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    Legge Salva suicidi, la rinascita di Giovanni: da 300.000 euro di debiti alla libertà

    Per anni ha fatto finta che andasse tutto bene, eppure…Un lavoro che non bastava più a coprire le spese, un figlio da mantenere, un mutuo sulle spalle. Poi la separazione, le bollette impilate sul tavolo e le notti insonni.È la storia di Giovanni, che ha cercato di resistere, di lottare. Ha anche cambiato città e si è rimesso in gioco trovando un nuovo lavoro.Ma i conti non tornavano mai.Ogni telefonata era un salto al cuore, perché i debiti continuavano ad accumularsi: 300.000 euro che gli rubavano il futuro.Poi un giorno Giovanni ha deciso di chiedere aiuto: con una procedura aperta dal Tribunale di Perugia e un piano concreto (e legale) gli ha permesso di versare una parte del suo stipendio ogni anno, per tre anni.Poi tornerà libero, senza più debiti o paura di minacce e ritorsioni.Sembrerebbe una favola, ma non lo è. È la storia di un uomo che ha scelto di chiedere aiuto e, con l’applicazione della Legge 3/2012 ha potuto cambiare vita.Vediamo quindi cosa prevedono  le procedure introdotte dalla Legge 3/2012, anche conosciuta come “Legge Salva suicidi” e oggi contenute nel Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.Vediamo perché esiste, come funziona e cosa può fare per chi oggi si sente soffocato dai debiti. A guidarci, l’esperienza di Legge3.it: la realtà italiana fondata da Gianmario Bertollo, che da anni aiuta cittadini e famiglie a superare crisi da sovraindebitamento in modo legale e sostenibile.

    Indice

    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Basta tornare indietro di qualche anno per comprendere il contesto e l’esistenza, oggi, della Legge Salva suicidi.I telegiornali aprivano con notizie pesanti come macigni: “Imprenditore si toglie la vita per troppi debiti”, “Disoccupato si dà fuoco davanti alla sede di Equitalia“.Purtroppo, non erano titoli sensazionalistici, ma veri e propri fatti.Fino a pochi anni fa, in Italia chi perdeva il lavoro o si trovava in difficoltà economiche gravi non aveva alcuno strumento per difendersi. Nessuna legge pensata per chi doveva pagare ma non poteva più farlo.Il risultato? Milioni di persone intrappolate in una spirale di interessi, minacce, vergogna e solitudine. Un debito, in pratica, diventava una condanna a vita.La Legge 3 del 2012 – comprensibilmente ribattezzata “Legge Salva suicidi” – nasce proprio da qui. Dalla necessità di fermare una strage silenziosa.Non per cancellare i debiti dei furbi, ma per ridare dignità a chi si è trovato in ginocchio per cause più grandi di lui: una malattia, una crisi economica, un fallimento, una separazione.Il principio è molto semplice: i debiti si pagano, ma non a costo della propria vita. Chi è in buona fede e non ha più i mezzi per far fronte ai propri impegni deve avere una possibilità concreta di ripartire.

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Nata per offrire una via d’uscita concreta a chi è sommerso dai debiti, la Legge 3/2012 – oggi parte del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – permette a cittadini e piccoli imprenditori di ottenere una seconda possibilità.Come abbiamo visto, non si tratta di “cancellare i debiti per magia”, ma di affrontare in modo trasparente e legale una situazione diventata insostenibile.Chi dimostra di essere in una condizione di sovraindebitamento non colpevole può accedere a una delle quattro procedure previste dalla legge, in base al proprio profilo e alla propria disponibilità economica.In particolare, per sovraindebitamento non colpevole si intende la condizione in cui un cittadino non riesce più a far fronte ai propri debiti non per dolo, ma per cause oggettive e spesso indipendenti dalla sua volontà (perdita del lavoro, crollo del fatturato o chiusura dell’attività, malattia propria o di un familiare, separazioni o divorzi).In questi casi, le procedure previste sono:

    Concordato minore: consente al debitore di proporre ai creditori il pagamento del debito, in base a ciò che è realmente in grado di versare.

    piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore: disponibile esclusivamente per le persone che non hanno debiti derivati dall’attività d’impresa”, permette di pagare solo ciò che è sostenibile, anche senza un accordo con i creditori, in quanto il piano è omologato dal giudice.

    liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione il suo patrimonio pur mantenendo quanto necessario a condurre una vita dignitosa. Un passaggio fondamentale perché indica che debitore non dovrà più temere di ritrovarsi in difficoltà.

    esdebitazione dell’incapiente: una procedura più recente, introdotta nel 2020 e pensata a chi non possiede nulla da offrire. In questo caso il debitore, pur non avendo nulla da dare in cambio per chiudere la sua situazione, si vede cancellati tutti i debiti, senza alcun versamento.

    Tutte e 4 le procedure bloccano immediatamente pignoramenti e interessi, e garantiscono al debitore una prospettiva concreta di ritorno alla vita normale, nel pieno rispetto della legge e della propria dignità.

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Come è facile immaginare, non tutti possono accedere alle tutele previste dalla legge salva-suicidi.I requisiti per accedere alla Legge Salva suicidi sono due.Il primo è oggettivo: trovarsi in una condizione di sovraindebitamento non colpevole, ovvero non riuscire più, in modo stabile e non momentaneo, a pagare i propri debiti.Il secondo invece è soggettivo, ed è qui che entra in gioco un concetto chiave: non essere fallibile. Cosa significa? La Legge 3/2012 si rivolge a chi non può accedere alle tradizionali procedure concorsuali.Tutti quei soggetti che, pur sommersi dai debiti, non rientrano nei parametri economici previsti dal codice della crisi per la liquidazione giudiziale:

    privati cittadini con debiti personali

    consumatori che non hanno attività d’impresa

    professionisti iscritti ad albi (medici, avvocati, architetti…)

    imprenditori agricoli

    artisti

    enti non commerciali (associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato)

    piccoli imprenditori, artigiani o partite IVA che, negli ultimi 3 anni, non abbiano superato nessuno dei seguenti parametri:

    200.000 € di fatturato annuo

    300.000 € di patrimonio

    500.000 € di debiti complessivi

    In pratica, la Legge Salva suicidi si rivolge a persone fisiche e attività economiche di piccole dimensioni, schiacciate dai debiti, che meritano una seconda possibilità. Non una scorciatoia, ma una via legale e controllata per tornare a vivere.Ma come applicare in modo strategico ed efficace questa legge?Sicuramente, non affidandosi al fai-da-te o a chi fa vane promesse. Il rischio sarebbe troppo grande: quello di spendere denaro ulteriore senza risolvere il proprio problema.No, servono invece consulenti affidabili, esperti del settore, che non promettono risultati impossibili, ma applicano la legge con competenza, proprio come Legge3.it.

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo sa: l’angoscia dei debiti toglie il sonno e purtroppo, a volte, la voglia di continuare a lottare per risolvere la situazione.Come successo a Giovanni, che abbiamo conosciuto all’inizio di questo articolo.Un cittadino che però ha trovato in Legge3.it un alleato indispensabile ed efficace per tornare a vivere sereno, libero dai debiti.Legge3.it è la realtà italiana specializzata in crisi da sovraindebitamento, un punto di riferimento per chi si trova sommerso dai debiti e vuole uscirne nel rispetto della legge.Il metodo è chiaro e rigoroso: analisi accurata, valutazione dell’assenza di atti in frode ai creditori, e una selezione trasparente dei casi per l’applicazione Legge Salva suicidi.Il team di Legge3.it, guidato da Gianmario Bertollo, è l’unico in Italia ad offrire la garanzia “100% soddisfatti o rimborsati”. Nessuna promessa vuota: vengono accettate solo le situazioni in cui la legge può essere realmente applicata, garantendo quindi un tasso di successo del 100%.Questo l’approccio che ha permesso a Legge3.it di ottenere decine di sentenze favorevoli, tutte consultabili pubblicamente, e raccontate dagli altri 350 cittadini che ce l’hanno fatta, proprio come Giovanni.Se la sua storia ti ha colpito, se hai riconosciuto frammenti della tua vita tra queste righe, ora sai che esiste una legge a tuo favore e una realtà solida che può aiutarti a uscire dal sovraindebitamento.Leggi l’approfondimento di Legge3.it e scopri come ripartire pulito grazie alla Legge Salva suicidi.

