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    Lavori faticosi e gravosi: scadenza domanda il 1° maggio 2025 per la pensione anticipata nel 2026

    Chi ha svolto lavori faticosi e pesanti e maturerà i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, può trasmettere domanda per il riconoscimento del beneficio entro il 1° maggio 2025. L’Inps ha fornito le istruzioni per la presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti ai fini dell’accesso alla pensione anticipata nel 2026.Con il Messaggio n. 801 del 5 marzo 2025, l’istituto previdenziale ha chiarito le modalità, i requisiti e le scadenze per coloro che maturano il diritto al trattamento agevolato nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.Il beneficio è riservato a specifiche categorie di lavoratori, tra cui coloro impegnati in mansioni usuranti, addetti alla catena di montaggio, conducenti di mezzi pubblici e lavoratori notturni. Oltre ai requisiti di anzianità contributiva ed età, è fondamentale rispettare la scadenza del 1° maggio 2025 per la presentazione della domanda, pena il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico.Ecco i requisiti, le categorie interessate e le modalità di presentazione della domanda, che va comunque inviata entro il prossimo 1° maggio.Per tutte le news e aggiornamenti in tema pensioni, iscriviti al canale Telegram LeggiOggi.

    Indice

    Chi può accedere alla pensione anticipata per lavori faticosi e pesanti

    Lavori faticosi: domande entro il 1° maggio 2025

    Comunicazione dell’ente previdenziale

    Accoglimento con riserva di accertamento

    Da quando parte la pensione

    Chi può accedere alla pensione anticipata per lavori faticosi e pesanti

    Il beneficio del pensionamento anticipato è riservato a specifiche categorie di lavoratori che svolgono lavori faticosi e pensanti, cosiddette attività gravose. Il riconoscimento di queste professioni è finalizzato a tutelare coloro che, a causa della natura usurante del proprio impiego, potrebbero avere maggiori difficoltà nel proseguire l’attività lavorativa fino all’età pensionabile ordinaria.

    Tra i destinatari del beneficio legato all’accesso anticipato, rientrano anzitutto:

    I lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti;

    I lavoratori addetti alla cosiddetta linea catena;

    I conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

    Le categorie descritte, nel caso in cui maturino i requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, possono conseguire la pensione se in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni, in base a queste condizioni anagrafiche:

    lavoratori dipendenti: almeno 61 anni e 7 mesi di età, con il raggiungimento della quota 97,6 (somma di età e anni di contribuzione).

    lavoratori autonomi: almeno 62 anni e 7 mesi di età, con il raggiungimento della quota 98,6.

    Lavoratori a turniUna seconda categoria di beneficiari del pensionamento anticipato sono i lavoratori notturni a turni.Tali si intendono:

    I dipendenti occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiori a 78 annui (valgono gli stessi requisiti descritti sopra);

    Dipendenti occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno.

    Per questi ultimi la pensione scatta con un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e:

    Se dipendenti, un’età non inferiore a 63 anni e 7 mesi (necessaria quota 99,6);

    Se autonomi, un’età di almeno 64 anni e 7 mesi (fermo restando il raggiungimento di quota 100,6).

    Infine, gli occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno possono conseguire la pensione con un’anzianità contributiva pari sempre a 35 anni e un’età anagrafica minima di 62 anni e 7 mesi (quota 98,6) se dipendenti e, quando trattasi di autonomi, un’età non inferiore a 63 anni e 7 mesi (quota 99,6).

    Lavoratori notturni per l’intera annualitàI dipendenti notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’interno anno lavorativo, i quali maturano i requisiti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, possono ottenere la pensione anticipata con gli stessi requisiti descritti per i soggetti impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti.

    Lavori faticosi: domande entro il 1° maggio 2025

    Come ribadito dal messaggio Inps 801, la domanda di accesso all’anticipo pensionistico per lavori faticosi dev’essere trasmessa entro il 1° maggio 2025 da parte di coloro che, come anticipato in premessa, perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.Nel caso in cui la domanda venga presentata oltre i termini descritti (e sempre che sia accertato il possesso dei requisiti) la decorrenza della pensione è differita secondo le scansioni temporali di seguito citate.La domanda di riconoscimento del beneficio dev’essere presentata in modalità telematica, corredata dal modulo AP45 e dalla documentazione minima, ai fini della procedibilità della stessa.Se dalla documentazione non risulta inequivocabilmente lo svolgimento dell’attività faticosa e pesante, per l’accesso al beneficio in argomento è possibile produrre “ogni ulteriore documentazione equipollente, contenente elementi utili e probanti l’attività svolta” (Messaggio INPS).Con riguardo ai dipendenti del settore privato, tutta la documentazione deve risalire all’epoca in cui sono state svolte le attività faticose e pesanti e la stessa non può, pertanto, essere sostituita “da dichiarazioni del datore di lavoro rilasciate ora per allora”.

