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    Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

    Analizziamo in dettaglio gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno del reddito previsti nel 2025.

    Indice

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

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    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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    Il sistema di welfare offre una serie di misure di sostegno economico-statale, di norma riconosciuto grazie ad apposite indennità a carico dell’IINPS, ai dipendenti che, per determinati cause aziendali, si ritrovano in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nonché per coloro (lavoratori subordinati, autonomi o parasubordinati) che perdono involontariamente l’occupazione.

    Analizziamo in dettaglio gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno del reddito previsti nel 2025.

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    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

    Cassa integrazione guadagni

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Imprese del settore dei call center

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Indennità ISCRO

    Ammortizzatori sociali e sostegni al reddito 2025

     Una circolare Inps ha riepilogato le principali misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali approvati con la legge di bilancio 2025. tra cui:

    proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa;

    disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per cessazione di attività;

    proroga dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA;

    proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi;

    finanziamento di misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center;

    ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità;

    introduce un nuovo requisito contributivo che, in determinate ipotesi, i lavoratori devono possedere per la fruizione della NASpI;

    prevede che i genitori occupati con rapporto di lavoro dipendente possano beneficiare, in alternativa tra loro, di un elevamento dell’indennità per congedo parentale all’80% per un periodo complessivo di tre mesi;

    ridefinisce in termini più favorevoli i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

    Cassa integrazione guadagni

    La Cassa integrazione guadagni interviene, su domanda dell’azienda, per compensare la perdita di retribuzione conseguente ad una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.CIGONello specifico la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) opera per l’azienda appartenente ai settori dell’industria, dell’artigianato (dell’edilizia e affini ovvero che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei) oltre che a beneficio delle cooperative:

    di produzione e lavoro che svolgono attività simili a quella degli operai delle imprese industriali;

    agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

    La CIG è riservata a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) con esclusione dei dirigenti, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un’anzianità di effettivo lavoro non inferiore a trenta giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

    CIGSDal 1° gennaio 2022 possono accedere alla CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) i datori di lavoro non coperti dai fondi di solidarietà bilaterali, dai fondi bilaterali alternativi (settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro) e dal fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. I soggetti in questione, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, devono aver occupato mediamente più di quindici dipendenti.La CIGS opera altresì, a prescindere dal requisito occupazionale, per le imprese del trasporto aereo e i partiti – movimenti politici.I lavoratori destinatari sono gli stessi cui spetta il trattamento di CIGO sopra descritto. Fondo di integrazione salarialeIl Fondo di integrazione salariale (FIS) è destinato (in via residuale) ai lavoratori di aziende operanti in settori non coperti dalla CIG e dai fondi bilaterali di solidarietà.Dal 1° gennaio 2022 sono soggetti al FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, non destinatari della disciplina della CIG ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali, a quelli bilaterali alternativi ovvero al fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.Per quanto riguarda i dipendenti destinatari del FIS si rimanda a quanto descritto per la CIGO.

    Per una panoramica sulle misure di welfare a disposizione delle aziende consigliamo il libro Welfare aziendale & Fringe benefit , con un focus su Flexible benefit, premi di produzione, sostenibilità e work life balance.

    CIGS per imprese con rilevanza economica strategica

    Tra gli ammortizzatori sociali di quest’anno, la Manovra 2025 (articolo 1, comma 196) riconosce un ulteriore periodo di trattamento di integrazione salariale straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale, con un numero di dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati a causa della loro complessità.Il trattamento in questione può essere riconosciuto, in deroga ai limiti di durata posti dalla normativa vigente di cui agli articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015, in continuità con le misure di sostegno già autorizzate. Come chiarisce l’INPS nella Circolare 15 gennaio 2025, numero 3, i trattamenti in parola possono “riguardare anche periodi antecedenti al 1° gennaio 2025”.L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di dodici mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di sei mesi per crisi aziendale.

