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    Pensioni, perché la Tredicesima INPS 2025 è più bassa della pensione ordinaria?

    Reddito complessivo (in euro) Importo detrazione (in euro) Non superiore a 8.500 1.955 (*) Compreso tra 8.500 e 28.000 700 + [1.255 * (28.000 – reddito complessivo) / 19.500] Tra 28.000 e 50.000 (**) 700 * [(50.000 – reddito complessivo) / 22.000 Oltre 50.000 0 (*) La detrazione non può essere inferiore a 713,00 euro […]

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    Assegno di inclusione dicembre 2025: pagamento in arrivo prima di Natale. Le date

    Buone notizie a dicembre per tutti i beneficiari dell’Assegno di Inclusione: il pagamento del sussidio sarà effettuato in anticipo, prima delle festività natalizie. Tempistiche utili in un periodo in cui le spese aumentano, causa scadenze di pagamenti, imposte e regali per amici e parenti. L’INPS ha infatti diffuso il calendario ufficiale delle ricariche, indicando con precisione le date previste, sia per chi aspetta la prima erogazione dell’ADI sia per chi lo riceve già ogni mese. Ecco allora cosa prevede il programma di dicembre 2025 e come funzionerà l’accredito sulla Carta di inclusione.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Assegno di inclusione ADI: le date di dicembre 2025

    Come viene pagato l’Assegno di inclusione

    Come può essere suddiviso l’importo dell’ADI

    Cosa si può fare con la Carta ADI?

    Prelievi di contante

    L’assegno di inclusione è tassato?

    Come ottenere l’Assegno di inclusione ADI

    Assegno di inclusione ADI: le date di dicembre 2025

    Collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno di Inclusione (ADI)” è disponibile nella sezione “Documenti” il calendario dei pagamenti dell’assegno di inclusione ADI da settembre a dicembre di quest’anno.Dal documento si evince che le date dei primi pagamenti, per i nuovi beneficiari dell’ADI e Pagamento delle eventuali mensilità arretrate spettanti sono previsti per lunedì 15 dicembre 2025.

    Al contrario, coloro i quali già beneficiano del sussidio (rinnovi mensili) vedranno accreditarsi le somme sulla Carta di inclusione (o Carta ADI) sabato 20 dicembre 2025.In definitiva, tanto per i nuovi beneficiari quanto per i rinnovi mensili, l’Assegno di dicembre arriverà prima delle festività natalizie.

    Come viene pagato l’Assegno di inclusione

    Come sempre, l’ADI viene pagato tramite la Carta di inclusione, uno strumento elettronico ricaricabile consegnato ai nuclei familiari che hanno diritto al beneficio. La carta viene ritirata negli uffici postali dopo l’accredito della prima mensilità, e il destinatario è avvisato attraverso il portale SIISL oppure tramite SMS o email.È importante ricordare che la Carta di inclusione è strettamente personale: può essere utilizzata solo dal titolare e non può essere ceduta o usata da altre persone.

    Come può essere suddiviso l’importo dell’ADI

    La normativa prevede che l’importo dell’Assegno di Inclusione possa essere suddiviso tra i componenti maggiorenni del nucleo familiare che esercitano responsabilità genitoriali o che rientrano nella scala di equivalenza. In questo caso, ciascun beneficiario riceve la propria quota pro-capite sulla Carta ADI.La richiesta di “individualizzazione” della Carta può essere presentata da qualunque membro maggiorenne del nucleo familiare che rientra nei criteri sopra indicati. La domanda si presenta tramite il modello ADI – Com esteso, sia contestualmente alla richiesta del sussidio sia successivamente, durante l’erogazione.La suddivisione dell’importo viene applicata solo se l’assegno mensile supera i 200 euro nel mese in cui si presenta la domanda o nel primo mese di erogazione, come stabilito dal D.M. 154/2023.

    Cosa si può fare con la Carta ADI?

    La Carta ADI, quale strumento di pagamento elettronico prepagato, consente di acquistare beni e servizi presso gli esercizi commerciali, al tempo stesso presenti sul territorio nazionale e Convenzionati con il circuito Mastercard.

    I beni e servizi acquistati devono rientrare nelle categorie di spesa previste dalla normativa di riferimento (l’elenco degli acquisti vietati è disponibile collegandosi a “poste.it – Carta di inclusione – Come funziona – Cosa non puoi fare”).In ogni caso è vietato:

    l’utilizzo della carta all’estero;

    l’acquisto online o mediante servizi di direct-marketing.

