Pubblicato il

    Posticipo pensione 2025: Il punto Inps su requisiti, importo bonus, obblighi e domanda

    Anche nel 2025 è possibile posticipare la pensione anticipata beneficiando di un incentivo economico: si tratta dell’incentivo al posticipo pensione previsto per chi, pur avendo già maturato i requisiti per il pensionamento anticipato, sceglie volontariamente di rimanere al lavoro. In una circolare del 16 giugno, l’Inps ha fornito tutte le istruzioni per accedere alla misura, prevista nella Legge di bilancio 2025.

    L’incentivo nasce dalla modifica del precedente art. 1, comma 286 della Legge di bilancio 2023. In pratica, il lavoratore che ha già raggiunto i requisiti per la pensione anticipata ma sceglie di continuare a lavorare può rinunciare ai versamenti contributivi a proprio carico. In cambio, riceve in busta paga quella somma, esentasse.

    Il punto nell’ultima circolare Inps del 16 giugno, per capire come funziona davvero questo meccanismo e se conviene aderirvi.

    Indice

    Cos’è l’incentivo al posticipo pensione per il 2025

    I contributi diventano netto in busta: come funziona l’incentivo?

    Chi può usufruire dell’incentivo

    Quanto dura l’incentivo e quando cessa

    Invio domanda: iter semplificato sul sito INPS

    Quali effetti ha l’incentivo sulla futura pensione?

    Effetti e obblighi per il datore di lavoro

    A chi conviene davvero aderire al posticipo pensione

    FAQ sull’incentivo al posticipo pensione 2025

    Cos’è l’incentivo al posticipo pensione per il 2025

    Con la circolare n. 102 del 16 giugno 2025, l’INPS ha fornito tutte le istruzioni per l’attuazione di questa misura, prevista dall’art. 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025).

    Nel 2023, il legislatore aveva già introdotto un primo incentivo simile con la legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Tuttavia, la misura era limitata ai soli beneficiari della cosiddetta pensione anticipata flessibile, nota anche come Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi). Il meccanismo permetteva di rinunciare alla quota di contributi IVS a proprio carico, per riceverla netta nello stipendio.La novità del 2025 è l’estensione della platea: oggi l’incentivo si applica anche a chi ha diritto alla pensione anticipata ordinaria, prevista per uomini con 42 anni e 10 mesi di contributi e per donne con 41 anni e 10 mesi. In pratica, chiunque maturi i requisiti entro il 31 dicembre 2025 può scegliere di restare in servizio e ricevere un premio economico immediato.

    I contributi diventano netto in busta: come funziona l’incentivo?

    L’aspetto più concreto dell’incentivo è il suo immediato impatto economico per il lavoratore. Una volta esercitata la facoltà di rinunciare ai contributi a proprio carico, la somma che il datore avrebbe dovuto versare all’Inps per conto del dipendente viene versata direttamente al lavoratore nella busta paga mensile, sotto forma di importo esente da tassazione.

    In sostanza:

    la retribuzione netta aumenta, senza variazioni della lorda contrattuale;

    la somma non è soggetta a imposte, in quanto esclusa dal reddito imponibile ai sensi dell’art. 51, comma 2, lett. i-bis) del TUIR;

    il lavoratore mantiene la copertura previdenziale grazie ai contributi versati dal datore di lavoro (che restano dovuti).

    Esempio pratico: un lavoratore con stipendio lordo di 2.500 euro e aliquota IVS al 9,19% (contributo a proprio carico) risparmierebbe circa 230 euro di trattenute. Con l’incentivo, quella cifra entra direttamente in busta paga, non tassata, per un beneficio netto che può oscillare tra i 2.500 e i 3.000 euro all’anno.

    Chi può usufruire dell’incentivo

    Come spiegato nella circolare Inps 102/2025, l’incentivo al posticipo pensione si rivolge esclusivamente ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o a gestioni previdenziali sostitutive o esclusive.

    I paletti sono in sostanza tre:

    maturare, entro il 31 dicembre 2025, il diritto alla pensione anticipata o alla pensione anticipata flessibile (Quota 103);

    non avere ancora presentato domanda di pensione;

    non aver raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia (67 anni in generale, salvo eccezioni normative per alcune gestioni).

    Inoltre, non devono essere già titolari di una pensione diretta (sono escluse dall’incompatibilità le pensioni di invalidità).È importante sapere che la scelta è valida per tutti i rapporti di lavoro in essere e anche per quelli futuri. Se si cambia datore di lavoro, l’INPS trasferisce automaticamente l’incentivo al nuovo rapporto.

