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    Regime forfettario 2026: nuove condizioni di accesso e regole

    Disciplinato dalla Legge numero 190/2014 il regime forfettario risponde alla necessità di semplificare le modalità di determinazione del reddito e gli adempimenti fiscali e contabili per lavoratori autonomi e imprese di piccole dimensioni.Per preservare la natura stessa del regime forfettario possono accedervi esclusivamente coloro i quali realizzano ricavi o compensi non superiori a 85 mila euro annui e spese non eccedenti i 20 mila euro.Esistono poi tutta una serie di condizioni di esclusione, tra cui figura la percezione, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente e assimilati non superiori alla soglia ordinaria di 30 mila euro.Quest’ultima asticella è stata oggetto di modifica ad opera della Manovra 2025, con cui è stato innalzato il limite a 35 mila euro.Per evitare un ritorno al limite ordinario, il Disegno di legge di bilancio per l’anno 2026 estende ulteriormente il tetto dei 35 mila euro.Analizziamo la questione in dettaglio.Per ricevere altri aggiornamenti in tema fiscale puoi iscriverti al canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    La novità nella Manovra di bilancio 2026

    Quali sono i requisiti per accedere al regime forfettario?

    I contribuenti esclusi

    La soglia reddituale di 30/35 mila euro

    La novità nella Manovra di bilancio 2026

    Inserito nel Titolo II “Misure in materia fiscale e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie” l’articolo 12 del disegno di legge di bilancio si occupa di “Condizioni di accesso al regime forfetario”.La disposizione proroga, per il solo anno 2026, l’innalzamento da 30 mila a 35 mila euro del limite di reddito necessario per poter beneficiare del regime in parola.

    La soglia si riferisce a:

    redditi di lavoro dipendente;

    redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;

    disciplinati, rispettivamente, dagli articoli 49 e 50 del Decreto del Presidente della Repubblica (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – TUIR) del 22 dicembre 1986, numero 917.Per effetto della modifica normativa coloro che nel 2025 “percepiranno redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000,00 euro, non potranno accedere al regime forfettario nel 2026”, come si legge nella Relazione illustrativa al DDL bilancio.

    Scarica la Manovra di bilancio 2026

    Legge di bilancio 2026

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    Quali sono i requisiti per accedere al regime forfettario?

    Disciplinato dalla Legge 23 dicembre 2014, numero 190, articolo 1, comma 54 e seguenti, il regime forfettario è applicato dai contribuenti persone fisiche, esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che:

    hanno conseguito nel precedente periodo d’imposta o presumono di conseguire nel periodo d’imposta di inizio attività, ricavi o compensi non eccedenti gli 85 mila euro (ragguagliati ad anno);

    hanno sostenuto o presumono di sostenere nel periodo d’imposta di inizio attività spese non superiori a 20 mila euro per lavoratori dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi, prestazioni di lavoro accessorio, titolari di borse di studio, di assegno o di sussidio, ovvero di addestramento professionale, utili da partecipazione erogati agli associati che apportano solo lavoro (contratti in essere al 25 giugno 2015), prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari.

    I contribuenti esclusi

    A norma dell’articolo 1, comma 57, Legge numero 190/2014 non possono accedere al regime forfettario i soggetti che si trovano in una delle seguenti condizioni:

    residenza all’estero, eccezion fatta per le ipotesi di soggetti residenti in uno Stato membro o aderente allo Spazio Economico Europeo (SEE) che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo prodotto;

    effettuazione, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato e di terreni edificabili nonché di cessioni intra UE di mezzi di trasporto nuovi;

    partecipazione, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, associazioni professionali, società di fatto commerciali, imprese familiari e aziende coniugali;

    controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che svolgono attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle dell’imprenditore;

    adozione di altri regimi forfettari di determinazione del reddito, del regime del Patent box, del regime per i lavoratori impatriati o dei regimi speciali IVA;

    attività prevalente svolta nei confronti del datore di lavoro (con cui sono in corso rapporti di lavoro ovvero sono intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti) o di soggetti a lui riconducibili;

    precedente opzione per la contabilità ordinaria.

