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    Italo entra nel vivo del Welfare aziendale: ecco tutti i benefit per i clienti Business e i loro collaboratori

    La compagnia ferroviaria privata ad alta velocità Italo offre numerosi vantaggi per gli utenti fidelizzati, e oggi amplia le promozioni per i clienti business, nonché per i loro collaboratori. Non è trascorso molto tempo da quando il primo treno Italo partì dalla Stazione di Napoli Centrale diretto a Milano. Era il 2012, e l’evento venne vissuto come una piccola grande rivoluzione nel comparto dei trasporti. L’azienda, da allora, è cresciuta costantemente, arrivando a conquistare sempre più tratte e contando ad oggi una flotta composta da più di 50 convogli. Oltre ad un design accattivante, i treni Italo vantano anche eccellenze per quanto riguarda comfort e sicurezza. Da questo punto di vista, l’azienda è stata la prima a inserire all’interno delle carrozze dei filtri d’aria come quelli presenti negli aerei di linea. Molti passeggeri che hanno viaggiato sui treni Italo, però, si ricordano sicuramente l’attenzione alla comodità: sedili in pelle più grandi dello standard, postazioni più ampie con poggiapiedi e tavolini singoli, oltre all’offerta di bevande, snack e prodotti di pasticceria serviti a bordo. Nel paniere di italo Treno troviamo inoltre tante opzioni interessanti dal punto di vista commerciale: dalle tariffe Flex, Economy e Low Cost al Cashback, e soprattutto il Programma Fedeltà che premia e regala tanti vantaggi esclusivi.

    Indice

    Qual è l’offerta Business di Italo e come aderire

    Cos’è il Cashback di Italo

    Carnet Italo, la soluzione ideale per chi fa tante trasferte di lavoro

    Italo Più: sconti, vantaggi e biglietti gratis

    Qual è l’offerta Business di Italo e come aderire

    Italo Impresa riserva alle Partite Iva, alle aziende e ai dipendenti di aziende convenzionate numerose offerte dedicate. Si parte dalla fatturazione semplificata alla massima flessibilità per prenotazione, cancellazione o modifica dei biglietti, passando da un interessante +20% di Punti Fedeltà ad ogni viaggio, alle tariffe agevolate dei Carnet fino al Cashback del 40%. Tramite la Carta Corporate per dipendenti, inoltre, si ottengono biglietti gratuiti per i viaggi di piacere, accesso immediato ai Lounge e Fast Track. L’adesione non comporta costi né vincoli: il rappresentante autorizzato non deve fare altro che registrare la propria partita IVA attraverso il sito online. Una volta creata la propria Area Personale, sarà possibile acquistare i biglietti (che non sono cedibili a terzi) e sfruttare tutti i benefit dedicati.

    Cos’è il Cashback di Italo

    Grazie a Cashback Italo Impresa, l’utente registrato ottiene fino al 40% di Bonus Credito sulla spesa effettuata, che può utilizzare in seguito per acquistare ulteriori biglietti. Il Cashback è una forma di fidelizzazione che sta pian piano conquistando anche gli italiani, perché si tratta di risparmio concreto, facile da attivare e che va oltre il mero sconto applicato alla tariffa. Italo offre il Cashback su tutti i tipi di biglietti Flex, anche Smart.

    Carnet Italo, la soluzione ideale per chi fa tante trasferte di lavoro

    Naturalmente, per chi viaggia spesso è molto utile poter programmare l’acquisto dei biglietti in modo più agevole, e grazie all’offerta Italo è possibile acquistare Carnet da 10, 20 o più biglietti, ottenendo anche corposi sconti fino al 50%. Anche in questo caso, è sempre disponibile ampia flessibilità, cambio gratuito dei biglietti e l’accumulo di Punti del Programma Fedeltà.

