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    Recupero contributi persi: al via la rendita vitalizia Inps 2025 senza prescrizione

    Anche nel 2025, i lavoratori che hanno subito omissioni contributive da parte del datore di lavoro possono recuperare i periodi non coperti grazie alle nuove disposizioni Inps sulla costituzione della rendita vitalizia, ma con una grande novità.Con la circolare n. 48 del 24 febbraio 2025, l’INPS ha fornito istruzioni dettagliate sulle modalità per riscattare i contributi non versati, anche in caso di prescrizione, introducendo un’importante novità: il lavoratore può farsi carico della rendita vitalizia anche senza il coinvolgimento del datore di lavoro.

    A partire dal 12 gennaio 2025, infatti, il lavoratore può richiedere la costituzione della rendita vitalizia a proprio carico, se il datore di lavoro non ha versato i contributi obbligatori e il diritto è già prescritto.

    Questa misura, prevista dall’articolo 30 della legge n. 203/2024, rappresenta un’opportunità per chi rischiava di perdere anni di contribuzione a causa dell’inadempienza dell’azienda. Per ricevere in anteprima news e aggiornamenti in tema di welfare, lavoro, fisco e pensioni iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.Ecco in dettaglio cosa cambia nel 2025, chi può richiedere la rendita vitalizia e come presentare domanda all’Inps per il recupero dei contributi persi e prescritti.

    Indice

    Cos’è la rendita vitalizia Inps

    Novità 2025: recupero contributi persi a carico del lavoratore

    Chi può chiedere la ricostituzione di rendita vitalizia Inps

    Quali contributi possono essere recuperati a proprio carico

    Calcolo dell’importo da versare

    Come inviare domanda all’Inps

    Cosa succede alle istanze già inviate e in corso?

    Cos’è la rendita vitalizia Inps

    La rendita vitalizia Inps è un meccanismo che permette di riconoscere ai lavoratori periodi contributivi non versati dal datore di lavoro e ormai prescritti. L’obiettivo è evitare che i lavoratori subiscano una perdita sulla futura pensione per cause indipendenti dalla loro volontà.Fino ad oggi, la richiesta di costituzione della rendita vitalizia poteva essere fatta dal datore di lavoro o, in alcuni casi, dal lavoratore in sostituzione del datore. Tuttavia, entrambi i soggetti dovevano rispettare un termine di prescrizione di dieci anni.Con le nuove regole introdotte dalla circolare INPS n. 48/2025, il lavoratore può chiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione, purché si faccia interamente carico dei costi.

    Novità 2025: recupero contributi persi a carico del lavoratore

    Come spiegato nella circolare Inps, la principale novità introdotta dalla legge n. 203/2024 riguarda l’introduzione del comma settimo all’articolo 13 della legge n. 1338 del 1962, che prevede la possibilità per il lavoratore di chiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione dei contributi persi. L’onere però in questo caso è interamente a carico del lavoratore, senza più necessità di coinvolgere il datore di lavoro.

    Il diritto a chiedere il recupero dei contributi persi diventa quindi imprescrittibile, cioè non scade mai e non ci sono limiti di tempo alla presentazione della domanda all’Inps.

    Modifica pensata per garantire ai lavoratori la possibilità di recuperare anni contributivi persi, migliorando così la loro posizione pensionistica senza essere penalizzati dall’inadempienza del datore.

    Chi può chiedere la ricostituzione di rendita vitalizia Inps

    Queste categorie di lavoratori e lavoratrici, che si trovano con vuoti contributivi utili alla pensione, possono recuperare i contributi persi, inviando domanda all’Inps:

    I lavoratori dipendenti che non hanno ricevuto il versamento dei contributi obbligatori dal proprio datore di lavoro.

    I superstiti del lavoratore, nel caso in cui il richiedente sia deceduto.

    I lavoratori che hanno subito omissioni contributive anche da datori di lavoro ormai falliti o irreperibili.

    Quali contributi possono essere recuperati a proprio carico

    Non tutti i contributi persi possono essere recuperati senza l’intervento del datore di lavoro e senza prescrizione. Per accedere alla novità sulla ricostituzione di rendita vitalizia il lavoratore o lavoratrice deve assicurarsi che i contributi persi siano prescritti (cioè non più recuperabili direttamente dall’INPS dal datore di lavoro). Inoltre, deve essere sempre dimostrata l’esistenza del rapporto di lavoro per il periodo di contribuzione mancante e l’istanza deve essere presentata con la documentazione necessaria per il calcolo dell’importo dovuto.