    Alla lista si aggiunge, per quanto di nostro interesse, la percezione, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente e assimilati di importo eccedente i 30 mila euro.La soglia è stata elevata per l’anno 2025 a 35 mila euro, ad opera dell’articolo 1, comma 12, Legge 30 dicembre 2024, numero 207.Pertanto, se confermata la previsione di cui al disegno di legge di bilancio, anche per l’annualità 2026 opererà il limite reddituale di 35 mila euro.  In assenza di ulteriori novità normative, dal 2027 tornerà la soglia ordinaria di 30 mila euro.

    La soglia reddituale di 30/35 mila euro

    Come anticipato, per il calcolo della soglia reddituale si assumono a riferimento i redditi di lavoro dipendente ed assimilati.Ai fini del computo del limite sono da intendersi:

    esclusi i redditi soggetti a tassazione separata;

    compresi i redditi di lavoro dipendente e assimilati esenti da tassazione in Italia.

    Come precisa la stessa Legge numero 190/2014 (articolo 1, comma 57, lettera d-ter) la verifica della soglia reddituale “è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato”.

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    Quanto dura la segnalazione al CRIF (e perché spesso è solo il sintomo di un problema più serio)

    Può accadere quando si chiede un prestito per cambiare auto, un piccolo finanziamento per ristrutturare casa o anche solo una carta di credito. E dietro quel “no” spesso si nasconde un nome finito nella lista dei “cattivi pagatori” del CRIF.Ma quanto dura la segnalazione al CRIF? E, soprattutto, perché può essere il segnale di un problema più serio?Ne parliamo qui, con l’aiuto di Gianmario Bertollo, esperto in sovraindebitamento e fondatore di Legge3.it, che negli ultimi 10 anni ha aiutato oltre 440  famiglie italiane a ritrovare stabilità e libertà economica.

    Indice

    Cosa significa essere segnalati al CRIF?

    Quanto dura una segnalazione al CRIF e cosa sapere prima di preoccuparsi

    Ecco cosa può nascondersi davvero dietro una segnalazione al CRIF

    Quanto dura una segnalazione al CRIF e come affrontarla: perché affidarsi a Gianmario Bertollo

    Cosa significa essere segnalati al CRIF?

    A volte lo si scopre nel momento meno opportuno: durante l’acquisto di un’auto, nella richiesta di un mutuo o nel tentativo di ottenere un piccolo prestito. Quando la risposta è subito negativa e inizia a farsi largo un dubbio: “sono forse stato segnalato al CRIF?”Tecnicamente, una segnalazione ai Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) avviene quando si verificano ritardi nei pagamenti di finanziamenti o prestiti.Insomma, non succede all’improvviso e all’insaputa del diretto interessato: dopo il ritardo nel pagamento, almeno 15 giorni prima dell’iscrizione, l’ente che ha erogato il credito è obbligato a inviare una comunicazione scritta per avvisare del ritardo e della conseguente segnalazione imminente.Se il debito viene saldato tempestivamente, la segnalazione si può allora evitare.Inoltre, è possibile controllare se si è stati segnalati direttamente presso la CRIF: per le persone fisiche questo servizio è gratuito, mentre per le aziende è previsto un costo.Il problema nasce quando questi avvisi vengono ignorati o non si è più in grado di rientrare nei pagamenti. In quel caso, si viene effettivamente inseriti nella lista dei “cattivi pagatori e, da quel momento in poi, operazioni apparentemente semplici come rateizzare un acquisto possono diventare molto difficili, se non impossibili.

    Quanto dura una segnalazione al CRIF e cosa sapere prima di preoccuparsi

    Sapere quanto dura una segnalazione al CRIF è spesso il primo pensiero di chi scopre di essere stato inserito nei registri dei cattivi pagatori.Ma prima di concentrarsi solo sulla “lista” del cattivi pagatori, vale la pena capire cosa rappresenta davvero.Il CRIF raccoglie dati. Registra informazioni fornite da banche e finanziarie, come l’apertura di un prestito, i pagamenti regolari o i ritardi accumulati, e le rende consultabili agli istituti di credito.Sono poi questi ultimi a valutare, caso per caso, se concedere o meno un nuovo finanziamento.Sul sito ufficiale del CRIF è possibile consultare tabelle aggiornate che indicano quanto tempo dura una segnalazione al CRIF, in base al tipo di informazione registrata.Questo è sicuramente un primo passo utile per orientarsi.Dopodiché, è senza dubbio importante capire cosa l’ha generata e agire per risolvere il problema alla radice.