    Prelievi di contante

    La Carta di Inclusione consente di effettuare prelievi di contante presso gli sportelli automatici ATM postali e bancari abilitati su circuito Mastercard in Italia, entro un limite mensile di 100 euro.Soglia che vale per i nuclei composti da un singolo individuo ed è da riproporzionare in ragione della consistenza del nucleo beneficiario, in base alla scala di equivalenza assunta ai fini ADI.

    L’assegno di inclusione è tassato?

    Non è prevista tassazione per l’ADI. Le somme percepite a titolo di Assegno di Inclusione sono esenti dal pagamento dell’IRPEF, ai sensi dell’articolo 34, comma 3, del D.P.R. numero 601/1973.Quest’ultimo dispone infatti che i “sussidi corrisposti dallo Stato, e da altri enti pubblici a titolo assistenziali sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche e dall’imposta locale sui redditi nei confronti dei percipienti”.Sempre l’ADI si configura come “sussidio di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri ai sensi dell’articolo 545 del Codice di procedura civile” (articolo 3, comma 3, Decreto – Legge numero 48/2023) ed è, pertanto, impignorabile. 

    Come ottenere l’Assegno di inclusione ADI

    I cittadini che possiedono i requisiti previsti possono richiedere l’Assegno di Inclusione presentando domanda all’INPS. La richiesta può essere inoltrata in tre modalità:

    tramite il portale inps.it, nella sezione dedicata all’ADI, utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS;

    rivolgendosi a un ente di patronato;

    tramite un CAF, che può occuparsi dell’invio della domanda.

    Una volta completata con esito positivo l’istruttoria, il beneficio viene erogato ogni mese per un periodo massimo di 18 mesi consecutivi. Al termine, è possibile chiedere il rinnovo per ulteriori 12 mesi, ma con l’obbligo di una sospensione di un mese tra un periodo e l’altro. Tale mese di stop è previsto anche alla fine di ogni successivo rinnovo annuale.

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    Welfare

    Bonus psicologo 2025, online le graduatorie definitive Inps. Come controllare se si è beneficiari

    Redazione
    05/12/25

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    Bonus psicologo 2025, online le graduatorie definitive Inps. Come controllare se si è beneficiari

    Sono online le graduatorie definitive dell’ultima tornata del Bonus psicologo 2025. L’INPS ha annunciato la pubblicazione delle liste definitive relative alle domande presentate per l’anno 2025. Si tratta dell’elenco ufficiale dei beneficiari del contributo destinato a sostenere le spese delle sedute di psicoterapia, una misura introdotta per facilitare l’accesso al supporto psicologico e particolarmente attesa per la sua forte valenza sociale. Le graduatorie sono state elaborate sulla base dell’ISEE e dell’ordine cronologico di invio delle domande, tenendo conto delle risorse disponibili. Gli utenti possono ora consultare online il proprio esito e, in caso di accoglimento, visualizzare l’importo riconosciuto e il codice univoco necessario per iniziare le sedute.Resta aggiornato sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Domande scadute a novembre

    Graduatorie definitive online: l’annuncio Inps

    Come controllare l’esito delle graduatorie

    Sono in graduatoria: cosa devo fare?

    Domande scadute a novembre

    Per l’annualità 2025 i termini sono ormai chiusi. Il periodo utile per presentare la domanda del Bonus psicologo era fissato dal 15 settembre al 14 novembre 2025, come stabilito dal decreto interministeriale del 10 luglio 2025. Si trattava di un termine perentorio: tutte le domande inviate oltre tale data sono state considerate inammissibili e non hanno potuto accedere alla fase istruttoria. Allo stesso modo, le richieste prive delle dichiarazioni obbligatorie sul possesso dei requisiti o presentate con un ISEE non valido non sono state accolte.La novità più rilevante riguarda la decisione del Ministero della Salute di unificare i fondi 2024 e 2025 in un’unica graduatoria 2025, con una disponibilità complessiva pari a 21,5 milioni di euroLa circolare chiarisce che, nel caso di ISEE con omissioni o difformità, il richiedente aveva 15 giorni di tempo dopo il termine del 14 novembre per correggere o regolarizzare la propria dichiarazione. Le domande non sanate entro questo ulteriore periodo sono state dichiarate improcedibili. Questo passaggio è stato decisivo, perché molte istanze non sono state incluse nelle graduatorie proprio per la mancata regolarizzazione dell’ISEE.In sintesi, soltanto le domande presentate entro il 14 novembre 2025 e complete dei requisiti richiesti hanno potuto accedere alla formazione delle graduatorie definitive pubblicate dall’INPS.

