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    Nuova rateizzazione cartelle dal 1° gennaio 2025: come funziona e moduli da scaricare

    Dal 1° gennaio 2025 entra in vigore la nuova disciplina per la rateizzazione cartelle esattoriali. La riforma, in attuazione del D.Lgs. n. 110/2024, cambia veste alla riscossione cartelle esattoriali, rendendo un po’ più flessibile il pagamento dei debiti fiscali per cittadini e imprese e aumentando il numero massimo di rate disponibili per i versamenti degli importi dovuti.

    Da quest’anno i contribuenti morosi possono quindi accedere a più rate di pagamento (passano da 72 a un massimo di 108 rate nei prossimi anni, a seconda del periodo di presentazione dell’istanza). Ma non solo. Ci sono anche diverse modalità di richiesta di adesione e una semplificazione per le cartelle fino a 120mila euro.

    In dettaglio come e quando è possibile richiedere la rateizzazione, le modalità di accesso, i benefici e gli effetti derivanti dalla dilazione nel 2025.

    Indice

    Quando si può chiedere la nuova rateizzazione cartelle 2025

    Quali somme rateizzare

    Requisiti di accesso alla nuova rateizzazione cartelle 2025

    Numero massimo di rate

    La domanda di rateizzazione cartelle 2025

    Quando si può chiedere la nuova rateizzazione cartelle 2025

    La nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali, in vigore dal 1° gennaio 2025, dà ai contribuenti la possibilità di dilazionare il pagamento delle somme dovute, per avvisi e cartelle di pagamento emessi da diversi enti creditori, come Agenzia delle Entrate, INPS, Regioni, Comuni e altri enti pubblici previdenziali. L’accesso alla rateizzazione è però condizionato a determinati requisiti e condizioni, che variano in base all’importo del debito e alla situazione economica del contribuente​.

    Il contribuente può anche dimostrare la temporanea difficoltà economica, ovvero la capacità di far fronte al debito nel tempo attraverso un piano di pagamento sostenibile, per ottenere una maggiore dilazione del piano.

    Quali somme rateizzare

    Le somme che possono essere rateizzate secondo le nuove regole in vigore dal 1° gennaio 2025 riguardano i debiti iscritti a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR), derivanti da una serie di tributi e contributi dovuti ai vari enti creditori, come specificato nella guida fornita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione​.

    Possono essere oggetto di rateizzazione le somme iscritte a ruolo affidate per la riscossione da parte di:

    imposte delle amministrazioni statali, come:

    Agenzia delle Entrate (IRPEF, IVA, IRAP, ecc.).

    Ministeri e altri enti pubblici statali.

    contributi degli enti previdenziali e assistenziali, come:

    INPS (contributi previdenziali e assistenziali).

    INAIL (premi assicurativi obbligatori).

    tributi degli enti locali, come:

    Comuni e Regioni (es. IMU, TARI, tassa di concessione governativa).

    Consorzi di bonifica e altri enti territoriali.

    altri enti pubblici, che abbiano affidato ad AdeR la riscossione dei propri crediti.

    Alcune tipologie di debito non possono essere rateizzate: come ad esempio, i debiti già oggetto di rateizzazione decaduta; le violazioni doganali, le sanzioni derivanti da procedimenti penali; recupero degli aiuti di Stato.

    Leggi anche > Come sapere se ho un debito con l’Agenzia entrate: ecco il servizio online.

    Requisiti di accesso alla nuova rateizzazione cartelle 2025

    Le condizioni per accedere alla nuova rateizzazione cartelle variano in base a chi la chiede: persone fisiche, società, condomini, eccetera.

    Per accedere alla nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali a partire dal 1° gennaio 2025, i contribuenti devono soddisfare determinati requisiti, che variano in base all’importo del debito e alla propria situazione economica. La normativa distingue tra richieste di rateizzazione “su semplice richiesta” e richieste “documentate”, ognuna con criteri specifici​.

    Requisiti per la rateizzazione su semplice richiestaQuesta modalità è disponibile per i debiti di importo pari o inferiore a 120.000 euro, e il contribuente non deve presentare documentazione, ma solo autocertificare di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria.

    L’importo massimo rateizzabile per singola richiesta è 120.000 euro. Il numero massimo di rate dipende dall’anno di presentazione della domanda. Per le richieste presentate nel 2025 la dilazione può estendersi per un massimo di 84 rate. Così anche per il 2026, fino ad aumentare per i successivi anni.

