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    Modello 730/2025: come si compila, quadri e scadenze di quest’anno

    Con la pubblicazione del Modello 730/2025 da parte dell’Agenzia delle Entrate, parte ufficialmente la nuova stagione dichiarativa per i contribuenti italiani. Il modello, riferito ai redditi percepiti nel 2024, dovrà essere utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati, consentendo loro di dichiarare i propri redditi in modo agevole e ottenere eventuali rimborsi direttamente in busta paga o sulla pensione.Le scadenze restano un aspetto cruciale: il termine ultimo per la presentazione del Modello 730/2025 è fissato al 30 settembre 2025, sia per chi opta per la versione precompilata disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sia per chi sceglie di affidarsi a un CAF o a un professionista abilitato.Alcune novità fanno capolino nel 2025, tra cui la revisione degli scaglioni IRPEF, l’aggiornamento delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e nuove regole per le locazioni brevi con cedolare secca e per la tassazione separata. Inoltre, sono stati introdotti specifici incentivi per il risparmio energetico e modifiche al regime delle imposte sostitutive.Qui una guida dettagliata alla compilazione del Modello 730/2025, con le modalità di invio, le principali novità e un approfondimento quadro per quadro.Per ricevere news e aggiornamenti fiscali sulla dichiarazione dei redditi iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Differenza tra modello 730/2025 ordinario e precompilato

    Il Modello 730/2025 semplificato

    Le scadenze del Modello 730/2025

    Le novità nel 730/2025

    Quali redditi dichiarare nel 730/2025

    Chi deve inviare il modello 730/2025

    Come si compila il Modello 730/2025

    Invio della Dichiarazione 730

    Modello 730/2025: la struttura e quadri

    I Quadri della Dichiarazione 730/2025

    Dati sbagliati: come correggerli?

    Come funzionano i rimborsi 730/2025

    Differenza tra modello 730/2025 ordinario e precompilato

    Primo aspetto da considerare nell’invio del 730 è la possibilità di scegliere se fare da sé o affidarsi a un Caf di supporto, che aiuta il contribuente alla compilazione e trasmissione. Ecco perché si può scegliere oggi tra due alternative: modello 730/2025 ordinario e modello 730/2025 precompilato/semplificato.

    Il modello 730 ordinario è compilato e trasmesso con l’assistenza di un Caf o professionista abilitato. Un contribuente che teme errori o non è avvezzo al computer, può servirsi del supporto di questi professionisti, che inviano per suo conto la dichiarazione 730. Al contrario, il modello 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, contiene già alcuni dati forniti da sostituti d’imposta, banche e altri enti. Quest’ultimo può essere accettato così com’è o modificato online direttamente dal contribuente.Il precompilato rappresenta una soluzione più rapida e sicura, soprattutto per chi ha pochi redditi da dichiarare o oneri da detrarre. Tuttavia, è sempre consigliato un controllo accurato dei dati inseriti dall’Agenzia per evitare errori o omissioni.

    Il Modello 730/2025 semplificato

    Lo scorso anno (quindi nel 2024) ha debuttato il Modello 730 semplificato, una sperimentazione introdotta per velocizzare e rendere più facile la trasmissione dichiarativa. Il modello 730 precompilato è stato quindi sostituito dal modello 730 semplificato, che chiede a pensionati e lavoratori dipendenti di confermare soltanto i dati presenti nel database dell’Agenzia entrate, anziché compilare le voci in forma precompilata. Possibilità al momento esclusa agli intermediari.Il nuovo modello dichiarativo online è basato su sezioni già compilate, sulla base delle informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate.

    La modalità semplificata del 730 precompilato consente una compilazione guidata con un linguaggio più accessibile, facilitando l’inserimento o la modifica dei dati. Dopo la conferma, il modello viene inviato direttamente all’Agenzia delle Entrate.Questo sistema permette di avere una panoramica chiara e intuitiva di tutte le informazioni precompilate, con la possibilità di modificarle o integrarle senza la necessità di scaricare moduli complessi. Inoltre, il contribuente può ottenere in tempo reale una simulazione dell’esito della dichiarazione, stimando in anticipo rimborsi o trattenute.

    Le scadenze del Modello 730/2025

    La guida con le istruzioni di compilazione, firmata Agenzia delle entrate, detta il ritmo delle scadenze di quest’anno per l’invio del 730/2025. Sono queste:

    30 aprile 2025: disponibilità del 730 precompilato. A partire da questa data, i contribuenti potranno accedere al modello precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate e verificarne i dati. È possibile accettarlo così com’è o modificarlo in base alle proprie esigenze fiscali.

    20 giugno 2025: primo termine per la presentazione. Entro questa data, chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta riceverà l’elaborazione del modello e il prospetto di liquidazione.

    31 luglio 2025: termine entro cui il CAF o il professionista abilitato deve consegnare al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione per le dichiarazioni presentate entro il 30 giugno.

    30 settembre 2025: termine ultimo per la presentazione del modello 730, sia nella versione precompilata che in quella ordinaria. Dopo questa data, eventuali correzioni o dichiarazioni integrative dovranno essere presentate con il modello Redditi Persone Fisiche.