    Graduatorie definitive online: l’annuncio Inps

    Con un messaggio ufficiale pubblicato il 5 dicembre 2025, l’INPS ha comunicato il completamento dell’istruttoria e la pubblicazione delle graduatorie definitive del Bonus psicologo per l’anno 2025. Si tratta dell’elenco finale dei beneficiari, suddiviso per Regione e per la Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, redatto secondo i criteri stabiliti dal decreto interministeriale: valore ISEE più basso e, in caso di pari valore, ordine cronologico di presentazione della domanda.

    Nel messaggio, l’Istituto ha anche ricordato che le domande con ISEE difforme o non sanato nei tempi previsti sono state escluse e non considerate nella redazione delle graduatorie.

    Come controllare l’esito delle graduatorie

    Per conoscere l’esito della propria domanda, l’INPS mette a disposizione una procedura online. È sufficiente accedere al sito istituzionale www.inps.it e digitare nella barra di ricerca le parole “Bonus psicologo”. Tra i servizi disponibili occorre selezionare “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia – Bonus psicologo”, lo stesso utilizzato per la fase di presentazione della domanda.Una volta effettuato l’accesso con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE, CNS o eIDAS), il richiedente può visualizzare immediatamente l’esito all’interno della sezione “Ricevute e provvedimenti”. In caso di domanda accolta, viene mostrato sia l’importo del contributo riconosciuto sia il codice univoco da comunicare al professionista per prenotare e confermare le sedute di psicoterapia.Il sistema permette anche di consultare eventuali comunicazioni dell’INPS e di scaricare il provvedimento relativo alla propria posizione. Con questa modalità, ogni beneficiario può verificare in modo semplice e trasparente se rientra o meno nelle graduatorie definitive pubblicate.

    Sono in graduatoria: cosa devo fare?

    Se la domanda è stata accolta e si risulta essere tra i beneficiari del Bonus psicologo, il primo passo è verificare nel dettaglio il codice univoco che l’INPS ha assegnato al beneficiario. Questo codice è essenziale, perché dovrà essere comunicato allo psicoterapeuta scelto per permettere la prenotazione e la conferma delle sedute. L’importo del contributo riconosciuto, infatti, viene scalato automaticamente a ogni seduta registrata dal professionista, fino al limite massimo previsto in base alla fascia ISEE relativa.

    Il beneficiario deve effettuare almeno una seduta entro 60 giorni dalla data di comunicazione dell’accoglimento della domanda. In caso contrario, si decade dal beneficio e l’INPS procede a un unico scorrimento della graduatoria. Inoltre, il contributo deve essere utilizzato entro 270 giorni dalla pubblicazione del messaggio che annuncia le graduatorie definitive.L’importo non viene versato al beneficiario, ma direttamente al professionista, nella misura massima di 50 euro a seduta. Per questo è fondamentale rivolgersi a uno psicoterapeuta che abbia aderito all’iniziativa ed effettui correttamente la conferma delle sedute nella piattaforma INPS, così da evitare ritardi o problemi nell’erogazione.

    L’importo del Bonus psicologo non è uguale per tutti, ma varia in base alla fascia ISEE del richiedente. Il decreto interministeriale 2025 ha confermato un meccanismo pensato per favorire maggiormente le persone con redditi più bassi, modulando il contributo massimo erogabile. In ogni caso, il valore riconosciuto per singola seduta resta fisso: fino a 50 euro, importo che viene versato direttamente al professionista che ha aderito all’iniziativa.

    Nel dettaglio, gli importi massimi per ciascuna fascia ISEE sono i seguenti:

    ISEE inferiore a 15.000 euro → contributo massimo fino a 1.500 euro

    ISEE tra 15.000 e 30.000 euro → contributo massimo fino a 1.000 euro

    ISEE tra 30.000 e 50.000 euro → contributo massimo fino a 500 euro

    Il codice univoco assegnato al beneficiario riporta già l’ammontare complessivo disponibile e viene scalato automaticamente man mano che il professionista conferma le sedute nel sistema INPS.

