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    Decontribuzione Sud PMI: istruzioni Inps su requisiti e importi dell’esonero 2025

    La Legge di bilancio 2025 ha introdotto un incentivo per sostenere l’occupazione nei territori del sud Italia e ridurre le disparità nel mezzogiorno. All’articolo 1, comma 406, è infatti prevista un’esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali per le micro e le piccole-medie imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato in alcune regioni del sud e centro sud, come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.L’agevolazione in questione, nota come decontribuzione Sud PMI, consente ai datori di lavoro privati di beneficiare di un alleggerimento del costo del lavoro, con una riduzione progressiva nel tempo.Con la Circolare INPS 32 del 30 gennaio 2025 sono stati forniti i dettagli operativi per usufruire dell’esonero e indicazioni su come indicarlo nel modello telematico UniEmens. Ecco i dettagli di questa nuova misura.

    Indice

    I beneficiari dell’esonero decontribuzione sud

    Esclusi dal beneficio

    Codice di autorizzazione

    A quanto ammonta l’esonero

    Condizioni

    I beneficiari dell’esonero decontribuzione sud

    La decontribuzione sud contemplata dalla Manovra 2025 è diretta alle microimprese e piccole – medie imprese che occupano lavoratori a tempo indeterminato nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.Ai sensi dell’articolo 1, comma 407 della Legge di bilancio per l’anno corrente rientrano nella nozione di microimpresa e PMI i datori di lavoro privati che hanno alle proprie dipendenze non più di 250 dipendenti, ai sensi dell’Allegato I al Regolamento (UE) 2014/651 della Commissione, del 17 giugno 2014.Lo stesso Regolamento (UE) stabilisce che la categoria delle microimprese e PMI è rappresentata dalle realtà che occupano meno di 250 dipendenti, il cui fatturato annuo non eccede i 50 milioni di euro e / o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.Al riguardo l’INPS precisa che in favore dei datori di lavoro che svolgono attività di impresa occupando più di 250 dipendenti ovvero che superino le citate soglie di fatturato e / o bilancio annuo, è previsto il diverso esonero contributivo di cui all’articolo 1, commi 413 e seguenti della Manovra 2025, subordinato, per l’effettiva operatività, alla preventiva autorizzazione della Commissione europea.

    Esclusi dal beneficio

    Per espressa previsione di legge sono esclusi dall’esonero in parola i datori di lavoro che stipulino:

    Contratti di lavoro domestico;

    Contratti di apprendistato;

    nonché i datori di lavoro operanti nel settore agricolo o rientranti in una delle categorie espressamente escluse dall’articolo 1, comma 409 della Manovra 2025.Infine la misura non opera per i datori di lavoro che abbiano ricevuto aiuti subordinati al regime de minimis per un importo complessivo superiore a 300 mila euro nell’arco di un triennio.

    Codice di autorizzazione

    Come anticipato il beneficio contributivo spetta per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato già instaurati alla data del 31 dicembre 2024 a condizione che la sede di lavoro sia ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.Al fine di garantire la legittima fruizione dello sgravio, con riguardo ai datori di lavoro:

    titolari di una matricola il cui indirizzo è coincidente con la sede legale ubicata in regioni non rientranti nell’ambito di applicazione della norma;

    con una o più unità operative site nelle citate regioni del Mezzogiorno;

    è necessario che la sede INPS territorialmente competente, a seguito di specifica richiesta del datore di lavoro ed effettuati i dovuti controlli, inserisca (dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029) nelle caratteristiche contributive della matricola aziendale il codice di autorizzazione 0L che, dal 1° gennaio 2018, ha assunto il significato di “Datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operative nel territorio del Mezzogiorno”.

    A quanto ammonta l’esonero

    La decontribuzione sud PMI è riconosciuta alle realtà destinatarie in misura pari:

    Per l’anno corrente, al 25% dei complessivi contributi previdenziali per un importo massimo di 145,00 euro su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2024;

    Per l’anno 2026, al 20% dei complessivi contributi previdenziali per un importo massimo di 125,00 euro su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2025;

    Per l’anno 2027, al 20% dei complessivi contributi previdenziali per un importo massimo di 125,00 euro su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2026;

    Per l’anno 2028, al 20% dei complessivi contributi previdenziali per un importo massimo di 100,00 euro su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2027;

    Per l’anno 2029, al 15% dei complessivi contributi previdenziali per un importo massimo di 75,00 euro su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2028.

