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    Modello 730/2025: online la bozza di quest’anno. Entrano Irpef, bonus Natale e cedolare secca a 2 aliquote.

    Si inizia a parlare di dichiarazione dei redditi con la pubblicazione della bozza di Modello 730/2025 sul sito dell’Agenzia delle entrate.

    Il perimetro di utilizzo del modello 730 viene ampliato dal 2025, consentendo a una platea più vasta di contribuenti di utilizzarlo per la dichiarazione dei redditi. Alcune novità poi entrano a gamba tesa nel documento reddituale, come bonus Natale, aliquote Irpef e detrazioni. Ma non solo.La bozza del modello 730/2025 è stata pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, insieme alle istruzioni preliminari, per facilitare i contribuenti alle prese con la nuova stagione dichiarativa. Una delle principali novità riguarda la possibilità, per i contribuenti non titolari di partita IVA, di indicare nel 730 anche redditi precedentemente dichiarabili esclusivamente attraverso il modello Redditi, come quelli soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva.A partire dal 30 aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile il modello 730 precompilato nell’area riservata del proprio sito web.Questo il succo della bozza di Modello 730/2025.

    Indice

    Novità 730/2025

    Le sezioni del Modello 730/2025

    Rimodulazione aliquote Irpef per scaglioni di reddito

    Novità locazioni brevi 2025

    Il bonus Tredicesima nel Modello 730/2025

    Agevolazioni per lavoratori impatriati

    Modello 730/2025: scadenze di quest’anno

    Novità 730/2025

    Una delle novità più rilevanti introdotte nel modello 730/2025 è la creazione di due nuovi quadri: il quadro M e il quadro T. Grazie a queste sezioni aggiuntive, i contribuenti non titolari di partita IVA potranno dichiarare redditi che, in precedenza, richiedevano la compilazione del più complesso modello Redditi. Tra i redditi ora dichiarabili tramite il 730 rientrano:

    redditi soggetti a tassazione separata;

    redditi soggetti a imposta sostitutiva;

    Plusvalenze di natura finanziaria.

    Le sezioni del Modello 730/2025

    Per quanto riguarda le macro-sezioni del modello, sono perlopiù identiche a quelle dello scorso anno. Un frontespizio che lascia spazio alla compilazione dei dati del contribuente, della residenza anagrafica, del telefono/posta elettronica e del domicilio fiscale.

    E’ presente poi la finestra di inserimento dei familiari a carico del contribuente, quella dei dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio e lo spazio per la firma.

    Le successive parti del 730/2025 includono i classici quadri e righi, tra cui:

    Quadro A – Redditi dei terreni

    Quadro B – Redditi dei fabbricati e altri dati

    Quadro C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati

    Quadro D – Altri redditi (capitale, lavoro autonomo, diversi)

    Quadro E – Oneri e spese

    Quadro F – Acconti, ritenute, eccedenze, ecc

    Quadro G – Crediti di imposta

    Quadro I – Imposte da compensare

    Quadro W – Investimenti e attività estere di natura finanziaria o patrimoniale

    Quadro M – Redditi soggetti a tassazione separata e a imposta sostitutiva

    Quadro T – Plusvalenze di natura finanziaria

    Allegato

    Bozza del Modello 730/2025

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    Rimodulazione aliquote Irpef per scaglioni di reddito

    Un ulteriore intervento significativo riguarda la rimodulazione delle aliquote fiscali Irpef per scaglioni di reddito. Le nuove aliquote si applicheranno a partire dal periodo d’imposta 2024.

    Ricordiamo che dal 2025 le aliquote Irpef rispecchiano quelle del 2024, con alcune modifiche in tema di detrazioni. In sostanza si hanno tre fasce percentuali: aliquota 23% >> redditi fino a 28.000 euro; aliquota 35% >> redditi tra 28.001 euro e 50.000 euro; aliquota 43% >> redditi otre 50.000 euro. In base all’entità del reddito percepito nell’anno si applicherà la relativa percentuale Irpef.

    Novità locazioni brevi 2025

    Nel modello 730/2025 troviamo anche alcune novità in tema di locazioni brevi, che saranno soggette a cedolare secca con aliquote differenziate in base a criteri specifici stabiliti dalla normativa.