    Comunicazione dell’ente previdenziale

    In esito alla domanda di accesso l’Istituto comunica all’interessato:

    L’accoglimento della domanda, con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, in ragione del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti;

    L’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni faticose e pesanti, con differimento della decorrenza del trattamento pensionistico in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria (in tal caso la prima data utile per l’accesso al pensionamento viene indicata, con successiva comunicazione, in esito all’apposito monitoraggio di cui al D.M. 20 settembre 2011);

    Il rigetto della domanda, qualora sia accertato il mancato possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

    Agli interessati che presentano la domanda per lavori faticosi, nel rispetto della scadenza del 1° maggio 2025, e perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, l’INPS comunicherà “l’accoglimento della domanda con riserva, in quanto l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento dell’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2026” (Messaggio 5 marzo 2025).

    Accoglimento con riserva di accertamento

    L’accesso alla pensione anticipata è subordinato alla presentazione di apposita istanza da parte del lavoratore interessato.In sede di lavorazione della pratica (e ai fini dell’accoglimento della stessa) verranno esaminate le domande di accesso al beneficio il cui accoglimento è avvenuto con riserva di accertamento del perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2026.I requisiti verificati in sede di domanda di riconoscimento del beneficio devono sussistere al momento del pensionamento.Qualora dalla documentazione prodotta dall’interessato o dai dati in possesso dell’INPS, non risultino perfezionati i requisiti di legge, la domanda di pensione anticipata non può essere accolta.

    Da quando parte la pensione

    La presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2025 comporta uno slittamento dei termini di decorrenza della pensione anticipata da uno a tre mesi. In particolare:

    Un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;

    Due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese ma inferiore a tre mesi;

    Tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

    Con esclusivo riferimento al personale del comparto Scuola e Alta Formazione Artistica e Musica (AFAM) il trattamento pensionistico anticipato non può decorrere prima del 1° settembre o del 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti, sempre che alle date in argomento gli interessati siano in possesso dei requisiti di legge.Per il personale del comparto AFAM, la presentazione della domanda oltre la data del 1° maggio comporta lo slittamento della pensione a partire dal 1° settembre / 1° novembre dell’anno successivo quello di maturazione dei requisiti.

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    Via libera al Modello 730/2025: è online la versione definitiva. Le istruzioni di quest’anno

    Tutto pronto per le dichiarazione dei redditi di quest’anno: c’è il via libera al modello 730/2025 per la dichiarazione semplificata dei soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale. Di conseguenza sono pronti anche il 730-1 per la scelta dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef; il 730-2 per il sostituto d’imposta e 730-2 per Caf e professionisti abilitati, concernenti la ricevuta dell’avvenuta consegna della dichiarazione da parte del contribuente, 730-3 con il prospetto di liquidazione dell’assistenza fiscale, 730-4 e 730-4 integrativo relativi alla comunicazione del risultato contabile al sostituto d’imposta. Tutti approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Insomma la stagione dichiarativa può iniziare, come tutti gli anni, in primavera.

    Il perimetro di utilizzo del modello 730 viene ampliato dal 2025, consentendo a una platea più vasta di contribuenti di utilizzarlo per la dichiarazione dei redditi. Alcune novità poi entrano a gamba tesa nel documento reddituale, come bonus Natale, aliquote Irpef e detrazioni. Ma non solo.Il modello 730/2025 definitivo è stata pubblicato sul portale dell’Agenzia delle Entrate, insieme alle istruzioni di compilazione e agli allegati.Diverse le novità 2025, una su tutte la possibilità, per i contribuenti non titolari di partita IVA, di indicare nel 730 anche redditi precedentemente dichiarabili esclusivamente attraverso il modello Redditi, come quelli soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva.A partire dal 30 aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile il modello 730 precompilato nell’area riservata del proprio sito web.Questo il succo delle novità e regole di quest’anno per l’invio del Modello 730/2025, relativo ai redditi del 2024.

