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    Assegno unico di gennaio 2025: pagamento dal 20 del mese (in attesa del calendario completo)

    Arrivano le prime notizie sulle date di pagamento dell’Assegno unico di gennaio 2025, mentre ancora si attende il calendario completo dell’intero 2025, Inps comunica nel frattempo l’erogazione della prima tranche, che verrà accreditata in base a un nuovo sistema di pagamento: il sistema di Tesoreria Re.Tes., a cui terrà fede anche l’Assegno unico e universale per famiglie con figli. Questa è la ragione per cui l’accredito avverrà a grandi linee dal 20 gennaio.

    Ecco in dettaglio cosa cambia e le prossime date di pagamento dell’AUU 2025, in base alle indicazioni fornite nel messaggio Inps 111 del 13 gennaio.

    Indice

    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    A causa dell’adozione del nuovo sistema Re.Tes., l’INPS ha chiarito che gli accrediti relativi all’Assegno unico e universale di gennaio 2025 subiranno una leggera posticipazione rispetto al consueto calendario di pagamento.

    Per le famiglie che non hanno subito variazioni nelle prestazioni, gli accrediti inizieranno nella settimana del 20 gennaio 2025.

    Per quanto riguarda invece i beneficiari che hanno richiesto modifiche o per i quali è stato necessario effettuare conguagli (sia a credito che a debito), gli accrediti saranno completati entro la fine del mese di gennaio.

    Questa suddivisione permette di garantire un ordine preciso nei pagamenti, riducendo eventuali disguidi legati al passaggio al nuovo sistema, che comunque potrebbero esserci.

    I pagamenti avverranno, come da tradizione, con cadenza mensile, in base a un calendario che sarà comunicato dall’Istituto.

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Chi non ha ancora inviato domanda di assegno unico per quest’anno, e intende farlo per la prima volta, deve seguire questi step.

    Accesso al portale INPS. È possibile inoltrare la domanda accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.

    Compilazione dei dati. Nella sezione dedicata, occorre inserire le informazioni anagrafiche dei genitori e dei figli a carico.

    Presentazione dell’ISEE aggiornato. Per ricevere un importo commisurato alla propria situazione economica, è fondamentale presentare l’ISEE 2025. In assenza di questo documento, l’assegno sarà erogato nella misura minima.

    Verifica dello stato della domanda. Dopo aver inviato la richiesta, è possibile monitorarne l’avanzamento nella sezione “MyINPS”.

    Inoltre, a fine 2024 l’Inps aveva comunicato il cambio veste del servizio di domanda. Il nuovo aggiornamento annunciato con il messaggio 4253 del 13 dicembre 2024 ha dato il via a una novità sui pagamenti: l’integrazione con il Sistema Unico di Gestione IBAN (SUGI).

    In sostanza, quando un utente presenta una nuova domanda o modifica le modalità di pagamento, può ora selezionare un IBAN già registrato presso l’INPS, ad esempio utilizzato per altre prestazioni. In alternativa, è possibile inserire un nuovo IBAN, migliorando così la flessibilità e riducendo gli errori

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Ricordiamo che, chi nel 2025 vuole ricevere gli importi corretti a titolo di Assegno unico (e non quelli minimi), deve aggiornare la DSU entro il 28 febbraio.

    Trattandosi di una prestazione universale, spettante a prescindere dalla condizione lavorativa dei beneficiari, infatti l’Assegno Unico viene riconosciuto anche in assenza di ISEE.Tuttavia, in assenza di questo indicatore, spettano gli importi minimi previsti dalla normativa, che potrebbero anche essere più bassi di quelli spettanti di diritto.

    Per consentire a Inps il corretto calcolo delle cifre a cui si ha diritto, quindi, si deve aggiornare l’ISEE 2025. Operazione che si potrà fare in extremis entro il 30 giugno (con eventuale corresponsione degli arretrati).