    Italo Più: sconti, vantaggi e biglietti gratis

    Con l’iscrizione a Italo Più le Partite Iva e le aziende hanno diritto a benefit esclusivi, e la bella notizia è che si possono estendere anche ai dipendenti e collaboratori. Una volta che il referente ha registrato il proprio codice associandolo a Italo Più può invitare soci e lavoratori dipendenti ad aggiungersi all’iscrizione. Una volta ottenute le referenze hanno la possibilità di beneficiare di tutti i vantaggi, tra cui ricordiamo il 20% in più di Punti e biglietti gratis per i viaggi di piacere.  […]

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    Italo entra nel vivo del Welfare aziendale: ecco tutti i benefit per i clienti Business e i loro collaboratori

    La compagnia ferroviaria privata ad alta velocità Italo offre numerosi vantaggi per gli utenti fidelizzati, e oggi amplia le promozioni per i clienti business, nonché per i loro collaboratori. Non è trascorso molto tempo da quando il primo treno Italo partì dalla Stazione di Napoli Centrale diretto a Milano. Era il 2012, e l’evento venne vissuto come una piccola grande rivoluzione nel comparto dei trasporti. L’azienda, da allora, è cresciuta costantemente, arrivando a conquistare sempre più tratte e contando ad oggi una flotta composta da più di 50 convogli. Oltre ad un design accattivante, i treni Italo vantano anche eccellenze per quanto riguarda comfort e sicurezza. Da questo punto di vista, l’azienda è stata la prima a inserire all’interno delle carrozze dei filtri d’aria come quelli presenti negli aerei di linea. Molti passeggeri che hanno viaggiato sui treni Italo, però, si ricordano sicuramente l’attenzione alla comodità: sedili in pelle più grandi dello standard, postazioni più ampie con poggiapiedi e tavolini singoli, oltre all’offerta di bevande, snack e prodotti di pasticceria serviti a bordo. Nel paniere di italo Treno troviamo inoltre tante opzioni interessanti dal punto di vista commerciale: dalle tariffe Flex, Economy e Low Cost al Cashback, e soprattutto il Programma Fedeltà che premia e regala tanti vantaggi esclusivi.

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    Qual è l’offerta Business di Italo e come aderire

    Cos’è il Cashback di Italo

    Carnet Italo, la soluzione ideale per chi fa tante trasferte di lavoro

    Italo Più: sconti, vantaggi e biglietti gratis

    Qual è l’offerta Business di Italo e come aderire

    Italo Impresa riserva alle Partite Iva, alle aziende e ai dipendenti di aziende convenzionate numerose offerte dedicate. Si parte dalla fatturazione semplificata alla massima flessibilità per prenotazione, cancellazione o modifica dei biglietti, passando da un interessante +20% di Punti Fedeltà ad ogni viaggio, alle tariffe agevolate dei Carnet fino al Cashback del 40%. Tramite la Carta Corporate per dipendenti, inoltre, si ottengono biglietti gratuiti per i viaggi di piacere, accesso immediato ai Lounge e Fast Track. L’adesione non comporta costi né vincoli: il rappresentante autorizzato non deve fare altro che registrare la propria partita IVA attraverso il sito online. Una volta creata la propria Area Personale, sarà possibile acquistare i biglietti (che non sono cedibili a terzi) e sfruttare tutti i benefit dedicati.

    Cos’è il Cashback di Italo

    Grazie a Cashback Italo Impresa, l’utente registrato ottiene fino al 40% di Bonus Credito sulla spesa effettuata, che può utilizzare in seguito per acquistare ulteriori biglietti. Il Cashback è una forma di fidelizzazione che sta pian piano conquistando anche gli italiani, perché si tratta di risparmio concreto, facile da attivare e che va oltre il mero sconto applicato alla tariffa. Italo offre il Cashback su tutti i tipi di biglietti Flex, anche Smart.

    Carnet Italo, la soluzione ideale per chi fa tante trasferte di lavoro

    Naturalmente, per chi viaggia spesso è molto utile poter programmare l’acquisto dei biglietti in modo più agevole, e grazie all’offerta Italo è possibile acquistare Carnet da 10, 20 o più biglietti, ottenendo anche corposi sconti fino al 50%. Anche in questo caso, è sempre disponibile ampia flessibilità, cambio gratuito dei biglietti e l’accumulo di Punti del Programma Fedeltà.