    Ecco cosa può nascondersi davvero dietro una segnalazione al CRIF

    Quindi non sempre una segnalazione al CRIF è un semplice incidente di percorso. In molti casi, è il primo campanello d’allarme di qualcosa di più profondo: una condizione di sovraindebitamento che si è insinuata lentamente, fino a diventare insostenibile.La tentazione di tante persone, quando vengono segnalate al CRIF, è probabilmente quella di concentrarsi sull’effetto più visibile: “ripulire” il proprio nome dalla lista. Ma agire solo su questo fronte rischia di essere una toppa temporanea. Perché il vero problema non è la segnalazione, ma ciò che l’ha causata.Quando i debiti iniziano a sommarsi, tra rate di finanziamenti, mutui o spese impreviste, può bastare un piccolo imprevisto per far saltare l’equilibrio. Da lì, il passo verso ritardi nei pagamenti e segnalazioni è breve.Attenzione dunque agli errori più comuni in queste situazioni. Ad esempio, online si trovano facilmente promesse di cancellazioni rapide, moduli “miracolosi” da compilare, strategie fai-da-te apparentemente semplici.Ma affidarsi a queste scorciatoie o a chi promette risultati facili senza spiegare come intende ottenerli, non solo non risolve il problema, ma spesso lo aggrava. Si rischia di perdere tempo e peggiorare la propria condizione di indebitamento.Ecco perché è fondamentale guardare oltre il sintomo e affrontare la radice del problema con gli strumenti giusti per voltare pagina, senza rischiare di ritrovarsi punto e a capo dopo pochi mesi.

    Quanto dura una segnalazione al CRIF e come affrontarla: perché affidarsi a Gianmario Bertollo

    Quando si entra in un circolo di segnalazioni, rifiuti e debiti che sembrano fuori controllo, l’unica vera bussola per ritrovare la strada è quella dell’esperienza.Come abbiamo visto, dietro una segnalazione al CRIF si nasconde spesso qualcosa di più serio, ad esempio, una condizione di sovraindebitamento che, se non affrontata nel modo giusto, rischia di peggiorare nel tempo, rendendo sempre più difficile ripartire.Di quale esperienza parliamo, allora? In Italia, Gianmario Bertollo è uno dei principali esperti in materia di sovraindebitamento, con alle spalle dieci anni di attività sul campo e più di 440 cittadini e famiglie aiutati.Fondatore di Legge3.it, Bertollo guida oggi un team composto da più di 60 professionisti del sovraindebitamento, attivi su tutto il territorio nazionale. Il punto di partenza è sempre lo stesso: un’analisi rigorosa e trasparente del caso, per evitare soluzioni standardizzare e affrontare ogni caso con la personalizzazione necessaria.Nessuna promessa facile, ma solo strategie legali costruite su basi concrete, grazie agli strumenti previsti dalla Legge 3/2012, le cui procedure oggi sono integrate nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.Il metodo è strutturato e collaudato e a differenza di tanti operatori improvvisati, Legge3.it è l’unica realtà del settore a offrire una garanzia “100% soddisfatti o rimborsati”.Questo elemento, da solo, basterebbe a comprendere la serietà e la professionalità  del team di Gianmario Bertollo. Se non ci sono i presupposti per agire, il percorso non viene nemmeno iniziato. Se invece si parte, è perché ci sono solide possibilità che il giudice approvi la proposta.Se vuoi affidarti a veri professionisti specializzati in procedure di sovraindebitamento, leggi direttamente l’approfondimento di Gianmario Bertollo su quanto dura la segnalazione al CRIF.