    Foto copertina: istock/fizkes […]

    Leggi di più… from Legge Salva suicidi, la rinascita di Giovanni: da 300.000 euro di debiti alla libertà

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    Per anni ha fatto finta che andasse tutto bene, eppure…Un lavoro che non bastava più a coprire le spese, un figlio da mantenere, un mutuo sulle spalle. Poi la separazione, le bollette impilate sul tavolo e le notti insonni.È la storia di Giovanni, che ha cercato di resistere, di lottare. Ha anche cambiato città e si è rimesso in gioco trovando un nuovo lavoro.Ma i conti non tornavano mai.Ogni telefonata era un salto al cuore, perché i debiti continuavano ad accumularsi: 300.000 euro che gli rubavano il futuro.Poi un giorno Giovanni ha deciso di chiedere aiuto: con una procedura aperta dal Tribunale di Perugia e un piano concreto (e legale) gli ha permesso di versare una parte del suo stipendio ogni anno, per tre anni.Poi tornerà libero, senza più debiti o paura di minacce e ritorsioni.Sembrerebbe una favola, ma non lo è. È la storia di un uomo che ha scelto di chiedere aiuto e, con l’applicazione della Legge 3/2012 ha potuto cambiare vita.Vediamo quindi cosa prevedono  le procedure introdotte dalla Legge 3/2012, anche conosciuta come “Legge Salva suicidi” e oggi contenute nel Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.Vediamo perché esiste, come funziona e cosa può fare per chi oggi si sente soffocato dai debiti. A guidarci, l’esperienza di Legge3.it: la realtà italiana fondata da Gianmario Bertollo, che da anni aiuta cittadini e famiglie a superare crisi da sovraindebitamento in modo legale e sostenibile.

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    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Basta tornare indietro di qualche anno per comprendere il contesto e l’esistenza, oggi, della Legge Salva suicidi.I telegiornali aprivano con notizie pesanti come macigni: “Imprenditore si toglie la vita per troppi debiti”, “Disoccupato si dà fuoco davanti alla sede di Equitalia“.Purtroppo, non erano titoli sensazionalistici, ma veri e propri fatti.Fino a pochi anni fa, in Italia chi perdeva il lavoro o si trovava in difficoltà economiche gravi non aveva alcuno strumento per difendersi. Nessuna legge pensata per chi doveva pagare ma non poteva più farlo.Il risultato? Milioni di persone intrappolate in una spirale di interessi, minacce, vergogna e solitudine. Un debito, in pratica, diventava una condanna a vita.La Legge 3 del 2012 – comprensibilmente ribattezzata “Legge Salva suicidi” – nasce proprio da qui. Dalla necessità di fermare una strage silenziosa.Non per cancellare i debiti dei furbi, ma per ridare dignità a chi si è trovato in ginocchio per cause più grandi di lui: una malattia, una crisi economica, un fallimento, una separazione.Il principio è molto semplice: i debiti si pagano, ma non a costo della propria vita. Chi è in buona fede e non ha più i mezzi per far fronte ai propri impegni deve avere una possibilità concreta di ripartire.