    Indice

    Novità 730/2025

    Le sezioni del Modello 730/2025

    Rimodulazione aliquote Irpef per scaglioni di reddito

    Novità locazioni brevi 2025

    Il bonus Tredicesima nel Modello 730/2025

    Quadro E superbonus e interventi edilizi

    Agevolazioni per lavoratori impatriati

    Modello 730/2025: scadenze di quest’anno

    Novità 730/2025

    Una delle novità più rilevanti introdotte nel modello 730/2025 è la creazione di due nuovi quadri: il quadro M e il quadro T. Grazie a queste sezioni aggiuntive, i contribuenti non titolari di partita IVA potranno dichiarare redditi che, in precedenza, richiedevano la compilazione del più complesso modello Redditi. Tra i redditi ora dichiarabili tramite il 730 rientrano:

    redditi soggetti a tassazione separata;

    redditi soggetti a imposta sostitutiva;

    plusvalenze di natura finanziaria.

    Leggi anche > Cu autonomi 2025: invio entro il 31 marzo

    Le sezioni del Modello 730/2025

    Per quanto riguarda le macro-sezioni del modello, sono perlopiù identiche a quelle dello scorso anno. Un frontespizio che lascia spazio alla compilazione dei dati del contribuente, della residenza anagrafica, del telefono/posta elettronica e del domicilio fiscale.

    E’ presente poi la finestra di inserimento dei familiari a carico del contribuente, quella dei dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio e lo spazio per la firma.

    Le successive parti del 730/2025 includono i classici quadri e righi, tra cui:

    Quadro A – Redditi dei terreni

    Quadro B – Redditi dei fabbricati e altri dati

    Quadro C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati

    Quadro D – Altri redditi (capitale, lavoro autonomo, diversi)

    Quadro E – Oneri e spese

    Quadro F – Acconti, ritenute, eccedenze, ecc

    Quadro G – Crediti di imposta

    Quadro I – Imposte da compensare

    Quadro W – Investimenti e attività estere di natura finanziaria o patrimoniale

    Quadro M – Redditi soggetti a tassazione separata e a imposta sostitutiva

    Quadro T – Plusvalenze di natura finanziaria

    Allegato

    Modello 730/2025 definitivo

    1.002 KB

    Istruzioni 730/2025

    3 MB

    Rimodulazione aliquote Irpef per scaglioni di reddito

    Un ulteriore intervento significativo riguarda la rimodulazione delle aliquote fiscali Irpef per scaglioni di reddito. Le nuove aliquote si applicheranno a partire dal periodo d’imposta 2024.

    Ricordiamo che dal 2025 le aliquote Irpef rispecchiano quelle del 2024, con alcune modifiche in tema di detrazioni. In sostanza si hanno tre fasce percentuali: aliquota 23% >> redditi fino a 28.000 euro; aliquota 35% >> redditi tra 28.001 euro e 50.000 euro; aliquota 43% >> redditi otre 50.000 euro. In base all’entità del reddito percepito nell’anno si applicherà la relativa percentuale Irpef.

    Novità locazioni brevi 2025

    Nel modello 730/2025 troviamo anche alcune novità in tema di locazioni brevi, che saranno soggette a cedolare secca con aliquote differenziate in base a criteri specifici stabiliti dalla normativa.

    Anzitutto l’obbligo di CIN. Dal 1° gennaio 2025 tutte le strutture ricettive sul territorio nazionale saranno obbligate a possedere ed esporre il codice identificativo nazionale (CIN) rilasciato dal Ministero del turismo previa istanza online.

    Non è però tanto il CIN a incidere sul 730 di quest’anno, quanto piuttosto le regole in tema di cedolare secca. Il nuovo impianto della tassazione degli affitti brevi (cioè quelli fino a 30 giorni), prevede l’applicazione di due diverse aliquote con cedolare, in base al numero di unità immobiliari affittate:

    solo una unità immobiliare potrà essere affittata con la cedolare secca più bassa al 21%,

    invece le unità affittate successive alla prima subiranno un prelievo maggiore, cioè al 26%.

    A tal proposito, l’individuazione di tale unità immobiliare deve avvenire nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta interessato. Se il reddito da locazione si riferisce a una sola unità sarà tassato al 21 per cento.