    Foto copertina: istock/DjelicS […]

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    Manovra di Bilancio 2026, proroga dei bonus casa: chi avrà ancora le detrazioni

    Il Disegno di legge di bilancio 2026 si occupa, al Titolo II, delle misure in materia fiscale e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.Nello specifico l’articolo 9 del DDL proroga per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente, una serie di detrazioni fiscali riconosciute ai contribuenti che realizzano interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.Tra le misure oggetto di modifica figura il Bonus ristrutturazione casa, la cui percentuale di detraibilità applicabile per l’anno 2025 (ivi compresa l’aliquota maggiorata per le abitazioni principali) è estesa anche agli interventi effettuati nel 2026.Analizziamo la novità in dettaglio.Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi

    Indice

    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    La detrazione per le abitazioni principali

    Come avere la detrazione

    Come si calcola il limite di spesa

    A chi spetta la detrazione

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Stando alla Relazione illustrativa al Disegno di legge di Bilancio per l’anno 2026, presentato in Senato, l’articolo 9 in materia di “Detrazioni delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici” modifica il Decreto – Legge numero 63 del 4 giugno 2013 prorogando, per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente le disposizioni in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi di cui:

    All’articolo 14, comma 3 – quinquies, in materia di ecobonus;

    All’articolo 16, comma 1, in materia di bonus ristrutturazioni;

    All’articolo 16, comma 1 – septies.1, in materia di sisma bonus.

    Viene altresì prorogata la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazioni, contemplata all’articolo 16, comma 2 del citato D.L. numero 63/2013 e ribattezzata bonus mobili.

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    L’articolo 9 del DDL bilancio interviene in materia di Bonus ristrutturazioni modificandone la disciplina, contenuta nell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013.La normativa vigente prevede, per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, ad esclusione degli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, una detrazione dall’imposta lorda pari al:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    30 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027;

    fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96 mila euro per unità immobiliare.

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il citato articolo 9 del disegno di legge modifica le percentuali di detraibilità, nello specifico:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025 e 2026;

    30 per cento delle spese sostenute nel 2027.

    In definitiva, come si legge nella relazione illustrativa, con l’articolo 9 si intende, in primo luogo, estendere “la disciplina più favorevole sopra descritta, applicabile per l’anno 2025, anche agli interventi effettuati nell’anno 2026”.Restano ferme le aliquote di detrazione applicabili “alle spese sostenute nell’anno 2027 per i medesimi interventi”.

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    In questo paragrafo è possibile scaricare il testo ufficiale della Legge di bilancio 2026 approdato in parlamento. Si trova in questo box Allegati.

    Allegati

    Legge di bilancio 2026 – testo in Pdf

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    La detrazione per le abitazioni principali

    Il secondo periodo dell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013, fermo restando il già menzionato limite di 96 mila euro, eleva, per le annualità 2025, 2026 e 2027, la detrazione in parola al:

    50 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    36 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027.

    La percentuale maggiorata spetta a fronte delle spese sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.Il disegno di legge di bilancio interviene anche sulla detrazione in argomento, prorogando la percentuale del 50 per cento anche alle spese sostenute nel 2026.Resta ferma invece la detraibilità al 36 per cento per le spese sostenute nel 2027.

    Come avere la detrazione

    La detrazione relativa ai lavori di ristrutturazione degli immobili è fruita dal contribuente in sede di calcolo dell’IRPEF effettuato con la dichiarazione dei redditi resa a mezzo del modello 730 o Redditi Persone Fisiche.Grazie alla detrazione, l’imposta lorda a carico del contribuente (calcolata in ragione del reddito complessivo rilevante ai fini fiscali) è diminuita secondo la seguente operazione:Imposta lorda – detrazioni fiscali = imposta netta dovuta dal contribuente.Da notare che, con riguardo al Bonus ristrutturazioni, l’importo detraibile, ottenuto applicando le percentuali descritte alle spese sostenute, è ripartito in dieci quote annuali, di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

    Come si calcola il limite di spesa

    La soglia di spesa fissata a 96 mila euro opera per ogni singola abitazione, nel caso di più comproprietari il limite va ripartito tra gli stessi.Il limite stabilito per ogni abitazione comprende anche le sue pertinenze, anche se accatastate distintamente.

