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    Inps, al via le domande per Opzione Donna, Quota 103 e Ape sociale 2025

    L’Inps ha ufficialmente aperto l’iter online per la presentazione delle domande di pensione anticipata con Opzione Donna e APE Sociale 2025 e pensione anticipata flessibile.Lo ha fatto con il messaggio 502, con cui vengono rilasciate le procedure ad hoc nel sistema di gestione telematico delle pensioni Inps. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, le lavoratrici e i lavoratori in possesso dei requisiti possono accedere infatti ad alcune forma di pensione anticipata: Quota 103, Opzione Donna e Ape sociale. Si attendava l’implementazione dello strumento online per procedere all’invio delle istanze da parte dei lavoratori e lavoratrici interessati a queste opzioni di pensionamento. Ora è tutto pronto. Leggi anche Pensioni 2025: tutte le strade per uscire da lavoro, in anticipo e non

    Indice

    Domanda Inps al via per Opzione donna

    Certificazione Ape sociale al via

    Pensione anticipata Flessibile Quota 103

    Domanda Inps al via per Opzione donna

    Prima implementazione fatta da Inps è quella per la domanda online di Opzione Donna, misura confermata anche quest’anno dalla Legge di bilancio 2025, che consente alle lavoratrici di andare in pensione in anticipo, accettando il calcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale.

    E’ stata confermata nella sua versione a maglie strette, permettendo a poche lavoratrici l’accesso, per via dei requisiti stringenti:

    almeno 61 anni di età entro il 31 dicembre 2024 (ridotti a 60 anni per chi ha avuto almeno due figli, e a 59 anni per chi ne ha avuti tre o più);

    almeno 35 anni di contributi maturati;

    appartenenza a determinate categorie protette, come caregiver (persone che assistono un familiare con disabilità grave), lavoratrici licenziate o impiegate in aziende in crisi.

    Leggi qui i requisiti completi per accedere a Opzione donna

    La domanda per Opzione donna 2025A tal proposito, l’ultimo messaggio Inps comunica l’implementazione, nel sistema di gestione pensioni, del prodotto:“Pensione Anticipata opzione donna legge di bilancio 2023/2024/2025” per consentire la presentazione dell’istanza di pensione anticipata opzione donna.

    La richiesta di accesso può essere presentata su diversi canali:

    online sul sito Inps accedendo con SPID, CIE o CNS;

    tramite un patronato che possa assistere nella compilazione e nell’invio della domanda;

    chiamando il Contact Center INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da mobile, a pagamento).

    L’accettazione della domanda prevede la verifica del possesso dei requisiti e l’elaborazione dell’importo pensionistico, calcolato con il metodo contributivo, che generalmente comporta un assegno ridotto rispetto al sistema retributivo.

    Allegato

    Messaggio Inps n.502 del 10/02/2025

    112 KB

    Certificazione Ape sociale al via

    E’ online anche il servizio che consente di richiedere la certificazione per l’Ape sociale, misura riservata a lavoratori in condizioni di particolare difficoltà, che consente di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni, con un’indennità ponte fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

    La Legge di Bilancio 2025 stabilisce le regole di quest’anno al comma 175 dell’articolo 1, consentendo l’accesso ad Ape Sociale a coloro che:

    hanno compiuto almeno 63 anni entro il 31 dicembre 2024;

    hanno maturato almeno 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, tra queste: lavoratori impegnati in attività gravose; disoccupati senza più diritto alla NASPI; caregiver che assistono un familiare con disabilità grave; Invalidi civili con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%.

    L’Ape Sociale non è una vera e propria pensione, ma un sussidio ponte erogato dall’INPS fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

    L’istanza per ottenere il certificato Ape sociale può essere inoltrata accedendo direttamente online sul portale Inps tramite Spid, Cie, Cns. Il percorso è questo:

    >> Pensione e Previdenza >> Domanda di pensione >> Aree tematiche >> Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci >> Accedi all’area tematica >> Nuova prestazione pensionistica o Certificati.Chi non vuole farlo in autonomia può sempre rinvolgersi a Caf, patronati o chiamando il Contact Center Inps Multicanale al numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

    Pensione anticipata Flessibile Quota 103

    Ultimo servizio implementato dall’Inps è la domanda di pensionamento anticipato flessibile con Quota 103, anche questa confermata rispetto allo scorso anno. Per accedervi sono infatti necessari almeno 63 anni e 5 mesi di età entro il 31 dicembre 2024 e almeno 20 anni di contributi maturati. Anche in questo caso il calcolo dell’importo viene fatto con il metodo contributivo. È quindi importante valutare bene l’importo che si riceverà rispetto al proseguimento dell’attività lavorativa fino alla pensione di vecchiaia.

