Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

    Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

    Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

    Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    Pubblicato il

    Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    La busta paga 2025 ha diverse novità rispetto allo scorso anno, prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale totalmente rivisto e modificato. Ma non solo, cambiano anche le detrazioni da lavoro in base alle fasce di reddito, oltre alle consuete voci visualizzabili sempre nel cedolino: ferie, permessi eccetera. Infatti, il datore di lavoro, al momento della corresponsione dello stipendio, è tenuto a consegnare ai dipendenti un prospetto paga in cui sono riportati gli elementi e le operazioni effettuate per il calcolo delle spettanze nette liquidate al beneficiario stesso.Analizziamo in dettaglio come interpretare le voci del cedolino paga, alla luce anche delle novità introdotte dalla recente Manovra 2025 (Legge numero 207/2024).Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Elementi fissi della retribuzione

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Ferie e permessi

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    Importo netto

    Dati identificativi dell’azienda e del lavoratore

    Il cedolino riporta innanzitutto (parte superiore) l’indicazione del periodo di paga cui si riferisce, di norma coincidente con il mese, nonché dell’anno.A seguire la busta paga ha il computo di identificare il dipendente e il datore di lavoro, riportando:

    cognome, nome, residenza del dipendente;

    data di nascita del dipendente;

    data di assunzione del lavoratore;

    codice fiscale del dipendente;

    livello di inquadramento;

    mansione;

    orario full-time o part-time (con corrispondente percentuale);

    ragione sociale del datore di lavoro;

    indirizzo della sede legale del datore di lavoro;

    codice fiscale / partita IVA dell’azienda.

    La sezione in parola si conclude poi con i dati statistici di:

    ore lavorate;

    giorni lavorati;

    ore o giorni retribuiti;

    settimane retribuite;

    giorni utili per il calcolo delle detrazioni fiscali;

    codici identificativi di matricola INPS e posizione assicurativa INAIL.

    Elementi fissi della retribuzione

    La parte superiore del cedolino riporta altresì le singoli voci fisse della retribuzione. Tali si intendono le somme che, in forza di legge e / o di contrattazione collettiva, sono dovute ai dipendenti in ogni singolo periodo di paga.Si citano, ad esempio, gli importi lordi spettanti a titolo di minimo di paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, indennità ad personam.Oltre al dettaglio e all’importo delle singole voci, il cedolino contiene altresì un totale complessivo delle stesse, da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

    Busta paga 2025: voci variabili mensili

    La parte centrale del cedolino (in gergo il cosiddetto corpo della busta paga) ospita le voci variabili della retribuzione. Trattasi, nello specifico, delle somme in competenza o in trattenuta influenzate dalle presenze, dall’attività lavorativa e / o da altri eventi che hanno interessato il dipendente nel corso del periodo di paga di competenza del cedolino.Nello specifico, tra le voci in competenza possono figurare:

    lavoro straordinario e / o supplementare;

    festività godute e / o non godute;

    maggiorazioni per le particolari modalità di svolgimento della prestazione;

    bonus IRPEF riconosciuto ai sensi del Decreto – Legge numero 3/2020;

    esonero totale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, madri di almeno tre figli (bonus previsto dalla Legge numero 213/2023 per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026);

    voci di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla Manovra 2025. In alcuni casi la riduzione del cuneo fiscale può non essere stata inserita in fase di elaborazione paga: leggi qui i motivi e cosa fare.

    Con riguardo a quest’ultimo elemento ci si riferisce a:

    bonus aggiuntivo riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro;

    detrazione aggiuntiva ai titolari di reddito di lavoro dipendente, in possesso di un reddito complessivo superiore a 20 mila euro;

    esonero parziale dal versamento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) per le lavoratrici madri di almeno due figli (per l’applicazione in busta paga si attende comunque l’apposito decreto ministeriale attuativo).

    Al contrario, le voci in trattenuta possono concretizzarsi in:

    assenze non retribuite dall’azienda;

    importi trattenuti dal datore di lavoro a titolo di sanzioni disciplinari e / o risarcimento danni;

    importi trattenuti per conto dell’Erario o dell’INPS, riservati poi dall’azienda stessa agli enti citati con modello F24 (recupero Bonus IRPEF, trattenuta indennità di malattia INPS contestata dall’Istituto).