    Calcolo dell’importo da versare

    L’INPS calcola l’onere per la costituzione della rendita vitalizia utilizzando la riserva matematica, che dipende da più fattori: importo dei contributi non versati, tabelle annuali Inps, età del lavoratore o lavoratrice al momento della richiesta. In ogni caso, la cifra può essere rateizzato secondo le disposizioni INPS.

    La formula semplificata è: Oneri di riscatto=(Retribuzione annua×Aliquota contributiva)×Coefficiente attuariale

    Il coefficiente attuariale è determinato sulla base della tabella INPS per il calcolo delle riserve matematiche.

    Come inviare domanda all’Inps

    La procedura per presentare la domanda all’Inps varia a seconda del soggetto richiedente:

    datore di lavoro: può presentare domanda solo se il diritto alla rendita vitalizia non è prescritto. In caso contrario, l’INPS respingerà l’istanza.

    lavoratore o suoi superstiti: possono presentare l’istanza se il diritto alla rendita non è prescritto, in questo caso la richiesta rientra nel comma quinto dell’articolo 13 della legge n. 1338/1962.

    lavoratore con diritto prescritto: se la prescrizione è già maturata, può comunque presentare domanda ai sensi del comma settimo della legge, assumendosi l’intero onere del riscatto.

    Per quanto riguarda gli step operativi da seguire invece, il richiedente deve comunque rispettare questa procedura:

    Accedere al portale Inps utilizzando SPID, CIE o CNS per autenticarsi, dopodiché accedere al servizio “Riscatto dei periodi per contributi omessi e prescritti;

    compilare il modulo di richiesta, indicando il periodo contributivo da recuperare e allegando la documentazione necessaria.

    attendere la valutazione dell’INPS, che esaminerà la richiesta e calcolerà l’importo da versare.

    effettuare il pagamento dell’importo richiesto, in un’unica soluzione o in rate, se previsto.

    ricevere la conferma dell’INPS, che riconoscerà il periodo contributivo ai fini pensionistici.

    Se la domanda è stata presentata prima del 2025 e risulta ancora in sospeso, verrà automaticamente trattata secondo le nuove disposizioni.

    Cosa succede alle istanze già inviate e in corso?

    La circolare chiarisce che le nuove regole si applicano anche alle domande già presentate prima del 2025, se ancora non definite dall’Inps. In questo caso, la richiesta verrà trattata secondo le nuove disposizioni, garantendo la possibilità di riscattare i contributi non versati anche in assenza del datore di lavoro.

    Allegato

    Circolare Inps n.48 del 24/02/2025

    173 KB

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    Assegno unico di marzo 2025: date di pagamento e importi per vecchi e nuovi beneficiari

    Tutto pronto per il pagamento dell’Assegno unico di marzo 2025, accreditato dall’Inps in base a un preciso calendario. Il Decreto Legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 ha introdotto dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale (AUU) per sostenere economicamente i nuclei familiari con figli a carico ai fini ISEE.La misura si concretizza in un assegno mensile erogato direttamente dall’INPS ai soggetti beneficiari, previa domanda, in dodici quote da marzo a febbraio dell’anno successivo.La somma spettante a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla condizione lavorativa e anche in assenza di ISEE, è rappresentata da una somma base, parametrata in ragione del numero dei figli a carico e dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); una o più maggiorazioni, riconosciute in virtù del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare.

    Lo stesso Decreto Legislativo numero 230/2021 dispone all’articolo 4, comma 11, che i valori dell’Assegno Unico e le relative soglie ISEE sono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita, nello specifico l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comunicato dall’ISTAT.In attuazione della citata normativa, considerato che nel 2024 la variazione percentuale è stata pari a un +0,8%, l’INPS ha rideterminato dal 1° gennaio 2025 i valori degli importi e delle maggiorazioni spettanti per l’AUU (oltre che delle relative soglie ISEE). I valori aggiornati sono stati comunicati con Circolare 4 febbraio 2025 numero 33.Per ricevere in anteprima news e aggiornamenti in tema di welfare, lavoro, fisco e pensioni iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.Ecco in dettaglio le date di pagamento dell’AUU di marzo 2025 e gli importi spettanti.