    Requisiti per la rateizzazione a richiesta documentataSe il debito è superiore a 120.000 euro, oppure se si desidera ottenere un numero di rate maggiore rispetto alla “semplice richiesta”, è necessario documentare la situazione di difficoltà economico-finanziaria con criteri specifici in base alla tipologia del contribuente.

    Per le persone fisiche e ditte individuali, attraverso l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e un calcolo basato su specifici coefficienti.

    Per le imprese e società, attraverso indicatori finanziari come l’Indice di liquidità e l’Indice Alfa, che valutano la sostenibilità del piano di rateizzazione rispetto al fatturato e alla capacità di pagamento.

    Per i condomini, in base all’Indice Beta, che misura il rapporto tra il debito e le entrate risultanti dall’ultimo rendiconto finanziario.

    Per le pubbliche amministrazioni, mediante una dichiarazione di carenza di liquidità firmata dal legale rappresentante.

    Numero massimo di rate

    L’articolo 13 del Decreto Riscossione dispone che, su richiesta del contribuente, che dichiara di versare in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, l’Agenzia delle entrate-Riscossione concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, di importo inferiore o pari a 120 mila euro, comprese in ciascuna richiesta di dilazione, fino a un numero massimo di rate. A seconda della data di presentazione dell’istanza, il numero massimo di rate varia:

    Fino a 84 rate (7 anni) per richieste presentate nel 2025-2026

    Fino a 96 rate (8 anni) per richieste nel 2027-2028

    Fino a 108 rate (9 anni) per richieste dal 2029 in poi

    Fino a 120 rate, ma solo con documentazione specifica per importi superiori a 120.000 euro.

    Su richiesta del contribuente che documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, invece, Agenzia delle entrate-Riscossione, verificati i requisiti per l’accesso alla dilazione, può concedere la rateizzazione:

     da 85 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026;

    da 97 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028;

    da 109 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate a decorrere dal 1° gennaio 2029.

    La domanda di rateizzazione cartelle 2025

    Per presentare domanda di adesione alla nuova rateizzazione cartelle esattoriali a partire dal 1° gennaio 2025, sono state fissate procesure specifiche in base alla tipologia di rateizzazione richiesta e alla natura del soggetto richiedente.

    Rateizzazione su semplice richiesta (per debiti fino a 120.000 euro senza necessità di documentazione).

    Rateizzazione a richiesta documentata (per debiti superiori a 120.000 euro o per un numero di rate superiore a 84).

    Rateizzazione in proroga (per chi ha già un piano di dilazione e necessita di estenderlo).

    La richiesta di rateizzazione può essere presentata scegliendo fra 3 modalità: online, via pec, sportelli fisici.

    Domanda online di rateizzazione cartelle 2025L’istanza online è quella che consente di collegarsi al portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e procedere direttamente da lì. Si fa così:

    accedere al servizio “Rateizza adesso”, disponibile nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    l’accesso va fatto con credenziali SPID, CIE, CNS o credenziali Entratel/Fisconline (per intermediari fiscali).

    da qui si invia richiesta immediata. In questo caso verrà generato in automatico il piano di rateizzazione con i bollettini di pagamento.

    Domanda via PEC (Posta Elettronica Certificata)

    Per chi sceglie la modalità cartacea, è necessario scaricare e compilare l’apposito modulo di istanza disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (scaricali in fondo nel box Allegati):

    Modello RS per rateizzazioni su semplice richiesta.

    Modello RDF per richieste documentate di persone fisiche e ditte individuali in regime fiscale semplificato.

    Modello RDG per richieste documentate di società e altri soggetti.

    Modello RDP per rateizzazioni in proroga.

    L’indirizzo PEC di riferimento è indicato direttamente sul modulo di richiesta.

    Domanda di rateizzazione presso gli sportelli fisici I contribuenti possono recarsi presso gli sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per presentare la richiesta compilata in forma cartacea; ricevere assistenza nella compilazione e verifica dei documenti richiesti; ottenere i bollettini per il pagamento delle rate.