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    Bonus mamme 2025, domande entro il 9 dicembre. Istruzioni ufficiali Inps per non perderlo

    Pochi giorni alla scadenza delle domande per accedere al bonus mamme 2025. Le madri interessate devono farne richiesta entro martedì 9 dicembre.Le istruzioni sul come fare, e su chi avesse diritto all’integrazione al reddito introdotta dal Decreto Omnibus (D.L. 95/2025), erano arrivate lo scorso 28 ottobre con la circolare INPS n. 139/2025.La misura, rivolta alle lavoratrici con due o più figli, rappresenta un sostegno economico straordinario per il solo anno 2025, in vista dell’entrata in vigore – posticipata al 2026 – dell’esonero contributivo permanente previsto dalla Legge di Bilancio 2025.Il contributo, pari a 40 euro mensili per ogni mese di attività lavorativa nel 2025, viene riconosciuto alle lavoratrici dipendenti (escluse le domestiche) e autonome che rispettano determinati requisiti anagrafici e reddituali. Le madri con tre o più figli titolari di contratto a tempo indeterminato restano escluse, potendo beneficiare invece dell’esonero contributivo totale introdotto con la legge di Bilancio 2024.Le lavoratrici con le carte in regola possono, quindi, inviare domanda all’Inps entro il prossimo 9 dicembre. Sul portale Inps, alla sezione Manuale utente del servizio, sono inoltre state integrate le faq ufficiali Inps. Vediamo in modo chiaro e dettagliato a chi spetta il nuovo bonus, come presentare la domanda e quando sarà erogato.

    Per ricevere in anteprima tutte le news in tema di lavoro e sussidi, iscriviti al nuovo canale Telegram di LeggiOggi.

    Indice

    Cos’è il nuovo bonus mamme 2025

    A chi spetta il bonus: i requisiti principali

    Come funziona il bonus e quando viene pagato

    Come presentare la domanda all’INPS

    Scadenza di invio domanda

    I documenti da allegare alla domanda

    Quando arrivano i pagamenti

    Attenzione a non confondersi con il bonus mamme 2026

    Circolare Inps ufficiale sul bonus mamme: ecco il testo in PDF

    Le FAQ ufficiali Inps

    Cos’è il nuovo bonus mamme 2025

    Il nuovo bonus mamme è un’integrazione al reddito istituita per l’anno 2025, destinata alle lavoratrici madri con almeno due figli, che svolgono un’attività dipendente o autonoma.La misura è stata prevista dall’articolo 6 del decreto-legge 95/2025, e sostituisce temporaneamente l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 219, legge 207/2024), la cui entrata in vigore è stata rinviata al 2026.L’importo è pari a 40 euro al mese per ogni mese o frazione di mese di lavoro svolto nel 2025, per un massimo di 12 mensilità. L’erogazione avverrà in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2025, o, per le domande presentate in ritardo, entro febbraio 2026.

    A chi spetta il bonus: i requisiti principali

    Come chiarito dalla circolare INPS n. 139/2025, le lavoratrici devono soddisfare requisiti soggettivi, familiari, lavorativi e reddituali.

    Numero di figli

    Il bonus spetta alle madri con due figli (naturali, adottivi o in affidamento preadottivo), fino al mese del decimo compleanno del secondo figlio;

    oppure alle madri con tre o più figli, fino al mese del diciottesimo compleanno del figlio più piccolo.

    Il requisito deve essere posseduto al 1° gennaio 2025 o maturare entro il 31 dicembre 2025. Se il requisito si perfeziona nel corso dell’anno, il bonus decorre dal mese di nascita o di adozione del nuovo figlio.

    Attività lavorativaIl bonus spetta a:

    Lavoratrici dipendenti, pubbliche o private, escluse le lavoratrici domestiche;

    Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie o alle casse professionali (ex D.Lgs. 509/1994 e 103/1996);

    Iscritte alla Gestione separata INPS.

    Sono inclusi i contratti a termine, di somministrazione o intermittenti, mentre sono escluse:

    le titolari di cariche sociali non iscritte all’AGO;

    le imprenditrici non soggette a contribuzione obbligatoria;

    lavoratrici domestiche

    Le madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato non ricevono il bonus, poiché per loro resta attivo l’esonero totale dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) fino al 2026.

    Requisiti di redditoIl reddito complessivo da lavoro, autonomo o dipendente, non deve superare i 40.000 euro lordi annui nel 2025.

    Come funziona il bonus e quando viene pagato

    Il nuovo bonus mamme 2025 ha una logica semplice:

    per ogni mese (o frazione) in cui è attivo un rapporto di lavoro nel 2025, spetta un importo di 40 euro;

    le mensilità di gennaio-novembre vengono pagate in unica soluzione a dicembre 2025;

    le domande presentate dopo la chiusura delle procedure di dicembre verranno pagate entro febbraio 2026.