    Italo Più: sconti, vantaggi e biglietti gratis

    Con l’iscrizione a Italo Più le Partite Iva e le aziende hanno diritto a benefit esclusivi, e la bella notizia è che si possono estendere anche ai dipendenti e collaboratori. Una volta che il referente ha registrato il proprio codice associandolo a Italo Più può invitare soci e lavoratori dipendenti ad aggiungersi all’iscrizione. Una volta ottenute le referenze hanno la possibilità di beneficiare di tutti i vantaggi, tra cui ricordiamo il 20% in più di Punti e biglietti gratis per i viaggi di piacere.  […]

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    Bonus genitori separati, si sblocca il contributo fino a 9.600 euro. Oggi la firma e poi via ai pagamenti

    Un’odissea durata 4 anni quella del bonus genitori separati, condita da una buona dose di inerzia burocratica e imprecisioni. Fatto sta che le famiglie separate richiedenti, rimaste a bocca asciutta dal 2021, possono ora sperare di ricevere gli 800 euro mensili spettanti di diritto. Oggi 19 marzo, nella giornata della festa del papà, è prevista la firma del decreto che dà mandato all’Inps di versare 8,5 milioni di euro a favore di 4.428 beneficiari che avevano fatto domanda.  Dalla firma del decreto , il pagamento del bonus dovrebbe avvenire in tempi rapidi, con versamento in un’unica soluzione.Si parla del contributo introdotto nell’era Draghi, quando la pandemia Covid aveva messo in ginocchio cittadini e famiglie italiane, soprattutto dal punto di vista economico. Motivo per cui l’allora governo aveva introdotto un contributo massimo di 9600 euro, destinato a genitori separati, divorziati e non conviventi in stato di bisogno (ovvero con reddito non superiore a 9.174 euro).

    E’ stato introdotto all’alba dello scoppio della pandemia Covid, per aiutare le famiglie in difficoltà economica, perché non avevano ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro genitore. Inadempienza dovuta alla riduzione del reddito di quest’ultimo.Dopo mille vicissitudini burocratiche e contrattempi che hanno messo al palo l’iniziativa (e i poveri beneficiari), le domande state aperte il 12 febbraio 2024 e chiuse il 2 aprile 2024. Da allora più nulla. Ora l’odissea lunga 4 anni sta per chiudersi con lo sblocco della procedura per l’erogazione del bonus ai rispettivi beneficiari, che nel corso dei prossimi mesi riceveranno i tanto attesi 800 euro mensili, fino a un massimo di 9600 euro. Un breve riepilogo sul contributo e le novità sui pagamenti.Per news e aggiornamenti costanti su welfare e sussidi Inps, iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Obiettivo del Bonus

    A chi spetta il Bonus genitori separati/divorziati

    La firma del decreto

    Perché il bonus è rimasto bloccato

    Il numero dei beneficiari sospesi

    Importo del Bonus genitori separati

    Obiettivo del Bonus

    Come già anticipato, la misura introdotta con il Decreto sostegni del 2021, è finalizzata a garantire un contributo ai genitori che, nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19, risultavano conviventi con figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave e che, nello stesso periodo, non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro genitore (ex coniuge o ex convivente).

    Di fatto quindi sarebbe dovuto essere un sostegno rapido e immediato, proprio perché nato in situazioni emergenziali (la difficoltà economiche del covid).

    Per approfondire il tema delle politiche di welfare in ottica disabilità consigliamo il libro La tutela dei soggetti disabili che, con taglio eminentemente pratico, opera come valido supporto ai familiari e ai professionisti che si occupano dell’assistenza e della tutela di un soggetto disabile.

    A chi spetta il Bonus genitori separati/divorziati

    Il bonus per genitori separati spetta al genitore che non paga l’assegno di mantenimento perché, causa covid, abbia cessato, ridotto o sospeso l’attività lavorativa:

    a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di 90 giorni oppure abbia subito una riduzione del reddito di almeno il 30% rispetto al reddito percepito nel 2019

    Tra gli altri requisiti poi:

    essere genitori separati/divorziati in stato di bisogno economico;

    avere un reddito annuo non superiore a 8.174 euro;

    aver convissuto con figli minori (o maggiorenni con disabilità grave) nel periodo dell’emergenza sanitaria;

    La firma del decreto

    Attenzione perché lo sblocco del bonus non significa che si potrà di nuovo fare domanda. Le istanze si erano infatti chiuse il 2 aprile 2024. La novità di marzo 2025 è che i genitori ammessi al bonus potranno finalmente ricevere i pagamenti dovuti. L’iter pare si sia rimesso in moto con la firma in data 19 marzo del decreto di autorizzazione ai pagamenti, che verranno emessa dall’Inps in soluzione unica.