    Imprese del settore dei call center

    L’articolo 1, comma 195 della Manovra 2025 prevede, per l’anno corrente, il finanziamento delle misure di sostegno del reddito per i dipendenti delle imprese del settore dei call center, queste ultime non rientrati nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore alle cinquanta unità nel semestre precedente.

    CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

    La Legge numero 207/2024 (articolo 1, comma 193) proroga per il triennio 2025-2027 la possibilità, per le imprese di con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e rilevanti problematiche occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS in deroga ai limiti massimi stabiliti dai citati articoli 4 e 22 del Decreto legislativo numero 148/2015.L’ulteriore periodo di Cassa integrazione può avere le seguenti durate:

    6 mesi per la causale di crisi aziendale;

    12 mesi per riorganizzazione aziendale;

    12 mesi per contratto di solidarietà.

    Indennità di disoccupazione NASpI

    Nel corso dell’anno 2025 quanti perdono involontariamente l’occupazione e sono in possesso dei seguenti requisiti:

    stato di disoccupazione;

    almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

    possono, previa domanda all’INPS, ottenere l’indennità economica NASpI.La Manovra 2025 (articolo 1, comma 171) ha tuttavia previsto un terzo requisito, aggiuntivo a quelli appena descritti. In particolare, per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025, sono richieste almeno tredici settimane di contribuzione successive alla cessazione del rapporto a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale. Sono fatte salve le ipotesi di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale intervenuta in sede protetta e di dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità.Il requisito appena descritto opera a condizione che l’evento di cessazione per dimissioni sia avvenuto nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria per cui si richiede la prestazione NASpI. Nello specifico, se il rapporto a tempo indeterminato si è interrotto per dimissioni volontarie, l’accesso all’indennità di disoccupazione può avvenire soltanto una volta che siano trascorse almeno tredici settimane di contribuzione.

    Indennità di disoccupazione DIS-COLL

    I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) esclusi amministratori, sindacati e revisori, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA, i quali abbiano perduto involontariamente l’occupazione, possono ottenere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.Quest’ultima è riservata a quanti, congiuntamente, possono far valere i seguenti requisiti:

    Indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo (IDIS)

    Dal 1° gennaio 2024 i lavoratori del settore spettacolo possono contare su un’indennità strutturale e permanente, riservata a:

    lavoratori subordinati a tempo determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

    lavoratori subordinati discontinui;

    lavoratori autonomi, compresi i co.co.co.;

    iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

    cittadini di uno Stato membro dell’UE o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano;

    residenti in Italia da almeno un anno;

    in possesso di un reddito complessivo ai fini IRPEF non eccedente, dal 1° gennaio 2025, euro 30 mila euro (in luogo della soglia di 25 mila euro in vigore nel 2024) con riguardo all’anno d’imposta precedente quello di presentazione della domanda;

    aver maturato, nell’anno precedente quello di invio della domanda, almeno 51 giornate di contribuzione (ridotte rispetto alle 60 richieste nel 2024);

    aver totalizzato nell’anno precedente quello di presentazione della domanda, un reddito da lavoro derivante in via prevalente dall’esercizio delle attività lavorative dello spettacolo;

    non essere stato titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’anno precedente quello di invio della domanda, eccezion fatta per i rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato (per i quali non sia prevista l’indennità di disponibilità);

    non essere titolare di trattamento pensionistico diretto.

    Indennità ISCRO

    Prevista in via strutturale dal 1° gennaio 2024 l’indennità straordinari di continuità reddituale operativa (ISCRO) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS i quali esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.La prestazione spetta se l’interessato possiede i seguenti requisiti:

    non è titolare di trattamento pensionistico diretto e non è assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;

    non è beneficiario dell’Assegno di inclusione (ADI);

    ha prodotto un reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti;

    ha dichiarato, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12 mila euro, annualmente soggetto a rivalutazione ISTAT;

    è in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

    è titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione in Gestione Separata.

    L’indennità ISCRO è incompatibile con la fruizione di NASpI, DIS-COLL e IDIS.