    Indice

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    Gli arretrati

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Nel mese di marzo 2025, l’Inps ha stabilito che i pagamenti dell’Assegno unico e universale (AUU) per i beneficiari già in carico, ovvero coloro che hanno presentato domanda negli anni precedenti e che non hanno subito variazioni nella propria situazione economica o familiare, saranno accreditati a partire dal 20 marzo. Per quanto riguarda invece le famiglie che hanno presentato una nuova domanda nel mese di febbraio 2025, la liquidazione della prima mensilità avverrà nell’ultima settimana del mese, indicativamente a partire da lunedì 24 marzo (ecco i documenti necessari per la prima domanda).In questi casi, l’erogazione dell’assegno potrebbe richiedere qualche giorno in più rispetto ai rinnovi, poiché l’INPS deve effettuare le necessarie verifiche sui requisiti dichiarati in fase di richiesta. I tempi di pagamento possono inoltre subire variazioni a seconda della modalità di accredito scelta dal beneficiario (conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con IBAN) e dell’eventuale necessità di chiarimenti sulla documentazione presentata.

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    L’allegato 1 alla Circolare 4 febbraio 2025 numero 33 fornisce gli importi e le fasce ISEE di riferimento, decorrenti dal 1° gennaio 2025, aggiornati alla luce della rivalutazione pari a +0,8%.Leggi anche > Assegno unico 2025: importi con le tabelle ufficiali InpsNe consegue che l’Assegno unico per ciascun figlio minorenne (per i nuovi nati la misura decorre dal settimo mese di gravidanza) spetta in misura pari a 201,00 euro mensili a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Nel 2024, al contrario, stando alla tabella allegata al Messaggio 8 febbraio 2024 numero 572, l’AUU si è attestato a 199,40 euro mensili per i nuclei con ISEE fino a 17.090,61 euro. Per livelli di ISEE superiori la somma mensile si riduce sino all’importo minimo di euro 57,50 euro spettante nel 2025 a coloro che hanno un ISEE superiore a 45.939,56 euro.La somma minima erogata nel 2024 è stata pari invece ad euro 57,00 mensili per i nuclei con ISEE superiore a 45.574,96 euro.

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    I figli maggiorenni a carico rientrano tra i destinatari dell’Assegno unico, fino al compimento dei ventuno anni di età, a patto che ricorra almeno una delle condizioni previste dal Decreto Legislativo numero 230/2021, nello specifico:

    frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

    svolgimento di un tirocinio ovvero di un’attività lavorativa, in presenza di un reddito complessivo inferiore a 8.000,00 euro annui;

    essere registrati come soggetti disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

    svolgere il servizio civile universale.

    In presenza delle condizioni descritte spetta un AUU mensile pari, nel 2025, ad euro 97,70 in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Anche in questo caso la somma spettante si riduce all’aumentare dell’ISEE sino a raggiungere la somma minima di 28,70 euro mensili per ciascun figlio maggiorenne a carico, al ricorrere di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    La somma base spettante ai nuclei familiari per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età, è altresì parametrata all’ISEE.Nello specifico, l’Assegno unico mensile si attesta a 201,00 euro (nel 2025) in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro sino a raggiungere l’importo minimo di 57,50 euro mensili se l’ISEE eccede i 45.939,56 euro.

    Le maggiorazioniCome anticipato in premessa l’Assegno Unico si compone, oltre che della somma – base, di una o più maggiorazioni, anch’esse soggette a rivalutazione.Stando alla tabella allegata alla Circolare INPS numero 33/2025 nell’anno corrente spetta una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari, per ciascun figlio con disabilità fino al compimento del ventunesimo anno di età, a:

    120,60 euro in presenza di figli non autosufficienti;

    109,10 euro se il figlio presenta una disabilità grave;

    97,70 euro se il figlio ha una disabilità media.

    I dettagli in questo articolo sugli importi e maggiorazioni dell’Assegno unico per figli disabili

    A norma dell’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo numero 230/2021 per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 97,70 euro mensili. Valore destinato a diminuire in relazione all’ISEE del nucleo familiare, sino ad arrivare alla somma minima di 17,20 euro a fronte di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.Il successivo comma 7 riconosce alle madri di età inferiore a ventuno anni una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari nel 2025 a 23,00 euro.Da ultimo, nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, la maggiorazione mensile si attesta a 34,40 euro a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro, salvo poi diminuire, all’aumentare dell’ISEE, sino ad azzerarsi se l’Indicatore è pari o superiore a 45.824,72 euro.