    A chi spetta la detrazione

    Possono fruire del Bonus ristrutturazioni i seguenti soggetti passivi dell’IRPEF che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi rimasti a loro carico, in base ad un titolo idoneo all’avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio:

    proprietario;

    nudo proprietario;

    titolare di un diritto reale sull’immobile;

    titolare di un diritto edificatorio;

    inquilino con contratto regolarmente registrato;

    comodatario con contratto regolarmente registrato;

    soci di cooperative di costruzione;

    ex coniuge separato del proprietario della casa coniugale cui è stato concesso il diritto di abitazione;

    familiari di tutti i soggetti sopra citati, purché conviventi nell’immobile ristrutturato e aventi fatture e bonifici a loro intestati ovvero con un’annotazione del familiare che ha sostenuto la spesa;

    convivente di fatto risultante dai registri anagrafici o da un’autocertificazione, ai sensi della Legge numero 76/2016.

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Gli interventi ammessi in detrazione riguardano:

    manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

    opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riferimento all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;

    messa a norma degli edifici per quanto concerne gli impianti elettrici e a metano;

    eliminazione delle barriere architettoniche;

    prevenzione furti;

    cablatura edifici;

    misure antisismiche;

    prevenzione infortuni e malattie;

    interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;

    interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione;

    interventi di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali residenziali.

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    Manovra di Bilancio 2026, proroga dei bonus casa: chi avrà ancora le detrazioni

    Il Disegno di legge di bilancio 2026 si occupa, al Titolo II, delle misure in materia fiscale e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.Nello specifico l’articolo 9 del DDL proroga per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente, una serie di detrazioni fiscali riconosciute ai contribuenti che realizzano interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.Tra le misure oggetto di modifica figura il Bonus ristrutturazione casa, la cui percentuale di detraibilità applicabile per l’anno 2025 (ivi compresa l’aliquota maggiorata per le abitazioni principali) è estesa anche agli interventi effettuati nel 2026.Analizziamo la novità in dettaglio.Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi

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    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    La detrazione per le abitazioni principali

    Come avere la detrazione

    Come si calcola il limite di spesa

    A chi spetta la detrazione

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Stando alla Relazione illustrativa al Disegno di legge di Bilancio per l’anno 2026, presentato in Senato, l’articolo 9 in materia di “Detrazioni delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici” modifica il Decreto – Legge numero 63 del 4 giugno 2013 prorogando, per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente le disposizioni in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi di cui:

    All’articolo 14, comma 3 – quinquies, in materia di ecobonus;

    All’articolo 16, comma 1, in materia di bonus ristrutturazioni;

    All’articolo 16, comma 1 – septies.1, in materia di sisma bonus.

    Viene altresì prorogata la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazioni, contemplata all’articolo 16, comma 2 del citato D.L. numero 63/2013 e ribattezzata bonus mobili.

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    L’articolo 9 del DDL bilancio interviene in materia di Bonus ristrutturazioni modificandone la disciplina, contenuta nell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013.La normativa vigente prevede, per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, ad esclusione degli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, una detrazione dall’imposta lorda pari al:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    30 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027;

    fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96 mila euro per unità immobiliare.

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il citato articolo 9 del disegno di legge modifica le percentuali di detraibilità, nello specifico:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025 e 2026;

    30 per cento delle spese sostenute nel 2027.

    In definitiva, come si legge nella relazione illustrativa, con l’articolo 9 si intende, in primo luogo, estendere “la disciplina più favorevole sopra descritta, applicabile per l’anno 2025, anche agli interventi effettuati nell’anno 2026”.Restano ferme le aliquote di detrazione applicabili “alle spese sostenute nell’anno 2027 per i medesimi interventi”.

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    In questo paragrafo è possibile scaricare il testo ufficiale della Legge di bilancio 2026 approdato in parlamento. Si trova in questo box Allegati.

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    La detrazione per le abitazioni principali

    Il secondo periodo dell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013, fermo restando il già menzionato limite di 96 mila euro, eleva, per le annualità 2025, 2026 e 2027, la detrazione in parola al:

    50 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    36 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027.

    La percentuale maggiorata spetta a fronte delle spese sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.Il disegno di legge di bilancio interviene anche sulla detrazione in argomento, prorogando la percentuale del 50 per cento anche alle spese sostenute nel 2026.Resta ferma invece la detraibilità al 36 per cento per le spese sostenute nel 2027.