    Quanto dura l’incentivo e quando cessa

    L’incentivo al posticipo pensione non è permanente. Cessa automaticamente al verificarsi di una di queste condizioni:

    quando il lavoratore raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia;

    nel caso in cui venga concessa una pensione diretta (es. pensione anticipata su richiesta);

    se il lavoratore revoca la scelta (possibile una sola volta nella vita lavorativa).

    La misura si configura quindi come una forma di premio ponte tra la maturazione del diritto alla pensione anticipata e il pensionamento effettivo, con lo scopo di incentivare una permanenza volontaria sul lavoro per alcuni mesi o anni.

    Invio domanda: iter semplificato sul sito INPS

    Chi desidera accedere all’incentivo deve presentare una specifica domanda online tramite il portale Inps, nella sezione dedicata alla posizione previdenziale personale.

    L’iter prevede:

    l’invio della richiesta;

    la verifica da parte dell’INPS dei requisiti pensionistici;

    la comunicazione di esito positivo al lavoratore e al datore di lavoro;

    l’avvio della nuova busta paga con incentivo, a partire dal mese successivo alla prima decorrenza utile per il pensionamento.

    La procedura è digitalizzata e non richiede documentazione aggiuntiva, se non in casi particolari.

    Approfondisci in questo articolo Incentivo al posticipo pensione 2025: come richiedere il bonus netto in busta paga

    Quali effetti ha l’incentivo sulla futura pensione?

    La domanda più frequente è: “se rinuncio ai miei contributi, avrò una pensione più bassa?” La risposta è: parzialmente sì, ma con impatto limitato.Infatti:

    la quota retributiva della pensione (valida per chi ha contributi ante 1996) non subisce alcuna riduzione;

    la quota contributiva (post-1996 o per chi è interamente nel contributivo) viene calcolata solo sui contributi versati dal datore di lavoro.

    Questo può comportare una leggera riduzione del montante contributivo, ma compensata – per molti lavoratori – dai benefici economici ricevuti durante il periodo incentivato.

    Effetti e obblighi per il datore di lavoro

    L’adesione del lavoratore all’incentivo per il posticipo pensione comporta anche alcune ricadute operative per il datore di lavoro, che deve adeguare le modalità di gestione contributiva e retributiva a quanto previsto dalla normativa.

    È importante chiarire fin da subito che il datore di lavoro non ottiene alcun risparmio contributivo: la misura agisce esclusivamente sulla quota IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) a carico del lavoratore. La quota a carico del datore resta pienamente dovuta e va versata secondo le scadenze ordinarie.

    L’azienda è tenuta a:

    interrompere il versamento della quota a carico del dipendente a partire dal mese indicato dall’INPS;

    erogare in busta paga l’importo corrispondente alla quota “rinunciata” come somma aggiuntiva, esente da tassazione;

    applicare correttamente le istruzioni tecniche previste nel flusso UniEmens o nel Portale dei pagamenti PagoPA (per lavoro domestico), utilizzando i codici specifici comunicati da Inps (es. “L577” o “PP”).

    Altro punto essenziale è che il datore non può applicare autonomamente il beneficio. È necessario attendere la comunicazione ufficiale da parte dell’INPS, che conferma: il riconoscimento dell’incentivo al lavoratore; la data a partire dalla quale va interrotta la trattenuta contributiva; le istruzioni operative per l’eventuale conguaglio di somme già versate.

    A chi conviene davvero aderire al posticipo pensione

    L’incentivo è particolarmente conveniente per lavoratori prossimi alla pensione ma non ancora convinti di smettere subito, persone che non hanno necessità economiche immediate di andare in pensione, ma vogliono valorizzare gli ultimi anni di carriera, dipendenti con stipendi medio-alti, per cui il beneficio mensile è più consistente.

    FAQ sull’incentivo al posticipo pensione 2025

    1. È possibile accedere anche se lavoro part-time?Sì, l’incentivo vale anche per rapporti part-time o a tempo determinato, se sussistono i requisiti anagrafici e contributivi.2. Il bonus è valido anche per i dipendenti pubblici?Sì, la misura è espressamente estesa ai dipendenti della PA, inclusi insegnanti e personale sanitario.3. Posso cumularlo con il riscatto della laurea?Sì, non ci sono incompatibilità con strumenti di riscatto o totalizzazione.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi

    Foto copertina: istock/Dilok Klaisataporn […]

    Leggi di più… from Posticipo pensione 2025: Il punto Inps su requisiti, importo bonus, obblighi e domanda

    Pubblicato il

    Rimborsi 730/2025 non ricevuti in busta paga: perché? Cosa fare?