    Il bonus Tredicesima nel Modello 730/2025

    Altro sussidio economico a finire dritto nel modello 730/2025 è l’indennità una tantum di dicembre, nota come bonus Tredicesima o bonus Natale. L’importo di 100 euro, riconosciuto ai titolari di reddito da lavoro dipendente a specifiche condizioni, sarà ragguagliato al periodo di lavoro effettivamente svolto nel 2024.

    Quadro E superbonus e interventi edilizi

    Nella nuova dichiarazione vengono ridefinite anche le regole per la compilazione del quadro E, alla luce delle novità legate al superbonus: la detrazione dal 1014 scende al 70% e restringe la platea dei beneficiari. Inoltre viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

    Restando in tema di interventi edilizi, citiamo anche:

    Isolamento termico: il limite di spesa per gli interventi di isolamento termico che interessano oltre il 25% della superficie disperdente lorda è di 50.000€ per edifici unifamiliari e 75.000€ per condomini.

    Impianti fotovoltaici: la detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 per impianti installati congiuntamente a interventi di efficientamento energetico.

    Eliminazione barriere architettoniche: per lavori congiunti agli interventi Superbonus o Sismabonus, il limite di spesa è 96.000€.

    Bonus mobili: detrazione del 50 per cento, con tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione ridotto a 5.000 euro​. Sono inclusi acquisti di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

    Agevolazioni per lavoratori impatriati

    I lavoratori impatriati, che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia, possono godere di incentivi fiscali di sostegno al rientro dei professionisti qualificati nel Paese. Il trattamento fiscale agevolato ricevuto nel 2024 entra nel Modello 730 di quest’anno.

    Modello 730/2025: scadenze di quest’anno

    Anche quest’anno, dal 30 aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione online dei contribuenti il modello 730 precompilato, accessibile nell’area dedicata del portale Entrate.

    Da questa data tutti possono visionare e consultare i dati pre-inseriti dal Fisco. In una prima fase sarà possibile solo la consultazione. In seguito, si potrà anche modificare, accettare e inviare.

    Per quanto riguarda le altre scadenze utili nel 2025, ricordiamo:

    16 marzo 2025: termine per il rilascio della Certificazione Unica (CU) da parte del sostituto d’imposta.

    30 aprile 2025: il modello 730 precompilato viene reso disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    15 giugno 2025: termine entro cui i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione (modello 730-3) per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio 2025.

    15 settembre 2025: termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 16 luglio al 31 agosto 2025.

    30 settembre 2025: termine ultimo per la presentazione del modello 730, sia nella forma precompilata che ordinaria, direttamente all’Agenzia delle Entrate, tramite sostituto d’imposta, CAF o professionista abilitato. Questo è anche il termine per la consegna della dichiarazione elaborata per le dichiarazioni presentate dal 1° al 30 settembre 2025.

    25 ottobre 2025: termine per la presentazione del modello 730 integrativo, nel caso in cui il contribuente si accorga di errori o omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata rispetto a quanto dichiarato.

    30 dicembre 2025: termine prorogato per i versamenti da parte degli eredi di persone decedute successivamente al 28 febbraio 2025.

    Per saperne di più leggi il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate sul 730/2025.

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    Titoli di Stato e buoni, fuori dal calcolo ISEE 2025: nuovo modello DSU online da Aprile