    La Circolare INPS numero 33/2025 ha inoltre precisato che continuano a sussistere, in presenza di determinati requisiti, le seguenti maggiorazioni:

    Nuclei con figli di età inferiore a un anno, cui spetta un incremento dell’AUU del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino;

    Nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima di 45.939,56 euro, cui spetta, per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni, l’incremento della somma – base nella misura del 50%;

    Maggiorazione forfettaria di 150,00 euro (mensili) per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

    Gli arretrati

    Come reso noto dall’INPS nella Circolare numero 33/2025 l’aggiornamento degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU vengono riconosciuti con la mensilità di febbraio 2025.A partire dall’Assegno di marzo vengono invece erogati gli adeguamenti arretrati relativi al mese di gennaio 2025. […]

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    Assegno unico di marzo 2025: date di pagamento e importi per vecchi e nuovi beneficiari

    Tutto pronto per il pagamento dell’Assegno unico di marzo 2025, accreditato dall’Inps in base a un preciso calendario. Il Decreto Legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 ha introdotto dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale (AUU) per sostenere economicamente i nuclei familiari con figli a carico ai fini ISEE.La misura si concretizza in un assegno mensile erogato direttamente dall’INPS ai soggetti beneficiari, previa domanda, in dodici quote da marzo a febbraio dell’anno successivo.La somma spettante a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla condizione lavorativa e anche in assenza di ISEE, è rappresentata da una somma base, parametrata in ragione del numero dei figli a carico e dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); una o più maggiorazioni, riconosciute in virtù del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare.

    Lo stesso Decreto Legislativo numero 230/2021 dispone all’articolo 4, comma 11, che i valori dell’Assegno Unico e le relative soglie ISEE sono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita, nello specifico l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comunicato dall’ISTAT.In attuazione della citata normativa, considerato che nel 2024 la variazione percentuale è stata pari a un +0,8%, l’INPS ha rideterminato dal 1° gennaio 2025 i valori degli importi e delle maggiorazioni spettanti per l’AUU (oltre che delle relative soglie ISEE). I valori aggiornati sono stati comunicati con Circolare 4 febbraio 2025 numero 33.Per ricevere in anteprima news e aggiornamenti in tema di welfare, lavoro, fisco e pensioni iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.Ecco in dettaglio le date di pagamento dell’AUU di marzo 2025 e gli importi spettanti.

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    Somma base 2025 per i figli minorenni

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    Gli arretrati

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Nel mese di marzo 2025, l’Inps ha stabilito che i pagamenti dell’Assegno unico e universale (AUU) per i beneficiari già in carico, ovvero coloro che hanno presentato domanda negli anni precedenti e che non hanno subito variazioni nella propria situazione economica o familiare, saranno accreditati a partire dal 20 marzo. Per quanto riguarda invece le famiglie che hanno presentato una nuova domanda nel mese di febbraio 2025, la liquidazione della prima mensilità avverrà nell’ultima settimana del mese, indicativamente a partire da lunedì 24 marzo (ecco i documenti necessari per la prima domanda).In questi casi, l’erogazione dell’assegno potrebbe richiedere qualche giorno in più rispetto ai rinnovi, poiché l’INPS deve effettuare le necessarie verifiche sui requisiti dichiarati in fase di richiesta. I tempi di pagamento possono inoltre subire variazioni a seconda della modalità di accredito scelta dal beneficiario (conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con IBAN) e dell’eventuale necessità di chiarimenti sulla documentazione presentata.

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    L’allegato 1 alla Circolare 4 febbraio 2025 numero 33 fornisce gli importi e le fasce ISEE di riferimento, decorrenti dal 1° gennaio 2025, aggiornati alla luce della rivalutazione pari a +0,8%.Leggi anche > Assegno unico 2025: importi con le tabelle ufficiali InpsNe consegue che l’Assegno unico per ciascun figlio minorenne (per i nuovi nati la misura decorre dal settimo mese di gravidanza) spetta in misura pari a 201,00 euro mensili a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Nel 2024, al contrario, stando alla tabella allegata al Messaggio 8 febbraio 2024 numero 572, l’AUU si è attestato a 199,40 euro mensili per i nuclei con ISEE fino a 17.090,61 euro. Per livelli di ISEE superiori la somma mensile si riduce sino all’importo minimo di euro 57,50 euro spettante nel 2025 a coloro che hanno un ISEE superiore a 45.939,56 euro.La somma minima erogata nel 2024 è stata pari invece ad euro 57,00 mensili per i nuclei con ISEE superiore a 45.574,96 euro.