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    Leggi di più… from Ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito e alle famiglie per l’anno 2025: la mappa

    Pubblicato il

    Guida all’ISEE 2025: calcolo, richiesta e documenti necessari

    L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) ha l’obiettivo di valutare in maniera univoca a livello nazionale la condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare al fine di stabilirne il diritto ad una serie di bonus e agevolazioni di carattere socio – assistenziale.

    In ragione del fatto che il calcolo dell’ISEE si basa su una serie di informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali, il soggetto interessato ad ottenere il valore dell’Indicatore, valido sino al 31 dicembre successivo, è tenuto a fornire i dati necessari al calcolo presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).Per agevolare i cittadini nella procedura di invio della DSU l’INPS ha reso disponibile un sistema di precompilazione della Dichiarazione, grazie all’inserimento automatico di una serie di informazioni presenti negli archivi dell’Istituto e dell’Agenzia Entrate.Analizziamo in dettaglio come si calcola e si ottiene l’ISEE 2025 e quali sono i documenti necessari per la compilazione della DSU.Leggi anche: ISEE 2025: per quali agevolazioni serve e va fatto quest’anno

    Indice

    Come si ottiene l’ISEE

    Come si calcola l’ISEE

    La DSU precompilata

    I documenti necessari per l’ISEE 2025

    Documenti di identità e codice fiscale

    Documenti su affitto-locazione

    Documenti sui redditi posseduti

    Documenti su patrimonio immobiliare

    Documenti su patrimonio immobiliare

    Come si ottiene l’ISEE

    Come anticipato in premessa il rilascio dell’ISEE prevede obbligatoriamente la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, quest’ultima contenente i dati necessari al calcolo dell’Indicatore.La DSU può essere presentata, in alternativa:

    all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;

    al Comune;

    a un Centro di Assistenza Fiscale CAF;

    online, collegandosi all’apposita piattaforma dell’INPS, disponibile collegandosi a “inps.it – Tutti i servizi – ISEE Portale Unico”.

    Una volta trasmessa, la Dichiarazione Sostitutiva Unica è valida dal momento della presentazione sino al 31 dicembre successivo.

    Leggi anche: ISEE 2025 senza titoli di stato, fino a 50mila euro: c’è il via libera

    Come si calcola l’ISEE

    All’interno della DSU è necessario riportare, per ottenere il calcolo dell’ISEE:

    I dettagli del nucleo familiare presente alla data di trasmissione della DSU;

    I redditi totalizzarti nel secondo anno solare precedente quello di trasmissione della DSU;

    Il patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente quello di invio della Dichiarazione Sostitutiva Unica.

    Nello specifico il calcolo dell’ISEE avviene sommando il valore ISE – Indicatore della Situazione Reddituale e il 20% dell’ISP – Indicatore della Situazione Patrimoniale. Nello specifico:

    L’ISE esprime il totale dei redditi dei componenti il nucleo familiare, al netto di detrazioni e franchigie;

    L’ISP rappresenta il patrimonio mobiliare e immobiliare del nucleo familiare, assunto al netto delle detrazioni previste.

    La somma ISE + ISP dev’essere poi divisa per l’apposito coefficiente della scala di equivalenza, diverso a seconda del numero dei familiari e delle relative maggiorazioni.

    La DSU precompilata

    Per agevolare i cittadini chiamati a presentare la DSU, è disponibile sul portale INPS (servizio “ISEE Portale Unico”) il servizio di rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica precompilata, contenente Dati auto-dichiarati dall’utente e dati precompilati, in quanto ottenuti grazie all’interrogazione degli archivi di Agenzia Entrate e INPS.

    I documenti necessari per l’ISEE 2025

    Per compilare la DSU ai fine ISEE 2025 è necessario dotarsi prima di tutta la documentazione necessaria, utile ad attestare sia l’identità del richiedente e nucleo familiare sia la situazione economico-patrimoniale. Tra i documenti necessari:

    documento di identità

    codice fiscale

    documenti relativi ad affitti e canone di locazione

    documenti sui redditi e compensi

    documenti su patrimonio immobiliare e mobiliare

    documenti relativi ad autoveicoli e imbarcazioni.

