolari di reddito di lavoro dipendente, disciplinato dall’articolo 49 del TUIR, Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917, con esclusione dei redditi di cui al comma 2, lettera a) rappresentati dalle pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse equiparati.I soggetti in questione devono essere titolari di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro. 

    Leggi anche: Aliquote Irpef 2025: confermati i tre scaglioni 23%-35%-43%. Le novità

    Come funziona il bonus redditi fino a 20mila euro

    Il Bonus, esente da contributi e imposte, si calcola applicando la seguente percentuale al reddito di lavoro dipendente del soggetto interessato:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro eccede i 15 mila euro.

    Ai soli fini dell’individuazione della percentuale applicabile il reddito di lavoro dipendente di riferimento è quello relativo all’intero anno (periodo d’imposta).

    Detrazione redditi sopra i 20mila euro

    L’articolo 1, comma 6, Legge numero 207/2024 riserva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro, un’ulteriore detrazione fiscale, aggiuntiva a quelle già previste dal TUIR, rapportata al periodo di lavoro e pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo) / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila ma non a 40 mila euro.

    Come ottenere il bonus redditi/detrazione

    Il Bonus Irpef e la detrazione previsti dalla Manovra 2025 vengono riconosciuti in via automatica dal datore di lavoro (sostituto d’imposta), in busta paga, all’atto dell’erogazione delle retribuzioni.L’effettiva spettanza delle somme è comunque verificata dallo stesso datore di lavoro in sede di conguaglio di fine anno / fine rapporto nel momento in cui è noto il reddito complessivo del lavoratore.Qualora, in sede di conguaglio, il bonus o la detrazione “si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo” (articolo 1, comma 7, Legge numero 207/2024).Nel caso in cui la somma da recuperare sia superiore a 60 euro, la trattenuta avviene in dieci rate di pari importo, a decorrere dalla prima retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

    I redditi di riferimento per bonus e detrazione

    Ai fini della determinazione del reddito complessivo e del reddito di lavoro dipendente presi a riferimento per il diritto e la misura del Bonus Irpef e dell’ulteriore detrazione previsti dalla Manovra 2025 rileva anche la quota esente del reddito agevolato per effetto delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, Decreto – legge numero 78/2010, dell’articolo 16 del Decreto legislativo numero 147/2015 e dell’articolo 5 del Decreto legislativo numero 209/2023.Lo stesso reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

    Differenza tra bonus Irpef e detrazione Irpef

    Il Bonus Irpef spettante ai titolari di redditi pari o inferiori a 20 mila euro si concretizza in una somma aggiuntiva al netto in busta paga (esente da trattenute a titolo di contributi previdenziali / assistenziali e di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche e relative addizionali regionali e comunali).Al contrario, l’ulteriore detrazione riservata a coloro che possiedono redditi superiori a 20 mila euro ma pari o inferiori a 40 mila euro si traduce in una somma che abbatte l’Irpef lorda, quest’ultima calcolata in base agli scaglioni di imposta al 23, 35 e 43%. In tal caso, il beneficio per il contribuente è rappresentato da una diminuzione dell’Irpef netta, ottenuta dall’operazione Irpef lorda – detrazioni, trattenuta in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’Erario.Pertanto, ad una minore trattenuta fiscale corrisponde un aumento del netto da liquidare al lavoratore.