    Esempio pratico:Una madre con due figli, che lavora ininterrottamente da gennaio a dicembre 2025, riceverà un importo totale di 480 euro (40 x 12), esentasse e non soggetto a trattenute contributive.

    Come presentare la domanda all’INPS

    Stando agli ultimi dettagli diramati da Inps, la domanda per il nuovo bonus mamme deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica, utilizzando uno dei canali messi a disposizione dall’INPS. Le richieste devono essere inviate solo online sul sito www.inps.it, seguendo il percorso: Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Per genitori” → “Nuovo Bonus mamme.Chi non può inviare online l’istanza può utilizzare altre modalità, in particolare:

    il Contact Center Multicanale, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure 06.164.164 (da cellulare, a pagamento secondo il gestore);

    gli istituti di patronato, che offrono assistenza diretta e possono inoltrare la richiesta per conto della richiedente.

    Dopo l’invio della domanda, la lavoratrice potrà accedere alla propria area personale per:

    consultare le ricevute e i documenti generati dal sistema;

    monitorare lo stato di lavorazione;

    aggiornare i dati relativi alle modalità di pagamento, se necessario.

    Scadenza di invio domanda

    I dettagli più importanti forniti dall’istituto con il messaggio 3289 del 31 ottobre, riguardano le scadenze per l’invio domanda. Il termine per la presentazione delle domande è fissato in 40 giorni dalla pubblicazione della circolare INPS n. 139 del 28 ottobre 2025.Ciò significa che le richieste devono essere inoltrate entro il 9 dicembre 2025, considerando che il 7 dicembre cade di domenica e l’8 è festivo. Chi invece matura i requisiti dopo il 9 dicembre, potrà presentare la domanda fino al 31 gennaio 2026, ma solo se il diritto si perfeziona entro il 31 dicembre 2025. Oltre tali date, non sarà più possibile accedere al beneficio.

    Dopo l’invio, tramite lo stesso servizio è possibile accedere alle ricevute e alla documentazione prodotte dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della domanda e aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento.

    I documenti da allegare alla domanda

    La domanda deve essere compilata in modo completo e veritiero, indicando tutte le informazioni necessarie a verificare i requisiti previsti dalla normativa.In particolare, occorre dichiarare:

    i dati anagrafici dei figli per i quali si chiede il beneficio (nome, data di nascita, codice fiscale o, se non disponibile, documentazione equivalente);

    la tipologia di attività lavorativa svolta (dipendente, autonoma o iscrizione a gestione separata o cassa professionale);

    per le madri con tre o più figli, l’assenza di un contratto a tempo indeterminato nei mesi di riferimento;

    la somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini fiscali per il 2025, che non deve superare 40.000 euro;

    la modalità di pagamento prescelta, indicando un IBAN intestato alla richiedente o, in alternativa, l’opzione per il bonifico domiciliato.

    Per i conti esteri appartenenti all’area SEPA, è necessario allegare il modulo MV70 “Identificazione finanziaria area SEPA”, reperibile nella sezione “Moduli” del sito INPS.Le dichiarazioni hanno valore di autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e sono soggette a controlli successivi. In caso di informazioni false o incomplete, l’INPS procederà alla revoca del beneficio e al recupero delle somme indebitamente percepite, oltre alle sanzioni previste per legge.

    Quando arrivano i pagamenti

    Il pagamento del nuovo bonus mamme 2025 avverrà in tempi definiti e uguali per tutte le beneficiarie, ma con differenze legate alla data di presentazione della domanda.

    In generale, l’INPS erogherà il contributo in un’unica soluzione, accreditando la somma direttamente sul conto corrente indicato nella richiesta o, in alternativa, tramite bonifico domiciliato presso gli uffici postali. Non sono previste ulteriori comunicazioni: una volta inviata la domanda correttamente, il pagamento avverrà in automatico al momento della liquidazione.

    Nello specifico:

    chi presenta la domanda entro i termini ordinari, quindi entro il 9 dicembre 2025, riceverà il bonus nel mese di dicembre 2025, insieme agli importi maturati per ciascun mese dell’anno;

    le lavoratrici che invece inoltreranno la domanda in un momento successivo, ma non oltre il 31 gennaio 2026, riceveranno il pagamento entro febbraio 2026.

    In entrambi i casi, l’importo sarà corrisposto in una sola tranche, senza rateizzazione, e comprenderà tutte le mensilità spettanti per l’anno 2025.

