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    Carta acquisti 2026 da 40 euro: le nuove soglie Isee e i moduli di richiesta

    Dal 1° gennaio 2026 i requisiti reddituali e il valore dell’ISEE richiesti per poter beneficiare della Carta acquisti sono stati rivalutati in base all’andamento dell’inflazione rilevato annualmente dall’ISTAT. A renderlo noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con apposito comunicato diffuso sul sito istituzionale.Alla luce dei nuovi requisiti i cittadini che, a partire dal 1° gennaio dell’annualità corrente, presentano domanda per ottenere il beneficio economico disponibile sulla Carta acquisti devono scaricare e presentare agli Uffici postali la modulistica aggiornata, disponibile sui siti internet di INPS, Poste italiane, MEF e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Sempre il MEF, nel comunicare il rinnovo del programma Carta acquisti per il 2026, precisa che quanti già ricevono il contributo e mantengono “i requisiti previsti dal programma” non dovranno fare una “nuova richiesta”.L’accredito bimestrale di 80 euro “continuerà ad arrivare automaticamente sulla carta elettronica associata al programma” (sito “mef.gov.it – In evidenza”).Analizziamo le novità in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    I soggetti destinatari

    I requisiti per i cittadini sessantacinquenni

    I requisiti per i bambini di età inferiore a tre anni

    Come funziona la Carta acquisti?

    80 euro ricaricati ogni bimestre

    Come ottenere la Carta acquisti?

    I soggetti destinatari

    La Carta acquisti è riconosciuta, in presenza dei requisiti economico-patrimoniali di seguito descritti, ai cittadini di età pari o superiore a 65 anni ovvero di età inferiore a 3 anni in possesso di:

    Cittadinanza italiana;

    In alternativa, cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea.

    È altresì ammesso al beneficio il familiare di:

    Cittadino italiano, non avente la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

    Cittadino comunitario, non avente la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

    Da ultimo la Carta acquisti spetta a:

    Cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;

    Rifugiati politici o titolari di posizione sussidiaria.

    Il richiedente la Carta dev’essere regolarmente iscritto nell’Anagrafe (comunale) della Popolazione Residente.

    I requisiti per i cittadini sessantacinquenni

    I cittadini di età pari o superiore ai 65 anni devono possedere i seguenti requisiti economici:

    Non godere di trattamenti o, nell’anno di competenza del beneficio, godere di trattamenti di importo inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026, se l’età è compresa tra 65 e 69 anni, ovvero a 10.974,42 euro per l’anno 2026 se l’età è pari o superiore ai 70 anni;

    Avere un ISEE in corso di validità inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026;Non essere, da soli o insieme al coniuge, intestatari di più di una utenza elettrica domestica, di più di una utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas;

    Non essere, da soli o insieme al coniuge, proprietari di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili che non siano ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%;

    Non essere, da soli o insieme al coniuge, titolari di un patrimonio mobiliare superiore a 15 mila euro come rilevato nella dichiarazione ISEE;

    Non essere fruitori di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni perché ricoverati in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena.

    I requisiti per i bambini di età inferiore a tre anni

    Ai bambini di età inferiore a tre anni (in tal caso il titolare della Carta è un esercente la patria potestà) sono richiesti i seguenti requisiti:

    ISEE in corso di validità inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026;

    Non essere, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, intestatari di più di un’utenza elettrica domestica, di più di un’utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas, di più di due autoveicoli;

    Non essere proprietari, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili che non sono ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%;

    Non essere titolari, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, di un patrimonio mobiliare superiore a 15 mila euro, come rilevato nella dichiarazione ISEE.

    Come funziona la Carta acquisti?

    La Carta acquisti è utilizzabile nei negozi alimentari, nelle farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard e presso gli Uffici postali per pagare le bollette elettriche e del gas.Gli esercizi (negozi e farmacie) che aderiscono all’iniziativa (identificati con l’apposita etichetta adesiva) possono riconoscere ai titolari uno sconto del 5%.

    Lo sconto è:

    Riconosciuto esclusivamente per gli acquisti effettuati con la Carta e non è applicabile per specialità medicinali o per il pagamento dei ticket sanitari;

    Cumulabile con altre iniziative promozionali o sconti applicati a tutta la clientela, oltre a quelle riservate ai titolari di carte fedeltà rilasciate dai negozi stessi.