    Allegati

    Modulo RDF

    536 KB

    Modulo RDG

    730 KB

    Modulo RDP

    1 MB

    Modulo RS

    436 KB

    Vademecum Agenzia entrate sulla rateizzazione 2025

    2 MB

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    Esenzione canone Rai 2025: come compilare il modello Quadro A di non detenzione

    Chi vuole chiedere l’esenzione dal pagamento del canone Rai 2025 deve affrettarsi ed inviare entro il 31 gennaio il modulo di non detenzione. Si può fare direttamente online oppure via posta cartacea agli uffici Entrate di Torino. Ricordiamo che quest’anno l’importo del canone tv tornato a 90 euro; non è più in vigore dal riduzione 2024 che aveva fatto scendere la cifra a 70 euro. E’ sempre addebitato in bolletta elettrica in modo automatico a chi è titolare di un’utenza. Il modello da compilare e inviare per non pagare il canone tv 2025 si chiama Dichiarazione sostitutiva Quadro A e, per avere effetto per l’intero anno, deve essere inviato entro il 31 gennaio 2025. In caso contrario, avrà effetto solo parzialmente.In questo articolo una guida alla compilazione e invio. Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi per ricevere altre news come questa.

    Indice

    Compilazione Dati generali

    Canone Rai 2025: compilazione Quadro A del modello

    Compilazione Quadro B del modello

    Compilazione Quadro C del modello

    Compilare uno solo dei Quadri

    Invio modello di esenzione Canone Rai 2025

    Compilazione Dati generali

    La compilazione del modello di esenzione dal canone Rai 2025 inizia con:

    i dati generali del dichiarante (cognome, nome, data e comune di nascita e codice fiscale);

    se il dichiarante è un erede deve compilare l’apposito campo;

    indicare quale dei 3 quadri si desidera compilare (A, B o C);

    data e firma del dichiarante.

    Canone Rai 2025: compilazione Quadro A del modello

    Compilando il Quadro A i contribuenti possono effettivamente chiedere l’esenzione dal canone Rai 2025, dichiarando che:

    che in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della famiglia anagrafica

    che in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denunzia di cessazione dell’abbonamento radio televisivo;

    Compilazione Quadro B del modello

    Compilando il Quadro B i contribuenti segnalano che nell’abitazione l’utenza elettrica è intestata ad un altro componente (con indicazione del codice fiscale) al quale è anche collegato il pagamento del canone. In particolare, se si mette la crocetta su questo quadro, si attesta che:

     il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al sottoscritto in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica.

    Compilazione Quadro C del modello

    L’utente ha la possibilità alternativa di comunicare anche delle modifiche avvenute nel corso dell’anno, come l’acquisto di un televisore nel corso dell’anno, la cessazione di appartenenza alla medesima famiglia anagrafica precedentemente dichiarata, compilando appunto il Quadro C: dichiarazione di variazione dei presupposti.

    Compilare uno solo dei Quadri

    Come ricordato sullo stesso modulo di dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchi, la compilazione dei quadri A, B e C è alternativa. In sostanza, in base alla situazione in cui l’utente si trova può compilare o il quadro A o il quadro B oppure il quadro C.

    Invio modello di esenzione Canone Rai 2025

    Il modello deve essere presentato esclusivamente dai titolari di utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale, ad eccezione del caso in cui la dichiarazione sia resa da un erede. Una volta compilato, il modello può essere inviato in vari modi, come è più comodo per il cittadino:

    Online: inviato in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel;

    Posta cartacea: nei casi in cui non sia possibile la trasmissione telematica, il modello può essere presentato a mezzo del servizio postale in plico raccomandato senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamento TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

    Scarica nel box qui sotto il modello Quadro A, da compilare e inviare all’Agenzia entrate.

    Allegato

    Modello esenzione canone Rai 2025 – Quadro A

    104 KB

    Consulta la sezione canone Rai sul sito Agenzia Entrate

    Foto copertina: istock/GamePH […]

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    Assegno di inclusione e SFL 2025: il calendario pagamenti Inps di gennaio

    Nuove date di pagamento Inps per l’Assegno di inclusione (ADI) e del supporto formazione lavoro (SFL) 2025. Lo ha comunicato Inps con un messaggio del 15 gennaio, con cui mette nero su bianco nuove tempistiche di pagamento, fissate per consentire l’adeguamento ai cambiamenti normativi previsti dalla Legge di Bilancio 2025. Tra questi, in primis l’innalzamento delle soglie di reddito e ISEE necessarie per accedere alle misure in questione; e poi anche l’aumento degli importi dei benefici.

