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    Bonus assunzioni giovani e donne: firmati i decreti. Agevolazioni al via

    A distanza di mesi dall’entrata in vigore, l’8 maggio 2024, del Decreto Coesione, sono stati pubblicati i tanto attesi decreti attuativi del Ministero del lavoro, adottati di concerto con il MEF e riguardanti i Bonus assunzioni giovani e donne.A questo punto per l’applicazione in busta paga dei due sgravi contributivi da parte dei datori di lavoro, con conseguente riduzione del costo del personale, mancano solo le indicazioni operative dell’INPS, a mezzo pubblicazione di un’apposita circolare.Il bonus giovani under 35 prevede un esonero totale dei contributi previdenziali per i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato giovani under 35 che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato. La seconda agevolazione invece è rivolta ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne in particolari condizioni di svantaggio. L’esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi, nel limite di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice.Tutto pronto quindi per il via alle agevolazioni, si attende solo la circolare Inps che renderà i bonus assunzioni pienamente operativi. Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi e leggi notizie e aggiornamenti quotidiani in tema di lavoro, fisco, welfare e pensioni.

    Indice

    Bonus assunzioni giovani under 35

    Bonus assunzioni donne

    Bonus assunzioni giovani under 35

    Il Decreto – legge 7 maggio 2024, numero 60, convertito con modificazioni dalla Legge 4 luglio 2024, numero 95, contempla all’articolo 22 un esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero effettuano la trasformazione a tempo indeterminato, in possesso di determinati requisiti anagrafici e professionali.Under 35Lo sgravio è riconosciuta esclusivamente a fronte dell’assunzione di soggetti che, alla data dell’evento incentivato, non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età e non sono mai stati occupati a tempo indeterminato.Rientrano nella platea degli aventi diritto al bonus anche le ipotesi di precedente assunzione in apprendistato non proseguito poi come ordinario rapporto a tempo indeterminato.DurataLa misura in parola spetta per un periodo di ventiquattro mesi, con riguardo agli eventi di assunzione / trasformazione verificatisi dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025.ImportoIl bonus assunzioni per giovani under 35 comporta l’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.La somma sgravata non può comunque eccedere la soglia di 500,00 euro su base mensile per singolo lavoratore.I dipendenti possono portare in dote lo sgravioL’esonero opera altresì nelle particolari ipotesi di soggetti che, alla data dell’assunzione incentivata, sono già stati occupati a tempo indeterminato presso un datore di lavoro che beneficiato parzialmente dell’esonero under 35.Attenzione ai licenziamenti per GMOFerme restando le condizioni generali per il diritto agli sgravi, fissate dal Decreto Legislativo numero 150/2015 e dalla Legge numero 296/2006, l’esonero è riservato ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non hanno fatto ricorso a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (ovvero a licenziamenti collettivi) nella medesima unità produttiva o operativa.Inoltre, il licenziamento per GMO del dipendente assunto con l’esonero o di un collega impiegato con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva / operativa del primo, se effettuato nei sei mesi successivi l’assunzione incentivata, comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito dall’azienda.Domanda all’INPSL’esonero spetta previa domanda all’INPS, trasmessa in via telematica nel rispetto delle modalità e tempistiche che saranno indicate dall’Istituto con apposita circolare.Con esclusivo riferimento al bonus maggiorato (soglia massima sgravabile pari ad euro 650,00 mensili) a beneficio dei datori di lavoro che assumono presso sedi di lavoro collocate nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, la domanda all’INPS dev’essere presentata prima di assumere il lavoratore.