    Gli acquisti effettuati presso le farmacie convenzionate e attrezzate, danno altresì il diritto alla misurazione gratuita della pressione arteriosa e del peso corporeo.

    80 euro ricaricati ogni bimestre

    Sulla Carta vengono accreditati 80 euro con cadenza bimestrale. Le ricariche vengono effettuate in base agli stanziamenti pubblici progressivamente resi disponibili.Gli enti territoriali possono deliberare l’accredito sulla carta di somme aggiuntive. Le aziende possono prevedere sconti particolari sulla fornitura di beni di pubblica utilità.Ulteriori versamenti, effettuati a titolo spontaneo o solidale sul fondo destinato alla Carta acquisiti, possono provenire da soggetti privati.

    Come ottenere la Carta acquisti?

    La Carta acquisti si presenta come una normale carta di pagamento elettronica che, a differenza degli altri supporti tecnologici, è completamente gratuita e periodicamente ricaricata dallo Stato.I soggetti in possesso dei requisiti devono:

    Scaricare i moduli aggiornati all’annualità 2026, disponibili presso gli Uffici postali e nei siti internet di INPS, Poste Italiane, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;

    Compilare la modulistica aggiornata (dal 1° gennaio 2026 per i cittadini che richiedono la Carta Acquisti dovrà essere utilizzata la nuova modulistica con i limiti ISEE e reddituali in vigore per l’annualità corrente) diversa a seconda del soggetto beneficiario;

    Consegnare all’Ufficio postale la documentazione compilata.

    Quest’ultimo, dopo una verifica della completezza e conformità della documentazione presentata, rilascia una copia della richiesta.Se la domanda è accettata viene recapitata una comunicazione all’indirizzo di residenza, con l’invito a recarsi presso un Ufficio postale abilitato per il ritiro della Carta acquisti.Sul supporto sarà già disponibile (e utilizzabile successivamente alla ricezione del codice di sicurezza, recapitato all’indirizzo di residenza) l’importo complessivamente spettante nel bimestre in corso alla data di presentazione della domanda.

    nel box qui sotto ecco i moduli da scaricare:

    Allegati

    Carta acquisti – Moduli 2026 per over 65

    Carta acquisti – Moduli 2026 per minori di 3 anni

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    Carta acquisti 2026 da 40 euro: le nuove soglie Isee e i moduli di richiesta

    Dal 1° gennaio 2026 i requisiti reddituali e il valore dell’ISEE richiesti per poter beneficiare della Carta acquisti sono stati rivalutati in base all’andamento dell’inflazione rilevato annualmente dall’ISTAT. A renderlo noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con apposito comunicato diffuso sul sito istituzionale.Alla luce dei nuovi requisiti i cittadini che, a partire dal 1° gennaio dell’annualità corrente, presentano domanda per ottenere il beneficio economico disponibile sulla Carta acquisti devono scaricare e presentare agli Uffici postali la modulistica aggiornata, disponibile sui siti internet di INPS, Poste italiane, MEF e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Sempre il MEF, nel comunicare il rinnovo del programma Carta acquisti per il 2026, precisa che quanti già ricevono il contributo e mantengono “i requisiti previsti dal programma” non dovranno fare una “nuova richiesta”.L’accredito bimestrale di 80 euro “continuerà ad arrivare automaticamente sulla carta elettronica associata al programma” (sito “mef.gov.it – In evidenza”).Analizziamo le novità in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

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    Come funziona la Carta acquisti?

    80 euro ricaricati ogni bimestre

    Come ottenere la Carta acquisti?

    I soggetti destinatari

    La Carta acquisti è riconosciuta, in presenza dei requisiti economico-patrimoniali di seguito descritti, ai cittadini di età pari o superiore a 65 anni ovvero di età inferiore a 3 anni in possesso di:

    Cittadinanza italiana;

    In alternativa, cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea.

    È altresì ammesso al beneficio il familiare di:

    Cittadino italiano, non avente la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

    Cittadino comunitario, non avente la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

    Da ultimo la Carta acquisti spetta a:

    Cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;

    Rifugiati politici o titolari di posizione sussidiaria.

    Il richiedente la Carta dev’essere regolarmente iscritto nell’Anagrafe (comunale) della Popolazione Residente.