    Documenti di identità e codice fiscale

    In sede di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica è opportuno che il soggetto interessato disponga di:

    Codice fiscale e documento di identità del dichiarante;

    Codice fiscale e documento di identità di tutti i componenti del nucleo familiare rilevante ai fini ISEE.

    Documenti su affitto-locazione

    I nuclei familiari in affitto sono tenuti a procurarsi il contratto di locazione registrato, in caso di residenza in un immobile in locazione al momento della presentazione della DSU.

    Documenti sui redditi posseduti

    Con riguardo alle DSU presentate nell’anno corrente i redditi di riferimento per il calcolo dell’ISEE sono quelli totalizzati nel 2023.A tal proposito coloro che presentano la Dichiarazione Sostitutiva Unica sono chiamati a procurarsi:

    Dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi Persone Fisiche) 2024 di competenza dell’anno 2023;

    Certificazione Unica (CU) 2024 di competenza dell’anno 2023;

    Attestazioni o altri documenti giustificativi della liquidazione di redditi esenti da imposta ovvero soggetti ad imposta sostitutiva, a ritenuta a titolo di imposta o a tassazione separata;

    Dichiarazioni IRAP;

    Documenti (anche giudiziari) relativi alla separazione o divorzio, con specifica riguardante l’assegno di mantenimento per il coniuge e i figli.

    Documenti su patrimonio immobiliare

    Per la presentazione della DSU 2025 è necessario procurarsi la documentazione relativa agli immobili posseduti al 31 dicembre 2023, quale secondo anno precedente quello di invio della Dichiarazione Sostitutiva Unica, in particolare:

    certificati catastali;

    atti notarili attestanti la compravendita / successione;

    ogni altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero;

    atto notarile di donazione degli immobili;

    certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e / o la costruzione degli immobili di proprietà.

    Documenti su patrimonio immobiliare

    Il patrimonio mobiliare di riferimento per la DSU e ISEE 2025 è quello al 31 dicembre 2023.I documenti da raccogliere per la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica sono:

    documentazione attestante il patrimonio mobiliare, come depositi bancari e / o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, CCT, BOT, buoni fruttiferi, fondi di investimento e qualsiasi altro prodotto finanziario, anche se detenuto all’estero;

    saldo del conto / prodotto finanziario al 31 dicembre 2023 e giacenza media annua, attestata grazie agli appositi estratti conto e altri documenti riepilogativi rilasciati dagli istituti finanziari;

    dettaglio della tipologia di conto / prodotto e numero identificativo dello stesso, codice fiscale dell’istituto bancario o della società di gestione patrimoniale interessata;

    data di apertura ed eventuale chiusura del rapporto;

    certificazione inerente qualsiasi altra attività finanziaria non citata in precedenza, posseduta al 31 dicembre 2023.

    In presenza di autoveicoli e imbarcazioni è necessario possedere targa e estremi della registrazione dei mezzi e imbarcazioni nei registri pubblici.

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    Nuova rateizzazione cartelle dal 1° gennaio 2025: come funziona e moduli da scaricare

    Dal 1° gennaio 2025 entra in vigore la nuova disciplina per la rateizzazione cartelle esattoriali. La riforma, in attuazione del D.Lgs. n. 110/2024, cambia veste alla riscossione cartelle esattoriali, rendendo un po’ più flessibile il pagamento dei debiti fiscali per cittadini e imprese e aumentando il numero massimo di rate disponibili per i versamenti degli importi dovuti.

    Da quest’anno i contribuenti morosi possono quindi accedere a più rate di pagamento (passano da 72 a un massimo di 108 rate nei prossimi anni, a seconda del periodo di presentazione dell’istanza). Ma non solo. Ci sono anche diverse modalità di richiesta di adesione e una semplificazione per le cartelle fino a 120mila euro.