    Il perimetro applicativo dello sgravio non interessa, tra gli altri, i premi e contributi dovuti all’INAIL, come espressamente previsto dall’articolo 1, comma 406, della Manovra 2025.In considerazione del fatto che la durata dell’agevolazione è pari, ferma restando la permanenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato nelle regioni del Mezzogiorno, a dodici mensilità, le mensilità aggiuntive, se erogate per intero, non rientrano nella base di computo della misura.Al contrario, se le mensilità aggiuntive sono erogate mensilmente mediante corresponsione dei singoli ratei, le stesse rientrano nella base di computo della Decontribuzione Sud PMI, a patto che vengano rispettati i massimali mensili di esonero fruibile (145,00 euro per l’anno corrente).

    Condizioni

    Per l’anno 2025 la decontribuzione sud a tutti i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati alla data del 31 dicembre 2024, purché diversi dal lavoro agricolo e domestico, nonché dai rapporti di apprendistato, a condizione che sia rispettato il requisito geografico della sede di lavoro.Al tempo stesso, per le annualità successive al 2025, la Decontribuzione Sud PMI può essere riconosciuta con riguardo a tutti i rapporti di lavoro incentivabili, instaurati entro il 31 dicembre dell’anno precedente quello di applicazione.Fermi restando i principi generali in materia di incentivi all’occupazione di cui all’articolo 31 del Decreto legislativo numero 150/2015, il diritto allo sgravio è subordinato al rispetto delle condizioni stabilite dalla Legge numero 296/2006, articolo 1, comma 1175, nello specifico:

    Possesso del DURC;

    Assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;

    Osservanza degli accordi e contratti collettivi nazionali di lavoro, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    I datori di lavoro beneficiari della decontribuzione sud sono tenuti ad esporlo all’interno della denuncia telematica UniEmens, da trasmettere all’INPS entro l’ultimo giorno del mese successivo quello di competenza, nel rispetto delle modalità di compilazione comunicate con la Circolare numero 32/2025.

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    Bonus mamme 2025, stop a chi ha due figli: il punto su nuova durata, importi e requisiti dell’esonero

    Chiariti i dettagli del nuovo bonus mamme 2025, come modificato e normato dalla Legge di bilancio di quest’anno. Si parla della misura introdotta con la la manovra finanziaria 2024 e poi aggiornata nel 2025, che prevede l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri assunte a tempo indeterminato, con l’obiettivo di supportare la genitorialità e l’occupazione femminile.Istruzioni e chiarimenti sono stati dati dall’Inps con l’ultimo messaggio del 31 gennaio.

    Con la sua diffusione vengono messe nero su bianco le modifiche e la durata del Bonus mamme, specificando quali lavoratrici possono beneficiarne e per quanto tempo.

    Ricordiamo che, rispetto allo scorso anno, La legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo sgravio contributivo per madri di due o più figli con reddito annuo massimo di 40.000 euro, che durerà fino ai 10 anni del figlio più piccolo (o fino ai 18 anni per chi ha tre o più figli dal 2027 in poi).

    Ecco i dettagli dell’esonero 2025.

    Indice

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    Durata del bonus

    Importo del beneficio

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    Compatibilità con altre agevolazioni

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Il Bonus mamme 2025 consiste in un’esenzione parziale o totale dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici madri con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa misura è stata inizialmente prevista per le madri con tre o più figli, ma in via sperimentale è stata estesa anche alle madri con due figli per il solo anno 2024.

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    A partire dal 1° gennaio 2025, il beneficio viene concesso alle lavoratrici madri che rispettano determinati requisiti:

    Madri con due o più figli;

    Contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (esclusi i rapporti di lavoro domestico);

    Reddito annuo imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40.000 euro;

    Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni per ottenere l’agevolazione;

    Dal 2027, lo sgravio si estenderà fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo per le madri con tre o più figli.