    I requisiti per i cittadini sessantacinquenni

    I cittadini di età pari o superiore ai 65 anni devono possedere i seguenti requisiti economici:

    Non godere di trattamenti o, nell’anno di competenza del beneficio, godere di trattamenti di importo inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026, se l’età è compresa tra 65 e 69 anni, ovvero a 10.974,42 euro per l’anno 2026 se l’età è pari o superiore ai 70 anni;

    Avere un ISEE in corso di validità inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026;Non essere, da soli o insieme al coniuge, intestatari di più di una utenza elettrica domestica, di più di una utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas;

    Non essere, da soli o insieme al coniuge, proprietari di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili che non siano ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%;

    Non essere, da soli o insieme al coniuge, titolari di un patrimonio mobiliare superiore a 15 mila euro come rilevato nella dichiarazione ISEE;

    Non essere fruitori di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni perché ricoverati in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena.

    I requisiti per i bambini di età inferiore a tre anni

    Ai bambini di età inferiore a tre anni (in tal caso il titolare della Carta è un esercente la patria potestà) sono richiesti i seguenti requisiti:

    ISEE in corso di validità inferiore a 8.230,81 euro per l’anno 2026;

    Non essere, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, intestatari di più di un’utenza elettrica domestica, di più di un’utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas, di più di due autoveicoli;

    Non essere proprietari, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili che non sono ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%;

    Non essere titolari, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari, di un patrimonio mobiliare superiore a 15 mila euro, come rilevato nella dichiarazione ISEE.

    Come funziona la Carta acquisti?

    La Carta acquisti è utilizzabile nei negozi alimentari, nelle farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard e presso gli Uffici postali per pagare le bollette elettriche e del gas.Gli esercizi (negozi e farmacie) che aderiscono all’iniziativa (identificati con l’apposita etichetta adesiva) possono riconoscere ai titolari uno sconto del 5%.

    Lo sconto è:

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    La Carta acquisti si presenta come una normale carta di pagamento elettronica che, a differenza degli altri supporti tecnologici, è completamente gratuita e periodicamente ricaricata dallo Stato.I soggetti in possesso dei requisiti devono:

    Scaricare i moduli aggiornati all’annualità 2026, disponibili presso gli Uffici postali e nei siti internet di INPS, Poste Italiane, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;

    Compilare la modulistica aggiornata (dal 1° gennaio 2026 per i cittadini che richiedono la Carta Acquisti dovrà essere utilizzata la nuova modulistica con i limiti ISEE e reddituali in vigore per l’annualità corrente) diversa a seconda del soggetto beneficiario;

    Consegnare all’Ufficio postale la documentazione compilata.

    Quest’ultimo, dopo una verifica della completezza e conformità della documentazione presentata, rilascia una copia della richiesta.Se la domanda è accettata viene recapitata una comunicazione all’indirizzo di residenza, con l’invito a recarsi presso un Ufficio postale abilitato per il ritiro della Carta acquisti.Sul supporto sarà già disponibile (e utilizzabile successivamente alla ricezione del codice di sicurezza, recapitato all’indirizzo di residenza) l’importo complessivamente spettante nel bimestre in corso alla data di presentazione della domanda.

    nel box qui sotto ecco i moduli da scaricare:

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    Infortuni domestici: assicurazione INAIL in scadenza il 31 gennaio

    I soggetti assicurati in INAIL contro gli infortuni domestici sono tenuti a pagare il premio annuo di 24 euro entro il prossimo 31 gennaio così da poter beneficiare senza interruzioni della copertura assicurativa fino al 31 dicembre 2026.Analizziamo la questione in dettaglio.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Chi si deve assicurare contro gli infortuni domestici?

    Cosa copre l’assicurazione INAIL?

    A quanto ammonta il premio assicurativo?

    Come funziona il rinnovo dell’assicurazione?

    Come pagare il premio?

    Copertura fino al 31 dicembre

    Franchigia al 6% di inabilità

    Chi si deve assicurare contro gli infortuni domestici?

    L’assicurazione INAIL è obbligatoria per tutte le persone che:

    Hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni (coloro i quali compiono i 67 anni in corso d’anno devono comunque provvedere al pagamento del premio e la copertura assicurativa opera sino al 31 dicembre della medesima annualità);

    Svolgono a titolo gratuito e senza vincoli di subordinazione un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano;

    Prestano lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo, non svolgono cioè altre attività per le quali ricorre l’obbligo di iscrizione ad un altro ente o cassa previdenziale.