    Attenzione a non confondersi con il bonus mamme 2026

    Il nuovo bonus mamme 2025 non va confuso con il bonus mamme previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Si tratta infatti di una misura transitoria e straordinaria, istituita per coprire il periodo di passaggio tra due interventi diversi a favore delle lavoratrici madri.La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) aveva originariamente introdotto un esonero contributivo parziale per le donne con due o più figli, cioè uno sconto sui contributi previdenziali dovuti dalle lavoratrici, pensato per incentivare l’occupazione femminile e sostenere la genitorialità. Tale esonero doveva entrare in vigore già dal 2025.Tuttavia, con il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella legge 8 agosto 2025, n. 118, il Governo ha deciso di posticiparne l’attuazione al 2026. Per non lasciare scoperta la platea di madri che nel frattempo avrebbero potuto beneficiare dello sconto contributivo, è stato introdotto un bonus temporaneo in denaro, chiamato appunto “Nuovo bonus mamme 2025”.

    Circolare Inps ufficiale sul bonus mamme: ecco il testo in PDF

    Con la circolare n. 139 del 28 ottobre 2025, l’INPS ha chiarito in modo puntuale le regole di accesso, le modalità di domanda e i tempi di pagamento del nuovo bonus, assicurando continuità di sostegno economico alle madri lavoratrici fino all’avvio della misura strutturale nel 2026. Scarica il pdf nel box Allegati qui in basso:

    Allegati

    Circolare Inps numero 139 del 28/10/2025

    166 KB

    Le FAQ ufficiali Inps

    Con un messaggio ad hoc del 4 dicembre, l’Inps ha reso noto di aver integrato le Faq utili sull’incentivo per le madri lavoratrici. Si trovano nel manuale utente, accessibile con le classiche credenziali per l’area riservata.

    Come precisato da Inps infatti, il Manuale Utente, disponibile accedendo con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS) sul sito istituzionale (www.inps.it) al seguente percorso; “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per genitori” > “Vedi tutti i servizi” > “Nuovo Bonus mamme”> “Scarica manuale utente”, è stato integrato con il paragrafo “Domande frequenti (FAQ)”, che raccoglie le richieste di chiarimento e le relative risposte utili per la corretta compilazione delle domande.

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    Bonus mamme 2025, domande entro il 9 dicembre. Istruzioni ufficiali Inps per non perderlo

    Pochi giorni alla scadenza delle domande per accedere al bonus mamme 2025. Le madri interessate devono farne richiesta entro martedì 9 dicembre.Le istruzioni sul come fare, e su chi avesse diritto all’integrazione al reddito introdotta dal Decreto Omnibus (D.L. 95/2025), erano arrivate lo scorso 28 ottobre con la circolare INPS n. 139/2025.La misura, rivolta alle lavoratrici con due o più figli, rappresenta un sostegno economico straordinario per il solo anno 2025, in vista dell’entrata in vigore – posticipata al 2026 – dell’esonero contributivo permanente previsto dalla Legge di Bilancio 2025.Il contributo, pari a 40 euro mensili per ogni mese di attività lavorativa nel 2025, viene riconosciuto alle lavoratrici dipendenti (escluse le domestiche) e autonome che rispettano determinati requisiti anagrafici e reddituali. Le madri con tre o più figli titolari di contratto a tempo indeterminato restano escluse, potendo beneficiare invece dell’esonero contributivo totale introdotto con la legge di Bilancio 2024.Le lavoratrici con le carte in regola possono, quindi, inviare domanda all’Inps entro il prossimo 9 dicembre. Sul portale Inps, alla sezione Manuale utente del servizio, sono inoltre state integrate le faq ufficiali Inps. Vediamo in modo chiaro e dettagliato a chi spetta il nuovo bonus, come presentare la domanda e quando sarà erogato.

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    Indice

    Cos’è il nuovo bonus mamme 2025

    A chi spetta il bonus: i requisiti principali

    Come funziona il bonus e quando viene pagato

    Come presentare la domanda all’INPS

    Scadenza di invio domanda

    I documenti da allegare alla domanda

    Quando arrivano i pagamenti

    Attenzione a non confondersi con il bonus mamme 2026

    Circolare Inps ufficiale sul bonus mamme: ecco il testo in PDF

    Le FAQ ufficiali Inps

    Cos’è il nuovo bonus mamme 2025

    Il nuovo bonus mamme è un’integrazione al reddito istituita per l’anno 2025, destinata alle lavoratrici madri con almeno due figli, che svolgono un’attività dipendente o autonoma.La misura è stata prevista dall’articolo 6 del decreto-legge 95/2025, e sostituisce temporaneamente l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 219, legge 207/2024), la cui entrata in vigore è stata rinviata al 2026.L’importo è pari a 40 euro al mese per ogni mese o frazione di mese di lavoro svolto nel 2025, per un massimo di 12 mensilità. L’erogazione avverrà in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2025, o, per le domande presentate in ritardo, entro febbraio 2026.