    Anzitutto l’obbligo di CIN. Dal 1° gennaio 2025 tutte le strutture ricettive sul territorio nazionale saranno obbligate a possedere ed esporre il codice identificativo nazionale (CIN) rilasciato dal Ministero del turismo previa istanza online.

    Non è però tanto il CIN a incidere sul 730 di quest’anno, quanto piuttosto le regole in tema di cedolare secca. Il nuovo impianto della tassazione degli affitti brevi (cioè quelli fino a 30 giorni), prevede l’applicazione di due diverse aliquote con cedolare, in base al numero di unità immobiliari affittate:

    solo una unità immobiliare potrà essere affittata con la cedolare secca più bassa al 21%,

    invece le unità affittate successive alla prima subiranno un prelievo maggiore, cioè al 26%.

    Il bonus Tredicesima nel Modello 730/2025

    Altro sussidio economico a finire dritto nel modello 730/2025 è l’indennità una tantum di dicembre, nota come bonus Tredicesima o bonus Natale. L’importo di 100 euro, riconosciuto ai titolari di reddito da lavoro dipendente a specifiche condizioni, sarà ragguagliato al periodo di lavoro effettivamente svolto nel 2024.

    Agevolazioni per lavoratori impatriati

    I lavoratori impatriati, che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia, possono godere di incentivi fiscali di sostegno al rientro dei professionisti qualificati nel Paese. Il trattamento fiscale agevolato ricevuto nel 2024 entra nel Modello 730 di quest’anno.

    Modello 730/2025: scadenze di quest’anno

    Anche quest’anno, dal 30 aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione online dei contribuenti il modello 730 precompilato, accessibile nell’area dedicata del portale Entrate.

    Da questa data tutti possono visionare e consultare i dati pre-inseriti dal Fisco. In una prima fase sarà possibile solo la consultazione. In seguito, si potrà anche modificare, accettare e inviare.

    Per quanto riguarda le altre scadenze utili nel 2025, ricordiamo:

    30 aprile 2025: l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato nell’area riservata del proprio sito web.

    15 giugno 2025: termine entro cui i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione (modello 730-3) per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio 2025.

    29 giugno 2025: termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 1° al 20 giugno 2025.

    23 luglio 2025: termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 21 giugno al 15 luglio 2025.

    15 settembre 2025: termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 16 luglio al 31 agosto 2025.

    30 settembre 2025: termine ultimo per la presentazione del modello 730, sia nella forma precompilata che ordinaria, direttamente all’Agenzia delle Entrate, tramite sostituto d’imposta, CAF o professionista abilitato. Questo è anche il termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 1° al 30 settembre 2025.

    25 ottobre 2025: termine per la presentazione del modello 730 integrativo, nel caso in cui il contribuente si accorga di errori o omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata rispetto a quanto dichiarato.

    30 dicembre 2025: termine prorogato per i versamenti da parte degli eredi di persone decedute successivamente al 28 febbraio 2025.

    Per saperne di più leggi il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate sul 730/2025. […]

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    Decreto Flussi 2025: entro il 19 gennaio si possono integrare le domande già inviate. Le date

    Settore Data Descrizione Lavoro subordinato non stagionale (art. 6, comma 3, lett.a) 5 febbraio 2025 Apertura per i lavoratori subordinati non stagionali di vari settori. Assistenza familiare e socio-sanitaria (art. 6, commi 3 e 4) 7 febbraio 2025 Quote riservate per lavoratori nel settore dell’assistenza. Settore agricolo e turistico-alberghiero 12 febbraio 2025 Apertura per il […]

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    Assegno di inclusione 2025: cosa cambia quest’anno, soglie ISEE e importi

    Introdotto dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione (ADI) nasce come una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale, raccogliendo il testimone dall’abrogato Reddito di cittadinanza. E’ stata introdotto insieme all’altra misura introdotta dal D.L. numero 48: il Supporto per la formazione e il Lavoro (SFL).Riconosciuto previa domanda all’INPS, a beneficio dei nuclei familiari in possesso di precisi requisiti di cittadinanza, soggiorno, residenza, economico-patrimoniali e personali, l’ADI consiste in un sostegno economico, riconosciuto mensilmente a mezzo ricarica dell’apposita Carta di inclusione (rilasciata ai beneficiari dagli uffici postali), condizionato alla prova dei mezzi e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.La recente Manovra di bilancio 2025, in vigore dallo scorso 1° gennaio e approvata con Legge 30 dicembre 2024, numero 207, prevede all’articolo 1, comma 198 una serie di modifiche all’Assegno di inclusione, in particolare per quanto riguarda:

    i requisiti economici di spettanza, come le soglie ISEE;

    l’ammontare del reddito familiare richiesto per accedere al sussidio;

    Ecco come funziona nel 2025 l’Assegno di inclusione.