    Non devono tuttavia assicurarsi i soggetti impegnati in:

    Lavori socialmente utili (LSU), borse lavoro, corsi di formazione e tirocini, dal momento che, pur in assenza di un rapporto di lavoro dipendente, svolgono attività assimilate a quella lavorativa prevista dalla legge;

    Lavoro a tempo parziale, posto che si tratta di “un’attività lavorativa a tempo indeterminato, che comporta l’iscrizione presso forme obbligatorie di previdenza sociale”, chiarisce l’opuscolo INAIL disponibile su “inail.it – Assicurazioni speciali – Lavoro domestico (casalinghe / i) – L’assicurazione in ambito domestico”.

    Cosa copre l’assicurazione INAIL?

    L’assicurazione INAIL fornisce protezione contro gli infortuni avvenuti in occasione o a causa del lavoro prestato in ambito domestico.Si definisce lavoro domestico l’insieme di attività svolte in via esclusiva da uno o più soggetti nell’abitazione dove dimora il nucleo familiare, senza vincolo di subordinazione e gratuitamente.

    Ai fini assicurativi si intende per:

    Nucleo familiare, l’insieme delle persone legate da vincoli di matrimonio, unioni civili, parentela, affinità, adozione e tutela, ovvero da legami affettivi, coabitanti e aventi la medesima dimora abituale;

    Ambito domestico, l’immobile dove dimora il nucleo familiare, comprese le relative pertinenze e le parti comuni condominiali nonché la casa in affitto in cui si trascorrono le vacanze (purché si trovi sul territorio nazionale).

    La tutela assicurativa si estende peraltro agli infortuni avvenuti:

    Per attività connesse a interventi di piccola manutenzione (ad esempio idraulica ed elettrica) che non richiedono una particolare preparazione tecnica;

    Per la presenza in casa di animali domestici.

    A quanto ammonta il premio assicurativo?

    La copertura INAIL è finanziata a mezzo del pagamento di un premio assicurativo annuo pari a 24,00 euro, non frazionabile su base mensile e deducibile ai fini fiscali.In sede di prima di iscrizione (da effettuarsi online collegandosi al sito “inail.it”, servizio “Domanda di iscrizione e richiesta avviso di pagamento”) il premio va versato nel momento in cui si maturano i requisiti assicurati e, in tal caso, la copertura opera a partire dal giorno successivo al pagamento.Il premio è a carico dello Stato per quanti presentano entrambi i seguenti requisiti:

    Reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui;

    Appartenenza ad un nucleo familiare con reddito complessivo lordo annuo fino a 9.296,22 euro.

    Come funziona il rinnovo dell’assicurazione?

    In fase di rinnovo dell’assicurazione, per mantenere la copertura assicurativa senza soluzione di continuità con l’anno precedente, il premio dev’essere corrisposto tra l’1 e il 31 gennaio.Se il versamento avviene dopo il termine del 31 gennaio, la copertura assicurativa decorre dal giorno successivo al pagamento.Per il rinnovo i sistemi dell’INAIL elaborano l’avviso di pagamento PagoPA precompilato con i dati anagrafici e la somma da versare.L’avviso è reso disponibile sui servizi telematici dell’Istituto nonché sull’APP IO o l’APP INAIL.Per procedere al pagamento del rinnovo il premio dev’essere versato utilizzando unicamente l’avviso proposto da PagoPA elaborato dal sistema INAIL.Non è ammesso l’utilizzo di modalità alternative come bollettini postali o bonifici bancari.

    Come pagare il premio?

    L’avviso di pagamento può essere versato:

    online direttamente tramite il link PagoPA disponibile sul sito di INAIL, Poste Italiane, banche e altri prestatori di servizi;

    fisicamente presso gli uffici di Poste Italiane, in banca, al bancomat, presso le ricevitorie, tabaccai e supermercati abilitati al servizio, utilizzando contanti, carte o l’addebito in conto corrente;

    mediante le APP IO e APP INAIL.