    A chi spetta il bonus: i requisiti principali

    Come chiarito dalla circolare INPS n. 139/2025, le lavoratrici devono soddisfare requisiti soggettivi, familiari, lavorativi e reddituali.

    Numero di figli

    Il bonus spetta alle madri con due figli (naturali, adottivi o in affidamento preadottivo), fino al mese del decimo compleanno del secondo figlio;

    oppure alle madri con tre o più figli, fino al mese del diciottesimo compleanno del figlio più piccolo.

    Il requisito deve essere posseduto al 1° gennaio 2025 o maturare entro il 31 dicembre 2025. Se il requisito si perfeziona nel corso dell’anno, il bonus decorre dal mese di nascita o di adozione del nuovo figlio.

    Attività lavorativaIl bonus spetta a:

    Lavoratrici dipendenti, pubbliche o private, escluse le lavoratrici domestiche;

    Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie o alle casse professionali (ex D.Lgs. 509/1994 e 103/1996);

    Iscritte alla Gestione separata INPS.

    Sono inclusi i contratti a termine, di somministrazione o intermittenti, mentre sono escluse:

    le titolari di cariche sociali non iscritte all’AGO;

    le imprenditrici non soggette a contribuzione obbligatoria;

    lavoratrici domestiche

    Le madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato non ricevono il bonus, poiché per loro resta attivo l’esonero totale dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) fino al 2026.

    Requisiti di redditoIl reddito complessivo da lavoro, autonomo o dipendente, non deve superare i 40.000 euro lordi annui nel 2025.

    Come funziona il bonus e quando viene pagato

    Il nuovo bonus mamme 2025 ha una logica semplice:

    per ogni mese (o frazione) in cui è attivo un rapporto di lavoro nel 2025, spetta un importo di 40 euro;

    le mensilità di gennaio-novembre vengono pagate in unica soluzione a dicembre 2025;

    le domande presentate dopo la chiusura delle procedure di dicembre verranno pagate entro febbraio 2026.

    Esempio pratico:Una madre con due figli, che lavora ininterrottamente da gennaio a dicembre 2025, riceverà un importo totale di 480 euro (40 x 12), esentasse e non soggetto a trattenute contributive.

    Come presentare la domanda all’INPS

    Stando agli ultimi dettagli diramati da Inps, la domanda per il nuovo bonus mamme deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica, utilizzando uno dei canali messi a disposizione dall’INPS. Le richieste devono essere inviate solo online sul sito www.inps.it, seguendo il percorso: Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Per genitori” → “Nuovo Bonus mamme.Chi non può inviare online l’istanza può utilizzare altre modalità, in particolare:

    il Contact Center Multicanale, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure 06.164.164 (da cellulare, a pagamento secondo il gestore);

    gli istituti di patronato, che offrono assistenza diretta e possono inoltrare la richiesta per conto della richiedente.

    Dopo l’invio della domanda, la lavoratrice potrà accedere alla propria area personale per:

    consultare le ricevute e i documenti generati dal sistema;

    monitorare lo stato di lavorazione;

    aggiornare i dati relativi alle modalità di pagamento, se necessario.

    Scadenza di invio domanda

    I dettagli più importanti forniti dall’istituto con il messaggio 3289 del 31 ottobre, riguardano le scadenze per l’invio domanda. Il termine per la presentazione delle domande è fissato in 40 giorni dalla pubblicazione della circolare INPS n. 139 del 28 ottobre 2025.Ciò significa che le richieste devono essere inoltrate entro il 9 dicembre 2025, considerando che il 7 dicembre cade di domenica e l’8 è festivo. Chi invece matura i requisiti dopo il 9 dicembre, potrà presentare la domanda fino al 31 gennaio 2026, ma solo se il diritto si perfeziona entro il 31 dicembre 2025. Oltre tali date, non sarà più possibile accedere al beneficio.

    Dopo l’invio, tramite lo stesso servizio è possibile accedere alle ricevute e alla documentazione prodotte dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della domanda e aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento.