    1° luglio – 30 novembre 2025: periodo dei rimborsi e delle trattenute IRPEF per lavoratori e pensionati. I contribuenti che hanno un’imposta a credito riceveranno il rimborso direttamente nella busta paga o nella pensione, mentre chi ha un debito fiscale vedrà la somma trattenuta dalla retribuzione.

    25 ottobre 2025: termine per la presentazione del modello 730 integrativo, nel caso in cui il contribuente debba correggere errori che comportano un maggiore credito o un minore debito.

    30 novembre 2025: scadenza per il versamento della seconda rata di acconto IRPEF e della cedolare secca per i contribuenti che devono pagare imposte aggiuntive derivanti dalla dichiarazione.

    Le novità nel 730/2025

    Tra le principali novità della dichiarazione 2025 ci sono la modifica degli scaglioni IRPEF, la revisione delle detrazioni fiscali e l’introduzione di nuove agevolazioni per le locazioni brevi. Inoltre, per alcuni lavoratori frontalieri è stata introdotta un’imposta sostitutiva agevolata. In dettaglio:

    creazione di due nuovi quadri: il quadro M e il quadro T. Grazie a queste sezioni aggiuntive, i contribuenti non titolari di partita IVA potranno dichiarare redditi che, in precedenza, richiedevano la compilazione del più complesso modello Redditi;

    nel modello 730/2025 finisce entra l’indennità una tantum di dicembre 2024, nota come bonus Tredicesima o bonus Natale. L’importo di 100 euro, riconosciuto ai titolari di reddito da lavoro dipendente a specifiche condizioni, sarà ragguagliato al periodo di lavoro effettivamente svolto nel 2024;

    modifica degli scaglioni IRPEF, con la riduzione da quattro a tre aliquote: il 23% fino a 28.000 euro, il 35% tra 28.001 e 50.000 euro e il 43% per redditi superiori a 50.000 euro. È stata inoltre eliminata l’aliquota del 25% che in precedenza si applicava ai redditi tra 15.001 e 28.000 euro;

    Per quanto riguarda le locazioni brevi, è stato introdotto un aumento dell’aliquota della cedolare secca al 26% per chi affitta più di un immobile con questo regime, mentre resta al 21% per chi ne affitta solo uno. Inoltre, per alcuni lavoratori frontalieri è stata introdotta un’imposta sostitutiva agevolata.

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    Modello 730/2025

    1.002 KB

    Quali redditi dichiarare nel 730/2025

    Nel Modello 730/2025 devono essere inseriti i redditi percepiti nel 2024, tra cui:

    Redditi da lavoro dipendente e pensione.

    Redditi da fabbricati e terreni.

    Redditi di capitale, come dividendi e interessi bancari.

    Redditi diversi, come compensi occasionali e plusvalenze.

    Chi deve inviare il modello 730/2025

    Sono tenuti alla presentazione del 730 i lavoratori dipendenti, i pensionati e altri soggetti con redditi assimilati, purché non debbano dichiarare redditi di impresa o lavoro autonomo con partita IVA. Alcuni soggetti possono essere esonerati dalla dichiarazione se possiedono solo redditi di importo inferiore alle soglie stabilite per legge: 8.500 euro per i redditi da lavoro dipendente e assimilati con un unico sostituto d’imposta, 8.500 euro per i redditi da pensione, 5.500 euro per i redditi da lavoro autonomo occasionale.

    Come si compila il Modello 730/2025

    Per compilare il Modello 730/2025, segui queste istruzioni generali:

    Accedi al Modello 730/2025 Precompilato: Il modello precompilato è disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile. Puoi accedervi utilizzando le tue credenziali SPID, CIE (Carta di Identità Elettronica), o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Verifica e modifica i dati: Controlla con attenzione i dati già presenti nel modello precompilato. Questi includono informazioni ricevute da terzi, come redditi da lavoro dipendente o pensione, spese sanitarie, interessi passivi per mutui, contributi previdenziali, ecc. Se necessario, modifica o aggiungi informazioni mancanti o errate.Dati anagrafici e Familiari a carico: Controlla i dati anagrafici e aggiorna, se necessario, le informazioni sui familiari a carico.Redditi: Inserisci o controlla i dati relativi ai diversi tipi di reddito percepiti nell’anno d’imposta precedente, come redditi da lavoro dipendente, redditi di terreni e fabbricati, eventuali altri redditi.Deduzioni e detrazioni: Inserisci le spese deducibili e detraibili per le quali hai diritto a detrazioni, come spese mediche, spese per istruzione, interessi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, donazioni, ecc.Imposte e Crediti d’imposta: Verifica i calcoli relativi alle imposte dovute, agli acconti versati e ai crediti d’imposta disponibili per compensazione.Scelta per l’8, il 5 e il 2 per mille: Esprimi la tua scelta sulla destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF.Controlli e invio: Dopo aver attentamente verificato tutte le informazioni e apportato le necessarie modifiche o integrazioni, puoi procedere con l’invio telematico del modello attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure puoi scegliere di presentarlo tramite un intermediario abilitato (CAF o professionista).