    Scarica qui la convenzione tra Inps e Dipartimento famiglia

    Perché il bonus è rimasto bloccato

    La vicenda di questo bonus è l’ennesimo esempio di come un sostegno economico, nato per affrontare un’emergenza, possa trasformarsi in un labirinto burocratico.

    Tutto è iniziato nel 2021, in piena pandemia da Covid-19, quando il governo Draghi ha introdotto l’agevolazione nel decreto Sostegni. Misura che però non considerava le coppie di fatto, non garantiva che i fondi finissero effettivamente ai figli e presentava criteri vaghi sulla riduzione del reddito. Insomma, necessitava di tutta una serie di approfondimenti, per essere effettivamente avviata. Da qui la riscrittura del testo in un nuovo decreto, sempre risalente a fine 2021 e l’attesa di circa un anno per l’arrivo di un decreto attuativo che lo rendesse operativo a tutti gli effetti. Si è così giunti a fine 2022. A quel punto però è iniziata una terza odissea, quella dell’apertura delle istanze ufficiali. Cosa avvenuta solo a febbraio 2024. Lungaggini che hanno nel frattempo scoraggiato numerose famiglie e che hanno dato una sforbiciata al numero di richiedenti. Fatti sta che la domanda per il bonus è stata inviata solo da 6mila richiedenti. E qui l’ultima odissea burocratica, quella della verifica delle domande ricevute e dei pagamenti. I controlli sui requisiti di accesso. Ora finalmente si sarebbe aperto uno spiraglio per la fine della vicenda.

    Il numero dei beneficiari sospesi

    Dei 10 milioni di euro stanziati per il bonus, una parte sarà messa da parte per 119 richieste sospese a causa di errori nella dichiarazione dell’importo dell’assegno di mantenimento, in attesa di verifica da parte dei tribunali. Altre 113 domande sono state accettate, ma con un importo pari a zero, secondo quanto riferito dal dipartimento guidato dalla ministra Eugenia Roccella.Complessivamente, sono state presentate 6.428 richieste per ottenere il beneficio. Tuttavia, alcune sono state respinte con comunicazione diretta agli interessati. I motivi dell’esclusione includono la mancata conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate della riduzione del reddito del coniuge obbligato di almeno il 30%, requisito previsto dalla legge; l’assenza di uno o più requisiti richiesti; l’indicazione di un periodo di riferimento non conforme alla normativa; oppure il mancato caricamento del documento del tribunale che attesti il diritto all’assegno di mantenimento.