    Finalmente in vigore l’esclusione dei titoli di Stato dall’Isee 2025. E’ in Gazzetta il decreto operativo sulla riforma dell’ISEE, che era stato firmato dalla premier Giorgia Meloni, per far entrare in vigore la misura introdotta già nella Manovra di bilancio 2024, ma rimasta finora inattuata, causa mancanza di provvedimento di attuazione.Lo scorso 5 marzo l’Inps (coinvolta in prima linea per la questione dell’ISEE), ha comunicato sul portale che da aprile 2025 i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e i libretti di risparmio postale sono esclusi dal calcolo dell’ISEE, per un importo massimo di 50.000 euro per nucleo familiare.Per questo, ha specificato l’Istituto, il nuovo modello della Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) sarà disponibile da aprile e, comunque, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del dpcm n. 13/2025.Per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, le DSU già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza, ferma restando la facoltà di richiedere una nuova attestazione ISEE calcolata secondo la recente normativa.Tra i principali cambiamenti c’è l’esclusione di alcuni risparmi dal calcolo del patrimonio. Questo significa che determinate forme di risparmio, come i titoli di Stato e i libretti postali, non influenzeranno più l’ISEE fino a una certa soglia. Questa modifica ha lo scopo di rendere il calcolo dell’indicatore economico più equo e di non penalizzare chi ha scelto di investire in strumenti finanziari sicuri per il proprio futuro.Le novità hanno quindi effetto dal 1° gennaio 2025 sui nuovi criteri per calcolare l’Isee 2025, con la possibilità per le famiglie italiane di escludere i titoli di Stato, buoni e libretti postali.Il Dpcm in questione tratta delle ‘Modifiche al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159′, che fissa le regole per la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).L’Isee ha l’obiettivo di valutare e confrontare la condizione economico patrimoniale del nucleo familiare al fine di stabilire il diritto ad una serie di prestazioni sociali agevolate. Per esteso si chiama infatti Indicatore della situazione economica equivalente.La Legge di bilancio 2024 era intervenuta, tra le altre cose, proprio sulle modalità di calcolo dell’Isee, in particolare sugli elementi che concorrono alla formazione del patrimonio mobiliare, come titoli di Stato e libretti postali.Ecco le novità sul calcolo Isee 2025 senza titoli di stato, buoni fruttiferi e libretti postali.Per ricevere news e aggiornamenti costanti sul tema, iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Esclusione titoli di Stato da Isee 2024: la norma

    Isee 2025 senza titoli di Stato: entra in vigore

    Le novità 2025

    Doppia presentazione ISEE 2025

    Entrata in vigore dell’ISEE senza titoli di stato

    Esclusione titoli di Stato da Isee 2024: la norma

    La Legge 30 dicembre 2023 numero 213 (Manovra 2024) ha previsto all’articolo 1, comma 183, l’esclusione dal calcolo dell’Isee di:

    – titoli di Stato indicati all’articolo 3 del Testo unico in materia di debito pubblico, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 dicembre 2003 numero 398);– prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato.

    Limite di importoL’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Isee opera fino a un valore complessivo di 50 mila euro.

    BOT, BTP e risparmio postaleL’articolo 1, comma 183 permette di escludere dal calcolo dell’Isee, da un lato, i titoli di Stato e, dall’altro, i prodotti finanziari di raccolta del risparmio postale, come:

    – BTP;– BOT;– CTZ;– CCT;– Buoni fruttiferi postali;– Libretti di risparmio postali.

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    Isee 2025 senza titoli di Stato: entra in vigore

    La modifica disposta dalla Manovra 2024, come chiarito dall’Inps nel Messaggio del 12 gennaio 2024 numero 165, non aveva ancora prodotto effetti, sino ad oggi, perché mancava la firma del provvedimento di attuazione.Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in risposta alla richiesta di parere dell’Inps, aveva infatti precisato che l’entrata in vigore della disposizione “non è immediata essendo subordinata all’approvazione delle modifiche al regolamento recante la disciplina dell’ISEE (DPCM n. 159 del 2013)” (Messaggio numero 165/2024).

    Ora, con la firma della premier al Dpcm 159, si può finalmente procedere all‘esclusione dei titoli di stato dagli ISEE 2025 fino a 50mila euro, a partire dal 2025.

    E’ quindi intervenuta l’Inps, lo scorso 5 marzo, confermando che la nuova DSU è disponibile da aprile 2025. Ha poi chiarito che per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, le DSU già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza, ferma restando la facoltà di richiedere una nuova attestazione ISEE calcolata secondo la recente normativa.

    Le novità 2025

    Con l’entrata in vigore del Dpcm in questione, diventa operativa dal 2025 l’esclusione dal calcolo dell’Isee, fino ad un massimo di 50 mila euro, del valore dei titoli di Stato e dei prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale.In particolare, i titoli di Stato (come BOT, BTP e CCT), i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale – fino all’importo massimo di 50mila euro – non verranno più considerati quando si calcola l’ISEE 2025.Questo significa che chi possiede queste forme di risparmio non vedrà aumentare il proprio indicatore economico, evitando così di essere escluso da agevolazioni o prestazioni sociali. L’obiettivo di questa misura è favorire i piccoli risparmiatori e riconoscere il valore di strumenti finanziari sicuri, spesso scelti dalle famiglie per mettere da parte denaro in modo prudente. In questo modo, chi ha risparmiato nel tempo senza avere redditi elevati non sarà svantaggiato nel calcolo dell’ISEE.Inoltre, per i nuclei familiari aventi tra i componenti persone con disabilità o non autosufficienti, sono esclusi dal computo del reddito di ciascun componente del nucleo familiare i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità. Viene, inoltre, attribuita una maggiorazione, pari a 0,5, al parametro della scala di equivalenza per ogni componente (del nucleo familiare) con disabilità media, grave o non autosufficiente.