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Nata per offrire una via d’uscita concreta a chi è sommerso dai debiti, la Legge 3/2012 – oggi parte del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – permette a cittadini e piccoli imprenditori di ottenere una seconda possibilità.Come abbiamo visto, non si tratta di “cancellare i debiti per magia”, ma di affrontare in modo trasparente e legale una situazione diventata insostenibile.Chi dimostra di essere in una condizione di sovraindebitamento non colpevole può accedere a una delle quattro procedure previste dalla legge, in base al proprio profilo e alla propria disponibilità economica.In particolare, per sovraindebitamento non colpevole si intende la condizione in cui un cittadino non riesce più a far fronte ai propri debiti non per dolo, ma per cause oggettive e spesso indipendenti dalla sua volontà (perdita del lavoro, crollo del fatturato o chiusura dell’attività, malattia propria o di un familiare, separazioni o divorzi).In questi casi, le procedure previste sono:

    Concordato minore: consente al debitore di proporre ai creditori il pagamento del debito, in base a ciò che è realmente in grado di versare.

    piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore: disponibile esclusivamente per le persone che non hanno debiti derivati dall’attività d’impresa”, permette di pagare solo ciò che è sostenibile, anche senza un accordo con i creditori, in quanto il piano è omologato dal giudice.

    liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione il suo patrimonio pur mantenendo quanto necessario a condurre una vita dignitosa. Un passaggio fondamentale perché indica che debitore non dovrà più temere di ritrovarsi in difficoltà.

    esdebitazione dell’incapiente: una procedura più recente, introdotta nel 2020 e pensata a chi non possiede nulla da offrire. In questo caso il debitore, pur non avendo nulla da dare in cambio per chiudere la sua situazione, si vede cancellati tutti i debiti, senza alcun versamento.

    Tutte e 4 le procedure bloccano immediatamente pignoramenti e interessi, e garantiscono al debitore una prospettiva concreta di ritorno alla vita normale, nel pieno rispetto della legge e della propria dignità.

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Come è facile immaginare, non tutti possono accedere alle tutele previste dalla legge salva-suicidi.I requisiti per accedere alla Legge Salva suicidi sono due.Il primo è oggettivo: trovarsi in una condizione di sovraindebitamento non colpevole, ovvero non riuscire più, in modo stabile e non momentaneo, a pagare i propri debiti.Il secondo invece è soggettivo, ed è qui che entra in gioco un concetto chiave: non essere fallibile. Cosa significa? La Legge 3/2012 si rivolge a chi non può accedere alle tradizionali procedure concorsuali.Tutti quei soggetti che, pur sommersi dai debiti, non rientrano nei parametri economici previsti dal codice della crisi per la liquidazione giudiziale:

    privati cittadini con debiti personali

    consumatori che non hanno attività d’impresa

    professionisti iscritti ad albi (medici, avvocati, architetti…)

    imprenditori agricoli

    artisti

    enti non commerciali (associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato)

    piccoli imprenditori, artigiani o partite IVA che, negli ultimi 3 anni, non abbiano superato nessuno dei seguenti parametri:

    200.000 € di fatturato annuo

    300.000 € di patrimonio

    500.000 € di debiti complessivi

    In pratica, la Legge Salva suicidi si rivolge a persone fisiche e attività economiche di piccole dimensioni, schiacciate dai debiti, che meritano una seconda possibilità. Non una scorciatoia, ma una via legale e controllata per tornare a vivere.Ma come applicare in modo strategico ed efficace questa legge?Sicuramente, non affidandosi al fai-da-te o a chi fa vane promesse. Il rischio sarebbe troppo grande: quello di spendere denaro ulteriore senza risolvere il proprio problema.No, servono invece consulenti affidabili, esperti del settore, che non promettono risultati impossibili, ma applicano la legge con competenza, proprio come Legge3.it.