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    I figli maggiorenni a carico rientrano tra i destinatari dell’Assegno unico, fino al compimento dei ventuno anni di età, a patto che ricorra almeno una delle condizioni previste dal Decreto Legislativo numero 230/2021, nello specifico:

    frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

    svolgimento di un tirocinio ovvero di un’attività lavorativa, in presenza di un reddito complessivo inferiore a 8.000,00 euro annui;

    essere registrati come soggetti disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

    svolgere il servizio civile universale.

    In presenza delle condizioni descritte spetta un AUU mensile pari, nel 2025, ad euro 97,70 in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Anche in questo caso la somma spettante si riduce all’aumentare dell’ISEE sino a raggiungere la somma minima di 28,70 euro mensili per ciascun figlio maggiorenne a carico, al ricorrere di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    La somma base spettante ai nuclei familiari per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età, è altresì parametrata all’ISEE.Nello specifico, l’Assegno unico mensile si attesta a 201,00 euro (nel 2025) in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro sino a raggiungere l’importo minimo di 57,50 euro mensili se l’ISEE eccede i 45.939,56 euro.

    Le maggiorazioniCome anticipato in premessa l’Assegno Unico si compone, oltre che della somma – base, di una o più maggiorazioni, anch’esse soggette a rivalutazione.Stando alla tabella allegata alla Circolare INPS numero 33/2025 nell’anno corrente spetta una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari, per ciascun figlio con disabilità fino al compimento del ventunesimo anno di età, a:

    120,60 euro in presenza di figli non autosufficienti;

    109,10 euro se il figlio presenta una disabilità grave;

    97,70 euro se il figlio ha una disabilità media.

    I dettagli in questo articolo sugli importi e maggiorazioni dell’Assegno unico per figli disabili

    A norma dell’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo numero 230/2021 per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 97,70 euro mensili. Valore destinato a diminuire in relazione all’ISEE del nucleo familiare, sino ad arrivare alla somma minima di 17,20 euro a fronte di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.Il successivo comma 7 riconosce alle madri di età inferiore a ventuno anni una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari nel 2025 a 23,00 euro.Da ultimo, nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, la maggiorazione mensile si attesta a 34,40 euro a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro, salvo poi diminuire, all’aumentare dell’ISEE, sino ad azzerarsi se l’Indicatore è pari o superiore a 45.824,72 euro.

    La Circolare INPS numero 33/2025 ha inoltre precisato che continuano a sussistere, in presenza di determinati requisiti, le seguenti maggiorazioni:

    Nuclei con figli di età inferiore a un anno, cui spetta un incremento dell’AUU del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino;

    Nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima di 45.939,56 euro, cui spetta, per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni, l’incremento della somma – base nella misura del 50%;

    Maggiorazione forfettaria di 150,00 euro (mensili) per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

    Gli arretrati

    Come reso noto dall’INPS nella Circolare numero 33/2025 l’aggiornamento degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU vengono riconosciuti con la mensilità di febbraio 2025.A partire dall’Assegno di marzo vengono invece erogati gli adeguamenti arretrati relativi al mese di gennaio 2025. […]

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    Tutto pronto per il pagamento dell’Assegno unico di marzo 2025, accreditato dall’Inps in base a un preciso calendario. Il Decreto Legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 ha introdotto dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale (AUU) per sostenere economicamente i nuclei familiari con figli a carico ai fini ISEE.La misura si concretizza in un assegno mensile erogato direttamente dall’INPS ai soggetti beneficiari, previa domanda, in dodici quote da marzo a febbraio dell’anno successivo.La somma spettante a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla condizione lavorativa e anche in assenza di ISEE, è rappresentata da una somma base, parametrata in ragione del numero dei figli a carico e dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); una o più maggiorazioni, riconosciute in virtù del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare.