    Durata del bonus

    Come chiarito con il messaggio Inps del 31 gennaio, per le lavoratrici con due figli, il bonus mamme 2025 sarà riconosciuto fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni, garantendo un supporto economico per una durata ben definita. Tuttavia, questa agevolazione sarà soggetta ai criteri stabiliti nel decreto attuativo, che fornirà ulteriori dettagli sulla sua applicazione. Per quanto riguarda le madri con tre o più figli, l’agevolazione sarà estesa fino al mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, ma solo a partire dal 2027.Inoltre, in caso di nuove nascite o adozioni durante il periodo di validità della misura, sarà possibile accedere al beneficio in base alle nuove condizioni familiari, purché la madre risulti ancora in possesso di un contratto a tempo indeterminato e rispetti i requisiti reddituali richiesti.L’INPS ha inoltre chiarito che, nelle situazioni in cui il figlio più piccolo compia gli anni nel corso dell’anno fiscale, il bonus si interromperà nel mese esatto del compimento dell’età prevista dalla normativa, evitando il rischio di sovrapposizioni con altre forme di agevolazione contributiva.

    Importo del beneficio

    L’agevolazione consiste in un esonero totale o parziale dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). Tuttavia, il tetto massimo annuo è fissato a 3.000 euro, riparametrato su base mensile. Questo significa che l’importo massimo del bonus sarà distribuito nei singoli mesi dell’anno, garantendo un risparmio mensile sulla busta paga delle lavoratrici beneficiarie.

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Il bonus mamme 2025 viene modificato rispetto al 2024. Lo scorso anno l’esonero contributivo era totale per le madri con tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo e sperimentale per le madri con due figli fino ai 10 anni di età del figlio più piccolo. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, il beneficio per le madri con due figli non sarà più previsto secondo le modalità del 2024, bensì sarà applicato il nuovo schema, che prevede un tetto massimo di reddito annuo di 40.000 euro per l’accesso all’agevolazione e un’esenzione contributiva parziale invece che totale.

    Da notare una delle novità principali 2025: lo stop al Bonus mamme per le lavoratrici con due figli. Il beneficio sperimentale (della Manovra 2024) concesso fino al 31 dicembre 2024 non è stato prorogato.Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2025, le lavoratrici con due figli, di cui il più piccolo con meno di 10 anni, non potranno più beneficiare dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 181, della Legge di Bilancio 2024.

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    L’INPS specifica che per usufruire dell’esonero contributivo sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto:

    il datore di lavoro dovrà applicare l’esonero in busta paga;

    le lavoratrici dovranno presentare un’autocertificazione attestante il numero dei figli e la loro età;

    l’INPS fornirà ulteriori indicazioni sulle modalità di richiesta e verifica dei requisiti;

    Compatibilità con altre agevolazioni

    L’agevolazione non è cumulabile con altri benefici contributivi previsti dalla normativa per la stessa lavoratrice. Per gli anni 2025 e 2026, il Bonus mamme non è compatibile con l’agevolazione concessa alle madri di tre o più figli ai sensi della Legge di Bilancio 2024. Tuttavia, le modalità precise di applicazione saranno definite nel decreto attuativo.

    Per restare aggiornata/o sul bonus mamme 2025 iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi. Compila il form qui sotto:

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    Chiariti i dettagli del nuovo bonus mamme 2025, come modificato e normato dalla Legge di bilancio di quest’anno. Si parla della misura introdotta con la la manovra finanziaria 2024 e poi aggiornata nel 2025, che prevede l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri assunte a tempo indeterminato, con l’obiettivo di supportare la genitorialità e l’occupazione femminile.Istruzioni e chiarimenti sono stati dati dall’Inps con l’ultimo messaggio del 31 gennaio.

    Con la sua diffusione vengono messe nero su bianco le modifiche e la durata del Bonus mamme, specificando quali lavoratrici possono beneficiarne e per quanto tempo.

    Ricordiamo che, rispetto allo scorso anno, La legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo sgravio contributivo per madri di due o più figli con reddito annuo massimo di 40.000 euro, che durerà fino ai 10 anni del figlio più piccolo (o fino ai 18 anni per chi ha tre o più figli dal 2027 in poi).

    Ecco i dettagli dell’esonero 2025.

    Indice

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    Durata del bonus

    Importo del beneficio

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    Compatibilità con altre agevolazioni

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Il Bonus mamme 2025 consiste in un’esenzione parziale o totale dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici madri con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa misura è stata inizialmente prevista per le madri con tre o più figli, ma in via sperimentale è stata estesa anche alle madri con due figli per il solo anno 2024.

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    A partire dal 1° gennaio 2025, il beneficio viene concesso alle lavoratrici madri che rispettano determinati requisiti:

    Madri con due o più figli;

    Contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (esclusi i rapporti di lavoro domestico);

    Reddito annuo imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40.000 euro;

    Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni per ottenere l’agevolazione;

    Dal 2027, lo sgravio si estenderà fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo per le madri con tre o più figli.