    Il corpo del cedolino si chiude con un sub-totale di: Totale competenze variabili del mese – totale trattenute variabili del mese.

    Calcolo ritenute contributive e fiscali

    Nella parte inferiore – alta del cedolino (immediatamente al di sotto delle componenti variabili della retribuzione) sono riportati i dettagli del calcolo di:

    contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;

    ritenute fiscali IRPEF e relative addizionali regionali e comunali.

    Nello specifico è indicato, per i contributi:

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali;

    retribuzione imponibile ai fini previdenziali e assistenziali (arrotondata) su cui si applica l’aliquota percentuale per il calcolo dei corrispondenti contributi a carico dipendente;

    contributi INPS a carico dipendente risultanti da retribuzione imponibile arrotondata * aliquota percentuale.

    Per quanto concerne invece il carico fiscale il cedolino riporta:

    imponibile fiscale su cui si applicano gli scaglioni IRPEF (aliquote percentuali diverse per ogni singola porzione dell’imponibile stesso);

    IRPEF lorda, risultante dall’applicazione degli scaglioni fiscali sopra descritti;

    detrazioni fiscali;

    imposta netta a carico del lavoratore, ottenuta da IRPEF lorda – detrazioni;

    addizionale regionale trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno precedente (a saldo) trattenuta al lavoratore;

    addizionale comunale anno corrente (in acconto) trattenuta al dipendente.

    Ferie e permessi

    Nella parte inferiore bassa del cedolino vengono riportati i dettagli relativi alla maturazione e al godimento di:

    ferie;

    permessi previsti dalla contrattazione collettiva a titolo, ad esempio, di permessi in sostituzione delle festività abolite per legge (cosiddetti permessi ex-festività) o per riduzione dell’orario di lavoro (permessi ROL);

    riposi compensativi;

    banca delle ore;

    altre ipotesi di permessi retribuiti previsti dalla contrattazione collettiva.

    Per ognuna delle voci descritte è riportato il monte ore / giorni di:

    ferie / permessi residui al 31 dicembre dell’anno precedente (in tal caso il 2024);

    ferie / permessi maturati nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    ferie / permessi goduti nel corso dell’anno corrente (da gennaio al mese di competenza del cedolino, compreso);

    saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Quest’ultimo dato è il risultato della seguente operazione:Ferie / permessi residui al 31 dicembre 2024 + ferie / permessi maturati nel 2025 – ferie / permessi goduti nel 2025 = saldo ferie / permessi all’ultimo giorno del mese di competenza del cedolino.

    Progressivi fiscali, contributivi e TFR

    La parte inferiore bassa del cedolino riporta altresì i dati progressivi relativi a:

    retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi – previdenziali totalizzata dal lavoratore da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) del cedolino paga;

    IRPEF netta trattenuta al dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso) della busta paga;

    TFR maturato dal dipendente da gennaio 2025 al mese di competenza (compreso del cedolino);

    TFR accantonato dal lavoratore al 31 dicembre 2024;

    TFR accantonato dal lavoratore presso i fondi di previdenza complementare al 31 dicembre 2024;

    TFR già anticipato al dipendente al 31 dicembre 2024.

    Importo netto

    Il cedolino riporta nella parte inferiore destra l’ammontare del netto (in euro) liquidato al dipendente.Quest’ultimo è il risultato di:Totale voci in competenza – totale voci in trattenuta.L’operazione competenze – trattenute può, secondo l’impostazione del cedolino paga, essere ulteriormente dettagliata, in particolare distinguendo le trattenute in:

    importi trattenuti dal datore di lavoro, a titolo ad esempio di assenze non retribuite, multe o risarcimento danni;

    ritenute sociali;

    ritenute fiscali;

    ritenute per addizionali regionali e comunali;

    arrotondamenti.  

    Da notare che il netto non può riportare un risultato inferiore a zero. Nel caso in cui il totale delle competenze sia inferiore alle trattenute, il netto negativo da recuperare nel cedolino successivo (o in quelli successivi nel momento in cui c’è capienza) è appositamente indicato nella parte centrale del cedolino, insieme alle altre voci variabili del mese.