    Detrazione da lavoro dipendente: cosa cambia

    L’articolo 13, comma 1 del TUIR riconosce una detrazione fiscale a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente (e taluni redditi assimilati) in possesso di un reddito complessivo non superiore a 50 mila euro.La detrazione in parola, la cui azione si concretizza in un abbattimento dell’Irpef lorda a carico del contribuente, è riconosciuta automaticamente dal datore di lavoro in busta paga secondo un importo variabile in ragione del reddito complessivo dell’interessato.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 2, lettera b) interviene proprio sulla formula prevista per il calcolo della detrazione, in particolare con riguardo a coloro che possiedono redditi non superiori a 15 mila euro. In tal caso infatti l’ammontare della detrazione passa da 1.880,00 a 1.955,00 euro.Da notare che la detrazione effettivamente spettante non può comunque essere inferiore a 690,00 euro. Per i rapporti di lavoro a termine la detrazione non può attestarsi al di sotto dei 1.380,00 euro.E’ opportuno precisare che il Decreto legislativo numero 216/2023 ha già disposto (articolo 1, comma 2) il passaggio della detrazione minima da 1.880,00 a 1.955,00 euro ma esclusivamente per il periodo d’imposta 2024.Con la modifica prevista dalla Manovra 2025 la detrazione minima a 1.955,00 euro è resa così strutturale.

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    Fringe benefit 2025: soglie di detassazione fino a 2mila euro e bonus affitto dipendenti

    Nella Legge di bilancio 2025 c’è posto anche per misure in tema di Fringe benefit. Lo scorso 28 dicembre il Senato ha approvato in via definitiva la Manovra 2025: in termini tecnici, il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027”.Nel testo che ha ricevuto il via libera di Palazzo Madama è stato introdotta (articolo 1, comma 390) il riconoscimento, per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, una soglia di detassazione maggiorata per i beni e i servizi (retribuzione in natura) riconosciuti ai lavoratori dipendenti.A tutto questo si aggiunge l’esenzione fiscale (articolo 1, comma 386) per le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione dei fabbricati locati dai dipendenti assunti a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.Analizziamo le novità in dettaglio.

    Indice

    Cosa sono i fringe benefit

    Beni e servizi di modico valore

    Soglia Fringe Benefit maggiorata nel 2025/27

    Fringe benefit con soglia detassazione 2mila euro: per chi?

    Calcolo reddito personale del figlio

    Soglia reddito superata: cosa succede

    Come ottenere la detassazione Fringe Benefit a 2mila euro

    Cambio di residenza necessario

    Somme rilevanti ai fine ISEE

    Cosa sono i fringe benefit

    I fringe benefits, detti anche compensi in natura, sono tutti quei beni e servizi che il dipendente riceve dal datore di lavoro nel corso del periodo d’imposta, in ragione del contratto di lavoro in essere.In questo caso si parla di retribuzione in natura per differenziare i fringe benefits dalle somme in denaro (a titolo ad esempio di paga base, superminimi e altre indennità) riconosciute al dipendente e attestate nel cedolino.Trattandosi di vera e propria retribuzione (anche se in natura) i fringe benefits sono soggetti a contributi e tasse secondo regole particolari di quantificazione della retribuzione imponibile. Possiamo infatti distinguere tra:

    compensi in natura non tassati;

    compensi in natura tassati assumendo come retribuzione imponibile il valore normale o, al contrario, un valore convenzionale fissato dalla stessa normativa (Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, numero 917, cosiddetto TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    Un caso particolare, rispetto a quanto descritto, riguarda i beni e servizi di modico valore.

    Beni e servizi di modico valore

    La normativa fiscale italiana, rappresentata dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi del 22 dicembre 1986, numero 917), ha stabilito, all’articolo 51 comma 3, che non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dal datore di lavoro ai dipendenti sotto forma di retribuzione in natura (detti anche fringe benefits), se complessivamente di importo non superiore, nel periodo d’imposta, a lire 500.000, valore convertito in 258,23 euro.

    Se il predetto valore è superiore alla soglia, lo stesso concorre interamente a formare il reddito imponibile ai fini:

    fiscali per il calcolo di IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e relative addizionali regionali e comunali;

    previdenziali e assistenziali, per il calcolo dei contributi a carico dipendente (trattenuti in busta paga) e, parimenti, a carico azienda.