    Durata del bonus

    Come chiarito con il messaggio Inps del 31 gennaio, per le lavoratrici con due figli, il bonus mamme 2025 sarà riconosciuto fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni, garantendo un supporto economico per una durata ben definita. Tuttavia, questa agevolazione sarà soggetta ai criteri stabiliti nel decreto attuativo, che fornirà ulteriori dettagli sulla sua applicazione. Per quanto riguarda le madri con tre o più figli, l’agevolazione sarà estesa fino al mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, ma solo a partire dal 2027.Inoltre, in caso di nuove nascite o adozioni durante il periodo di validità della misura, sarà possibile accedere al beneficio in base alle nuove condizioni familiari, purché la madre risulti ancora in possesso di un contratto a tempo indeterminato e rispetti i requisiti reddituali richiesti.L’INPS ha inoltre chiarito che, nelle situazioni in cui il figlio più piccolo compia gli anni nel corso dell’anno fiscale, il bonus si interromperà nel mese esatto del compimento dell’età prevista dalla normativa, evitando il rischio di sovrapposizioni con altre forme di agevolazione contributiva.

    Importo del beneficio

    L’agevolazione consiste in un esonero totale o parziale dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). Tuttavia, il tetto massimo annuo è fissato a 3.000 euro, riparametrato su base mensile. Questo significa che l’importo massimo del bonus sarà distribuito nei singoli mesi dell’anno, garantendo un risparmio mensile sulla busta paga delle lavoratrici beneficiarie.

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Il bonus mamme 2025 viene modificato rispetto al 2024. Lo scorso anno l’esonero contributivo era totale per le madri con tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo e sperimentale per le madri con due figli fino ai 10 anni di età del figlio più piccolo. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, il beneficio per le madri con due figli non sarà più previsto secondo le modalità del 2024, bensì sarà applicato il nuovo schema, che prevede un tetto massimo di reddito annuo di 40.000 euro per l’accesso all’agevolazione e un’esenzione contributiva parziale invece che totale.

    Da notare una delle novità principali 2025: lo stop al Bonus mamme per le lavoratrici con due figli. Il beneficio sperimentale (della Manovra 2024) concesso fino al 31 dicembre 2024 non è stato prorogato.Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2025, le lavoratrici con due figli, di cui il più piccolo con meno di 10 anni, non potranno più beneficiare dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 181, della Legge di Bilancio 2024.

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    L’INPS specifica che per usufruire dell’esonero contributivo sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto:

    il datore di lavoro dovrà applicare l’esonero in busta paga;

    le lavoratrici dovranno presentare un’autocertificazione attestante il numero dei figli e la loro età;

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    Compatibilità con altre agevolazioni

    L’agevolazione non è cumulabile con altri benefici contributivi previsti dalla normativa per la stessa lavoratrice. Per gli anni 2025 e 2026, il Bonus mamme non è compatibile con l’agevolazione concessa alle madri di tre o più figli ai sensi della Legge di Bilancio 2024. Tuttavia, le modalità precise di applicazione saranno definite nel decreto attuativo.

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    Chiariti i dettagli del nuovo bonus mamme 2025, come modificato e normato dalla Legge di bilancio di quest’anno. Si parla della misura introdotta con la la manovra finanziaria 2024 e poi aggiornata nel 2025, che prevede l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri assunte a tempo indeterminato, con l’obiettivo di supportare la genitorialità e l’occupazione femminile.Istruzioni e chiarimenti sono stati dati dall’Inps con l’ultimo messaggio del 31 gennaio.

    Con la sua diffusione vengono messe nero su bianco le modifiche e la durata del Bonus mamme, specificando quali lavoratrici possono beneficiarne e per quanto tempo.

    Ricordiamo che, rispetto allo scorso anno, La legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo sgravio contributivo per madri di due o più figli con reddito annuo massimo di 40.000 euro, che durerà fino ai 10 anni del figlio più piccolo (o fino ai 18 anni per chi ha tre o più figli dal 2027 in poi).

    Ecco i dettagli dell’esonero 2025.

    Indice

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    Durata del bonus

    Importo del beneficio

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    Compatibilità con altre agevolazioni

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Il Bonus mamme 2025 consiste in un’esenzione parziale o totale dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici madri con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa misura è stata inizialmente prevista per le madri con tre o più figli, ma in via sperimentale è stata estesa anche alle madri con due figli per il solo anno 2024.