    I rimborsi 730/2025, riconosciuti in busta paga dai datori di lavoro, a partire dagli stipendi di competenza del mese di luglio sono in molti casi un’utile entrata straordinaria in vista delle vacanze estive. 

    Da qui il comprensibile disagio sofferto da quanti, pur avendo inviato tempestivamente all’Agenzia Entrate la dichiarazione dei redditi relativa all’annualità 2024, non si ritrovano in cedolino le tanto attese somme a titolo di rimborso delle imposte pagate in eccesso all’Erario.

    Analizziamo in dettaglio i motivi all’origine dell’assenza dei rimborsi 730 in busta paga e come comportarsi in questi casi. 

    Indice

    Verificare di aver correttamente indicato il sostituto d’imposta

    Verificare lo stato di invio del 730/2025

    Attenzione ai rimborsi diretti dell’Agenzia delle entrate

    Chiedere al sostituto d’imposta

    Verificare di aver correttamente indicato il sostituto d’imposta

    Prima domanda da porsi è: è stato indicato il giusto sostituto d’imposta che deve anticiparmi il rimborso nel 730? Il datore di lavoro incaricato di effettuare i rimborsi in busta paga dev’essere riportato in dichiarazione dei redditi così da permettere all’Agenzia Entrate di trasmettergli (direttamente o all’intermediario incaricato) i prospetti di liquidazione delle imposte (modelli 730-4).L’omessa o errata indicazione del sostituto d’imposta nel 730 comporta uno slittamento dei tempi di liquidazione dei rimborsi.

    Dove indicare il sostituto d’imposta?I dati identificativi del sostituto d’imposta (datore di lavoro) devono essere riportati nella sezione “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”, comprensivi di:

    cognome e nome o denominazione;

    codice fiscale;

    indirizzo;

    contatti telefonici e di posta elettronica.

    Se il contribuente presenta il 730 senza alcun sostituto d’imposta la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto” è barrata.

    730 senza sostituto d’imposta, quali conseguenze?Come anticipato, la presentazione di un modello 730 senza sostituto d’imposta comporta inevitabilmente una dilatazione dei tempi di liquidazione dei rimborsi, dal momento che questi vengono erogati non dal datore di lavoro in cedolino ma direttamente dall’Agenzia Entrate “a partire dal mese di dicembre” (istruzioni per la compilazione del modello 730, disponibili su “agenziaentrate.gov.it”).

    A fronte di un 730 senza sostituto d’imposta il contribuente può integrare la dichiarazione in relazione ai soli dati identificativi del datore di lavoro.

    In tal caso è possibile presentare, entro il 25 ottobre, un nuovo modello 730 per integrare i dati. Nel frontespizio è pertanto necessario indicare il codice 2 nella casella “730 integrativo” del frontespizio.

    Il nuovo modello deve riportare le stesse informazioni di quello originario, eccezion fatta per i dati del sostituto d’imposta.

    730 con sostituto d’imposta errato, come fare?Il contribuente che si accorge di non aver fornito tutti i dati relativi al sostituto d’imposta o di averlo indicato in maniera errata può trasmettere un modello 730 integrativo con le modalità descritte nel paragrafo precedente.

    Verificare lo stato di invio del 730/2025

    I contribuenti che hanno correttamente trasmesso il modello 730 con i dati del sostituto d’imposta è opportuno che verifichino lo stato di invio della dichiarazione:

    direttamente, attraverso la propria area riservata del sito “agenziaentrate.gov.it”;

    rivolgendosi al CAF / intermediario che si è occupato dell’invio del modello all’AE.

    Attenzione ai rimborsi diretti dell’Agenzia delle entrate

    Può accadere che in una serie tassativa di ipotesi il rimborso da dichiarazione dei redditi non venga erogato in busta paga dal datore di lavoro bensì direttamente dall’Agenzia Entrate, al termine di una serie di controlli preventivi.

    In queste situazioni le tempistiche di pagamento si dilatano al fine di permettere all’AE di completare le verifiche necessarie. Stando alle istruzioni di compilazione del 730, l’Agenzia effettua i controlli preventivi “entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

    I controlli dell’Agenzia Entrate scattano a fronte di un modello 730/2025 (ordinario o precompilato) trasmesso con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata elaborata sulla base degli archivi dell’AE, tali da:

    determinare un rimborso superiore a 4 mila euro;

    incidere sulla determinazione del reddito o dell’imposta, con elementi di incoerenza, quali:

    scostamento per importi significativi fra il credito IRPEF e i dati risultanti nei modelli di versamento, nelle CU e nelle dichiarazioni dell’anno precedente;

    altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle Certificazioni Uniche;

    situazioni di rischio, confermate di anno in anno, individuate in base alle irregolarità emerse negli anni passati.