    Il messaggio Inps è il numero 148 del 15 gennaio, con cui l’Istituto fa una panoramica delle principali novità introdotte dalla Manovra di quest’anno ad ADI e SFL, per poi comunicare il calendario dei pagamenti di gennaio 2025.

    Indice

    Il messaggio Inps su ADI ed SFL 2025

    Le novità sull’Assegno di inclusione 2025

    Le novità sul Supporto formazione e lavoro AFL

    Assegno di inclusione e SFL 2025: pagamenti di gennaio

    Il messaggio Inps su ADI ed SFL 2025

    Il Messaggio Inps n. 148 del 15 gennaio 2025 fa un recap delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2025 relative all’Assegno di inclusione (ADI) e al Supporto per la formazione e il lavoro (SFL), con decorrenza dal 1° gennaio 2025.

    Si tratta delle due misure di contrasto alla povertà e di reinserimento lavorativo introdotte nel 2024 al posto del reddito di cittadinanza.

    Tra le novità focali, nuove soglie ISEE per l’Assegno di inclusione e nuovi importi, oltre che nuovo ISEE per l’SFL.

    Le novità sull’Assegno di inclusione 2025

    Le nuove regole dell’Assegno di inclusione per il 2025 puntano sull’ampliamento delle soglie di reddito e ISEE per l’accesso al beneficio e sull’aumento dell’integrazione del reddito per i nuclei familiari.

    Soglie ISEE e reddito familiareLa principale novità è proprio questa: la soglia ISEE per accedere all’ADI 2025 passa da 9.360 a 10.140 euro.Inoltre è stato aumentato anche il limite di reddito familiare, che sale da 6.000 a 6.500 euro e da 7.560 a 8.190 euro per i nuclei familiari con all’interno persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza. Valori da moltiplicare per il parametro della scala di equivalenza.

    Nuclei in abitazione in affittoC’è di più. È stata introdotta una soglia di reddito familiare specifica di €10.140 per i nuclei familiari che risiedono in un’abitazione in locazione, come determinato dalla Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) per il calcolo dell’ISEE.

    Questo valore può ulteriormente aumentare da un massimo di €1.800 a €1.950 se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

    Sale l’integrazione al redditoA crescere non è solo la soglie ISEE, che consentirà a più nuclei di accedere al sussidio, ma anche l’integrazione al reddito per i nuclei familiari residenti in abitazioni concesse in locazione con contratto registrato, che passa 3.640 euro.Valore che può ulteriormente aumentare da un massimo di €1.800 a €1.950 se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

    Le novità sul Supporto formazione e lavoro AFL

    Per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) nel 2025, la legge di Bilancio ha introdotto diverse modifiche, che ampliano sia l’accessibilità sia l’entità del beneficio. Ecco i dettagli principali.

    Innalzamento delle soglie ISEE e reddito familiare

    la soglia ISEE per l’accesso al SFL aumenta da 6.000 a 10.140 euro, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari;

    anche il reddito familiare necessario per accedere al SFL segue lo stesso aumento, estendendo il beneficio a famiglie con redditi leggermente superiori rispetto al passato.

    Aumento dell’importo mensile L’importo mensile dell’SFL è stato incrementato da 350 a 500 euro. Questo aumento mira a fornire un supporto finanziario più sostanziale ai beneficiari, aiutandoli a coprire più efficacemente le spese legate alla formazione e al lavoro.

    Proroga della durata del beneficio

    la durata del beneficio, inizialmente limitata a 12mesi, può ora essere estesa per un massimo di 12 mesi aggiuntivi. Questo previa revisione e aggiornamento del patto di servizio personalizzato e si applica qualora, alla scadenza dei primi dodici mesi, il beneficiario partecipi attivamente a un corso di formazione.

    il beneficio economico viene mantenuto per l’intera durata del corso di formazione, purché non superi i 12 mesi aggiuntivi.

    Per conoscere le novità sulla Manovra di quest’anno consigliamo l’E-book di FiscoeTasse “Legge di bilancio 2025“.

