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    Assegno di inclusione: nuove domande da luglio 2025. Ecco per chi e come fare

    Macro – categoria Tipologia di requisito Requisito Requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza Cittadinanza (situazioni alternative con riguardo al soggetto richiedente l’ADI) Cittadinanza italiana o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente Cittadino di altro paese dell’Unione Europea o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto […]

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    Canone Rai 2025: richiesta di esenzione entro il 30 giugno. Ecco i moduli e istruzioni

    Ancora pochi giorni per richiedere di essere esonerati dal pagamento del Canone Rai 2025, almeno per il secondo semestre dell’anno. Anche nel 2025, chi non possiede un televisore o rientra in determinate categorie può chiedere l’esonero dal pagamento dell’imposta. Ma attenzione: le scadenze sono stringenti e la procedura, seppur semplice, va seguita correttamente per evitare l’addebito automatico in bolletta. Se questa dichiarazione viene inviata entro il 31 gennaio di ogni anno, l’esenzione sarà valida per l’interno anno solare e le 10 rate del canone non saranno addebitate nella bolletta della luce. Le dichiarazioni inviate oltre questa data e fino al 30 giugno avranno effetto solo per il canone dovuto per il secondo semestre solare 2025 (luglio-dicembre 2025).In questo articolo vedremo come funziona il Canone Rai 2025, chi ha diritto all’esenzione, come presentare la dichiarazione, le novità normative, e le modalità di rimborso per chi ha già pagato.

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    Indice

    Come si paga oggi il Canone Rai?

    Chi ha diritto all’esenzione dal Canone Rai 2025?

    Esenzione Canone Rai per over 75: confermata nel 2025

    Scadenze 2025 per l’invio della dichiarazione di non detenzione

    Quale modulo usare per la domanda di esenzione?

    Modalità di invio del modulo di esenzione Canone

    Scarica il modulo esenzione Canone Rai 2025

    Decorrenza dell’esonero

    Canone Rai già pagato? Come chiedere il rimborso

    ❓FAQ – Domande frequenti

    Come si paga oggi il Canone Rai?

    Il Canone Rai è un’imposta annuale dovuta da chiunque detenga un apparecchio televisivo. Nel 2025, l’importo è fissato a 90 euro annui, ripartiti in 10 rate mensili da 9 euro ciascuna, addebitate direttamente nella bolletta dell’energia elettrica.

    Nonostante le discussioni sul possibile superamento dell’addebito in bolletta, anche per il 2025 il Canone viene riscosso attraverso le fatture dell’utenza residenziale. La presunzione è che chi possiede una fornitura elettrica nella propria abitazione abbia anche un televisore.

    Chi non ha un televisore, deve dichiararlo esplicitamente per non dover pagare.

    Chi ha diritto all’esenzione dal Canone Rai 2025?

    Alcune categorie di cittadini non devono pagare il Canone, ne sono esonerati. Ecco chi.

    Chi non possiede un televisoreIl caso più ovvio è quello chi non ha tv in casa. Chi non detiene alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione del segnale TV, né direttamente né da parte di un componente del nucleo familiare residente nella stessa abitazione, può evitare il pagamento del Canone.Per farlo è necessario inviare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate.

    Cittadini over 75 con reddito bassoIn questo caso, possono essere esonerati:

    i cittadini con almeno 75 anni compiuti al 31 gennaio 2025;

    con reddito familiare annuo inferiore a 8.000 euro;

    che non convivano con persone diverse dal coniuge o unito civilmente, titolari di reddito proprio (escluse colf, badanti, ecc.).

    Categorie specificheAltre tipologie di cittadini sono esonerate del pagamento della tassa sulla tv per il solo fatto di appartenere a categorie particolari. Ne sono un esempio i diplomatici, funzionari consolari, membri di organizzazioni internazionali; i militari stranieri della NATO di stanza in Italia; e il personale civile non residente appartenente a forze NATO.