    Il rimborso che risulta spettante all’esito dei controlli è erogato dall’AE a partire dal “mese di dicembre entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

    La liquidazione delle somme avviene, in alternativa:

    a mezzo accredito su conto corrente bancario o postale dotato di codice IBAN;

    sotto forma di titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane S.p.A. (se il contribuente non ha segnalato all’AE le coordinate del conto corrente).

    Si precisa che la richiesta di accredito su conto corrente può essere effettuata:

    online, collegandosi al portale “agenziaentrate.gov.it” (gli utenti registrati ai servizi telematici possono avvalersi del canale Fisconline);

    utilizzando l’apposito modello (disponibile anch’esso sul sito dell’AE) che, firmato digitalmente, può essere trasmesso via PEC a qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia Entrate;

    consegnando il modello scaricato dal sito “agenziaentrate.gov.it” ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia, allegando copia di un documento di identità.

    Chiedere al sostituto d’imposta

    A fronte di modelli 730/2025 correttamente inviati all’Agenzia Entrate, non interessati dai controlli preventivi dell’AE e completi di tutti i dati relativi al sostituto d’imposta, se non oggetto di conguaglio in busta paga possono, in alternativa:

    Essere stati trasmessi dall’AE al sostituto d’imposta che, tuttavia, non li ha ancora inseriti nel gestionale paghe per l’elaborazione del cedolino;Non essere stati trasmessi dall’Agenzia Entrate al datore di lavoro.

    A tal proposito è opportuno che il dipendente si rivolga al datore di lavoro per comprendere quale delle due casistiche ricorre.

    Nel primo caso di quelli appena citati è opportuno che il datore di lavoro inserisca il conguaglio nel primo cedolino paga disponibile.

    Nella seconda ipotesi, al contrario, è bene che il dipendente inviti il datore di lavoro a verificare regolarmente se tra i 730-4 ricevuti dall’Agenzia Entrate è presente anche il suo.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi

    Foto copertina: istock/DMP […]

    Leggi di più… from Rimborsi 730/2025 non ricevuti in busta paga: perché? Cosa fare?

    Pubblicato il

    Rimborsi 730/2025 non ricevuti in busta paga: perché? Cosa fare?

    I rimborsi 730/2025, riconosciuti in busta paga dai datori di lavoro, a partire dagli stipendi di competenza del mese di luglio sono in molti casi un’utile entrata straordinaria in vista delle vacanze estive. 

    Da qui il comprensibile disagio sofferto da quanti, pur avendo inviato tempestivamente all’Agenzia Entrate la dichiarazione dei redditi relativa all’annualità 2024, non si ritrovano in cedolino le tanto attese somme a titolo di rimborso delle imposte pagate in eccesso all’Erario.

    Analizziamo in dettaglio i motivi all’origine dell’assenza dei rimborsi 730 in busta paga e come comportarsi in questi casi. 

    Indice

    Verificare di aver correttamente indicato il sostituto d’imposta

    Verificare lo stato di invio del 730/2025

    Attenzione ai rimborsi diretti dell’Agenzia delle entrate

    Chiedere al sostituto d’imposta

    Verificare di aver correttamente indicato il sostituto d’imposta

    Prima domanda da porsi è: è stato indicato il giusto sostituto d’imposta che deve anticiparmi il rimborso nel 730? Il datore di lavoro incaricato di effettuare i rimborsi in busta paga dev’essere riportato in dichiarazione dei redditi così da permettere all’Agenzia Entrate di trasmettergli (direttamente o all’intermediario incaricato) i prospetti di liquidazione delle imposte (modelli 730-4).L’omessa o errata indicazione del sostituto d’imposta nel 730 comporta uno slittamento dei tempi di liquidazione dei rimborsi.

    Dove indicare il sostituto d’imposta?I dati identificativi del sostituto d’imposta (datore di lavoro) devono essere riportati nella sezione “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”, comprensivi di:

    cognome e nome o denominazione;

    codice fiscale;

    indirizzo;

    contatti telefonici e di posta elettronica.

    Se il contribuente presenta il 730 senza alcun sostituto d’imposta la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto” è barrata.