    Ricorda di conservare tutta la documentazione supportiva delle spese deducibili e detraibili dichiarate per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. La presentazione del Modello 730 permette di ottenere il conguaglio delle imposte direttamente nella busta paga o nella pensione, inclusi eventuali rimborsi o ulteriori somme da versare.

    Invio della Dichiarazione 730

    Il Modello 730 può essere presentato in due modalità: ordinaria o precompilata. Il 730 precompilato è disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile e può essere modificato o accettato senza variazioni. Per accedere, il contribuente deve utilizzare credenziali SPID, CIE o CNS. (Puoi utilizzare la CIE al posto dello SPID).Chi sceglie il modello ordinario deve compilarlo manualmente e può presentarlo al sostituto d’imposta (se presta assistenza fiscale), a un CAF o a un professionista abilitato. In entrambi i casi, la scadenza per la trasmissione è fissata al 30 settembre 2025. Chi si avvale di un CAF o di un intermediario deve fornire la documentazione necessaria per la verifica dei dati dichiarati.Se il contribuente non ha un sostituto d’imposta, il rimborso o il pagamento delle imposte dovute avverrà direttamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

    Modello 730/2025: la struttura e quadri

    Come spiegato nelle istruzioni di compilazione, pubblicate dalle Entrate Modello 730/2025 si compone di diverse sezioni e quadri specifici, ciascuno destinato alla registrazione di tipi particolari di informazioni e dati finanziari. SEZIONE ANAGRAFICA

    Nella sezione anagrafica devono essere indicati i dati personali, il domicilio fiscale e, se necessario, il codice del sostituto d’imposta. È importante verificare la correttezza dei dati per evitare problemi nella liquidazione dell’imposta.

    FAMILIARI A CARICOI familiari a carico sono coloro che nel 2024 hanno percepito un reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni). Devono essere dichiarati i loro dati anagrafici e il numero di mesi in cui sono stati a carico per beneficiare delle detrazioni spettanti.

    DATI DEL SOSTITUTO DI IMPOSTAIl datore di lavoro o l’ente pensionistico che effettua il conguaglio deve essere indicato nella dichiarazione, salvo i casi in cui il contribuente presenti il modello senza sostituto.

    FIRMA DELLA DICHIARAZIONE La dichiarazione deve essere firmata dal contribuente o dall’intermediario incaricato prima dell’invio.

    I Quadri della Dichiarazione 730/2025

    Sfogliando il 730 si arriva alla sezione clou: i quadri con i dati finanziarie del contribuente:Quadro A – Redditi dei terreniQuesto quadro è dedicato alla dichiarazione dei redditi derivanti dal possesso di terreni agricoli. Vanno indicati la rendita catastale, l’ubicazione, l’eventuale esonero IMU e altre informazioni richieste per il calcolo dell’imponibile fiscale.Quadro B – Redditi dei fabbricatiQui si dichiarano i redditi derivanti dal possesso di fabbricati. Bisogna inserire i dati catastali, il canone di locazione per gli immobili affittati, l’eventuale opzione per la cedolare secca e le detrazioni per ristrutturazioni o efficientamento energetico.Quadro C – Redditi da lavoro dipendenteIn questa sezione vengono riportati i redditi percepiti da lavoro dipendente, pensione e altri redditi assimilati. Sono già presenti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Qui vanno indicati anche eventuali bonus o trattamenti integrativi spettanti.Quadro D – Altri redditiInclude redditi di capitale, plusvalenze, redditi diversi come affitti di breve durata non imprenditoriali e altri redditi non inclusi nei quadri precedenti.Quadro E – Oneri e speseSezione fondamentale per indicare le spese detraibili e deducibili come spese mediche, interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa, contributi previdenziali, spese per l’istruzione e per ristrutturazioni edilizie.Quadro F – Acconti e ritenuteQui vengono riportati gli acconti versati, le ritenute subite nel corso dell’anno e le eccedenze di imposta che possono essere compensate o rimborsate.Quadro G – Crediti d’impostaIn questa sezione si dichiarano i crediti d’imposta maturati per diverse agevolazioni, tra cui quelli per il reintegro di anticipazioni sui fondi pensione o per redditi prodotti all’estero.Quadro I – Imposte da compensarePermette di destinare eventuali crediti d’imposta alla compensazione di altri tributi dovuti, come l’IMU.Quadro L – Ulteriori datiContiene informazioni aggiuntive richieste dall’Agenzia delle Entrate per particolari tipologie di contribuenti, come i residenti in Campione d’Italia o coloro che dichiarano redditi con specifici regimi fiscali.Quadro W – Investimenti e attività estereObbligatorio per chi possiede investimenti o attività finanziarie all’estero, come conti bancari, partecipazioni societarie o immobili, ed è soggetto al monitoraggio fiscale italiano.Quadro M – Redditi soggetti a tassazione separataQui vengono indicati i redditi soggetti a tassazione separata, come le indennità di fine rapporto (TFR) e le somme percepite a titolo di arretrati di lavoro dipendente.Quadro T – Plusvalenze finanziarieDedicato alle dichiarazioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni societarie, titoli o criptovalute soggette a tassazione.Quadro K – Comunicazioni degli amministratori di condominioGli amministratori di condominio devono utilizzare questo quadro per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai lavori condominiali che danno diritto a detrazioni fiscali.