    In questo caso il servizio online aggiornato da Inps risponde al prodotto “Pensione Anticipata Flessibile legge di bilancio 2024/2025”

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    Inps, al via le domande per Opzione Donna, Quota 103 e Ape sociale 2025

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    Domanda Inps al via per Opzione donna

    Certificazione Ape sociale al via

    Pensione anticipata Flessibile Quota 103

    Domanda Inps al via per Opzione donna

    Prima implementazione fatta da Inps è quella per la domanda online di Opzione Donna, misura confermata anche quest’anno dalla Legge di bilancio 2025, che consente alle lavoratrici di andare in pensione in anticipo, accettando il calcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale.

    E’ stata confermata nella sua versione a maglie strette, permettendo a poche lavoratrici l’accesso, per via dei requisiti stringenti:

    almeno 61 anni di età entro il 31 dicembre 2024 (ridotti a 60 anni per chi ha avuto almeno due figli, e a 59 anni per chi ne ha avuti tre o più);

    almeno 35 anni di contributi maturati;

    appartenenza a determinate categorie protette, come caregiver (persone che assistono un familiare con disabilità grave), lavoratrici licenziate o impiegate in aziende in crisi.

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    La domanda per Opzione donna 2025A tal proposito, l’ultimo messaggio Inps comunica l’implementazione, nel sistema di gestione pensioni, del prodotto:“Pensione Anticipata opzione donna legge di bilancio 2023/2024/2025” per consentire la presentazione dell’istanza di pensione anticipata opzione donna.

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    Messaggio Inps n.502 del 10/02/2025

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    Certificazione Ape sociale al via

    E’ online anche il servizio che consente di richiedere la certificazione per l’Ape sociale, misura riservata a lavoratori in condizioni di particolare difficoltà, che consente di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni, con un’indennità ponte fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

    La Legge di Bilancio 2025 stabilisce le regole di quest’anno al comma 175 dell’articolo 1, consentendo l’accesso ad Ape Sociale a coloro che:

    hanno compiuto almeno 63 anni entro il 31 dicembre 2024;

    hanno maturato almeno 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, tra queste: lavoratori impegnati in attività gravose; disoccupati senza più diritto alla NASPI; caregiver che assistono un familiare con disabilità grave; Invalidi civili con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%.

    L’Ape Sociale non è una vera e propria pensione, ma un sussidio ponte erogato dall’INPS fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

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    Busta paga 2025: cos’è la voce “ulteriore detrazione L.207/24” al posto di “Riduzione o Esonero IVS”

    Scorrendo la busta paga 2025, a partire da quella di gennaio, si nota una voce un po’ diversa rispetto a quella inserita nei cedolini dello scorso anno: “ulteriore detrazione L. 207/24” al posto di “riduzione IVS oppure” “esonero IVS”, dicitura che può variare leggermente a seconda di chi elabora la busta paga, ma il senso è sempre lo stesso.

    Difatti, la Legge 30 dicembre 2024 numero 207 (Manovra di bilancio 2025) ha introdotto una serie di misure destinate a ridurre il peso dell’IRPEF sulle buste paga dei lavoratori dipendenti.Al tempo stesso la riduzione IVS introdotto dalla legge di bilancio per l’anno precedente non trova più applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Il combinato disposto delle misure descritte si traduce in un cedolino paga di gennaio con alcune novità e di voci sconosciute, non sempre convenienti per tutti i dipendenti.Facciamo chiarezza.

    Indice

    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La Legge di bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023 numero 213) aveva riconosciuto in via eccezionale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, un esonero, senza effetti sulla tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (IVS) a carico del lavoratore e trattenuti in busta paga, pari a:

    6%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 2.692,00 euro, al netto del rateo di tredicesima;

    7%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 1.923,00 euro, al netto del rateo di tredicesima.