    Leggi anche Assunzione giovani: tutti gli sgravi e incentivi in vigore nel 2025

    Bonus assunzioni donne

    Il secondo Decreto attuativo adottato dal Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia definisce i criteri e le modalità applicative del Bonus assunzioni donne, contemplato dall’articolo 23 del DL Coesione.DurataSulla falsariga dello sgravio under 35, il bonus Donne è riservato ai datori di lavoro privati che, dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, assumono con contratto a tempo indeterminato donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.Il medesimo esonero spetta altresì ai datori di lavoro privati che, dalla data di autorizzazione della misura da parte della Commissione europea e fino al 31 dicembre 2025, assumono con contratto a tempo indeterminato donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti nelle regioni della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea.Ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, assumono con contratto a tempo indeterminato donne occupate nelle professioni o settori di cui all’articolo 2, punto 4), lettera f), del Regolamento (UE) numero 2014/651, annualmente individuate con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il bonus spetta per un periodo massimo di 12 mesi.ImportoL’esonero si concretizza in un abbattimento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile per ciascuna lavoratrice.L’ammontare dell’agevolazione non può in ogni caso superare il 50% dei costi salariali, come definiti nel Regolamento (UE) numero 2014/651.Incremento occupazionale nettoIl Bonus assunzioni donne è subordinato alla realizzazione di un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero di lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei dipendenti mediamente occupati nei dodici mesi precedenti.Per le altre condizioni di spettanza del Bonus Donne, tanto per quelle generiche (ex Decreto Legislativo numero 150/2015 e Legge numero 296/2006) quanto per quelle relative ai licenziamenti per GMO pre e post assunzione incentivata (interessati i datori di lavoro che assumono donne residenti nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, di cui all’articolo 2, comma 2 del DM attuativo), vale quanto sopra descritto per lo sgravio under 35.Domanda all’INPSL’accesso allo sgravio in argomento è subordinato all’invio all’Inps di apposita istanza telematica, trasmessa secondo le modalità e i tempi che saranno comunicati dall’Istituto con apposita circolare.Con esclusivo riferimento allo sgravio per l’assunzione di donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti nelle regioni della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, la domanda all’Inps dev’essere inviata prima di procedere all’assunzione stessa.

    Per maggiori info ecco la nota del Ministero del lavoro

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    Bonus nuovi nati 2025 da 1.000 euro: domande online al via oggi. Come fare

    Finalmente attivo il bonus nuovi nati 2025. Dopo la circolare Inps con tutte le istruzioni sui requisiti, importi e pagamenti, arriva oggi il via ufficiale alle domande online. L’atteso messaggio Inps del 16 aprile comunica a tutti l’attivazione del servizio telematico per l’invio istanze da parte dei neogenitori interessati a ottenere i 1.000 euro, a partire dal 17 aprile 2025. Il sussidio erogato è quello introdotto dalla Legge di bilancio 2025 per sostenere tutte le coppie che danno alla luce nuovi nati. Ecco perché è stato chiamato così. Non tutti possono accedere alla misura però. Solo chi certifica di possedere alcuni requisiti può procedere alla domanda. Primo paletto fra tutti, l’ISEE del nucleo richiedente non deve superare i 40 mila euro euro, cifra calcolata al netto dell’Assegno unico universale per i figli a carico. Il contributo è erogato dall’INPS su domanda dell’interessato e spetta ai cittadini italiani residenti in Italia, ai cittadini UE con diritto di soggiorno e ai cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo o titolari di permesso unico lavoro. Si può quindi ora fare domanda.Il messaggio Inps 1303 avvisa infatti che: “con il presente messaggio, facendo seguito alle indicazioni fornite nel paragrafo 3 della citata circolare n. 76/2025, si comunica il rilascio, dal 17 aprile 2025, del servizio “Bonus nuovi nati” per la presentazione delle relative domande”.Di seguito tutte le istruzioni per accedere al bonus nuovi nati 2025. Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi per ricevere altre news e aggiornamenti sui bonus per le famiglie.

    Indice

    Cos’è il Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    I 4 requisiti per accedere al Bonus

    I tempi della domanda all’Inps

    La domanda

    I pagamenti

    FAQ Bonus Nuovi Nati 2025: le domande più frequenti

    Cos’è il Bonus nuovi nati da 1.000 euro

    Con la pubblicazione della circolare Inps n. 76 del 14 aprile 2025, è finalmente possibile conoscere i dettagli del Bonus nuovi nati 2025, di chi ne ha diritto e di come richiederlo. Si parla in sostanza del contributo economico introdotto dall’articolo 1, comma 206 della Manovra di bilancio 2025, al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025. La cifra messa sul tavolo per ogni famiglia beneficiaria è di 1.000 euro una tantum, destinati alle famiglie con bambini nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2025.

    Allegato

    Circolare Inps n.76 del 14/04/2024 – Bonus nuovi nati 2025

    159 KB

    Messaggio n.1303 del 16 aprile 2025

    108 KB

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    I 4 requisiti per accedere al Bonus

    Per ottenere il contributo, è necessario soddisfare quattro requisiti fondamentali: cittadinanza, residenza, situazione economica e data dell’evento (nascita o adozione).