    Lo stesso Decreto Legislativo numero 230/2021 dispone all’articolo 4, comma 11, che i valori dell’Assegno Unico e le relative soglie ISEE sono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita, nello specifico l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comunicato dall’ISTAT.In attuazione della citata normativa, considerato che nel 2024 la variazione percentuale è stata pari a un +0,8%, l’INPS ha rideterminato dal 1° gennaio 2025 i valori degli importi e delle maggiorazioni spettanti per l’AUU (oltre che delle relative soglie ISEE). I valori aggiornati sono stati comunicati con Circolare 4 febbraio 2025 numero 33.Per ricevere in anteprima news e aggiornamenti in tema di welfare, lavoro, fisco e pensioni iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.Ecco in dettaglio le date di pagamento dell’AUU di marzo 2025 e gli importi spettanti.

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    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    Gli arretrati

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Nel mese di marzo 2025, l’Inps ha stabilito che i pagamenti dell’Assegno unico e universale (AUU) per i beneficiari già in carico, ovvero coloro che hanno presentato domanda negli anni precedenti e che non hanno subito variazioni nella propria situazione economica o familiare, saranno accreditati a partire dal 20 marzo. Per quanto riguarda invece le famiglie che hanno presentato una nuova domanda nel mese di febbraio 2025, la liquidazione della prima mensilità avverrà nell’ultima settimana del mese, indicativamente a partire da lunedì 24 marzo (ecco i documenti necessari per la prima domanda).In questi casi, l’erogazione dell’assegno potrebbe richiedere qualche giorno in più rispetto ai rinnovi, poiché l’INPS deve effettuare le necessarie verifiche sui requisiti dichiarati in fase di richiesta. I tempi di pagamento possono inoltre subire variazioni a seconda della modalità di accredito scelta dal beneficiario (conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con IBAN) e dell’eventuale necessità di chiarimenti sulla documentazione presentata.

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    L’allegato 1 alla Circolare 4 febbraio 2025 numero 33 fornisce gli importi e le fasce ISEE di riferimento, decorrenti dal 1° gennaio 2025, aggiornati alla luce della rivalutazione pari a +0,8%.Leggi anche > Assegno unico 2025: importi con le tabelle ufficiali InpsNe consegue che l’Assegno unico per ciascun figlio minorenne (per i nuovi nati la misura decorre dal settimo mese di gravidanza) spetta in misura pari a 201,00 euro mensili a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Nel 2024, al contrario, stando alla tabella allegata al Messaggio 8 febbraio 2024 numero 572, l’AUU si è attestato a 199,40 euro mensili per i nuclei con ISEE fino a 17.090,61 euro. Per livelli di ISEE superiori la somma mensile si riduce sino all’importo minimo di euro 57,50 euro spettante nel 2025 a coloro che hanno un ISEE superiore a 45.939,56 euro.La somma minima erogata nel 2024 è stata pari invece ad euro 57,00 mensili per i nuclei con ISEE superiore a 45.574,96 euro.

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    I figli maggiorenni a carico rientrano tra i destinatari dell’Assegno unico, fino al compimento dei ventuno anni di età, a patto che ricorra almeno una delle condizioni previste dal Decreto Legislativo numero 230/2021, nello specifico:

    frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

    svolgimento di un tirocinio ovvero di un’attività lavorativa, in presenza di un reddito complessivo inferiore a 8.000,00 euro annui;

    essere registrati come soggetti disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

    svolgere il servizio civile universale.

    In presenza delle condizioni descritte spetta un AUU mensile pari, nel 2025, ad euro 97,70 in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Anche in questo caso la somma spettante si riduce all’aumentare dell’ISEE sino a raggiungere la somma minima di 28,70 euro mensili per ciascun figlio maggiorenne a carico, al ricorrere di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    La somma base spettante ai nuclei familiari per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età, è altresì parametrata all’ISEE.Nello specifico, l’Assegno unico mensile si attesta a 201,00 euro (nel 2025) in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro sino a raggiungere l’importo minimo di 57,50 euro mensili se l’ISEE eccede i 45.939,56 euro.

    Le maggiorazioniCome anticipato in premessa l’Assegno Unico si compone, oltre che della somma – base, di una o più maggiorazioni, anch’esse soggette a rivalutazione.Stando alla tabella allegata alla Circolare INPS numero 33/2025 nell’anno corrente spetta una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari, per ciascun figlio con disabilità fino al compimento del ventunesimo anno di età, a:

    120,60 euro in presenza di figli non autosufficienti;

    109,10 euro se il figlio presenta una disabilità grave;

    97,70 euro se il figlio ha una disabilità media.