    Dati sbagliati: come correggerli?

    Se il contribuente si accorge di errori nella dichiarazione, può presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2025 o correggere eventuali inesattezze con il modello Redditi PF entro il termine previsto dalla normativa.Inserire informazioni sbagliate nel Modello 730/2025 può infatti avere diverse conseguenze, in base alla natura dell’errore e al momento in cui il contribuente se ne accorge. Ci sono due principali tipologie di correzioni:

    Modello 730 rettificativo: Se il contribuente riscontra errori nel Modello 730 già presentato, a causa di informazioni errate fornite dal soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale, deve comunicarlo il prima possibile per permettere l’elaborazione di un Mod. 730 “rettificativo”.Modello 730 integrativo: Se il contribuente si rende conto di non aver fornito tutti gli elementi necessari nella dichiarazione o se ha inserito informazioni errate, le modalità di integrazione variano a seconda che le modifiche comportino o meno una situazione a lui più favorevole. Se le modifiche non comportano una variazione dell’imposta dovuta o generano un maggiore credito o un minor debito, il contribuente può:Presentare entro il 25 ottobre un nuovo modello 730 integrativo completo di tutte le sue parti, indicando il codice “1” nella relativa casella “730 integrativo” nel frontespizio.Presentare un modello REDDITI Persone fisiche 2025, utilizzando l’eventuale differenza a credito e richiedendone il rimborso.

    Come funzionano i rimborsi 730/2025

    Il conguaglio fiscale avviene direttamente in busta paga o nella pensione. Se il contribuente ha diritto a un rimborso, lo riceverà automaticamente, mentre in caso di debito fiscale l’importo verrà trattenuto. Se il 730 viene presentato senza sostituto d’imposta, i versamenti e i rimborsi avverranno tramite F24 o direttamente dall’Agenzia delle Entrate.I rimborsi nel modello 730/2025 infatti funzionano in questo modo:

    Se dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito a favore del contribuente (cioè se le imposte trattenute sono superiori a quelle dovute), il rimborso viene effettuato attraverso il sostituto d’imposta (ad esempio, il datore di lavoro o l’ente pensionistico). Questo significa che l’eccedenza viene rimborsata direttamente nella busta paga o nella rata di pensione successiva alla presentazione del Modello 730.Il rimborso avviene senza interessi e viene generalmente erogato nei mesi successivi alla presentazione della dichiarazione. Per i lavoratori dipendenti, il rimborso può avvenire a partire dal mese di luglio dell’anno di presentazione della dichiarazione, mentre per i pensionati può variare a seconda delle procedure dell’ente pensionistico, ma solitamente avviene nei mesi di agosto o settembre.Se il contribuente non ha un sostituto d’imposta (ad esempio, un lavoratore autonomo o un libero professionista che presenta il 730 tramite un CAF o un professionista abilitato), il rimborso viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito su conto corrente bancario o postale, o tramite assegno.In caso di errori o di necessità di rettifica della dichiarazione che comportano un rimborso maggiore rispetto a quello già percepito, è possibile presentare un Modello 730 integrativo o un Modello REDDITI PF integrativo per correggere la dichiarazione e ottenere l’eventuale rimborso aggiuntivo.È importante fornire correttamente i dati relativi al proprio conto corrente bancario o postale nel Modello 730 per facilitare l’operazione di rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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    Saldo IVA, si paga entro il 17 marzo: istruzioni con modello F24 e codice tributo

    I titolari di partita IVA che esercitano attività d’impresa, arti o professioni sono tenuti a trasmettere all’Agenzia Entrate esclusivamente per via telematica la dichiarazione annuale IVA 2025 riguardante l’anno d’imposta 2024.La dichiarazione dev’essere inviata, direttamente dal soggetto obbligato o per il tramite di un intermediario, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2025.Quanti scelgono di trasmettere direttamente la propria dichiarazione devono utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline, in base ai requisiti posseduti per il conseguimento dell’abilitazione.Il saldo IVA, dovuto in base alla dichiarazione annuale, dev’essere versato entro il prossimo 17 marzo. Nei prossimi paragrafi i dettagli sulla platea interessata dalla scadenza e le modalità di pagamento. Per ricevere news e aggiornamenti fiscali costanti, iscriviti al canale Telegram LeggiOggi.

    Indice

    Scadenza saldo IVA 17 marzo

    IVA a debito

    Pagamento unico o a rate

    Si paga con modello F24

    Il modello F24

    Posticipo scadenza al 30 giugno 2025

    Scadenza saldo IVA 17 marzo

    L’IVA dovuta a seguito della presentazione della dichiarazione annuale dev’essere versata all’erario entro il 16 marzo di ciascun anno, esclusivamente nel caso in cui l’importo superi la soglia di 10,33 euro (corrispondenti a 10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione).Dal momento che nell’anno corrente la scadenza cade di domenica, il versamento del saldo IVA slitta a lunedì 17 marzo, primo giorno lavorativo successivo.