    La misura, come ha avuto modo di chiarire l’INPS con la Circolare 16 gennaio 2024, numero 11, opera per le sole quote di contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti relative al periodo 1° gennaio 2024-31 dicembre 2024.Ne consegue che, per i dipendenti con rapporto di lavoro cessato entro il 31 dicembre 2024, i quali nel 2025 ricevono ulteriori somme, ad esempio a titolo di ferie e permessi non goduti, l’esonero, nell’anno corrente, non può trovare applicazione.In definitiva, in assenza di una proroga della riduzione IVS, la stessa non trova applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Quanti vedono esposta nella busta paga di gennaio la voce di riduzione contributi IVS devono segnalare l’anomalia, in quanto trattasi di un errore di elaborazione del cedolino (da correggere).

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa in busta paga della riduzione IVS e nell’ottica di proseguire la politica di abbattimento delle imposte e contributi a carico dei lavoratori dipendenti il legislatore della Manovra 2025 (Legge numero 207/2024) ha previsto:

    Un bonus aggiuntivo per quanti hanno redditi fino a 20 mila euro (articolo 1, comma 4);

    Una detrazione aggiuntiva in presenza di redditi superiori a 20 mila euro (articolo 1, comma 6).

    Il bonusIn aggiunta al noto Bonus IRPEF (di cui al Decreto – legge 5 febbraio 2020 numero 3) la Legge numero 207/2024 contempla all’articolo 1, comma 4, un bonus ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro, calcolato applicando le seguenti percentuali al reddito di lavoro dipendente del beneficiario:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15 mila euro.

    Il bonus spettante al dipendente è riconosciuto in busta paga sotto forma di somma esente da contributi e imposte che, pertanto, agisce direttamente sul netto da pagare al dipendente, incrementandolo.

    La detrazione aggiuntivaL’articolo 1, comma 6 della Manovra 2025 riconosce una detrazione fiscale aggiuntiva a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro.L’ulteriore detrazione, rapportata al periodo di lavoro del contribuente, è pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    Al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila euro ma non a 40 mila euro.

    A differenza del bonus di cui all’articolo 1, comma 4 l’ulteriore detrazione agisce direttamente in sede di calcolo delle ritenute fiscali a carico del dipendente, diminuendo l’IRPEF lorda, sulla base della seguente operazione:IRPEF lorda – detrazione aggiuntiva = IRPEF netta a carico del lavoratore trattenuta in busta paga.

    Leggi anche Taglio al cuneo fiscale, il governo ammette l’errore: 1.200 euro in meno per i salari bassi

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Quanti si ritrovano in cedolino la voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” significa che il datore di lavoro ha considerato, nel calcolo delle trattenute fiscali, la detrazione aggiuntiva prevista dalla Manovra 2025 per coloro che hanno redditi superiori a 20 mila euro.L’operazione effettuata in busta paga è stata pertanto la seguente:IRPEF lorda (calcolata in base al reddito mensile imponibile ai fini fiscali del dipendente) – eventuali detrazioni per redditi da lavoro dipendente – eventuali detrazioni per familiari a carico – detrazione aggiuntiva Legge numero 207/2024 = IRPEF netta trattenuta al dipendente.

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    I lavoratori che nel cedolino paga hanno una voce indicata con “Indennità L. 207/2024” o “Bonus L. 2027/2024” hanno, a differenza di quanto descritto poc’anzi, beneficiato del bonus aggiuntivo introdotto dalla Manovra 2025 per i redditi pari o inferiori a 20 mila euro.

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Nel cedolino paga di gennaio 2025 continua ad essere riconosciuta lo sgravio totale dei contributi IVS (nel limite di 3.000,00 euro annui) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato madri di tre o più figli.La Legge numero 213/2023 ha infatti introdotto il bonus mamme per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ovvero, se antecedente, sino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo.Scomparso invece a partire da gennaio 2025 il bonus IVS totale riconosciuto sempre dalla Legge numero 213/2023 per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno due figli.In tal caso infatti la misura ha trovato applicazione per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. Da ultimo, per l’applicazione in busta paga del nuovo bonus mamme IVS (parziale) introdotto in via strutturale dallo scorso 1° gennaio ad opera della Manovra 2025 è necessario attendere il decreto ministeriale attuativo e la successiva circolare INPS.