    I dettagli in questo articolo sugli importi e maggiorazioni dell’Assegno unico per figli disabili

    A norma dell’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo numero 230/2021 per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 97,70 euro mensili. Valore destinato a diminuire in relazione all’ISEE del nucleo familiare, sino ad arrivare alla somma minima di 17,20 euro a fronte di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.Il successivo comma 7 riconosce alle madri di età inferiore a ventuno anni una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari nel 2025 a 23,00 euro.Da ultimo, nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, la maggiorazione mensile si attesta a 34,40 euro a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro, salvo poi diminuire, all’aumentare dell’ISEE, sino ad azzerarsi se l’Indicatore è pari o superiore a 45.824,72 euro.

    La Circolare INPS numero 33/2025 ha inoltre precisato che continuano a sussistere, in presenza di determinati requisiti, le seguenti maggiorazioni:

    Nuclei con figli di età inferiore a un anno, cui spetta un incremento dell’AUU del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino;

    Nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima di 45.939,56 euro, cui spetta, per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni, l’incremento della somma – base nella misura del 50%;

    Maggiorazione forfettaria di 150,00 euro (mensili) per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

    Gli arretrati

    Come reso noto dall’INPS nella Circolare numero 33/2025 l’aggiornamento degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU vengono riconosciuti con la mensilità di febbraio 2025.A partire dall’Assegno di marzo vengono invece erogati gli adeguamenti arretrati relativi al mese di gennaio 2025. […]

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    Assegno unico di marzo 2025: date di pagamento e importi per vecchi e nuovi beneficiari

    Tutto pronto per il pagamento dell’Assegno unico di marzo 2025, accreditato dall’Inps in base a un preciso calendario. Il Decreto Legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 ha introdotto dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale (AUU) per sostenere economicamente i nuclei familiari con figli a carico ai fini ISEE.La misura si concretizza in un assegno mensile erogato direttamente dall’INPS ai soggetti beneficiari, previa domanda, in dodici quote da marzo a febbraio dell’anno successivo.La somma spettante a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla condizione lavorativa e anche in assenza di ISEE, è rappresentata da una somma base, parametrata in ragione del numero dei figli a carico e dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); una o più maggiorazioni, riconosciute in virtù del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare.

    Lo stesso Decreto Legislativo numero 230/2021 dispone all’articolo 4, comma 11, che i valori dell’Assegno Unico e le relative soglie ISEE sono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita, nello specifico l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comunicato dall’ISTAT.In attuazione della citata normativa, considerato che nel 2024 la variazione percentuale è stata pari a un +0,8%, l’INPS ha rideterminato dal 1° gennaio 2025 i valori degli importi e delle maggiorazioni spettanti per l’AUU (oltre che delle relative soglie ISEE). I valori aggiornati sono stati comunicati con Circolare 4 febbraio 2025 numero 33.Per ricevere in anteprima news e aggiornamenti in tema di welfare, lavoro, fisco e pensioni iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.Ecco in dettaglio le date di pagamento dell’AUU di marzo 2025 e gli importi spettanti.

    Indice

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    Gli arretrati

    Date di pagamento Assegno unico di marzo 2025

    Nel mese di marzo 2025, l’Inps ha stabilito che i pagamenti dell’Assegno unico e universale (AUU) per i beneficiari già in carico, ovvero coloro che hanno presentato domanda negli anni precedenti e che non hanno subito variazioni nella propria situazione economica o familiare, saranno accreditati a partire dal 20 marzo. Per quanto riguarda invece le famiglie che hanno presentato una nuova domanda nel mese di febbraio 2025, la liquidazione della prima mensilità avverrà nell’ultima settimana del mese, indicativamente a partire da lunedì 24 marzo (ecco i documenti necessari per la prima domanda).In questi casi, l’erogazione dell’assegno potrebbe richiedere qualche giorno in più rispetto ai rinnovi, poiché l’INPS deve effettuare le necessarie verifiche sui requisiti dichiarati in fase di richiesta. I tempi di pagamento possono inoltre subire variazioni a seconda della modalità di accredito scelta dal beneficiario (conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con IBAN) e dell’eventuale necessità di chiarimenti sulla documentazione presentata.