    REQUISITO DI CITTADINANZAPossono fare domanda per il Bonus nuovi nati 2025:

    cittadini italiani;

    cittadini dell’Unione europea, inclusi i familiari che abbiano diritto di soggiorno o di soggiorno permanente;

    cittadini extracomunitari residenti in Italia con uno dei seguenti titoli:

    permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

    permesso unico di lavoro per attività superiore a sei mesi;

    permesso per motivi di ricerca, valido per almeno sei mesi.

    Oltre ai permessi specifici indicati dalla legge, l’INPS chiarisce che anche altri cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno della durata minima di un anno possono accedere al bonus. Apolidi, rifugiati politici e sotto protezione internazionale sono inclusi nella platea dei potenziali beneficiari.

    E i cittadini del Regno Unito?Poco importa la Brexit e gli attuali restringimenti al diritto alla libera circolazione senza passaporto: i cittadini britannici residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020 sono trattati alla pari dei cittadini UE. In questo caso non servono nuovi permessi di soggiorno: è sufficiente che la residenza anagrafica sia documentabile prima o al 31/12/2020, anche tramite verifica ANPR. Per chi è arrivato in Italia dal 1° gennaio 2021 in poi, invece, valgono le regole previste per i cittadini extracomunitari.

    REQUISITO DI RESIDENZAC’è poi il requisito della residenza. Il genitore richiedente deve essere residente in Italia al momento della presentazione della domanda. Ma non basta: secondo la circolare INPS, la residenza deve sussistere a partire dalla data dell’evento (nascita, adozione o affido preadottivo) fino alla presentazione della domanda. In altre parole, non è sufficiente risiedere in Italia al momento della richiesta: la continuità del requisito è fondamentale.

    REQUISITO ECONOMICOCentrale per il diritto al Bonus nuovi nati è poi il requisito dell’ISEE. Per ottenere il bonus, è richiesto un ISEE minorenni in corso di validità che non superi i 40 mila euro annui. Il nucleo familiare deve includere il figlio per cui si chiede il contributo.Una novità importante della misura 2025 è che, ai fini del calcolo, si escludono gli importi percepiti a titolo di Assegno Unico e Universale (AUU). La neutralizzazione dell’AUU avviene dividendo l’importo ricevuto per la scala di equivalenza del nucleo.

    REQUISITO DATA DI NASCITA/ADOZIONEDulcis in fundo, ma non meno importante, è la data in cui la figlia o il figlio è nato oppure è stato adottato. Il Bonus è stato introdotto dalla Manovra di bilancio per tutti i nati/e o adottati/e nel 2025. Ciò significa che il sussidio destinato ai figli nati, adottati o affidati a partire dal 1° gennaio 2025. Per le adozioni, il contributo è previsto solo per figli minorenni.

    I tempi della domanda all’Inps

    Esattamente come accade per gli altri sussidi familiari, anche questo contributo viene gestito dall’Inps. Il Bonus nuovi nati 2025 però non viene erogato automaticamente, ma è necessario presentare domanda, come previsto dall’articolo 1, comma 206 della Legge di Bilancio 2025. Sempre la circolare INPS n. 76/2025 spiega in modo dettagliato come fare la richiesta, entro quando inviarla, chi può compilarla e quali documenti servono. È fondamentale rispettare i termini per la presentazione, pena la decadenza del beneficio. La domanda deve essere inoltrata entro 60 giorni dalla data dell’evento: che sia la nascita, l’ingresso in famiglia del figli/a o sentenza di adozione. In alternativa va inviata entro 60 giorni dall’apertura del servizio telematico Inps.

    Esempio pratico:Se un bambino nasce o entra in famiglia il 16 luglio 2025, la domanda dovrà essere presentata entro il 14 settembre 2025.Se l’evento è avvenuto prima dell’attivazione del nuovo servizio INPS, il termine dei 60 giorni decorre dalla pubblicazione del messaggio INPS che annuncia l’apertura del servizio online: quindi dal 17 aprile 2025

    La domanda

    Mancava solo l’ultimo step: il messaggio Inps che comunicasse l’avvio dell’iter di richiesta online tramite portale Inps. Comunicazione arrivata il 16 aprile, tramite cui tutti i neo genitori sono stati avvisati dall’apertura domande online tramite il servizio telematico “Bonus nuovi nati“, raggiungibile seguendo questo percorso sul portale Inps: – >>”Sostegni, Sussidi e Indennità”– >> “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” – >> selezionare la voce “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti”; – >> una volta autenticati è sufficiente selezionare la prestazione “Bonus nuovi nati“.Per fare domanda, il genitore deve:

    Disporre di un ISEE minorenni valido, oppure presentare prima la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per il calcolo;

    Accedere con credenziali digitali attraverso uno dei seguenti canali:

    Sito INPS: tramite SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0, CNS o eIDAS;

    App INPS Mobile: selezionando la funzione “Bonus nuovi nati”;

    Contact Center Multicanale: numeri 803.164 (gratuito da fisso) o 06 164.164 (da mobile, a pagamento);

    Patronati: tramite i servizi di assistenza offerti dagli istituti di patronato.