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    Busta paga 2025: cos’è la voce “ulteriore detrazione L.207/24” al posto di “Riduzione o Esonero IVS”

    Scorrendo la busta paga 2025, a partire da quella di gennaio, si nota una voce un po’ diversa rispetto a quella inserita nei cedolini dello scorso anno: “ulteriore detrazione L. 207/24” al posto di “riduzione IVS oppure” “esonero IVS”, dicitura che può variare leggermente a seconda di chi elabora la busta paga, ma il senso è sempre lo stesso.

    Difatti, la Legge 30 dicembre 2024 numero 207 (Manovra di bilancio 2025) ha introdotto una serie di misure destinate a ridurre il peso dell’IRPEF sulle buste paga dei lavoratori dipendenti.Al tempo stesso la riduzione IVS introdotto dalla legge di bilancio per l’anno precedente non trova più applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Il combinato disposto delle misure descritte si traduce in un cedolino paga di gennaio con alcune novità e di voci sconosciute, non sempre convenienti per tutti i dipendenti.Facciamo chiarezza.

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    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La Legge di bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023 numero 213) aveva riconosciuto in via eccezionale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, un esonero, senza effetti sulla tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (IVS) a carico del lavoratore e trattenuti in busta paga, pari a:

    6%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 2.692,00 euro, al netto del rateo di tredicesima;

    7%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 1.923,00 euro, al netto del rateo di tredicesima.

    La misura, come ha avuto modo di chiarire l’INPS con la Circolare 16 gennaio 2024, numero 11, opera per le sole quote di contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti relative al periodo 1° gennaio 2024-31 dicembre 2024.Ne consegue che, per i dipendenti con rapporto di lavoro cessato entro il 31 dicembre 2024, i quali nel 2025 ricevono ulteriori somme, ad esempio a titolo di ferie e permessi non goduti, l’esonero, nell’anno corrente, non può trovare applicazione.In definitiva, in assenza di una proroga della riduzione IVS, la stessa non trova applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Quanti vedono esposta nella busta paga di gennaio la voce di riduzione contributi IVS devono segnalare l’anomalia, in quanto trattasi di un errore di elaborazione del cedolino (da correggere).

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa in busta paga della riduzione IVS e nell’ottica di proseguire la politica di abbattimento delle imposte e contributi a carico dei lavoratori dipendenti il legislatore della Manovra 2025 (Legge numero 207/2024) ha previsto:

    Un bonus aggiuntivo per quanti hanno redditi fino a 20 mila euro (articolo 1, comma 4);

    Una detrazione aggiuntiva in presenza di redditi superiori a 20 mila euro (articolo 1, comma 6).

    Il bonusIn aggiunta al noto Bonus IRPEF (di cui al Decreto – legge 5 febbraio 2020 numero 3) la Legge numero 207/2024 contempla all’articolo 1, comma 4, un bonus ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro, calcolato applicando le seguenti percentuali al reddito di lavoro dipendente del beneficiario:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15 mila euro.

    Il bonus spettante al dipendente è riconosciuto in busta paga sotto forma di somma esente da contributi e imposte che, pertanto, agisce direttamente sul netto da pagare al dipendente, incrementandolo.

    La detrazione aggiuntivaL’articolo 1, comma 6 della Manovra 2025 riconosce una detrazione fiscale aggiuntiva a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro.L’ulteriore detrazione, rapportata al periodo di lavoro del contribuente, è pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    Al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila euro ma non a 40 mila euro.

    A differenza del bonus di cui all’articolo 1, comma 4 l’ulteriore detrazione agisce direttamente in sede di calcolo delle ritenute fiscali a carico del dipendente, diminuendo l’IRPEF lorda, sulla base della seguente operazione:IRPEF lorda – detrazione aggiuntiva = IRPEF netta a carico del lavoratore trattenuta in busta paga.