    Indice

    Assegno di inclusione 2025: cambia la soglia ISEE

    Cambia il reddito del nucleo familiare

    Assegno di inclusione 2025: pagato per 11 mesi

    Durata dell’Assegno di inclusione 2025

    Importo minimo 2025

    L’ADI 2025 resta non tassato

    Assegno di inclusione 2025: cambia la soglia ISEE

    La Manovra 2025 modifica i requisiti economici di spettanza dell’ADI. Nello specifico, con riferimento alla condizione economica (articolo 2, comma 2, lettera b, numero 1, D.L. numero 48/2023), il nucleo familiare richiedente dev’essere in possesso, tra gli altri, di un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 10.140,00 euro (invece dei precedenti 9.360,00 euro).Da notare che nel caso di nuclei familiari con minorenni, l’ISEE è calcolato ai sensi dell’articolo 7 del citato regolamento di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 159/2013 (cosiddetto ISEE minorenni).

    Leggi anche ISEE 2025: le soglie per accedere a bonus/agevolazioni di quest’anno

    Cambia il reddito del nucleo familiare

    Sempre in materia di requisiti di spettanza dell’Assegno di inclusione, la Legge numero 207/2024 interviene sul valore del reddito familiare richiesto per accedere al sussidio. Quest’ultimo, in particolare, dev’essere inferiore (articolo 2, comma 2, lettera b, numero 2, D.L. numero 48/2023) ad una soglia di euro 6.500,00 annui (in aumento rispetto ai precedenti 6.000,00 euro) moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, di cui al successivo comma 4.Se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare è fissata in euro 8.190,00 annui (in aumento rispetto alla precedente soglia di euro 7.560,00 annui) anch’essa moltiplicata secondo la medesima scala di equivalenza di cui al successivo comma 4.Sempre per effetto della Manovra 2025, la soglia di reddito familiare richiesta per accedere all’ADI passa a 10.140,00 euro nei casi in cui il nucleo beneficiario risieda in un’abitazione in locazione, secondo quanto risulta dalla dichiarazione sostitutiva unica (DSU) resa ai fini dell’ISEE.

    La Legge numero 207/2024 non manca di ritoccare il beneficio economico mensile spettante al nucleo familiare destinatario dell’Assegno di inclusione.Nello specifico (articolo 3, comma 1, D.L. numero 48/2023) il sussidio è composto da una prima quota ad integrazione del reddito familiare, fino alla soglia di euro 6.500,00 annui (invece dei precedenti 6.000,00 euro) ovvero di euro 8.190,00 annui (in aumento rispetto alla soglia di 7.560,00 euro) se il nucleo familiare è formato da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, dello stesso D.L. numero 48/2023.Il beneficio è altresì caratterizzato da una seconda quota ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in una casa concessa in locazione con contratto ritualmente registrato. La quota in parola è pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione, come dichiarato ai fini dell’ISEE, fino ad un massimo di:

    3.640,00 euro annui (valore modificato dalla Manovra 2025, rispetto alla soglia previgente di 3.360,00 euro);

    In alternativa, di 1.950,00 euro annui (in luogo della soglia previgente di 1.800,00 euro) se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

    Assegno di inclusione 2025: pagato per 11 mesi

    Altra novità è che dal 2025 l’ADi sarà pagato solo in 11 rate, anziché 12. I motivi sono inquadrati nella norma che ha introdotto l’assegno e i successivi rinnovi. La misura, nata con decreto 48/2023, per sostituire il reddito di cittadinanza, vedrà un’erogazione annuale limitata a 11 mensilità, con un mese di sospensione obbligatoria. Variazione prevista proprio da quel decreto.