    Monitoraggio delle istanzeUna volta inviata la richiesta, il genitore può seguirne lo stato di avanzamento e :– accedere alle ricevute e documenti rilasciati dal sistema;– controllare lo stato della lavorazione;– aggiornare i dati relativi al pagamento (es. cambiare l’IBAN).

    L’INPS valuterà le richieste in ordine cronologico di arrivo, secondo data e ora di presentazione, e nei limiti delle risorse disponibili. Le domande saranno accolte solo se complete, regolari e conformi ai requisiti previsti.

    DATI E INFO DA COMUNICAREPer validare la domanda, il richiedente deve autodichiarare, sotto la propria responsabilità (ai sensi del D.P.R. n. 445/2000), di possedere tutti i requisiti previsti, indicando:

    cittadinanza italiana oppure,

    diritto di soggiorno o soggiorno permanente (se cittadino UE),

    possesso di carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente (se familiare extracomunitario di cittadino UE),

    possesso di permesso di soggiorno valido (se cittadino extracomunitario).

    Il richiedente dovrà inoltre specificare:

    la data dell’evento (nascita, adozione o affido preadottivo);

    i dati del figlio per cui si richiede il bonus;

    la residenza continuativa in Italia del genitore e del bambino dalla data dell’evento alla domanda;

    il possesso di un ISEE valido o della DSU presentata.

    I pagamenti

    Per quanto riguarda l’erogazione dei soldi, si parlava di una carta prepagata (la carta nuovi nati) su cui sarebbero stati caricati i 1.000 euro previsti. Tuttavia le modalità sono state cambiate in corso d’opera. Niente più Carta nuovi nati quindi, ma soldi sul conto.La domanda inviata dal genitore richiedente deve infatti includere tutte le informazioni per l’accredito del bonus. Sono disponibili due opzioni:

    IBAN intestato al richiedente (conto corrente o carta abilitata);

    Bonifico domiciliato, da ritirare presso un ufficio postale.

    Al genitore la scelta.

    Nel caso di conto corrente extra-Italia (area SEPA), bisogna allegare il modulo MV70 “Identificazione finanziaria SEPA”, disponibile sul sito INPS nella sezione Moduli.

    FAQ Bonus Nuovi Nati 2025: le domande più frequenti

    1. Chi può richiedere il Bonus nuovi nati 2025 da 1.000 euro?Possono richiedere il Bonus i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia con diritto di soggiorno, e i cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo o con un permesso unico lavoro valido per almeno sei mesi. È necessario essere residenti in Italia dalla data dell’evento (nascita, adozione o affido) fino alla presentazione della domanda.2. Quali sono i requisiti ISEE per ottenere il Bonus figli 2025?Per accedere al Bonus è richiesto un ISEE minorenni in corso di validità, non superiore a 40.000 euro. Ai fini del calcolo dell’ISEE, i contributi percepiti come Assegno Unico Universale (AUU) non vengono considerati: sono “neutralizzati” secondo le modalità indicate dalla circolare INPS.3. Quando e come si può presentare la domanda per il Bonus nuovi nati?La domanda potrà essere presentata non appena l’INPS attiverà il servizio online dedicato. Il termine per la presentazione è di 60 giorni dalla data dell’evento (nascita, adozione, affido). Se l’evento è avvenuto prima dell’attivazione del servizio, i 60 giorni decorrono dalla pubblicazione del messaggio INPS che ne annuncerà l’apertura.4. È possibile richiedere il Bonus per un figlio adottato nel 2025?Sì. Il Bonus spetta anche in caso di adozione o affido preadottivo, a condizione che l’evento sia avvenuto a partire dal 1° gennaio 2025. Il figlio adottato deve essere minorenne al momento dell’adozione.5. I cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto al Bonus nuovi nati?Sì, purché siano in possesso di un permesso di soggiorno valido. Sono inclusi anche i titolari di protezione internazionale, i rifugiati, gli apolidi e i familiari di cittadini UE con carta di soggiorno. I cittadini britannici residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020 rientrano nei beneficiari, se dimostrano la residenza anagrafica.6. Quali documenti sono necessari per la richiesta del Bonus da 1.000 euro?Servono: un ISEE minorenni valido (o DSU presentata), un documento di identità, i dati del figlio per cui si chiede il Bonus, la residenza continuativa del genitore e del figlio, e le informazioni per il pagamento (IBAN o scelta del bonifico domiciliato). Il richiedente dovrà inoltre autodichiarare di possedere i requisiti di cittadinanza e soggiorno.7. Come verrà erogato il Bonus: su conto corrente o tramite altra modalità?Il Bonus sarà pagato tramite bonifico su conto corrente intestato al richiedente oppure tramite bonifico domiciliato, ritirabile presso un ufficio postale. In caso di conto corrente estero (area SEPA), bisogna allegare il modulo INPS MV70.