    Leggi anche Taglio al cuneo fiscale, il governo ammette l’errore: 1.200 euro in meno per i salari bassi

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Quanti si ritrovano in cedolino la voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” significa che il datore di lavoro ha considerato, nel calcolo delle trattenute fiscali, la detrazione aggiuntiva prevista dalla Manovra 2025 per coloro che hanno redditi superiori a 20 mila euro.L’operazione effettuata in busta paga è stata pertanto la seguente:IRPEF lorda (calcolata in base al reddito mensile imponibile ai fini fiscali del dipendente) – eventuali detrazioni per redditi da lavoro dipendente – eventuali detrazioni per familiari a carico – detrazione aggiuntiva Legge numero 207/2024 = IRPEF netta trattenuta al dipendente.

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    I lavoratori che nel cedolino paga hanno una voce indicata con “Indennità L. 207/2024” o “Bonus L. 2027/2024” hanno, a differenza di quanto descritto poc’anzi, beneficiato del bonus aggiuntivo introdotto dalla Manovra 2025 per i redditi pari o inferiori a 20 mila euro.

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Nel cedolino paga di gennaio 2025 continua ad essere riconosciuto il bonus mamme lavoratrici, lo sgravio totale dei contributi IVS (nel limite di 3.000,00 euro annui) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato madri di tre o più figli.La Legge numero 213/2023 ha infatti introdotto il bonus mamme per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ovvero, se antecedente, sino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo.Scomparso invece a partire da gennaio 2025 il bonus IVS totale riconosciuto sempre dalla Legge numero 213/2023 per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno due figli.In tal caso infatti la misura ha trovato applicazione per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. Da ultimo, per l’applicazione in busta paga del nuovo bonus mamme IVS (parziale) introdotto in via strutturale dallo scorso 1° gennaio ad opera della Manovra 2025 è necessario attendere il decreto ministeriale attuativo e la successiva circolare INPS.

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    Pubblicato il

    Busta paga 2025: cos’è la voce “ulteriore detrazione L.207/24” al posto di “Riduzione o Esonero IVS”

    Scorrendo la busta paga 2025, a partire da quella di gennaio, si nota una voce un po’ diversa rispetto a quella inserita nei cedolini dello scorso anno: “ulteriore detrazione L. 207/24” al posto di “riduzione IVS oppure” “esonero IVS”, dicitura che può variare leggermente a seconda di chi elabora la busta paga, ma il senso è sempre lo stesso.

    Difatti, la Legge 30 dicembre 2024 numero 207 (Manovra di bilancio 2025) ha introdotto una serie di misure destinate a ridurre il peso dell’IRPEF sulle buste paga dei lavoratori dipendenti.Al tempo stesso la riduzione IVS introdotto dalla legge di bilancio per l’anno precedente non trova più applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Il combinato disposto delle misure descritte si traduce in un cedolino paga di gennaio con alcune novità e di voci sconosciute, non sempre convenienti per tutti i dipendenti.Facciamo chiarezza.

    Indice

    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Addio alla riduzione IVS del 6-7% in busta paga

    La Legge di bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023 numero 213) aveva riconosciuto in via eccezionale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, un esonero, senza effetti sulla tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (IVS) a carico del lavoratore e trattenuti in busta paga, pari a:

    6%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 2.692,00 euro, al netto del rateo di tredicesima;

    7%, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccede l’importo mensile di 1.923,00 euro, al netto del rateo di tredicesima.

    La misura, come ha avuto modo di chiarire l’INPS con la Circolare 16 gennaio 2024, numero 11, opera per le sole quote di contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti relative al periodo 1° gennaio 2024-31 dicembre 2024.Ne consegue che, per i dipendenti con rapporto di lavoro cessato entro il 31 dicembre 2024, i quali nel 2025 ricevono ulteriori somme, ad esempio a titolo di ferie e permessi non goduti, l’esonero, nell’anno corrente, non può trovare applicazione.In definitiva, in assenza di una proroga della riduzione IVS, la stessa non trova applicazione per i periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2025.Quanti vedono esposta nella busta paga di gennaio la voce di riduzione contributi IVS devono segnalare l’anomalia, in quanto trattasi di un errore di elaborazione del cedolino (da correggere).