    730 senza sostituto d’imposta, quali conseguenze?Come anticipato, la presentazione di un modello 730 senza sostituto d’imposta comporta inevitabilmente una dilatazione dei tempi di liquidazione dei rimborsi, dal momento che questi vengono erogati non dal datore di lavoro in cedolino ma direttamente dall’Agenzia Entrate “a partire dal mese di dicembre” (istruzioni per la compilazione del modello 730, disponibili su “agenziaentrate.gov.it”).

    A fronte di un 730 senza sostituto d’imposta il contribuente può integrare la dichiarazione in relazione ai soli dati identificativi del datore di lavoro.

    In tal caso è possibile presentare, entro il 25 ottobre, un nuovo modello 730 per integrare i dati. Nel frontespizio è pertanto necessario indicare il codice 2 nella casella “730 integrativo” del frontespizio.

    Il nuovo modello deve riportare le stesse informazioni di quello originario, eccezion fatta per i dati del sostituto d’imposta.

    730 con sostituto d’imposta errato, come fare?Il contribuente che si accorge di non aver fornito tutti i dati relativi al sostituto d’imposta o di averlo indicato in maniera errata può trasmettere un modello 730 integrativo con le modalità descritte nel paragrafo precedente.

    Verificare lo stato di invio del 730/2025

    I contribuenti che hanno correttamente trasmesso il modello 730 con i dati del sostituto d’imposta è opportuno che verifichino lo stato di invio della dichiarazione:

    direttamente, attraverso la propria area riservata del sito “agenziaentrate.gov.it”;

    rivolgendosi al CAF / intermediario che si è occupato dell’invio del modello all’AE.

    Attenzione ai rimborsi diretti dell’Agenzia delle entrate

    Può accadere che in una serie tassativa di ipotesi il rimborso da dichiarazione dei redditi non venga erogato in busta paga dal datore di lavoro bensì direttamente dall’Agenzia Entrate, al termine di una serie di controlli preventivi.

    In queste situazioni le tempistiche di pagamento si dilatano al fine di permettere all’AE di completare le verifiche necessarie. Stando alle istruzioni di compilazione del 730, l’Agenzia effettua i controlli preventivi “entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

    I controlli dell’Agenzia Entrate scattano a fronte di un modello 730/2025 (ordinario o precompilato) trasmesso con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata elaborata sulla base degli archivi dell’AE, tali da:

    determinare un rimborso superiore a 4 mila euro;

    incidere sulla determinazione del reddito o dell’imposta, con elementi di incoerenza, quali:

    scostamento per importi significativi fra il credito IRPEF e i dati risultanti nei modelli di versamento, nelle CU e nelle dichiarazioni dell’anno precedente;

    altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle Certificazioni Uniche;

    situazioni di rischio, confermate di anno in anno, individuate in base alle irregolarità emerse negli anni passati.

    Il rimborso che risulta spettante all’esito dei controlli è erogato dall’AE a partire dal “mese di dicembre entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

    La liquidazione delle somme avviene, in alternativa:

    a mezzo accredito su conto corrente bancario o postale dotato di codice IBAN;

    sotto forma di titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane S.p.A. (se il contribuente non ha segnalato all’AE le coordinate del conto corrente).

    Si precisa che la richiesta di accredito su conto corrente può essere effettuata:

    online, collegandosi al portale “agenziaentrate.gov.it” (gli utenti registrati ai servizi telematici possono avvalersi del canale Fisconline);

    utilizzando l’apposito modello (disponibile anch’esso sul sito dell’AE) che, firmato digitalmente, può essere trasmesso via PEC a qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia Entrate;

    consegnando il modello scaricato dal sito “agenziaentrate.gov.it” ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia, allegando copia di un documento di identità.

    Chiedere al sostituto d’imposta

    A fronte di modelli 730/2025 correttamente inviati all’Agenzia Entrate, non interessati dai controlli preventivi dell’AE e completi di tutti i dati relativi al sostituto d’imposta, se non oggetto di conguaglio in busta paga possono, in alternativa:

    Essere stati trasmessi dall’AE al sostituto d’imposta che, tuttavia, non li ha ancora inseriti nel gestionale paghe per l’elaborazione del cedolino;Non essere stati trasmessi dall’Agenzia Entrate al datore di lavoro.

    A tal proposito è opportuno che il dipendente si rivolga al datore di lavoro per comprendere quale delle due casistiche ricorre.

    Nel primo caso di quelli appena citati è opportuno che il datore di lavoro inserisca il conguaglio nel primo cedolino paga disponibile.