    Come avere la detrazione

    La detrazione relativa ai lavori di ristrutturazione degli immobili è fruita dal contribuente in sede di calcolo dell’IRPEF effettuato con la dichiarazione dei redditi resa a mezzo del modello 730 o Redditi Persone Fisiche.Grazie alla detrazione, l’imposta lorda a carico del contribuente (calcolata in ragione del reddito complessivo rilevante ai fini fiscali) è diminuita secondo la seguente operazione:Imposta lorda – detrazioni fiscali = imposta netta dovuta dal contribuente.Da notare che, con riguardo al Bonus ristrutturazioni, l’importo detraibile, ottenuto applicando le percentuali descritte alle spese sostenute, è ripartito in dieci quote annuali, di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

    Come si calcola il limite di spesa

    La soglia di spesa fissata a 96 mila euro opera per ogni singola abitazione, nel caso di più comproprietari il limite va ripartito tra gli stessi.Il limite stabilito per ogni abitazione comprende anche le sue pertinenze, anche se accatastate distintamente.

    A chi spetta la detrazione

    Possono fruire del Bonus ristrutturazioni i seguenti soggetti passivi dell’IRPEF che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi rimasti a loro carico, in base ad un titolo idoneo all’avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio:

    proprietario;

    nudo proprietario;

    titolare di un diritto reale sull’immobile;

    titolare di un diritto edificatorio;

    inquilino con contratto regolarmente registrato;

    comodatario con contratto regolarmente registrato;

    soci di cooperative di costruzione;

    ex coniuge separato del proprietario della casa coniugale cui è stato concesso il diritto di abitazione;

    familiari di tutti i soggetti sopra citati, purché conviventi nell’immobile ristrutturato e aventi fatture e bonifici a loro intestati ovvero con un’annotazione del familiare che ha sostenuto la spesa;

    convivente di fatto risultante dai registri anagrafici o da un’autocertificazione, ai sensi della Legge numero 76/2016.

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Gli interventi ammessi in detrazione riguardano:

    manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

    opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riferimento all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;

    messa a norma degli edifici per quanto concerne gli impianti elettrici e a metano;

    eliminazione delle barriere architettoniche;

    prevenzione furti;

    cablatura edifici;

    misure antisismiche;

    prevenzione infortuni e malattie;

    interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;

    interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione;

    interventi di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali residenziali.

    Iscriviti alla Newsletter LeggiOggi per ricevere altri aggiornamenti simili.

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    Leggi di più… from Manovra di Bilancio 2026, proroga dei bonus casa: chi avrà ancora le detrazioni

    Pubblicato il

    Manovra di Bilancio 2026, proroga dei bonus casa: chi avrà ancora le detrazioni

    Il Disegno di legge di bilancio 2026 si occupa, al Titolo II, delle misure in materia fiscale e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.Nello specifico l’articolo 9 del DDL proroga per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente, una serie di detrazioni fiscali riconosciute ai contribuenti che realizzano interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.Tra le misure oggetto di modifica figura il Bonus ristrutturazione casa, la cui percentuale di detraibilità applicabile per l’anno 2025 (ivi compresa l’aliquota maggiorata per le abitazioni principali) è estesa anche agli interventi effettuati nel 2026.Analizziamo la novità in dettaglio.Iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi

    Indice

    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    La detrazione per le abitazioni principali

    Come avere la detrazione

    Come si calcola il limite di spesa

    A chi spetta la detrazione

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Bonus ristrutturazione anche nel 2026

    Stando alla Relazione illustrativa al Disegno di legge di Bilancio per l’anno 2026, presentato in Senato, l’articolo 9 in materia di “Detrazioni delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici” modifica il Decreto – Legge numero 63 del 4 giugno 2013 prorogando, per l’anno 2026, alle stesse condizioni previste per l’annualità corrente le disposizioni in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi di cui:

    All’articolo 14, comma 3 – quinquies, in materia di ecobonus;

    All’articolo 16, comma 1, in materia di bonus ristrutturazioni;

    All’articolo 16, comma 1 – septies.1, in materia di sisma bonus.

    Viene altresì prorogata la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazioni, contemplata all’articolo 16, comma 2 del citato D.L. numero 63/2013 e ribattezzata bonus mobili.

    Cosa cambia per il Bonus ristrutturazioni?