    Assegno di inclusione e SFL 2025: pagamenti di gennaio

    Venendo al nodo centrale, anche le tempistiche di pagamento per le 2 prestazioni hanno subito modifiche a gennaio 2025, per adeguarsi alle nuove disposizioni legislative. Ecco i dettagli specifici sulle nuove date di erogazione di Assegno di inclusione e SFL 2025:

     il 15 gennaio 2025 vengono pagate le sole eventuali mensilità arretrate per l’ADI, di competenza anteriore a gennaio 2025 con le soglie previste dal decreto-legge n. 48/2023 (quindi prima delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2025);

    il 17 gennaio 2025 si procederà al pagamento, per il SFL, delle eventuali mensilità arretrate e della mensilità di dicembre 2024, applicando le soglie e gli importi previsti dal decreto-legge n. 48/2023, (anche queste prima delle modifiche apportate dalla Manovra 2025);

    il 27 gennaio 2025 verranno effettuati i pagamenti di competenza del mese di gennaio 2025 con l’applicazione delle nuove soglie di accesso alla prestazione (per le nuove domande) e dei nuovi importi definiti dalla legge di Bilancio 2025 relativamente a:

    le nuove domande di SFL (purché risulti attiva un’iniziativa formativa o lavorativa e a seguito di verifica positiva dell’istruttoria e di sottoscrizione del PAD e del patto di servizio personalizzato);

    le mensilità di rinnovo delle domande di ADI e di SFL in corso di erogazione, sempre di competenza del mese di gennaio 2025, con l’applicazione delle nuove soglie maggiorate previste dalla legge di Bilancio 2025.

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    ISEE 2025: per quali agevolazioni serve e va fatto quest’anno

    L’ISEE 2025 è l’indicatore della situazione economica equivalente, che quantifica in modo univoco a livello nazionale la situazione economico-patrimoniale del nucleo familiare al fine di stabilirne il diritto ad una serie di bonus e agevolazioni a carattere socio-assistenziale.

    Per poter ottenere le misure di favore (ovvero non incorrere nel riconoscimento di una somma inferiore a quella effettivamente spettante) è necessario che il nucleo interessato sia in possesso di un ISEE aggiornato valido, per l’annualità corrente, sino al prossimo 31 dicembre 2025.

    Vediamo in dettaglio le principali misure di sostegno per cui è necessario possedere un ISEE valido per l’anno 2025.

    Indice

    Assegno di inclusione: l’ISEE 2025 cambia

    Assegno unico universale

    Assegno di maternità dei Comuni

    Supporto per la formazione e il lavoro

    Bonus bollette 2025

    Bonus nido 2025

    Assegno di inclusione: l’ISEE 2025 cambia

    Introdotto dal 1° gennaio 2024 con il Decreto – legge 4 maggio 2023 numero 48, l’Assegno di inclusione (ADI) nasce come una misura nazionale di contrasto alla povertà, fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli della popolazione, in sostituzione dell’abrogato Reddito e Pensione di Cittadinanza.

    L’ADI si concretizza in un beneficio economico erogato (previa domanda all’INPS) mensilmente a mezzo ricarica dell’apposita Carta di Inclusione, condizionato alla prova dei mezzi e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

    Il sussidio si compone di:

    una quota A, ad integrazione del reddito familiare;

    una quota B, ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione concessa in locazione con contratto regolarmente registrato.

    Tra i requisiti necessari per il diritto all’Assegno di inclusione 2025 figura, tra gli altri, un valore dell’ISEE 2025 non superiore a 10.140,00 euro, valore recentemente modificato dalla Manovra 2025 (in vigore dal 1° gennaio scorso) rispetto alla precedente soglia di 9.360,00 euro.

    Da notare che nel caso di nuclei familiari con minorenni è richiesto l’ISEE minorenni.

    Assegno unico universale

    Istituito dal 1° marzo 2022 dal Decreto legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 l’Assegno Unico Universale (AUU) è una prestazione economica riconosciuta, previa domanda all’INPS, in presenza di figli a carico, per il periodo compreso tra il mese di marzo di ciascun anno e il mese di febbraio dell’anno successivo, a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale:

    a prescindere dalla loro condizione lavorativa;

    anche in assenza di ISEE.

    Se però, da un lato non è richiesto per accedere all’AUU, dall’altro l’ISEE 2025 è necessario per poter ottenere il sussidio calcolato in ragione dell’effettiva situazione economico – patrimoniale del nucleo familiare.Il motivo è legato al fatto che, in assenza di ISEE, spettano gli importi minimi previsti dalla normativa (Decreto legislativo numero 230/2021) e non quelli in realtà spettanti al nucleo in base al valore dell’Indicatore stesso. Il rischio in questi casi è quello di ricevere comunque l’Assegno Unico ma con un valore inferiore a quello realmente spettante in presenza di un ISEE in corso di validità.