    Esenzione Canone Rai per over 75: confermata nel 2025

    Il limite di reddito per l’esenzione degli ultra 75enni è confermato a 8.000 euro nel 2025. Se si presentano i requisiti:

    l’esenzione è permanente (non va rinnovata ogni anno);

    va comunque comunicata una prima volta, allegando il documento di identità.

    Scadenze 2025 per l’invio della dichiarazione di non detenzione

    L’invio tempestivo della dichiarazione sostitutiva è fondamentale per evitare l’addebito automatico. Ecco le due finestre principali:

    Entro il 31 gennaio 2025: esenzione valida per tutto l’anno solare 2025

    Dal 1° febbraio al 30 giugno 2025: esenzione valida solo per il secondo semestre (luglio-dicembre)

    Dopo il 30 giugno 2025 non è più possibile ottenere l’esonero per l’anno in corso.

    Quale modulo usare per la domanda di esenzione?

    Il modulo aggiornato per il 2025 – Dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo – è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata.

    Ci si arriva online seguendo questo percorso: Schede informative e servizi >> Agevolazioni >> Canone TV >> Modelli e istruzioni

    Su questa sezione si trovano tutti i modelli, a seconda della categoria di appartenenza del cittadino.

    Ecco l’elenco completo:

    Contribuenti con utenza elettrica per uso domestico residenzialeModello di dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privatoCittadini ultra settantacinquenniModello di esenzione canone per gli over 75Diplomatici e militari stranieriModello dichiarazione sostitutiva di sussistenza dei presupposti di esenzione dal pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato per effetto di convenzioni internazionali

    Modalità di invio del modulo di esenzione Canone

    La dichiarazione può essere trasmessa in tre modi:

    Online tramite credenziali SPID/CIE/CNS sul portale dell’Agenzia;

    A mezzo raccomandata senza busta, allegando copia del documento d’identità: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino

    Tramite intermediari abilitati (CAF, commercialisti).

    Scarica il modulo esenzione Canone Rai 2025

    Nel box qui sotto è possibile scaricare il modulo di non detenzione o dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato.

    Allegato

    DS Canone TV Privato PDF

    319 KB

    Decorrenza dell’esonero

    L’esenzione decorre: dal mese successivo all’invio della dichiarazione se questa viene ricevuta entro il 15 del mese; dal secondo mese successivo, se inviata dopo il 15.Attenzione perché non è retroattiva: se la dichiarazione arriva in ritardo, l’addebito non potrà essere recuperato se non tramite richiesta di rimborso.

    Canone Rai già pagato? Come chiedere il rimborso

    Chi ha già pagato il Canone ma aveva diritto all’esonero può richiedere il rimborso compilando un modulo apposito (modulo SR140) e inviandolo con le stesse modalità viste per l’esonero. La restituzione dei soldi spetta anche agli eredi di contribuenti deceduti che non dovevano più corrispondere il Canone.

    Scarica qui moduli per chiedere i rimborsi:

    Richiesta rimborso canone tv addebitato nelle fatture elettricheModello – Richiesta di rimborso del canone di abbonamento alla televisione per uso privato pagato mediante addebito nelle fatture per l’energia elettrica Richiesta rimborso canone tv per ultra settantacinquenni Modello di rimborso canone per gli over 75

    ❓FAQ – Domande frequenti

    Chi deve pagare il Canone Rai nel 2025?Tutti i cittadini titolari di un’utenza elettrica ad uso domestico residenziale, salvo presentazione di esenzione.Quando scade la domanda di esonero?Il 31 gennaio 2025 per non pagare tutto l’anno, oppure entro il 30 giugno 2025 per evitare l’addebito nel secondo semestre.È vero che il Canone uscirà dalla bolletta?E’ una possibilità allo studio, ma al momento non ci sono cambiamenti effettivi: nel 2025 si paga ancora in bolletta.Dove posso scaricare il modulo per l’esenzione?Il modulo è disponibile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Canone TV – Casi di esonero”, anche in lingua tedesca e slovena.Se invio la domanda di esonero, quando smette l’addebito?Se l’Agenzia riceve la domanda entro il 15 del mese, l’interruzione avviene dal mese successivo. Altrimenti, dal secondo mese successivo.L’esenzione over 75 va ripresentata ogni anno?No. Se vengono rispettati i requisiti, l’esenzione resta valida anche negli anni successivi senza bisogno di inviare di nuovo la domanda.Posso fare domanda anche se ho solo un computer o uno smartphone?Sì. Il Canone Rai si applica solo se si possiede un televisore o dispositivi equivalenti (decoder, TV tuner). Computer, tablet e smartphone non obbligano al pagamento, se non ricevono segnali TV.