    Nella seconda ipotesi, al contrario, è bene che il dipendente inviti il datore di lavoro a verificare regolarmente se tra i 730-4 ricevuti dall’Agenzia Entrate è presente anche il suo.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi e al canale Telegram LeggiOggi

    Foto copertina: istock/DMP […]

    Leggi di più… from Rimborsi 730/2025 non ricevuti in busta paga: perché? Cosa fare?

    Pubblicato il

    Bonus colonnine elettriche 80%: pagamenti in arrivo per le domande 2024

    Chiusasi ormai la finestra per le istanze del bonus colonnine elettriche 2024, arrivano ora i pagamenti ai beneficiari. Un decreto del Ministero delle imprese e Made in Italy ha sbloccato i soldi, disponendo la concessione e l’erogazione del contributo per le domande, presentate e ammesse, relative al 2024.I pagamenti verranno accreditati a chi ha inviato domanda, del 29 aprile al 27 maggio 2025, per acquisti e installazioni di infrastrutture di ricarica elettrica, effettuati nel periodo dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. 

    I dettagli operativi sui beneficiari e regole per l’acquisto e la richiesta del contributo statale erano stati definiti con un decreto del 12 giugno 2024. ora, con l’ultimo decreto dell’11 giugno 2025 si dà il via ai pagamenti.

    Indice

    Cos’è il bonus colonnine elettriche 2024

    Spese ammesse al bonus

    L’importo del bonus

    Chi può chiedere il bonus colonnine elettriche 2024

    Bonus colonnine elettriche 2024: scadenze e domanda

    Domanda bonus colonnine elettriche: i documenti necessari

    Pagamenti sbloccati

    I controlli

    Cos’è il bonus colonnine elettriche 2024

    Anche per il 2024 chi ha installato le colonne di ricarica elettrica ha potuto richiedere un contributo a sostegno delle spese effettuate. E’ ormai conosciuto come bonus colonnine elettriche: il contributo economico erogato a privati e condomini per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, come colonnine e wall box.

    Spese ammesse al bonus

    Tra le spese che, documentandole, possono essere oggetto di bonus, troviamo l’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese:

    – l’installazione delle colonnine;– gli impianti elettrici;– le opere edili strettamente necessarie;– gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;– progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;– connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery).

    L’importo del bonus

    Come chiarito dal decreto 12 giugno 2024 del Ministero delle imprese e del made in Italy, per il 2024 vengono stanziare risorse totali pari a 20 milioni di euro per l’annualità 2024. Soffermandoci sull’importo individuale che può essere concesso, viene chiarito che le cittadine e i cittadini beneficiari possono ottenere, previa domanda, un contributo pari a:– all’80% del prezzo di acquisto e posa dell’infrastruttura,– nel limite massimo di 1.500 euro per persona fisica richiedente;– il limite di spesa è innalzato a 8.000 euro in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali

    Chi può chiedere il bonus colonnine elettriche 2024

    Hanno potuto beneficiare del contributo per l’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici gli utenti domestici, ovvero persone fisiche residenti in Italia e condomìni in caso di posa in opera sulle parti di uso comune.

    Bonus colonnine elettriche 2024: scadenze e domanda

    Le domande relative alle installazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 potevano essere trasmesse dal 29 aprile al 27 maggio 2025, utilizzando la piattaforma informatica disponibile online sul sito Invitalia.

    Questi gli step:

    – accedere alla nuova Area Personale tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica CIE o carta nazionale dei servizi (CNS) all’apposita procedura on line;– accedere sulla scrivania personale dove si potrà scegliere l’incentivo per cui presentare domanda;– scegliere quindi Colonnine domestiche, utilizzando l’apposito menu a discesa e compilare la domanda in ogni sua parte: il perfezionamento richiede il possesso di una posta elettronica certificata (PEC) attiva.

    Ricordiamo che le domande per la tornata 2024 sono ormai chiuse. Come riportato sullo stesso sito del Ministero per le imprese e made in Italy, lo sportello per la concessione e l’erogazione del contributo si è chiuso alle ore 12:00 del 27 maggio 2025.

    Domanda bonus colonnine elettriche: i documenti necessari

    Sia gli utenti privati sia i condomini devono trasmettere alcuni dati e documenti obbligatori, senza i quali la domanda è inammissibile.

    Dati e documenti utenti privati

    – il codice fiscale e il documento d’identità del richiedente;– copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;– estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo;– relazione finale relativa all’investimento realizzato e alle relative spese sostenute;– idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura;– i dati del conto corrente sul quale richiedere l’accreditamento del contributo.