    La riduzione del cuneo fiscale nella Manovra 2025

    Per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa in busta paga della riduzione IVS e nell’ottica di proseguire la politica di abbattimento delle imposte e contributi a carico dei lavoratori dipendenti il legislatore della Manovra 2025 (Legge numero 207/2024) ha previsto:

    Un bonus aggiuntivo per quanti hanno redditi fino a 20 mila euro (articolo 1, comma 4);

    Una detrazione aggiuntiva in presenza di redditi superiori a 20 mila euro (articolo 1, comma 6).

    Il bonusIn aggiunta al noto Bonus IRPEF (di cui al Decreto – legge 5 febbraio 2020 numero 3) la Legge numero 207/2024 contempla all’articolo 1, comma 4, un bonus ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro, calcolato applicando le seguenti percentuali al reddito di lavoro dipendente del beneficiario:

    7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500,00 euro;

    5,3% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500,00 euro ma non a 15 mila euro;

    4,8% se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15 mila euro.

    Il bonus spettante al dipendente è riconosciuto in busta paga sotto forma di somma esente da contributi e imposte che, pertanto, agisce direttamente sul netto da pagare al dipendente, incrementandolo.

    La detrazione aggiuntivaL’articolo 1, comma 6 della Manovra 2025 riconosce una detrazione fiscale aggiuntiva a quanti sono titolari di redditi di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro.L’ulteriore detrazione, rapportata al periodo di lavoro del contribuente, è pari a:

    1.000,00 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20 mila euro ma non a 32 mila euro;

    Al risultato della seguente operazione 1.000,00 * [(40.000,00 – reddito complessivo / 8.000,00] se il reddito complessivo è superiore a 32 mila euro ma non a 40 mila euro.

    A differenza del bonus di cui all’articolo 1, comma 4 l’ulteriore detrazione agisce direttamente in sede di calcolo delle ritenute fiscali a carico del dipendente, diminuendo l’IRPEF lorda, sulla base della seguente operazione:IRPEF lorda – detrazione aggiuntiva = IRPEF netta a carico del lavoratore trattenuta in busta paga.

    Leggi anche Taglio al cuneo fiscale, il governo ammette l’errore: 1.200 euro in meno per i salari bassi

    Voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” in busta paga

    Quanti si ritrovano in cedolino la voce “Ulteriore detrazione L. 207/2024” significa che il datore di lavoro ha considerato, nel calcolo delle trattenute fiscali, la detrazione aggiuntiva prevista dalla Manovra 2025 per coloro che hanno redditi superiori a 20 mila euro.L’operazione effettuata in busta paga è stata pertanto la seguente:IRPEF lorda (calcolata in base al reddito mensile imponibile ai fini fiscali del dipendente) – eventuali detrazioni per redditi da lavoro dipendente – eventuali detrazioni per familiari a carico – detrazione aggiuntiva Legge numero 207/2024 = IRPEF netta trattenuta al dipendente.

    Voce “Indennità L. 207/2024” in busta paga

    I lavoratori che nel cedolino paga hanno una voce indicata con “Indennità L. 207/2024” o “Bonus L. 2027/2024” hanno, a differenza di quanto descritto poc’anzi, beneficiato del bonus aggiuntivo introdotto dalla Manovra 2025 per i redditi pari o inferiori a 20 mila euro.

    Bonus mamme lavoratrici 2025

    Nel cedolino paga di gennaio 2025 continua ad essere riconosciuto il bonus mamme lavoratrici, lo sgravio totale dei contributi IVS (nel limite di 3.000,00 euro annui) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato madri di tre o più figli.La Legge numero 213/2023 ha infatti introdotto il bonus mamme per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ovvero, se antecedente, sino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo.Scomparso invece a partire da gennaio 2025 il bonus IVS totale riconosciuto sempre dalla Legge numero 213/2023 per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno due figli.In tal caso infatti la misura ha trovato applicazione per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. Da ultimo, per l’applicazione in busta paga del nuovo bonus mamme IVS (parziale) introdotto in via strutturale dallo scorso 1° gennaio ad opera della Manovra 2025 è necessario attendere il decreto ministeriale attuativo e la successiva circolare INPS.

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