    Copertura fino al 31 dicembre

    A prescindere dalla data di maturazione dei requisiti e di pagamento del premio, la copertura assicurativa è annuale e opera fino al 31 dicembre dell’anno di assicurazione.

    Franchigia al 6% di inabilità

    La tutela assicurativa si attiva a fronte di un’inabilità accertata pari o superiore al 6 percento, attraverso il riconoscimento di una serie di prestazioni, diverse in relazione alla gravità degli esiti dell’infortunio (compreso il rischio morte).L’INAIL liquida le prestazioni solamente se il soggetto, alla data dell’infortunio, risulta già regolarmente iscritto all’assicurazione.Pertanto, in data antecedente l’evento il soggetto interessato deve aver provveduto al versamento del premio assicurativo ovvero essersi iscritto con premio a carico dello Stato.

    Tra le prestazioni INAIL figurano:

    Rendita diretta mensile, con inabilità permanente al lavoro pari o superiore al 16%;

    Rendita ai superstiti se dall’infortunio deriva la morte dell’assicurato;

    Prestazione una tantum con inabilità permanente tra il 6 e il15 percento;

    Assegno una tantum per infortunio mortale;

    Assegno per l’assistenza personale continuativa, se ricorre un’inabilità permanente assoluta al 100%;

    Prestazione una tantum a carico del Fondo vittime gravi infortuni in caso di eventi mortali. 

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    Fringe benefit 2026: conferme, novità e regole di quest’anno per il welfare aziendale

    Il datore di lavoro può integrare la retribuzione in denaro riconosciuta ai dipendenti in busta paga con una serie di beni e servizi erogati in natura, i cosiddetti fringe benefit.L’erogazione risponde a obiettivi di fidelizzazione dei dipendenti ovvero per accrescere benessere in azienda.Per incentivare il ricorso alla retribuzione in natura le regole sono drasticamente cambiate nel corso degli ultimi due anni ad opera delle leggi di bilancio 2025 e 2026.Analizziamo in dettaglio lo stato dell’arte.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Beni e servizi di modico valore

    Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro

    Bonus affitti

    Mezzi di trasporto

    Prestiti agevolati

    Fabbricati

    Beni e servizi di modico valore

    La Manovra 2025 (approvata con Legge numero 207/2024) è intervenuta sul regime di esenzione contributiva e fiscale con riguardo ai beni e servizi di modico valore riconosciuti dall’azienda.Questi ultimi, a norma del TUIR (articolo 51, comma 3), sono esenti se non superano, nel periodo d’imposta, un valore complessivamente pari a 258,23 euro.La legge di bilancio introduce una disciplina derogatoria al TUIR, tale per cui la soglia di esenzione è eccezionalmente elevata a 1.000,00 euro con riguardo alle annualità 2025, 2026 e 2027.La soglia è ulteriormente aumentata a 2.000,00 euro per i soli dipendenti con figli fiscalmente a carico (compresi i figli nati fuori del matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati e, dal 2025, i figli conviventi del coniuge deceduto).I limiti di 1.000,00 / 2.000,00 euro comprendono anche le somme riconosciute entro il 12 gennaio dell’anno successivo per:

    Il pagamento delle utenze domestiche di gas, luce e acqua, con riguardo agli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari;

    Il contratto di locazione regolarmente registrato dell’abitazione principale ovvero per gli interessi sul mutuo della stessa.

    Se i beni – servizi e / o le somme rimborsate eccedono le soglie in parola, l’intero valore (e non solo l’eccedenza) concorre al calcolo di contributi e tasse.

    Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro

    La Manovra 2026 (articolo 1, comma 14) in vigore dallo scorso 1° gennaio eleva la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici da 8,00 euro giornalieri a 10,00 euro (sempre giornalieri).La sola eccedenza concorre a formare il reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.Restano ferme le disposizioni riguardanti i buoni pasto cartacei, esenti fino alla soglia giornaliera di 4,00 euro.Nessuna novità per quanto riguarda l’indennità sostitutiva della mensa (erogata in busta paga) esclusa da contributi e tasse fino all’importo complessivo giornaliero di 5,29 euro se corrisposta a:

    Addetti ai cantieri edili;

    Addetti ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo;

    Addetti ad unità produttive situate in zone prive di strutture o servizi di ristorazione.