    Dati e documenti condomini

    – codice fiscale del condominio ed estremi del documento d’identità dell’amministratore pro tempore con dichiarazione di quest’ultimo di essere in possesso dei requisiti di legge di cui all’articolo 71-bis delle “Disposizioni per l’attuazione del Codice Civile e disposizioni transitorie” o del condomino delegato per i condomìni fino a 8 partecipanti, in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali;– delibera assembleare di autorizzazione dei lavori sulle parti comuni di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile con la dichiarazione da parte dell’amministratore che tale delibera non è stata impugnata nel termine di cui all’articolo 1137 codice civile;– copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo;– relazione finale relativa all’investimento realizzato e alle relative spese sostenute;– idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura;– i dati del conto corrente sul quale richiedere l’accreditamento del contributo.

    Allegato

    Decreto 12 giugno 2024 Bonus colonnine elettriche 2024

    705 KB

    Pagamenti sbloccati

    Con decreto direttoriale 11 giugno 2025 è stato dato l’ok operativo al pagamento dei contributi per l’anno 2024 (in merito alle domande presentate dal 29 aprile al 27 maggio 2025).

    Gli interessati possono verificare la propria ammissione al contributo consultando l’Allegato A del decreto (scaricabile qui sotto nel box Allegati), facendo riferimento all’ID della domanda.

    Allegati

    Allegato A – beneficiari bonus colonnine 2024

    345 KB

    I controlli

    Invitalia svolgerà comunque controlli a campione sulle richieste di contributo, disposti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per verificare la veridicità delle dichiarazioni e della documentazione presentate dai soggetti richiedenti. Chi ha ricevuto il contributo potrà quindi subire accertamenti d’ufficio, verifiche e ispezioni in loco, delle qualità e dei fatti riguardanti le dichiarazioni e documentazione inviate.

    Qualsiasi falsità delle dichiarazioni rese o l’irregolarità della documentazione prodotta porterà alla revoca del contributo, che il beneficiario dovrà restituire entro 60 giorno dal provvedimento di revoca.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi, compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Bonus colonnine elettriche 80%: pagamenti in arrivo per le domande 2024

    Pubblicato il

    Bonus colonnine elettriche 80%: pagamenti in arrivo per le domande 2024

    Chiusasi ormai la finestra per le istanze del bonus colonnine elettriche 2024, arrivano ora i pagamenti ai beneficiari. Un decreto del Ministero delle imprese e Made in Italy ha sbloccato i soldi, disponendo la concessione e l’erogazione del contributo per le domande, presentate e ammesse, relative al 2024.I pagamenti verranno accreditati a chi ha inviato domanda, del 29 aprile al 27 maggio 2025, per acquisti e installazioni di infrastrutture di ricarica elettrica, effettuati nel periodo dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. 

    I dettagli operativi sui beneficiari e regole per l’acquisto e la richiesta del contributo statale erano stati definiti con un decreto del 12 giugno 2024. ora, con l’ultimo decreto dell’11 giugno 2025 si dà il via ai pagamenti.

    Indice

    Cos’è il bonus colonnine elettriche 2024

    Spese ammesse al bonus

    L’importo del bonus

    Chi può chiedere il bonus colonnine elettriche 2024

    Bonus colonnine elettriche 2024: scadenze e domanda

    Domanda bonus colonnine elettriche: i documenti necessari

    Pagamenti sbloccati

    I controlli

    Cos’è il bonus colonnine elettriche 2024

    Anche per il 2024 chi ha installato le colonne di ricarica elettrica ha potuto richiedere un contributo a sostegno delle spese effettuate. E’ ormai conosciuto come bonus colonnine elettriche: il contributo economico erogato a privati e condomini per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, come colonnine e wall box.

    Spese ammesse al bonus

    Tra le spese che, documentandole, possono essere oggetto di bonus, troviamo l’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese:

    – l’installazione delle colonnine;– gli impianti elettrici;– le opere edili strettamente necessarie;– gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;– progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;– connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery).

    L’importo del bonus

    Come chiarito dal decreto 12 giugno 2024 del Ministero delle imprese e del made in Italy, per il 2024 vengono stanziare risorse totali pari a 20 milioni di euro per l’annualità 2024. Soffermandoci sull’importo individuale che può essere concesso, viene chiarito che le cittadine e i cittadini beneficiari possono ottenere, previa domanda, un contributo pari a:– all’80% del prezzo di acquisto e posa dell’infrastruttura,– nel limite massimo di 1.500 euro per persona fisica richiedente;– il limite di spesa è innalzato a 8.000 euro in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali

    Chi può chiedere il bonus colonnine elettriche 2024

    Hanno potuto beneficiare del contributo per l’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici gli utenti domestici, ovvero persone fisiche residenti in Italia e condomìni in caso di posa in opera sulle parti di uso comune.