    L’articolo 9 del DDL bilancio interviene in materia di Bonus ristrutturazioni modificandone la disciplina, contenuta nell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013.La normativa vigente prevede, per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, ad esclusione degli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, una detrazione dall’imposta lorda pari al:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    30 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027;

    fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96 mila euro per unità immobiliare.

    Confermato il 36 per cento per le spese sostenute nel 2026

    Il citato articolo 9 del disegno di legge modifica le percentuali di detraibilità, nello specifico:

    36 per cento delle spese sostenute nel 2025 e 2026;

    30 per cento delle spese sostenute nel 2027.

    In definitiva, come si legge nella relazione illustrativa, con l’articolo 9 si intende, in primo luogo, estendere “la disciplina più favorevole sopra descritta, applicabile per l’anno 2025, anche agli interventi effettuati nell’anno 2026”.Restano ferme le aliquote di detrazione applicabili “alle spese sostenute nell’anno 2027 per i medesimi interventi”.

    Il testo della Manovra 2026 in Pdf

    In questo paragrafo è possibile scaricare il testo ufficiale della Legge di bilancio 2026 approdato in parlamento. Si trova in questo box Allegati.

    Allegati

    Legge di bilancio 2026 – testo in Pdf

    99 MB

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    La detrazione per le abitazioni principali

    Il secondo periodo dell’articolo 16, comma 1, D.L. numero 63/2013, fermo restando il già menzionato limite di 96 mila euro, eleva, per le annualità 2025, 2026 e 2027, la detrazione in parola al:

    50 per cento delle spese sostenute nel 2025;

    36 per cento delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027.

    La percentuale maggiorata spetta a fronte delle spese sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.Il disegno di legge di bilancio interviene anche sulla detrazione in argomento, prorogando la percentuale del 50 per cento anche alle spese sostenute nel 2026.Resta ferma invece la detraibilità al 36 per cento per le spese sostenute nel 2027.

    Come avere la detrazione

    La detrazione relativa ai lavori di ristrutturazione degli immobili è fruita dal contribuente in sede di calcolo dell’IRPEF effettuato con la dichiarazione dei redditi resa a mezzo del modello 730 o Redditi Persone Fisiche.Grazie alla detrazione, l’imposta lorda a carico del contribuente (calcolata in ragione del reddito complessivo rilevante ai fini fiscali) è diminuita secondo la seguente operazione:Imposta lorda – detrazioni fiscali = imposta netta dovuta dal contribuente.Da notare che, con riguardo al Bonus ristrutturazioni, l’importo detraibile, ottenuto applicando le percentuali descritte alle spese sostenute, è ripartito in dieci quote annuali, di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

    Come si calcola il limite di spesa

    La soglia di spesa fissata a 96 mila euro opera per ogni singola abitazione, nel caso di più comproprietari il limite va ripartito tra gli stessi.Il limite stabilito per ogni abitazione comprende anche le sue pertinenze, anche se accatastate distintamente.

    A chi spetta la detrazione

    Possono fruire del Bonus ristrutturazioni i seguenti soggetti passivi dell’IRPEF che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi rimasti a loro carico, in base ad un titolo idoneo all’avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio:

    proprietario;

    nudo proprietario;

    titolare di un diritto reale sull’immobile;

    titolare di un diritto edificatorio;

    inquilino con contratto regolarmente registrato;

    comodatario con contratto regolarmente registrato;

    soci di cooperative di costruzione;

    ex coniuge separato del proprietario della casa coniugale cui è stato concesso il diritto di abitazione;

    familiari di tutti i soggetti sopra citati, purché conviventi nell’immobile ristrutturato e aventi fatture e bonifici a loro intestati ovvero con un’annotazione del familiare che ha sostenuto la spesa;

    convivente di fatto risultante dai registri anagrafici o da un’autocertificazione, ai sensi della Legge numero 76/2016.

    Per quali interventi si ha diritto al Bonus ristrutturazioni

    Gli interventi ammessi in detrazione riguardano:

    manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;

    opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riferimento all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;

    messa a norma degli edifici per quanto concerne gli impianti elettrici e a metano;

    eliminazione delle barriere architettoniche;

    prevenzione furti;

    cablatura edifici;

    misure antisismiche;

    prevenzione infortuni e malattie;

    interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;

    interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione;

    interventi di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali residenziali.

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