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    Dichiarazione 730/2025: detrazione spese per i figli. Elenco dei costi detraibili quest’anno

    Detrazione Figli devono essere fiscalmente a carico? (**) Dove indicarla in 730? (*) Spese per attività sportive Sì Righi da E8 a E10 – Altre spese, codice 16 (colonna 1) Spese per rette di asili nido Righi da E8 a E10 – Altre spese, codice 33 (colonna 1) Spese per conservatori di musica Righi da […]

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    Acconti Irpef gonfiati, in arrivo il decreto salva 730: correzioni entro il 30 aprile

    È atteso proprio a cavallo della settimana di Pasqua il decreto correttivo salva Irpef, per porre rimedio al pasticcio Irpef che rischiava di far pagare acconti gonfiati a milioni di contribuenti nel 2025. Il Ministero dell’economia e delle finanze aveva ufficialmente riconosciuto il problema il 25 marzo scorso, dopo le segnalazioni partite dalla Cgil e dai Centri di assistenza fiscale: nella predisposizione dei modelli per la dichiarazione dei redditi 2024, si è fatto riferimento all’imposta calcolata secondo il vecchio schema a quattro aliquote, ignorando la nuova struttura a tre scaglioni prevista dalla riforma fiscale varata con il decreto attuativo del 2023.Una svista tecnica e una norma scritta male che, senza interventi correttivi, avrebbe comportato il calcolo di acconti Irpef per il 2025 più alti del dovuto, generando un debito fittizio per chi ha già versato quanto richiesto con ritenuta d’acconto. Un equivoco che avrebbe significato per i cittadini semplici anticipare più tasse, che si sarebbero recuperate solo un anno dopo. Notizia che ha fatto il giro dei giornali in queste ore e che ha portato il governo a intervenire tramite comunicato del Ministero dell’economia.Travolto dalle proteste, il Mef aveva diffuso lo scorso marzo una nota ufficiale promettendo un intervento correttivo, pronto a vedere la luce a cavallo di Pasqua e il 25 aprile.

    Vediamo cosa è successo, passo per passo, e come verrà risolto tutto. Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi per ricevere news fiscali come questa.

    Il problema degli Acconti Irpef gonfiati

    Nel 2024, il governo ha varato una mini-riforma dell’Irpef. L’obiettivo: semplificare il sistema e ridurre il carico fiscale per i redditi medio-bassi. Si è passati da quattro a tre aliquote:

    23% fino a 28.000 euro (prima era solo fino a 15.000 euro)

    35% da 28.001 a 50.000 euro

    43% sopra i 50.000 euro

    Una riforma che vale solo per i redditi a partire dal 2024 e che, secondo la legge di Bilancio, sarà confermata anche per gli anni successivi.Ma c’è un problema: quando si paga l’acconto, cioè l’anticipo sulle tasse dell’anno dopo, si usa normalmente il metodo “storico”, cioè si prende l’Irpef netta dell’anno prima e si versa in anticipo il 100% (diviso in due rate: giugno e novembre).E qui è scattata la contraddizione.

    Gli acconti Irpef con le vecchie regoleNonostante la riforma Irpef sia già in vigore e stabilizzata anche per il 2025, per il calcolo degli acconti Irpef del 2024 (che si riferiscono appunto al 2025) il governo aveva previsto l’uso delle vecchie regole del 2023, con quattro aliquote e detrazioni più basse.Questo perché, tecnicamente, la norma che riduce le aliquote era stata presentata come temporanea solo per il 2024, e solo successivamente stabilizzata dal 2025 in poi.Morale: si sarebbero pagati anticipi calcolati su un sistema fiscale che non esiste più. Un cortocircuito normativo.