    Libro utile

    FORMATO CARTACEO

    La tutela dei soggetti disabili

    L’opera, con taglio eminentemente pratico, si propone come valido supporto ai familiari e ai professionisti che si occupano dell’assistenza e della tutela di un soggetto disabile.Il testo offre soluzioni operative, allegando laddove possibile lo strumento, sia esso rappresentato dall’istanza per la nomina dell’amministratore di sostegno, dal ricorso in sede giurisdizionale per l’accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale, o infine e per quanto occorra, dall’atto istitutivo di un trust ex lege 112/2016.Ragioni di ordine sistematico hanno inoltre suggerito di analizzare le problematiche dell’inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati, dando spazio all’esperienza di alcune cooperative sociali, impegnate quotidianamente nel perseguire l’inclusione sociale, valorizzando l’importanza di “fare rete”, tra istituzioni, famiglie ed enti del Terzo settore.La parte finale del testo è integralmente dedicata agli strumenti con cui il legislatore ha inteso favorire la costituzione di patrimoni separati nel “Dopo di Noi”, analizzando non solo le agevolazioni fiscali, all’uopo previste, ma ponendo in risalto le difficoltà operative che ha incontrato la legge 112/2016.Il volume fornisce non solo un utile supporto redazionale per gli atti esaminati nel testo ma, individuando i limiti propri dei negozi su base individuale, enfatizza la centralitàassunta dall’aspetto assistenziale, proponendo il ricorso al “trust collettivo”, declinato in un’ottica mutualistica, per superare i suddetti limiti, e al contempo per rafforzare l’importanza assunta dal progetto di vita che verrebbe così monitorato e garantito dalle competenze dell’Ente assistenziale.Marco Avanza, Paola Baldini, Fernando Bellelli, Piero Bertolaso Brisotto, Marta Bregolato, Daniele Corrado, Michele Falzone, Nabila Grisa, Marilena Hyeraci, Alessandro Jacobi, Nicola Pietrantoni, Giammatteo Rizzonelli I diritti d’autore e una parte del ricavato ottenuto dalla vendita di questo libro verranno devoluti ad associazioni di volontariato che operano per il sostegno dei soggetti disabili e delle loro famiglie.

     

    A cura di Piero Bertolaso Brisotto e Giammatteo Rizzonelli | Maggioli Editore 2022

    38.95 €

    Scopri di più

    Importo del Bonus genitori separati

    Il bonus genitori separati, divorziati e/o non conviventi verrà corrisposto in soluzione unica. L’importo è pari alla somma non versata dell’assegno di mantenimento e fino a concorrenza di 800 euro mensili. Spetta per un massimo di 12 mensilità tenuto conto delle disponibilità del fondo che ammonta a 10 milioni di euro. Il totale quindi è di 9600 euro.

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    Certificazione Unica 2025 sbagliata o non ricevuta dal datore di lavoro. Cosa fare?

    Il 17 marzo scorso scadeva il termine entro il quale i datori di lavoro in qualità di sostituti d’imposta erano tenuti a trasmettere ai dipendenti la Certificazione Unica 2025 (CU), attestante i redditi percepiti nel corso del periodo (anno) d’imposta 2024.Considerata la mole di Certificazioni uniche che spesso le aziende sono tenute a trasmettere e la quantità di dati in esse contenute, può accadere che il lavoratore trovi uno o più errori o aspetti su cui vorrebbe dei chiarimenti da parte del datore di lavoro o del soggetto che si è occupato dell’elaborazione dei modelli.Altra ipotesi è quella di chi, ancora oggi, non ha ricevuto la CU, causa dimenticanza dell’azienda.Analizziamo in dettaglio come comportarsi.Ricevi news e aggiornamenti fiscali costanti iscrivendoti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    L’importanza della CU 2025

    Certificazione unica sbagliata: cosa fare

    Certificazione unica 2025 non ricevuta: cosa fare

    CU 2025 errata o inviata in ritardo

    CU ordinaria o sintetica: cosa chiedere all’azienda

    Cessazione del rapporto di lavoro: scadenze CU 2025

    L’importanza della CU 2025

    La Certificazione Unica ha il merito di attestare in maniera ufficiale al dipendente:

    l’ammontare delle somme in denaro riconosciute dall’azienda in busta paga;

    il valore dei beni e servizi erogati sotto forma di retribuzione in natura;

    i contributi previdenziali trattenuti e versati;

    così da permettere l’elaborazione della dichiarazione dei redditi, da trasmettere all’Agenzia delle entrate a mezzo modello 730 o Redditi Persone Fisiche.Al tempo stesso, la CU inviata all’Agenzia consente a quest’ultima l’elaborazione delle dichiarazioni dei redditi precompilate.Ne consegue che un modello errato o non ricevuto dal dipendente comporta notevoli disagi, in termini di:

    calcolo errato o incompleto delle imposte sul reddito in 730;

    elaborazione errata o incompleta della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia Entrate.

    Se non sei dipendenti, ma pensionato, devi scaricare la CU dal sito Inps.

