Allarme prezzi e speculazione con rischi sull’inflazione. La congiuntura globale generata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz provoca in tutti i settori un effetto domino. Scarseggiano le risorse energetiche con fiammate al distributore e volano le bollette di famiglie e imprese. Le tensioni geopolitiche si riversano anche sulle quotazioni delle materie prime utilizzate nell’industria alimentare dalla soia allo zucchero, al cacao, ma anche fertilizzanti e concimi azotati: prima del conflitto il 40% delle forniture mondiali passava da Hormuz.
Pubblicato in TGcom24 - EconomiaPetrolio, gas e altre materie prime: l’effetto Hormuz continua a farsi sentire