    I documenti da allegare alla domanda

    La domanda deve essere compilata in modo completo e veritiero, indicando tutte le informazioni necessarie a verificare i requisiti previsti dalla normativa.In particolare, occorre dichiarare:

    i dati anagrafici dei figli per i quali si chiede il beneficio (nome, data di nascita, codice fiscale o, se non disponibile, documentazione equivalente);

    la tipologia di attività lavorativa svolta (dipendente, autonoma o iscrizione a gestione separata o cassa professionale);

    per le madri con tre o più figli, l’assenza di un contratto a tempo indeterminato nei mesi di riferimento;

    la somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini fiscali per il 2025, che non deve superare 40.000 euro;

    la modalità di pagamento prescelta, indicando un IBAN intestato alla richiedente o, in alternativa, l’opzione per il bonifico domiciliato.

    Per i conti esteri appartenenti all’area SEPA, è necessario allegare il modulo MV70 “Identificazione finanziaria area SEPA”, reperibile nella sezione “Moduli” del sito INPS.Le dichiarazioni hanno valore di autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e sono soggette a controlli successivi. In caso di informazioni false o incomplete, l’INPS procederà alla revoca del beneficio e al recupero delle somme indebitamente percepite, oltre alle sanzioni previste per legge.

    Quando arrivano i pagamenti

    Il pagamento del nuovo bonus mamme 2025 avverrà in tempi definiti e uguali per tutte le beneficiarie, ma con differenze legate alla data di presentazione della domanda.

    In generale, l’INPS erogherà il contributo in un’unica soluzione, accreditando la somma direttamente sul conto corrente indicato nella richiesta o, in alternativa, tramite bonifico domiciliato presso gli uffici postali. Non sono previste ulteriori comunicazioni: una volta inviata la domanda correttamente, il pagamento avverrà in automatico al momento della liquidazione.

    Nello specifico:

    chi presenta la domanda entro i termini ordinari, quindi entro il 9 dicembre 2025, riceverà il bonus nel mese di dicembre 2025, insieme agli importi maturati per ciascun mese dell’anno;

    le lavoratrici che invece inoltreranno la domanda in un momento successivo, ma non oltre il 31 gennaio 2026, riceveranno il pagamento entro febbraio 2026.

    In entrambi i casi, l’importo sarà corrisposto in una sola tranche, senza rateizzazione, e comprenderà tutte le mensilità spettanti per l’anno 2025.

    Attenzione a non confondersi con il bonus mamme 2026

    Il nuovo bonus mamme 2025 non va confuso con il bonus mamme previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Si tratta infatti di una misura transitoria e straordinaria, istituita per coprire il periodo di passaggio tra due interventi diversi a favore delle lavoratrici madri.La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) aveva originariamente introdotto un esonero contributivo parziale per le donne con due o più figli, cioè uno sconto sui contributi previdenziali dovuti dalle lavoratrici, pensato per incentivare l’occupazione femminile e sostenere la genitorialità. Tale esonero doveva entrare in vigore già dal 2025.Tuttavia, con il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella legge 8 agosto 2025, n. 118, il Governo ha deciso di posticiparne l’attuazione al 2026. Per non lasciare scoperta la platea di madri che nel frattempo avrebbero potuto beneficiare dello sconto contributivo, è stato introdotto un bonus temporaneo in denaro, chiamato appunto “Nuovo bonus mamme 2025”.

    Circolare Inps ufficiale sul bonus mamme: ecco il testo in PDF

    Con la circolare n. 139 del 28 ottobre 2025, l’INPS ha chiarito in modo puntuale le regole di accesso, le modalità di domanda e i tempi di pagamento del nuovo bonus, assicurando continuità di sostegno economico alle madri lavoratrici fino all’avvio della misura strutturale nel 2026. Scarica il pdf nel box Allegati qui in basso:

    Allegati

    Circolare Inps numero 139 del 28/10/2025

    166 KB

    Le FAQ ufficiali Inps

    Con un messaggio ad hoc del 4 dicembre, l’Inps ha reso noto di aver integrato le Faq utili sull’incentivo per le madri lavoratrici. Si trovano nel manuale utente, accessibile con le classiche credenziali per l’area riservata.

    Come precisato da Inps infatti, il Manuale Utente, disponibile accedendo con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS) sul sito istituzionale (www.inps.it) al seguente percorso; “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per genitori” > “Vedi tutti i servizi” > “Nuovo Bonus mamme”> “Scarica manuale utente”, è stato integrato con il paragrafo “Domande frequenti (FAQ)”, che raccoglie le richieste di chiarimento e le relative risposte utili per la corretta compilazione delle domande.

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