    Libro utile:

    FORMATO CARTACEO

    Nuovo Reddito di lavoro autonomo

    La riforma fiscale ha ridefinito i criteri di determinazione del reddito di lavoro autonomo, introducendo cambiamenti di grande impatto per i professionisti. L’intervento legislativo si è articolato su tre livelli:› Chiarezza normativa – Le nuove disposizioni codificano principi già consolidati, riducendo le incertezze interpretative.› Misure antielusive – Vengono stretti i margini di pianificazione fiscale, con una maggiore inclusione di componenti reddituali nella base imponibile.› Razionalizzazione del sistema – La disciplina diventa più organica e strutturata, introducendo nuovi principi come quello di onnicomprensività.Questo libro fornisce un’analisi approfondita delle nuove disposizioni, passando in rassegna tutti i componenti positivi e negativi di reddito e affrontando infine la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione tra professionisti, che consente di realizzare fusioni, conferimenti e trasformazioni senza incorrere in penalizzazioni fiscali, agevolando così la riorganizzazione e la crescita degli studi professionali. Attraverso un linguaggio chiaro e un approccio operativo, l’autore guida il lettore nell’analisi delle principali novità, offrendo strumenti pratici per interpretare e applicare la normativa. Grazie agli aggiornamenti garantiti fino al 30 novembre 2025, il volume assicura un supporto continuativo per seguire l’evoluzione normativa. La guida non solo permette di minimizzare i rischi di errori e sanzioni, ma rappresenta anche uno strumento strategico per ottimizzare la pianificazione fiscale, valorizzando ogni opportunità offerta dalla riforma.
    NICOLA FORTEDottore commercialista e revisore legale, pubblicista, componente della Commissione studi tributari del Notariato, componente della Commissione degli esperti relativa agli ISA, partecipa a programmi radiotelevisivi di informazione fiscale, docente presso la Fondazione Anselmo Anselmi del Notariato.

     

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    IVA a debito

    Il saldo IVA del 2025 interessa coloro che risultano titolari, in base alla dichiarazione annuale, di un’IVA superiore quella totalizzata nei versamenti periodici.Il debito risultante, come già anticipato, dev’essere versato solo se superiore a 10,33 euro.I versamenti periodici, è bene ricordarlo, rappresentano esclusivamente una liquidazione provvisoria del debito o del credito del contribuente. La liquidazione definitiva dell’IVA avviene infatti con la presentazione della dichiarazione annuale.A seguito infatti dei dati inseriti in quest’ultima è possibile determinate la differenza tra IVA a debito e IVA a credito relative all’intero anno solare, oltre che i crediti d’imposta eventualmente spettanti, tenendo conto appunto dei versamenti periodici e dell’eventuale credito risultante dalla dichiarazione annuale dell’anno precedente non richiesto a rimborso.

    Pagamento unico o a rate

    I contribuenti possono versare la somma dovuta in virtù della dichiarazione IVA in un’unica soluzione o in modalità dilazionata.In questa seconda ipotesi, le rate sono di pari importo e la prima dev’essere versata entro il termine previsto per il pagamento dell’IVA in un’unica soluzione (17 marzo 2025).Le rate successive alla prima hanno come scadenza il giorno 16 di ciascun mese. L’ultima rata dev’essere in ogni caso versata entro il 16 dicembre.I contribuenti che optano per il pagamento dilazionato devono farsi carico di un interesse fisso di rateizzazione pari allo 0,33% mensile. Ne consegue che la seconda dev’essere aumentata dello 0,33%, la terza dello 0,66% e così via.

    Si paga con modello F24

    Il pagamento del saldo IVA a debito dev’essere effettuato a mezzo modello F24 telematico, utilizzando il codice tributo 6099 all’interno della sezione Erario (coloro che scelgono il versamento dilazionato indicano gli interessi con il codice tributo 1668).Negli altri campi del modello F24 dev’essere riportato:

    nell’anno di riferimento il valore “2024”;

    in corrispondenza della voce “rateazione / regione / prov. / mese rif.”, il numero progressivo della rata che si sta versando ed il numero totale delle rate stesse.

    Con riguardo al secondo punto, se il contribuente opta per il pagamento in un’unica soluzione riporta nel campo il valore “0101”.Al contrario, se il numero di rate prescelto è 7, nel modello F24 si indica “0107”.L’IVA da corrispondere all’Erario dev’essere poi riportata nella colonna “Importi a debito versati”.

    Allegati utili

    Modello IVA annuale 2025

    1 MB

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    Il modello F24

    Eccezion fatta per taluni casi particolari (che vedremo tra poco), i contribuenti interessati, per il saldo IVA sono tenuti a presentare il modello F24 telematico, direttamente o tramite intermediari abilitati.Il pagamento dell’IVA avviene con addebito diretto sul conto corrente del contribuente o dell’intermediario.Con riguardo al pagamento diretto, è possibile ricorrere alle seguenti modalità:

    servizi telematici Entratel / Fisconline, utilizzando “F24web” che consente di compilare e inviare direttamente l’F24 dall’area riservata del portale “agenziaentrate.gov.it” o, in alternativa, grazie al software applicativo “F24online”;

    servizi telematici di home o remote banking di banche / poste.