    Certificazione unica sbagliata: cosa fare

    Il dipendente che si accorge di aver ricevuto una Certificazione unica sbagliata, con all’interno errori, è tenuto a segnalarlo immediatamente, a seconda delle dimensioni dell’azienda e dell’organizzazione interna, in alternativa:

    al datore di lavoro;

    all’ufficio personale;

    al proprio responsabile diretto;

    al professionista esterno incaricato dell’elaborazione e invio delle CU;

    Insieme al soggetto destinatario della segnalazione il dipendente analizza l’errore. Se risulta effettivamente un dato errato nella Certificazione Unica, posto che la stessa è utilizzata per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi, è necessario che il datore di lavoro o l’intermediario incaricato:

    corregga la CU e la invii all’Agenzia Entrate;

    trasmetta la CU corretta al dipendente.

    Certificazione unica 2025 non ricevuta: cosa fare

    Entro la scadenza ordinaria del 16 marzo, slittata a lunedì 17 trattandosi di domenica, i sostituti d’imposta erano tenuti a:

    inviare le Certificazioni Uniche relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente e ai redditi diversi all’Agenzia Entrate;

    consegnare le Certificazioni Uniche ai soggetti percipienti.

    Il dipendente, una volta verificata l’assenza del modello nei canali di comunicazione utilizzati dall’azienda (ad esempio l’indirizzo mail), è opportuno che si rivolga al datore di lavoro e agli altri soggetti indicati nel paragrafo precedente, segnalando l’omesso invio nei termini della Certificazione Unica.

    CU 2025 errata o inviata in ritardo

    Il dipendente, al fine di ottenere riscontro a quanto richiesto, è tenuto a ricordare al datore di lavoro, all’ufficio personale o agli altri suoi interlocutori l’obbligo in capo al sostituto d’imposta di trasmettere nei termini una Certificazione Unica corretta, pena l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, a seguito di apposita segnalazione del dipendente stesso all’Agenzia Entrate.La normativa (articolo 11, comma 1, lettera a, Decreto Legislativo numero 471/1997) contempla infatti una sanzione amministrativa pecuniaria da 250,00 a 2.000,00 euro a fronte della mancata consegna al lavoratore nei termini ovvero di consegna di un modello inesatto o non veritiero.Si ricorda inoltre che ulteriori sanzioni sono previste nei confronti del datore di lavoro, in caso di omesso invio delle CU all’Agenzia Entrate ovvero di invio tardivo o errato. In queste situazioni, infatti, opera una sanzione amministrativa di 100,00 euro per ogni certificazione, con un massimo di 50 mila euro per sostituto d’imposta.Nelle ipotesi di errata trasmissione della CU la sanzione non opera se l’invio è effettuata entro i 5 giorni successivi al termine di scadenza.A fronte di una trasmissione errata o omessa, se il modello è inviato entro 60 giorni dal termine, la sanzione si riduce a un terzo (33,33 euro), con un massimo di 20 mila euro.

    CU ordinaria o sintetica: cosa chiedere all’azienda

    Nelle ipotesi di omessa consegna della CU, il dipendente è opportuno che chieda all’azienda il modello effettivamente spettante.Si precisa infatti che per la consegna al soggetto contribuente dev’essere utilizzato il modello CU sintetico, caratterizzato da un numero inferiore di informazioni rispetto alla CU ordinaria, destinata invece all’Agenzia Entrate e utilizzata per la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi precompilate.

    Cessazione del rapporto di lavoro: scadenze CU 2025

    Un caso particolare riguarda i dipendenti con rapporto di lavoro che cessa nel corso dell’anno e che necessitano della Certificazione Unica rilasciata dal precedente datore di lavoro.Quest’ultimo è tenuto a consegnare il modello sintetico entro 12 giorni dalla richiesta dell’interessato.Questo significa che i dipendenti il cui rapporto di lavoro si chiude (a prescindere dalla causa all’origine dell’evento) nel corso dell’anno corrente, hanno il diritto di ottenere dal precedente datore di lavoro la CU relativa ai redditi 2025 (anche se i termini di invio scadranno nel 2026) entro 12 giorni dalla richiesta.Il sostituto consegna al dipendente le sole parti della CU riguardanti le tipologie di redditi effettivamente erogati.

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