    In dettaglio come e quando è possibile richiedere la rateizzazione, le modalità di accesso, i benefici e gli effetti derivanti dalla dilazione nel 2025.

    Indice

    Quando si può chiedere la nuova rateizzazione cartelle 2025

    Quali somme rateizzare

    Requisiti di accesso alla nuova rateizzazione cartelle 2025

    Numero massimo di rate

    La domanda di rateizzazione cartelle 2025

    Quando si può chiedere la nuova rateizzazione cartelle 2025

    La nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali, in vigore dal 1° gennaio 2025, dà ai contribuenti la possibilità di dilazionare il pagamento delle somme dovute, per avvisi e cartelle di pagamento emessi da diversi enti creditori, come Agenzia delle Entrate, INPS, Regioni, Comuni e altri enti pubblici previdenziali. L’accesso alla rateizzazione è però condizionato a determinati requisiti e condizioni, che variano in base all’importo del debito e alla situazione economica del contribuente​.

    Il contribuente può anche dimostrare la temporanea difficoltà economica, ovvero la capacità di far fronte al debito nel tempo attraverso un piano di pagamento sostenibile, per ottenere una maggiore dilazione del piano.

    Quali somme rateizzare

    Le somme che possono essere rateizzate secondo le nuove regole in vigore dal 1° gennaio 2025 riguardano i debiti iscritti a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR), derivanti da una serie di tributi e contributi dovuti ai vari enti creditori, come specificato nella guida fornita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione​.

    Possono essere oggetto di rateizzazione le somme iscritte a ruolo affidate per la riscossione da parte di:

    imposte delle amministrazioni statali, come:

    Agenzia delle Entrate (IRPEF, IVA, IRAP, ecc.).

    Ministeri e altri enti pubblici statali.

    contributi degli enti previdenziali e assistenziali, come:

    INPS (contributi previdenziali e assistenziali).

    INAIL (premi assicurativi obbligatori).

    tributi degli enti locali, come:

    Comuni e Regioni (es. IMU, TARI, tassa di concessione governativa).

    Consorzi di bonifica e altri enti territoriali.

    altri enti pubblici, che abbiano affidato ad AdeR la riscossione dei propri crediti.

    Alcune tipologie di debito non possono essere rateizzate: come ad esempio, i debiti già oggetto di rateizzazione decaduta; le violazioni doganali, le sanzioni derivanti da procedimenti penali; recupero degli aiuti di Stato.

    Leggi anche > Come sapere se ho un debito con l’Agenzia entrate: ecco il servizio online.

    Requisiti di accesso alla nuova rateizzazione cartelle 2025

    Le condizioni per accedere alla nuova rateizzazione cartelle variano in base a chi la chiede: persone fisiche, società, condomini, eccetera.

    Per accedere alla nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali a partire dal 1° gennaio 2025, i contribuenti devono soddisfare determinati requisiti, che variano in base all’importo del debito e alla propria situazione economica. La normativa distingue tra richieste di rateizzazione “su semplice richiesta” e richieste “documentate”, ognuna con criteri specifici​.

    Requisiti per la rateizzazione su semplice richiestaQuesta modalità è disponibile per i debiti di importo pari o inferiore a 120.000 euro, e il contribuente non deve presentare documentazione, ma solo autocertificare di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria.

    L’importo massimo rateizzabile per singola richiesta è 120.000 euro. Il numero massimo di rate dipende dall’anno di presentazione della domanda. Per le richieste presentate nel 2025 la dilazione può estendersi per un massimo di 84 rate. Così anche per il 2026, fino ad aumentare per i successivi anni.

    Requisiti per la rateizzazione a richiesta documentataSe il debito è superiore a 120.000 euro, oppure se si desidera ottenere un numero di rate maggiore rispetto alla “semplice richiesta”, è necessario documentare la situazione di difficoltà economico-finanziaria con criteri specifici in base alla tipologia del contribuente.