    Si precisa che, per poter essere considerato tempestivo, il modello F24 dev’essere trasmesso entro le ore 24 del giorno della scadenza.I contribuenti possono scaricare la quietanza di pagamento dell’IVA collegandosi al cassetto fiscale di Fisconline / Entratel.L’utilizzo del modello F24 cartaceo è possibile da parte dei titolari di partita IVA se:

    per cause oggettive non è possibile accedere al proprio conto corrente bancario o postale;

    si ha diritto ad agevolazioni concesse sotto forma di credito d’imposta, per le quali vige un obbligo di presentazione del modello esclusivamente presso gli agenti della riscossione;

    esiste un F24 predeterminato e non si necessita di ulteriori integrazioni;

    produttori agricoli con volume di affari non eccedente i 7.000 euro esonerati dagli obblighi IVA.

    Posticipo scadenza al 30 giugno 2025

    Il pagamento del saldo IVA può essere differito alla scadenza per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi (30 giugno). In questo caso opera una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo (la maggiorazione totale è pertanto pari a 0,4% * 4 = 1,6%).Anche i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare possono avvalersi del differimento del versamento dell’IVA, procedendo in tal senso entro il 30 giugno a prescindere dai diversi termini di versamento delle imposte sui redditi.Si rammenta che il versamento può essere ulteriormente rinviato di 30 giorni, applicando sulla somma dovuta, già maggiorata dell’1,6%, gli ulteriori interessi dello 0,4%.

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    Sempre meno sportelli bancari, sempre più conti online. Anche le imprese seguono il trend

    La tendenza è ormai evidente a tutti, basta camminare in città per rendersi conto che le banche stanno riducendo progressivamente il numero di sportelli fisici presenti sul territorio nazionale. Parallelamente cresce l’offerta dei conti correnti digitali sia per i privati che per le aziende, che seguono l’evoluzione del mercato e adottano anch’esse soluzioni business 100% online più veloci, efficienti e a costi ridotti.

    Indice

    L’innovazione guida il cambiamento

    Sicurezza ed efficienza alla base del business banking digitale

    L’innovazione guida il cambiamento

    Il dato esposto da Banca d’Italia parla chiaro: la diminuzione degli sportelli bancari negli ultimi dieci anni supera il 30%. Meno filiali, meno servizi? Assolutamente no. La fotografia riflette un cambiamento epocale verso una maggiore digitalizzazione degli strumenti bancari. La transizione, partita in primis per i privati, si sta espandendo verso le imprese grazie ad un’offerta più evoluta in linea con le esigenze di chi fa business in Italia.  Oggi, il 70% delle PMI italiane utilizza servizi di online banking, superando la diffidenza iniziale e avvalendosi di servizi più efficienti, totalmente sicuri e con costi di gestione nettamente inferiori a quelli delle banche tradizionali.

    Sicurezza ed efficienza alla base del business banking digitale

    Grazie alla crescente offerta di nuove soluzioni di business banking, le imprese possono aprire un conto corrente online in qualsiasi momento, da pc o smartphone, senza vincoli di orario e perdite di tempo in coda agli sportelli, con la massima garanzia in termini di protezione dei dati sensibili.Un conto digitale per imprese consente di gestire tutte le operazioni bancarie in mobilità tramite app con un notevole risparmio di tempo. Sono integrate tutte le principali opzioni di pagamento: bonifici istantanei e ordinari, deleghe F24 e I24, pagoPA, SDD, R.i.B.a., uniti alla riconciliazione automatica delle fatture o alla gestione del conto con collaboratori o dipendenti amministrativi. In più offrono funzionalità avanzate, come dashboard dinamiche per avere sempre sotto controllo i flussi di cassa. Tutto questo per semplificare la gestione finanziaria, raggiungere maggior efficienza e controllo delle spese con un notevole risparmio di tempo e fatica.

    Una piattaforma italiana che soddisfa questi requisiti è Tot, conto aziendale online, pensato da imprenditori appositamente per chi fa impresa nel nostro paese. Conoscendo le difficoltà di chi affronta ogni giorno le sfide della burocrazia italiana, Tot scende in campo con un conto digitale ma al tempo stesso vicino alle persone. Il prodotto si evolve infatti grazie ai suggerimenti di chi lo usa, l’assistenza clienti è fatta di persone vere sempre a disposizione, in più mantiene il legame con il territorio consentendo il versamento contanti nelle filiali Banca Sella. Unica soluzione fintech in Italia ad offrire questo servizio.Tutto questo basato sempre su due pilastri: sicurezza ed efficienza. Sono garantite infatti la custodia dei fondi e l’adesione alle più recenti disposizioni normative bancarie. Inoltre, secondo un report di EY, le aziende che adottano il digital banking migliorano la loro efficienza operativa fino al 40%.