    Chi rischiava di pagare di piùIl pasticcio colpiva soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati che nel 2023 avevano avuto un piccolo conguaglio a debito – per esempio, per un bonus recuperato, un reddito accessorio, un rimborso da dichiarazione precedente.Persone che normalmente non versano acconti Irpef, perché tutto è trattenuto direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione.Ma in questi casi particolari, se emerge un debito, il sistema fiscale li obbliga a pagare l’acconto anche per l’anno successivo.Con le vecchie aliquote, però, l’importo dell’acconto risulta più alto di quello che sarà effettivamente dovuto con le nuove.In sostanza il problema è sugli acconti Irpef: il Governo aveva scritto nella legge che per calcolare l’anticipo IRPEF (cioè l’acconto per l’anno dopo), si doveva usare ancora il vecchio sistema a 4 aliquote, quindi:❌ Calcolo con le vecchie regole = imposta più alta → acconto più alto➡️ Paghi più del dovuto in anticipo, e recuperi il credito l’anno dopo.📌 Esempio semplificatoMettiamo che nel 2023 un contribuente ha pagato:– IRPEF netta: 3.000 € (con le 4 aliquote)Nel 2024, con la nuova legge:– IRPEF netta vera: 2.700 €Però l’acconto per il 2025 (da pagare nel 2024) viene calcolato su 3.000 €, quindi:– Si paga in anticipo 300 € in più rispetto a quanto servirà davvero.– E questi soldi tornano solo nel 2026, con la dichiarazione dei redditi del 2025.

    Le proteste dei sindacatiLa prima a suonare l’allarme è stata la CGIL, insieme al Consorzio nazionale CAAF CGIL. In una lettera inviata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro Maurizio Leo, hanno denunciato il “grave rischio di penalizzazione” per milioni di contribuenti.Due le richieste avanzate: applicare subito le nuove aliquote anche per calcolare gli acconti oppure, almeno, autorizzare formalmente il “metodo previsionale”, cioè il calcolo libero dell’acconto in base alle previsioni reali, senza rischio di sanzioni.

    L’annuncio del Mef

    Il 25 marzo scorso il Ministero dell’Economia ha diffuso un comunicato ufficiale in cui ammette la svista sulle regole per gli Acconti Irpef 2025 e annuncia l’intenzione di intervenire “anche in via normativa”, per evitare che qualcuno paghi più del dovuto.

    Nella nota si legge:“Sono pervenute segnalazioni in merito a un maggior carico fiscale per i lavoratori dipendenti che verrebbero gravati dell’onere di versare l’acconto Irpef per il 2025 anche in mancanza di redditi ulteriori.”Il Mef ha precisato che l’incongruenza nasce dal fatto che le modifiche erano inizialmente previste per un solo anno (2024), ma poi sono diventate strutturali. Il cortocircuito normativo non era stato previsto, né corretto in tempo.Per evitare confusione, in sostanza, il governo cambierà la norma, così sarà chiaro che si devono usare le aliquote nuove (quelle del 2025) per calcolare l’acconto.

    Decreto salva 730 in arrivo

    La promessa del governo è stata il varo di un decreto correttivo da emanare “in tempo utile” per l’apertura della campagna dichiarativa 2025, che costerà circa 250 milioni di euro alle casse pubbliche (cioè in minori incassi di acconti Irpef nel 2024).

    Il tempo utile dovrebbe a questo punto coincidere con la settimana santa. A conti fatti il provvedimento salva 730 adeguerà le istruzioni dei modelli 730 e Redditi 2024, specificando che gli acconti Irpef 2025 dovranno essere calcolati applicando le nuove tre aliquote: 23% per i redditi fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre questa soglia. Inoltre, sarà confermato anche l’innalzamento della detrazione per lavoro dipendente da 1.880 a 1.955 euro.

    Si tratta di una corsa contro il tempo. perché i Caf hanno già iniziato a fissare gli appuntamenti per l’assistenza fiscale sulla dichiarazioni 730, ma in molti casi stanno rinviando la stampa delle liquidazioni in attesa dell’ufficialità del decreto. Anche l’Agenzia delle Entrate è al lavoro per aggiornare i software e le specifiche tecniche necessarie, in vista del rilascio del 730 precompilato previsto per il 30 aprile.

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