    Per le persone fisiche e ditte individuali, attraverso l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e un calcolo basato su specifici coefficienti.

    Per le imprese e società, attraverso indicatori finanziari come l’Indice di liquidità e l’Indice Alfa, che valutano la sostenibilità del piano di rateizzazione rispetto al fatturato e alla capacità di pagamento.

    Per i condomini, in base all’Indice Beta, che misura il rapporto tra il debito e le entrate risultanti dall’ultimo rendiconto finanziario.

    Per le pubbliche amministrazioni, mediante una dichiarazione di carenza di liquidità firmata dal legale rappresentante.

    Numero massimo di rate

    L’articolo 13 del Decreto Riscossione dispone che, su richiesta del contribuente, che dichiara di versare in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, l’Agenzia delle entrate-Riscossione concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, di importo inferiore o pari a 120 mila euro, comprese in ciascuna richiesta di dilazione, fino a un numero massimo di rate. A seconda della data di presentazione dell’istanza, il numero massimo di rate varia:

    Fino a 84 rate (7 anni) per richieste presentate nel 2025-2026

    Fino a 96 rate (8 anni) per richieste nel 2027-2028

    Fino a 108 rate (9 anni) per richieste dal 2029 in poi

    Fino a 120 rate, ma solo con documentazione specifica per importi superiori a 120.000 euro.

    Su richiesta del contribuente che documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, invece, Agenzia delle entrate-Riscossione, verificati i requisiti per l’accesso alla dilazione, può concedere la rateizzazione:

     da 85 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026;

    da 97 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028;

    da 109 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate a decorrere dal 1° gennaio 2029.

    La domanda di rateizzazione cartelle 2025

    Per presentare domanda di adesione alla nuova rateizzazione cartelle esattoriali a partire dal 1° gennaio 2025, sono state fissate procesure specifiche in base alla tipologia di rateizzazione richiesta e alla natura del soggetto richiedente.

    Rateizzazione su semplice richiesta (per debiti fino a 120.000 euro senza necessità di documentazione).

    Rateizzazione a richiesta documentata (per debiti superiori a 120.000 euro o per un numero di rate superiore a 84).

    Rateizzazione in proroga (per chi ha già un piano di dilazione e necessita di estenderlo).

    La richiesta di rateizzazione può essere presentata scegliendo fra 3 modalità: online, via pec, sportelli fisici.

    Domanda online di rateizzazione cartelle 2025L’istanza online è quella che consente di collegarsi al portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e procedere direttamente da lì. Si fa così:

    accedere al servizio “Rateizza adesso”, disponibile nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    l’accesso va fatto con credenziali SPID, CIE, CNS o credenziali Entratel/Fisconline (per intermediari fiscali).

    da qui si invia richiesta immediata. In questo caso verrà generato in automatico il piano di rateizzazione con i bollettini di pagamento.

    Domanda via PEC (Posta Elettronica Certificata)

    Per chi sceglie la modalità cartacea, è necessario scaricare e compilare l’apposito modulo di istanza disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (scaricali in fondo nel box Allegati):

    Modello RS per rateizzazioni su semplice richiesta.

    Modello RDF per richieste documentate di persone fisiche e ditte individuali in regime fiscale semplificato.

    Modello RDG per richieste documentate di società e altri soggetti.

    Modello RDP per rateizzazioni in proroga.

    L’indirizzo PEC di riferimento è indicato direttamente sul modulo di richiesta.

    Domanda di rateizzazione presso gli sportelli fisici I contribuenti possono recarsi presso gli sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per presentare la richiesta compilata in forma cartacea; ricevere assistenza nella compilazione e verifica dei documenti richiesti; ottenere i bollettini per il pagamento delle rate.

    Allegati

    Modulo RDF

    536 KB

    Modulo RDG

    730 KB

    Modulo RDP

    1 MB

    Modulo RS

    436 KB

    Vademecum Agenzia entrate sulla rateizzazione 2025

    2 MB

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