    Somma base 2025 per i figli minorenni

    L’allegato 1 alla Circolare 4 febbraio 2025 numero 33 fornisce gli importi e le fasce ISEE di riferimento, decorrenti dal 1° gennaio 2025, aggiornati alla luce della rivalutazione pari a +0,8%.Leggi anche > Assegno unico 2025: importi con le tabelle ufficiali InpsNe consegue che l’Assegno unico per ciascun figlio minorenne (per i nuovi nati la misura decorre dal settimo mese di gravidanza) spetta in misura pari a 201,00 euro mensili a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Nel 2024, al contrario, stando alla tabella allegata al Messaggio 8 febbraio 2024 numero 572, l’AUU si è attestato a 199,40 euro mensili per i nuclei con ISEE fino a 17.090,61 euro. Per livelli di ISEE superiori la somma mensile si riduce sino all’importo minimo di euro 57,50 euro spettante nel 2025 a coloro che hanno un ISEE superiore a 45.939,56 euro.La somma minima erogata nel 2024 è stata pari invece ad euro 57,00 mensili per i nuclei con ISEE superiore a 45.574,96 euro.

    Somma base 2025 per figli maggiorenni

    I figli maggiorenni a carico rientrano tra i destinatari dell’Assegno unico, fino al compimento dei ventuno anni di età, a patto che ricorra almeno una delle condizioni previste dal Decreto Legislativo numero 230/2021, nello specifico:

    frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

    svolgimento di un tirocinio ovvero di un’attività lavorativa, in presenza di un reddito complessivo inferiore a 8.000,00 euro annui;

    essere registrati come soggetti disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

    svolgere il servizio civile universale.

    In presenza delle condizioni descritte spetta un AUU mensile pari, nel 2025, ad euro 97,70 in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro.Anche in questo caso la somma spettante si riduce all’aumentare dell’ISEE sino a raggiungere la somma minima di 28,70 euro mensili per ciascun figlio maggiorenne a carico, al ricorrere di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.

    Assegno unico 2025 per figli disabili

    La somma base spettante ai nuclei familiari per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età, è altresì parametrata all’ISEE.Nello specifico, l’Assegno unico mensile si attesta a 201,00 euro (nel 2025) in presenza di un ISEE fino a 17.227,33 euro sino a raggiungere l’importo minimo di 57,50 euro mensili se l’ISEE eccede i 45.939,56 euro.

    Le maggiorazioniCome anticipato in premessa l’Assegno Unico si compone, oltre che della somma – base, di una o più maggiorazioni, anch’esse soggette a rivalutazione.Stando alla tabella allegata alla Circolare INPS numero 33/2025 nell’anno corrente spetta una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari, per ciascun figlio con disabilità fino al compimento del ventunesimo anno di età, a:

    120,60 euro in presenza di figli non autosufficienti;

    109,10 euro se il figlio presenta una disabilità grave;

    97,70 euro se il figlio ha una disabilità media.

    I dettagli in questo articolo sugli importi e maggiorazioni dell’Assegno unico per figli disabili

    A norma dell’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo numero 230/2021 per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 97,70 euro mensili. Valore destinato a diminuire in relazione all’ISEE del nucleo familiare, sino ad arrivare alla somma minima di 17,20 euro a fronte di un ISEE superiore a 45.939,56 euro.Il successivo comma 7 riconosce alle madri di età inferiore a ventuno anni una maggiorazione mensile (a prescindere dall’ISEE) pari nel 2025 a 23,00 euro.Da ultimo, nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, la maggiorazione mensile si attesta a 34,40 euro a fronte di un ISEE fino a 17.227,33 euro, salvo poi diminuire, all’aumentare dell’ISEE, sino ad azzerarsi se l’Indicatore è pari o superiore a 45.824,72 euro.

    La Circolare INPS numero 33/2025 ha inoltre precisato che continuano a sussistere, in presenza di determinati requisiti, le seguenti maggiorazioni:

    Nuclei con figli di età inferiore a un anno, cui spetta un incremento dell’AUU del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino;

    Nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima di 45.939,56 euro, cui spetta, per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni, l’incremento della somma – base nella misura del 50%;

    Maggiorazione forfettaria di 150,00 euro (mensili) per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

    Gli arretrati

    Come reso noto dall’INPS nella Circolare numero 33/2025 l’aggiornamento degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU vengono riconosciuti con la mensilità di febbraio 2025.A partire dall’Assegno di marzo vengono invece erogati gli adeguamenti arretrati relativi al mese di gennaio 2025. […]

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