    Soglia Fringe Benefit maggiorata nel 2025/27

    Nell’ottica di ridurre il cosiddetto cuneo fiscale, da intendersi come il peso di contributi e tasse sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, il Disegno di legge di bilancio 2025 approvato in Senato, in deroga a quanto previsto dal TUIR, prevede in via eccezionale una soglia di detassazione maggiorata dei fringe benefits per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027 (articolo 1, comma 390).In particolare non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di 1.000,00 euro (per periodo d’imposta), il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, comprese le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori (dai datori di lavoro) per il pagamento:

    delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale;

    delle spese per la locazione dell’abitazione principale o degli interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale.

    Fringe benefit con soglia detassazione 2mila euro: per chi?

    La soglia di detassazione dei fringe benefits, eccezionalmente fissata a 1.000,00 euro per il triennio 2025-2027, passa a 2.000,00 euro per i soli lavoratori dipendenti con figli, compresi:

    I figli nati fuori del matrimonio riconosciuti;

    I figli adottivi, affiliati o affidati;

    che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2, del TUIR. Tali si intendono i figli fiscalmente a carico, in possesso cioè di un reddito personale non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.Il limite descritto passa a 4.000,00 euro per i figli di età non superiore a 24 anni. Da notare che il requisito anagrafico si intende rispettato a condizione che sussista anche per una sola parte dell’anno. Di conseguenza, il limite ordinario di 2.840,51 euro si applica nel solo momento in cui il figlio compie 25 anni.

    Calcolo reddito personale del figlio

    Il reddito di riferimento per stabilire se il figlio è o meno fiscalmente a carico è quello personale (del figlio stesso) al lordo degli oneri deducibili, cui vanno aggiunti:

    I canoni di locazione tassati con cedolare secca;

    Il reddito di impresa o di lavoro autonomo assoggettati al regime forfetario;

    La quota esente delle retribuzioni percepite all’estero dai frontalieri e da coloro che lavorano a Montecarlo e San Marino (7.500,00 euro);

    Le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche, nonché dalla Santa Sede e da Enti gestiti direttamente dalla stessa.

    Soglia reddito superata: cosa succede

    Se nel corso del periodo (anno) d’imposta il reddito personale del figlio supera la soglia di 2.840,51 / 4.000,00 euro l’interessato non si considera a carico nemmeno parzialmente. I limiti sono infatti fissati con riguardo all’intero periodo d’imposta.

    Come ottenere la detassazione Fringe Benefit a 2mila euro

    Stando a quanto prevede l’articolo 1, comma 391 del D.D.L. Bilancio 2025 la soglia maggiorata di 2.000,00 euro opera se il dipendente dichiara al datore di lavoro di avervi diritto, indicando il codice fiscale dei figli fiscalmente a carico.Informativa ai sindacatiI datori di lavoro provvedono all’attuazione dell’agevolazione fiscale sui fringe benefits “previa informativa alle rappresentanze sindacali unitarie laddove presenti” (articolo 1, comma 390, ultimo periodo).Il bonus affitti per i neo assunti 2025Ai sensi dell’articolo 1, comma 386, Manovra 2025 non concorrono alla formazione del reddito le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione dei fabbricati locati dai dipendenti assunti a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.

    Le somme in parola si considerano esenti:

    per i primi due anni dalla data di assunzione;

    entro il limite complessivo di 5.000,00 euro annui.

    Come espressamente previsto dalla Legge di bilancio 2025, l’esenzione fiscale non rileva invece ai fini contributivi.

    Cambio di residenza necessario

    Oltre al requisito reddituale, la normativa riserva il bonus a coloro i quali abbiano trasferito la residenza nel comune di lavoro, a patto che questo sia situato a più di cento chilometri di distanza dal comune di precedente residenza.

    Somme rilevanti ai fine ISEE

    Le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro, pur essendo esenti a livello fiscale, rilevano ai fini della determinazione dell’ISEE e si computano, altresì, per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.Come ottenere il bonus affitti?Per poter accedere al bonus affitti il lavoratore rilascia al datore di lavoro apposita dichiarazione, ai sensi dell’articolo 46 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, numero 445.Nella dichiarazione l’interessato attesta il luogo di residenza nei sei mesi precedenti la data di assunzione.

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