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    A partire dal 1° gennaio 2025, il beneficio viene concesso alle lavoratrici madri che rispettano determinati requisiti:

    Madri con due o più figli;

    Contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (esclusi i rapporti di lavoro domestico);

    Reddito annuo imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40.000 euro;

    Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni per ottenere l’agevolazione;

    Dal 2027, lo sgravio si estenderà fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo per le madri con tre o più figli.

    Durata del bonus

    Come chiarito con il messaggio Inps del 31 gennaio, per le lavoratrici con due figli, il bonus mamme 2025 sarà riconosciuto fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni, garantendo un supporto economico per una durata ben definita. Tuttavia, questa agevolazione sarà soggetta ai criteri stabiliti nel decreto attuativo, che fornirà ulteriori dettagli sulla sua applicazione. Per quanto riguarda le madri con tre o più figli, l’agevolazione sarà estesa fino al mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, ma solo a partire dal 2027.Inoltre, in caso di nuove nascite o adozioni durante il periodo di validità della misura, sarà possibile accedere al beneficio in base alle nuove condizioni familiari, purché la madre risulti ancora in possesso di un contratto a tempo indeterminato e rispetti i requisiti reddituali richiesti.L’INPS ha inoltre chiarito che, nelle situazioni in cui il figlio più piccolo compia gli anni nel corso dell’anno fiscale, il bonus si interromperà nel mese esatto del compimento dell’età prevista dalla normativa, evitando il rischio di sovrapposizioni con altre forme di agevolazione contributiva.

    Importo del beneficio

    L’agevolazione consiste in un esonero totale o parziale dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). Tuttavia, il tetto massimo annuo è fissato a 3.000 euro, riparametrato su base mensile. Questo significa che l’importo massimo del bonus sarà distribuito nei singoli mesi dell’anno, garantendo un risparmio mensile sulla busta paga delle lavoratrici beneficiarie.

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Il bonus mamme 2025 viene modificato rispetto al 2024. Lo scorso anno l’esonero contributivo era totale per le madri con tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo e sperimentale per le madri con due figli fino ai 10 anni di età del figlio più piccolo. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, il beneficio per le madri con due figli non sarà più previsto secondo le modalità del 2024, bensì sarà applicato il nuovo schema, che prevede un tetto massimo di reddito annuo di 40.000 euro per l’accesso all’agevolazione e un’esenzione contributiva parziale invece che totale.

    Da notare una delle novità principali 2025: lo stop al Bonus mamme per le lavoratrici con due figli. Il beneficio sperimentale (della Manovra 2024) concesso fino al 31 dicembre 2024 non è stato prorogato.Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2025, le lavoratrici con due figli, di cui il più piccolo con meno di 10 anni, non potranno più beneficiare dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 181, della Legge di Bilancio 2024.

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    L’INPS specifica che per usufruire dell’esonero contributivo sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto:

    il datore di lavoro dovrà applicare l’esonero in busta paga;

    le lavoratrici dovranno presentare un’autocertificazione attestante il numero dei figli e la loro età;

    l’INPS fornirà ulteriori indicazioni sulle modalità di richiesta e verifica dei requisiti;

    Compatibilità con altre agevolazioni

    L’agevolazione non è cumulabile con altri benefici contributivi previsti dalla normativa per la stessa lavoratrice. Per gli anni 2025 e 2026, il Bonus mamme non è compatibile con l’agevolazione concessa alle madri di tre o più figli ai sensi della Legge di Bilancio 2024. Tuttavia, le modalità precise di applicazione saranno definite nel decreto attuativo.

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    Bonus mamme 2025, stop a chi ha due figli: il punto su nuova durata, importi e requisiti dell’esonero

    Chiariti i dettagli del nuovo bonus mamme 2025, come modificato e normato dalla Legge di bilancio di quest’anno. Si parla della misura introdotta con la la manovra finanziaria 2024 e poi aggiornata nel 2025, che prevede l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri assunte a tempo indeterminato, con l’obiettivo di supportare la genitorialità e l’occupazione femminile.Istruzioni e chiarimenti sono stati dati dall’Inps con l’ultimo messaggio del 31 gennaio.

    Con la sua diffusione vengono messe nero su bianco le modifiche e la durata del Bonus mamme, specificando quali lavoratrici possono beneficiarne e per quanto tempo.