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Ricordiamo un’altra novità, frutto della Legge di bilancio 2025. Da quest’anno infatti le somme ricevute a titolo di assegno unico per figli a carico non vengono più considerate nel calcolo ISEE per alcune prestazioni sociali, come:

    il Bonu nido 2025;

    il bonus nuovi nati da 1.000 euro.

    Tutte le famiglie che vogliono ottenere queste due agevolazioni non devono più considerare l’AUU nel calcolo dell’indicatore in questione.

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    Arrivano le prime notizie sulle date di pagamento dell’Assegno unico di gennaio 2025, mentre ancora si attende il calendario completo dell’intero 2025, Inps comunica nel frattempo l’erogazione della prima tranche, che verrà accreditata in base a un nuovo sistema di pagamento: il sistema di Tesoreria Re.Tes., a cui terrà fede anche l’Assegno unico e universale per famiglie con figli. Questa è la ragione per cui l’accredito avverrà a grandi linee dal 20 gennaio.

    Ecco in dettaglio cosa cambia e le prossime date di pagamento dell’AUU 2025, in base alle indicazioni fornite nel messaggio Inps 111 del 13 gennaio.

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    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    A causa dell’adozione del nuovo sistema Re.Tes., l’INPS ha chiarito che gli accrediti relativi all’Assegno unico e universale di gennaio 2025 subiranno una leggera posticipazione rispetto al consueto calendario di pagamento.

    Per le famiglie che non hanno subito variazioni nelle prestazioni, gli accrediti inizieranno nella settimana del 20 gennaio 2025.

    Per quanto riguarda invece i beneficiari che hanno richiesto modifiche o per i quali è stato necessario effettuare conguagli (sia a credito che a debito), gli accrediti saranno completati entro la fine del mese di gennaio.

    Questa suddivisione permette di garantire un ordine preciso nei pagamenti, riducendo eventuali disguidi legati al passaggio al nuovo sistema, che comunque potrebbero esserci.

    I pagamenti avverranno, come da tradizione, con cadenza mensile, in base a un calendario che sarà comunicato dall’Istituto.

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Chi non ha ancora inviato domanda di assegno unico per quest’anno, e intende farlo per la prima volta, deve seguire questi step.

    Accesso al portale INPS. È possibile inoltrare la domanda accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.

    Compilazione dei dati. Nella sezione dedicata, occorre inserire le informazioni anagrafiche dei genitori e dei figli a carico.

    Presentazione dell’ISEE aggiornato. Per ricevere un importo commisurato alla propria situazione economica, è fondamentale presentare l’ISEE 2025. In assenza di questo documento, l’assegno sarà erogato nella misura minima.

    Verifica dello stato della domanda. Dopo aver inviato la richiesta, è possibile monitorarne l’avanzamento nella sezione “MyINPS”.

    Inoltre, a fine 2024 l’Inps aveva comunicato il cambio veste del servizio di domanda. Il nuovo aggiornamento annunciato con il messaggio 4253 del 13 dicembre 2024 ha dato il via a una novità sui pagamenti: l’integrazione con il Sistema Unico di Gestione IBAN (SUGI).

    In sostanza, quando un utente presenta una nuova domanda o modifica le modalità di pagamento, può ora selezionare un IBAN già registrato presso l’INPS, ad esempio utilizzato per altre prestazioni. In alternativa, è possibile inserire un nuovo IBAN, migliorando così la flessibilità e riducendo gli errori

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Ricordiamo che, chi nel 2025 vuole ricevere gli importi corretti a titolo di Assegno unico (e non quelli minimi), deve aggiornare la DSU entro il 28 febbraio.

    Trattandosi di una prestazione universale, spettante a prescindere dalla condizione lavorativa dei beneficiari, infatti l’Assegno Unico viene riconosciuto anche in assenza di ISEE.Tuttavia, in assenza di questo indicatore, spettano gli importi minimi previsti dalla normativa, che potrebbero anche essere più bassi di quelli spettanti di diritto.