    La sospensione di un mese tra le erogazioni successive dell’Assegno di inclusione è stata introdotta per stabilire una distinzione chiara tra i cicli di pagamento.

    Per saperne di più leggi: Assegno di inclusione ADI, nel 2025 pagato solo per 11 mesi. Ecco perché

    Durata dell’Assegno di inclusione 2025

    La Manovra 2025 non ritocca il periodo di erogazione del beneficio economico dell’ADI, riconosciuto per un arco temporale non eccedente i 18 mesi, salvo rinnovo, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi.Allo scadere dei periodi di rinnovo di 12 mesi è sempre prevista la sospensione di un mese.

    Importo minimo 2025

    Nessuna novità per quanto riguarda l’importo minimo riconosciuto ai nuclei destinatari dell’Assegno di inclusione.Stando all’articolo 3, comma 4, D.L. numero 48/2023 il sussidio non può essere, ad ogni modo, inferiore ad euro 480,00 annui, fatto salvo il possesso dei requisiti di spettanza (contenuti nel precedente articolo 2).

    L’ADI 2025 resta non tassato

    La ricarica mensile che il nucleo destinatario dell’ADI riceve sull’apposita carta di pagamento rilasciata dagli uffici postali è da intendersi:

    esente dal pagamento dell’IRPEF, ai sensi dell’articolo 34, terzo comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, numero 601;

    come sussidio di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri ai sensi dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

    Per conoscere le novità sulla Manovra di quest’anno consigliamo l’E-book di FiscoeTasse “Legge di bilancio 2025“.

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    ISEE 2025 senza titoli di stato, fino a 50mila euro: c’è il via libera al Dpcm

    C’è finalmente il via libera operativo all’esclusione dei titoli di Stato dall’Isee. Firmato dalla premier Giorgia Meloni il Dpcm attuativo che fa entrare in vigore la misura introdotta già nella Manovra di bilancio 2024, ma rimasta finora inattuata, causa mancanza di provvedimento di attuazione. Le novità hanno quindi effetto dal 1° gennaio 2025 sui nuovi criteri per calcolare l’Isee 2025, con la possibilità per le famiglie italiane di escludere i titoli di Stato, buoni e libretti postali.A comunicarlo Palazzo Chigi, spiegando che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha firmato il dpcm con le ‘Modifiche al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159′, che fissa le regole per la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).L’Isee ha l’obiettivo di valutare e confrontare la condizione economico patrimoniale del nucleo familiare al fine di stabilire il diritto ad una serie di prestazioni sociali agevolate. Per esteso si chiama infatti Indicatore della situazione economica equivalente.L’Isee rappresenta quindi un metodo oggettivo e univoco per determinare l’accesso e la misura di sussidi e prestazioni a sostegno delle famiglie come, ad esempio, l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto Formazione e Lavoro (SFL).La Legge di bilancio 2024 era intervenuta, tra le altre cose, proprio sulle modalità di calcolo dell’Isee, in particolare sugli elementi che concorrono alla formazione del patrimonio mobiliare, come titoli di Stato e libretti postali.Analizziamo la questione in dettaglio.

    Indice

    Esclusione titoli di Stato da Isee 2024: la norma

    Isee 2025 senza titoli di Stato: entra in vigore

    Le novità 2025

    Fase transitoria per DSU già rilasciate

    Attesa per la pubblicazione del dpcm in Gazzetta ufficiale

    Esclusione titoli di Stato da Isee 2024: la norma

    La Legge 30 dicembre 2023 numero 213 (Manovra 2024) ha previsto all’articolo 1, comma 183, l’esclusione dal calcolo dell’Isee di:

    – titoli di Stato indicati all’articolo 3 del Testo unico in materia di debito pubblico, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 dicembre 2003 numero 398);– prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato.

    Limite di importoL’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Isee opera fino a un valore complessivo di 50 mila euro.

    BOT, BTP e risparmio postaleL’articolo 1, comma 183 permette di escludere dal calcolo dell’Isee, da un lato, i titoli di Stato e, dall’altro, i prodotti finanziari di raccolta del risparmio postale, come:

    – BTP;– BOT;– CTZ;– CCT;– Buoni fruttiferi postali;– Libretti di risparmio postali.