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo sa: l’angoscia dei debiti toglie il sonno e purtroppo, a volte, la voglia di continuare a lottare per risolvere la situazione.Come successo a Giovanni, che abbiamo conosciuto all’inizio di questo articolo.Un cittadino che però ha trovato in Legge3.it un alleato indispensabile ed efficace per tornare a vivere sereno, libero dai debiti.Legge3.it è la realtà italiana specializzata in crisi da sovraindebitamento, un punto di riferimento per chi si trova sommerso dai debiti e vuole uscirne nel rispetto della legge.Il metodo è chiaro e rigoroso: analisi accurata, valutazione dell’assenza di atti in frode ai creditori, e una selezione trasparente dei casi per l’applicazione Legge Salva suicidi.Il team di Legge3.it, guidato da Gianmario Bertollo, è l’unico in Italia ad offrire la garanzia “100% soddisfatti o rimborsati”. Nessuna promessa vuota: vengono accettate solo le situazioni in cui la legge può essere realmente applicata, garantendo quindi un tasso di successo del 100%.Questo l’approccio che ha permesso a Legge3.it di ottenere decine di sentenze favorevoli, tutte consultabili pubblicamente, e raccontate dagli altri 350 cittadini che ce l’hanno fatta, proprio come Giovanni.Se la sua storia ti ha colpito, se hai riconosciuto frammenti della tua vita tra queste righe, ora sai che esiste una legge a tuo favore e una realtà solida che può aiutarti a uscire dal sovraindebitamento.Leggi l’approfondimento di Legge3.it e scopri come ripartire pulito grazie alla Legge Salva suicidi.

    Foto copertina: istock/fizkes […]

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    Legge Salva suicidi, la rinascita di Giovanni: da 300.000 euro di debiti alla libertà

    Per anni ha fatto finta che andasse tutto bene, eppure…Un lavoro che non bastava più a coprire le spese, un figlio da mantenere, un mutuo sulle spalle. Poi la separazione, le bollette impilate sul tavolo e le notti insonni.È la storia di Giovanni, che ha cercato di resistere, di lottare. Ha anche cambiato città e si è rimesso in gioco trovando un nuovo lavoro.Ma i conti non tornavano mai.Ogni telefonata era un salto al cuore, perché i debiti continuavano ad accumularsi: 300.000 euro che gli rubavano il futuro.Poi un giorno Giovanni ha deciso di chiedere aiuto: con una procedura aperta dal Tribunale di Perugia e un piano concreto (e legale) gli ha permesso di versare una parte del suo stipendio ogni anno, per tre anni.Poi tornerà libero, senza più debiti o paura di minacce e ritorsioni.Sembrerebbe una favola, ma non lo è. È la storia di un uomo che ha scelto di chiedere aiuto e, con l’applicazione della Legge 3/2012 ha potuto cambiare vita.Vediamo quindi cosa prevedono  le procedure introdotte dalla Legge 3/2012, anche conosciuta come “Legge Salva suicidi” e oggi contenute nel Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.Vediamo perché esiste, come funziona e cosa può fare per chi oggi si sente soffocato dai debiti. A guidarci, l’esperienza di Legge3.it: la realtà italiana fondata da Gianmario Bertollo, che da anni aiuta cittadini e famiglie a superare crisi da sovraindebitamento in modo legale e sostenibile.

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    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Cos’è la Legge Salva suicidi e perché è nata in Italia?

    Basta tornare indietro di qualche anno per comprendere il contesto e l’esistenza, oggi, della Legge Salva suicidi.I telegiornali aprivano con notizie pesanti come macigni: “Imprenditore si toglie la vita per troppi debiti”, “Disoccupato si dà fuoco davanti alla sede di Equitalia“.Purtroppo, non erano titoli sensazionalistici, ma veri e propri fatti.Fino a pochi anni fa, in Italia chi perdeva il lavoro o si trovava in difficoltà economiche gravi non aveva alcuno strumento per difendersi. Nessuna legge pensata per chi doveva pagare ma non poteva più farlo.Il risultato? Milioni di persone intrappolate in una spirale di interessi, minacce, vergogna e solitudine. Un debito, in pratica, diventava una condanna a vita.La Legge 3 del 2012 – comprensibilmente ribattezzata “Legge Salva suicidi” – nasce proprio da qui. Dalla necessità di fermare una strage silenziosa.Non per cancellare i debiti dei furbi, ma per ridare dignità a chi si è trovato in ginocchio per cause più grandi di lui: una malattia, una crisi economica, un fallimento, una separazione.Il principio è molto semplice: i debiti si pagano, ma non a costo della propria vita. Chi è in buona fede e non ha più i mezzi per far fronte ai propri impegni deve avere una possibilità concreta di ripartire.