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    Rottamazione Quater al via: come inviare la domanda di riammissione entro il 30 aprile

    Con il via libera definitivo al Decreto Milleproroghe, è stata ufficializzata la riapertura della Rottamazione quater ai contribuenti che erano decaduti dal piano di definizione agevolata per mancato o tardivo pagamento delle rate dovute.La riapertura dei termini resta però appannaggio di chi aveva già aderito in precedenza, ma ne è decaduto: una platea di circa mezzo milione i contribuenti beneficiari, che erano stati ammessi, ma poi non hanno pagato in tempo le rate definite. Sul portale della Riscossione ora sono arrivate le istruzioni per trasmettere domanda di riammissione alla Rottamazione quater nel 2025.

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    Indice

    Riapertura Rottamazione a chi è decaduto

    Come rientrare nella Rottamazione quater nel 2025

    Come inviare domanda entro aprile

    Cosa succede dopo la riammissione 2025

    Calendario pagamenti 2025

    La Rottamazione quater

    Riapertura Rottamazione a chi è decaduto

    Il decreto Milleproroghe del 2025 ha modificato la norma sulla riammissione dei decaduti dalla rottamazione quater, per non aver pagato o pagato in ritardo. La riformulazione dell’emendamento al Milleproroghe riammette al piano agevolato (i cui termini erano già scaduti) solo chi aveva già aderito.In pratica, i soggetti che, alla data del 31 dicembre 2024, nell’ambito della procedura di definizione agevolata prevista dall’articolo 1, comma 235, della legge n.197 del 29 dicembre 2022 (cosiddetta procedura di rottamazione-quater), sono incorsi in un mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere per effetto di adesione alla stessa procedura agevolata, possono essere nuovamente riammessi. Per la riammissione occorre presentare una dichiarazione entro il 30 aprile, con le modalità che l’agente della riscossione pubblicherà  sul proprio sito internet entro venti giorni dal dall’entrata in vigore della legge di conversione, in cui il debitore sceglie il numero di rate delle quali intende effettuare il pagamento (massimo dieci).

    Come rientrare nella Rottamazione quater nel 2025

    I contribuenti decaduti che vogliono rientrare nel piano di definizione agevolata quater, devono presentare una nuova dichiarazione di adesione online, seguendo le indicazioni date dall’Agenzia delle entrate riscossione. E bisognerà farlo entro il prossimo 30 aprile.

    La dichiarazione può essere integrata entro il 30 aprile 2025 e deve contenere i soli debiti presenti nella dichiarazione resa per l’adesione originaria.

    Come inviare domanda entro aprile

    Per essere riammessi alla Definizione agevolata è necessario presentare la domanda, esclusivamente online sul portale dell’Agenzia delle entrate riscossione, entro mercoledì 30 aprile 2025.

    Venendo al dunque, nella domanda è necessario indicare, oltre ai debiti per i quali puoi richiedere la riadesione, anche il numero di rate con le quali intendi effettuare il pagamento. E ci sono due opzioni:

    saldo in un’unica rata, entro il 31 luglio 2025, oppure

    fino a un numero massimo di dieci rate consecutive, di pari importo, con scadenza, rispettivamente, le prime due, il 31 luglio e il 30 novembre 2025 e le successive, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027.

    La domanda di riammissione può essere inviata online optando tra due diverse modalità:– La prima opzione è accedere all’area riservata del sito, compilare il modulo e selezionare le cartelle o gli avvisi da includere nella richiesta utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. – In alternativa, è possibile compilare il form dall’area pubblica, specificando il numero della cartella o dell’avviso e allegando un documento di riconoscimento in formato PDF. Inoltre, chi si avvale di un intermediario fiscale può delegarlo alla presentazione della domanda tramite l’area riservata EquiPro, accedendo con le credenziali Entratel.

    Dopo l’invio della domanda, si riceverà una ricevuta di conferma. Se la richiesta è stata inoltrata dall’area riservata, la conferma arriverà via e-mail. In caso di invio dall’area pubblica, si riceveranno tre email successive: la prima con un link da convalidare entro 72 ore, la seconda con il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati, e la terza, se la documentazione è corretta, con il link per scaricare la ricevuta ufficiale entro 5 giorni. Oltre tale termine, il documento non sarà più disponibile per il download.

    Cosa succede dopo la riammissione 2025

    Come spiegato sul portale della Riscossione, dopo aver presentato la domanda di riammissione alla Rottamazione quater, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione adotterà alcune misure specifiche per i debiti inclusi nella richiesta:

    Stop alle nuove procedure: non verranno avviate nuove azioni cautelari o esecutive.

    Sospensione delle azioni in corso: le procedure esecutive già avviate verranno bloccate, a meno che non sia già stato effettuato il primo incanto con esito positivo.

    Mantenimento di fermi e ipoteche: eventuali fermi amministrativi o ipoteche già iscritti resteranno attivi.

    Inoltre, il contribuente non sarà considerato inadempiente rispetto ai debiti ammessi alla riammissione. Questo significa che potrà comunque ricevere rimborsi e pagamenti dalla Pubblica Amministrazione

    Entro il 30 giugno 2025, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà ai contribuenti una comunicazione con:

    L’importo complessivo dovuto per la definizione agevolata.

    I moduli di pagamento, in base al piano rateale scelto nella domanda.