    Per consentire a Inps il corretto calcolo delle cifre a cui si ha diritto, quindi, si deve aggiornare l’ISEE 2025. Operazione che si potrà fare in extremis entro il 30 giugno (con eventuale corresponsione degli arretrati).

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Ricordiamo un’altra novità, frutto della Legge di bilancio 2025. Da quest’anno infatti le somme ricevute a titolo di assegno unico per figli a carico non vengono più considerate nel calcolo ISEE per alcune prestazioni sociali, come:

    il Bonu nido 2025;

    il bonus nuovi nati da 1.000 euro.

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    Arrivano le prime notizie sulle date di pagamento dell’Assegno unico di gennaio 2025, mentre ancora si attende il calendario completo dell’intero 2025, Inps comunica nel frattempo l’erogazione della prima tranche, che verrà accreditata in base a un nuovo sistema di pagamento: il sistema di Tesoreria Re.Tes., a cui terrà fede anche l’Assegno unico e universale per famiglie con figli. Questa è la ragione per cui l’accredito avverrà a grandi linee dal 20 gennaio.

    Ecco in dettaglio cosa cambia e le prossime date di pagamento dell’AUU 2025, in base alle indicazioni fornite nel messaggio Inps 111 del 13 gennaio.

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    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Date di accredito dell’Assegno Unico di gennaio 2025

    A causa dell’adozione del nuovo sistema Re.Tes., l’INPS ha chiarito che gli accrediti relativi all’Assegno unico e universale di gennaio 2025 subiranno una leggera posticipazione rispetto al consueto calendario di pagamento.

    Per le famiglie che non hanno subito variazioni nelle prestazioni, gli accrediti inizieranno nella settimana del 20 gennaio 2025.

    Per quanto riguarda invece i beneficiari che hanno richiesto modifiche o per i quali è stato necessario effettuare conguagli (sia a credito che a debito), gli accrediti saranno completati entro la fine del mese di gennaio.

    Questa suddivisione permette di garantire un ordine preciso nei pagamenti, riducendo eventuali disguidi legati al passaggio al nuovo sistema, che comunque potrebbero esserci.

    I pagamenti avverranno, come da tradizione, con cadenza mensile, in base a un calendario che sarà comunicato dall’Istituto.

    Nuova domanda di Assegno Unico nel 2025

    Chi non ha ancora inviato domanda di assegno unico per quest’anno, e intende farlo per la prima volta, deve seguire questi step.

    Accesso al portale INPS. È possibile inoltrare la domanda accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.

    Compilazione dei dati. Nella sezione dedicata, occorre inserire le informazioni anagrafiche dei genitori e dei figli a carico.

    Presentazione dell’ISEE aggiornato. Per ricevere un importo commisurato alla propria situazione economica, è fondamentale presentare l’ISEE 2025. In assenza di questo documento, l’assegno sarà erogato nella misura minima.

    Verifica dello stato della domanda. Dopo aver inviato la richiesta, è possibile monitorarne l’avanzamento nella sezione “MyINPS”.

    Inoltre, a fine 2024 l’Inps aveva comunicato il cambio veste del servizio di domanda. Il nuovo aggiornamento annunciato con il messaggio 4253 del 13 dicembre 2024 ha dato il via a una novità sui pagamenti: l’integrazione con il Sistema Unico di Gestione IBAN (SUGI).

    In sostanza, quando un utente presenta una nuova domanda o modifica le modalità di pagamento, può ora selezionare un IBAN già registrato presso l’INPS, ad esempio utilizzato per altre prestazioni. In alternativa, è possibile inserire un nuovo IBAN, migliorando così la flessibilità e riducendo gli errori

    Aggiornamento ISEE 2025 per calcolo importi

    Ricordiamo che, chi nel 2025 vuole ricevere gli importi corretti a titolo di Assegno unico (e non quelli minimi), deve aggiornare la DSU entro il 28 febbraio.