    Bonus affitti

    I dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025 e con un reddito di lavoro dipendente nel 2024 non superiore a 35 mila euro possono beneficiare dell’esenzione fiscale con riguardo alle somme rimborsate dal datore di lavoro (o da questi erogate) per pagare:

    Le spese di locazione dei fabbricati presi in affitto con contratto registrato;

    Le spese di manutenzione dei fabbricati in affitto (fornitura di acqua, energia, ascensore, portineria, spurgo pozzi);

    sostenute dai lavoratori stessi dalla data di assunzione, nel limite di 5.000 euro annui. Se l’ammontare dei rimborsi è superiore solo l’eccedenza è soggetta a tassazione.L’agevolazione riguarda:

    I dipendenti che trasferiscono la residenza di oltre 100 chilometri rispetto alla precedente;

    I rimborsi effettuati nei primi 24 mesi dalla data di assunzione.

    Mezzi di trasporto

    I mezzi di trasporto concessi dall’azienda ai dipendenti sono soggetti a tasse e contributi (secondo il loro valore normale) in caso di utilizzo per motivi prettamente personali.Non rileva, al contrario, l’ipotesi di uso per finalità esclusivamente lavorative.Al contrario, se il mezzo è attribuito per un utilizzo promiscuo (motivi personali e aziendali) l’assoggettamento a contributi e tasse avviene assumendo a riferimento un valore forfettario, diverso a seconda del tipo di veicolo, della data di immatricolazione nonché di quella di assegnazione al dipendente.Nello specifico, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in relazione a veicoli immatricolati dal 2025 si assume a riferimento il 50% del valore corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri, calcolato in base alle tabelle ACI, al netto delle somme trattenute al dipendente.

    La percentuale si riduce:

    Al 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica;

    Al 20% per i veicoli elettrici ibridi plug-in.

    La disciplina citata figlia di quanto disposto dalla legge di bilancio dell’anno precedente, opera per i veicoli che dal 1° gennaio 2025 sono immatricolati, concessi in uso promiscuo al dipendente e consegnati al medesimo.

    Prestiti agevolati

    I finanziamenti riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti (ovvero da terzi convenzionati con l’azienda) generano un reddito imponibile ai fini contributivi e fiscali:

    Per i prestiti a tasso fisso, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di concessione del prestito e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sui prestiti;

    Per i prestiti a tasso variabile, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di scadenza di ciascuna rata e l’importo degli interessi applicato sui prestiti.

    Il reddito così determinato è tassato con ritenuta d’acconto al momento del pagamento delle singole rate del prestito, come risultano dal piano di ammortamento.

    Fabbricati

    I fabbricati di proprietà del datore di lavoro (o dallo stesso presi in locazione) concessi in locazione, uso o comodato ai dipendenti rilevano per il calcolo di contributi e tasse in misura pari alla differenza tra:

    La rendita catastale del fabbricato;

    Quanto corrisposto dal dipendente per l’utilizzo del fabbricato.

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    Leggi di più… from Fringe benefit 2026: conferme, novità e regole di quest’anno per il welfare aziendale

    Pubblicato il

    Fringe benefit 2026: conferme, novità e regole di quest’anno per il welfare aziendale

    Il datore di lavoro può integrare la retribuzione in denaro riconosciuta ai dipendenti in busta paga con una serie di beni e servizi erogati in natura, i cosiddetti fringe benefit.L’erogazione risponde a obiettivi di fidelizzazione dei dipendenti ovvero per accrescere benessere in azienda.Per incentivare il ricorso alla retribuzione in natura le regole sono drasticamente cambiate nel corso degli ultimi due anni ad opera delle leggi di bilancio 2025 e 2026.Analizziamo in dettaglio lo stato dell’arte.Resta aggiornato/a sul canale Telegram e iscrivendoti gratis alla Newsletter di LeggiOggi.