    Su questo punto leggi: Assegno unico 2025: aggiornare ISEE entro il 28 febbraio (per il corretto calcolo degli importi)

    Assegno di maternità dei Comuni

    L’Assegno di maternità di base, detto anche Assegno di maternità dei comuni, si configura come una prestazione economico-assistenziale riconosciuta dai singoli enti locali e liquidata dall’INPS.

    I soggetti interessati sono tenuti a presentare l’apposita istanza al comune di residenza (incaricato di verificare la sussistenza dei requisiti di legge) entro sei mesi da:

    nascita del bambino;

    effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido preadottivo.

    La prestazione è riservata per gli eventi di parto, adozione o affidamento preadottivo che interessano cittadini residenti italiani, comunitari o stranieri in possesso di titolo di soggiorno, che rispettano determinate soglie reddituali, annualmente rivalutate in ragione della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.L’importo mensile dell’Assegno di maternità, spettante per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 è pari a 404,17 euro per cinque mensilità, pari a complessivi 2.020,85 euro, come reso noto dall’INPS con la Circolare 29 febbraio 2024 numero 40.Lo stesso documento dell’Istituto rende noto che il valore limite dell’ISEE 2025, necessario per poter ottenere l’Assegno con riguardo agli eventi verificatisi dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, si attesta ad euro 20.221,13.

    Supporto per la formazione e il lavoro

    Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), contemplato dal Decreto legge numero 48/2023 dal 1° settembre 2023, è una misura finalizzata a favorire l’attivazione nel mondo del lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa, mediante la partecipazione a progetti di:

    Formazione e accompagnamento al lavoro;

    Qualificazione e riqualificazione professionale;

    Politiche attive del lavoro, comunque denominate;

    Progetti utili alla collettività;

    Servizio civile universale.

    Il SFL prevede, come indennità di partecipazione ai progetti descritti, un beneficio economico mensile di 500,00 euro (importo anch’esso modificato dalla Manovra 2025, rispetto al precedente valore di 350,00 euro mensili).

    La prestazione, previa domanda all’INPS, è riservata ai singoli componenti di nuclei familiari:

    di età compresa tra i 18 e i 59 anni;

    in possesso di determinati requisiti di cittadinanza, soggiorno, residenza ed economici.

    Tra questi ultimi figura il possesso di un ISEE 2025 non superiore a 10.140,00 euro annui (prima della modifica operata dalla Manovra 2025 il valore – soglia dell’ISEE era pari a 6.000,00 euro annui).

    Bonus bollette 2025

    Il cittadino o nucleo familiare in possesso di un ISEE 2025 in corso di validità:

    non superiore a 9.530 euro per le famiglie con massimo tre figli a carico;

    non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico;

    hanno diritto al Bonus sociale per disagio economico, riconosciuto in maniera automatica sul costo delle bollette elettriche, gas e idriche.

    La misura opera per un periodo di dodici mesi con riguardo ad una sola fornitura per ogni tipo di utenza (elettrica, gas e acqua).Come si legge infatti sul sito ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), il bonus “per disagio economico è riconosciuto alle forniture nell’anno di competenza dell’attestazione ISEE, per 12 mesi”.Ogni anno, ancora il portale ARERA, in presenza di un’attestazione ISEE “sottosoglia il nucleo viene inserito nel procedimento automatico” di riconoscimento del bonus.

    Bonus nido 2025

    Una delle più importanti agevolazioni per chi ha figli è il Bonus nido, un contributo economico a fronte delle rette dovute per la frequenza dell’asilo nido. L’ammontare del bonus, diverso a seconda dell’ISEE minorenni, in corso di validità, del nucleo familiare, è:

    un importo massimo di 3.000 euro con ISEE minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro;

    un importo massimo di 2.500 euro con ISEE minorenni in corso di validità da 25.001 a 40.000 euro;

    un importo massimo di 1.500 euro in presenza di un ISEE minorenni in corso di validità superiore a 40 mila euro ovvero di:

    Assenza di ISEE minorenni;

    ISEE con omissioni e / o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e / o dei dati reddituali auto-dichiarati;

    ISEE discordante;

    ISEE minorenni non calcolabile.

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