    Bonus colonnine elettriche 2024: scadenze e domanda

    Le domande relative alle installazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 potevano essere trasmesse dal 29 aprile al 27 maggio 2025, utilizzando la piattaforma informatica disponibile online sul sito Invitalia.

    Questi gli step:

    – accedere alla nuova Area Personale tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica CIE o carta nazionale dei servizi (CNS) all’apposita procedura on line;– accedere sulla scrivania personale dove si potrà scegliere l’incentivo per cui presentare domanda;– scegliere quindi Colonnine domestiche, utilizzando l’apposito menu a discesa e compilare la domanda in ogni sua parte: il perfezionamento richiede il possesso di una posta elettronica certificata (PEC) attiva.

    Ricordiamo che le domande per la tornata 2024 sono ormai chiuse. Come riportato sullo stesso sito del Ministero per le imprese e made in Italy, lo sportello per la concessione e l’erogazione del contributo si è chiuso alle ore 12:00 del 27 maggio 2025.

    Domanda bonus colonnine elettriche: i documenti necessari

    Sia gli utenti privati sia i condomini devono trasmettere alcuni dati e documenti obbligatori, senza i quali la domanda è inammissibile.

    Dati e documenti utenti privati

    – il codice fiscale e il documento d’identità del richiedente;– copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;– estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo;– relazione finale relativa all’investimento realizzato e alle relative spese sostenute;– idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura;– i dati del conto corrente sul quale richiedere l’accreditamento del contributo.

    Dati e documenti condomini

    – codice fiscale del condominio ed estremi del documento d’identità dell’amministratore pro tempore con dichiarazione di quest’ultimo di essere in possesso dei requisiti di legge di cui all’articolo 71-bis delle “Disposizioni per l’attuazione del Codice Civile e disposizioni transitorie” o del condomino delegato per i condomìni fino a 8 partecipanti, in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali;– delibera assembleare di autorizzazione dei lavori sulle parti comuni di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile con la dichiarazione da parte dell’amministratore che tale delibera non è stata impugnata nel termine di cui all’articolo 1137 codice civile;– copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo;– relazione finale relativa all’investimento realizzato e alle relative spese sostenute;– idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura;– i dati del conto corrente sul quale richiedere l’accreditamento del contributo.

    Allegato

    Decreto 12 giugno 2024 Bonus colonnine elettriche 2024

    705 KB

    Pagamenti sbloccati

    Con decreto direttoriale 11 giugno 2025 è stato dato l’ok operativo al pagamento dei contributi per l’anno 2024 (in merito alle domande presentate dal 29 aprile al 27 maggio 2025).

    Gli interessati possono verificare la propria ammissione al contributo consultando l’Allegato A del decreto (scaricabile qui sotto nel box Allegati), facendo riferimento all’ID della domanda.

    Allegati

    Allegato A – beneficiari bonus colonnine 2024

    345 KB

    I controlli

    Invitalia svolgerà comunque controlli a campione sulle richieste di contributo, disposti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per verificare la veridicità delle dichiarazioni e della documentazione presentate dai soggetti richiedenti. Chi ha ricevuto il contributo potrà quindi subire accertamenti d’ufficio, verifiche e ispezioni in loco, delle qualità e dei fatti riguardanti le dichiarazioni e documentazione inviate.

    Qualsiasi falsità delle dichiarazioni rese o l’irregolarità della documentazione prodotta porterà alla revoca del contributo, che il beneficiario dovrà restituire entro 60 giorno dal provvedimento di revoca.

    Vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo? Iscriviti gratis alla Newsletter LeggiOggi, compilando il form qui sotto:

    Iscriviti alla newsletter
    Si è verificato un errore durante
    la tua richiesta.

    EMAIL

    Scegli quale newsletter vuoi ricevere

    Seleziona newsletter

    LeggiOggiConcorsi

    Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di
    marketing nei limiti indicati nell’informativa.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.

    Autorizzo

    Non autorizzo

    Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy
    policy.

    Iscriviti

    Iscrizione completata

    Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

    Seguici sui social […]

    Leggi di più… from Bonus colonnine elettriche 80%: pagamenti in arrivo per le domande 2024