    Doppia presentazione ISEE 2025

    Le novità in questione incidono sulle famiglie che hanno bot o titoli di stato e che rischiano di dover presentare due volte l’Isee, pagando la seconda domanda 25 euro, se si rivolgono ai servizi Caf per farlo.

    In questi giorni già molte famiglie hanno già aggiornato il loro Isee, per ottenere agevolazioni come l’assegno unico. Questo obbliga chi ha già aggiornato la Dsu a modificarla o duplicarla.

    Entrata in vigore dell’ISEE senza titoli di stato

    Il decreto sul nuovo Isee 2025 con l’esclusione dei titoli di Stato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio 2025 e entrerà in vigore il 5 marzo 2025. Quindi l’esclusione di Bot e Btp vale solo dal 5 marzo.

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    Incentivo al posticipo pensione 2025: come richiedere il bonus netto in busta paga

    La Legge 29 dicembre 2022 numero 197 all’articolo 1, comma 286 (come modificato dalla Manovra 2025) ha disciplinato un incentivo al posticipo pensione per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile e/o anticipata ordinaria nell’anno corrente.Con il Messaggio 799 del 5 marzo 2025, l’INPS ha reso nota l’implementazione dell’apposita piattaforma telematica del sito Inps, così da permettere la presentazione delle domande di incentivo al posticipo del pensionamento alla luce della normativa vigente.Ecco di cosa si tratta, come funziona l’incentivo al posticipo del pensionamento nel 2025 e come accedervi.Per ricevere news e aggiornamenti costanti in tema di pensioni iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Incentivo al posticipo pensione nel 2025

    Come funziona l’incentivo

    Chi può accedere all’incentivo

    Cosa deve fare il datore di lavoro

    Pronta la piattaforma Inps

    Come inviare domanda

    Da quando decorre l’esonero contributivo

    Decadenza incentivo

    Incentivo al posticipo pensione nel 2025

    La Manovra di bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024 numero 207), in vigore dallo scorso 1° gennaio, ha esteso l’incentivo al posticipo pensione per i lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata flessibile, scelgono di proseguire l’attività lavorativa.E’ stata peraltro estesa l’operatività del bonus a quanti maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. L’incentivo è riservato a quanti maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2025.

    Come funziona l’incentivo

    La misura consiste in una rinuncia, da parte del lavoratore interessato, all’accredito dei contributi a suo carico relativi all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS), altrimenti trattenuti in busta paga dalle competenze lorde.Gli importi oggetto di rinuncia vengono erogati direttamente in busta paga, determinando di conseguenza un aumento del netto mensile.Le somme così corrisposte in cedolino non sono imponibili ai fini fiscali né tantomeno contributivi.

    Leggi anche > Pensioni 2025: tutte le strade per uscire da lavoro (ordinarie e anticipate)

    Chi può accedere all’incentivo

    La facoltà dell’incentivo al posticipo del pensionamento può essere esercitata dai dipendenti (pubblici e privati) iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria ovvero alle forme sostitutive ed esclusive della medesima.I lavoratori devono aver maturato, entro il 31 dicembre 2025, i seguenti requisiti:

    Per la pensione anticipata flessibile, quindi l’opzione Quota 103:

    Un’età anagrafica di almeno 62 anni;

    Un’anzianità contributiva minima di 41 anni;

    Per la pensione anticipata:

    Un’anzianità contributiva minima di 41 anni e 10 mesi per le donne;

    Un’anzianità contributiva minima di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

    Cosa deve fare il datore di lavoro

    Il datore di lavoro del dipendente ammesso all’incentivo è sollevato dall’obbligo di versamento all’INPS dei contributi a carico del lavoratore.Al contrario, sono comunque dovuti all’INPS i contributi previdenziali e assistenziali a carico azienda.