    Trattandosi di una prestazione universale, spettante a prescindere dalla condizione lavorativa dei beneficiari, infatti l’Assegno Unico viene riconosciuto anche in assenza di ISEE.Tuttavia, in assenza di questo indicatore, spettano gli importi minimi previsti dalla normativa, che potrebbero anche essere più bassi di quelli spettanti di diritto.

    Per consentire a Inps il corretto calcolo delle cifre a cui si ha diritto, quindi, si deve aggiornare l’ISEE 2025. Operazione che si potrà fare in extremis entro il 30 giugno (con eventuale corresponsione degli arretrati).

    Le novità 2025 sull’Assegno

    Ricordiamo un’altra novità, frutto della Legge di bilancio 2025. Da quest’anno infatti le somme ricevute a titolo di assegno unico per figli a carico non vengono più considerate nel calcolo ISEE per alcune prestazioni sociali, come:

    il Bonu nido 2025;

    il bonus nuovi nati da 1.000 euro.

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    Pensioni statali 2025: addio all’obbligo di pensionamento 65 Anni. I nuovi limiti massimi di età

    La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto per quest’anno importanti novità in materia di pensioni statali. Dal 1° gennaio 2025, in particolare, è stato abolito l’obbligo di pensionamento a 65 anni per i dipendenti pubblici, innalzando il limite massimo a 67 anni, come per le normali pensioni di vecchiaia, con la possibilità di proseguire fino a 70 anni, previo accordo con l’amministrazione per cui si lavora. In pratica è stata mandata in soffitta la norma che consentiva ai datori di lavoro pubblici di pensionare d’ufficio i dipendenti, anche prima dei 65 anni, al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.Contestualmente, è stata eliminata la facoltà per le amministrazioni di disporre il pensionamento unilaterale anticipato al raggiungimento dei requisiti contributivi. Il succo di queste modifiche alle pensioni statali si legge nell’articolo 1, commi 162, 164 e 165 della Manovra di bilancio (legge 30 dicembre 2024, n. 207).Ecco cosa cambia dal 2025 per i dipendenti pubblici che stanno valutando il pensionamento.

    Indice

    Cos’è il pensionamento obbligatorio a 65 anni

    Pensioni statali: le novità 2025

    I dipendenti coinvolti dalla novità 2025

    Come funziona il pensionamento dei dipendenti statali 2025

    Trattenimento in servizio oltre i 67 anni: criteri e limiti

    Cos’è il pensionamento obbligatorio a 65 anni

    Prima delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, i dipendenti pubblici erano soggetti a un pensionamento obbligatorio al compimento del 65° anno di età, se in possesso dei requisiti contributivi necessari per accedere al trattamento pensionistico anticipato. Limite previsto come misura generale di turnover nel settore pubblico e come strumento per favorire il ricambio generazionale all’interno della Pubblica Amministrazione.La normativa sulle pensioni statali, vigente fino al 31 dicembre 2024, permetteva comunque ai dipendenti di permanere in servizio fino al raggiungimento del limite massimo ordinamentale per la pensione di vecchiaia, fissato a 67 anni, salvo che per categorie particolari per cui erano previsti limiti diversi. L’amministrazione poteva inoltre decidere, in alcuni casi, di trattenere i dipendenti in servizio anche oltre tale limite, previa autorizzazione.

    Pensioni statali: le novità 2025

    Come detto, la Legge di Bilancio 2025 ha apportato alcune novità in materia di pensioni per i dipendenti pubblici, modificando il regime anagrafico e i limiti per il pensionamento. Obiettivo cardine è prolungare l’attività lavorativa delle professionalità pubbliche. Da quest’anno sono in vigore 4 importanti novità: dall’abolizione dell’obbligo di pensione a 65 anni fino alla possibilità di continuare a lavorare fino ai 70 anni. Eccole in ordine.