    Come funziona la Legge Salva suicidi: 4 procedure possibili

    Nata per offrire una via d’uscita concreta a chi è sommerso dai debiti, la Legge 3/2012 – oggi parte del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – permette a cittadini e piccoli imprenditori di ottenere una seconda possibilità.Come abbiamo visto, non si tratta di “cancellare i debiti per magia”, ma di affrontare in modo trasparente e legale una situazione diventata insostenibile.Chi dimostra di essere in una condizione di sovraindebitamento non colpevole può accedere a una delle quattro procedure previste dalla legge, in base al proprio profilo e alla propria disponibilità economica.In particolare, per sovraindebitamento non colpevole si intende la condizione in cui un cittadino non riesce più a far fronte ai propri debiti non per dolo, ma per cause oggettive e spesso indipendenti dalla sua volontà (perdita del lavoro, crollo del fatturato o chiusura dell’attività, malattia propria o di un familiare, separazioni o divorzi).In questi casi, le procedure previste sono:

    Concordato minore: consente al debitore di proporre ai creditori il pagamento del debito, in base a ciò che è realmente in grado di versare.

    piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore: disponibile esclusivamente per le persone che non hanno debiti derivati dall’attività d’impresa”, permette di pagare solo ciò che è sostenibile, anche senza un accordo con i creditori, in quanto il piano è omologato dal giudice.

    liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione il suo patrimonio pur mantenendo quanto necessario a condurre una vita dignitosa. Un passaggio fondamentale perché indica che debitore non dovrà più temere di ritrovarsi in difficoltà.

    esdebitazione dell’incapiente: una procedura più recente, introdotta nel 2020 e pensata a chi non possiede nulla da offrire. In questo caso il debitore, pur non avendo nulla da dare in cambio per chiudere la sua situazione, si vede cancellati tutti i debiti, senza alcun versamento.

    Tutte e 4 le procedure bloccano immediatamente pignoramenti e interessi, e garantiscono al debitore una prospettiva concreta di ritorno alla vita normale, nel pieno rispetto della legge e della propria dignità.

    Ecco chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

    Come è facile immaginare, non tutti possono accedere alle tutele previste dalla legge salva-suicidi.I requisiti per accedere alla Legge Salva suicidi sono due.Il primo è oggettivo: trovarsi in una condizione di sovraindebitamento non colpevole, ovvero non riuscire più, in modo stabile e non momentaneo, a pagare i propri debiti.Il secondo invece è soggettivo, ed è qui che entra in gioco un concetto chiave: non essere fallibile. Cosa significa? La Legge 3/2012 si rivolge a chi non può accedere alle tradizionali procedure concorsuali.Tutti quei soggetti che, pur sommersi dai debiti, non rientrano nei parametri economici previsti dal codice della crisi per la liquidazione giudiziale:

    privati cittadini con debiti personali

    consumatori che non hanno attività d’impresa

    professionisti iscritti ad albi (medici, avvocati, architetti…)

    imprenditori agricoli

    artisti

    enti non commerciali (associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato)

    piccoli imprenditori, artigiani o partite IVA che, negli ultimi 3 anni, non abbiano superato nessuno dei seguenti parametri:

    200.000 € di fatturato annuo

    300.000 € di patrimonio

    500.000 € di debiti complessivi

    In pratica, la Legge Salva suicidi si rivolge a persone fisiche e attività economiche di piccole dimensioni, schiacciate dai debiti, che meritano una seconda possibilità. Non una scorciatoia, ma una via legale e controllata per tornare a vivere.Ma come applicare in modo strategico ed efficace questa legge?Sicuramente, non affidandosi al fai-da-te o a chi fa vane promesse. Il rischio sarebbe troppo grande: quello di spendere denaro ulteriore senza risolvere il proprio problema.No, servono invece consulenti affidabili, esperti del settore, che non promettono risultati impossibili, ma applicano la legge con competenza, proprio come Legge3.it.