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    Cedolino pensioni 2025, cosa sono le Addizionali comunali e regionali? Calcolo, acconto e saldo

    Nel comunicare ai pensionati e pensionate ogni mese l’arrivo del cedolino pensione, l’INPS ricorda sempre che, in aggiunta alle trattenute a titolo di imposta Irpef, sono presenti anche le rate delle addizionali regionali e comunali, che incidono sempre sugli importi degli assegni.

    Si tratta di imposte locali che si sommano all’IRPEF e che variano da Regione a Regione, da Comune a Comune.In parole semplici, sono piccoli prelievi che l’INPS effettua ogni mese per conto degli enti locali, in base al reddito dichiarato. Si pagano in due momenti: una parte come acconto, un’altra come saldo.

    Nel 2025, queste trattenute continuano ad applicarsi come ogni anno. Ma quali sono gli importi? Chi è tenuto a pagarle? Come funzionano i calcoli e le rate? Rispondiamo in questa guida con esempi pratici.

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    Indice

    La tassazione delle pensioni

    Cosa sono le Addizionali?

    Come si calcola l’Addizionale regionale?

    Come si calcola l’Addizionale comunale?

    La certificazione unica Inps

    La tassazione delle pensioni

    Le pensioni contributive si tassano sempre. Il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) include tra i redditi rilevanti ai fini fiscali le “pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati” (articolo 49, comma 2, lettera a).

    Per questo motivo le pensioni sono soggette, al pari dei redditi da lavoro dipendente, alla disciplina in materia di:

    IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche, calcolata secondo gli scaglioni di imposta attualmente pari al 23%, 35% e 43% per cento, in base alle nuove aliquote Irpef 2025;

    Detrazioni per redditi da pensione, il cui obiettivo è diminuire l’IRPEF lorda, determinata in base agli scaglioni sopra descritti;

    Addizionali regionali e comunali.

    Cosa sono le Addizionali?

    Le addizionali sono imposte trattenute dall’INPS per conto dell’Erario sul reddito da pensione.

    La denominazione stessa di addizionale indica che l’imposta è aggiuntiva rispetto all’IRPEF, quest’ultima calcolata applicando gli scaglioni di reddito al 23, 35 e 43 per cento.

    A seconda dell’ente locale beneficiario dell’imposta si distingue tra:

    Addizionale regionale;

    Addizionale comunale.

    Come si calcola l’Addizionale regionale?

    L’addizionale regionale pesa sulle spalle dei pensionati per i quali, nell’anno di riferimento dell’imposta, risulta dovuta l’IRPEF, dopo aver sottratto le detrazioni e i crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero.

    Non sono interessati dall’addizionale regionale i contribuenti che:

    sono soggetti all’IRES;

    possiedono soltanto redditi esenti dall’IRPEF ovvero soggetti a imposta sostitutiva dell’IRPEF o tassazione separata (a meno che in quest’ultimo caso non esercitino l’opzione per la tassazione ordinaria);

    possiedono un reddito complessivo cui corrisponde un’IRPEF che, al netto delle detrazioni e dei crediti d’imposta, non eccede i 12,00 euro.

    Il calcolo delle addizionali regionali avviene applicando alla base imponibile (rappresentata dal reddito complessivo del contribuente rilevante ai fini fiscali) l’aliquota definita dalla singola regione, tra l’1,23 e il 3,33 per cento.