    Abolizione dell’obbligo di pensionamento a 65 anniA partire dal 1° gennaio 2025, non sarà più obbligatorio per i dipendenti pubblici andare in pensione al compimento dei 65 anni, anche se in possesso dei requisiti per il pensionamento anticipato. Questo significa che il lavoratore potrà scegliere di continuare a lavorare fino al raggiungimento del limite anagrafico ordinario per la pensione di vecchiaia.

    Aumento del limite massimo di età a 67 anniIl nuovo limite massimo di permanenza in servizio per i dipendenti pubblici diventa pari a 67 anni, corrispondente al requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Questo adeguamento si applica a tutte le categorie di personale salvo specifiche eccezioni previste per settori particolari.

    Possibilità di trattenimento in servizio fino a 70 anniLa nuova normativa sulle pensioni statali prevede che, su richiesta del dipendente e previa approvazione dell’amministrazione di appartenenza, sia possibile prolungare la permanenza in servizio fino al compimento del 70° anno di età. Tuttavia, questa possibilità è soggetta a un vincolo: il numero di dipendenti trattenuti in servizio non può superare il 10% delle facoltà assunzionali autorizzate per l’amministrazione.

    Eliminazione della possibilità di pensionamento unilaterale anticipato da parte delle amministrazioniCon la Manovra 2025 viene abrogata la norma che consentiva alle amministrazioni pubbliche di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro quando il dipendente raggiungeva i requisiti contributivi per la pensione anticipata.

    Leggi qui le altre novità sulle pensioni 2025

    I dipendenti coinvolti dalla novità 2025

    Le nuove disposizioni sulle pensioni statali 2025 si applicano a tutti i dipendenti pubblici disciplinati dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che comprende:

    Personale delle amministrazioni statali, inclusi ministeri e agenzie governative;

    Dipendenti degli enti locali e regionali;

    Personale del Servizio Sanitario Nazionale;

    Dipendenti di enti pubblici non economici;

    Docenti e personale amministrativo delle istituzioni scolastiche e universitarie pubbliche.

    Sono escluse dall’applicazione di alcune di queste norme categorie particolari come il personale delle magistrature e degli avvocati e procuratori dello Stato, Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per cui restano in vigore i limiti ordinamentali specifici previsti dalla normativa di settore.

    Come funziona il pensionamento dei dipendenti statali 2025

    Spiegate le modifiche di quest’anno alle pensioni statali, possiamo ribadire che, per i dipendenti pubblici, il pensionamento ordinario è ora possibile al raggiungimento dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia, che dal 2025 restano fissati a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. La novità principale riguarda la possibilità di continuare a lavorare fino ai 70 anni, a condizione che:

    l’amministrazione concordi il trattenimento in servizio;

    il numero di dipendenti trattenuti non superi il limite del 10% delle facoltà assunzionali autorizzate.

    Trattenimento in servizio oltre i 67 anni: criteri e limiti

    Il trattenimento in servizio fino a 70 anni è una delle novità più significative introdotte dalla nuova normativa. Tuttavia, questa opzione non è automatica, ma soggetta a criteri specifici:

    richiesta del dipendente. Il dipendente interessato deve presentare una domanda formale di trattenimento in servizio.

    valutazione dell’amministrazione. L’amministrazione di appartenenza valuta la richiesta in base alle proprie esigenze organizzative e al merito del dipendente.

    vincolo numerico. Il numero totale di dipendenti trattenuti in servizio non può superare il 10% delle facoltà assunzionali autorizzate per l’anno in corso

    Per conoscere le novità sulla Manovra di quest’anno consigliamo l’E-book di FiscoeTasse “Legge di bilancio 2025“.

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    Indennità antitubercolare 2025: i nuovi importi diffusi dall’ Inps

      1° gennaio 2024 1° gennaio 2025 Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di assicurati € 15,67 € 15,80 Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita e ai loro familiari ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell’articolo 1 della legge n. […]

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