    Legge3.it: l’aiuto legale per ripartire con la Legge Salva suicidi

    Chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo sa: l’angoscia dei debiti toglie il sonno e purtroppo, a volte, la voglia di continuare a lottare per risolvere la situazione.Come successo a Giovanni, che abbiamo conosciuto all’inizio di questo articolo.Un cittadino che però ha trovato in Legge3.it un alleato indispensabile ed efficace per tornare a vivere sereno, libero dai debiti.Legge3.it è la realtà italiana specializzata in crisi da sovraindebitamento, un punto di riferimento per chi si trova sommerso dai debiti e vuole uscirne nel rispetto della legge.Il metodo è chiaro e rigoroso: analisi accurata, valutazione dell’assenza di atti in frode ai creditori, e una selezione trasparente dei casi per l’applicazione Legge Salva suicidi.Il team di Legge3.it, guidato da Gianmario Bertollo, è l’unico in Italia ad offrire la garanzia “100% soddisfatti o rimborsati”. Nessuna promessa vuota: vengono accettate solo le situazioni in cui la legge può essere realmente applicata, garantendo quindi un tasso di successo del 100%.Questo l’approccio che ha permesso a Legge3.it di ottenere decine di sentenze favorevoli, tutte consultabili pubblicamente, e raccontate dagli altri 350 cittadini che ce l’hanno fatta, proprio come Giovanni.Se la sua storia ti ha colpito, se hai riconosciuto frammenti della tua vita tra queste righe, ora sai che esiste una legge a tuo favore e una realtà solida che può aiutarti a uscire dal sovraindebitamento.Leggi l’approfondimento di Legge3.it e scopri come ripartire pulito grazie alla Legge Salva suicidi.

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    Pensioni di giugno 2025: date di pagamento Inps, importi e cedolino online

    I pensionati che vogliono consultare gli importi delle pensioni di giugno 2025 devono accedere al cedolino online, collegandosi nei prossimi giorni all’apposita piattaforma del sito Inps e visionare in dettaglio le cifre lorde della prestazione e le varie trattenute fiscali a titolo di IRPEF e addizionali regionali e comunali.Il servizio online permette altresì di confrontare la somma liquidata dall’INPS il prossimo 3 giugno con i cedolini dei mesi precedenti così da capire se ci sono voci straordinarie in competenza o in trattenuta.Analizziamo la questione in dettaglio. 

    Indice

    Pagamento delle pensioni di giugno 2025

    Dove si consulta il cedolino pensione

    Novità cedolino pensioni di giugno 2025

    Pagamento delle pensioni di giugno 2025

    Stando al calendario dei pagamenti diffuso dall’INPS con Circolare 1 del 28 gennaio 2025 il cedolino della pensione di giugno sarà liquidato sul conto corrente martedì 3.La regola generale è quella per cui i pagamenti delle pensioni sono effettuati ordinariamente il primo giorno bancabile di ciascun mese ovvero il giorno successivo se trattasi di giornata festiva o non bancabile.A giugno, il primo giorno del mese è una domenica e lunedì 2 è festivo (ricorrenza della Festa della Repubblica Italiana). Ne consegue, pertanto, che il giorno di liquidazione delle pensioni slitta a martedì 3.A partire dalla data in argomento è altresì possibile ritirare la pensione in contanti presso Poste Italiane.Al riguardo si consiglia di:

    prestare attenzione all’eventuale calendario affisso all’esterno degli uffici postali, in cui vengono definite date di ritiro diverse in base all’ordine alfabetico;

    recarsi agli sportelli, se possibile, lontano dagli orari di maggiore affluenza.

    Si precisa poi che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000,00 euro netti.Se l’importo spettante al beneficiario supera tale limite, è necessario comunicare all’INPS il rapporto finanziario sul quale ottenere il pagamento.La comunicazione può essere effettuata attraverso il servizio online “Cambiare le coordinate di accredito della pensione” del sito “inps.it” (necessarie le credenziali SPID, CIE o CNS).

    Dove si consulta il cedolino pensione

    Anche per le pensioni di giugno 2025 I pensionati possono consultare il cedolino di giugno 2025 collegandosi all’apposita piattaforma disponibile sul portale Inps, seguendo il percorso: “Pensione e Previdenza – Cedolino della pensione”.