    In sede di conguaglio di fine anno (a dicembre) essendo noto il reddito complessivo totalizzato dal pensionato, si determina l’ammontare dell’addizionale di competenza della medesima annualità, da trattenere nell’anno successivo, in undici rate mensili di pari importo, da gennaio a novembre.

    Ad esempio, in sede di conguaglio di fine anno 2024 (cedolino di pensione di dicembre) l’INPS ha calcolato l’ammontare dell’addizionale regionale, in ragione dei redditi totalizzati dal pensionato da gennaio a dicembre dello stesso anno 2024.Il recupero della somma in questione avviene in undici rate mensili di pari importo nei cedolini di pensione da gennaio a novembre 2025.Ipotizziamo il caso di un pensionato che percepisce nel 2024 redditi di pensione tali che, applicando l’addizionale dell’Emilia-Romagna, risulta un importo complessivo di 666 euro, da trattenere nell’anno successivo.

    Pertanto, nei cedolini di pensione da gennaio 2025 a novembre 2025 l’interessato subisce una trattenuta pari a 666,00 / 11 = 60,55 euro mensili a titolo di addizionale regionale a debito anno 2024.

    Come si calcola l’Addizionale comunale?

    Al pari delle addizionali regionali, l’imposta comunale è dovuta dai pensionati per i quali risulta un’IRPEF a loro carico, una volta sottratte le detrazioni e l’eventuale credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero.

    Con riguardo alle cause di esclusione vale quanto già descritto per l’addizionale regionale.La modalità di calcolo dell’imposta avviene secondo un meccanismo di acconto – saldo, applicando al reddito complessivo del contribuente l’aliquota deliberata dal singolo comune.

    L’acconto dovuto per l’anno corrente (2025) si calcola assumendo a riferimento il 30 per cento dell’addizionale, quale risulta applicando al reddito dell’anno precedente (2024) l’aliquota vigente nella stessa annualità.

    Il recupero dell’acconto 2025 si concretizza in nove rate mensili di pari importo, trattenute sui cedolini di pensione da marzo 2025 a novembre 2025.

    In sede di conguaglio di fine anno 2025 si determina l’ammontare effettivo dell’addizionale, in base ai redditi totalizzati da gennaio a dicembre. Una volta calcolata l’imposta, da questa si scomputa l’acconto già trattenuto nell’anno corrente.

    Il saldo addizionale comunale è recuperato dall’INPS nel 2026 in undici rate mensili di pari importo, da gennaio a novembre.

    La certificazione unica Inps

    All’interno della Certificazione Unica (CU) resa disponibile dall’INPS nella citata piattaforma “Cedolino pensione” (accessibile con le credenziali SPID, CIE o CNS) vengono riportate le somme complessivamente dovute a titolo di:

    addizionale regionale saldo;

    addizionale comunale saldo;

    acconto addizionale comunale;

    quali risultano dal conguaglio fiscale di fine anno.

    Ad esempio nella CU 2025, di competenza dei redditi 2024, vengono riportate nella sezione “Ritenute” le seguenti voci:

    addizionale regionale 2024, a saldo (recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025);

    addizionale comunale 2024, a saldo (recuperata da gennaio 2025 a novembre 2025);

    acconto addizionale comunale 2025, trattenuto da marzo 2025 a novembre 2025;

    acconto addizionale comunale 2024, già trattenuto nell’annualità precedente da marzo 2024 a novembre 2024.

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    Quattordicesima dipendenti 2025: in quali CCNL è prevista e quali no?

    CCNL con quattordicesima CCNL senza quattordicesima Commercio – Confcommercio Calzature industria Pubblici esercizi, turismo e ristorazione Credito Pulizia multiservizi industria Giornalisti Trasporto merci e logistica Gomma industria Vigilanza privata Lavoro domestico (Fidaldo e Domina) Farmacie private Lavoro domestico (Federproprietà) Cooperative sociali (dal 2025, metà mensilità) Metalmeccanica cooperative Ceramica industria (12% minimo + IPO) Metalmeccanica industria […]

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