    Ricordiamo che, rispetto allo scorso anno, La legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo sgravio contributivo per madri di due o più figli con reddito annuo massimo di 40.000 euro, che durerà fino ai 10 anni del figlio più piccolo (o fino ai 18 anni per chi ha tre o più figli dal 2027 in poi).

    Ecco i dettagli dell’esonero 2025.

    Indice

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    Durata del bonus

    Importo del beneficio

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    Compatibilità con altre agevolazioni

    Cos’è il bonus mamme 2025

    Il Bonus mamme 2025 consiste in un’esenzione parziale o totale dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici madri con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa misura è stata inizialmente prevista per le madri con tre o più figli, ma in via sperimentale è stata estesa anche alle madri con due figli per il solo anno 2024.

    Beneficiarie del bonus mamme lavoratrici 2025

    A partire dal 1° gennaio 2025, il beneficio viene concesso alle lavoratrici madri che rispettano determinati requisiti:

    Madri con due o più figli;

    Contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (esclusi i rapporti di lavoro domestico);

    Reddito annuo imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40.000 euro;

    Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni per ottenere l’agevolazione;

    Dal 2027, lo sgravio si estenderà fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo per le madri con tre o più figli.

    Durata del bonus

    Come chiarito con il messaggio Inps del 31 gennaio, per le lavoratrici con due figli, il bonus mamme 2025 sarà riconosciuto fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni, garantendo un supporto economico per una durata ben definita. Tuttavia, questa agevolazione sarà soggetta ai criteri stabiliti nel decreto attuativo, che fornirà ulteriori dettagli sulla sua applicazione. Per quanto riguarda le madri con tre o più figli, l’agevolazione sarà estesa fino al mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, ma solo a partire dal 2027.Inoltre, in caso di nuove nascite o adozioni durante il periodo di validità della misura, sarà possibile accedere al beneficio in base alle nuove condizioni familiari, purché la madre risulti ancora in possesso di un contratto a tempo indeterminato e rispetti i requisiti reddituali richiesti.L’INPS ha inoltre chiarito che, nelle situazioni in cui il figlio più piccolo compia gli anni nel corso dell’anno fiscale, il bonus si interromperà nel mese esatto del compimento dell’età prevista dalla normativa, evitando il rischio di sovrapposizioni con altre forme di agevolazione contributiva.

    Importo del beneficio

    L’agevolazione consiste in un esonero totale o parziale dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). Tuttavia, il tetto massimo annuo è fissato a 3.000 euro, riparametrato su base mensile. Questo significa che l’importo massimo del bonus sarà distribuito nei singoli mesi dell’anno, garantendo un risparmio mensile sulla busta paga delle lavoratrici beneficiarie.

    Cosa cambia rispetto al 2024

    Il bonus mamme 2025 viene modificato rispetto al 2024. Lo scorso anno l’esonero contributivo era totale per le madri con tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo e sperimentale per le madri con due figli fino ai 10 anni di età del figlio più piccolo. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, il beneficio per le madri con due figli non sarà più previsto secondo le modalità del 2024, bensì sarà applicato il nuovo schema, che prevede un tetto massimo di reddito annuo di 40.000 euro per l’accesso all’agevolazione e un’esenzione contributiva parziale invece che totale.

    Da notare una delle novità principali 2025: lo stop al Bonus mamme per le lavoratrici con due figli. Il beneficio sperimentale (della Manovra 2024) concesso fino al 31 dicembre 2024 non è stato prorogato.Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2025, le lavoratrici con due figli, di cui il più piccolo con meno di 10 anni, non potranno più beneficiare dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 181, della Legge di Bilancio 2024.

    Come richiedere il bonus mamme 2025

    L’INPS specifica che per usufruire dell’esonero contributivo sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto:

    il datore di lavoro dovrà applicare l’esonero in busta paga;

    le lavoratrici dovranno presentare un’autocertificazione attestante il numero dei figli e la loro età;

    l’INPS fornirà ulteriori indicazioni sulle modalità di richiesta e verifica dei requisiti;

    Compatibilità con altre agevolazioni

    L’agevolazione non è cumulabile con altri benefici contributivi previsti dalla normativa per la stessa lavoratrice. Per gli anni 2025 e 2026, il Bonus mamme non è compatibile con l’agevolazione concessa alle madri di tre o più figli ai sensi della Legge di Bilancio 2024. Tuttavia, le modalità precise di applicazione saranno definite nel decreto attuativo.

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