    Una volta cliccato sul tasto “Utilizza lo strumento” e inserite le credenziali SPID, CIE o CNS, l’utente ha nella pagina iniziale la lista dei pagamenti ricevuti dall’INPS, filtrabili per anno di competenza.L’elenco propone una serie di informazioni sintetiche come:

    data valuta;

    causale;

    importo;

    ufficio pagatore;

    tasto “Apri”.

    Selezionando quest’ultima funzionalità l’utente ha a disposizione il dettaglio del singolo cedolino (scaricabile anche in formato pdf o stampabile), comprensivo di:

    prestazione erogata, ad esempio pensione di reversibilità e pensione di anzianità;

    importo lordo della prestazione;

    trattenute fiscali per IRPEF, addizionale regionale a saldo, addizionale comunale a saldo e acconto addizionale comunale;

    contributo ex ONPI.

    I servizi disponibili online sono in totale venticinque, di cui si citano, ad esempio:

    cedolino pensione;

    confronta cedolini;

    visualizza elenco prospetti di liquidazione (Modelli TE08);

    gestione deleghe sindacali;

    comunicazioni al pensionato;

    variazione ufficio pagatore;

    recupero e stampa Certificazione Unica;

    riepilogo dati anagrafici e di pagamento;

    certificato di pensione (Modello Obis / M);

    duplicato libretto di pensione;

    conguagli IRPEF;

    cessione del quinto;

    bonus quattordicesima e bonus 154 euro;

    recupero indebiti.

    Novità cedolino pensioni di giugno 2025

    A dicembre scorso l’INPS ha concluso le attività di verifica relative alle indennità una tantum erogate, in via provvisoria, nel 2022, per i titolari di prestazioni pensionistiche e assistenziali, sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2021 fornite dall’Agenzia Entrate.La verifica ha riguardato le indennità una tantum di 200,00 euro e 150,00 euro erogate provvisoriamente a coloro i cui redditi personali imponibili IRPEF 2021, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superassero rispettivamente i limiti di 35 mila e 20 mila euro.Per le situazioni, al contrario, i cui redditi rilevanti a consuntivo sono risultati superiori ai limiti descritti, l’Istituto ha già provveduto a inviare una comunicazione di indebito attraverso la Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione SEND – Servizio Notifiche Digitali.In linea generale, come comunicato ai soggetti interessati nella notifica di indebito, il recupero verrà effettuato con trattenuta su pensione e rate mensili di 50 euro a partire dalla mensilità di giugno 2025.Laddove non sia possibile procedere al recupero con trattenuta sulla pensione, si procederà alla spedizione dell’Avviso di pagamento PagoPA.Nel cedolino di giugno sarà peraltro riconosciuta la somma di 8,00 euro mensili, a titolo di incremento delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici, come previsto dall’articolo 1, comma 178, Legge numero 207/2024 per l’anno corrente.Non mancheranno poi, da ultimo, le consuete trattenute fiscali a titolo di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) cui si aggiungono le rate di:

    saldo addizionale regionale, calcolata sui redditi 2024;

    saldo addizionale comunale, determinata sui redditi 2024;

    acconto addizionale comunale per l’anno corrente.

    Si precisa che il calcolo dell’IRPEF terrà conto dell’eventuale abbattimento assicurato dalle detrazioni fiscali per carichi di famiglia, queste ultime adeguate, a partire dalle pensioni di aprile, alle novità introdotte con Manovra 2025, in particolare:

    per i figli a carico, la detrazione è riconosciuta (a fronte delle condizioni disciplinate dall’articolo 12 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi – TUIR) nell’importo massimo di 950,00 euro per ciascun figlio di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni (eccezion fatta per i figli di età pari o superiore a 30 anni con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della Legge numero 104/1992);

    per altri familiari a carico, la detrazione (alle condizioni prescritte dall’articolo 12 del TUIR) spetta nell’importo massimo di 750,00 euro, da ripartire pro quota tra coloro che vi hanno diritto, per i soli ascendenti conviventi con il sostituito.

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