    Isee 2025 senza titoli di Stato: entra in vigore

    La modifica disposta dalla Manovra 2024, come chiarito dall’Inps nel Messaggio del 12 gennaio 2024 numero 165,non aveva ancora prodotto effetti, sino ad oggi, perché mancava la firma del provvedimento di attuazione.Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in risposta alla richiesta di parere dell’Inps, aveva infatti precisato che l’entrata in vigore della disposizione “non è immediata essendo subordinata all’approvazione delle modifiche al regolamento recante la disciplina dell’ISEE (DPCM n. 159 del 2013)” (Messaggio numero 165/2024).

    Ora, con la firma della premier al Dpcm 159, si può finalmente procedere all‘esclusione dei titoli di stato dagli ISEE fino a 50mila euro, a partire dal 2025.

    Le novità 2025

    Con l’entrata in vigore del Dpcm in questione, diventa operativa dal 2025 l’esclusione dalla determinazione dell’Isee, fino ad un massimo di 50 mila euro, del valore dei titoli di Stato e dei prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale.Inoltre, per i nuclei familiari aventi tra i componenti persone con disabilità o non autosufficienti, sono esclusi dal computo del reddito di ciascun componente del nucleo familiare i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità. Viene, inoltre, attribuita una maggiorazione, pari a 0,5, al parametro della scala di equivalenza per ogni componente (del nucleo familiare) con disabilità media, grave o non autosufficiente.

    Fase transitoria per DSU già rilasciate

    Chi ha già presentato la DSU non deve però preoccuparsi. Il decreto prevede una disciplina transitoria di validità delle attestazioni Isee già rilasciate per l’accesso prestazioni sociali agevolate fino alla naturale scadenza. Resta comunque la possibilità per le famiglie di richiedere una nuova attestazione Isee calcolata secondo le regole del nuovo Dpcm, che ora sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e la sua successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

    Attesa per la pubblicazione del dpcm in Gazzetta ufficiale

    A questo punto è attesa solo l’ultimo ok della Corte dei conti e la conseguente pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dpcm, perché lo stesso possa ufficialmente entrare in vigore e, con esso, il nuovo Isee 2025 con l’esclusione dei titoli di Stato.

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    Ok al primo Disegno di legge sulle PMI: stretta recensioni online, turn over, contratti. Le novità

    Debutta il primo disegno di legge sulle PMI. La novità arriva dal tavolo del Consiglio dei ministri, che ha approvato in via preliminare il primo provvedimento organico sulle piccole medie imprese, proposto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Sostegno al settore moda, stretta sulle recensioni online, staffetta generazionale e regole sullo smart working, mini contratti di sviluppo: sono questi i punti principali toccati dal testo, che dovrà ora iniziare il suo il iter per l’approvazione definitiva. Il ddl rappresenta la prima attuazione dell’art. 18 della Legge 180 del 2011, che aveva previsto l’adozione di una legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, “impegno disatteso da tutti i governi che ci hanno preceduto e che noi – ha affermato Urso – intendiamo rispettare puntualmente ogni anno, come stiamo facendo per la legge annuale sulla concorrenza, secondo una chiara visione strategica”.

    Ecco un focus sulle principali misure della nuove legge sulle PMI. Leggi anche: In vigore il DDL Lavoro 2025: stretta Naspi, dimissioni, smart working. Le novità

    Indice

    Legge sulle PMI: sostegno al settore moda

    Arrivano le Centrali consortili per le imprese

    Riordino delle norme sui Confidi

    Incentivi fiscali

    Staffetta per occupazione giovani

    Stretta alle recensioni online

    Smart working nelle PMI

    Legge sulle PMI: sostegno al settore moda

    Una delle novità focali del disegno di legge sulle PMI è l’introduzione dei “mini contratti di sviluppo”, pensati per il settore della moda, un comparto di oltre 53mila aziende, con un fatturato di circa 100 miliardi di euro. Lo stanziamento previsto ammonta a 100 milioni di euro, destinati a sostenere progetti di investimento con un valore compreso tra 3 e 20 milioni di euro. Questi fondi serviranno a favorire la transizione delle imprese verso un modello di economia più sostenibile e a promuovere la digitalizzazione, una necessità evidenziata dal fatto che solo il 37% delle piccole imprese del settore ha investito finora in questa direzione.