    Sugli importi dovuti verranno applicati interessi del 2% annuo a partire dal 1° novembre 2023.Infine, il nuovo totale da pagare terrà conto di eventuali versamenti già effettuati, anche se successivi alla decadenza del precedente piano di agevolazione, limitatamente alla quota di capitale versata.

    Calendario pagamenti 2025

    Chi è stato riammesso deve rispettare questo calendario pagamenti:

    il pagamento delle somme arretrate sulle quali sono dovuti gli interessi al tasso del 2 per cento annuo a decorrere dal 1° novembre 2023, è effettuato alternativamente: 1) in unica soluzione, entro il 31 luglio 2025;

    2) nel numero massimo di dieci rate consecutive, di pari ammontare, con scadenza, rispettivamente: le prime due, il 31 luglio e il 30 novembre 2025; il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 202 e successivi.

    La Rottamazione quater

    Ricordiamo che ad oggi sono in vigore solo i pagamenti relativi alla rottamazione quater, solo per chi ha già aderito tempo fa. Questa però comprende solo i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Le attuali scadenze dei pagamenti sono fissate in base a queste date: dopo la rata del 30 novembre 2024, le scadenze sono previste il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno, secondo il proprio piano di pagamenti.

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    Con il via libera definitivo al Decreto Milleproroghe, è stata ufficializzata la riapertura della Rottamazione quater ai contribuenti che erano decaduti dal piano di definizione agevolata per mancato o tardivo pagamento delle rate dovute.La riapertura dei termini resta però appannaggio di chi aveva già aderito in precedenza, ma ne è decaduto: una platea di circa mezzo milione i contribuenti beneficiari, che erano stati ammessi, ma poi non hanno pagato in tempo le rate definite. Sul portale della Riscossione ora sono arrivate le istruzioni per trasmettere domanda di riammissione alla Rottamazione quater nel 2025.

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    Il decreto Milleproroghe del 2025 ha modificato la norma sulla riammissione dei decaduti dalla rottamazione quater, per non aver pagato o pagato in ritardo. La riformulazione dell’emendamento al Milleproroghe riammette al piano agevolato (i cui termini erano già scaduti) solo chi aveva già aderito.In pratica, i soggetti che, alla data del 31 dicembre 2024, nell’ambito della procedura di definizione agevolata prevista dall’articolo 1, comma 235, della legge n.197 del 29 dicembre 2022 (cosiddetta procedura di rottamazione-quater), sono incorsi in un mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere per effetto di adesione alla stessa procedura agevolata, possono essere nuovamente riammessi. Per la riammissione occorre presentare una dichiarazione entro il 30 aprile, con le modalità che l’agente della riscossione pubblicherà  sul proprio sito internet entro venti giorni dal dall’entrata in vigore della legge di conversione, in cui il debitore sceglie il numero di rate delle quali intende effettuare il pagamento (massimo dieci).

    Come rientrare nella Rottamazione quater nel 2025

    I contribuenti decaduti che vogliono rientrare nel piano di definizione agevolata quater, devono presentare una nuova dichiarazione di adesione online, seguendo le indicazioni date dall’Agenzia delle entrate riscossione. E bisognerà farlo entro il prossimo 30 aprile.

    La dichiarazione può essere integrata entro il 30 aprile 2025 e deve contenere i soli debiti presenti nella dichiarazione resa per l’adesione originaria.

    Come inviare domanda entro aprile

    Per essere riammessi alla Definizione agevolata è necessario presentare la domanda, esclusivamente online sul portale dell’Agenzia delle entrate riscossione, entro mercoledì 30 aprile 2025.

    Venendo al dunque, nella domanda è necessario indicare, oltre ai debiti per i quali puoi richiedere la riadesione, anche il numero di rate con le quali intendi effettuare il pagamento. E ci sono due opzioni:

    saldo in un’unica rata, entro il 31 luglio 2025, oppure

    fino a un numero massimo di dieci rate consecutive, di pari importo, con scadenza, rispettivamente, le prime due, il 31 luglio e il 30 novembre 2025 e le successive, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027.

    La domanda di riammissione può essere inviata online optando tra due diverse modalità:– La prima opzione è accedere all’area riservata del sito, compilare il modulo e selezionare le cartelle o gli avvisi da includere nella richiesta utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. – In alternativa, è possibile compilare il form dall’area pubblica, specificando il numero della cartella o dell’avviso e allegando un documento di riconoscimento in formato PDF. Inoltre, chi si avvale di un intermediario fiscale può delegarlo alla presentazione della domanda tramite l’area riservata EquiPro, accedendo con le credenziali Entratel.

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    Chi è stato riammesso deve rispettare questo calendario pagamenti:

    il pagamento delle somme arretrate sulle quali sono dovuti gli interessi al tasso del 2 per cento annuo a decorrere dal 1° novembre 2023, è effettuato alternativamente: 1) in unica soluzione, entro il 31 luglio 2025;

    2) nel numero massimo di dieci rate consecutive, di pari ammontare, con scadenza, rispettivamente: le prime due, il 31 luglio e il 30 novembre 2025; il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 202 e successivi.

    La Rottamazione quater

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