    Pronta la piattaforma Inps

    Con il Messaggio numero 799/2025, l’Inps ha reso nota l’implementazione della piattaforma telematica, creata per la gestione delle domande di incentivo al posticipo del pensionamento.L’aggiornamento permette agli utenti di trasmettere le istanze di bonus alla luce della normativa vigente, come recentemente modificata dalla Manovra 2025 (articolo 1, comma 161, Legge 30 dicembre 2024, numero 207).

    Come inviare domanda

    Per poter inviare le domande di incentivo al posticipo pensione è necessario collegarsi al portale inps.it. Questo il percorso: Pensione e Previdenza – Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci.Per l’accesso occorre essere in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS e andare nella sezione Certificati – Verifica del requisito per l’accesso all’incentivo al posticipo del pensionamento.In alternativa è possibile:

    utilizzare i servizi telematici offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti dalla legge;

    chiamando il Contact Center Multicanale al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) ovvero al numero 06.164.164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

    Da quando decorre l’esonero contributivo

    L’obbligo di versamento della quota di contributi a carico del lavoratore viene meno a partire dalla prima decorrenza utile della pensione anticipata flessibile o della pensione anticipata, in caso di presentazione della domanda di rinuncia in data antecedente la prima decorrenza utile.Per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata flessibile nel biennio 2024-2025 il trattamento pensionistico decorre trascorsi:

    7 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i dipendenti da datori di lavoro diversi dalle pubbliche amministrazioni e i lavoratori autonomi;

    9 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i dipendenti delle pubbliche Amministrazioni.

    Per i requisiti della pensione anticipata flessibile maturati a gennaio 2025, l’esonero non può avere una decorrenza antecedente:

    1° agosto 2025, per i dipendenti privati;

    1° ottobre 2025, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

    Per i lavoratori che maturano invece i requisiti per la pensione anticipata nel 2025, il trattamento pensionistico decorre trascorsi:

    3 mesi dalla maturazione del requisito contributivo;

    4 mesi dalla maturazione del requisito contributivo per i dipendenti la cui pensione è liquidata a carico della CPDEL, CPS, CPI e CPUG.

    Se la domanda di incentivo è trasmessa contestualmente o in data successiva la prima decorrenza utile della pensione, l’esonero decorre dal primo giorno del mese successivo quello di esercizio della facoltà.

    Decadenza incentivo

    Anche l’incentivo al posticipo pensione può concludersi. Il diritto al bonus in busta paga viene meno in caso di:

    revoca della facoltà di rinuncia, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo;

    raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia;

    conseguimento di una pensione diretta, eccezion fatta per l’assegno ordinario di invalidità.

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    Bonus mamme 2025 bloccato: manca il decreto, sgravi ancora fermi

    Fatta la legge serve un decreto attuativo: ecco perché ad oggi il bonus mamme lavoratrici 2025 non può ancora essere né richiesto né erogato. Il governo non ha ancora adottato il provvedimento di attuazione necessario a spiegare i dettagli operativi della misura: modalità, importi, erogazione, pagamento.

    C’è insomma solo l’involucro legislativo, manca la ciccia, lo sgravio concreto nelle buste paga delle lavoratrici madri (domestiche escluse), a più di due mesi dall’entrata in vigore della Manovra di bilancio 2025, che lo ha esteso anche alle mamme che svolgono lavoro autonomo.

    Capiamo meglio cosa succede.

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    Decreto necessarioLa Legge di bilancio ha previsto per il 2025 un’esenzione parziale dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici madri con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, in presenza di specifici requisiti (il cosiddetto bonus mamme). Non è stata rinnovata invece la sperimentazione 2024, che permetteva anche alle madri con due figli di accedere allo sgravio totale dei contributi IVS, fino ai 10 anni del figlio più piccolo. La stessa manovra 2025 però ha demandato tutti gli aspetti operativi a un successivo decreto a firma del ministro del Lavoro, per fornire istruzioni sulla richiesta del nuovo bonus mamme.Il decreto ministeriale doveva essere adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della manovra, quindi entro il 31 gennaio. All’interno del provvedimento deve essere indicata, con dovizia di particolari, la disciplina delle modalità attuative di quanto previsto, e, in particolare, la misura dell’esonero contributivo, le modalità per il riconoscimento dello stesso e le procedure per il rispetto delle risorse stanziate.