    Indice

    Beni e servizi di modico valore

    Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro

    Bonus affitti

    Mezzi di trasporto

    Prestiti agevolati

    Fabbricati

    Beni e servizi di modico valore

    La Manovra 2025 (approvata con Legge numero 207/2024) è intervenuta sul regime di esenzione contributiva e fiscale con riguardo ai beni e servizi di modico valore riconosciuti dall’azienda.Questi ultimi, a norma del TUIR (articolo 51, comma 3), sono esenti se non superano, nel periodo d’imposta, un valore complessivamente pari a 258,23 euro.La legge di bilancio introduce una disciplina derogatoria al TUIR, tale per cui la soglia di esenzione è eccezionalmente elevata a 1.000,00 euro con riguardo alle annualità 2025, 2026 e 2027.La soglia è ulteriormente aumentata a 2.000,00 euro per i soli dipendenti con figli fiscalmente a carico (compresi i figli nati fuori del matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati e, dal 2025, i figli conviventi del coniuge deceduto).I limiti di 1.000,00 / 2.000,00 euro comprendono anche le somme riconosciute entro il 12 gennaio dell’anno successivo per:

    Il pagamento delle utenze domestiche di gas, luce e acqua, con riguardo agli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari;

    Il contratto di locazione regolarmente registrato dell’abitazione principale ovvero per gli interessi sul mutuo della stessa.

    Se i beni – servizi e / o le somme rimborsate eccedono le soglie in parola, l’intero valore (e non solo l’eccedenza) concorre al calcolo di contributi e tasse.

    Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro

    La Manovra 2026 (articolo 1, comma 14) in vigore dallo scorso 1° gennaio eleva la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici da 8,00 euro giornalieri a 10,00 euro (sempre giornalieri).La sola eccedenza concorre a formare il reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.Restano ferme le disposizioni riguardanti i buoni pasto cartacei, esenti fino alla soglia giornaliera di 4,00 euro.Nessuna novità per quanto riguarda l’indennità sostitutiva della mensa (erogata in busta paga) esclusa da contributi e tasse fino all’importo complessivo giornaliero di 5,29 euro se corrisposta a:

    Addetti ai cantieri edili;

    Addetti ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo;

    Addetti ad unità produttive situate in zone prive di strutture o servizi di ristorazione.

    Bonus affitti

    I dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025 e con un reddito di lavoro dipendente nel 2024 non superiore a 35 mila euro possono beneficiare dell’esenzione fiscale con riguardo alle somme rimborsate dal datore di lavoro (o da questi erogate) per pagare:

    Le spese di locazione dei fabbricati presi in affitto con contratto registrato;

    Le spese di manutenzione dei fabbricati in affitto (fornitura di acqua, energia, ascensore, portineria, spurgo pozzi);

    sostenute dai lavoratori stessi dalla data di assunzione, nel limite di 5.000 euro annui. Se l’ammontare dei rimborsi è superiore solo l’eccedenza è soggetta a tassazione.L’agevolazione riguarda:

    I dipendenti che trasferiscono la residenza di oltre 100 chilometri rispetto alla precedente;

    I rimborsi effettuati nei primi 24 mesi dalla data di assunzione.

    Mezzi di trasporto

    I mezzi di trasporto concessi dall’azienda ai dipendenti sono soggetti a tasse e contributi (secondo il loro valore normale) in caso di utilizzo per motivi prettamente personali.Non rileva, al contrario, l’ipotesi di uso per finalità esclusivamente lavorative.Al contrario, se il mezzo è attribuito per un utilizzo promiscuo (motivi personali e aziendali) l’assoggettamento a contributi e tasse avviene assumendo a riferimento un valore forfettario, diverso a seconda del tipo di veicolo, della data di immatricolazione nonché di quella di assegnazione al dipendente.Nello specifico, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in relazione a veicoli immatricolati dal 2025 si assume a riferimento il 50% del valore corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri, calcolato in base alle tabelle ACI, al netto delle somme trattenute al dipendente.

    La percentuale si riduce:

    Al 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica;

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    Per i prestiti a tasso fisso, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di concessione del prestito e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sui prestiti;

    Per i prestiti a tasso variabile, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di scadenza di ciascuna rata e l’importo degli interessi applicato sui prestiti.

    Il reddito così determinato è tassato con ritenuta d’acconto al momento del pagamento delle singole rate del prestito, come risultano dal piano di ammortamento.

    Fabbricati

    I fabbricati di proprietà del datore di lavoro (o dallo stesso presi in locazione) concessi in locazione, uso o comodato ai dipendenti rilevano per il calcolo di contributi e tasse in misura pari alla differenza tra:

    La rendita catastale del fabbricato;

    Quanto corrisposto dal dipendente per l’utilizzo del fabbricato.

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