    Vuoi ricevere altre news e aggiornamenti in tema di lavoro? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Leggere la busta paga 2025: retribuzione, nuove detrazioni, ferie, permessi. Tutte le voci

    Pubblicato il

    Bonus sicurezza 2025: incentivi per l’installazione di sistemi di sicurezza

    Il nostro sistema fiscale prevede da molti anni varie agevolazioni fiscali, spesso denominate bonus. Ogni anno, quando viene varata la Legge di Bilancio, vi sono al riguardo modifiche, eliminazioni o riconferme. Per quanto concerne la Legge di Bilancio 2025 (ovvero la Legge 30 dicembre 2024, n. 207), una delle conferme, con modifiche, è stata quella relativa al Bonus Sicurezza, un incentivo fiscale il cui obiettivo principale è quello di agevolare economicamente coloro che intendono potenziare la sicurezza delle loro abitazioni.Per la precisione, il Bonus Sicurezza 2025, talvolta indicato come Bonus Allarme o Bonus Antifurto, consente al contribuente di richiedere una detrazione IRPEF del 36% che può essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.Il limite massimo di spesa su cui è applicabile questo incentivo è di 48.000 euro (in precedenza il limite era di 96.000 euro).In sostanza, con il Bonus Sicurezza 2025 si può ottenere un risparmio superiore a un terzo sui costi d’installazione per l’antifurto casa e per altri interventi dettagliati nel provvedimento.Una nota importante: salvo eventuali proroghe con la Legge di Bilancio 2026, le spese che rientrano in questo tipo di agevolazione devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2025.

    Indice

    Quali interventi rientrano nel Bonus Sicurezza 2025

    Chi può richiedere il Bonus Sicurezza 2025?

    Come si richiede l’agevolazione?

    Quali interventi rientrano nel Bonus Sicurezza 2025

    Sono numerosi gli interventi che rientrano nel Bonus Sicurezza 2025; per la precisione sono i seguenti:

    installazione di grate sulle finestre o la loro sostituzione;

    porte blindate o rinforzate;

    installazione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;

    installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;

    installazione di saracinesche;

    tapparelle metalliche con bloccaggi;

    vetri antisfondamento;

    casseforti a muro;

    fotocamere o videocamere collegate con centri di vigilanza privati;

    apparecchi antifurto e relative centraline;

    rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici.

    Non rientrano nell’agevolazione in questione le spese previste dai contratti stipulati con un istituto di vigilanza.

    Chi può richiedere il Bonus Sicurezza 2025?

    Sono diversi i soggetti che possono richiedere l’agevolazione per abbattere i costi antifurto casa. Fra questi si ricordano i proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento (per esempio gli usufruttuari), gli inquilini, i comodatari, i soci delle cooperative divise e indivise, i soci delle società semplici e gli imprenditori individuali (limitatamente agli immobili che non rientrano tra quelli strumentali).L’agevolazione per ridurre i costi antifurto casa e di altri interventi per la sicurezza può essere richiesta anche dal familiare convivente del proprietario, il componente dell’unione civile, il codice separato e assegnatario dell’immobile e anche il convivente more uxorio.

    Come si richiede l’agevolazione?

    Vi sono alcune formalità da seguire se si vuole avere accesso all’agevolazione fiscale relativa alla sicurezza.Abbiamo già detto che l’intervento o l’acquisto deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2025.È ovviamente fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale inerente all’intervento, in particolare la fattura e le ricevute di pagamento. Relativamente a quest’ultimo è obbligatorio che esso sia stato effettuato con una modalità “tracciabile”, vale a dire tramite un bonifico “parlante” o con una carta di credito o debito.La spesa sostenuta dovrà poi essere inserita nella dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 2026 oppure Modello Redditi Persone Fisiche 2026).Se si hanno dubbi su come effettuare la richiesta ci si può rivolgere a un CAAF o al proprio consulente fiscale di fiducia.Seguendo questi passaggi, si otterrà il beneficio fiscale previsto dall’attuale normativa. Il rimborso, come accennato, è spalmato in 10 anni con quote del medesimo importo. Se, per esempio, si ha diritto a un rimborso di 3.600 euro, ogni anno, per 10 anni, si riceverà un rimborso di 360 euro.

    Foto istock/andresr […]

    Leggi di più… from Bonus sicurezza 2025: incentivi per l’installazione di sistemi di sicurezza