    Arrivano le Centrali consortili per le imprese

    Un altro elemento chiave del disegno di legge sulle PMI, varato in CDM, è la creazione delle “Centrali consortili”, nuovi enti giuridici nate per coordinare le attività dei consorzi di filiera esistenti. Saranno enti posti sotto la vigilanza esclusiva del Ministero delle imprese e del Made in Italy e favoriranno modelli di cooperazione solidali ed efficienti, contribuendo alla crescita delle PMI.Compito del governo è definire entro 12 mesi le modalità di funzionamento e di vigilanza delle Centrali consortili. L’obiettivo è rafforzare la competitività e l’innovazione delle PMI, migliorando la loro capacità di affrontare le sfide del mercato globale.

    Riordino delle norme sui Confidi

    Per facilitare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, il disegno di legge prevede una delega al Governo per il riordino della normativa relativa ai Confidi, a oltre vent’anni dall’emanazione della legge in materia. Tra le modifiche previste:

    revisione dei requisiti di iscrizione all’albo previsto dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario (TUB).

    ampliamento delle attività consentite ai Confidi.

    promozione di processi di aggregazione mediante agevolazioni normative.

    riduzione dei costi di istruttoria per la valutazione del merito creditizio delle imprese.

    L’intervento mira a semplificare e riorganizzare le regole esistenti, migliorando l’efficienza e l’operatività dei Confidi, strumenti fondamentali per garantire il credito alle PMI.

    Incentivi fiscali

    Per favorire la creazione di reti d’impresa, verranno introdotti incentivi fiscali ad hoc. Le imprese che aderiscono a un contratto di “rete soggetto” potranno beneficiare della sospensione d’imposta sulla quota di utili destinata a investimenti comuni. L’agevolazione, finanziata con 45 milioni di euro tra il 2027 e il 2029, riguarderà gli utili realizzati nel triennio 2026-2028 e destinati al fondo patrimoniale comune.

    Staffetta per occupazione giovani

    Un’ulteriore misura del provvedimento punta al ricambio generazionale nelle imprese. Il disegno di legge sulle PMI introduce un sistema di “staffetta generazionale”, pensato per agevolare il pensionamento flessibile dei lavoratori anziani e favorire l’ingresso di giovani under 35 nel mondo del lavoro. La misura, valida per le imprese fino a 50 dipendenti, prevede:

    la possibilità per i lavoratori vicini alla pensione di ridurre l’orario di lavoro tra il 25% e il 50% negli ultimi due anni di attività.

    L’assunzione contestuale di giovani lavoratori a tempo indeterminato per garantire il passaggio di competenze e know-how.

    Questo sistema sarà operativo dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027 e contribuirà a favorire un ricambio generazionale ordinato e sostenibile.

    Stretta alle recensioni online

    Il provvedimento varato interviene anche nel settore della ristorazione e del turismo per contrastare il fenomeno delle false recensioni online. La normativa prevede l’obbligo di verificare l’attendibilità delle recensioni, che potranno essere rilasciate solo da consumatori che abbiano effettivamente usufruito del servizio o acquistato il prodotto recensito.

    Sulla base delle nuove regole in arrivo:

    le recensioni devono essere sufficientemente dettagliate e pertinenti rispetto al servizio o al prodotto offerto. Il consumatore infatti potrà lasciare una recensione motivata entro 15 giorni dall’utilizzo del servizio recensito;

    il legale rappresentante dell’impresa recensita ha diritto di replica e può richiedere la cancellazione di recensioni false o ingannevoli.

    sono vietate la compravendita e la diffusione di recensioni a pagamento.

    Compito dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) sarà disciplinare i codici di condotta per gli intermediari e i soggetti attivi nella diffusione di recensioni online, adottando misure tecnologiche adeguate a prevenire frodi e distorsioni dell’informazione.

    Smart working nelle PMI

    Infine, il disegno di legge introduce nuove disposizioni in materia di sicurezza e prevenzione per il lavoro agile. In particolare, si stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di fornire al lavoratore e al suo rappresentante un’informativa scritta annuale sui rischi connessi allo smart working. Sono previste sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano questi obblighi informativi.

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    Foto copertina: istock/Khanchit Khirisutchalual […]

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