    Dettagli più che necessari, se pensiamo che il meccanismo di quest’anno sarà diverso da quello dello scorso anno. Dal 1° gennaio 2025, infatti, sarà applicato il nuovo schema, che prevede 3 figli a carico (il più piccolo dei quali deve meno di 10 anni), un tetto massimo di reddito annuo di 40.000 euro per l’accesso all’agevolazione e un’esenzione contributiva totale.

    La stessa Inps, nel suo messaggio dello scorso gennaio con le prime indicazioni sul bonus mamme, sottolineava che, per usufruire dell’esonero contributivo, sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto:

    il datore di lavoro potrà iniziare ad applicare l’esonero in busta paga;

    le lavoratrici dovranno presentare un’autocertificazione attestante il numero dei figli e la loro età;

    l’INPS fornirà ulteriori indicazioni sulle modalità di richiesta e verifica dei requisiti.

    Bonus mamme ancora inapplicabile“A due mesi dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio, il Governo non ha ancora adottato il decreto necessario a definire importi, modalità attuative e procedure per il riconoscimento del nuovo ‘Bonus Mamme’, impedendo a tante lavoratrici di beneficiarne. È un ritardo inaccettabile”. È ha denunciato la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi.“Con la Legge di Bilancio 2025, da quest’anno, alle lavoratrici dipendenti, escluse le lavoratrici domestiche, e a quelle autonome, madri di due o più figli, fino al compimento del 10° anno del figlio più piccolo, e dal 2027 alle lavoratrici madri di tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo, è riconosciuto un parziale esonero contributivo. A condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a 40 mila euro annui. L’Esecutivo – sottolinea – avrebbe dovuto emanare entro gennaio il decreto attuativo, cosa di cui non c’è ancora alcuna traccia”.Risultato: le mamme lavoratrici, pur avendo i requisiti, non possono ancora vedersi applicare lo sgravio previsto dal bonus mamme 2025.

    Come funziona il bonus mamme lavoratrici 2025Riassumendo la misura, il comma 219 della Manovra 2025 introduce un nuovo esonero contributivo parziale per le lavoratrici madri di due o più figli, con alcune differenze rispetto all’esonero totale del 2024:

    chi ha tre figli continuerà a percepire con il vecchio esonero del 100% fino al 2026;

    non possono accedere al nuovo esonero parziale per le mamme con due figli (comma 219 della Legge di Bilancio 2025), perché la legge dice chiaramente che il nuovo bonus NON spetta alle madri che già beneficiano del comma 180.

    RIASSUMENDO✅ Mamme con tre o più figli– Continueranno a beneficiare dell’esonero totale fino al 31 dicembre 2026.– Il bonus si applica se il figlio più piccolo ha meno di 18 anni.– È riservato a lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato (esclusi i rapporti di lavoro domestico).Novità: Se una lavoratrice avrà un terzo figlio nel 2025 o 2026, il bonus scatterà dal mese della nascita (o affido/adozione).❌ Mamme con due figli (nate fino al 2024)– Nel 2024 hanno beneficiato di un’esenzione totale (in via sperimentale), ma questa misura cessa il 31 dicembre 2024.– Dal 1° gennaio 2025, le mamme con due figli non rientrano più in questa agevolazione specifica.✅ Nuovo esonero contributivo 2025 per mamme con due o più figliDal 2025 è previsto un nuovo esonero parziale, ma con alcune differenze:– Si applica a lavoratrici dipendenti e autonome (con determinati requisiti di reddito).– Vale per mamme con almeno due figli (non solo tre).– Il bonus dura fino ai 10 anni del figlio più piccolo.– Non è cumulabile con l’esonero previsto per le madri di tre figli (comma 180).– È soggetto a un tetto di reddito di 40.000€ annui.– La misura dell’esonero sarà definita con un decreto attuativo (ancora mancante).

    Quindi, le mamme con due figli avranno ancora diritto a un bonus nel 2025?La risposta è si, ma con regole diverse rispetto allo scorso anno: non sarà più l’esonero del 100% che avevano nel 2024. Ci sarà un nuovo sgravio parziale per lavoratrici dipendenti e autonome, ancora da definire nel dettaglio. Il beneficio sarà limitato fino ai 10 anni del figlio più piccolo. Non potranno averlo le madri con tre figli che già rientrano nel comma 180.

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